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Cultura

Il Terzo Sigillo: demoni e antichi guardiani nel primo avvincente dark fantasy di Gianni Ferrante

Siete appassionati di grandi battaglie tra il bene e il male, di antichi guardiani e oscuri demoni? 🗡️ Allora non potete assolutamente perdervi “Il Terzo Sigillo”, il monumentale e scoppiettante primo capitolo dell’amatissima saga dark fantasy scritta dall’ingegnere veronese Gianni Ferrante! La storia vi trascinerà nel freddo Montana degli anni ’60, dove l’infanzia del giovane Ethan viene sconvolta da una tragedia immane e da una scoperta incredibile: il mondo è governato da una guerra silenziosa e mortale tra ombre spietate. E indovinate un po’? Sarà proprio lui, divenuto custode del potentissimo “Sigillo”, a dover salvare il mondo (o condannarlo per sempre)! Inseguiti da forze demoniache, Ethan e i suoi inaspettati alleati lotteranno per sopravvivere. Ma la battaglia più dura, come in ogni capolavoro che si rispetti, non sarà contro i mostri esteriori, ma contro i propri demoni interiori! Siete pronti a fare un tuffo nell’oscurità e nella magia? Leggete la nostra recensione completa e scoprite dove acquistare il libro su Amazon! 👇

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gianni ferrante libro il terzo sigillo

Verona – La letteratura contemporanea di genere, quando è scritta con autentica maestria, sensibilità psicologica e vera passione, ha la straordinaria, quasi magica capacità di trasportare i lettori ben oltre i rassicuranti confini del mondo reale conosciuto. Tra le penne italiane che hanno saputo esplorare con maggiore audacia creativa questi sterminati e affascinanti territori letterari spicca, senza ombra di dubbio, il nome di Gianni Ferrante. L’autore veronese, brillante ingegnere prestato con enorme successo alla narrativa e alla prosa d’evasione, ha dimostrato negli anni una duttilità stilistica fuori dal comune. Dopo aver affascinato il pubblico con i complessi intrighi del thriller psicologico, oggi riaccendiamo meritatamente i riflettori su quella che è stata la genesi del suo successo letterario: “Il Terzo Sigillo”. Si tratta del monumentale e scoppiettante primo volume di una saga (una trilogia amatissima dai suoi lettori più fedeli) che si immerge coraggiosamente a capofitto nelle torbide, misteriose e pericolose acque del puro dark fantasy. Un romanzo di grandissimo respiro, caratterizzato da un respiro epico ma al contempo intimo, in cui il confine sfumato tra il bene e il male si mescola indissolubilmente con la fatica fisica e psicologica di crescere in un mondo popolato da mostri non solo esteriori, ma anche interiori.

[CONSIGLIO DI LETTURA]
Amate le saghe epiche oscure, i misteri millenari, le battaglie contro creature demoniache e le indimenticabili storie dei Prescelti? CLICCA QUI per acquistare subito su Amazon “Il Terzo Sigillo”, il primo emozionante volume della grande saga fantasy scritta da Gianni Ferrante!

Il crollo dell’infanzia e la guerra invisibile tra le ombre

La complessa architettura narrativa de “Il Terzo Sigillo” prende le mosse da un brutale e traumatico rito di passaggio, l’evento cardine che distrugge per sempre l’innocenza del giovane protagonista.
Ethan Sanders, figura centrale e cuore pulsante del romanzo, avrebbe dovuto, e soprattutto voluto, condurre un’esistenza assolutamente normale e pacifica, lontana da eroismi non richiesti. Tuttavia, il destino (scritto nelle stelle e nelle profezie antiche) aveva in serbo per lui piani ben più grandiosi e crudeli. In seguito a una gravissima, sanguinosa e inaspettata tragedia personale che polverizza improvvisamente la serenità della sua infanzia tra i freddi paesaggi montuosi del Montana (Stati Uniti), il giovane Ethan fa una scoperta agghiacciante, una verità impossibile da metabolizzare per chiunque: il mondo che l’umanità crede di conoscere e governare con la logica e la scienza è in realtà silenziosamente soggiogato e dominato da una feroce guerra invisibile. Mostri, oscure ombre striscianti e terribili demoni si muovono liberamente nel buio, cibandosi delle debolezze umane, mentre una ristretta e logorata cerchia di antichi e silenziosi guardiani continua a combattere un’eterna battaglia per cercare di mantenere in piedi il precario equilibrio dell’universo. E il tragico paradosso è che Ethan scopre, suo malgrado, di trovarsi esattamente al centro esatto di questo colossale e millenario scontro cosmico, senza possedere gli strumenti per difendersi.

