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Sport

Pippo Ricci alla LUMSA di Roma: “Godetevi l’università, io in campo ho scelto di essere Robin”

Lezione di sport e di vita all’Università LUMSA di Roma! L’ala della Nazionale italiana di basket e capitano dell’Olimpia Milano, Pippo Ricci, ha incantato le matricole in occasione dei Welcome Days: “Non accontentatevi, siate curiosi, andate a lezione e riempite le vostre giornate, perché questi sono gli anni più belli”. L’atleta (laureato in matematica) ha svelato la sua filosofia, che lo ha portato anche a finanziare una scuola in Tanzania: “In campo e nella vita ho sempre voluto essere Robin, il gregario che fa il lavoro sporco per la squadra senza apparire nelle statistiche”. Infine, una battuta sull’entusiasmante ritorno del basket di alto livello nella Capitale: “Maxima e BC Roma alzano il livello del campionato. Non vedo l’ora di sfidare il mio amico Nico Mannion e sbancare il PalaEur”. Chiuderà la carriera a Roma? “Il mio cuore ora dice Milano, lì è nato mio figlio, ma nel destino non si sa mai”. Leggi tutte le sue bellissime dichiarazioni nel nostro articolo 👇

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Pippo Ricci

Roma – In un mondo dello sport professionistico dominato troppo spesso da un esasperato individualismo e da una feroce ricerca della gloria personale a tutti i costi, ascoltare le parole pacate e profonde di un grande campione affermato rappresenta una boccata d’ossigeno per le nuove generazioni. È esattamente questo il bellissimo clima di entusiasmo e di sana ispirazione che si è respirato in queste ore tra le aule dell’Università LUMSA della Capitale, in occasione dei tanto attesi Welcome Days.
Il programma ufficiale di accoglienza istituzionale dedicato alle giovanissime matricole (organizzato meticolosamente dai dipartimenti GEPLI e DISU dell’ateneo, diretti rispettivamente dal professor Filippo Giordano e dalla professoressa Caterina Fiorilli) ha ospitato un relatore d’assoluta eccezione, capace di incantare la platea studentesca: Pippo Ricci. La formidabile ala dell’Olimpia Milano e colonna portante della Nazionale italiana di basket, che vanta nel suo curriculum non solo innumerevoli trofei sportivi ma anche una brillante e sudata laurea in matematica, ha deciso di svestire momentaneamente i panni del cestista per indossare quelli del fratello maggiore. Rivolgendosi direttamente ai giovani studenti appena approdati al mondo accademico, Ricci ha dispensato consigli preziosi su come affrontare non solo le lezioni e gli esami universitari, ma anche le innumerevoli e imprevedibili sfide che la vita adulta porrà inevitabilmente sul loro cammino lavorativo e relazionale.

Il messaggio alle matricole: “Non accontentatevi, riempite le vostre giornate”

Salito in cattedra davanti a centinaia di occhi sognanti, Pippo Ricci ha esordito con un sorriso contagioso, rompendo immediatamente il ghiaccio. «È davvero bellissimo essere qui oggi, in questa università stupenda; vi ringrazio di cuore per l’invito», ha dichiarato il campione azzurro.
Il suo discorso si è subito trasformato in un appassionato e sincero inno alla curiosità intellettuale e all’impegno costante. «Il consiglio più grande che mi sento di darvi oggi è quello di non accontentarvi mai della mediocrità. Sforzatevi di fare tante cose, di essere perennemente curiosi, di trovare il coraggio di alzare la mano e fare domande in aula ai professori. Andate a lezione con entusiasmo, divertitevi, godetevi appieno gli anni universitari e impegnatevi al massimo, perché, credetemi, questi sono e resteranno gli anni più belli e formativi della vostra intera esistenza». Il cestista laureato in matematica ha poi voluto condividere con i ragazzi la sua personalissima formula del successo quotidiano: «La giornata di tutti noi è fatta di sole 24 ore. Il mio consiglio, quindi, è quello di riempirla il più possibile. Sfruttate ogni minuto: più cose fate, più vi sentite incredibilmente vivi, forti, padroni del vostro tempo, e in questo modo riuscirete a frequentare l’università con una carica e un’energia inesauribili».

