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L’AQUILA SI ACCENDE CON “MULTIVERSO CANADÀ”: MUSICA, SPORT E IL RITORNO DI DITONELLAPIAGA NEGLI SPAZI UNIVERSITARI

🚀 Dalla musica di Ditonellapiaga alla realtà virtuale: il 26 maggio il Centro Canadà diventa un “Multiverso”! Un’intera giornata gratuita di sport, arte e concerti per vivere L’Aquila Capitale della Cultura insieme agli studenti. 🎶🏀✨

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L’AQUILA SI ACCENDE CON “MULTIVERSO CANADÀ”: MUSICA, SPORT E IL RITORNO DI DITONELLAPIAGA NEGLI SPAZI UNIVERSITARI

Redazione-  L’università esce dalle aule e abbraccia la città in un’esplosione di creatività, energia e condivisione. Il prossimo 26 maggio, il Centro polifunzionale Canadà di Coppito si trasformerà nel cuore pulsante de L’Aquila con “Multiverso Canadà”, un evento straordinario promosso dall’Azienda per il diritto agli studi universitari (ADSU). Inserita nella cornice del COOLture Fest 2026, la manifestazione promette una maratona di dodici ore – dalle 9 del mattino fino a notte fonda – dedicata alla musica, all’arte e alla socialità.

Un campus senza confini

L’iniziativa non è solo una festa, ma un tassello fondamentale nel percorso che vede L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: abbattere i muri invisibili tra mondo accademico e cittadinanza, trasformando il Centro Canadà in un laboratorio sociale a cielo aperto.

«Vogliamo vivere gli spazi universitari come luoghi aperti alla comunità, alla creatività e alla partecipazione», spiega con entusiasmo Marica Schiavone, presidente di ADSU L’Aquila. «Multiverso Canadà nasce per valorizzare il Centro polifunzionale non solo come erogatore di servizi, ma come spazio vivo, capace di ospitare cultura e rafforzare il legame tra studenti e territorio».

Il grande colpo: Ditonellapiaga inaugura il tour estivo

Il momento più atteso della giornata sarà senza dubbio il concerto gratuito di Ditonellapiaga. La cantautrice romana, reduce dal successo dell’ultimo album “Miss Italia” e dall’energia travolgente portata sul palco di Sanremo con il brano “Che fastidio!”, ha scelto proprio L’Aquila per inaugurare il suo tour estivo 2026. La sua performance, prevista negli spazi esterni del Centro, promette di richiamare fan da tutto l’Abruzzo, unendo il pop sofisticato a una presenza scenica magnetica.

Ma la musica sarà protagonista per l’intera giornata: dalle collaborazioni con il Conservatorio statale “Alfredo Casella” alle esibizioni di band emergenti, ogni angolo del campus vibrerà di note differenti.

Arte, benessere e realtà virtuale

Non solo note, ma anche immagini e riflessioni. L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila curerà installazioni e performance artistiche, portando i linguaggi della creatività contemporanea direttamente tra gli studenti.

Un aspetto innovativo dell’evento sarà dedicato al benessere psicologico. Grazie al progetto “Sacs Univaq”, i partecipanti potranno sperimentare percorsi di mindfulness e gestione dell’ansia attraverso l’uso della realtà virtuale, un approccio d’avanguardia per rispondere alle sfide emotive che spesso accompagnano la vita universitaria.

Sport e solidarietà: il gioco che unisce

Per chi ama l’azione, il programma sportivo è ricchissimo: tornei di basket, pallavolo, ping pong, calcio balilla e freccette animeranno il pomeriggio. Spazio anche al movimento con circuiti funzionali e balli caraibici.

Menzione speciale per il “Charity Pro Pong”, un format che unisce il divertimento del ping pong alla solidarietà, dimostrando come lo sport possa essere un potente veicolo di raccolta fondi e impegno civile. Tra un match e l’altro, il pubblico potrà godersi aree food e stand enogastronomici, prima di chiudere la serata con le atmosfere suggestive del DJ Silent.

Una visione per il futuro

«Il Centro Canadà si conferma una struttura strategica», conclude il direttore di ADSU, Michele Suriani. «Questa giornata dimostra che servizi e produzione culturale possono convivere, favorendo un’interazione reale tra studenti e cittadini».