Il peso schiacciante del Prescelto e l’ambientazione storica

Il romanzo di Ferrante gioca abilmente con il topos letterario classico del “Prescelto”, ma lo fa ribaltandone la prospettiva gloriosa e caricandolo di una fortissima e insostenibile valenza angosciante e drammatica.
Ethan scopre di essere il predestinato custode del “Sigillo”, un artefatto mistico dal potere talmente incommensurabile e incontrollabile che potrebbe facilmente salvare il mondo intero dalla catastrofe… o, al contrario, condannarlo definitivamente alla totale rovina in caso di errore. Braccato giorno e notte, senza sosta, da forze oscure spietate e assetate di sangue, disposte a commettere qualsiasi atrocità pur di strappargli il Sigillo dalle mani, il giovane protagonista sarà costretto ad abbandonare l’adolescenza e a crescere troppo in fretta. Fortunatamente non sarà solo in questa impari lotta per la sopravvivenza. Al suo fianco si schiereranno alleati tanto potenti quanto affascinanti ed enigmatici: figure carismatiche come l’imponente Ashkii, il temibile Cacciatore di Ombre, e la dolcissima Susan, l’unica persona al mondo apparentemente capace di tenere Ethan ancorato alla realtà e di ricordargli costantemente cosa significhi conservare la propria umanità in un mondo di mostri. Un valore aggiunto di inestimabile fascino all’opera è dato dall’ambientazione temporale scelta dall’ingegnere veronese: la vicenda si snoda in un arco storico molto preciso e suggestivo, tra i turbolenti anni ’60 e gli edonistici anni ’80, offrendo un affresco vintage che affascinerà moltissimo i nostalgici di quell’epoca d’oro.

La vera battaglia da vincere si combatte nell’anima

Tuttavia, il messaggio più profondo, universale e filosofico che emerge prepotentemente dalla penna delicata di Gianni Ferrante è che i veri mostri, alla fine, non sono mai quelli che si nascondono concretamente sotto il letto o nel buio delle foreste.
Mentre il mortale pericolo si avvicina inesorabilmente e lo scontro finale incombe sulla sua testa, il giovane Ethan dovrà affrontare la prova più dolorosa, ardua e terrificante del suo incredibile viaggio eroico: rendersi conto che la battaglia più importante, quella che decreterà veramente la salvezza o la dannazione dell’umanità intera, non si combatte contro i demoni esterni, ma si svolge silenziosamente e inesorabilmente dentro di lui, nei recessi più oscuri del suo cuore puro. Quanto si può sacrificare della propria anima e dei propri affetti sull’altare del dovere superiore, prima di smarrire irrimediabilmente sé stessi? Con questa dolorosa e bellissima domanda si chiude la riflessione su “Il Terzo Sigillo”. Un volume che non è soltanto il brillante inizio di un’entusiasmante saga dark fantasy carica di mistero e colpi di scena, ma è soprattutto un profondo, toccante e intenso racconto di formazione, amore e accettazione del proprio, ineluttabile destino. Un libro che vi terrà inevitabilmente incollati, pagina dopo pagina, fino allo straordinario epilogo.

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Cultura

Mathilda Il Quinto Sigillo: la nuova eroina dark fantasy nel secondo capitolo di Gianni Ferrante

La guerra contro le ombre sembrava finita, ma l’incubo è appena ricominciato! 🗡️ L’ingegnere e geniale scrittore Gianni Ferrante torna in libreria con l’attesissimo “Mathilda – Il Quinto Sigillo”, il secondo e scoppiettante capitolo della sua amatissima saga dark fantasy! Dimenticate il giovane eroe Ethan del primo libro: questa volta il potentissimo “Sigillo” cosmico ha scelto come custode l’enigmatica, silenziosa e inarrestabile Mathilda! La nostra nuova eroina proverà disperatamente a ignorare il richiamo per vivere una vita normale, ma un’oscurità ancora più antica e pericolosa la costringerà a scendere in campo e a fare scelte impossibili. “Proteggere chi ama o sacrificare tutto?”. Ma il vero pericolo, come in ogni capolavoro psicologico, non si nasconde fuori, ma proprio nell’anima della protagonista: più il suo potere diventa enorme, più il confine morale tra il Bene e il Male si spezza in mille pezzi! Pronti a innamorarvi di una delle eroine più oscure della letteratura? Scoprite l’analisi del libro e il link diretto di Amazon per acquistarlo all’interno del nostro articolo! 👇