Il cuore oltre il parquet: l’impegno filantropico in Tanzania

Nel corso dell’incontro (inserito all’interno del prestigioso e ricco cartellone di eventi del Rome Future Week), l’attenzione si è rapidamente spostata sull’intensa e lodevole attività filantropica che il capitano dell’Olimpia Milano svolge quotidianamente lontano dai clamori mediatici e dai palazzetti dello sport.
Sollecitato dalle domande sul suo importante ruolo di presidente della Amani Education ODV, Ricci ha spiegato come la mentalità sportiva lo abbia aiutato a sviluppare un fortissimo senso civico e sociale. «Quando vivi ogni giorno le dinamiche di uno spogliatoio e fai parte integrante di una squadra, impari fisiologicamente a pensare agli altri prima che a te stesso. A me, sinceramente, questo altruismo è sempre venuto in maniera molto naturale». Un’inclinazione alla solidarietà che, come ha svelato lo stesso giocatore, affonda le sue radici nei solidi insegnamenti familiari: «Un po’ di questo spirito viene sicuramente dai miei genitori, che sono due eccezionali medici volontari. Sono stati loro a insegnarmi fin da piccolo quanto sia fondamentale e doveroso tendere la mano verso chi ha più bisogno, verso i più deboli e gli ultimi della società. Adesso stiamo costruendo con fatica ed entusiasmo una scuola secondaria in Tanzania, un progetto che sta cambiando materialmente la vita di tantissime persone. Ho finalmente capito come usare il basket e il mio status di giocatore per veicolare un messaggio molto più grande e importante».

Il ruolo del “glue-guy”: perché nello sport e nella vita serve essere Robin

Uno dei passaggi più affascinanti, sorprendenti e applauditi dell’intero intervento di Pippo Ricci ha riguardato il titolo del suo libro autobiografico e la sua peculiare e umile visione del gioco di squadra. Alla domanda se, fin da bambino, volesse davvero essere “Robin” anziché l’eroe principale “Batman”, l’atleta ha risposto con una disarmante onestà intellettuale.
«Può sembrare strano a dirsi, ma è assolutamente così. Il ruolo dell’alleato, del gregario, dell’amico fedele e leale, di quello che magari si accolla il lavoro sporco per far brillare gli altri, mi è sempre piaciuto moltissimo», ha ammesso candidamente Ricci. «Penso che questo ruolo sia profondamente sottovalutato dal pubblico, quando in realtà è l’elemento fondamentale per il successo di qualsiasi gruppo. Negli sport di squadra, i Batman in campo sono uno, due, forse tre al massimo. Tutti gli altri giocatori devono essere dei collanti, i classici “glue-guy”, come si dice nel nostro gergo tecnico. Parliamo di quegli atleti oscuri che pensano agli altri, fanno un blocco decisivo per liberare il tiratore, lottano per prendere un rimbalzo difficile o magari fanno un tagliafuori perfetto per permettere a un compagno di catturare la palla. Sono azioni che non vanno mai a finire nei tabellini e nelle statistiche, ma sono proprio queste giocate invisibili che si rivelano fondamentali per vincere le singole partite e gli interi campionati. Ho capito presto che, se volevo fare carriera e arrivare davvero in alto, dovevo essere un eccellente glue-guy. Dovevo imparare a essere il miglior Robin possibile».

