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Il film su Carlo Acutis sbanca Canale 5: il miracolo televisivo di un santo Millennial

Come si fa a raccontare in TV la vita di un Santo dei giorni nostri senza risultare finti, noiosi o bigotti? La risposta è nel capolavoro televisivo “Il mio nome è Carlo”, il film diretto da Giacomo Campiotti e andato in onda in prima serata su Canale 5 registrando un successo di pubblico clamoroso (oltre 4,2 milioni di spettatori). Il film ha sbaragliato i pregiudizi raccontando la vera essenza di Carlo Acutis: non un mistico inarrivabile dei secoli passati, ma un normale ragazzo “Millennial” in jeans e felpa, che usava Internet e andava a scuola a Milano. Un adolescente che ha trovato la chiave dell’infinito e della felicità semplicemente aiutando gli ultimi, i senzatetto, i domestici e gli scartati dalla società, con un’empatia disarmante. Nel nostro approfondimento, analizziamo la potente regia del film, i profondi messaggi spirituali lanciati dalla sceneggiatura e vi suggeriamo uno splendido libro biografico per scoprire i segreti e gli scritti del “Santo di Internet”, che voleva nascere e morire originale e non come una fotocopia. Trovate tutto nel link! 👇

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San Carlo Acutis, film

Televisione – Restituire la vera essenza della vita di un Santo sullo schermo televisivo o cinematografico non è mai un’impresa facile. Si tratta di un’operazione culturalmente e registicamente complessa, un vero e proprio campo minato in cui si rischia costantemente di scontentare la maggior parte del pubblico: i fedeli, non ritrovando particolari aneddoti storici conosciuti, potrebbero percepirne la narrazione come eccessivamente riduttiva; al tempo stesso, una narrazione troppo “agiografica” rischia di confermare lo scetticismo feroce dei non credenti. Davanti a un’eroicità percepita come “forzata” o innaturale, i laici potrebbero infatti ravvisarvi il solito, stucchevole bigottismo di fondo, trovando così una facile giustificazione al proprio totale disinteresse. Eppure, il film “Il mio nome è Carlo”, magistralmente diretto da Giacomo Campiotti e andato in onda in prima serata, ha compiuto un vero e proprio miracolo mediatico. Ha “scontentato” (nel senso buono del termine) tutti i pregiudizi, perché ha saputo restituire al grande pubblico la figura di un ragazzo eccezionalmente umano e, proprio per questo, umanamente Santo. Spesso, nei sermoni, si ama abusare dell’espressione «un Santo vicino a noi». Ebbene, il Carlo Acutis tratteggiato dalla macchina da presa di Campiotti è un ragazzo la cui eroicità consiste nell’aver vissuto la prossimità e la quotidianità (da bambino, poi da ragazzino e infine da adolescente) in un modo così naturale, disarmante e spontaneo da risultare incredibilmente simpatico.

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La normalità di un Santo in jeans, felpa e Internet

L’interrogativo sorge spontaneo: ma allora, come la mettiamo con la cosiddetta “eroicità” inarrivabile della santità?
Nel film, questa grandezza d’animo si ritrova nei gesti semplici di amicizia quotidiana, nella solidarietà spontanea, nella vita familiare e persino nell’impegno scolastico. Il film di Campiotti evita con chirurgica maestria gli eccessi, gli stereotipi e le trappole del pietismo agiografico. In questo modo, incontra il gusto estetico ed emotivo dello spettatore televisivo contemporaneo e lo spinge, in modo quasi inavvertito, a riflettere su un tema oggi estremamente insolito e scomodo: il reale significato della santità nel nostro tempo. Abituati come siamo a vedere sullo schermo le vite di mistici vissuti in epoche lontane, assistere alla narrazione della vita di un millennial risulta quasi “straniante”. È straniante, ma al contempo potentissimo, vedere un Santo vestito con abiti moderni (jeans, felpa, zainetto), che parla il nostro stesso identico linguaggio fluido e vivo, che utilizza i mezzi di trasporto pubblici e smanetta con le tecnologie (persino Internet e i primi device digitali) che fanno parte del nostro quotidiano. Il mio nome è Carlo è un’operazione televisiva riuscitissima proprio perché ha saputo brutalmente eliminare la retorica e la stucchevolezza tipiche della fiction religiosa. Carlo è letteralmente il “ragazzo della porta accanto” che si è reso speciale grazie alla costante, instancabile ricerca del significato della felicità, trovata nella prossimità verso l’altro (che fosse un familiare, un estraneo, un bisognoso o uno scartato dalla società) attraverso la potentissima arma dell’empatia e della fede.