L’ingresso a tutti gli appuntamenti di “Multiverso Canadà” è libero e gratuito fino a esaurimento posti. Un’occasione imperdibile per scoprire una L’Aquila vibrante, giovane e pronta a prendersi la scena culturale nazionale.

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Scuola a Roma: svolta storica e iniziativa d’oro con i laboratori gratuiti nei municipi

La magia della Casina di Raffaello viaggia nei quartieri di Roma con il progetto gratuito IEP!. Cinque giornate straordinarie di laboratori d’arte, letture animate e giochi ispirati al metodo di Bruno Munari per bambini da 0 a 6 anni e le loro famiglie. Scopri il calendario completo e come prenotare i posti 👇

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lab disegno

Roma – Immaginate lo stupore radioso negli occhi di un bambino piccolo che, toccando semplicemente un foglio di carta ruvida o intrecciando un filo di lana colorata, scopre per la prima volta la meraviglia della creazione e del gioco condiviso. Tra le mura domestiche e nei quartieri della nostra Capitale si consuma spesso un dramma invisibile fatto di solitudini digitali, dove i tablet e gli schermi freddi dei telefoni rischiano di anestetizzare la fantasia e la manualità innata delle nuove generazioni. Offrire ai più piccoli uno spazio protetto di libertà espressiva, in cui poter sporcare le mani di colore e sperimentare la fisicità degli elementi naturali, rappresenta un atto d’amore e di profonda pedagogia del cuore, capace di curare le fragilità sociali dei territori.

Per rispondere con forza a questa cruciale sfida educativa e favorire la coesione all’interno delle famiglie, l’amministrazione capitolina scende in campo con una straordinaria e imponente mobilitazione culturale itinerante. Dal 10 al 24 ottobre 2026 prenderà ufficialmente il via una rassegna d’oro di cinque giornate interamente gratuite dedicate ai giochi, ai laboratori e alle attività creative per la primissima infanzia. Il progetto, battezzato “IEP! Interesse Educativo Prioritario”, vedrà la partecipazione eccezionale della celebre Casina di Raffaello che, per la prima volta nella sua storia recente, abbandonerà la sua storica sede di Villa Borghese per mettersi in viaggio verso le periferie della città.

Il metodo di Bruno Munari viaggia nei territori della Capitale

Il cuore pulsante di questa splendida avventura didattica si sviluppa intorno ai concetti cardine di filo, carta, segni, forme e natura, interamente ispirati alla rivoluzionaria ricerca pedagogica del maestro Bruno Munari. Ad accompagnare i passi dei bambini e dei loro genitori in questo cammino di crescita interiore sarà una parola nuova e dal forte impatto emotivo: “Giocandoscoprendo”. Si tratta di un neologismo puro che unisce l’energia del gioco, il fascino della scoperta e la concretezza del fare manuale, sintetizzando lo spirito di un’iniziativa nata per stimolare la curiosità innata dei più piccoli attraverso l’esperienza e l’osservazione diretta del mondo circostante.

La progettazione dei laboratori creativi è stata affidata al talento e alla sensibilità di Silvana Sperati, nota lab designer, scrittrice e formatrice, nonché allieva diretta e stretta collaboratrice di Bruno Munari durante la sua feconda esistenza. Il programma quotidiano prevede l’attivazione di sette laboratori specialistici della durata di 45 minuti ciascuno, rivolti specificamente alla fascia d’età compresa tra i 3 e i 6 anni. In contemporanea, dalle ore 10:00 alle 18:00, verrà allestita un’accogliente e morbida area protetta dedicata esclusivamente ai piccolissimi da 0 a 3 anni, arricchita da letture animate e giochi sensoriali pensati per cullare i loro primi passi nella società.

Un’alleanza tra genitori ed educatori per costruire comunità educanti

L’iniziativa scavalca i confini del puro intrattenimento per l’infanzia, configurandosi come un moment prezioso di alta formazione e confronto per gli adulti. Durante i vari appuntamenti, Silvana Sperati sarà a completa disposizione di mamme, papà, insegnanti delle scuole dell’infanzia ed educatrici dei nidi per condividere riflessioni, strumenti pratici ed esperienze metodologiche legate alla ricerca del fare. Sarà un’occasione informale e intima per approfondire le infinite trasformazioni della carta, le possibilità espressive dello strumento grafico e i segreti per insegnare ai bambini il rispetto profondo della natura attraverso il disegno spontaneo.

