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Politica

Il trionfo di “Evoluzione e Libertà” a Fiuggi: svelato il nuovo simbolo del partito in difesa dei valori cristiani

La politica torna a scaldare le piazze partendo dal cuore pulsante del Lazio! Straordinario successo e un incredibile bagno di folla per l’attesissima convention di “Evoluzione e Libertà” (svoltasi al Fiuggi Terme Resort & Spa e moderata dall’impeccabile Dott.ssa Claudia Conte). L’evento ha segnato un momento storico per il movimento politico, culminato con la svelatura ufficiale del nuovissimo simbolo del partito! Il Vice Segretario Nazionale Gianluca Quadrini, lodando le intuizioni dei fondatori Mirko Greco e Giuseppe Basile, ha infiammato la platea ribadendo la vera bussola etica del partito: la difesa incrollabile della cristianità, la centralità della famiglia e i valori identitari che costituiscono il vero DNA del movimento. Sul palco sono state celebrate anche le nuove, preziosissime entrate (come quella di Giovanni Petrocchi e del suo eccezionale team) e il grande radicamento territoriale portato avanti dai dirigenti delle province di Frosinone, Abruzzo e Molise! “Senza i militanti non saremmo nulla, siete voi il motore di Evoluzione e Libertà!”, ha concluso commosso Quadrini. Leggete il nostro articolo completo per ripercorrere tutte le emozioni e i punti programmatici emersi dalla convention di Fiuggi! E se anche voi amate porvi con eleganza e autorevolezza nel vostro ambiente lavorativo, non perdetevi la lussuosissima cartella professionale in vera pelle oggi in super sconto su Amazon! 👇

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"Evoluzione e Libertà" a Fiuggi

Fiuggi (FR) – L’autunno politico italiano si arricchisce di nuove, vibranti energie che partono dai territori per puntare dirette al cuore del panorama nazionale. Grande partecipazione, entusiasmo palpabile e un’affluenza di pubblico che ha letteralmente superato ogni più rosea aspettativa della vigilia, hanno caratterizzato l’attesissima convention politica “Evoluzione e Libertà: Il successo verso il futuro”, andata in scena nella prestigiosa ed elegante cornice dell’Hotel Fiuggi Terme Resort & Spa. L’incontro, che ha visto come fulcro e padrona di casa l’impeccabile e sapiente moderazione della Dott.ssa Claudia Conte, non è stato una semplice passerella elettorale, ma ha rappresentato un fondamentale e cruciale momento di sintesi politica, ideologica e di slancio organizzativo per l’intero movimento. Il momento clou, atteso con trepidazione da centinaia di iscritti e simpatizzanti giunti da diverse regioni del Centro-Sud, è stato coronato dalla solenne presentazione al pubblico del nuovo simbolo ufficiale del partito.

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Il bilancio di Quadrini e la visione dei fondatori

A tirare le somme di questa giornata trionfale, tracciando il bilancio politico dell’iniziativa e le ambiziose linee guida per l’immediato futuro, ci ha pensato Gianluca Quadrini, dinamico Vice Segretario Nazionale e Segretario Regionale ad Interim di Evoluzione e Libertà. Dal palco di Fiuggi, il dirigente ha espresso una profonda e commossa soddisfazione per il massiccio riscontro popolare ottenuto: «La straordinaria e calorosa partecipazione a questa convention dimostra in modo inequivocabile che Evoluzione e Libertà è una realtà viva, estremamente dinamica e in costante ed esponenziale crescita nei nostri territori. Desidero anzitutto rivolgere un sentito, sincero e doveroso ringraziamento al Presidente Mirko Greco e al Segretario Nazionale Giuseppe Basile. A loro va il merito per la felice e lungimirante intuizione che hanno avuto nel fondare coraggiosamente questo partito, creando di fatto una casa politica solida, accogliente e aperta a tutti coloro che credono fermamente nel cambiamento del Paese».

