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Territorio

Patata del Fucino IGP: scatta l’assedio all’Aquila per salvare l’identità dell’oro giallo

3. L’eccellenza della terra scende in piazza: il Consorzio di Tutela Patata del Fucino IGP lancia l’appello ai produttori per invadere il Villaggio Coldiretti all’Aquila. Una tre giorni straordinaria in Piazza Duomo per difendere l’identità dell’agricoltura abruzzese, raccontare la fatica dei campi e valorizzare il marchio IGP nell’anno di L’Aquila Capitale della Cultura. Scopri l’evento 👇

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Patate

L’Aquila – Immaginate la terra umida che si spacca sotto il peso delle mani callose, quelle mani che da generazioni ripetono lo stesso antico gesto per estrarre dal suolo un tesoro nascosto. Esiste una fatica silenziosa, fatta di albe gelide e pomeriggi infuocati, che non si arrende davanti alle sfide del mercato e della modernità selvaggia. È il lavoro nei campi del Fucino, un legame viscerale e indissolubile tra l’uomo e la natura, dove ogni singolo solco racconta una storia di sacrificio, di riscatto e di orgoglio contadino che rischia di perdersi se non viene protetto e gridato a gran voce.

Questo patrimonio di identità e resistenza rurale è pronto a scendere in piazza nel capoluogo abruzzese in una cornice straordinaria. Il Consorzio di Tutela Patata del Fucino IGP ha annunciato ufficialmente la sua presenza al Villaggio Coldiretti dell’Aquila, la grande kermesse intitolata “La piazza dell’agricoltura, dei Territori e delle comunità rurali”. La manifestazione si svolgerà da venerdì 9 a domenica 11 ottobre 2026, accendendo i riflettori nel cuore pulsante di Piazza Duomo dalle ore 9.00 fino alle 22.00, per una tre giorni che si preannuncia ad altissima intensità emotiva e culturale.

La vetrina d’Abruzzo nell’anno della Capitale della Cultura

L’appuntamento assume una rilevanza strategica senza precedenti poiché cade proprio nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Questa coincidenza temporale trasforma l’evento in un palcoscenico unico, capace di dimostrare al mondo intero come la vera cultura di un territorio non sia fatta solo di monumenti e musei, ma risieda soprattutto nelle sue radici agricole, nelle sue filiere e nelle comunità che custodiscono i segreti della terra. Portare l’oro giallo del Fucino nel centro storico aquilano significa rivendicare il valore sacro del cibo come elemento identitario inscindibile dalla storia locale.

La partecipazione attiva del Consorzio rappresenta la risposta più forte per far conoscere, valorizzare e difendere la Patata del Fucino IGP dalle minacce delle contraffazioni e della svalutazione commerciale. Il prodotto diventa così il simbolo e l’espressione massima di un territorio vocato, una piana fertile che trova nei suoi agricoltori il primo e fondamentale presidio di legalità, qualità e cura del paesaggio. Il Villaggio Coldiretti si trasformerà in un punto d’incontro diretto, dove cittadini e visitatori potranno toccare con mano l’eccellenza e ascoltare le storie di chi la terra la vive davvero.

L’appello del Consorzio: i produttori soci chiamati al fronte

Per dare forza a questa narrazione umana, il Consorzio ha lanciato una vera e propria chiamata alle armi per i propri associati, invitando i produttori soci a partecipare in prima persona e a metterci la faccia durante le tre giornate della kermesse. Non si tratta di una semplice operazione di marketing, ma di una testimonianza collettiva e necessaria. Nessun depliant o spot pubblicitario potrà mai sostituire lo sguardo fiero e le parole autentiche di chi trascorre la propria vita nei campi, curando il prodotto dalla semina fino al confezionamento.

Le parole del direttore del Consorzio, Mario Nucci, fotografano perfettamente l’urgenza e l’importanza di questo passaggio istituzionale: sono proprio le aziende e le persone che ogni giorno lavorano nel Fucino a dover testimoniare in maniera diretta l’origine e l’autenticità di una produzione che porta il nome del territorio sui mercati italiani ed europei. I soci interessati a partecipare possono già manifestare la propria disponibilità alla Direzione, che sta raccogliendo le adesioni per coordinare al meglio la logistica e la presenza sul campo, per dimostrare la compattezza dell’intera filiera.