L’Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli, ha commentato con orgoglio l’avvio della manifestazione, sottolineando come la scelta strategica del progetto IEP! sia quella di investire maggiori risorse pubbliche, derivanti dai fondi PN Metro Plus, proprio laddove le opportunità educative e culturali di qualità sono tradizionalmente meno accessibili per le famiglie comuni. Far viaggiare la bellezza e l’eccellenza didattica della Casina di Raffaello all’interno dei quartieri popolari significa allargare i diritti dei cittadini, combattere le disuguaglianze e gettare le basi per un futuro basato sulla solidarietà e sul riscatto sociale.

La mappa dei cinque municipi coinvolti e le modalità di partecipazione

La carovana della creatività toccherà cinque diversi municipi romani con tappe programmate durante i fine settimana di ottobre. Si comincia sabato 10 ottobre 2026 nel XV Municipio a Labaro, presso la Scuola dell’Infanzia “Il Trenino” in Largo Foppolo 11, per poi spostarsi domenica 11 ottobre 2026 nel V Municipio a Quadraro/Torpignattara, nella splendida cornice verde di Villa de Sanctis su Via Casilina 665. Il fine settimana successivo vedrà i laboratori sbarcare sabato 17 ottobre 2026 a Ostia Nord (X Municipio) sul Piazzale Centrale del Porto Turistico di Roma, con trasferimento al coperto in via Domenico Baffico in caso di pioggia, e domenica 18 ottobre 2026 nel VI Municipio a Borghesiana, presso i locali del Centro Anziani di Via Antonio Puccinelli 11.

L’ultimo atto di questa straordinaria festa itinerante della scuola si consumerà sabato 24 ottobre 2026 a Fidene (III Municipio), all’interno degli spazi didattici della Scuola dell’Infanzia “Titina de Filippo” in Viale Titina De Filippo 156. Per garantire la massima sicurezza e la perfetta riuscita delle attività, l’accesso a ogni singolo turno di laboratorio sarà limitato a un numero massimo di 20 partecipanti. La prenotazione, sebbene gratuita, è fortemente consigliata a tutte le famiglie interessate e può essere effettuata comodamente contattando il contact center cittadino, per assicurare ai propri figli un posto in prima fila in questo viaggio indimenticabile tra arte, gioco e libertà.

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Montallegro ricorda il Giudice Livatino: un emozionante evento di legalità e memoria

La memoria degli Eroi dello Stato non può e non deve morire mai! In occasione dell’anniversario della nascita del compianto Giudice Rosario Livatino (il coraggioso “giudice ragazzino” assassinato dalla mafia nel 1990 e oggi Beato), la comunità di Montallegro (Agrigento) si è stretta in un abbraccio commosso e solenne, in un evento organizzato dal Circolo Culturale “Giovanni Meli”. Una serata densissima di emozioni, in cui i racconti e le ricostruzioni di esperti Magistrati si sono fusi con le memorie dolcissime, intime e strappalacrime di chi, come il Prof. Palilla, di Livatino era stato compagno di scuola! A chiudere l’evento, tra il canto dell’Inno d’Italia e poesie, è stato il vibrante appello di Giuseppe Iatì: “Abbiamo il dovere morale di educare i giovani alla legalità nelle scuole e di custodire e tramandare gli insegnamenti lasciati dai Giudici Livatino e Antonino Saetta”. Un messaggio potentissimo per non arrendersi mai alla criminalità! Voi lo ricordate?👇

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Montallegro, in ricordo del giudice Livatino