Famiglia e Cristianità: la bussola etica del nuovo simbolo

L’evento politico è stato impreziosito da innesti di altissimo livello organizzativo. Quadrini ha infatti voluto dare il benvenuto ufficiale e i più fervidi complimenti a Giovanni Petrocchi per il suo ingresso nel movimento, rivolgendo un sincero ringraziamento a tutta la sua efficiente squadra per l’impeccabile lavoro logistico svolto. Come ha ribadito il Vice Segretario Nazionale, “l’arrivo di nuove energie e competenze tecniche e politiche conferma in modo tangibile la bontà e la forte attrattività della nostra proposta programmatica”. Ma il vero momento cardine della convention è stato concettuale. La svelatura del nuovo simbolo rappresenta una vera e propria pietra miliare nel cammino del partito: l’emblema è stato ridisegnato per conferire un valore ancora maggiore e un significato profondamente viscerale al senso di cristianità, difendendo la centralità assoluta della famiglia tradizionale e ribadendo quei valori etici, sociali e identitari che costituiscono l’inscindibile DNA di Evoluzione e Libertà. “Vogliamo continuare a dare voce al popolo con coraggio, schiettezza e coerenza, rimanendo saldamente ancorati ai nostri sani principi cardine”, ha tuonato la dirigenza dal palco termale.

Il radicamento sul territorio e la trazione nazionale

Una politica vincente si costruisce partendo dai marciapiedi e dai comuni, non solo dai salotti televisivi. Per questo, Quadrini ha riservato un plauso speciale e un grazie di cuore a tutti i membri del vigoroso Direttivo Regionale Lazio, ai sempre presenti dirigenti provinciali di Frosinone e ai referenti locali storici del partito, Giuseppe Lembo e Biagio Girolami, elogiati per il costante e instancabile radicamento che garantiscono ogni giorno, mettendoci la faccia, sul proprio territorio. La loro vicinanza reale alle esigenze quotidiane dei cittadini è stata definita come “la nostra vera arma vincente”. Un ringraziamento particolarmente caloroso, accompagnato da lunghi applausi, è andato anche ai referenti giunti dalle regioni limitrofe, tra cui Marcello per il vicino Molise e Perruzza per l’Abruzzo: la loro presenza istituzionale è la testimonianza vivente di un progetto politico robusto che sta rapidamente travalicando i confini regionali per affermarsi con sempre maggiore autorevolezza e forza contrattuale su scala nazionale. Infine, Quadrini ha voluto dedicare il suo abbraccio più grande ai tantissimi e commossi militanti presenti in sala: «Voi siete il motore propulsivo e il cuore pulsante di Evoluzione e Libertà. È grazie alla vostra travolgente passione, al vostro entusiasmo e al vostro sostegno incondizionato che oggi possiamo guardare al futuro con rinnovata fiducia e incrollabile determinazione, pronti ad affrontare e vincere le prossime durissime sfide politiche al servizio esclusivo delle nostre amate comunità».

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Politica

Luca Sforzini blinda La Russa: “Nessun patto con Vannacci, posizioni incompatibili su NATO, Russia ed economia”

La politica estera e la guerra in Ucraina spaccano il centrodestra italiano e chiudono definitivamente le porte in faccia a Roberto Vannacci! Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, ha rilasciato una durissima dichiarazione schierandosi totalmente dalla parte del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva frenato l’ingresso del Generale nella maggioranza. “La Russa è stato saggio”, ha dichiarato Sforzini. “Il problema di Vannacci e del suo movimento Futuro Nazionale non sono i voti, ma l’incompatibilità politica assoluta!”. Le idee del generale sul rapporto con la Russia e sul ruolo della NATO sono infatti diametralmente opposte alla linea atlantista ferrea adottata dal governo Meloni. Sforzini ha avvertito che accogliere Vannacci nella coalizione significherebbe mettere a rischio la credibilità internazionale e l’economia del Paese: “Una coalizione non è una banale somma di voti, ma una visione comune!”. Leggete l’articolo per capire perché il generale rischia ora di rimanere isolato nel panorama politico. E se amate leggere i quotidiani, scorrere i social e informarvi ovunque vi troviate, scoprite la potenza inaudita del Tablet più desiderato del mondo, oggi in offerta pazzesca su Amazon! 👇

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Sforzini

Roma – Il dibattito interno alla coalizione di centrodestra continua a infiammarsi, e questa volta il terreno di scontro non riguarda semplici nomine o beghe elettorali locali, ma i pilastri fondamentali della politica estera ed economica del Paese. Al centro dell’agone politico c’è la figura, sempre polarizzante, del generale Roberto Vannacci e del suo neonato movimento politico “Futuro Nazionale”. L’ipotesi di un suo organico e strutturato ingresso all’interno dell’attuale maggioranza di governo (guidata dalla ferrea linea atlantista di Giorgia Meloni) ha fatto storcere il naso a molti vertici istituzionali, portando il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, a tracciare una linea rossa invalicabile. A fare quadrato attorno alle parole della seconda carica dello Stato, e a rincarare pesantemente la dose sotto il profilo dell’analisi ideologica, è intervenuto oggi Luca Sforzini, autorevole presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.