Le tre età di Carlo e le raffinate scelte di regia

Dal punto di vista puramente narrativo, il film si articola in tre ben distinte sezioni temporali, ambientate in una Milano alto-borghese (la famiglia Acutis appartiene al ceto benestante meneghino e si dichiara apertamente non praticante), piena di alberi dalla fioritura generosa.
I salti temporali corrispondono al 1995 (Carlo bambino di 5/6 anni), al 2002 (ragazzino di 11 anni) e al 2006 (adolescente di 15 anni, a ridosso della morte). Questi tre corposi blocchi narrativi sono interrotti da continui forward e rewind temporali, funzionali a mantenere viva l’attenzione. In ognuna di queste fasi emerge il carattere di un ragazzo infinitamente curioso e intelligente, che si lega non solo ai coetanei, ma anche a figure adulte e “marginali”: l’emblematico domestico Rajes, il saggio parroco (interpretato da un ottimo Maurizio Donadoni), il barbone, il paraplegico incontrato in palestra e i suoi stessi genitori. Il regista Campiotti esprime i tormenti e le gioie di Carlo attraverso dialoghi semplici (mai affettati o forzati), ma posiziona la macchina da presa con precise e studiatissime scelte simboliche. La colloca dall’alto a piombo (a significare il peso dello sguardo divino), dal basso (a indicare la faticosa ricerca spirituale terrena), o rispetta l’asse di raccordo degli sguardi tra i personaggi per esprimere accoglienza. Magistrale e profetica è l’inquadratura all’interno dell’Eremo delle Carceri ad Assisi, davanti all’affresco del Golgota, che anticipa visivamente il doloroso calvario medico che il protagonista si troverà ad affrontare. E memorabili restano le due soluzioni visive utilizzate nel finale: il ralenti etereo durante la festa del battesimo di Rajes, e soprattutto lo zoom-out (l’allargamento dell’inquadratura) dalla circoscritta e claustrofobica stanza d’ospedale in cui Carlo spira. Lentamente, l’ambiente asettico diventa sempre più luminoso, fino a fondersi e raggiungere lo spazio apertissimo di un cielo azzurro e senza limiti. Poche altre volte il tema della fede è stato trattato con tanta lucidità ed eleganza formale. E forse sta proprio qui, in questa spiazzante “normalità”, il segreto del clamoroso successo tributato dal pubblico (oltre 4,2 milioni di spettatori in prima serata su Canale 5). Una risposta netta a opere cinematografiche ferocemente ostili (come L’ora di religione di Marco Bellocchio o Camino di Javier Fesser), per dimostrare al mondo che il vero segreto della felicità terrena è l’amore condiviso e l’autenticità: “Io voglio essere originale, non una fotocopia”, parola di Carlo Acutis.

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Il Teatro Verde di Roma conquista l’Africa: tournée in tre Paesi per la Lingua Italiana

La magia del teatro romano e l’orgoglio della lingua italiana volano dritti in Africa! In occasione della prestigiosissima “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo” e per festeggiare i 40 anni di carriera, la famosa “Compagnia Teatro Verde di Roma” sta per iniziare una spettacolare tournée istituzionale in Sudafrica, Namibia e Lesotho! Dal 14 al 26 ottobre 2026, la compagnia porterà in scena due spettacoli capolavoro (“Opera Buffa” e “Circo in Valigia”), mescolando in modo unico la clownerie, la magia dei burattini artigianali e le immortali opere liriche italiane di Puccini e Rossini! Ma non solo spettacoli: la compagnia terrà anche una “Masterclass” esclusiva dedicata agli studenti africani, insegnando l’italiano attraverso il linguaggio del corpo, del ritmo e del teatro! Un viaggio fantastico sostenuto dal Ministero della Cultura e dall’Istituto Italiano di Pretoria. Volete scoprire tutte le tappe del tour o regalare ai vostri figli un bellissimo Teatrino dei Burattini da usare a casa? Trovate tutti i dettagli (e il nostro consiglio acquisti per le famiglie) all’interno dell’articolo! 👇