Montallegro (Agrigento) – Ci sono vite, spezzate troppo presto dalla violenza brutale, cieca e vigliacca della criminalità organizzata, che continuano inesorabilmente a brillare e a indicare la strada giusta, trasformandosi nel tempo in fari luminosi e incrollabili per le coscienze delle nuove generazioni. Una di queste vite, silenziosa, devota al dovere e immensamente coraggiosa, è senza ombra di dubbio quella del Giudice Rosario Angelo Livatino, il celebre e compianto “giudice ragazzino” assassinato spietatamente dalla Stidda agrigentina nel 1990 e oggi elevato agli onori degli altari come Beato martire per la giustizia e per la fede. Ed è proprio per onorare e mantenere viva, ardente e intatta la memoria e l’eredità morale di questo formidabile e integerrimo eroe dello Stato, che la comunità di Montallegro si è stretta in un abbraccio solenne, commosso e densissimo di significato. Lo scorso 3 ottobre, in felice concomitanza con la data di quello che sarebbe stato il settantaquattresimo compleanno e l’anniversario della nascita del valoroso magistrato siciliano, l’attivissimo “Circolo Culturale Giovanni Meli Montallegro APS” ha voluto farsi promotore e organizzatore di un evento celebrativo di altissima caratura civica, intellettuale ed emotiva interamente a lui dedicato. Una serata in cui la riflessione giuridica si è sapientemente fusa con la memoria più intima, la poesia e l’inestinguibile speranza nel riscatto definitivo e totale della terra di Sicilia dalle antiche catene dell’oppressione mafiosa.

Le testimonianze: tra inquadramento storico e ricordi privati del Giudice

La conduzione del prestigioso e partecipatissimo appuntamento civico è stata affidata all’impeccabile e sensibile professionalità della Dott.ssa Margherita Trupiano, che ha saputo tessere magistralmente i fili di un racconto capace di esplorare e ripercorrere l’intera, complessa e fulgida vita e l’operato instancabile del Giudice.
Il cuore pulsante dell’evento è consistito nella formidabile capacità di fondere senza forzature il freddo e drammatico inquadramento storico-giudiziario dell’epoca con le memorie umane, personali e fragili di chi lo aveva conosciuto da vicino. A dipingere il doloroso e complicato quadro della guerra di mafia che insanguinava la provincia di Agrigento in quegli anni difficili ci hanno pensato figure istituzionali e giuridiche di grandissimo spessore. Al tavolo dei relatori si è distinto il potente intervento del Dott. Ottavio Sferlazza, esperto Magistrato ed ex Procuratore della Repubblica di Palmi, figura abituata a vivere da decenni in trincea contro i clan. Al suo fianco, l’Avv. Diego Guadagnino ha invece curato la preziosa e accurata ricostruzione sociologica del contesto civile di quegli anni bui, affiancato dalle preziose e profonde riflessioni giuridiche portate dal Magistrato Dott. Francesco Provenzano. Ma il momento in assoluto più toccante, intimo e carico di un’emotività palpabile nell’aria, è stato garantito dalla presenza preziosissima del Prof. Giuseppe Palilla, non solo stimato presidente della benemerita associazione “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino”, ma soprattutto ex compagno di banco e di scuola del magistrato martire. I suoi aneddoti giovanili hanno restituito al pubblico l’immagine di un Rosario umano, schivo ma determinato, un ragazzo dal volto pulito che aveva scelto la strada della legge per amore assoluto e incondizionato verso la giustizia e verso la propria terra.

Il valore dell’educazione nelle scuole e il messaggio di Giuseppe Iatì

Ma ricordare sterilmente il passato, per quanto eroico e doloroso possa essere stato, non è sufficiente se il messaggio non viene vigorosamente piantato come un seme nelle coscienze acerbe dei giovani di oggi, per costruire il futuro.
È stato questo il perno centrale, focale e illuminante dell’acclamato intervento del Prof. Vito Salvaggio, il quale ha ricordato e ribadito a gran voce l’importanza cruciale e vitale dell’educazione alla legalità all’interno delle scuole. Solo strappando fisicamente e culturalmente le nuove generazioni al fascino perverso dei disvalori mafiosi, lo Stato potrà dire di aver vinto definitivamente la guerra e aver onorato il sacrificio estremo di Livatino. Ad arricchire, impreziosire ed elevare ulteriormente il livello dell’incontro ci hanno pensato i delicatissimi e potenti momenti artistici previsti dal programma: il folto pubblico si è alzato in piedi per ascoltare con solenne e commosso rispetto l’Inno d’Italia, interpretato e cantato dalla maestosa e brividante voce della Prof.ssa e soprano Fiammetta Bellanca, seguita a ruota dalla sentitissima e vibrante declamazione di una poesia inedita composta appositamente per l’occasione dalla sensibile penna della Prof.ssa Giuseppina Mira. A chiudere il cerchio perfetto e magico della serata, prendendo la parola tra gli ospiti illustri, è stato l’attore, poeta e infaticabile presidente del Circolo Culturale Giovanni Meli, Giuseppe Iatì. Con parole scolpite, nette e cariche di profonda responsabilità civica, Iatì ha posto ancora una volta, con forza, l’attenzione su un dovere morale ineludibile per tutti noi: l’importanza vitale di custodire ostinatamente e tramandare instancabilmente, di padre in figlio, la memoria cristallina e i preziosi insegnamenti lasciatici in dolorosa eredità da figure titaniche ed eroiche come il Giudice Rosario Livatino e l’altrettanto indimenticabile e integerrimo Giudice Antonino Saetta (anch’egli assassinato dalla mafia). Perché un popolo senza memoria è, inevitabilmente e tragicamente, un popolo senza alcun futuro.