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mathilda il quinto sigillo gianni ferrante libro

Verona – Scrivere il secondo capitolo di una saga letteraria di successo è da sempre considerata la prova del fuoco per qualsiasi scrittore, la sfida suprema in cui si rischia di deludere le alte aspettative dei lettori o, al contrario, di consacrare definitivamente il proprio talento narrativo. Dopo l’immenso e meritato riscontro ottenuto con l’epico inizio della sua amatissima trilogia, il geniale autore veronese Gianni Ferrante ha dimostrato di non avere paura di osare, spingendosi ancora più in profondità nei meandri oscuri del dark fantasy. Riponendo momentaneamente in secondo piano i gloriosi protagonisti del primo libro, lo scrittore ci regala infatti un nuovo, potentissimo e sconvolgente capitolo intitolato “Mathilda – Il Quinto Sigillo”. Se nel primo volume avevamo accompagnato con il fiato sospeso il giovane prescelto Ethan nella sua titanica e disperata lotta per la salvezza dell’universo, in questo attesissimo e denso sequel le regole del gioco vengono letteralmente stravolte e ribaltate alla radice. Ferrante abbandona infatti il classico schema dell’eroe maschile tradizionale per affidare il peso insostenibile e crudele del destino del mondo (e del misterioso artefatto) interamente sulle fragili, ma al contempo inossidabili, spalle di una donna straordinaria e indimenticabile: l’enigmatica, silenziosa e inarrestabile Mathilda. Un cambio di prospettiva radicale, coraggioso e modernissimo, che aggiunge nuove, formidabili e intriganti sfumature psicologiche a un universo narrativo già ricchissimo di spunti e colpi di scena.

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Il finto equilibrio e la tragica illusione della pace

L’incipit del secondo romanzo si apre su quello che sembra, a tutti gli effetti, un meritato e pacifico lieto fine letterario.
La guerra mondiale e invisibile contro le ombre sembra finalmente e definitivamente conclusa. I valorosi eroi del primo capitolo, Ethan e la dolce Susan, hanno pagato il loro altissimo e sanguinoso prezzo sull’altare della giustizia. Hanno combattuto, hanno perso e hanno vinto, e ora il mondo sembra godere di un tanto agognato, stabile e definitivo equilibrio cosmico. Ma nel cinico e spietato universo dark fantasy concepito e magistralmente dipinto dalla mente dell’ingegnere veronese, la pace non è mai nulla di più che una fragile, fugace e temporanea illusione ottica. Il potentissimo, ancestrale e onnisciente “Sigillo”, vero motore immobile di tutta l’intera vicenda, non ha affatto finito la sua spietata missione millenaria. L’artefatto mistico ha infatti deciso di risvegliarsi, e ha scelto di nuovo un ospite per manifestarsi. E questa volta ha scelto proprio Mathilda. Diversa da Ethan, profondamente introversa, silenziosa come un’ombra e dotata di una determinazione interiore letale e inarrestabile, la nuova protagonista femminile capisce fin dalle primissime, inquietanti e surreali avvisaglie che, per quanto lo desideri, non potrà mai, in alcun modo, sfuggire al proprio fato scritto nelle stelle. Mentre la ragazza tenta disperatamente, con le unghie e con i denti, di costruirsi una banale parvenza di vita normale, cercando di ignorare i segnali inequivocabili del suo incombente destino, un’oscurità nuova, molto più antica, subdola e infinitamente più pericolosa dei demoni precedenti inizia silenziosamente a muoversi e a strisciare nell’ombra del mondo.

