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Politica

Nuova Legge Elettorale, Sforzini esulta: “Vince il proporzionale. Ora la destra dimostri di non essere una caserma”

La politica italiana cambia volto e le regole del gioco vengono riscritte! L’approvazione della nuova legge elettorale segna lo storico ritorno a un sistema di tipo proporzionale, scuotendo profondamente gli equilibri all’interno del centrodestra. A commentare la notizia è Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, che accoglie la riforma come un “fatto politico importante” per combattere l’astensionismo. Ma Sforzini lancia un avvertimento durissimo ai vertici della coalizione: “La destra italiana non è una caserma e non appartiene a nessuno! È una storia complessa fatta di sensibilità liberali, conservatrici, nazionali e libertarie che non accettano di farsi omologare”. Il nuovo sistema proporzionale, secondo Sforzini, costringerà i partiti a contarsi: “Per vincere le elezioni è necessario che vengano finalmente valorizzate tutte le anime del centrodestra”. Leggete l’analisi politica completa nel nostro approfondimento. Siete appassionati di scienza politica e volete capire i segreti dei sistemi elettorali? Scoprite la nostra imperdibile proposta di lettura! 👇

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Camera dei Deputati

Roma – Il delicato scacchiere della politica italiana è appena stato scosso da un passaggio parlamentare di fondamentale importanza, destinato a ridisegnare radicalmente gli equilibri di potere, le alleanze e le dinamiche interne ai partiti in vista delle prossime scadenze elettorali. L’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, che sancisce un clamoroso e storico ritorno a un impianto di stampo proporzionale, sta infatti scatenando un animato dibattito non solo tra gli scranni dell’opposizione, ma anche e soprattutto all’interno delle varie correnti che compongono la vasta galassia del centrodestra italiano. Se i sistemi maggioritari hanno storicamente forzato le coalizioni a presentarsi come un blocco monolitico (spesso sopprimendo le voci minoritarie), il sistema proporzionale cambia totalmente le regole di ingaggio, premiando le singole identità politiche e costringendo ogni partito a misurare il proprio reale peso specifico nelle urne. A commentare a caldo questo epocale cambio di rotta istituzionale è intervenuto Luca Sforzini, intellettuale e presidente del Centro Studi “Rinascimento Nazionale”, espressione di quell’area culturale della destra liberale e risorgimentale che da tempo chiede maggiore pluralismo all’interno della coalizione conservatrice. Attraverso una nota ufficiale dai toni decisi e analitici, Sforzini ha voluto tracciare la rotta per il futuro del centrodestra, lanciando un messaggio chiaro ai vertici dei partiti maggiori: l’era del pensiero unico all’interno della coalizione deve considerarsi conclusa.

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Il compromesso sul proporzionale: un argine all’astensionismo

L’approvazione della nuova legge rappresenta un punto di caduta politico tra le diverse forze in campo, un compromesso che, pur non accogliendo in toto le richieste di Rinascimento Nazionale, segna comunque una svolta cruciale per la democrazia del Paese.
«Prendiamo atto con favore dell’approvazione definitiva della nuova legge elettorale», afferma lucidamente Luca Sforzini nella sua dichiarazione. L’intellettuale non nasconde però una vena di critica costruttiva riguardo ai meccanismi tecnici scelti dal legislatore. «Certamente non è il sistema proporzionale puro, calcolato con il matematico metodo D’Hondt, l’introduzione totale delle preferenze dirette e la totale assenza di soglie di sbarramento che avevamo proposto e auspicato a gran voce per favorire la democrazia reale e per combattere la piaga mortale dell’astensionismo», precisa il presidente del Centro Studi. «Tuttavia, il ritorno ufficiale a un impianto di tipo proporzionale rappresenta comunque un fatto politico di vitale importanza». Per Sforzini, infatti, l’astensionismo dilagante (che ha visto negli ultimi anni le urne sempre più vuote) è figlio diretto di leggi elettorali percepite come “blindate”, dove i cittadini non si sentono realmente rappresentati e percepiscono il proprio voto come inutile. Il ritorno al proporzionale, seppur corretto e mitigato, restituisce centralità alle segreterie, al dibattito territoriale e alla pluralità delle idee, riavvicinando potenzialmente l’elettorato disilluso alla partecipazione democratica attiva.