Il basket nella Capitale e il sogno (forse) di chiudere a Milano

L’appuntamento romano è stato anche l’occasione ideale per fare il punto sull’attesissimo, imminente campionato italiano di Serie A e sul grande ritorno del basket di primissimo livello nella Capitale, con un focus speciale sulle due formazioni capitoline pronte a dare battaglia: Maxima e BC Roma.
«Sicuramente la presenza massiccia e competitiva di queste due nuove squadre alza notevolmente il tasso tecnico e lo spettacolo dell’intero campionato nazionale», ha analizzato tecnicamente l’ala della Nazionale. «Anche se della neonata lega europea non si conoscono ancora tutti i dettagli, sono certissimo che il ritorno del basket di alto livello a Roma farà un bene enorme a tutto il nostro movimento sportivo. Personalmente non vedo l’ora di scendere in campo per sfidarle, sia al PalaTiziano che al PalaEur. E per vincerle, ovviamente! La Maxima, almeno sulla carta, sembra avere forse un pochino più di talento puro, ma nella BC Roma c’è il mio grande amico Nico Mannion, e non vedo l’ora di sconfiggerlo sul parquet». Riguardo al suo futuro sportivo e all’eventualità di chiudere la carriera proprio in una squadra romana, Ricci ha mantenuto un profilo cauto e sentimentale: «Chiudere a Roma è un sogno nel cassetto? Chissà, se sarà nel mio destino, perché no? Però sono da poco diventato papà, il mio splendido figlio è nato a Milano, una città dove la mia famiglia sta benissimo e dove io ho l’onore di essere il capitano della squadra. Se dovessi scegliere oggi, su due piedi, vi direi che vorrei chiudere la mia carriera sportiva proprio a Milano. Ma nella vita, e nello sport, vedremo cosa succederà». L’incontro, aperto dai saluti iniziali del Magnifico Rettore professor Francesco Bonini e moderato dalla professoressa Gabriella Foschini, si è concluso con un bellissimo omaggio: la consegna al campione della maglia ufficiale della LUMSA SPORT UNITED. «Iscrivetevi e fate sport per la vostra università, è un’opportunità meravigliosa», è stato il caloroso saluto finale del grande Pippo Ricci.

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Calcio

Lazio, la protesta contro Lotito arriva sul Times: “Olimpico spettrale, tifosi in rivolta”

Il “caso Lotito” diventa internazionale! La durissima, ostinata e silenziosa rivolta dei tifosi della Lazio contro la presidenza del vulcanico patron (e senatore di Forza Italia) è finita clamorosamente sulle pagine del prestigioso quotidiano britannico The Times. Gli inglesi parlano di uno stadio Olimpico “vuoto e dall’atmosfera spettrale” (a causa del boicottaggio casalingo) in totale contrasto con le affollatissime e rumorose trasferte che stanno spingendo in vetta alla classifica la grintosa squadra allenata quest’anno da mister Rino Gattuso. Ma il caso è soprattutto politico: il Times evidenzia come le minacce elettorali della Curva Nord (pronta a non votare più il centrodestra in caso di mancata cessione societaria) stiano terrorizzando i palazzi romani! Anche il governatore del Lazio, Francesco Rocca (storico tifoso biancoceleste), è tornato oggi ad affossare Lotito ai microfoni di Radio Globo: “Dal punto di vista umano e comunicativo ha sbagliato tutto, ormai la frattura non è più sanabile, il destino è solo nelle sue mani”. Leggi tutti i retroscena svelati dal giornale inglese nel nostro articolo completo 👇