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Teatro Verde

Roma – L’arte, la fantasia e il teatro non conoscono confini geografici, e il palcoscenico si conferma ancora una volta il veicolo più potente per esportare nel mondo l’immensa e poetica bellezza della cultura del nostro Paese. In occasione dell’imminente e attesissima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo 2026 (la prestigiosa rassegna diplomatica e culturale internazionale promossa dalla Farnesina) e per celebrare in grande stile i propri 40 anni di gloriosa e ininterrotta storia artistica, la storica Compagnia Teatro Verde di Roma ha preparato le valigie per un’avventura straordinaria. Guidata dall’inesauribile passione dell’attuale direttrice artistica Veronica Olmi, l’amatissima compagnia teatrale capitolina è infatti in partenza per una nuovissima ed entusiasmante tournée internazionale che porterà la magia italiana direttamente nel cuore del continente africano. Su formale e graditissimo invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, dal 14 al 26 ottobre 2026 il cast viaggerà instancabilmente toccando ben tre nazioni africane (il Sudafrica, il Lesotho e la Namibia). Il fittissimo programma istituzionale prevede la messa in scena di ben sei rappresentazioni teatrali e l’organizzazione di un’esclusiva Masterclass formativa, in un vorticoso caleidoscopio di emozioni che unisce sapientemente l’antica arte del teatro di figura, la clownerie, la musica lirica e l’educazione dei più piccoli.

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Opera Buffa e Circo in Valigia: la magia va in scena

Saranno due i titoli di punta, acclamati dalla critica nazionale, che la Compagnia porterà coraggiosamente in tournée nei teatri e nelle scuole africane.
Il primo gioiello si intitola “Opera Buffa” (nato dalla penna di Andrea Calabretta, Emanuele Avallone e Gianluigi Capone, con la magistrale regia di Walter Broggini, splendide scene e burattini artigianali creati da Roberto Capone, e curato musicalmente da Enrico Biciocchi). Sulle note immortali delle arie liriche più celebri del nostro Paese, il romantico Teatro di figura e lo scanzonato mondo del Circo si incontrano casualmente grazie alla smisurata curiosità di due improbabili facchini. Questi, muovendosi goffamente dietro le quinte del Teatro dell’Opera, spostano pesanti scatole, sistemano attrezzature, giocolano e scherzano tra di loro. Ma improvvisamente, dalle scatole emergono suoni misteriosi, desideri inespressi, dubbi amletici e granitiche certezze. Insieme al pubblico in sala, i due facchini iniziano a immaginare storie di amore puro e di profonda poesia, lasciandosi dolcemente cullare dal “bel canto” italiano. Gli spettatori avranno così la possibilità unica di ritrovare le figure di Rossini, Puccini, Mozart e con loro i personaggi iconici di Cenerentola, La gazza ladra, Turandot, Il Flauto Magico e Don Giovanni, ascoltandoli letteralmente con “altre orecchie”. Il secondo titolo in cartellone è “Circo in valigia” (di e con il bravissimo Gianluigi Capone, per la regia di Andrea Calabretta). Uno spettacolo che parte da pochissimi ed essenziali elementi scenici: un clown, una logora valigia e un’infinita dose di pura immaginazione. Da questi semplici ingredienti prende forma un circo totale e meraviglioso tutto da inventare e plasmare sul momento, nel quale i pensieri nascosti, le idee luminose e i sogni fanciulleschi diventano improvvisamente materia teatrale palpabile, conducendo il pubblico (composto da adulti e bambini) dentro un gioco poetico, ironico e immensamente divertente.

