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Spettacolo

Lago d’Iseo Jazz 2026, sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con i grandi nomi del jazz italiano

🎷 Dal 19 al 27 giugno torna Lago d’Iseo Jazz: sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con Denitto, Falzone, Intra, Birro, Canale e altri protagonisti del jazz italiano. Tutti gli eventi sono a ingresso libero. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Lago d'Iseo Jazz 2026, sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull'Oglio con i grandi nomi del jazz italiano

Redazione-  Sette concerti, tre comuni coinvolti, grandi maestri del jazz italiano e una nuova generazione di musicisti in piena ascesa. Dal 19 al 27 giugno torna Lago d’Iseo Jazz – La Casa del Jazz Italiano, che per la sua trentaquattresima edizione conferma una formula ormai consolidata: mettere al centro la musica dal vivo in luoghi di forte suggestione paesaggistica e architettonica, intrecciando tradizione, ricerca e dialogo tra generazioni. Il festival si svolgerà tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio, con ingresso libero a tutti gli eventi.

La rassegna mantiene il patrocinio di MIDJ, l’associazione dei musicisti italiani di jazz, e rinnova la collaborazione con Rai Radio Tre, che dedicherà al festival la consueta trasmissione antologica. Da quest’anno, alla macchina organizzativa di Sviluppo Turistico Lago d’Iseo si affianca anche l’associazione culturale Secondo Maggio, da oltre trent’anni promotrice a Milano della rassegna Atelier Musicale. Una novità che rafforza ulteriormente il profilo culturale di una manifestazione ormai stabilmente riconosciuta tra gli appuntamenti più longevi e autorevoli del jazz italiano.

Tre sedi, un solo festival tra paesaggio e ascolto

Uno degli elementi distintivi di Lago d’Iseo Jazz è da sempre il rapporto tra musica e territorio. Anche nel 2026 il festival si muove in scenari molto diversi tra loro ma accomunati da una forte identità. A Iseo i concerti si terranno sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea e nel grande prato-solarium del Sassabanek; a Predore il festival approda nell’auditorium ricavato nella Chiesa di San Giovanni Battista; a Palazzolo sull’Oglio la chiusura sarà ospitata nel Parco delle Tre Ville, ambiente naturale tra i più apprezzati del territorio bresciano.

Ogni appuntamento sarà preceduto da una guida all’ascolto, scelta che da anni caratterizza la rassegna e che accompagna il pubblico dentro i concerti con uno sguardo divulgativo ma rigoroso. Il risultato è un festival che non punta solo all’intrattenimento, ma costruisce un’esperienza culturale completa, capace di avvicinare sia gli appassionati storici sia chi si accosta al jazz per la prima volta.

Da Gianni Denitto a Giovanni Falzone, l’apertura guarda al presente

L’inaugurazione è affidata, venerdì 19 giugno a Iseo, al gruppo del sassofonista Gianni Denitto, autore del disco The Shadow Line, inserito da Jazzit tra i cento migliori album jazz del 2025. Il progetto prende ispirazione dal romanzo omonimo di Joseph Conrad e si sviluppa come un viaggio simbolico dentro l’esperienza umana, tra passaggi, crisi e trasformazioni. Denitto, musicista dalla doppia formazione classica e jazzistica, porta in scena un linguaggio aperto anche all’elettronica e alle contaminazioni internazionali, costruito insieme a giovani talenti del jazz italiano.

Il giorno dopo, sabato 20 giugno, sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, salirà sul palco Giovanni Falzone con il trio Freak Machine. Trombettista tra i più riconosciuti del jazz europeo, Falzone propone un progetto che attraversa punk, funk, rock, musica contemporanea ed elettronica, con una forte componente improvvisativa. Il concerto si annuncia come uno dei momenti più audaci del festival, anche per la riflessione che porta con sé sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia.

