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Territorio

I Palmenti abruzzesi diventano patrimonio culturale: via libera in Consiglio Regionale, esulta la Lega

Le antiche vasche rupestri per la pigiatura dell’uva diventano finalmente un monumento protetto! Con un voto storico che riconosce il legame indissolubile tra l’ingegno contadino e il nostro territorio montano, il Consiglio Regionale ha approvato il progetto di legge per il riconoscimento dei “Palmenti abruzzesi” quale patrimonio culturale della Regione. I promotori del provvedimento, i consiglieri regionali della Lega Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti, hanno espresso grande soddisfazione: “Non ci limitiamo a un riconoscimento formale, ma istituiamo la Rete regionale di recupero e valorizzazione”. Da Pietranico a Pennapiedimonte, da Palena a San Demetrio ne’ Vestini, i celebri Palmenti (vere e proprie cantine a cielo aperto scavate nella roccia dai nostri antenati) verranno ora censiti, mappati, restaurati e inseriti in moderni circuiti turistici e didattici. L’obiettivo della Lega è puntare fortissimo sul “turismo esperienziale” e sostenibile per rilanciare le aree interne, creando nuovo indotto economico per i piccoli borghi. Leggete l’articolo per scoprire la storia di questi tesori rupestri e i dettagli della nuova legge regionale! Amate il trekking, la natura e volete andare alla scoperta dei tesori nascosti dei nostri borghi? Non perdetevi l’intrigante proposta di lettura e viaggio di oggi! 👇

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D'Incecco e Mannetti (Lega)

L’Aquila – L’anima più vera, ruvida e autentica della nostra regione risiede da sempre indissolubilmente nelle sue profonde radici rurali, in quelle antiche tradizioni contadine scolpite letteralmente nella dura pietra delle montagne appenniniche. Una memoria storica di inestimabile valore che oggi, finalmente, riceve il giusto, doveroso e tanto atteso riconoscimento istituzionale. Con un voto dal forte sapore identitario, il Consiglio Regionale dell’Abruzzo ha infatti dato il via libera definitivo all’approvazione del fondamentale progetto di legge che sancisce ufficialmente il riconoscimento dei cosiddetti “Palmenti abruzzesi” quale preziosissimo patrimonio culturale regionale da tutelare. Ma cosa sono i Palmenti? Si tratta di straordinarie e antichissime vasche rupestri, pazientemente scavate a mano nella roccia dai nostri antenati, utilizzate nei secoli passati per la pigiatura delle uve e per la successiva fermentazione del mosto. Delle vere e proprie cantine a cielo aperto che testimoniano un’epoca in cui la viticoltura eroica dominava il paesaggio agrario. A esprimere grandissima e motivata soddisfazione per l’importante traguardo legislativo raggiunto a Palazzo dell’Emiciclo sono stati in primis i consiglieri regionali del gruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti, veri promotori e convinti sostenitori dell’iniziativa culturale e politica tesa a salvaguardare questi monumenti silenziosi della civiltà rurale abruzzese.

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Il simbolo dell’ingegno contadino in tutta la regione