L’eroina riluttante e la corruzione del potere assoluto

La grandezza narrativa del secondo volume della Saga del Sigillo risiede interamente nello strepitoso e doloroso scavo psicologico del suo personaggio principale.
Ferrante ci consegna, pagina dopo pagina, un’eroina profondamente riluttante e spaventata dalle proprie enormi responsabilità etiche e morali. Mathilda si rende conto molto presto di essere l’unica persona sulla faccia della Terra in grado di poter fermare l’avanzata della nuova oscurità dilagante. Ma custodire il Sigillo e brandirne la sua insondabile magia significa dover fare costantemente i conti con scelte etiche impossibili da sopportare per una mente umana: proteggere ostinatamente e a tutti i costi le poche persone che ama, oppure sacrificare l’amore per il bene superiore e la salvezza dell’umanità intera? Un dilemma lacerante e insolubile, che spingerà la protagonista sull’orlo del baratro. Il tema cardine dell’intera opera, infatti, diventa la temibile e inesorabile corruzione derivante dal potere assoluto. Più il controllo di Mathilda sul Sigillo aumenta, diventando onnipotente e implacabile, più la sottilissima linea di demarcazione morale che separa nettamente il Bene dal Male inizia a spezzarsi, sbiadirsi e infine frantumarsi in mille pezzi. I metodi della ragazza diventano estremi, e le sue decisioni sempre più moralmente ambigue, sfumate e oscure. Come accadeva al suo predecessore Ethan, anche Mathilda scoprirà a sue spese che la battaglia più pericolosa e letale in assoluto non è mai quella contro ciò che si nasconde famelico nel buio del mondo esterno, ma è la quotidiana, faticosa e titanica lotta contro l’entità spaventosa, seducente e spietata che sta lentamente germogliando, inesorabilmente, dentro la sua stessa anima.

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Cultura

Gianni Ferrante, l’ingegnere sognatore svela “Il Mistero della Contessa”: un giallo dall’anima femminile

Può la mente razionale e schematica di un ingegnere nascondere l’anima romantica, fantasiosa e sognatrice di un grande scrittore di gialli? 📚 Assolutamente sì, e la straordinaria storia umana di Gianni Ferrante ne è la prova vivente! L’autore veronese (reduce da recenti premiazioni in Svizzera) si racconta a cuore aperto in una confessione davvero toccante: dal bullismo subito da adolescente tra i banchi di scuola negli anni ’60, fino al sogno infantile di toccare le stelle realizzato grazie all’ingegneria, per poi approdare in età adulta alla scrittura per liberare la fantasia! Il suo nuovissimo romanzo, intitolato “Il Mistero della Contessa”, è un giallo psicologico dalle fortissime tinte femminili (ispirato ai capolavori di Agatha Christie). Una donna senza memoria e mezza nuda appare nella notte a Kalispell (Montana), sconvolgendo i segreti della cittadina. A risolvere il caso non sarà la logica maschile dello sceriffo, ma l’intuito tagliente e ironico di sua moglie Mary! Scoprite tutti i retroscena di questo thriller avvincente (e il link diretto per acquistare il libro su Amazon) nel nostro articolo esclusivo! 👇

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gianni ferrante libro il mistero della contessa

Verona – Esiste, nell’immaginario collettivo, una netta e quasi insormontabile separazione tra la fredda e calcolatrice mente di uno scienziato e l’anima romantica, tormentata e sognatrice di un romanziere. Eppure, la splendida e commovente storia umana e professionale di Gianni Ferrante, brillante ingegnere veronese nato a Villa Bartolomea nel 1951, dimostra in modo lampante come la razionalità dei numeri e la pura magia delle parole possano convivere armoniosamente nella stessa persona, finendo per arricchirsi a vicenda. Ferrante, già noto ai lettori più attenti per aver pubblicato negli anni scorsi l’acclamata trilogia composta dai romanzi “Il terzo sigillo”, “Mathilda” e “L’Ultimo sigillo”, torna oggi alla ribalta letteraria (reduce anche dal meritato successo e dai riconoscimenti ottenuti in occasione di una recente premiazione a Lugano, in Svizzera) per presentare al grande pubblico il suo nuovissimo, intrigante e avvolgente progetto editoriale: “Il mistero della Contessa”. In questa particolarissima occasione, l’autore ha deciso di aprire le porte del suo mondo interiore, condividendo non soltanto l’avvincente trama del suo nuovo giallo ad alta tensione psicologica, ma anche un profondo e toccante manifesto personale intitolato “Perché scrivo”, in cui ripercorre a cuore aperto le radici infantili, le difficoltà giovanili e le insperate rinascite della sua indomabile vocazione letteraria.