La Masterclass e le storiche radici della Compagnia

L’ambiziosa spedizione africana non si limiterà unicamente all’intrattenimento, ma abbraccerà con forza anche la missione didattica e formativa.
Alla tournée vera e propria si affiancherà infatti la Masterclass “Segui il ritmo” (a cura di Veronica Olmi e Matilde Biciocchi), un laboratorio intensivo rivolto a giovani e talentuosi studenti sudafricani e namibiani delle arti performative. Il corso proporrà un approccio all’apprendimento della preziosa lingua italiana in modo estremamente pratico, giocoso e creativo, partendo dalle affascinanti basi della storia del teatro di figura. I partecipanti locali saranno materialmente coinvolti nella creazione di piccole sceneggiature e di personaggi originali, utilizzando il corpo, l’espressività e la musica come linguaggi universali di pace. Una missione lodevole, perfettamente in linea con il glorioso DNA della Compagnia Teatro Verde, che è riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Cultura fin dal lontanissimo 1979, ma che affonda in realtà le sue storiche radici nell’immediato dopoguerra: nacque infatti dalla leggendaria “Opera dei Burattini” fondata nel 1947 dalla compianta Maria Signorelli. Il tour prenderà il via dal Sudafrica (con tappe a Johannesburg e Pretoria il 16 e 17 ottobre presso le scuole internazionali), farà una puntata in Lesotho (il 19 ottobre a Maseru) e si concluderà trionfalmente in Namibia, dove il 21 e 22 ottobre gli spettacoli e la Masterclass invaderanno pacificamente i palcoscenici del National Theatre of Namibia a Windhoek, grazie al fondamentale sostegno economico del MIC e dell’Istituto Italiano di Cultura diretto da Michele Gialdroni.

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Letteratura in acquerello 2026: a Firenze il festival internazionale che fonde libri, pittura e Natura

La letteratura più bella prende letteralmente colore! 🎨📚 Dal 9 al 24 ottobre 2026, Firenze ospiterà il meraviglioso e imperdibile festival “Letteratura in acquerello”! Una rassegna internazionale (ospitata quasi interamente nella storica Biblioteca delle Oblate) in cui l’arte del pennello e i grandi romanzi si fondono, avendo come tema centrale la “Natura”! Oltre a una bellissima mostra con 80 opere inedite (che resterà aperta fino al 31 ottobre), il pubblico potrà assistere gratuitamente alle dimostrazioni di pittura dal vivo dei più grandi Maestri acquarellisti internazionali! E per chi ama l’arte lenta, ci saranno i raduni degli “Urban Sketchers”: passeggiate in riva all’Arno per disegnare la città sui taccuini! Non mancheranno i momenti di “Pittura collettiva” e i laboratori di pittura per i bambini dai 7 agli 11 anni! Se siete appassionati d’arte e volete staccare la spina dalla frenesia quotidiana, trovate il calendario completo di tutti gli eventi (e il nostro “Set Acquerelli” consigliato per iniziare a dipingere) nel nostro ultimo articolo! 👇

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Letteratura in acquerello

Firenze – Immaginate di chiudere gli occhi, sfogliare lentamente le pagine del vostro romanzo preferito e, subito dopo, trasformare le emozioni lette nero su bianco in vibranti pennellate di colore su un candido foglio di carta. Unire fisicamente la nobile arte della pittura e la magia della grande letteratura attraverso lo straordinario talento di artisti visivi che, puramente ispirati dalle pagine di un libro, realizzano dal vivo le loro opere: è questo il fascino irresistibile e l’obiettivo di “Letteratura in acquerello 2026”. Il raffinatissimo e attesissimo festival fiorentino animerà il capoluogo toscano da venerdì 9 a sabato 24 ottobre 2026. Per questa nuovissima edizione, il tema ispiratore assoluto scelto dalla direzione artistica sarà la Natura: mondi incontaminati, lontani o incredibilmente vicini, che diventano improvvisamente il cuore pulsante o il suggestivo sfondo di storie letterarie di ogni genere. L’intera manifestazione è promossa dall’attivissima associazione artistica AcquaFirenze Aps, in strettissima collaborazione con la celebre Biblioteca delle Oblate (situata in via dell’Oriuolo 24), il meraviglioso complesso trecentesco nel cuore della città che ospiterà la stragrande maggioranza degli eventi in cartellone.