La capillare diffusione di questi reperti archeologici e agricoli abbraccia in modo sorprendente l’intero territorio regionale, unendo idealmente le quattro province in un unico filo rosso fatto di fatica, terra e vino.
“Con la formale e unanime approvazione in Consiglio Regionale del progetto di legge dedicato al riconoscimento dei Palmenti abruzzesi quale intoccabile patrimonio culturale regionale, si tutela, si certifica e si valorizza finalmente una parte nevralgica e importantissima della nostra identità agricola e della plurisecolare tradizione vinicola locale”, hanno sottolineato all’unisono e con orgoglio i consiglieri regionali del Carroccio, Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti. “I Palmenti rupestri – proseguono con passione i due esponenti della Lega Abruzzo – non sono dei semplici buchi nella roccia, ma rappresentano il simbolo tangibile e immortale dell’ingegno contadino, della forza d’animo dei nostri nonni e del legame indissolubile, sacro e rispettoso tra l’uomo e la nostra terra”. La mappatura geografica di questi gioielli di pietra è vasta e affascinante. Si parte dal magnifico territorio di Pietranico nel cuore del Pescarese, passando per le asperità montane di Pennapiedimonte, Lama dei Peligni e Palena nel suggestivo entroterra Chietino, spingendosi a nord fino a Fano Adriano nel rigoglioso Teramano, per arrivare infine ai panorami mozzafiato di San Demetrio ne’ Vestini e Fagnano Alto nell’impervio Aquilano. In sintesi, l’intero Abruzzo custodisce un patrimonio rupestre diffuso semplicemente straordinario che, dopo decenni di colpevole oblio e di incuria, merita di essere definitivamente e concretamente sottratto all’incuria, all’azione logorante del tempo e al triste abbandono da parte delle istituzioni.

Dal recupero al turismo esperienziale: la nuova Rete Regionale

Il provvedimento approvato in Consiglio non si limita a una sterile, seppur nobile, dichiarazione d’intenti scritta su carta intestata, ma mette in campo risorse e strumenti normativi dall’alto impatto operativo.
“Come esponenti della Lega sosteniamo da sempre e con grandissima convinzione che il reale rilancio economico, demografico e sociale dell’Abruzzo passi obbligatoriamente attraverso la valorizzazione concreta, intelligente e mirata delle nostre preziose aree interne, puntando in modo deciso sul cosiddetto turismo esperienziale e sostenibile”, spiegano nel dettaglio i consiglieri. “Con questo importante provvedimento legislativo non ci limitiamo affatto a un riconoscimento formale e astratto, ma diamo vita a strumenti operativi agili e trasparenti”. L’elemento cardine della nuova legge regionale è infatti la tanto attesa istituzione formale della Rete regionale di recupero e valorizzazione dei Palmenti. Questa nuova struttura organizzativa consentirà la creazione di una vera e propria cabina di regia centralizzata ed efficace per finanziare e coordinare il censimento geolocalizzato, la mappatura fotografica e i delicatissimi restauri conservativi delle vasche. Non solo: la legge permetterà inoltre di installare una cartellonistica stradale e didattica adeguata e uniforme, di creare moderni itinerari didattici per le scolaresche e turistici per i camminatori, e, aspetto ancora più strategico dal punto di vista del marketing territoriale, di inserire i nostri siti rupestri in un prestigioso circuito turistico di rilievo nazionale e internazionale, gemellandoli con le altre importanti e blasonate realtà rupestri d’Italia e d’Europa. Sostenerne fattivamente la tutela archeologica e garantirne l’accessibilità fisica, in definitiva, significa creare ex novo importantissime opportunità di attrazione turistica (peraltro destagionalizzata) e generare un indotto economico sano e pulito per le nostre piccole comunità locali e per i borghi a rischio spopolamento. Come chiosano i consiglieri, si tratta di “un modo intelligente per trasformare un meraviglioso patrimonio del passato in una solida risorsa per il futuro e la ricchezza dell’Abruzzo”. Infine, a corredo della giornata di grande festa istituzionale, arriva un sentito plauso personale. “Un ringraziamento particolare, doveroso e sentito – aggiunge in chiusura l’esponente pescarese Vincenzo D’Incecco – va rivolto pubblicamente a Paolo Di Berardino e ad Alfonso Creato, cittadini di Pietranico doc, che negli anni scorsi, mossi solo da un ammirevole spirito di conservazione, hanno realizzato copiose raccolte di materiali, fotografie e documenti d’archivio che hanno concretamente ispirato e spinto la stesura tecnica di questo importante progetto di legge regionale”.