[CONSIGLIO DI LETTURA]
Siete amanti dei gialli classici ricchi di misteri, segreti di provincia e personaggi femminili dal grande acume psicologico? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon l’avvincente romanzo “Il mistero della Contessa” di Gianni Ferrante!

Dalle stelle del 1957 al bullismo: la genesi di un romanziere

L’urgenza narrativa di Gianni Ferrante non è un’infatuazione della maturità, ma un fuoco sacro acceso decenni fa.
“La mia scrittura nasce da lontanissimo”, racconta l’ingegnere, “precisamente da una fredda notte d’autunno del 1957”. A soli cinque anni, disteso su una semplice e rustica mota di granoturco accanto al fratello, il piccolo Gianni alzò gli occhi verso il cielo terso della campagna veneta, restando letteralmente stregato dallo sterminato tappeto di stelle luminose. “Ricordo ancora con assoluta chiarezza il pensiero nitido che allora mi attraversò la mente: un giorno capirò come andarci”. Quel bambino curioso crebbe, ma si scontrò presto con la crudele e spietata realtà del mondo. Nel 1964, l’ingresso al severissimo Istituto Tecnico Galileo Ferraris di Verona si trasformò per lui in un vero e proprio incubo a occhi aperti. Costretto, ad appena tredici anni, a convivere in una classe sovraffollata da ripetenti molto più grandi di lui (la severità dell’epoca faceva letteralmente strage di bocciati), Gianni fu vittima di scherzi pesanti e prepotenze continue, sfociate rapidamente ai confini del vero e proprio bullismo scolastico. “Era come gettare un piccolo passerotto inespulsivo in una gabbia di feroci falchi”, ricorda amaramente l’autore. Fu l’approdo liberatorio alla facoltà di Ingegneria a restituirgli un posto nel mondo. Lì, il bambino che interrogava le stelle trovò finalmente le risposte pratiche. Tuttavia, sotto la rigida e pragmatica veste dell’ingegnere, la fantasia premeva ancora con forza per uscire allo scoperto. Ha dovuto attendere pazientemente il 2014, quando finalmente il lavoro e le responsabilità della vita gli hanno concesso il tempo necessario per allineare i pianeti interiori, lasciando librare liberamente la fantasia lungo strade letterarie inesplorate.

“Il mistero della Contessa”: un thriller psicologico dalle tinte rosa

Il risultato di questa lunghissima, faticosa ma straordinaria maturazione artistica e personale è l’ultimo, imperdibile romanzo giallo partorito dalla brillante mente dello scrittore veronese.
La sinossi de “Il mistero della Contessa” cattura il lettore sin dalle primissime e inquietanti battute iniziali. La complessa vicenda si svolge a Kalispell, una remota, fredda e taciturna cittadina situata nel cuore del Montana, negli Stati Uniti, dove l’assoluto silenzio e l’ipocrisia delle apparenze borghesi regnano incontrastati. Nel cuore nero della notte appare improvvisamente una donna sconosciuta. È scalza, infreddolita, seminuda e, soprattutto, totalmente priva di memoria. Il clamoroso ritrovamento sconvolge irrimediabilmente la tranquilla e noiosa routine della piccola comunità, che inizia subito a chiamarla semplicemente “la Contessa”. Il burbero ma meticoloso sceriffo locale, Norman Fogerty, decide di aprire immediatamente un’indagine ufficiale che, almeno in apparenza, sembra di semplicissima risoluzione. Ma la logica maschile e investigativa crolla molto presto: ogni singola pista seguita, infatti, inizia a contraddirsi clamorosamente, rivelando che la donna amnesica non è solo una vittima innocente, ma il centro oscuro di un mistero radicato nel passato. Il vero colpo di genio narrativo del romanzo, tuttavia, risiede nella scelta della voce narrante: a raccontare l’intera storia non è il rude sceriffo, ma sua moglie, Mary Parker. Una donna intelligente, dotata di una spiccata e graffiante ironia, ma storicamente abituata a non essere mai davvero ascoltata in un mondo dominato dagli uomini. Mentre questi ultimi cercano affannosamente risposte affidandosi solo alla logica poliziesca, Mary inizia, pezzo dopo pezzo, a vedere con chiarezza tutto ciò che sfugge a tutti gli altri. Tra gli ovattati salotti borghesi, sussurri velenosi e memorie volutamente dimenticate, sarà proprio l’acume e la sensibilità di Mary a svelare segreti taciuti da troppo tempo. Il giallo si trasforma così in un thriller psicologico avvolgente (in puro stile Agatha Christie), caratterizzato da una fortissima, vibrante e indispensabile anima femminile. Un romanzo imperdibile in cui nulla è davvero come sembra e dove ogni verità, per quanto dolorosa, ha sempre un prezzo altissimo da pagare.