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Il nodo geopolitico: la faglia su Russia e Alleanza Atlantica

La dichiarazione rilasciata da Luca Sforzini fotografa con spietata lucidità il reale problema politico che ruota attorno al fenomeno Vannacci. «Saggio Ignazio La Russa: coglie perfettamente il nocciolo della questione», ha esordito il presidente di Rinascimento Nazionale. «Con Roberto Vannacci il problema non si riduce banalmente a una percentuale elettorale da calcolare con il pallottoliere, ma a un problema gigantesco di compatibilità politica». L’incompatibilità a cui fa riferimento Sforzini non è di natura caratteriale, bensì squisitamente geopolitica. Da mesi, infatti, le esternazioni del movimento “Futuro Nazionale” si scontrano frontalmente con la granitica linea adottata da Palazzo Chigi. «Futuro Nazionale ha ormai scelto con chiarezza inequivocabile di esprimere posizioni profondamente diverse, se non antitetiche, da quelle dell’attuale maggioranza di centrodestra sul rapporto con la Federazione Russa e sull’adesione incondizionata alle politiche della NATO», ha analizzato Sforzini. In un momento di gravissima tensione internazionale, con i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente che ridisegnano gli equilibri mondiali, il governo non può permettersi ambiguità o “cavalli di Troia” interni che strizzino l’occhio a posizioni filo-russe o critiche verso l’Alleanza Atlantica.

L’economia e l’identità del Centrodestra: non è solo una somma di voti

Ma il fossato ideologico che separa l’attuale maggioranza dalle istanze di Vannacci non si limita alla complessa scacchiera internazionale. Sforzini pone l’accento anche sulla visione della politica interna: «Accoglierlo nella coalizione significherebbe rimetterne in discussione non solo il posizionamento geopolitico, ma anche l’intera impostazione economica». Anche in campo economico, infatti, le posizioni espresse da “Futuro Nazionale” viaggiano su binari non sempre allineati alle manovre di rigore e ai delicati equilibri di bilancio tracciati dall’attuale esecutivo in accordo con l’Europa. In questo senso, le parole di Ignazio La Russa, rilanciate con forza dal presidente di Rinascimento Nazionale, suonano come una vera e propria lezione di pragmatismo politico: una maggioranza stabile e credibile agli occhi del mondo non può basarsi esclusivamente sull’opportunismo matematico. «La Russa ha detto una cosa fondamentale e imprescindibile», conclude Sforzini. «Una coalizione non è mai una mera e cinica somma algebrica di voti per vincere le elezioni, ma deve essere innanzitutto una compatibilità di visione per governare il Paese».

Quale destino per Futuro Nazionale?

Con questo pesantissimo endorsement alla linea di sbarramento imposta dai vertici di Fratelli d’Italia, i margini di manovra per il generale Roberto Vannacci e per il suo progetto “Futuro Nazionale” sembrano ridursi drasticamente. Se le porte del centrodestra istituzionale si chiudono a doppia mandata sui temi della NATO, dell’Ucraina e della stabilità economica, la nuova formazione politica dovrà necessariamente cercare i propri spazi di agibilità fuori dal perimetro governativo, puntando probabilmente a consolidarsi come polo di destra radicale e identitaria, ma rigorosamente all’opposizione o comunque sganciato dal patto di coalizione originario. La sfida per l’identità del centrodestra italiano è, insomma, entrata nella sua fase più calda e decisiva.