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Territorio

Economia da record in Abruzzo: superati gli 11 miliardi di euro di risparmi postali. Chieti è la provincia più “formica”

Sapevate che il popolo abruzzese è tra i più prudenti, previdenti e risparmiatori di tutta l’Italia? A certificarlo sono gli ultimi clamorosi dati ufficiali diramati da Poste Italiane! L’Abruzzo si piazza al quinto posto assoluto nella classifica nazionale per i risparmi postali: le famiglie abruzzesi hanno messo al sicuro negli uffici di Poste Italiane l’incredibile cifra di oltre 11 miliardi di euro, per difendersi dall’inflazione e dalle incertezze dei mercati. Le statistiche sono sbalorditive: in regione ogni 10 abitanti ci sono ben 8 libretti e 9 buoni fruttiferi attivi! La provincia regina assoluta del risparmio, ovvero la più “formica” di tutte, è quella di Chieti, con un tesoro custodito pari a 3,7 miliardi di euro e oltre 400mila buoni postali sottoscritti, seguita subito dopo da L’Aquila, Pescara e Teramo. La garanzia offerta dallo Stato Italiano (tramite Cassa Depositi e Prestiti), l’assenza totale di costi di gestione e i nuovi ottimi tassi di interesse (come il Buono Premium che offre il 3,25% annuo) spingono giovani e pensionati a fidarsi dei prodotti postali. Leggete l’articolo completo per analizzare i numeri della ricchezza di tutte le province! Volete mettere al sicuro documenti preziosi e gioielli di famiglia all’interno della vostra abitazione? Scoprite subito l’offerta imperdibile su questo gioiello della sicurezza domestica! 👇

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Consulenza Poste Italiane

Roma – In un’epoca storica pesantemente segnata dalla feroce fiammata dell’inflazione galoppante, dall’incertezza perenne dei mercati azionari e da un quadro geopolitico internazionale in costante e pericolosa fibrillazione, i cittadini abruzzesi confermano con orgoglio la loro proverbiale, storica e solidissima indole da “formiche”. Il popolo della regione verde d’Europa dimostra infatti, ancora una volta, di prediligere in assoluto la sicurezza del capitale, affidando i sacrifici di un’intera vita di lavoro ai più classici, intramontabili e rassicuranti porti sicuri dell’economia italiana. I nuovissimi dati consuntivi diramati ufficialmente da Poste Italiane, relativi al primo semestre dell’anno 2026, certificano un vero e proprio e clamoroso record economico e finanziario: ammontano a oltre 11 miliardi di euro i risparmi totali che gli abruzzesi hanno deciso di blindare e affidare alle cure dell’azienda, equamente divisi tra i tradizionali buoni fruttiferi postali e gli storici libretti di risparmio. Questi numeri sbalorditivi proiettano prepotentemente l’Abruzzo al quinto posto assoluto in Italia nella speciale classifica nazionale del rapporto tra il numero totale degli abitanti e la sottoscrizione dei due tradizionali prodotti di risparmio (emessi direttamente da Cassa Depositi e Prestiti). A precedere il territorio abruzzese in questa virtuosa e prudente graduatoria del risparmio ci sono soltanto, nell’ordine, il Molise, la Basilicata, la Calabria e la Campania.

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I numeri clamorosi delle province: domina il Chietino