“La destra non è una caserma”: l’appello per il pluralismo

La seconda parte dell’intervento di Luca Sforzini si concentra invece sulle dinamiche strettamente interne al centrodestra italiano, affrontando di petto il tema scottante dell’egemonia culturale all’interno della coalizione.
Il leader di Rinascimento Nazionale rivendica con orgoglio la complessità storica del proprio campo politico: «La destra italiana non è assolutamente una caserma militare e non appartiene a nessuno in maniera esclusiva», avverte Sforzini. «La nostra è una storia complessa, profonda, attraversata nel corso dei decenni da innumerevoli e preziose sensibilità: anime liberali, conservatrici, nazionali, federaliste, identitarie, sociali e libertarie. Tutte queste correnti hanno il sacrosanto diritto di confrontarsi apertamente alla luce del sole e, soprattutto, di trovare una propria degna rappresentanza istituzionale». L’attacco è rivolto a chi, all’interno della coalizione, pretende di dettare la linea in maniera autocratica. «Il progetto politico di Rinascimento Nazionale nasce e si sviluppa precisamente da questa ferma convinzione: esiste nel Paese una solida destra di matrice risorgimentale, orgogliosamente liberale e fermamente occidentale che non intende assolutamente farsi omologare, né è disposta ad accettare ridicole patenti di autenticità rilasciate da altri». Da qui, l’elogio finale alle nuove regole del gioco elettorale: «Il sistema proporzionale appena approvato ha almeno una grandissima e innegabile virtù: costringe ciascuna forza politica a contarsi per ciò che è realmente. E forse, finalmente, questo meccanismo farà comprendere a molti una cosa molto semplice ma essenziale: non esiste affatto “la vera destra” detentrice della verità assoluta. Esistono, al contrario, diverse idee di destra. La nostra visione è molto chiara e definita. Per vincere le prossime sfide elettorali e governare bene il Paese, è assolutamente necessario che emergano e che vengano valorizzate e rispettate tutte le molteplici anime del centrodestra».

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Politica

Laboccetta scuote Napoli: “Destra protagonista con Almirante, oggi è la Bella Addormentata della Meloni”

Scintille e polemiche infuocate all’ombra del Vesuvio! L’onorevole Amedeo Laboccetta, presidente di Polo Sud, ha lanciato un durissimo atto d’accusa contro l’attuale classe dirigente della destra napoletana, colpevole a suo dire di una latitanza politica assoluta. Con grande amarezza, Laboccetta ha ricordato gli anni d’oro in cui i banchi dell’opposizione nella Sala dei Baroni erano occupati dal carisma di Giorgio Almirante: “Quella destra era protagonista, culturalmente elevata e conquistava la fiducia dalle periferie al centro storico”, ha dichiarato. Il confronto con l’oggi è impietoso: “L’opposizione attuale è una morta gora, il livello del dibattito è miseramente crollato. Il sindaco Manfredi dorme sonni tranquilli nonostante le mille emergenze irrisolte della città”. L’attacco finale è una frecciata diretta al partito del Premier: “Mentre la politica vera è in esilio, la destra di Giorgia Meloni veste i panni della ‘bella addormentata’ della nostra Capitale”. Leggete il durissimo e pungente j’accuse integrale nel nostro approfondimento politico. Amate i saggi storici e volete approfondire le radici della politica italiana? Scoprite il nostro suggerimento letterario esclusivo di oggi! 👇

