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Isweb Avezzano Under 18 in campo: contro Perugia in palio il girone Elite

La palla ovale marsicana si prepara a vivere una domenica infuocata! Dopo la travolgente e spettacolare vittoria per 55-17 ai danni del Tirreno Rugby Club, la fortissima formazione Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby si giocherà il tutto per tutto. Domenica 27 settembre (fischio d’inizio alle 14:30 sul prato dello storico stadio “Angelo Trombetta”) i giovani orsi gialloneri sfideranno i coetanei del Perugia Rugby Junior in un match senza ritorno. In palio, infatti, c’è il fondamentale e prestigioso accesso al “Girone Elite” di categoria! “Siamo concentratissimi e proveremo a dare il meglio di noi stessi”, ha dichiarato un fiducioso coach Antonio Pelino. Scopri tutti i dettagli della supersfida e l’importanza del vivaio giovanile dell’Avezzano (fondato nel lontano 1977) nel nostro articolo completo 👇

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Isweb Avezzano Under 18

Avezzano – Nel meraviglioso e duro mondo della palla ovale, le sfide che contano davvero non si vincono soltanto grazie all’espressione della forza bruta o al peso del pacchetto di mischia, ma si conquistano soprattutto attraverso la feroce determinazione mentale, il sacrificio corale e la perfetta amalgama del gruppo. È esattamente con questa solida, matura e consapevole attitudine psicologica che la formazione giovanile Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby si sta affacciando a quello che, senza alcun dubbio, rappresenta l’appuntamento più delicato e cruciale dell’intera prima fase della sua stagione sportiva.
Archiviata la stanchezza accumulata nei giorni scorsi, i tenaci e promettenti giovani orsi marsicani si preparano a riallacciare stretti gli scarpini per scendere nuovamente sull’erba del proprio fortino casalingo. Domenica 27 settembre 2026, con fischio d’inizio fissato alle ore 14:30, la possente compagine giallonera incrocerà le armi rugbistiche contro i temibili e organizzatissimi pari età del Perugia Rugby Junior. Non sarà affatto una banale partita di routine o un semplice test amichevole di inizio autunno. Sul piatto della bilancia, infatti, c’è un traguardo enormemente prestigioso per la società abruzzese: la vittoria in questo scontro diretto garantirà l’ambito e fondamentale accesso ufficiale al cosiddetto “Girone Elite” di categoria, il raggruppamento che raccoglie l’eccellenza assoluta del rugby giovanile del centro Italia. Una sfida da far tremare i polsi, che richiederà ai ragazzi una prestazione agonisticamente impeccabile, unita a un bassissimo tasso di errori tecnici e disciplinari.

Lo scontro decisivo allo stadio Trombetta: i giovani orsi sognano in grande

L’attesa in città per questo spareggio di altissimo livello agonistico è palpabile e sta richiamando l’attenzione di tifosi, appassionati e vecchie glorie della palla ovale marsicana. La supersfida domenicale andrà in scena sul glorioso e storico prato dello stadio “Angelo Trombetta” del capoluogo marsicano, un vero e proprio tempio sportivo che negli anni ha visto formarsi e combattere intere generazioni di piloni, mediani e tre quarti abruzzesi.
Raggiungere la qualificazione matematica per il difficilissimo e competitivo Girone Elite non rappresenta esclusivamente una smisurata soddisfazione agonistica e statistica da appuntarsi sul petto, ma costituisce una vera e propria e fondamentale vetrina di crescita tecnica per i giovani atleti dell’Avezzano. Confrontarsi settimana dopo settimana contro le formazioni juniores più attrezzate, ricche e strutturate d’Italia è infatti l’unico modo reale per far maturare il talento dei ragazzi, testando i loro limiti fisici e psicologici e permettendogli di spiccare il volo verso le ambite rose delle prime squadre professionistiche. L’Isweb Avezzano è perfettamente consapevole dell’importanza di questa ghiottissima opportunità di mettersi definitivamente in mostra, e la dirigenza ha chiamato a raccolta l’intera cittadinanza per gremire calorosamente le tribune dell’Angelo Trombetta, offrendo ai giovanissimi atleti il fondamentale e insostituibile supporto del proverbiale e rumorosissimo “sedicesimo uomo” in campo.