Andando ad analizzare nel dettaglio le statistiche e i numeri macroeconomici regionali del primo semestre 2026, emerge un quadro a dir poco impressionante: in tutto il vasto e variegato territorio abruzzese risultano attualmente attivi e operativi oltre un milione di libretti postali e l’incredibile cifra di un milione e 140mila buoni fruttiferi. Per comprendere appieno la portata di questo fenomeno sociale ed economico, basta affidarsi alla statistica matematica: ogni 10 cittadini abruzzesi ci sono fisicamente 8 libretti e ben 9 buoni fruttiferi. Ma la vera sorpresa arriva dall’analisi minuziosa dei numeri su base provinciale, dove emerge il primato assoluto e incontrastato della provincia teatina. Nel Chietino, infatti, su un totale complessivo di 369mila abitanti, sono aperti e attivi ben 308mila libretti (l’83% della popolazione) e sono stati sottoscritti la bellezza di 401mila buoni postali (un incredibile 109%, segno che molti cittadini ne possiedono più di uno). A livello puramente economico e monetario, il primato di Chieti è schiacciante: ben 3,7 miliardi di euro custoditi negli uffici postali. Segue a ruota la provincia dell’Aquila: a fronte di 287mila residenti locali, si contano 245mila libretti (85%) e 265mila buoni postali sottoscritti (92%), per un totale di 2,8 miliardi di euro di risparmi blindati. Sul terzo gradino del podio regionale troviamo il Pescarese: per i circa 312mila residenti sono attivi e funzionanti 248mila libretti (80%) e 247mila buoni postali (79%), che generano un tesoretto di 2,3 miliardi di euro. A chiudere la classifica c’è infine il Teramano: su una popolazione di circa 300mila abitanti, i cassetti postali custodiscono 213mila libretti (71%) e 224mila buoni (75%), per un controvalore di 2,2 miliardi di euro complessivi.

La garanzia dello Stato, l’App digitale e il Buono Premium

Ma qual è il segreto di questo inarrestabile, massiccio e trasversale successo intergenerazionale che accomuna giovanissimi, padri di famiglia e anziani pensionati? La risposta risiede in due fattori chiave: l’assoluta e totale sicurezza del capitale e la totale assenza di fastidiosi costi occulti. Essendo emessi direttamente da Cassa Depositi e Prestiti, i buoni e i libretti sono garantiti al 100% dallo Stato italiano e rappresentano un faro di stabilità in un mare di tempeste finanziarie, permettendo ai cittadini di valorizzare il proprio denaro senza mai rinunciare alla flessibilità, poiché consentono di ritirare e avere a disposizione il proprio denaro (e gli interessi maturati) in qualsiasi momento, senza dover pagare penali. Inoltre, Poste Italiane ha saputo rinnovarsi profondamente per intercettare i bisogni dei risparmiatori più esigenti e attenti all’inflazione. Tra le succulente e recentissime novità spicca senza dubbio il lancio del “Buono Premium”, un prodotto finanziario espressamente dedicato a chi apporta nuova liquidità: ha una durata flessibile di un anno e riconosce, alla naturale scadenza, un rendimento fisso predeterminato davvero competitivo del 3,25% annuo lordo. A questo si aggiunge la rivoluzione digitale: il popolarissimo Libretto Smart consente oggi di operare comodamente tramite la modernissima App per smartphone, permettendo agli abruzzesi di sottoscrivere buoni dematerializzati, accedere ai remunerativi “depositi supersmart” o prelevare contanti in uno dei 373 sportelli ATM Postamat della regione anche senza inserire fisicamente la carta magnetica. Il futuro del risparmio, in Abruzzo, è già arrivato.

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Ambiente

Vasto capitale mondiale dell’Ambiente: al via l’Atlante delle migrazioni animali per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici

La salvezza del nostro pianeta e il contrasto ai cambiamenti climatici passano per l’Abruzzo! Fino a domenica 11 ottobre 2026, la meravigliosa cornice di Palazzo d’Avalos a Vasto ospita uno dei più importanti congressi mondiali sull’ambiente e la natura. I massimi esperti internazionali, riuniti sotto l’egida della Convenzione di Bonn (CMS) in accordo con le Nazioni Unite (UNEP), stanno lavorando alla creazione del primissimo “Atlante Mondiale delle migrazioni animali”. Questo straordinario strumento online servirà ai governi di tutto il mondo per mappare le rotte segrete di uccelli, pesci e mammiferi terrestri, tutelando i loro habitat dalla distruzione umana. Come ha spiegato il celebre ornitologo Fernando Spina, gli animali migratori sono vitali per la nostra sopravvivenza: impollinano le piante, trasportano nutrienti e sostengono foreste e oceani che assorbono l’anidride carbonica! L’evento è stato organizzato con il contributo della Bio Cantina Sociale Orsogna e della cooperativa Cogecstre. Domenica alle ore 14.30 ci sarà l’evento finale aperto a tutti i cittadini alla presenza del sindaco Francesco Menna. Leggete l’articolo completo per capire l’enorme importanza ecologica di questo progetto globale! Amate le passeggiate all’aria aperta e volete osservare il meraviglioso volo degli uccelli da vicino? Questo strumento professionale è ciò che fa per voi! 👇