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Giorgia Meloni

Napoli – La politica napoletana sembra attraversare una fase di profondo torpore, una stagnazione istituzionale in cui le voci critiche e le battaglie accese che un tempo animavano le aule consiliari sembrano aver lasciato il posto a un silenzio assordante e rassegnato. A rompere questo preoccupante clima di immobilità ci ha pensato l’onorevole Amedeo Laboccetta, noto esponente politico partenopeo e attuale presidente dell’associazione “Polo Sud”. Con una dichiarazione pubblica durissima, dai toni taglienti e senza mezzi termini, Laboccetta ha lanciato un pesantissimo atto d’accusa direttamente contro l’attuale classe dirigente della destra napoletana, evidenziando una clamorosa e imbarazzante mancanza di mordente politico nei confronti dell’amministrazione comunale in carica. Per rendere ancora più efficace e dolorosa la sua spietata analisi critica, il presidente di Polo Sud ha tracciato un impietoso parallelismo storico tra l’epopea politica del Movimento Sociale Italiano degli anni Ottanta e la debolezza strutturale dell’odierno schieramento che fa capo al partito del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Un vero e proprio j’accuse che mira a risvegliare le coscienze dell’elettorato di centrodestra e a scuotere dalle fondamenta i banchi dell’opposizione partenopea, accusata di latitanza e di clamorosa incapacità di incidere sulle sorti e sulle emergenze della terza città d’Italia.

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La nostalgia per gli anni Ottanta: l’era di Giorgio Almirante

Il punto di partenza dell’analisi di Laboccetta è un accorato e nostalgico tuffo nel passato, in un’epoca in cui la politica a Napoli veniva vissuta con passione viscerale, competenza e assoluta dedizione istituzionale.
“C’è stato un tempo, e mi riferisco soprattutto ai vibranti anni ‘80, in cui nei banchi dell’opposizione del Consiglio Comunale di Napoli la destra svolgeva un ruolo di assoluto e indiscusso protagonismo politico”, esordisce l’onorevole Laboccetta, rievocando gli anni d’oro dell’impegno civile. A fare la differenza, in quel determinato periodo storico, non era soltanto la passione dei militanti sul territorio, ma soprattutto lo spessore intellettuale, carismatico e morale della classe dirigente che guidava la fazione politica. “Certo, a spronare in tal senso l’attività dell’intero consiglio c’era la presenza carismatica, proprio in quegli stessi banchi, del segretario Giorgio Almirante”, ricorda il presidente di Polo Sud. “Almirante, assieme alla presenza di tante altre figure e personalità di grandissimo calibro e di diverso orientamento ideologico, contribuiva quotidianamente a fare della storica Sala dei Baroni del Maschio Angioino uno dei sinedri politici più prestigiosi, rispettati e culturalmente elevati di tutta Italia”. Secondo l’analisi di Laboccetta, fu proprio grazie a questo durissimo, incessante ma sempre leale lavoro di opposizione e di proposta alternativa che “quella destra coraggiosa seppe progressivamente conquistare la fiducia, il sostegno popolare e i consensi in tutti i quartieri della città, partendo dai vicoli del centro storico fino ad arrivare alle periferie più degradate e abbandonate”. Un modello di politica militante, di presenza capillare sul territorio e di feroce dialettica istituzionale che, purtroppo, oggi sembra essere soltanto uno sbiadito e lontano ricordo.

L’attacco frontale: “Oggi l’opposizione è una morta gora”