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Politica

Nuova Legge Elettorale, Sforzini esulta: “Vince il proporzionale. Ora la destra dimostri di non essere una caserma”

La politica italiana cambia volto e le regole del gioco vengono riscritte! L’approvazione della nuova legge elettorale segna lo storico ritorno a un sistema di tipo proporzionale, scuotendo profondamente gli equilibri all’interno del centrodestra. A commentare la notizia è Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che accoglie la riforma come un “fatto politico importante” per combattere l’astensionismo. Ma Sforzini lancia un avvertimento durissimo ai vertici della coalizione: “La destra italiana non è una caserma e non appartiene a nessuno! È una storia complessa fatta di sensibilità liberali, conservatrici, nazionali e libertarie che non accettano di farsi omologare”. Il nuovo sistema proporzionale, secondo Sforzini, costringerà i partiti a contarsi: “Per vincere le elezioni è necessario che vengano finalmente valorizzate tutte le anime del centrodestra”. Leggete l’analisi politica completa nel nostro approfondimento. Siete appassionati di scienza politica e volete capire i segreti dei sistemi elettorali? Scoprite la nostra imperdibile proposta di lettura! 👇

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Camera dei Deputati

Roma – Il delicato scacchiere della politica italiana è appena stato scosso da un passaggio parlamentare di fondamentale importanza, destinato a ridisegnare radicalmente gli equilibri di potere, le alleanze e le dinamiche interne ai partiti in vista delle prossime scadenze elettorali. L’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, che sancisce un clamoroso e storico ritorno a un impianto di stampo proporzionale, sta infatti scatenando un animato dibattito non solo tra gli scranni dell’opposizione, ma anche e soprattutto all’interno delle varie correnti che compongono la vasta galassia del centrodestra italiano. Se i sistemi maggioritari hanno storicamente forzato le coalizioni a presentarsi come un blocco monolitico (spesso sopprimendo le voci minoritarie), il sistema proporzionale cambia totalmente le regole di ingaggio, premiando le singole identità politiche e costringendo ogni partito a misurare il proprio reale peso specifico nelle urne. A commentare a caldo questo epocale cambio di rotta istituzionale è intervenuto Luca Sforzini, intellettuale e presidente del Centro Studi “Rinascimento Nazionale”, espressione di quell’area culturale della destra liberale e risorgimentale che da tempo chiede maggiore pluralismo all’interno della coalizione conservatrice. Attraverso una nota ufficiale dai toni decisi e analitici, Sforzini ha voluto tracciare la rotta per il futuro del centrodestra, lanciando un messaggio chiaro ai vertici dei partiti maggiori: l’era del pensiero unico all’interno della coalizione deve considerarsi conclusa.

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Il compromesso sul proporzionale: un argine all’astensionismo

L’approvazione della nuova legge rappresenta un punto di caduta politico tra le diverse forze in campo, un compromesso che, pur non accogliendo in toto le richieste di Rinascimento Nazionale, segna comunque una svolta cruciale per la democrazia del Paese.
«Prendiamo atto con favore dell’approvazione definitiva della nuova legge elettorale», afferma lucidamente Luca Sforzini nella sua dichiarazione. L’intellettuale non nasconde però una vena di critica costruttiva riguardo ai meccanismi tecnici scelti dal legislatore. «Certamente non è il sistema proporzionale puro, calcolato con il matematico metodo D’Hondt, l’introduzione totale delle preferenze dirette e la totale assenza di soglie di sbarramento che avevamo proposto e auspicato a gran voce per favorire la democrazia reale e per combattere la piaga mortale dell’astensionismo», precisa il presidente del Centro Studi. «Tuttavia, il ritorno ufficiale a un impianto di tipo proporzionale rappresenta comunque un fatto politico di vitale importanza». Per Sforzini, infatti, l’astensionismo dilagante (che ha visto negli ultimi anni le urne sempre più vuote) è figlio diretto di leggi elettorali percepite come “blindate”, dove i cittadini non si sentono realmente rappresentati e percepiscono il proprio voto come inutile. Il ritorno al proporzionale, seppur corretto e mitigato, restituisce centralità alle segreterie, al dibattito territoriale e alla pluralità delle idee, riavvicinando potenzialmente l’elettorato disilluso alla partecipazione democratica attiva.