Omaggi a Miles Davis e John Coltrane, tra memoria e rilettura

La programmazione 2026 dedica due appuntamenti a figure decisive del Novecento musicale: Miles Davis e John Coltrane, entrambi celebrati nel centenario della nascita. Giovedì 25 giugno al lido Sassabanek di Iseo sarà protagonista il quintetto del trombettista Marco Mariani, con un progetto costruito attorno ai brani del celebre quintetto davisiano degli anni Sessanta, quello con Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams. Non un semplice tributo, ma una rilettura contemporanea di pagine decisive nella storia del jazz moderno.

La chiusura di sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio ospiterà invece uno dei momenti più attesi dell’intera edizione: il piano solo di Paolo Birro, chiamato a confrontarsi con l’universo compositivo di John Coltrane. L’idea è originale e ambiziosa: rileggere Coltrane senza sassofono, spostando l’attenzione sulla struttura delle composizioni e sull’evoluzione del suo linguaggio, dalle esplorazioni armoniche ai brani aperti alla spiritualità e alla libertà espressiva degli anni Sessanta.

Enrico Intra, Eugenia Canale e Claudio Angeleri completano il cartellone

Tra i protagonisti più attesi c’è anche Enrico Intra, che venerdì 26 giugno a Predore tornerà al festival dopo aver celebrato proprio qui, lo scorso anno, i suoi novant’anni. Il pianista milanese presenterà IN-TRA In Duo, progetto nato da un recente disco e costruito sul dialogo con giovani musicisti italiani, tra cui Lucia Filaci, Arabella Rustico, Giacomo Serino, Vittorio Cuculo e Daniel Besthorn. Una proposta che riassume bene lo spirito del festival: mettere in relazione maestri e nuove voci.

Nella stessa serata del 25 giugno al Sassabanek spazio anche al sestetto del pianista Claudio Angeleri, con il progetto From Be to Pops, che porta nel linguaggio del jazz contemporaneo brani della canzone italiana firmati da autori come Gino Paoli, Fabio Concato e Bruno Martino. La chiusura del 27 giugno sarà completata dal Rebus Quartet della pianista Eugenia Canale, che rileggerà in chiave jazz alcune arie della Turandot di Giacomo Puccini, tra bebop, improvvisazione libera e funky-blues.

Il cartellone disegna così un percorso ricco e coerente, dove convivono mainstream, ricerca, omaggi storici, aperture colte e contaminazioni. Un’identità precisa che fa di Lago d’Iseo Jazz un appuntamento unico nel panorama nazionale.

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Froyd lancia “Icaro”: il nuovo singolo contro l’esaurimento della società moderna

Dal 25 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Icaro”, il nuovo singolo di Froyd (Maionese Project).

“Icaro” è un brano alternative blues rock contaminato da elementi elettronici che affronta il tema della follia e dell’esaurimento nervoso.

Ispirandosi alla figura mitologica di Icaro — il giovane che osa spingersi oltre il limite umano avvicinandosi troppo al sole —, l’artista trasforma il mito in una metafora della società contemporanea: un contesto in cui l’individuo è costantemente spinto a essere più produttivo e performante, fino a consumare se stesso nel tentativo di superare ogni barriera.

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FROYD,Cover di Icaro
Redazione- Dal 25 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Icaro”, il nuovo singolo di Froyd (Maionese Project).

“Icaro” è un brano alternative blues rock contaminato da elementi elettronici che affronta il tema della follia e dell’esaurimento nervoso.

Ispirandosi alla figura mitologica di Icaro — il giovane che osa spingersi oltre il limite umano avvicinandosi troppo al sole —, l’artista trasforma il mito in una metafora della società contemporanea: un contesto in cui l’individuo è costantemente spinto a essere più produttivo e performante, fino a consumare se stesso nel tentativo di superare ogni barriera.