Il salto in avanti verso la situazione politica contemporanea è brutale, e le parole scelte da Laboccetta per descrivere lo schieramento avversario del sindaco Gaetano Manfredi non lasciano alcuno scampo.
“L’opposizione attuale in consiglio comunale è invece una morta gora”, tuona inesorabile l’esponente politico. “Il livello culturale e argomentativo del dibattito e del confronto in aula è miseramente e inesorabilmente crollato verso il basso, e non si intravedono purtroppo all’orizzonte nuove e credibili traiettorie di contrasto alle politiche dell’attuale maggioranza di centrosinistra”. La diretta e tragica conseguenza di questa presunta pavidità e assenza strategica dell’opposizione di centrodestra è, secondo Laboccetta, il lasciapassare totale fornito all’amministrazione comunale in carica. “Infatti il sindaco Gaetano Manfredi oggi dorme sonni assolutamente tranquilli, a dispetto delle innumerevoli emergenze sociali ed economiche e delle tantissime, drammatiche questioni irrisolte che ancora stringono come in una morsa asfissiante la nostra città”. Il riferimento va, ovviamente, ai ben noti e atavici problemi che affliggono il capoluogo campano: dalla gestione dei servizi pubblici essenziali, ai trasporti perennemente in crisi, fino ai nodi irrisolti della sicurezza urbana e del decoro delle periferie. “Ma evidentemente nessuno se ne preoccupa davvero”, conclude amaramente Amedeo Laboccetta, chiudendo il suo intervento con una spietata frecciata ai vertici attuali del partito leader della coalizione. “La politica attiva continua inesorabilmente a stare in esilio, lontana dai bisogni reali dei cittadini, mentre la destra di Giorgia Meloni sembra essere sempre più a suo totale e complice agio nelle inconsuete vesti di ‘bella addormentata’ della nostra splendida Capitale del Sud”. Un campanello d’allarme potentissimo, che rischia di aprire una profonda e dolorosa frattura all’interno del centrodestra napoletano, ormai chiamato a un rapido e deciso risveglio politico se vorrà davvero rappresentare una credibile alternativa di governo per la città partenopea.

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Politica

Vannacci impone la censura su Sforzini: la confessione di Suvilla in TV imbarazza Futuro Nazionale

Scoppia la bufera politica intorno al movimento di Roberto Vannacci! Una rivelazione clamorosa arrivata in diretta televisiva ha svelato l’esistenza di una presunta “legge bavaglio” all’interno di Futuro Nazionale. Durante una puntata su Milano Pavia TV, il consigliere comunale di Vigevano Furio Suvilla ha infatti confessato apertamente che esiste un ordine tassativo: nessuno deve replicare o rispondere alle critiche di Luca Sforzini! E la cosa più sconcertante? Suvilla ha ammesso candidamente che “è una linea imposta direttamente dal direttivo nazionale”. Non si è fatta attendere la reazione tagliente dello stesso Sforzini (Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale), che ha attaccato duramente l’ipocrisia del generale Vannacci: “C’è qualcosa di comico: proclamano di voler combattere il pensiero unico, ma quando gli fai domande scomode ti impongono la censura del silenzio unico! Io continuerò a parlare”. Leggete tutte le infuocate dichiarazioni nel nostro articolo di approfondimento. Siete appassionati di politica e grandi saggi? Scoprite la nostra imperdibile offerta! 👇

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Milano Pavia TV

Pavia – Nel turbolento e spesso contraddittorio scacchiere della politica italiana, le dichiarazioni televisive fuori onda o le ammissioni a cuore aperto pronunciate in diretta rischiano spesso di trasformarsi in veri e propri boomerang mediatici per i vertici dei partiti. È esattamente quello che sta accadendo in queste ore all’interno di Futuro Nazionale, la formazione politica che fa capo a Roberto Vannacci. Un clamoroso caso di presunta “censura” interna sta infatti scuotendo il dibattito politico locale e nazionale, innescando una reazione a catena di polemiche al vetriolo. La direttiva, a quanto pare, è chiara, perentoria e non ammette alcun tipo di replica o deroga territoriale: Vannacci ordina di censurare Luca Sforzini. Il diktat imposto ai dirigenti del movimento è quello di non rispondere in alcun modo alle sue sempre più incalzanti critiche e di non replicare pubblicamente alle sue argomentazioni politiche. Questa intransigente e spietata linea del silenzio, che molti osservatori hanno già ribattezzato come una vera e propria “legge bavaglio”, non è una semplice supposizione giornalistica, ma è stata confermata apertamente e senza mezzi termini da un esponente di spicco del partito stesso. A rivelare clamorosamente la strategia pubblica di Futuro Nazionale è stato infatti Furio Suvilla, già noto candidato sindaco della città di Vigevano e attualmente in carica come consigliere comunale proprio sotto le insegne del movimento vannacciano.