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ATLANTE MIGRAZIONI ANIMALI VASTO SPINA CMS 2

Vasto (Chieti) – Il futuro della conservazione ambientale globale e la sopravvivenza stessa dei delicatissimi ecosistemi che regolano la vita sulla Terra passano, in questi giorni cruciali, per il cuore dell’Abruzzo. Fino a domenica 11 ottobre 2026, le storiche e maestose sale di Palazzo d’Avalos a Vasto si sono trasformate in un vero e proprio quartier generale scientifico internazionale. La città adriatica, infatti, sta ospitando i massimi esperti mondiali del settore ambientale nell’ambito del prestigiosissimo Congresso Internazionale organizzato per supportare gli obiettivi statutari della Convenzione di Bonn (CMS – Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica). L’obiettivo primario di questo vertice, nato da un accordo strategico con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), è di importanza storica: l’elaborazione del primissimo Atlante Mondiale delle migrazioni animali. A rendere possibile questa tre giorni di altissimo livello scientifico in terra abruzzese è stata la sinergia organizzativa promossa dalla Bio Cantina Sociale Orsogna (azienda leader assoluta in Italia nella viticoltura biologica e biodinamica) in stretta collaborazione con la cooperativa Cogecstre di Penne (Pescara), ente che gestisce con successo e dedizione le rinomate riserve naturali di Punta Aderci e di Vasto Marina.

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Il miracolo della migrazione e il contrasto ai cambiamenti climatici

A spiegare in maniera chiara, inequivocabile e scientificamente inattaccabile l’enorme valenza di questo progetto internazionale ci ha pensato Fernando Spina, ornitologo di fama mondiale e attuale consigliere per la connettività e le reti della CMS. «Gli animali selvatici migratori contribuiscono in maniera determinante e insostituibile alla salute generale degli ecosistemi mondiali e al benessere umano quotidiano», ha sottolineato l’esperto. I continui spostamenti di stormi, mandrie e banchi di pesci favoriscono infatti l’impollinazione naturale delle piante, la dispersione fondamentale dei semi su vasta scala, il controllo biologico dei parassiti e degli insetti vettori di pericolose malattie, nonché la vitale ridistribuzione dei nutrienti nel terreno. «Sostenendo attivamente le foreste, le praterie e gli oceani, che immagazzinano carbonio, essi aiutano inoltre in maniera diretta e misurabile ad affrontare la grave crisi del cambiamento climatico». Come ricorda suggestivamente Spina, gli animali selvatici migratori percorrono ogni anno rotte invisibili attraverso cieli sconfinati, continenti, abissi oceanici, catene montuose e deserti inospitali, dimostrando una resistenza e uno sforzo fisico senza eguali. «Essi collegano luoghi, ambienti, Paesi e continenti, rappresentando una chiara e inconfutabile testimonianza di come la Terra funzioni perfettamente come un unico ecosistema privo di confini politici». Gli animali migratori offrono inoltre un contributo colossale al rafforzamento della sicurezza alimentare globale, sostenendo l’occupazione e il reddito derivanti dal turismo ecologico e dalla pesca sostenibile nelle comunità rurali e costiere di tutto il pianeta.