Il brano nasce dall’osservazione di una condizione condivisa da molte persone vicine al cantautore, ma affonda le radici anche in un’esperienza personale che rende il racconto autentico e viscerale. Sul piano sonoro, chitarre distorte dal timbro acido si intrecciano con synth affilati, dando vita a una trama tesa e tagliente; contemporaneamente, basso e batteria scandiscono un groove incalzante che trascina l’ascoltatore in una spirale di crescente pressione e inquietudine.

“Icaro” diventa così un grido di ribellione e disperazione contro una realtà che esige sempre di più, fino a snaturare la nostra stessa umanità.

Commenta l’artista a proposito del brano: “Icaro incarna alla perfezione lo spirito del mio nuovo EP, sia dal punto di vista sonoro sia per i messaggi e i contenuti che porta con sé. Il riff principale del brano, groovy e tagliente, è nato durante una jam in sala prove con il mio gruppo e, fin dal primo momento, ho sentito che aveva qualcosa di speciale. Quando ho inviato la demo a Nubula, il mio produttore, ne è rimasto subito colpito e ci siamo messi immediatamente al lavoro per trovare l’arrangiamento migliore. Per rendere il suono delle chitarre ancora più acido e pungente, abbiamo fatto passare il segnale attraverso una noise box. Il tema del brano è emerso da esperienze personali e di amici afflitti da condizioni di stress e disagio, causate dall’esigenza malsana di iper performare per raggiungere sempre nuovi obiettivi. Sentivo l’urgenza di scriverci una canzone e quale poteva essere un accompagnamento musicale migliore se non questo. Credo che la figura mitologica di Icaro possa rappresentare bene la situazione lavorativa e sociale disumana che assorbe e soffoca i giovani di oggi.”

Biografia

Il progetto Froyd prende vita nel gennaio del 2025, tra le nebbie di un inverno che segna la svolta artistica di Andrea Frosi. Dopo un percorso solido come chitarrista e busker, Andrea decide di intraprendere la dimensione solista e cantautoriale, mettendo a nudo la propria identità e visione musicale.

Le radici di Froyd affondano nel blues e nel rock più viscerale, attingendo alla forza espressiva e all’intensità dei grandi maestri degli anni Settanta, come Jimmy Page e Jimi Hendrix. Un legame viscerale con le sei corde nato a soli dieci anni, coltivato prima con studi privati e poi perfezionato presso la prestigiosa scuola milanese NAM. La voce arriva più tardi, durante i mesi di isolamento della pandemia: una pausa forzata trasformata nell’opportunità di esplorare, studiare e padroneggiare questo nuovo strumento espressivo.

A tracciare le coordinate stilistiche del progetto sono singoli come Déjà vu, Manifesto e Tuo, brani in cui la tecnica chitarristica si fonde con una scrittura autentica e diretta, lontana dalle formule preconfezionate.

Dietro la musica di Froyd gravita una squadra coesa che ne cura ogni dettaglio sonoro e visivo: Nubula (produzione e arrangiamenti), Eliachesuona (co-scrittura), Cecilia Miradoli e Livrea (vocal coaching), Kimerica (social media & visual identity), Ivan KP (foto e video) e The Passenger (artwork). Nelle esibizioni dal vivo, l’impatto del progetto prende corpo grazie a una band affiatata composta da Gianluca Pistani, Federico Negro, Beatrice Finiguerra e Aleister Pasciolla.

La musica di Froyd si rivolge a una generazione – in particolare a quel pubblico tra i 20 e i 35 anni – che cerca un’alternativa all’omologazione del mainstream contemporaneo. L’obiettivo è costruire un canale di condivisione autentica e umana per dare voce ad ansie, fragilità e speranze generazionali. Per Andrea vivere esclusivamente di musica non è una semplice ambizione, ma l’unica strada possibile per dare voce a ciò che è.

“Icaro” è il nuovo singolo di Froyd, disponibile su tutte le piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 25 settembre 2026.