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La confessione di Suvilla in diretta su Milano Pavia TV

Il teatro di questa inaspettata e scottante rivelazione politica è stato il salotto televisivo di Senza peli sulla lingua, la nota trasmissione in onda sulle frequenze di Milano Pavia TV.
Durante le due intense ore di diretta televisiva, il consigliere comunale Furio Suvilla ha risposto alle domande dei conduttori, lasciandosi andare a dichiarazioni che hanno immediatamente fatto il giro delle redazioni politiche locali. Suvilla ha infatti dichiarato apertamente e con orgoglio che il partito di Futuro Nazionale si dimostra oggi «assolutamente coeso» attorno a una decisione strategica molto precisa: quella di «non replicare a nulla» delle innumerevoli e pungenti affermazioni mosse da Luca Sforzini nei confronti del movimento. «Questa è la linea del partito», ha ribadito il consigliere vigevanese. Di fronte a una dichiarazione così categorica e politicamente anomala in un contesto democratico fondato sul dibattito, il giornalista presente in studio ha giustamente insistito, cercando di chiarire un punto assolutamente decisivo per comprendere le dinamiche di potere interne alla formazione di Vannacci: si trattava forse di una prudente scelta personale degli esponenti locali della provincia di Pavia, oppure di un’indicazione tassativa proveniente direttamente dai vertici romani del partito? La risposta fornita da Suvilla davanti alle telecamere è stata tanto candida quanto inequivocabile e tranciante: «Questa è una linea che è stata scelta dal direttivo nazionale», ha sentenziato l’esponente politico, premurandosi poi di aggiungere una postilla personale: «Io la condivido in pieno e la porto avanti».

La dura replica di Sforzini: “Dal pensiero unico al silenzio unico”

La clamorosa ammissione televisiva di Suvilla ha ovviamente fornito un assist a porta vuota al diretto interessato, che non ha perso l’occasione per affondare il colpo.
La reazione di Luca Sforzini, attuale presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, è stata rapida, tagliente e intrisa di amara ironia. «Ringrazio pubblicamente Suvilla per averlo detto con grande chiarezza», ha esordito Sforzini commentando l’accaduto. «Ora finalmente sappiamo in modo ufficiale che la scelta di non rispondere alle mie argomentazioni e alle mie legittime critiche non è frutto dell’imbarazzo del singolo dirigente locale di provincia: è a tutti gli effetti una linea politica deliberata a tavolino dal vertice nazionale. Evidentemente alle mie puntuali domande, Roberto Vannacci preferisce imporre il silenzio assoluto dei suoi collaboratori». Ma è nella conclusione del suo intervento che Sforzini tocca il nervo più scoperto dell’intera narrazione politica del generale Vannacci, svelandone le insanabili e imbarazzanti contraddizioni interne. «C’è persino qualcosa di involontariamente comico in tutto questo», conclude amaramente il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. «Ci troviamo di fronte a un movimento politico che, fin dalla sua genesi, proclama ai quattro venti di voler combattere strenuamente la dittatura del “pensiero unico”, la censura del politicamente corretto e il bavaglio delle istituzioni. E poi, paradossalmente, quando qualcuno pone loro delle domande scomode e contrappone argomenti solidi alle loro fragili parole d’ordine, cosa fanno? Deliberano immediatamente il “silenzio unico”. Ma io non mi fermerò e continuerò a parlare. Loro, per ordine di partito, continueranno a non rispondere, confermando la loro enorme debolezza politica».