Il cammino giallonero: la grande spinta dopo la netta vittoria sul Tirreno

Se la pressione per la posta in palio è altissima, va tuttavia sottolineato come lo stato di forma psico-fisica dei ragazzi abruzzesi sia attualmente ai massimi livelli stagionali. Il XV giallonero approda infatti a questo delicatissimo bivio stagionale potendo contare sul fortissimo e inebriante slancio emotivo derivante dall’ultima e spettacolare uscita di campionato.
Pochi giorni fa, proprio i giovani orsi della formazione Under 18 si sono resi protagonisti di una prestazione maiuscola e tecnicamente straripante, spazzando via senza appello la resistenza della compagine laziale del Tirreno Rugby Club. Il match si è concluso con un perentorio e inequivocabile punteggio finale di 55 a 17 in favore dei marsicani. Questa larghissima e convincente vittoria ha avuto il grande merito di sbloccare mentalmente il gruppo, dimostrando non solo un’ottima tenuta atletica nei minuti finali di gioco (spesso fatali per cali di concentrazione in questa delicata fascia d’età), ma evidenziando anche una fluidità eccellente nei meccanismi dei trequarti e un solido dominio territoriale espresso dagli avanti nei punti d’incontro e nelle rimesse laterali. Un successo rotondo e meritato, che tuttavia non ha generato presunzione tra le file della squadra: l’Isweb Avezzano arriva alla decisiva gara contro la corazzata del Perugia con grandissimo entusiasmo e con una rinnovata e solida consapevolezza dei propri mezzi tecnici, ma mantenendo al contempo i piedi ben piantati per terra e portando il massimo, profondo e sportivo rispetto agonistico nei confronti del fortissimo avversario umbro.

Le parole di coach Antonio Pelino: “Lavoriamo ogni giorno per migliorarci”

A tenere le redini psicologiche del gruppo e a dosare sapientemente l’adrenalina in spogliatoio, ci sta pensando lo staff tecnico marsicano. A tal proposito, sono arrivate puntuali, lucide e misurate le dichiarazioni del preparatissimo allenatore della formazione giovanile, pronto a caricare i suoi ragazzi in vista del match di domenica pomeriggio.
«Senza usare troppi giri di parole, ci aspetta sicuramente una sfida fisica e mentale davvero impegnativa. Affronteremo un avversario duro, che rispettiamo profondamente ma che non vediamo assolutamente l’ora di poter affrontare a viso aperto sul rettangolo di gioco», ha commentato con pragmatismo e serietà il coach Antonio Pelino. «In questi giorni caldi siamo rimasti estremamente concentrati esclusivamente sulla nostra prestazione, senza distrazioni esterne. Lavoriamo duramente, sudando ogni singolo giorno sul campo per migliorarci tatticamente e per limare le nostre imperfezioni strutturali. Sono assolutamente sicuro e fiducioso che i ragazzi, dal primo all’ultimo minuto di gioco, proveranno a dare il massimo di quello che hanno dentro». Il nutrito gruppo di giovani rugbisti si è infatti preparato con un’intensità agonistica rara durante l’intero arco della settimana lavorativa, focalizzandosi in maniera maniacale e chirurgica sugli aspetti tecnici, tattici e disciplinari che erano emersi durante le sedute di video-analisi dell’ultima gara disputata, puntando a mantenere costantemente alta e viva la concentrazione in vista di quella che rappresenta un vero e proprio e ineludibile passaggio significativo nell’arduo percorso di maturazione della squadra.