“La destra non è una caserma”: l’appello per il pluralismo

La seconda parte dell’intervento di Luca Sforzini si concentra invece sulle dinamiche strettamente interne al centrodestra italiano, affrontando di petto il tema scottante dell’egemonia culturale all’interno della coalizione.
Il leader di Rinascimento Nazionale rivendica con orgoglio la complessità storica del proprio campo politico: «La destra italiana non è assolutamente una caserma militare e non appartiene a nessuno in maniera esclusiva», avverte Sforzini. «La nostra è una storia complessa, profonda, attraversata nel corso dei decenni da innumerevoli e preziose sensibilità: anime liberali, conservatrici, nazionali, federaliste, identitarie, sociali e libertarie. Tutte queste correnti hanno il sacrosanto diritto di confrontarsi apertamente alla luce del sole e, soprattutto, di trovare una propria degna rappresentanza istituzionale». L’attacco è rivolto a chi, all’interno della coalizione, pretende di dettare la linea in maniera autocratica. «Il progetto politico di Rinascimento Nazionale nasce e si sviluppa precisamente da questa ferma convinzione: esiste nel Paese una solida destra di matrice risorgimentale, orgogliosamente liberale e fermamente occidentale che non intende assolutamente farsi omologare, né è disposta ad accettare ridicole patenti di autenticità rilasciate da altri». Da qui, l’elogio finale alle nuove regole del gioco elettorale: «Il sistema proporzionale appena approvato ha almeno una grandissima e innegabile virtù: costringe ciascuna forza politica a contarsi per ciò che è realmente. E forse, finalmente, questo meccanismo farà comprendere a molti una cosa molto semplice ma essenziale: non esiste affatto “la vera destra” detentrice della verità assoluta. Esistono, al contrario, diverse idee di destra. La nostra visione è molto chiara e definita. Per vincere le prossime sfide elettorali e governare bene il Paese, è assolutamente necessario che emergano e che vengano valorizzate e rispettate tutte le molteplici anime del centrodestra».

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Politica

Laboccetta scuote Napoli: “Destra protagonista con Almirante, oggi è la Bella Addormentata della Meloni”

Scintille e polemiche infuocate all’ombra del Vesuvio! L’onorevole Amedeo Laboccetta, presidente di Polo Sud, ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro l’attuale classe dirigente della destra napoletana, colpevole a suo dire di una latitanza politica assoluta. Con grande amarezza, Laboccetta ha ricordato gli anni d’oro in cui i banchi dell’opposizione nella Sala dei Baroni erano occupati dal carisma di Giorgio Almirante: “Quella destra era protagonista, culturalmente elevata e conquistava la fiducia dalle periferie al centro storico”, ha dichiarato. Il confronto con l’oggi è impietoso: “L’opposizione attuale è una morta gora, il livello del dibattito è miseramente crollato. Il sindaco Manfredi dorme sonni tranquilli nonostante le mille emergenze irrisolte della città”. L’attacco finale è una frecciata diretta al partito del Premier: “Mentre la politica vera è in esilio, la destra di Giorgia Meloni veste i panni della ‘bella addormentata’ della nostra Capitale”. Leggete il durissimo e pungente j’accuse integrale nel nostro approfondimento politico. Amate i saggi storici e volete approfondire le radici della politica italiana? Scoprite il nostro suggerimento letterario esclusivo di oggi! 👇

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Giorgia Meloni

Napoli – La politica napoletana sembra attraversare una fase di profondo torpore, una stagnazione istituzionale in cui le voci critiche e le battaglie accese che un tempo animavano le aule consiliari sembrano aver lasciato il posto a un silenzio assordante e rassegnato. A rompere questo preoccupante clima di immobilità ci ha pensato l’onorevole Amedeo Laboccetta, noto esponente politico partenopeo e attuale presidente dell’associazione “Polo Sud”. Con una dichiarazione pubblica durissima, dai toni taglienti e senza mezzi termini, Laboccetta ha lanciato un pesantissimo atto d’accusa direttamente contro l’attuale classe dirigente della destra napoletana, evidenziando una clamorosa e imbarazzante mancanza di mordente politico nei confronti dell’amministrazione comunale in carica. Per rendere ancora più efficace e dolorosa la sua spietata analisi critica, il presidente di Polo Sud ha tracciato un impietoso parallelismo storico tra l’epopea politica del Movimento Sociale Italiano degli anni Ottanta e la debolezza strutturale dell’odierno schieramento che fa capo al partito del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un vero e proprio j’accuse che mira a risvegliare le coscienze dell’elettorato di centrodestra e a scuotere dalle fondamenta i banchi dell’opposizione partenopea, accusata di latitanza e di clamorosa incapacità di incidere sulle sorti e sulle emergenze della terza città d’Italia.

[VIAGGIO NELLA STORIA POLITICA ITALIANA]
Ami la storia politica, i grandi dibattiti parlamentari e le biografie dei leader storici che hanno cambiato il volto dell’Italia? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i più autorevoli Saggi storici sulla Destra Italiana e le imperdibili biografie di Giorgio Almirante e Giorgia Meloni: per comprendere il presente bisogna studiare il passato!