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La grande mostra collettiva e i maestri internazionali

Questa ricchissima edizione autunnale si articolerà attraverso un calendario fittissimo che comprende una mostra collettiva internazionale, l’attesissimo raduno degli urban sketchers, esclusivi workshop tecnici, spettacolari dimostrazioni dal vivo, pittura collettiva e persino un laboratorio gratuito per i bambini.
“Letteratura in acquerello” vanta la prestigiosa partecipazione di numerosi e acclamati ospiti internazionali, maestri indiscussi del colore ad acqua. Tra i grandi nomi spiccano i formidabili acquerellisti spagnoli Roberto Barba, Nieves Álvarez, Miquel Bruno e Herminia Morís, la talentuosa pittrice italo-finlandese Sabine Blomqvist e il celebre pittore danese Erik Reinert. Il fulcro del festival sarà la grande mostra internazionale: circa 80 opere magistrali firmate in esclusiva per l’occasione faranno parte di una mostra collettiva di acquerelli ospitata all’interno della Sala Sibilla Aleramo della Biblioteca delle Oblate. L’inaugurazione ufficiale (vernissage) avrà luogo venerdì 9 ottobre alle ore 18:00, presentata da Natus Rodriguez (presidente dell’associazione AcquaFirenze) e da Paola Facchina (storica dell’arte e co-fondatrice di Itaca Firenze). Se il festival terminerà ufficialmente il 24 ottobre, la bellissima mostra continuerà invece ad essere fruibile gratuitamente dal pubblico fino al 31 ottobre (negli orari di apertura della Biblioteca).

Dimostrazioni dal vivo, pittura collettiva e Urban Sketchers

Il vero valore aggiunto del festival è la possibilità, più unica che rara, di veder nascere dal nulla un capolavoro artistico in tempo reale.
Durante l’evento sarà infatti possibile assistere gratuitamente a spettacolari Dimostrazioni dal vivo: venerdì 9 ottobre (ore 19:00), dopo il vernissage, l’artista spagnolo Roberto Barba realizzerà un’opera ad acquerello. Venerdì 16 (alle ore 17:00, sotto il loggiato del Giardino della Biblioteca) sarà la volta del danese Erik Reinert. Sabato 17 ottobre, nella saletta Joyce Lussu, il ritmo sarà serratissimo: Herminia Morís e Nieves Alvarez (ore 10:00); Giovanni di Blasi e Nicola Donato (11:30); Natus Rodríguez e Sabine Blomqvist (15:00); Gianfranco Barco e Miquel Bruno (16:30). Grandissimo spazio sarà poi dedicato al fascino degli Urban Sketchers, la gigantesca community globale di artisti che ama disegnare dal vivo la città, armati unicamente di colori, taccuini tascabili, carta e pennelli. Domenica 18 ottobre (dalle 10 alle 13), l’area verde del Lungarno Pecori Giraldi ospiterà il primo incontro di sketching in riva al fiume (ognuno dovrà portare il proprio materiale). Sabato 24 ottobre (dalle 10:30 alle 13) il secondo incontro avverrà negli spazi esterni della Biblioteca delle Oblate, supportato e introdotto da Renata Custodero (amministratrice del gruppo Usk Firenze), un evento dedicato anche a chi è alle primissime armi col pennello. Sabato 17 ottobre (dalle 15:30 alle 18) nell’altana Marielle Franco, la magia diventerà condivisa con un incontro di Pittura collettiva (con materiali forniti dall’organizzazione), in cui i partecipanti realizzeranno insieme un acquerello a più mani affiancati dai grandi artisti. Per chi volesse approfondire la tecnica a livello professionale, sabato 10 ottobre (dalle 10 alle 18:30) all’Istituto de’ Bardi si terrà l’esclusivo workshop “Paesaggi di calma” a cura del maestro spagnolo Roberto Barba (info alla mail corsi@acquafirenze.it).

Il laboratorio dedicato alla fantasia dei bambini

L’arte è un seme che va piantato e innaffiato fin dalla primissima infanzia, e il festival non ha certamente dimenticato i più piccoli.
L’intera mattinata di sabato 17 ottobre (dalle 10:30 alle 13:00) sarà dolcemente dedicata alla creatività dei bambini. Presso l’apposita Sezione bambini e ragazzi della Biblioteca delle Oblate, si terrà infatti un bellissimo e colorato laboratorio di pittura dedicato ai più piccoli (fascia d’età consigliata dai 7 agli 11 anni). Guidati amorevolmente dall’esperienza di Valentina Paolucci (docente qualificata dell’associazione), i bimbi potranno pasticciare, imparare le basi dell’acquerello e successivamente esporre pubblicamente i loro capolavori direttamente ispirati alla “Natura” e all’ambiente. (Per far partecipare i propri figli, in questo caso specifico la prenotazione è rigorosamente obbligatoria: è sufficiente telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere una mail a bibliotecadelleoblate@comune.fi.it).