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Lotito

Roma – Il calcio, si sa, nella Capitale non è mai soltanto uno sport, ma si trasforma spesso in un inestricabile e bollente groviglio di fortissime passioni viscerali, fiumi di denaro, scontri sociali e intricate dinamiche di potere politico. Ma quello che sta succedendo in questi particolarissimi mesi sulla sponda biancoceleste del fiume Tevere ha ormai ampiamente travalicato e superato i confini puramente sportivi e nazionali, assumendo la forma e la consistenza di un vero e proprio e clamoroso “caso di studio” sociologico e mediatico internazionale.
La durissima, rumorosissima e ostinata protesta civile e silenziosa portata ostinatamente avanti a oltranza dalla maggioranza assoluta dei tifosi della Lazio contro l’inossidabile figura e la gestione societaria del vulcanico presidente Claudio Lotito, ha infatti fatto in queste ore letteralmente il giro del mondo, finendo per essere sviscerata persino dai severissimi e austeri opinionisti britannici. Il caso sportivo e politico è ormai attentamente attenzionato Oltremanica, suscitando scalpore: questa mattina, infatti, l’autorevolissimo, prestigioso e blasonato quotidiano d’informazione inglese “The Times” ha inaspettatamente deciso di dedicare un lunghissimo, dettagliatissimo e tagliente articolo di fondo alla particolarissima e surreale situazione vissuta dal glorioso club capitolino. Il prestigioso quotidiano britannico ha focalizzato la sua spietata attenzione mediatica in particolar modo sull’impressionante e desolante immagine dello storico stadio Olimpico di Roma, lasciato letteralmente, completamente e desolatamente vuoto (quasi deserto) dai supporter biancocelesti in occasione di tutte le seguitissime partite casalinghe di campionato disputate dalla coriacea squadra allenata dal condottiero mister Rino Gattuso. Si tratta, a tutti gli effetti, del vertice di una colossale mobilitazione civile partita originariamente dal cuore pulsante del tifo organizzato della Curva Nord e che, piano piano e inesorabilmente, ha finito per contagiare e coinvolgere in maniera massiccia e trasversale tutti i settori, anche quelli più moderati, dello stadio Olimpico (incluse le costosissime tribune d’onore), manifestando al mondo intero una distanza sportiva, umana e comunicativa ormai divenuta siderale e incolmabile tra il tifo appassionato e la dirigenza verticistica del presidente-senatore Lotito.

Il boicottaggio casalingo e il miracolo in trasferta della Lazio di Gattuso

L’articolo del quotidiano d’oltremanica non si limita a dipingere un quadro a tinte fosche, ma fotografa un curioso, strabiliante e paradossale fenomeno sportivo che ha dell’incredibile.
La durissima e capillare contestazione dei tifosi, infatti, si è materializzata e concretizzata in una strategia a tenaglia ben precisa: spalti casalinghi rigorosamente vuoti (conditi dal boicottaggio totale e sistematico di tutto il merchandising e dell’abbigliamento sportivo ufficiale prodotto dalla società) e, di contro, una presenza massiccia, asfissiante e rumorosissima soltanto in occasione delle caldissime partite giocate dalla squadra in trasferta lontano da Roma. In tutti gli stadi d’Italia, infatti, i settori ospiti registrano immancabilmente un fragoroso sold out e vengono letteralmente colorati e inondati da un oceano di sciarpe e bandiere biancocelesti. E proprio questo incrollabile e passionale sostegno in trasferta (unito a una maestosa e vibrante manifestazione di piazza che, nel rovente mese di luglio, ha riunito per le strade della Capitale oltre 20.000 tifosi inferociti e festanti) sembra aver galvanizzato i giocatori sul prato verde: un supporto incondizionato alla maglia che la grintosa e quadrata squadra magistralmente costruita e allenata da Rino Gattuso avverte costantemente sulla propria pelle. Tanto che, clamorosamente, la Lazio si ritrova oggi sorprendentemente prima in classifica, veleggiando quasi a bottino pieno in vetta al campionato. Una protesta mirata, dunque, che il Times ha decodificato così ai propri attoniti lettori londinesi: «Il vero e imperdonabile peccato capitale di Lotito, secondo l’insindacabile giudizio dei sostenitori, è stato storicamente quello di non aver mai utilizzato a sufficienza e in maniera massiccia i cospicui proventi economici della sua redditizia impresa di pulizie, non investendo abbastanza capitali nel club per riuscire ad acquistare giocatori di punta e fuoriclasse sul calciomercato».