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Cultura

La rinascita nell’esilio: i versi di Lumturi Plaku, la poetessa albanese che sfidò la dittatura

La letteratura è in grado di curare le ferite e sconfiggere qualsiasi regime dittatoriale! ✒️ Oggi raccontiamo la commovente e meravigliosa storia di Lumturi Plaku, straordinaria scrittrice albanese naturalizzata italiana. Fuggita coraggiosamente dal suo amato Paese nel 1991 dopo anni di orribili persecuzioni, divieti ed emarginazione da parte della feroce dittatura comunista, Lumturi ha trovato in Italia l’ossigeno della libertà, trasformando il proprio, immenso dolore in grandissima arte! Oltre a essere un’instancabile Mediatrice Interculturale a Piacenza, ha pubblicato la bellezza di 28 libri bilingue, ricevendo riconoscimenti e premi in mezza Europa! Il suo pluripremiato romanzo “Una condanna a morte” è un capolavoro assoluto, ma anche i suoi versi lasciano letteralmente senza fiato. Nell’articolo trovate la pubblicazione in esclusiva della sua commovente poesia “NON GUARDATE…”, un inno clamoroso alla dignità del sorriso contro ogni sofferenza subita. Leggete la sua incredibile biografia, l’analisi del testo e scoprite i suoi libri consigliati da noi! 👇

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Lumturi Plaku

Roma – Esiste un potere inarrestabile, silenzioso ma invincibile, che nessuna dittatura sanguinaria o regime totalitario è mai riuscito a sopprimere del tutto: il potere salvifico della letteratura e della poesia. La biografia e l’intensa opera letteraria di Lumturi Plaku, straordinaria autrice albanese naturalizzata italiana e prolifica scrittrice di ben 28 libri bilingue (pubblicati sia in albanese che in italiano), rappresentano un vero e proprio manifesto universale di resilienza, coraggio e amore per la libertà. Nata e vissuta in Albania fino al drammatico e storico 6 marzo del 1991, la vita della Plaku è stata segnata da cicatrici profondissime fin dalla più tenera età. L’autrice proviene infatti da una nobile famiglia di intellettuali e ferventi patrioti, uomini e donne che hanno coraggiosamente guidato le fila della resistenza per difendere la Patria, lottando aspramente contro il nazifascismo. Tuttavia, dopo la presunta “liberazione” del Paese balcanico, il nuovo, feroce e paranoico governo dittatoriale comunista decise di epurare violentemente la società civile: gli intellettuali più onesti e i veri patrioti vennero sistematicamente perseguitati, condannati a decenni di dura galera, torturati o uccisi dal regime. In questo modo spietato, il governo si spianava la strada per imporre il proprio terrore incontrastato sulla popolazione inerme.

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Volete approfondire la straordinaria produzione letteraria di questa coraggiosa autrice e immergervi nella sua toccante storia? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon il suo pluripremiato capolavoro bilingue “Una condanna a morte”!