L’Atlante Mondiale e l’appuntamento pubblico al Palazzo d’Avalos

In questo delicato contesto, le mappe scientifiche delle migrazioni costituiscono un’eccellente e irrinunciabile fonte di informazioni. Sotto la prestigiosa egida della CMS è stato quindi ideato il progetto per la creazione di un atlante modulare interattivo: un formidabile strumento online che renderà finalmente accessibili a tutti i dati provenienti da numerose tecnologie di tracciamento satellitare e studi sul campo. Questo atlante globale e regionale coprirà centinaia di specie oggetto di ricerche condotte nell’arco di interi decenni, offrendo ai decisori politici governativi, ai pianificatori di infrastrutture e agli sviluppatori edili gli strumenti necessari per evitare di distruggere gli habitat e interrompere le rotte vitali. «L’efficace conservazione di queste specie richiede politiche internazionali coordinate», conclude l’ornitologo Spina, ricordando come la crescita incontrollata della popolazione umana, la deforestazione, lo sviluppo infrastrutturale aggressivo e l’inquinamento atmosferico stiano aggravando drammaticamente la crisi della natura. Mentre le numerosissime e complesse sessioni di lavoro della CMS si stanno svolgendo a porte chiuse tra gli scienziati, l’intera cittadinanza è invitata a partecipare alla grande sessione aperta al pubblico, intitolata “Gli animali migratori connettono il pianeta”, che si terrà domenica 11 ottobre dalle ore 14.30 a Palazzo d’Avalos. L’evento pubblico sarà introdotto dai saluti istituzionali del sindaco di Vasto, Francesco Menna, e dell’assessore all’Ambiente Gabriele Barisano. Interverranno per i saluti e i ringraziamenti anche Giuseppe Micozzi e Camillo Zulli (presidente e direttore della Bio Cantina Sociale Orsogna), Michele Del Borrello (presidente della Cantina Sociale San Michele di Vasto) e Fernando Di Fabrizio (presidente Cogecstre). Per chi non potesse essere presente fisicamente, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale della Convenzione di Bonn.

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Territorio

Borghi ciociari e pontini in corsa per la Bandiera Arancione: parte da Frosinone il grande rilancio del turismo sostenibile

Come si combatte lo spopolamento dei piccoli paesi dell’entroterra e si rilancia l’economia locale? La risposta arriva da Frosinone, dove questa mattina è stato presentato un ambizioso progetto turistico volto a far conquistare ai meravigliosi borghi ciociari e pontini la prestigiosissima “Bandiera Arancione”! L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Camera di Commercio Frosinone Latina, l’Azienda Informare e il Touring Club Italiano, ha l’obiettivo di affiancare i piccoli Comuni per migliorare i servizi, l’accoglienza alberghiera e la sostenibilità ambientale. Presente all’evento anche Gianluca Quadrini (Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio), che ha elogiato il lavoro del Presidente Acampora e sottolineato come questo marchio di eccellenza sia fondamentale per creare posti di lavoro per i giovani e fermare la fuga dai nostri territori. Leggete l’articolo per tutti i dettagli di questa iniziativa che promette di rilanciare il turismo nel Basso Lazio! Amate esplorare i piccoli borghi italiani e scoprire tradizioni culinarie nascoste? Ecco lo strumento indispensabile per i vostri viaggi! 👇

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Frosinone il grande rilancio del turismo sostenibile

Frosinone – C’è un’Italia nascosta, silenziosa e meravigliosa che troppo spesso viene dimenticata dai grandi flussi del turismo di massa, ma che custodisce intatto il cuore pulsante delle nostre tradizioni storiche, enogastronomiche e paesaggistiche. Stiamo parlando dei piccoli borghi dell’entroterra, tesori inestimabili che oggi cercano un doveroso riscatto economico e sociale contro il dramma dello spopolamento. Proprio per dare una risposta forte e strutturata a questa esigenza, si è tenuta questa mattina presso la sede della Camera di Commercio di Frosinone, all’interno della prestigiosa Sala “Benito Stirpe”, la conferenza ufficiale di presentazione di un progetto a dir poco ambizioso: “Viaggio nell’entroterra delle province di Frosinone e Latina: un percorso verso la Bandiera Arancione”. Un’iniziativa di altissimo profilo istituzionale che ha visto convergere le forze della Camera di Commercio Frosinone Latina, dell’Azienda Speciale Informare e dello storico Touring Club Italiano. Tra le numerose autorità politiche e amministrative intervenute per sostenere l’avvio dei lavori, ha spiccato il contributo incisivo e programmatico di Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole Dirigente di ANCI Lazio, il quale ha rimarcato l’assoluta centralità di questo percorso per il futuro economico della Ciociaria e del territorio pontino.