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Keith Haring a Roma: a Palazzo Braschi la grande mostra sul genio pop

Siete pronti a tuffarvi nell’energia folle, coloratissima e ribelle della New York degli anni ’80? La Capitale si prepara al grande evento artistico dell’anno! Da domani (6 ottobre 2026) fino all’11 aprile 2027, il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospiterà una gigantesca, clamorosa mostra dedicata al genio indiscusso di Keith Haring! Oltre 140 capolavori, provenienti eccezionalmente dalla Nakamura Collection, racconteranno la parabola bruciante del ragazzo che inventò il “Bambino Radiante” e i cani che abbaiano, partendo dai disegni a gessetto nella metropolitana. Una mostra che scava nell’anima dell’artista (morto tragicamente a soli 31 anni per l’AIDS), celebrando le sue lotte politiche, l’amore per l’Italia e la sua grande convinzione: “L’arte deve essere per tutti!”. All’inaugurazione, il cortile del Palazzo diventerà un club anni ’80 con le storiche musiche del Paradise Garage di NY! Info, orari e curiosità nel nostro speciale👇

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Keith Haring a Roma

Roma – «L’arte è vita. La vita è arte. L’importanza di entrambe è esagerata e fraintesa». Basterebbero forse queste poche, fulminanti e provocatorie parole per racchiudere l’essenza inquieta, geniale e inafferrabile di Keith Haring, il ragazzo prodigio di Kutztown che con un gessetto bianco riuscì a piegare al suo volere la titanica e feroce New York degli anni Ottanta. Ed è proprio per celebrare questo genio indiscusso, capace di fondere la strada con le gallerie d’arte, che la Capitale si prepara ad accogliere uno degli eventi espositivi più attesi, vibranti e imponenti della stagione culturale europea. A partire da domani, martedì 6 ottobre 2026, e fino all’11 aprile 2027, le prestigiose, austere e storiche sale del Museo di Roma a Palazzo Braschi spalancheranno le proprie porte per ospitare una gigantesca retrospettiva dedicata proprio a Keith Haring. La mostra, curata magistralmente da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, è promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina) ed è stata resa possibile grazie alla sinergia con MondoMostre e Zètema. Il cuore pulsante dell’esposizione è rappresentato da un tesoro inestimabile: oltre 140 opere e materiali rarissimi concessi eccezionalmente in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection (la più grande raccolta mondiale dedicata all’artista), arricchiti da fondamentali prestiti pubblici e privati. Il pubblico romano e internazionale sarà letteralmente travolto da un caleidoscopio cromatico ed emotivo fatto di stampe, opere su carta, sculture e poster storici.