Dal calvario della persecuzione all’ossigeno della libertà italiana

Tra le migliaia di famiglie brutalmente colpite e distrutte dalla furia cieca del regime albanese, vi fu purtroppo anche l’intera parentela di Lumturi Plaku.
Gli uomini della famiglia vennero ingiustamente arrestati, le loro case e tutti i beni materiali furono spietatamente confiscati, condannando l’intera stirpe a una vita di assoluta miseria, emarginazione e stigma sociale. Lì ebbe inizio il lungo e terribile calvario personale di Lumturi, che fin da bambina conobbe sulla propria pelle il gelo della persecuzione politica. In un clima di costante terrore e assoluta mancanza di libertà di espressione, le fu totalmente impossibile esprimere i propri pensieri, scrivere e persino inseguire le proprie aspirazioni artistiche. La svolta vitale, la fuga disperata verso la sopravvivenza, avvenne nel marzo 1991: insieme al marito e alla figlia di dieci anni, Lumturi fu costretta a partire precipitosamente verso l’Italia per ricongiungersi con il figlio sedicenne, scappato coraggiosamente da solo il giorno prima. L’arrivo in Italia rappresentò una vera e propria e inebriante rinascita biologica e spirituale. Oltre al semplice ossigeno per respirare, la scrittrice riempì finalmente i propri polmoni con la libertà tanto desiderata e dolorosamente mancata per decenni. Cominciò quasi subito a esprimere i suoi innumerevoli pensieri soppressi, componendo poesie di rara intensità emotiva. Stabilitasi definitivamente nel Comune di Piacenza, nel 2005 si è diplomata come Mediatrice Interculturale, spendendo enormi energie nel campo dell’immigrazione per risolvere i complessi problemi nati dalla diversità culturale. Un impegno civico straordinario e instancabile, che le è valso la consegna dell’ambito Premio “NADA” da parte delle istituzioni piacentine.

Una produzione letteraria sterminata e i riconoscimenti internazionali

Parallelamente al suo instancabile impegno sociale, organizzando eventi nelle scuole e nelle TV locali per diffondere orgogliosamente la storia e i costumi della sua amata Albania, Lumturi Plaku ha coltivato il suo immenso talento artistico.
Ha esordito con il primo libro scritto in italiano intitolato “Le ricchezze della natura”, seguito a ruota dal fortunato volume bilingue “Valori come oro” e da “Mi manchi”. La sua prolifica produzione letteraria non ha mai conosciuto battute d’arresto. Le sue poesie e i suoi vibranti romanzi hanno ricevuto numerosissimi, prestigiosi riconoscimenti sia nel suo Paese d’origine che in Italia. Le sue opere sono state al centro di presentazioni letterarie di successo non solo in decine di città italiane e albanesi, ma anche in Kosovo, Macedonia, Austria e Svizzera. Il suo capolavoro indiscusso, il romanzo bilingue “Una condanna a morte”, ha ricevuto tre importantissimi premi in Italia e uno in Svizzera. Di recente pubblicazione è anche la toccante raccolta di ottanta poesie intitolata “Stanotte non dorme” (anch’essa pluripremiata dalla critica) e il profondo romanzo italiano “Dov’è quello destino”. Attualmente, l’infaticabile Lumturi sta traducendo personalmente in lingua italiana il suo ultimissimo romanzo, “L’incontro in Tunisia”, portando così a compimento la pubblicazione del suo ventottesimo, incredibile libro.

L’inedito: “NON GUARDATE…” e la dignità del dolore

Oggi abbiamo l’immenso onore di ospitare in esclusiva una sua commovente poesia, un testo che racchiude in pochissimi e taglienti versi l’intera filosofia di vita e di resilienza dell’autrice. Ecco il testo:

NON GUARDATE…
Non guardate le mie rughe di sofferenze,
né anche tanti desideri bruciati, persi,
non guardate né anche i miei sogni chiusi, mai espressi,
vi prego non guardate…
lo sguardo curioso, mi fa di più male…

Non guardate, vi prego
anche le ferite sulla schiena,
ferite fati dai punti dei coltelli del tradimento,
ne anche le bruciature dentro nel mio cuore
e le speranze spente
e non li contate, perché … ehm, ce ne sono tante.

Guardate solo il sorriso versato sul mio viso,
sarà sole, anche quando non sono felice,
sentite la mia canzone che li canterò
sempre, anche nei momenti difficili
e tristi…

Analisi critica: I versi della Plaku sono un vero e proprio scudo di inattaccabile dignità eretto contro il pietismo altrui. La poetessa supplica dolcemente ma fermamente il lettore (e la società intera) di non focalizzarsi curiosamente sulle “rughe di sofferenza”, sui “desideri bruciati” dalla prigionia della dittatura, o sulle “ferite sulla schiena” causate dai ripetuti tradimenti umani. Il suo non è un banale lamento vittimistico, ma un orgoglioso inno alla resistenza spirituale. Lumturi ci chiede di guardare unicamente “il sorriso versato sul mio viso” e di ascoltare la sua canzone, che continuerà a suonare per diffondere sole e luce anche nei momenti più bui e dolorosi. Una lezione di vita potentissima e indimenticabile, che consacra la grandezza assoluta di questa donna e della sua arte.

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