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Politica

Evoluzione e Libertà scalda i motori: Quadrini guida il vertice a Roma e lancia il congresso di Fiuggi

La politica torna finalmente ad ascoltare il territorio! Si è tenuta a Roma (presso l’Hotel AH) un’importantissima Direzione Nazionale del movimento politico “Evoluzione e Libertà”. Presenti tutti i vertici: da Gianluca Quadrini a Giuseppe Basile, fino a Mirko Greco e Giovanni Petrocchi. L’obiettivo? Mettere a punto un rivoluzionario documento programmatico per aiutare concretamente le imprese, difendere le famiglie e tutelare le libertà individuali dei cittadini. “Non stiamo scrivendo un testo teorico, ma una vera mappa d’azione vicina ai bisogni della gente”, ha tuonato con entusiasmo Gianluca Quadrini. E il vertice romano è stato solo l’antipasto: venerdì 9 ottobre alle ore 18:00 (presso l’Hotel Fiuggi Terme Resort & SPA) andrà in scena la grande convention “Il successo verso il futuro”, durante la quale verrà svelato ufficialmente il nuovo simbolo del partito! Trovate tutti i dettagli e le info per seguire la diretta streaming nel nostro articolo. Siete professionisti sempre indaffarati in riunioni di lavoro? Scoprite il nostro suggerimento d’acquisto all’insegna dell’eleganza! 👇

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Evoluzione e Libertà Fiuggi

Roma – In un panorama politico nazionale e regionale spesso e volentieri caratterizzato da una fortissima disaffezione degli elettori, da una preoccupante astensione alle urne e da grandi partiti tradizionali che sembrano aver irrimediabilmente perso il fondamentale contatto con la dura realtà dei territori, c’è un gran bisogno di nuove forze in campo. In questo delicato e complesso scenario di transizione democratica, si inserisce con forza e determinazione la recente attività del movimento politico Evoluzione e Libertà, che sta muovendo passi da gigante per strutturarsi in modo capillare e professionale. Nelle scorse ore, infatti, si è svolta con successo, presso gli eleganti e riservati spazi dell’Hotel AH in zona Ottavia a Roma, la tanto attesa Direzione Nazionale del partito. Non si è trattato di una semplice passerella elettorale, bensì di un vero e proprio vertice operativo di primaria importanza, studiato a tavolino per riunire l’intera dirigenza nazionale attorno a un tavolo tecnico e definire con chirurgica precisione le linee guida e gli obiettivi politici da centrare nei prossimi, cruciali mesi. All’importante incontro capitolino hanno preso parte tutte le figure apicali del movimento: il Vice Segretario Nazionale e vulcanico Segretario Regionale ad Interim, Gianluca Quadrini; l’attuale Segretario Nazionale, Giuseppe Basile; il Presidente Mirko Greco e, non ultimo per importanza, il Delegato al prezioso dialogo interreligioso e alle politiche per la famiglia, il Dottor Giovanni Petrocchi, affiancati da numerosi e validi altri dirigenti territoriali di partito.

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Il nuovo documento programmatico e la visione di Quadrini

Durante le intense ore di lavoro a porte chiuse svoltesi nella Capitale, la dirigenza al gran completo ha tracciato con grandissima precisione i binari per la stesura definitiva del nuovo documento programmatico di Evoluzione e Libertà.
Questo delicato testo non nasce come un banale e noioso manifesto ideologico, ma con il chiaro e ambizioso obiettivo di offrire risposte immediate, rapide e soprattutto concrete alle istanze quotidiane delle famiglie italiane, delle piccole e medie imprese schiacciate dalle tasse e dei territori dimenticati dallo Stato. Al centro del dibattito, infatti, sono state poste tematiche nevralgiche per il futuro del Paese: l’assoluta e indiscutibile tutela delle libertà individuali, la necessaria sostenibilità economica delle riforme e, ovviamente, il tanto auspicato rilancio dell’azione politica sia a livello puramente locale che su scala nazionale. In questa solenne occasione, Gianluca Quadrini (da sempre politico abituato a stare tra la gente e a macinare chilometri in provincia) ha voluto esprimere pubblicamente parole di sincero e palpabile entusiasmo per la costante e inarrestabile fase di crescita del suo movimento: «La Direzione Nazionale appena conclusasi qui a Roma rappresenta una tappa di maturità fondamentale nell’intero percorso di radicamento e di profondo rinnovamento del progetto politico di Evoluzione e Libertà», ha dichiarato con orgoglio Quadrini ai margini della riunione. «Lavorando fianco a fianco e in totale sinergia con il Segretario Nazionale Giuseppe Basile, con il nostro Presidente Mirko Greco, con il Dott. Giovanni Petrocchi e con tutta la nostra straordinaria squadra dirigenziale, stiamo letteralmente costruendo, giorno dopo giorno, una proposta politica che sia solida, trasparente e, soprattutto, realmente vicina ai bisogni della gente comune. Ci tengo a precisare che il nostro nuovo documento programmatico in via di definizione non sarà assolutamente un semplice e vacuo testo teorico da biblioteca, ma una vera e propria e dettagliatissima mappa d’azione per fornire soluzioni e risposte immediate alle difficili sfide economiche, occupazionali e sociali che la nostra nazione sta faticosamente affrontando in questa fase storica».