Il caso politico e l’allarme dei vertici di Forza Italia al Senato

Dall’analisi puramente finanziaria e sportiva, l’indagine del severo quotidiano londinese prosegue e scivola pericolosamente sul turbolento e paludoso terreno della complessa politica italiana, intrecciando i destini del calcio con le sorti del Governo Meloni.
«A causa del cronico malessere del club e della presunta e strutturale incapacità del proprietario di investire seriamente sul mercato per far sognare la piazza, gli esasperati tifosi hanno deciso di boicottare platealmente tutte le partite casalinghe giocate quest’anno, conferendo all’immenso catino dello stadio Olimpico una vera e propria atmosfera spettrale e desolante», sottolinea amaramente la velenosa lettura che arriva dall’Inghilterra dopo le prime, roventi cinque giornate di Serie A (anche se la rabbiosa protesta, per onor di cronaca, era in realtà già cominciata prepotentemente durante la seconda, tesissima parte della scorsa stagione calcistica). Ma il clamore della rivolta ha valicato pesantemente i cancelli dello stadio per irrompere violentemente nei corridoi dorati dei palazzi della politica romana. Tra chi protesta e contesta aspramente il patron, infatti, ci sono oggi a sorpresa anche volti popolarissimi della televisione, noti esponenti della musica italiana e, soprattutto, pesi massimi della politica istituzionale locale e nazionale. «Il suo principale problema odierno», fa notare acutamente il Times, «è che proprio tra i ranghi dei parlamentari fedelissimi alla premier Meloni ci sono nascosti tantissimi e influentissimi tifosi arrabbiati e visceralmente “anti-Lotito”. Persino lo stesso e potente governatore della Regione di Roma (il Lazio), Francesco Rocca, nominato e voluto fortemente proprio dalla Meloni in persona, ha pubblicamente chiesto le immediate dimissioni di Lotito da presidente e, non pago, si è clamorosamente e fisicamente unito ai manifestanti durante il bollente corteo di luglio». Questa insofferenza calcistica rischia di trasformarsi velocemente in un pesantissimo boomerang elettorale. La protesta organizzata dei tifosi (ormai compattati e fusi in un enorme corpo civico) potrebbe infatti colpire duramente le prossime, delicate elezioni politiche e investire in pieno il partito di Forza Italia, la storica fazione politica con cui lo stesso Claudio Lotito è stato blindato ed eletto comodamente a Palazzo Madama. «I tifosi della Lazio hanno intelligentemente capito di avere anch’essi tra le mani un fortissimo e ricattabile potere politico e hanno pubblicamente minacciato in massa di smettere immediatamente di votare per Forza Italia se Lotito non si fosse dimesso dal club, facendo letteralmente e rapidamente scattare un fragoroso campanello di allarme in seno al governo e alla maggioranza», ha raccontato meravigliato il quotidiano inglese, dipingendo infine con caustica ironia britannica il patron biancoceleste come uno stanco ma tenace ‘superstite’, unico sopravvissuto nell’era moderna dominata dai potenti e asettici fondi specutali e dalle ricchissime proprietà straniere americane e arabe, che sono ormai prevalenti e dilaganti in Serie A. «Lotito è essenzialmente come un ruvido sopravvissuto proveniente da un’altra, antichissima epoca sportiva, ancora oggi saldamente e tenacemente invischiato e abbarbicato nell’oscuro groviglio romano di fumosi consigli di amministrazione, giochi di palazzo in parlamento e tifosi arrabbiati».

La durissima condanna di Francesco Rocca: “Rapporto irrecuperabile”

E a mettere una vera e propria e pesante pietra tombale sulla possibile e pacifica convivenza tra l’attuale dirigenza e la focosa tifoseria capitolina, gettando enorme benzina sul fuoco delle polemiche quotidiane, ci ha pensato nuovamente proprio una delle massime e più rappresentative autorità istituzionali del territorio laziale.
Il Presidente della Regione in carica, l’avvocato Francesco Rocca (citato e menzionato esplicitamente dallo stesso quotidiano londinese nel proprio reportage), è infatti sfacciatamente e coraggiosamente tornato a parlare ai microfoni della stampa proprio nella giornata di oggi per commentare l’andamento strabiliante in classifica della sua amatissima Lazio e, soprattutto, l’incandescente caso “Lotito”. Interpellato e pungolato ripetutamente nel corso dell’irriverente e seguitissima trasmissione radiofonica mattutina ‘The Morning Show’ (in onda in diretta sulle frequentate frequenze romane di Radio Globo), il potente governatore non ha usato mezzi termini e non ha fatto sconti diplomatici all’ingombrante senatore della Repubblica, rincarando pesantemente la dose delle passate contestazioni estive. «Parliamoci chiaro, dal punto di vista legale Claudio Lotito è il legittimo proprietario e, ovviamente, non lo si può di certo cacciare a pedate dalla società», ha spiegato pragmaticamente e lucidamente il governatore, «ma, allo stesso tempo, credo fortemente che lo si possa e lo si debba civilmente richiamare al dovere di avere un comportamento manageriale sano, rispettoso e, soprattutto, corretto nei confronti della storia di questa tifoseria. Una cosa che lui purtroppo non ha mai assolutamente avuto. E dovrebbe migliorare urgentemente la sua disastrosa e inesistente capacità di comunicare empaticamente con la tifoseria popolare. È stato proprio questo enorme deficit di umanità e di comunicazione che ha definitivamente fratturato, lacerato e rotto per sempre il prezioso rapporto di fiducia viscerale con i tifosi laziali. Ad oggi, se volete il mio sincero parere da tifoso e osservatore», ha concluso categoricamente Rocca in diretta radiofonica, spegnendo le deboli speranze dei pontieri politici, «credo tristemente che il rapporto non si possa assolutamente più risanare né ricucire. È solo lui che deve finalmente comprendere gli errori e la portata del disastro sociale, e l’unica, vera e onesta decisione sul da farsi è e resta saldamente e inesorabilmente nelle sue mani».