La nostalgia per gli anni Ottanta: l’era di Giorgio Almirante

Il punto di partenza dell’analisi di Laboccetta è un accorato e nostalgico tuffo nel passato, in un’epoca in cui la politica a Napoli veniva vissuta con passione viscerale, competenza e assoluta dedizione istituzionale.
“C’è stato un tempo, e mi riferisco soprattutto ai vibranti anni ‘80, in cui nei banchi dell’opposizione del Consiglio Comunale di Napoli la destra svolgeva un ruolo di assoluto e indiscusso protagonismo politico”, esordisce l’onorevole Laboccetta, rievocando gli anni d’oro dell’impegno civile. A fare la differenza, in quel determinato periodo storico, non era soltanto la passione dei militanti sul territorio, ma soprattutto lo spessore intellettuale, carismatico e morale della classe dirigente che guidava la fazione politica. “Certo, a spronare in tal senso l’attività dell’intero consiglio c’era la presenza carismatica, proprio in quegli stessi banchi, del segretario Giorgio Almirante”, ricorda il presidente di Polo Sud. “Almirante, assieme alla presenza di tante altre figure e personalità di grandissimo calibro e di diverso orientamento ideologico, contribuiva quotidianamente a fare della storica Sala dei Baroni del Maschio Angioino uno dei sinedri politici più prestigiosi, rispettati e culturalmente elevati di tutta Italia”. Secondo l’analisi di Laboccetta, fu proprio grazie a questo durissimo, incessante ma sempre leale lavoro di opposizione e di proposta alternativa che “quella destra coraggiosa seppe progressivamente conquistare la fiducia, il sostegno popolare e i consensi in tutti i quartieri della città, partendo dai vicoli del centro storico fino ad arrivare alle periferie più degradate e abbandonate”. Un modello di politica militante, di presenza capillare sul territorio e di feroce dialettica istituzionale che, purtroppo, oggi sembra essere soltanto uno sbiadito e lontano ricordo.

L’attacco frontale: “Oggi l’opposizione è una morta gora”

Il salto in avanti verso la situazione politica contemporanea è brutale, e le parole scelte da Laboccetta per descrivere lo schieramento avversario del sindaco Gaetano Manfredi non lasciano alcuno scampo.
“L’opposizione attuale in consiglio comunale è invece una morta gora”, tuona inesorabile l’esponente politico. “Il livello culturale e argomentativo del dibattito e del confronto in aula è miseramente e inesorabilmente crollato verso il basso, e non si intravedono purtroppo all’orizzonte nuove e credibili traiettorie di contrasto alle politiche dell’attuale maggioranza di centrosinistra”. La diretta e tragica conseguenza di questa presunta pavidità e assenza strategica dell’opposizione di centrodestra è, secondo Laboccetta, il lasciapassare totale fornito all’amministrazione comunale in carica. “Infatti il sindaco Gaetano Manfredi oggi dorme sonni assolutamente tranquilli, a dispetto delle innumerevoli emergenze sociali ed economiche e delle tantissime, drammatiche questioni irrisolte che ancora stringono come in una morsa asfissiante la nostra città”. Il riferimento va, ovviamente, ai ben noti e atavici problemi che affliggono il capoluogo campano: dalla gestione dei servizi pubblici essenziali, ai trasporti perennemente in crisi, fino ai nodi irrisolti della sicurezza urbana e del decoro delle periferie. “Ma evidentemente nessuno se ne preoccupa davvero”, conclude amaramente Amedeo Laboccetta, chiudendo il suo intervento con una spietata frecciata ai vertici attuali del partito leader della coalizione. “La politica attiva continua inesorabilmente a stare in esilio, lontana dai bisogni reali dei cittadini, mentre la destra di Giorgia Meloni sembra essere sempre più a suo totale e complice agio nelle inconsuete vesti di ‘bella addormentata’ della nostra splendida Capitale del Sud”. Un campanello d’allarme potentissimo, che rischia di aprire una profonda e dolorosa frattura all’interno del centrodestra napoletano, ormai chiamato a un rapido e deciso risveglio politico se vorrà davvero rappresentare una credibile alternativa di governo per la città partenopea.

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