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L’obiettivo Bandiera Arancione: un marchio di eccellenza

Il progetto presentato a Frosinone non si limita a essere una semplice dichiarazione d’intenti o una campagna promozionale a breve termine, ma si configura come un vero e proprio iter strutturato e rigoroso.
L’intento del tavolo di lavoro è quello di affiancare concretamente, passo dopo passo, le singole amministrazioni locali dell’entroterra in un complicato processo di miglioramento dei servizi al cittadino e al turista, potenziando l’offerta ricettiva e valorizzando in modo scientifico l’immenso patrimonio storico e culturale ereditato dai secoli passati. L’obiettivo finale di questo percorso virtuoso è il tanto agognato ottenimento della “Bandiera Arancione”. Per chi non fosse addetto ai lavori, si tratta del più prestigioso e rigoroso marchio di qualità turistico-ambientale assegnato dal Touring Club Italiano. Un riconoscimento che non viene regalato, ma che premia esclusivamente i piccoli centri dell’entroterra (solitamente con meno di 15.000 abitanti) che si distinguono per l’eccellenza dell’accoglienza, la sostenibilità ambientale, l’offerta enogastronomica a chilometro zero e l’efficienza dei servizi turistici. Ottenere la Bandiera Arancione significa entrare di diritto in un circuito internazionale che garantisce visibilità, attrazione di capitali e, soprattutto, un incremento costante e destagionalizzato dei flussi turistici, vero e proprio antidoto contro la crisi economica delle aree interne.

L’impegno di Quadrini (ANCI): “Fare rete è la chiave vincente”

A margine dell’intensa mattinata di lavori, il Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini ha voluto analizzare il valore strategico dell’iniziativa, tessendo le lodi dei promotori istituzionali.
«Desidero esprimere i miei più vivi e sinceri complimenti al Presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, e a tutta la sua squadra di governo per la visione lungimirante e la costante attenzione rivolta alla crescita del nostro tessuto sociale», ha dichiarato Quadrini ai cronisti presenti. «Un plauso fondamentale va al Presidente dell’Azienda Speciale Informare, Antonello Testa, che con pragmatismo e determinazione continua a promuovere progetti concreti capaci di fare da volano per le nostre eccellenze. Un ringraziamento doveroso spetta anche al Touring Club Italiano per lo sguardo attento che da sempre dimostra verso la Ciociaria: la loro autorevolezza accenderà i riflettori sul nostro patrimonio». Come esponente di spicco dell’ANCI Lazio, Quadrini ha poi tracciato la linea politica per i mesi a venire: «La tutela delle aree interne è una priorità assoluta. La Bandiera Arancione non è un semplice riconoscimento da sbandierare, ma uno strumento pratico di crescita sostenibile che crea nuove e reali opportunità lavorative per i giovani e le imprese. Fare rete tra Comuni ed Enti camerali è la chiave vincente per compiere il salto di qualità decisivo». L’incontro, brillantemente moderato dalla nota giornalista RAI Roberta Ammendola, ha visto la partecipazione attiva e gli interventi programmatici dello stesso Giovanni Acampora, di Loreto Pantano, di Vincenzo Di Lucia e di Laura Agretti, gettando solide basi per la rinascita turistica del Basso Lazio.

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