Il valore della certificazione contro l’indifferenza del mercato

Esibirsi compatti al Villaggio Coldiretti significa trasformare una semplice partecipazione fieristica in un’occasione corale di riscatto per la Patata del Fucino IGP. Al centro del racconto che verrà offerto ai visitatori ci sarà il valore inestimabile della certificazione IGP, uno scudo normativo che garantisce al consumatore la tracciabilità totale e la qualità assoluta del prodotto, tutelando al contempo il reddito degli agricoltori dalle speculazioni che spesso affliggono il settore primario.

Il Fucino, con la sua storia millenaria di bonifiche e fatica umana, si riappropria del suo ruolo centrale nell’economia della regione. Questa tre giorni aquilana non sarà solo una celebrazione festosa, ma un momento di riflessione profonda sul futuro dell’agricoltura abruzzese. Quando i produttori e il territorio si uniscono sotto un unico vessillo, la Patata del Fucino IGP cessa di essere un semplice prodotto da banco per diventare l’emblema di un’intera comunità che non vuole arrendersi, decisa a difendere con i denti il proprio futuro economico e la propria dignità professionale.

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La Ciociaria punta alla Bandiera Arancione: il turismo nei borghi per salvare l’entroterra dallo spopolamento

I meravigliosi borghi antichi della Ciociaria lanciano la sfida per il futuro e si preparano a conquistare l’Italia e i turisti stranieri! Presentato venerdì a Frosinone l’ambiziosissimo progetto per ottenere la famosa “Bandiera Arancione” (il prestigioso marchio di altissima qualità turistico-ambientale assegnato dal Touring Club Italiano). L’iniziativa, nata dalla sinergia tra Camera di Commercio, Azienda Speciale Informare e Touring Club, punta a trasformare l’entroterra di Frosinone e Latina in una meta turistica d’eccellenza, valorizzando enogastronomia, storia e natura. L’obiettivo? Frenare l’invecchiamento demografico e lo spopolamento creando lavoro vero! Il consigliere provinciale e dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, è stato chiarissimo nel suo intervento: “Le aree interne devono tornare protagoniste assolute. La Bandiera Arancione non è solo una bella targa, ma un potentissimo strumento economico per creare nuove opportunità imprenditoriali e convincere i nostri giovani a restare e investire in Ciociaria!”. Leggete l’articolo per capire come il rilancio del turismo “lento” e sostenibile cambierà il volto della regione. E a proposito di turismo lento e natura, qual è il modo migliore per esplorare borghi storici, salite e paesaggi collinari senza inquinare e senza stancarsi? Scoprite su Amazon l’incredibile Bicicletta Elettrica a pedalata assistita in super sconto, per vere gite fuori porta a cinque stelle! 👇

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Quadrini

Frosinone – Il futuro economico, demografico e turistico della meravigliosa Ciociaria non passa soltanto dai grandi centri urbani o dalle aree industriali, ma si gioca soprattutto sulle pietre antiche dei suoi piccoli centri. I borghi storici, le tradizioni secolari e un patrimonio paesaggistico e culturale ancora straordinariamente intatto conservano infatti enormi e inespresse potenzialità di sviluppo per l’intera regione. Valorizzare con intelligenza queste risorse, innalzare vertiginosamente la qualità dell’accoglienza e costruire finalmente un’offerta turistica integrata, capace di attrarre visitatori italiani e stranieri durante tutto l’arco dell’anno: sono questi gli ambiziosissimi obiettivi del progetto «Viaggio nell’entroterra delle province di Frosinone e Latina: un percorso verso la Bandiera Arancione». L’iniziativa strategica è stata ufficialmente presentata venerdì 9 ottobre 2026 presso la prestigiosa Sala «Benito Stirpe» della Camera di Commercio di Frosinone, alla presenza di figure istituzionali di spicco, amministratori locali e operatori turistici del territorio.