Dal 1977 un simbolo per la Marsica: l’importanza del vivaio per l’Avezzano

L’eccezionale cammino sportivo e umano intrapreso in questi mesi dalla promettentissima formazione Under 18 non rappresenta in alcun modo un evento casuale o fortuito, ma è piuttosto il frutto diretto e tangibile di una filosofia sportiva aziendale che ha radici lontanissime nel tempo.
La grandissima e blasonata famiglia dell’Avezzano Rugby può infatti vantare una storia sportiva lunga e gloriosissima, essendo stata ufficialmente fondata nel lontano e ormai pionieristico 1977. Fin dai primissimi giorni della sua lunga attività agonistica, la storica società marsicana ha sempre creduto ciecamente, investendo ingenti risorse fisiche ed economiche, nel fondamentale e vitale ruolo formativo del proprio settore giovanile e del minirugby. Coltivare il talento dei giovani ragazzi del territorio, sottraendoli ai pericoli della strada per educarli ai ferrei e nobili valori di questo splendido e antico sport (quali il rispetto incondizionato per l’avversario e per le decisioni dell’arbitro, il sacrificio per il compagno di squadra in difficoltà, la disciplina tattica e l’assoluta lealtà sportiva), è sempre stata la vera e propria vocazione e missione sociale e primaria del club giallonero. La partitissima di domenica contro la formazione umbra del Perugia si inserisce perfettamente in questo magico solco di pura e cristallina tradizione ovale. La città intera e tutti i grandi appassionati della palla ovale sono quindi chiamati a raccolta domenica 27 settembre per sostenere, incoraggiare e spingere i propri giovani campioni. Perché, come recita uno dei più antichi e celebri proverbi del mondo anglosassone, nel rugby ci sono i giocatori che suonano il piano e quelli che lo spostano. Domenica, per accedere al Girone Elite, i giovani orsi dell’Avezzano dovranno dimostrare di saper fare magnificamente entrambe le cose.

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Sport

Pippo Ricci alla LUMSA di Roma: “Godetevi l’università, io in campo ho scelto di essere Robin”

Lezione di sport e di vita all’Università LUMSA di Roma! L’ala della Nazionale italiana di basket e capitano dell’Olimpia Milano, Pippo Ricci, ha incantato le matricole in occasione dei Welcome Days: “Non accontentatevi, siate curiosi, andate a lezione e riempite le vostre giornate, perché questi sono gli anni più belli”. L’atleta (laureato in matematica) ha svelato la sua filosofia, che lo ha portato anche a finanziare una scuola in Tanzania: “In campo e nella vita ho sempre voluto essere Robin, il gregario che fa il lavoro sporco per la squadra senza apparire nelle statistiche”. Infine, una battuta sull’entusiasmante ritorno del basket di alto livello nella Capitale: “Maxima e BC Roma alzano il livello del campionato. Non vedo l’ora di sfidare il mio amico Nico Mannion e sbancare il PalaEur”. Chiuderà la carriera a Roma? “Il mio cuore ora dice Milano, lì è nato mio figlio, ma nel destino non si sa mai”. Leggi tutte le sue bellissime dichiarazioni nel nostro articolo 👇

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Pippo Ricci

Roma – In un mondo dello sport professionistico dominato troppo spesso da un esasperato individualismo e da una feroce ricerca della gloria personale a tutti i costi, ascoltare le parole pacate e profonde di un grande campione affermato rappresenta una boccata d’ossigeno per le nuove generazioni. È esattamente questo il bellissimo clima di entusiasmo e di sana ispirazione che si è respirato in queste ore tra le aule dell’Università LUMSA della Capitale, in occasione dei tanto attesi Welcome Days.
Il programma ufficiale di accoglienza istituzionale dedicato alle giovanissime matricole (organizzato meticolosamente dai dipartimenti GEPLI e DISU dell’ateneo, diretti rispettivamente dal professor Filippo Giordano e dalla professoressa Caterina Fiorilli) ha ospitato un relatore d’assoluta eccezione, capace di incantare la platea studentesca: Pippo Ricci. La formidabile ala dell’Olimpia Milano e colonna portante della Nazionale italiana di basket, che vanta nel suo curriculum non solo innumerevoli trofei sportivi ma anche una brillante e sudata laurea in matematica, ha deciso di svestire momentaneamente i panni del cestista per indossare quelli del fratello maggiore. Rivolgendosi direttamente ai giovani studenti appena approdati al mondo accademico, Ricci ha dispensato consigli preziosi su come affrontare non solo le lezioni e gli esami universitari, ma anche le innumerevoli e imprevedibili sfide che la vita adulta porrà inevitabilmente sul loro cammino lavorativo e relazionale.