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Il ritorno degli U-MAN: esce “Very”, una ballad pop rock sul destino dell’amore

La nostalgia del grande pop rock d’autore sposa la grazia della danza classica e il tomorrow della musica indipendente celebra una reunion da record assoluto di emozioni! Esce in radio e nei digital store venerdì 25 settembre 2026 “Very”, lo spettacolare nuovo singolo della band U-MAN (Red&Blue Music Relations / ADA Music Italy). Cinque amici d’infanzia si ritrovano dopo 15 anni di lontananza burocratica per dare vita a un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito, una ballata eterea in cui la pioggia lava via i traumi del passato per fare spazio a una solenne promessa di matrimonio. Il brano è accompagnato da un meraviglioso videoclip su YouTube interpretato da ballerini d’élite. Un’oasi di spensieratezza e onestà intellettuale nata per sconfiggere l’isolamento da smartphone, scoprite la recensione nel nostro articolo! 👇

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Very

Roma – Una melodia sincera, avvolgente e densa di memoria storica erompe dai laboratori della musica indipendente per invadere l’etere e curare lo scollamento emotivo del nostro tempo, dimostrando con spavaldo orgoglio che le canzoni possiedono ancora una straordinaria e intatta funzione terapeutica. I legami affettivi veri e duraturi, quando si spogliano dei vecchi e polverosi cliché industriali della produzione di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare la bellezza dell’io, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dalle nevrosi della modernità liquida. Da venerdì 25 settembre 2026, questo brivido di pura e saggia introspezione pop rock sbarca ufficialmente nella rotazione radiofonica dello Stato e su tutte le piattaforme di streaming digitale: entra in programmazione “Very”, il sognante e attesissimo nuovo singolo della band U-MAN, elargito al mercato da Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente dalla scuderia ADA Music Italy.

Il brano si configura come un viaggio onirico, lento e delicato, scritto per raccontare una storia d’amore autentica, nata dall’incontro fatidico di due persone capaci di riconoscersi fin dal primo istante come parte dello stesso identico destino. L’arrangiamento si sviluppa con una regolarità millimetrica e un comfort funzionale perfetto: le strofe iniziali cullano l’ascoltatore in una dimensione intima e priva di filtri protettivi, per poi crescere gradualmente fino al solenne fischio d’inizio del ritornello, dove l’ingresso potente di tutti i professori d’orchestra e degli strumenti rende il sound design più deciso e segna il picco emotivo della traccia, taccuino alla mano e passioni calde.

La metafora della pioggia e il videoclip con la danza classica su YouTube

L’ordito lirico di “Very” aduna le immagini più dolci della vita quotidiana rionale, utilizzando la caduta della pioggia come una potente metafora biologica di purificazione, un elemento naturale capace di lavare via i traumi e i rimorsi del passato per benedire gli ostacoli superati in totale trasparenza dalla coppia. La narrazione dei testi si spinge fino al momento solenne della promessa di matrimonio e alla ferma volontà civile di continuare a edificare un cammino comune basato sulla coesione sociale e sul rispetto reciproco, offrendo risposte flessibili contro l’isolamento e l’intolleranza della società contemporanea.

I dati della lavorazione visiva parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il videoclip ufficiale disponibile sui canali di YouTube traspone le note in immagini d’eccellenza attraverso un interplay crossmediale di devastante impatto emotivo. La logistica delle scene alterna i monitor dell’esibizione della band sul palco alle sequenze di un’intensa coreografia affidata a due ballerini di danza classica, andata già rubata negli occhi dei primi collezionisti d’arte della rete. I movimenti accademici dei danzatori mimano le diverse scadenze del rapporto — dal primo sguardo nei quartieri popolari fino alla complicità conquistata nel tempo —, dimostrando con i fatti che la danza e il pop rock possono fare squadra per dare un comfort visivo perfetto alle fragilità dell’anima, senza cedere a moralismi o paternalismi di facciata.