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Tivoli abbatte le barriere storiche: 4 milioni per “Experience the Beauty”, il futuro del turismo inclusivo

La fantastica e millenaria città di Tivoli entra ufficialmente nel futuro del Turismo! 🏛️♿ Con un maxi-finanziamento statale da quasi 4 milioni di euro ottenuto dalla Regione Lazio, la città è pronta a diventare il più grande e avanzato “Laboratorio a cielo aperto dell’accessibilità culturale” di tutta Europa! È stato infatti presentato il super-progetto “Experience the Beauty”: 20 mesi di lavori incessanti per trasformare i percorsi cittadini, Villa d’Este e Villa Adriana in luoghi visitabili davvero da TUTTI, senza alcun ostacolo! Non si parla solo di abbattere i gradini per le sedie a rotelle, ma di una vera rivoluzione digitale e multisensoriale: l’app ufficiale del comune integrerà Video in Lingua dei Segni (LIS) per i non udenti, enormi Mappe Tattili e “QR Code Sonori” per i non vedenti, e testi semplificati per i deficit cognitivi! Saranno inoltre previste assunzioni mirate e tirocini nel turismo per persone disabili. Il Sindaco Innocenzi e l’Assessore Maselli esultano: “Garantiamo il diritto di godere della Bellezza a ogni singolo essere umano!”. Scoprite nel nostro articolo tutti i dettagli del progetto e il nostro libro consigliato dedicato proprio ai segreti del Turismo Inclusivo! 👇

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Panoramica da drone_Experience The Beauty_Tivoli_Foto via Comune Tivoli

Tivoli  – Immaginate di poter viaggiare nel tempo, attraversando letteralmente tremila anni di storia, esplorando ben due siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO e ammirando un patrimonio sconfinato che spazia dall’archeologia pura all’arte, dall’architettura rinascimentale ai paesaggi naturali mozzafiato. Ora, immaginate di poter vivere questa incredibile magia senza incontrare alcun tipo di ostacolo fisico, visivo o uditivo. Questo sogno di totale uguaglianza sta finalmente per diventare una solidissima realtà. A partire dal 2026, infatti, la splendida e storica città di Tivoli si candida orgogliosamente a diventare il più grande e avanzato laboratorio a cielo aperto dell’accessibilità culturale in Europa. Nelle prestigiose sale delle Scuderie Estensi è stato presentato in pompa magna “Experience the Beauty – Scoprire e vivere Tivoli oltre ogni barriera”: un mastodontico e rivoluzionario progetto istituzionale che, per i prossimi 20 mesi, trasformerà letteralmente la cittadina laziale in un territorio di sperimentazione all’avanguardia per costruire un vero e proprio sistema integrato di turismo accessibile a 360 gradi.

[CONSIGLIO DI LETTURA PER PROFESSIONISTI]
Siete operatori del settore, guide turistiche o semplicemente cittadini che credono nell’uguaglianza? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori e più aggiornati manuali sul Turismo Accessibile e Inclusivo, per imparare a progettare l’accoglienza senza barriere!