Il messaggio alle matricole: “Non accontentatevi, riempite le vostre giornate”

Salito in cattedra davanti a centinaia di occhi sognanti, Pippo Ricci ha esordito con un sorriso contagioso, rompendo immediatamente il ghiaccio. «È davvero bellissimo essere qui oggi, in questa università stupenda; vi ringrazio di cuore per l’invito», ha dichiarato il campione azzurro.
Il suo discorso si è subito trasformato in un appassionato e sincero inno alla curiosità intellettuale e all’impegno costante. «Il consiglio più grande che mi sento di darvi oggi è quello di non accontentarvi mai della mediocrità. Sforzatevi di fare tante cose, di essere perennemente curiosi, di trovare il coraggio di alzare la mano e fare domande in aula ai professori. Andate a lezione con entusiasmo, divertitevi, godetevi appieno gli anni universitari e impegnatevi al massimo, perché, credetemi, questi sono e resteranno gli anni più belli e formativi della vostra intera esistenza». Il cestista laureato in matematica ha poi voluto condividere con i ragazzi la sua personalissima formula del successo quotidiano: «La giornata di tutti noi è fatta di sole 24 ore. Il mio consiglio, quindi, è quello di riempirla il più possibile. Sfruttate ogni minuto: più cose fate, più vi sentite incredibilmente vivi, forti, padroni del vostro tempo, e in questo modo riuscirete a frequentare l’università con una carica e un’energia inesauribili».

Il cuore oltre il parquet: l’impegno filantropico in Tanzania

Nel corso dell’incontro (inserito all’interno del prestigioso e ricco cartellone di eventi del Rome Future Week), l’attenzione si è rapidamente spostata sull’intensa e lodevole attività filantropica che il capitano dell’Olimpia Milano svolge quotidianamente lontano dai clamori mediatici e dai palazzetti dello sport.
Sollecitato dalle domande sul suo importante ruolo di presidente della Amani Education ODV, Ricci ha spiegato come la mentalità sportiva lo abbia aiutato a sviluppare un fortissimo senso civico e sociale. «Quando vivi ogni giorno le dinamiche di uno spogliatoio e fai parte integrante di una squadra, impari fisiologicamente a pensare agli altri prima che a te stesso. A me, sinceramente, questo altruismo è sempre venuto in maniera molto naturale». Un’inclinazione alla solidarietà che, come ha svelato lo stesso giocatore, affonda le sue radici nei solidi insegnamenti familiari: «Un po’ di questo spirito viene sicuramente dai miei genitori, che sono due eccezionali medici volontari. Sono stati loro a insegnarmi fin da piccolo quanto sia fondamentale e doveroso tendere la mano verso chi ha più bisogno, verso i più deboli e gli ultimi della società. Adesso stiamo costruendo con fatica ed entusiasmo una scuola secondaria in Tanzania, un progetto che sta cambiando materialmente la vita di tantissime persone. Ho finalmente capito come usare il basket e il mio status di giocatore per veicolare un messaggio molto più grande e importante».

Il ruolo del “glue-guy”: perché nello sport e nella vita serve essere Robin

Uno dei passaggi più affascinanti, sorprendenti e applauditi dell’intero intervento di Pippo Ricci ha riguardato il titolo del suo libro autobiografico e la sua peculiare e umile visione del gioco di squadra. Alla domanda se, fin da bambino, volesse davvero essere “Robin” anziché l’eroe principale “Batman”, l’atleta ha risposto con una disarmante onestà intellettuale.
«Può sembrare strano a dirsi, ma è assolutamente così. Il ruolo dell’alleato, del gregario, dell’amico fedele e leale, di quello che magari si accolla il lavoro sporco per far brillare gli altri, mi è sempre piaciuto moltissimo», ha ammesso candidamente Ricci. «Penso che questo ruolo sia profondamente sottovalutato dal pubblico, quando in realtà è l’elemento fondamentale per il successo di qualsiasi gruppo. Negli sport di squadra, i Batman in campo sono uno, due, forse tre al massimo. Tutti gli altri giocatori devono essere dei collanti, i classici “glue-guy”, come si dice nel nostro gergo tecnico. Parliamo di quegli atleti oscuri che pensano agli altri, fanno un blocco decisivo per liberare il tiratore, lottano per prendere un rimbalzo difficile o magari fanno un tagliafuori perfetto per permettere a un compagno di catturare la palla. Sono azioni che non vanno mai a finire nei tabellini e nelle statistiche, ma sono proprio queste giocate invisibili che si rivelano fondamentali per vincere le singole partite e gli interi campionati. Ho capito presto che, se volevo fare carriera e arrivare davvero in alto, dovevo essere un eccellente glue-guy. Dovevo imparare a essere il miglior Robin possibile».