Dall’esodo delle carriere separate al miracolo della reunion: la biografia

La storia degli U-MAN incarna alla perfezione il merito e la tenuta etica dell’amicizia vera. La corazzata è una scuderia stanziale composta da cinque amici d’infanzia under 40 di immenso valore e portfolio di soft skill: Jacopo Di Giuseppe (voce), Luca Fareri (batteria), Sebastian Marino (tastiere), Alessandro Borgo Caratti (chitarra) e Fabio Penna (basso). Quindici anni fa i cinque decisero di trasformare i loro sogni in un progetto musicale, scrivendo decine di brani tra sale prove improvvisate nei garage della provincia e notti trascorse a far collidere le parole sul leggio dei propri spartiti. Poi, le scadenze macroeconomiche della vita e i contratti di lavoro separati li portarono lontano, spingendo le loro carriere verso città diverse dello Stato e costringendoli all’asfissia di un lungo stop, lasciando i vecchi demo chiusi nei cassetti della memoria storica.

Circa un anno fa, quasi per caso, si è compiuto il cortocircuito e il miracolo del destino: i cinque si sono ritrovati nei rioni d’origine e sono bastati pochi secondi e poche note accennate al pianoforte per capire che quel fuoco d’avanguardia non era affatto spento. «Very parla della fortuna immensa di incontrare qualcuno con cui sentirsi completi», confessa visibilmente emozionata la band, pianificando i prossimi festival autunnali del 2026. «Amare non significa affatto mostrarsi perfetti, ma scegliere consapevolmente ogni giorno di restare insieme e superare i disastri della vita». I motori di ADA Music sono caldi e i registri delle radio sintonizzati: questo fine settimana spegnete gli smartphone e lasciatevi scortare dal flusso degli U-MAN. Scoprirete che finché la nostra terra saprà cullare il talento di ragazzi capaci di ritrovarsi per cantare l’amore vero, il domani della nostra musica sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Il respiro del dream pop cancella la frenesia della metropoli: Tony Fortunato e Abigail Bignell rileggono “Sweet” tra atmosfere eteree e chitarre a specchio

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Cover di Tony Fortunato & Abigail Bignell
Redazione- Da venerdì 25 settembre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “SWEET” il nuovo singolo di TONY FORTUNATO & ABIGAIL BIGNELL per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

Con “Sweet”, l’artista rilegge il brano di Leighton Meester portandolo verso sonorità dream pop e atmosfere più sospese. Rispetto all’originale cambia soprattutto l’impostazione sonora, con un arrangiamento costruito intorno alla voce di Abigail Bignell e pensato per svilupparsi gradualmente nel corso del pezzo.

Un ruolo importante è affidato alle chitarre e all’utilizzo dell’E-bow, che contribuisce a dare maggiore profondità alla canzone. Il lavoro sul mix mette in evidenza la dinamica e la profondità della produzione, accompagnando la crescita del brano fino a un finale di maggiore intensità.

La reinterpretazione mantiene quindi il legame con “Sweet”, ma lo inserisce in una veste sonora diversa, più vicina al dream pop e all’indie.

Spiega l’artista a proposito del brano: «Per questa reinterpretazione di “Sweet”, di Leighton Meester, ho voluto esplorare una dimensione più eterea e sognante. Rispetto alla versione originale, qui la voce si muove su registri più alti e cristallini, cercando una dolcezza che non rinuncia però alla forza espressiva.

Il cuore pulsante dell’arrangiamento è dato dall’uso estensivo dell’E-bow che crea un suono simile a un violino elettrico o un coro celestiale. Ho lavorato molto sull’arrangiamento: le chitarre, sia acustiche che elettriche, e il basso danno il ritmo, ma restano un passo indietro per lasciare spazio a queste atmosfere sospese. La batteria entra solo nei momenti giusti per far crescere il brano fino al finale dal tono quasi trionfale. Risultato: si passa dall’intimità iniziale ad un’esplosione sonora che avvolge l’ascoltatore. È una versione nata per far sognare, e forse anche un po’ innamorare».