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Sport

Coppa Italia di Subbuteo Tradizionale: Marco Perotti a caccia del bis in Toscana

La magia e la nostalgia del Subbuteo tornano ad animare la Toscana! Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 l’affascinante Pala Casa Mora di Castiglione della Pescaia (Grosseto) ospiterà l’attesissima Coppa Italia di Subbuteo Tradizionale, evento di cartello organizzato da FISCT e OPES Italia. Il torneo, che promette di richiamare centinaia di iscritti da tutta la Penisola, si disputerà con un fascino d’altri tempi: verranno infatti utilizzati rigorosamente e unicamente panni verdi originali “Astropitch” degli anni ’80! Tra i tantissimi campioni attesi ai tavoli di gioco, i riflettori sono tutti puntati sul talento ternano Marco Perotti (tesserato per il Subbuteo Club Castelfiorentino). Dopo aver trionfato a maggio nel tabellone “Cadetti”, Perotti torna in Maremma con un duplice sogno: qualificarsi nel durissimo girone “Master Gold” tra i fenomeni assoluti del panno verde, oppure puntare al clamoroso bis nel torneo Cadetti, per poi aiutare i compagni fiorentini nella gara a squadre della domenica. Leggi il regolamento completo e le ambizioni del giocatore nel nostro articolo sportivo 👇

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marco perotti sc castelfiorentino firenze 2026

Castiglione della Pescaia (Grosseto) – C’è uno sport antico, romantico e incredibilmente affascinante che non conosce assolutamente l’usura del tempo, ma che anzi continua a rinnovarsi anno dopo anno, facendo battere forte il cuore a migliaia di appassionati di tutte le età a colpi di riproduzioni in miniatura e panni verdi stesi sui tavoli. La stagione agonistica 2026-2027 del calcio in punta di dita entra finalmente e ufficialmente nel vivo delle competizioni, alzando il sipario su uno degli appuntamenti più blasonati, carichi di tensione e maggiormente attesi dell’intero, fittissimo calendario nazionale della FISCT.
Nel prossimo fine settimana (esattamente nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026), l’attesissima Coppa Italia di Subbuteo Tradizionale tornerà a fare tappa fissa in Toscana, accasandosi in quella che è ormai diventata la sua consueta e pittoresca cornice marittima di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto. Questa ridente località balneare maremmana ha infatti scelto ormai da diversi anni (con grande intelligenza turistica e sportiva) di ospitare stabilmente, accogliere calorosamente e sostenere economicamente e logisticamente questa spettacolare competizione di assoluto carattere nazionale. L’imponente evento sportivo, che promette di richiamare centinaia di visitatori, è minuziosamente organizzato dai vertici della FISCT (la Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo), operante in strettissima e proficua collaborazione istituzionale con il Settore Nazionale Subbuteo dell’Opes Italia, Ente di Promozione Sportiva regolarmente riconosciuto e patrocinato dal CONI. La manifestazione, capace di mescolare agonismo puro e sconfinata nostalgia vintage, sarà comodamente ospitata all’interno dell’attrezzata location indoor del Pala Casa Mora.