Il basket nella Capitale e il sogno (forse) di chiudere a Milano

L’appuntamento romano è stato anche l’occasione ideale per fare il punto sull’attesissimo, imminente campionato italiano di Serie A e sul grande ritorno del basket di primissimo livello nella Capitale, con un focus speciale sulle due formazioni capitoline pronte a dare battaglia: Maxima e BC Roma.
«Sicuramente la presenza massiccia e competitiva di queste due nuove squadre alza notevolmente il tasso tecnico e lo spettacolo dell’intero campionato nazionale», ha analizzato tecnicamente l’ala della Nazionale. «Anche se della neonata lega europea non si conoscono ancora tutti i dettagli, sono certissimo che il ritorno del basket di alto livello a Roma farà un bene enorme a tutto il nostro movimento sportivo. Personalmente non vedo l’ora di scendere in campo per sfidarle, sia al PalaTiziano che al PalaEur. E per vincerle, ovviamente! La Maxima, almeno sulla carta, sembra avere forse un pochino più di talento puro, ma nella BC Roma c’è il mio grande amico Nico Mannion, e non vedo l’ora di sconfiggerlo sul parquet». Riguardo al suo futuro sportivo e all’eventualità di chiudere la carriera proprio in una squadra romana, Ricci ha mantenuto un profilo cauto e sentimentale: «Chiudere a Roma è un sogno nel cassetto? Chissà, se sarà nel mio destino, perché no? Però sono da poco diventato papà, il mio splendido figlio è nato a Milano, una città dove la mia famiglia sta benissimo e dove io ho l’onore di essere il capitano della squadra. Se dovessi scegliere oggi, su due piedi, vi direi che vorrei chiudere la mia carriera sportiva proprio a Milano. Ma nella vita, e nello sport, vedremo cosa succederà». L’incontro, aperto dai saluti iniziali del Magnifico Rettore professor Francesco Bonini e moderato dalla professoressa Gabriella Foschini, si è concluso con un bellissimo omaggio: la consegna al campione della maglia ufficiale della LUMSA SPORT UNITED. «Iscrivetevi e fate sport per la vostra università, è un’opportunità meravigliosa», è stato il caloroso saluto finale del grande Pippo Ricci.

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Sport

Jacopo Spagnoli e Riccardo Paolini dominano i regionali di tennis Under 11 a Pescara

Trionfo assoluto per i giovani talenti del tennis abruzzese ai Campionati Regionali Outdoor 2026 (categoria Under 11 maschile) disputati sui prestigiosi campi in terra rossa del CT Pescara! I giovanissimi Jacopo Spagnoli e Riccardo Paolini hanno letteralmente sbaragliato la concorrenza, approdando alla finalissima senza concedere nemmeno un singolo set agli avversari durante tutto il torneo. Al termine di una finale combattutissima e leale, a spuntarla e a laurearsi Campione Regionale è stato Jacopo Spagnoli, che chiude così un’annata d’oro bissando il titolo invernale Indoor! Un successo che non nasce per caso, ma che è frutto dell’immenso lavoro di squadra di tutto lo staff tecnico: dai maestri (Emiliano Paolini, Gianni Spagnoli, Cordes, Dino Giuliani e Roberto Capotosti) al preparatore atletico Giuseppe Penna, fino ai preziosissimi sparring partner che hanno sudato in allenamento con i ragazzi. Leggi il racconto completo di questa magnifica impresa sportiva nel nostro approfondimento 👇

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Jacopo Spagnoli e Riccardo Paolini