Verso Fiuggi: il simbolo e la grande convention

L’affollato incontro di Roma costituisce però soltanto il prologo ideale, una sorta di “riscaldamento dei motori”, in vista del prossimo, imponente e attesissimo evento pubblico del partito, che promette di catalizzare l’attenzione della stampa locale e non solo.
Stiamo parlando della grande convention politica, intitolata significativamente “Evoluzione e Libertà: Il successo verso il futuro”. L’importante e cruciale raduno è stato ufficialmente messo in calendario per la giornata di venerdì 9 ottobre 2026, con fischio d’inizio fissato per le ore 18:00, e sarà ospitato negli eleganti, ampi e prestigiosi spazi dell’Hotel Fiuggi Terme Resort & SPA (situato in Via Capo I Prati, 9, nella splendida cittadina termale di Fiuggi). L’evento ciociaro, che si preannuncia particolarmente partecipato, vedrà susseguirsi sul palco gli autorevoli interventi programmatici del Presidente Mirko Greco, del Segretario Nazionale Giuseppe Basile, del Delegato Giovanni Petrocchi e dello stesso instancabile Gianluca Quadrini. Tutti i lavori congressuali saranno saggiamente moderati dalla figura di garanzia del Professor Mario Festa. Ma il vero, assoluto momento clou dell’intera serata, quello che gli addetti ai lavori attendono con maggiore trepidazione, sarà senza alcun dubbio la presentazione ufficiale al pubblico del nuovo e fiammante simbolo del partito. Per abbattere ogni distanza chilometrica e permettere un’ampia, democratica e totale partecipazione anche a distanza a chi non potrà recarsi fisicamente in Ciociaria, l’intera durata del convegno politico sarà fedelmente trasmessa in diretta streaming sulla seguitissima pagina ufficiale Facebook @evoluzioneelibertà. Proiettandosi proprio verso l’ormai imminente e decisivo appuntamento fiuggino, Quadrini ha voluto lanciare un ultimo, accorato appello: «I costruttivi e intensi lavori di Roma ci proiettano direttamente ed entusiasticamente verso la grande convention di venerdì a Fiuggi, che consideriamo un fondamentale e irrinunciabile momento di confronto aperto, schietto e leale con l’intera cittadinanza, con i nostri storici iscritti e con tutti i valorosi amministratori locali. Proprio a Fiuggi avremo l’onore di svelare per la prima volta il simbolo ufficiale del nostro nuovo partito, dimostrando plasticamente a tutti la forza, le idee e la vitalità di un progetto nato dal basso, che parte dal vero ascolto del territorio e che guarda con infinito coraggio al domani. Invito caldamente tutti i cittadini interessati, la stampa e i simpatizzanti a partecipare di persona o a seguirci comodamente in diretta streaming. Dobbiamo assolutamente costruire insieme, mattone dopo mattone, la politica del futuro».

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