Oltre la rampa: la rivoluzione digitale e multisensoriale

L’approccio del progetto segna un clamoroso cambio di paradigma culturale.
Dall’antica e gloriosa Tibur alla grande e sfarzosa stagione imperiale romana di Villa Adriana, passando per le oscurità del Medioevo fino ai fasti del Rinascimento di Villa d’Este, Tivoli diventa il banco di prova su cui sperimentare un modello di accessibilità del tutto inedito, in cui le moderne tecnologie digitali si piegano e si mettono totalmente al servizio del patrimonio storico e delle persone fragili. Rendere “accessibile” una città d’arte, infatti, non significa limitarsi banalmente a costruire una rampa per le sedie a rotelle fuori da un museo. Significa, al contrario, permettere alla persona di poter costruire la propria esperienza in totale autonomia prima ancora di iniziare fisicamente la visita: sapere con esattezza come arrivare e come muoversi, conoscere in largo anticipo le caratteristiche strutturali di un luogo, trovare informazioni comprensibili in vari formati. Per questo, l’obiettivo primario di “Experience the Beauty” è quello di fornire strumenti concreti per abbattere contemporaneamente le barriere fisiche, sensoriali, digitali e persino culturali. Da dove si parte? Dalla conoscenza chirurgica del territorio. Il primo passo operativo sarà una minuziosissima mappatura dell’accessibilità urbana, naturalistica, culturale e turistica dell’intera Tivoli. I preziosi Big Data raccolti serviranno a individuare criticità e potenzialità nascoste, costruendo un immenso dataset georeferenziato dal quale emergeranno i primi cinque “percorsi prioritari” da progettare, attrezzare fisicamente e testare con il pubblico.

Video LIS, Mappe Tattili e QR Sonori per l’esperienza totale

Alla necessaria mappatura fisica (marciapiedi, scivoli, accessi) si affiancherà una massiccia e spettacolare mappatura digitale.
Il progetto prevede infatti il lancio di Experience the Beauty Live, un’innovativa piattaforma web-based che integrerà dati satellitari, mappe interattive, schede dettagliate dei luoghi e contenuti multimediali studiati appositamente per ogni tipo di disabilità. QR code sonori per i non vedenti, video tradotti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) per i non udenti, testi rielaborati in linguaggio chiaro e semplificato per le disabilità cognitive, fino ad arrivare a vere e proprie mappe tattili fisiche, disegni in rilievo e avanzatissimi dispositivi immersivi. Ma la trasformazione messa in campo dalla Regione non riguarda solo e unicamente i turisti in visita. Riguarda intimamente anche chi la città la vive, la racconta e la fa respirare ogni singolo giorno. È previsto infatti un gigantesco piano di formazione obbligatoria che coinvolgerà attivamente guide turistiche, operatori museali, albergatori, dipendenti della pubblica amministrazione e persino i semplici cittadini e studenti. A questa fondamentale dimensione civica ed educativa si affianca la cruciale dimensione occupazionale: il progetto prevede dei veri e propri percorsi retribuiti di inserimento lavorativo nella filiera turistica a favore di persone con disabilità (attraverso tirocini formativi e Convenzioni ex art. 14).

Un finanziamento da 4 milioni: le parole delle istituzioni

La potenza di fuoco di questa rivoluzione turistica è garantita da uno stanziamento economico di primissimo livello.
«Grazie alla meritata aggiudicazione di un bando promosso congiuntamente dal Ministero per le Disabilità e dal Ministero del Turismo, la nostra amata Regione Lazio ha ricevuto un maxi-finanziamento di quasi 4 milioni di euro», ha dichiarato con grande e giustificato orgoglio Massimiliano Maselli, Assessore regionale all’inclusione sociale. «Con questo fondo è stato finalmente possibile realizzare questo ambizioso progetto di turismo inclusivo, che non si limita a garantire il sacrosanto diritto di visita per le persone con disabilità, ma si pone come una potentissima e fondamentale leva di sviluppo economico per l’intera e vasta filiera locale. L’obiettivo ultimo e irrinunciabile è quello di rendere Tivoli, a tutti gli effetti, una città dotata di accessibilità globale». Piena sintonia e massima soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale: «Siamo immensamente felici e onorati che la nostra Tivoli rappresenterà a livello internazionale un modello virtuoso di accessibilità. Il turismo inclusivo si sviluppa solo ed esclusivamente quando affianchiamo, alle nostre celebri e invidiate bellezze storico-architettoniche, dei percorsi moderni, smart e in grado di semplificare realmente l’esperienza a tutti», ha sottolineato il sindaco di Tivoli, Marco Innocenzi. Il progetto, a titolarità della Regione Lazio, è realizzato operativamente da Pin.Go Società Cooperativa, Radici APS e Fondazione Carol, supportate da una vastissima rete di partner prestigiosi, tra cui spiccano l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, la Diocesi locale e il FAI.

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