Dal gessetto in metropolitana al legame viscerale con l’Italia

L’affascinante percorso espositivo allestito a Palazzo Braschi è stato concepito come un intenso viaggio a ritroso, un tuffo nel cuore di un mito generazionale.
La mostra prende le mosse proprio dalle radici più profonde del successo di Haring: la strada e il sottosuolo metropolitano. Nella turbolenta, violenta e affascinante New York degli anni ’80 – una metropoli pre-digitale segnata dal degrado urbano, ma che fungeva da irripetibile incubatore per l’hip-hop e la street art – Haring iniziò a tracciare i suoi celebri Subway Drawings. Un pezzo di gesso bianco sui pannelli pubblicitari neri e vuoti della metro si trasformava quotidianamente in un vero e proprio “miracolo pubblico”. Ma prima di consacrarsi come icona planetaria assoluta, Haring strinse un legame fortissimo, carnale e indelebile con l’Italia. La mostra ripercorre le tappe fondamentali di questo amore tricolore: dalla primissima personale italiana alla Galleria Lucio Amelio di Napoli nel 1983 (con l’opera per Terrae Motus), al coloratissimo flagship store Fiorucci a Milano, fino ad arrivare proprio a Roma, dove nel 1984 dipinse un murale titanico (oggi purtroppo perduto) sulla facciata del Palazzo delle Esposizioni. A testimonianza del suo soggiorno romano, i visitatori di Palazzo Braschi potranno ammirare pezzi unici e sorprendenti, come una motocicletta Yamaha interamente dipinta a mano dall’artista proprio nella Città Eterna. Il viaggio italiano di Haring si sarebbe poi concluso malinconicamente, ma gloriosamente, nel 1989 a Pisa, con l’immenso murale Tuttomondo, il suo ultimo testamento spirituale e pubblico lasciato in dono all’umanità prima della tragica e prematura scomparsa.

Un alfabeto universale contro lo stigma, l’apartheid e l’AIDS

Proseguendo tra le sale, la mostra svela tassello dopo tassello la potenza rivoluzionaria della vera e propria “grammatica visiva” inventata dal genio americano.
Attraverso la celebre serie Icons del 1990, il pubblico ritroverà le figure che hanno segnato un’epoca: il Bambino Radiante (Radiant Baby), il Cane che abbaia, l’Angelo e l’Uomo Alato. Questo alfabeto, apparentemente semplice, infantile e pop, nascondeva in realtà un’urgenza politica e sociale devastante. Nella sezione dedicata all’impegno civile, opere iconiche come Free South Africa, Crack Down! e Safe Sex! testimoniano come Haring abbia trasformato la sua arte in un megafono globale contro il razzismo, la guerra nucleare e lo stigma mortale dell’AIDS. La mostra tocca poi vertici di altissima commozione nella sezione “Radiant Eros – Celebrate Life”, dove le opere realizzate con pigmenti fluorescenti illuminati da luce nera celebrano la gioia di vivere e il corpo come ultimo, disperato atto di resistenza contro la malattia. Il percorso culmina infine con le maestose e dolenti Apocalypse e Altarpiece: The Life of Christ. In queste ultime opere, un Haring ormai divorato dalla malattia e consapevole della propria fine imminente, guarda in faccia la morte, affidandosi alla forma classica della pala d’altare cristiana per una sua personalissima, estrema e toccante riflessione sulla fede e sulla trascendenza.

“L’arte è per tutti”: il messaggio immortale celebrato da Roma

L’intera operazione culturale ruota attorno a un unico, ostinato e rivoluzionario dogma che Keith Haring ha perseguito fino al suo ultimo respiro: «Il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti».
A ribadire la forza di questo messaggio è intervenuto Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale: «Questa esposizione rende omaggio non solo all’artista e alle sue opere, ma anche al concetto di “opera artistica pubblica”. La conquista della città di Keith Haring ha avuto un impatto ovunque abbia lasciato qualcosa del suo lavoro, diffondendo un messaggio su larga scala: l’arte e la cultura sono per tutti». Smeriglio ha poi ringraziato sentitamente la Nakamura Keith Haring Collection per aver permesso di ricostruire in modo così completo la vita di un artista spentosi tragicamente a soli 31 anni. Per celebrare l’apertura della mostra con la giusta dose di energia anni ’80, il cortile monumentale di Palazzo Braschi si trasformerà in un gigantesco dancefloor grazie al dj set di Corrado Rizza, storico della club culture, che farà risuonare tra i marmi romani le indimenticabili sonorità della house music del Paradise Garage di New York, il leggendario club dove Keith Haring ballava e trovava ispirazione. Un appuntamento imperdibile (visitabile fino all’11 aprile 2027) per riscoprire un’anima che ha colorato, letteralmente, il mondo.

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