TONY FORTUNATO | BIOGRAFIA

Tony Fortunato è un polistrumentista e produttore autodidatta. Il suo percorso inizia con uno studio rigoroso della chitarra, consolidato nel tempo attraverso masterclass con turnisti di rilievo come Giorgio Secco e Luca Colombo. Questa base tecnica, maturata con disciplina e ricerca personale, è stata il punto di partenza per lo sviluppo di un profilo artistico poliedrico.

Dal 2020 intraprende una sfida totale, investendo ogni risorsa nello studio della produzione e nell’apprendimento di basso, tastiere, percussioni e tecniche di mixing. Questa evoluzione gli permette di curare il sound design e la post-produzione vocale per progetti internazionali, inclusa la collaborazione del 2024 con l’attrice statunitense Katie Chonacas (nota per il ruolo di protagonista del video ufficiale di “Who Knew” di P!nk e per i suoi ruoli cinematografici hollywoodiani e in celebri serie TV). Per l’artista, Tony firma la produzione sonora del singolo poetico “Last Train to Paris” e della raccolta multimediale “Reflections of an Actor”, posizionandosi come uno dei pochi produttori italiani con un’esperienza reale e documentata nella sonorizzazione di NFT internazionali e opere audio-visive di nuova generazione nell’ecosistema Web3.

La sua crescita artistica passa attraverso la sperimentazione visiva e sonora su YouTube e la pubblicazione di lavori come “Night Shift”, fino alla creazione di un network globale. Oggi coordina collaborazioni internazionali di prestigio, come quelle nell’album “Leave the World Behind”, che vanta i contributi di Jaidy Zavala, Vimoksha (Emina Bajtarević; Golden Buzzer a Croatia’s Got Talent, 2023), Angarita (artista colombiana dal forte potenziale internazionale) e Abigail Bignell.

Il 2026 segna l’uscita del nuovo EP di 6 tracce, Blueprint: una sintesi tra anima Urban-Pop, inediti di ricerca e cover reinterpretate con un sound cross-culturale. Per questo progetto, l’artista sceglie di elevare ulteriormente lo standard qualitativo affidando il mix e il mastering a un team di eccellenze mondiali, collaborando con sound engineer del calibro di Mariano Beyoglonian (vincitore di due Latin Grammy), Romuald Klemm (Warner e Universal Music), Jimmy Cucchiara e Fabio Maiorano.

Le sue reference musicali delineano un profilo artistico curioso e stratificato, che spazia dal rock e pop internazionale di band come Avenged Sevenfold, Dire Straits, Led Zeppelin e Fleetwood Mac fino alle ritmiche funk di Nile Rodgers. Fondamentale è l’influenza di Armik per la fusione di gipsy jazz e flamenco, a cui si uniscono il pop colto degli ABBA, dei Supertramp, degli Steely Dan, Daft Punk, Anderson .Paak e le tendenze globali del J-Pop/Rock contemporaneo (Zutomayo, Yoasobi) e del jazz (Chet Baker, Miles Davis). Nella sua discografia spiccano brani come “Desde cero” (Semifinalista all’International Songwriting Competition), “En su lugar”, “Departed”, “Same sun” e “Fly me to the moon”.

L’artista opera come supervisore artistico del progetto coordinando in totale indipendenza creativa un network globale di professionisti e curando personalmente l’estetica visuale. Il suo target di riferimento è un pubblico curioso e cosmopolita compreso nella fascia 18-40 anni. Attraverso la sua musica punta a raccontare l’emozione pura catturata nell’istante creativo, con l’obiettivo di affermarsi nel panorama Urban Pop internazionale nel biennio 2026-2027.

Dopo “She” e No pasó nada”, “Sweet” è il nuovo singolo di Tony Fortunato & Abigail Bignell disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 25 settembre.

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