L’obiettivo di Marco Perotti: difendere il titolo o puntare al Master

In un parterre che si preannuncia gremito di talenti provenienti da ogni regione d’Italia, i riflettori degli addetti ai lavori saranno inevitabilmente e meritatamente puntati anche sulle prestazioni di un atleta che su questi specifici panni verdi toscani ha già saputo scrivere pagine di storia recente.
In rappresentanza della città di Terni sarà infatti fisicamente e agonisticamente presente il talentuoso giocatore umbro Marco Perotti, attualmente e orgogliosamente tesserato per la Fisct con i gloriosi colori del Subbuteo Club Castelfiorentino (Firenze). L’attesa per la sua discesa in campo è altissima e ampiamente giustificata dai risultati passati. È doveroso e giusto ricordare, infatti, che proprio Perotti si laureò brillantemente campione, trionfando in modo assoluto nell’edizione 2025-2026 per quanto concerne il torneo individuale della difficilissima categoria “Cadetti”. Una vittoria memorabile e sudatissima, conquistata proprio qui, all’interno del palazzetto di Castiglione della Pescaia, nel non troppo lontano mese di maggio del 2026. Oggi, a distanza di soli sei mesi da quel trionfo che lo ha consacrato a livello nazionale, il determinato giocatore ternano si ripresenta ai blocchi di partenza con un duplice e ambizioso obiettivo: cercare di fare il salto di qualità definitivo o, in alternativa, riconfermarsi clamorosamente campione assoluto nella stessa categoria. Il serrato cronoprogramma di Perotti prevede la sua presenza fin dalle prime luci dell’alba di sabato 10 ottobre per affrontare le spietate fasi a gironi del difficilissimo torneo individuale, mentre l’intera giornata di domenica 11 ottobre lo vedrà sudare e sbracciarsi al tavolo per giocare compatto e affiatato nel torneo a squadre, schierato fianco a fianco con i compagni del suo attuale club di appartenenza toscano (il già citato Subbuteo Club Castelfiorentino Firenze).

Il format del torneo e il fascino vintage dei panni Astropitch

Dal punto di vista puramente logistico, la Federazione ha già annunciato che si prevede per tutto il weekend una numerosissima e festante presenza di pubblico e atleti delle grandi occasioni, con iscritti pronti a sbarcare in Maremma da letteralmente tutta Italia, sia per l’ambito torneo individuale che per la serratissima e tattica competizione a squadre.
Il rigidissimo e collaudato format matematico della manifestazione sportiva prevede per entrambe le competizioni (singolo e club) un approccio estremamente meritocratico. La fase iniziale sarà strutturata attraverso la minuziosa composizione di gironi eliminatori da 4 giocatori ciascuno (o 4 squadre), formati seguendo le rigorose classifiche e il cervellotico ma equo sistema del “serpentone” per la suddivisione delle teste di serie. Al termine di questa spietata e faticosa fase eliminatoria a gironi, soltanto i primi due e meritevoli classificati di ogni singolo girone staccheranno il pass dorato per partecipare al prestigioso “Tabellone Master Gold” (quello che assegna il titolo assoluto), mentre tutti gli altri giocatori e le squadre classificate agli ultimi due posti non torneranno a casa, ma parteciperanno di diritto al combattutissimo “Tabellone Silver / Cadetti”. Tutti i successivi accoppiamenti matematici della spietata fase ad eliminazione diretta seguiranno pedissequamente le inappellabili guidelines della FISTF attualmente in vigore in Europa. Ma il vero tocco di classe, l’elemento che farà scendere una lacrima di pura e incondizionata nostalgia a tutti gli appassionati più anziani, risiede nei materiali di gioco ufficiali scelti per la competizione nazionale. La Coppa Italia, infatti, non si disputerà su tavoli moderni e iper-veloci, bensì impiegando esclusivamente e rigorosamente panni originali Subbuteo Astropitch originali risalenti ai primissimi anni ’80, sormontati dalle mitiche porte in plastica rigida Replay hw. In ossequio alla massima regolarità sportiva, tutte le singole partite in calendario saranno severamente e imparzialmente arbitrate. Come da ferreo programma, il fischio d’inizio e il primo calcio d’inizio al palloncino, sia il sabato che la domenica, avverrà intorno alle ore 9:00 del mattino.