Pescara – Lo sport giovanile regala spesso emozioni purissime, fatte di sudore, dedizione assoluta e una passione genuina che non conosce alcun tipo di calcolo o compromesso. Quando poi il talento cristallino di due giovanissimi atleti si unisce a una preparazione tecnica e atletica di primissimo livello, i risultati non possono che essere semplicemente straordinari.
È esattamente questo il meraviglioso scenario che si è venuto a creare nel corso dei prestigiosissimi Campionati Regionali Outdoor dell’Abruzzo per la stagione 2026, una delle kermesse sportive più attese e combattute dell’intero calendario tennistico locale. Sui gloriosi e curatissimi campi in terra rossa del CT Pescara, diventati per l’occasione il palcoscenico principale per le giovani promesse della racchetta, si è consumato un vero e proprio dominio sportivo nella difficilissima categoria Under 11 Maschile. A scrivere una pagina indimenticabile di storia per il proprio circolo di appartenenza sono stati due talenti purissimi e instancabili: Jacopo Spagnoli e Riccardo Paolini. I due giovani tennisti, sovvertendo ogni pronostico e superando una concorrenza agguerritissima arrivata da ogni angolo della regione, sono riusciti nella titanica e dolcissima impresa di sbaragliare tutti gli avversari del tabellone, arrivando a contendersi l’ambitissimo trofeo in una tesissima ed emozionante finale “tutta in famiglia”. Un traguardo che riempie di immenso orgoglio non solo le rispettive famiglie, ma l’intero staff tecnico che li segue amorevolmente e professionalmente fin dai primissimi passi mossi sul campo da gioco.

Un dominio assoluto: il cammino perfetto senza cedere un set

Il percorso che ha condotto Jacopo Spagnoli e Riccardo Paolini a incrociare le racchette nell’atto conclusivo del torneo domenicale è stato, senza alcun timore di smentita, un vero e proprio capolavoro di tecnica, resistenza mentale e acume tattico.
Entrambi i baby fenomeni hanno disputato un torneo letteralmente monumentale, dimostrando una maturità agonistica impressionante e nettamente superiore alla loro giovanissima età anagrafica. Partita dopo partita, turno dopo turno, i due atleti non hanno lasciato alcuna via di scampo ai malcapitati avversari che si sono frapposti tra loro e la gloria regionale. Basti pensare a un dato statistico che fotografa alla perfezione la portata di questo successo: sia Jacopo che Riccardo sono approdati alla finalissima senza aver ceduto nemmeno un singolo set durante tutto il loro lungo e faticoso cammino. Un rullino di marcia inarrestabile che ha letteralmente stupito il pubblico presente sugli spalti e gli addetti ai lavori, confermando la bontà del vivaio da cui provengono. La finale domenicale, giocata sotto gli occhi attenti di tifosi e parenti, è stata una vera e propria festa dello sport e del fair play, una sfida fratricida ma leale in cui ha trionfato prima di tutto il rispetto reciproco. Al termine di un match combattutissimo e ricco di colpi spettacolari, a spuntarla e ad alzare le braccia al cielo è stato il bravissimo Jacopo Spagnoli. Con questa magnifica e pesantissima vittoria, Jacopo si laurea ufficialmente e meritatamente Campione Regionale Outdoor, completando un’impresa sportiva sensazionale e bissando di fatto il titolo invernale Indoor già conquistato nei mesi scorsi. Una “doppietta” da autentico predestinato.

Il lavoro di squadra: il ruolo cruciale di maestri e preparatori

Ma si sa, nel tennis moderno, anche quando si scende in campo singolarmente, le grandi vittorie non nascono mai per puro caso o per il talento isolato di un singolo individuo. Dietro a un campione (o, in questo caso, a due eccezionali finalisti) c’è sempre una struttura corale, un lavoro di squadra certosino, faticoso, spesso invisibile ma assolutamente fondamentale per raggiungere l’eccellenza e gestire le delicate dinamiche della crescita atletica.
I ringraziamenti ufficiali da parte del circolo non potevano quindi che partire dal formidabile team di maestri che, quotidianamente, forgia questi giovanissimi atleti dispensando consigli, tecnica e disciplina. Un grandissimo e scrosciante applauso per l’impeccabile lavoro svolto finora va doverosamente ai maestri Emiliano Paolini, Gianni Spagnoli, Cordes Ph, Dino Giuliani e Roberto Capotosti. Figure professionali di altissimo spessore che hanno saputo incanalare l’energia e il potenziale dei ragazzi nella giusta direzione. Altrettanto fondamentale e insostituibile è stato il ruolo del preparatore atletico Giuseppe Penna, il quale ha garantito a Jacopo e Riccardo la brillante tenuta fisica e la resistenza necessarie per superare indenni i massacranti turni di un campionato regionale così competitivo e dispendioso, evitando infortuni e cali di concentrazione.

Il valore degli sparring partner e i ringraziamenti istituzionali

Nel lungo elenco dei meriti per questo straordinario successo abruzzese, un posto di assoluto rilievo è riservato anche a coloro che, lontani dai riflettori e dalle medaglie, permettono ai campioni di alzare costantemente il proprio livello di gioco durante le infinite sedute di allenamento settimanale: i preziosissimi sparring partner.
Un grazie di vero cuore, carico di sincera gratitudine per l’infinita disponibilità, la pazienza certosina e l’impegno profuso in campo, è stato rivolto dal circolo a Lorenzo Pistoia, Daniele Bianchi, Lorenzo Colizza e Umberto Giuliani. Senza il loro sudore condiviso in allenamento, traguardi così prestigiosi sarebbero stati impossibili da raggiungere. Infine, per garantire la perfetta riuscita di una kermesse sportiva di questa portata, è doveroso riconoscere i meriti dell’organizzazione e della logistica. Il circolo ha voluto pubblicamente ringraziare il Giudice Arbitro Paola Di Carmine, encomiabile per l’immensa disponibilità dimostrata nella complessa gestione degli orari di gioco, e il “Giudice dei Giudici” Marcello Padovano, la cui saggezza e presenza costante hanno impreziosito non solo le premiazioni ufficiali, ma anche i preziosi consigli elargiti ai ragazzi. L’ultimo, ma non meno importante, ringraziamento è andato al mitico manutentore Fabrizio, vero e proprio guardiano della terra rossa pescarese, capace di mettere a disposizione degli atleti campi sempre assolutamente perfetti e curati in ogni minimo dettaglio, permettendo al gioco di scorrere veloce e senza ostacoli. “Ai nostri campioncini: continuate così, bravissimi!” è l’augurio finale della società. Una vittoria meravigliosa che rappresenta solo il primo capitolo di una lunga e luminosa carriera agonistica.

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Sport

Il miracolo d’oro del “paradressage” campano che abbatte le barriere: Davide Riccardelli e Patrizia Amato sono i nuovi campioni italiani di equitazione

Il paradressage campano conquista lo scudetto tricolore e le barriere della disabilità si sciolgono in un immenso e fiero urlo di vittoria! Davide Riccardelli e Patrizia Amato sono i nuovi Campioni Italiani Fisdir di equitazione, un trionfo pazzesco conquistato in sella a Ringo T sul parquet del Centro Ippico TEN di Agnano (Napoli). Guidati dai laboratori psicologici e didattici del dottor Claudio Belardo (Asd Villa Silvia), i due atleti under 40 sono stati celebrati in diretta nazionale su Rai 1 da Eleonora Daniele nel programma “Storie Italiane”. Un’opera di squadra eccezionale, patrocinata dal CIP e dall’assessora Emanuela Ferrante, che lancia la città verso il traguardo di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026. Scoprite i video delle gare nel nostro articolo! 👇

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Napoli – Un galoppo fiero, travolgente e commovente risuona tra le mura del Centro Ippico di Agnano, trasformando il rettangolo di gara in un’autentica officina di riscatto civile, legalità e dovere costituzionale. Lo sport paralimpico, quando si spoglia delle asettiche logiche industriali di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscopre l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare la forza interiore dell’essere umano, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni la risorsa terapeutica ed etica più potente per vincere l’isolamento e l’intolleranza sociale. Ieri, lunedì 21 settembre 2026, la Campania ha celebrato una pagina d’oro monumentale andata già rubata nei cuori degli appassionati: gli atleti campani Davide Riccardelli e Patrizia Amato si sono laureati Campioni Italiani di equitazione Fisdir (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) nella disciplina del dressage.