Le parole di Perotti e i campioni in carica della Coppa Italia

La vigilia del torneo è carica di una fortissima tensione agonistica, palpabile anche nelle dichiarazioni rilasciate a caldo dai veri protagonisti che a breve scenderanno sul panno verde.
«Onestamente, sento che in questo momento sto vivendo un periodo e un buonissimo momento di forma tecnica e mentale», ha commentato lucidamente e orgogliosamente Marco Perotti ai microfoni della stampa locale. «Gli ultimissimi e difficili tornei estivi che ho disputato tra i mesi di agosto e di settembre, prima a Castelfiorentino e poi a Macerata, hanno confermato sul panno verde i miei progressi e mi hanno regalato dei buonissimi risultati, accrescendo la mia autostima. Proprio per questo motivo, mi sto allenando moltissimo e quotidianamente, facendo la spola tra Terni e Roma, per arrivare preparato a questa attesissima Coppa Italia. Il mio obiettivo principale? Spero vivamente, per quanto riguarda l’ambito torneo individuale, di riuscire questa volta a qualificarmi per l’esclusivo Tabellone Master Gold sfidando i campionissimi. Se sfortunatamente non ci riuscirò per qualche incrocio sfortunato nel girone, state certi che cercherò e lotterò per riconfermarmi, puntando a rivincere senza appello il tabellone Cadetti proprio come ho già fatto con orgoglio nel maggio scorso. Infine, per quanto concerne il torneo a squadre della domenica, darò ovviamente e incondizionatamente il mio massimo sforzo tecnico e tattico per contribuire materialmente a raggiungere una buona posizione finale nella classifica generale, lottando per i colori del Subbuteo Club Castelfiorentino Firenze». La concorrenza da battere, però, sarà spietata e titolata. Giova infatti ricordare agli appassionati che l’ultima edizione della Coppa Italia (2025-2026) ha visto trionfare, per quanto riguarda il singolo, il fenomeno Morgan Croce (vincitore del tabellone Master) e lo stesso Marco Perotti (mattatore dei Cadetti). Nelle sfide a squadre, invece, il Master assoluto fu alzato al cielo dalla fortissima compagine del Subbuteo Club Sombrero di San Miniato (Pisa), mentre l’alloro della categoria Cadetti finì dritto nella bacheca del Subbuteo Papata Group di Ponticino (Arezzo). La Maremma è pronta a riaccendere la magia: che lo spettacolo in miniatura abbia finalmente inizio.

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Sport

Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento

Lo sport stimola, mette in moto, fa essere parte di un gruppo, fa tirare fuori energie residue, fa confrontarsi, fa incontrare persone in carne e ossa, fa mantenere in forma.

Lo sport fa capire che è sempre importante vivere il momento presente con consapevolezza, intensità, profondità, densità.

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Resilienza

Redazione-  Lo sport stimola, mette in moto, fa essere parte di un gruppo, fa tirare fuori energie residue, fa confrontarsi, fa incontrare persone in carne e ossa, fa mantenere in forma.

Lo sport fa capire che è sempre importante vivere il momento presente con consapevolezza, intensità, profondità, densità.

Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione.

Lo sport libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

Lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa; lo sport incrementa la resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà.

Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali. L’esperienza serve per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

La passione per uno sport permette di sperimentarsi, condurre un sano stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Lo sport aiuta a elaborare situazioni e problemi, aiuta a trovare soluzioni, a progettare.

Cliccate qui per saperne di più e sostenere la mia iniziativa!

https://www.retedeldono.it/it/iniziative/sport-senza-frontiere/matteo.simone/42km-di-corsa-per-sport-senza-frontiere

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