Lo straordinario trionfo tricolore, ottenuto in totale trasparenza in sella al fidato e generoso cavallo Ringo T, è il frutto millimetrico di un programma di preparazione strutturato con rigore filologico e spavaldo ottimismo dal dottor Claudio Belardo. Istruttore federale paralimpico d’élite e coordinatore del Paradressage Fise Campania, Belardo mette a disposizione dei laboratori sportivi un portfolio enciclopedico di competenze e soft skill, forte delle sue lauree in psicologia, pedagogia e scienze motorie. Una guida magistrale che ha scortato i due portacolori dell’Asd Villa Silvia — allenati stabilmente presso le strutture del centro “I Tifatini” di Caserta — fino al gradino più alto del podio nazionale dello Stato, dimostrando con i fatti che il merito e la determinazione civile sanno azzerare qualsiasi barriera biologica, taccuino alla mano e passioni calde.

Il tributo di Eleonora Daniele su Rai 1 e la passerella d’onore di Agnano

L’onestà delle idee e il valore antropologico dell’impresa di Davide Riccardelli hanno incassato una solenne e sfolgorante consacrazione multimediale sui massimi schermi televisivi nazionali. La nota conduttrice Eleonora Daniele, durante una fitta e seguitissima puntata dello storico programma “Storie Italiane” in diretta su Rai 1, ha voluto tributare un applauso pubblico e un caloroso omaggio all’eccellenza sportiva del centro casertano e ai campioni del paradressage lucano e campano, elevandoli a visual anchor ideale per le scadenze educative delle nuove generazioni. Una spensieratezza colta elargita al pubblico per ricordare che la disabilità intellettiva e relazionale, quando incontra la spalla flessibile delle istituzioni, si trasforma in pura risorsa di coesione rionale.

Il capoluogo campano, per la prima volta nella sua ricca memoria storica, si è trasformato nel centro di gravità assoluto dell’equitazione paralimpica. Lo scenario d’avanguardia del Centro Ippico “TEN – Tradizione Equestre Napoletana” di Agnano ha ospitato dal 18 al 20 settembre 2026 le scadenze del Campionato Italiano, un festival di emozioni e risposte flessibili per il benessere collettivo della provincia. La manifestazione, presentata ufficialmente il 14 settembre nella Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo, è stata orchestrata in fitta e duratura joint venture strategica tra l’Asd Villa Silvia, la Fise e la Fisdir Campania, configurandosi come una delle tappe centrali che scortano la città verso il monumentale traguardo di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026.

L’asse delle massime autorità dello Stato sportivo: i controlli e i verdetti

Le tre giornate di gara ad Agnano hanno registrato un comfort funzionale perfetto e la presenza stanziale delle massime cariche istituzionali del Paese, unite per garantire controlli rigorosi e totale trasparenza nei verdetti sul campo. In platea hanno presidiato il ruolino di marcia il Presidente Nazionale FISDIR Francesco Ambrosio, il delegato regionale Marco Scognamiglio, il Presidente del CIP Campania Carmine Mellone, il Presidente FISE Campania Salvatore Zotti e la segretaria Silvana Pane. Le istituzioni comunitarie sono state degnamente rappresentate dall’Assessora allo Sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, in prima linea per blindare un programma pluriennale volto a evitare lo spopolamento sportivo e l’esodo delle migliori intelligenze atletiche del Mezzogiorno.

La vittoria schiacciante di Davide Riccardelli (categoria Grado 1 M) e di Patrizia Amato (categoria Grado 1 E) dimostra che la tecnica equestre non costituisce un optional burocratico o un lusso al ribasso, ma un’opera di squadra eccezionale in cui l’interplay tra l’uomo e l’animale genera cittadini fieri e consapevoli. I cancelli di Agnano si sono chiusi e i verbali dei commissari sigillati, ma la scia di amore e libertà tracciata dai due campioni continua a correre sulle strade della penisola. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a fare una carezza a un cavallo: scoprirete che finché la nostra terra saprà cullare e premiare il coraggio civile di questi ragazzi, il domani dello sport italiano sarà per sempre un posto libero, protetto e profondamente umano.

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