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La Bandiera Arancione: molto più di una targa turistica

L’iniziativa nasce da un’inedita e virtuosa collaborazione istituzionale fra la Camera di Commercio Frosinone Latina, l’Azienda Speciale Informare e l’autorevolissimo Touring Club Italiano. Ma cos’è esattamente la Bandiera Arancione? Si tratta del prestigioso marchio di qualità turistico-ambientale che il Touring Club attribuisce in esclusiva ai piccoli centri dell’entroterra (con meno di 15.000 abitanti) che si distinguono a livello nazionale per l’eccellenza dell’accoglienza, per la valorizzazione impeccabile del patrimonio storico locale e per la rigida attenzione alla sostenibilità ambientale. Per i borghi della Ciociaria, tuttavia, non si tratta affatto di ottenere una semplice targa da apporre all’ingresso del paese. È l’inizio di un severo percorso di miglioramento strutturale dei servizi turistici, della ricettività, della pulizia urbana, dell’accessibilità per i disabili e della reale capacità dei territori di presentarsi e imporsi sul competitivo mercato nazionale e internazionale. Il patrimonio storico e artistico (con i suoi castelli e abbazie), l’enogastronomia di altissima qualità e le produzioni artigianali diventano le fondamenta sulle quali costruire nuove opportunità imprenditoriali, offrendo un’alternativa vitale, specialmente per le giovani generazioni, all’emigrazione verso le grandi metropoli.

Gianluca Quadrini: “Le aree interne tornino assolute protagoniste”

A sottolineare con forza l’importanza vitale di questa scommessa è intervenuto Gianluca Quadrini, dinamico consigliere provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Nel suo appassionato discorso, Quadrini ha espresso sincero apprezzamento per la sinergia istituzionale che ha reso possibile il progetto, ringraziando pubblicamente il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, per “la visione lungimirante e la costante attenzione rivolta alla crescita del nostro tessuto economico”, estendendo il plauso anche al presidente dell’Azienda Speciale Informare, Antonello Testa. «La presenza e il supporto tecnico di una realtà così prestigiosa come il Touring Club Italiano rappresentano un’occasione d’oro, forse irripetibile, per accendere i riflettori su scala nazionale e internazionale sul nostro inestimabile patrimonio storico, artistico ed enogastronomico», ha dichiarato il consigliere provinciale. Da dirigente ANCI, Quadrini ha poi rilanciato l’allarme sociale: «La tutela e il rilancio delle aree interne costituiscono per noi una priorità assoluta di mandato. La Bandiera Arancione è uno strumento economico potente che stimola la partecipazione attiva delle comunità, creando vere opportunità lavorative per i nostri giovani e per le imprese del territorio. Fare rete tra i Comuni è la chiave vincente per il definitivo salto di qualità».

La cura contro lo spopolamento: dal turismo all’occupazione reale

La conferenza, moderata con consueta professionalità dalla nota giornalista Rai Roberta Ammendola, ha visto la partecipazione tecnica di esperti come Laura Agretti (area Certificazioni del Touring Club Italiano) e Vincenzo Di Lucia. Tutti hanno concordato sul punto nevralgico: il progetto interviene su quella che è, senza alcun dubbio, l’emergenza più silenziosa e drammatica della Ciociaria e della provincia pontina: il progressivo invecchiamento della popolazione, la fuga dei cervelli e l’impossibilità di mantenere aperti i servizi essenziali nei piccoli paesi. Un turismo capace di generare presenze stabili (superando la logica dannosa del “mordi e fuggi” della gita domenicale) può sostenere concretamente alberghi diffusi, bed and breakfast, trattorie tipiche, aziende vinicole e olearie e botteghe artigiane. L’obiettivo, sfidante ma a portata di mano, è trasformare finalmente le antiche bellezze architettoniche e i sentieri immersi nella natura in economia reale e occupazione stabile, facendo sì che i giovani ciociari non scelgano più di restare per rassegnazione, ma lo facciano per investire fieramente e con successo sul proprio futuro.

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Alba Adriatica accende i riflettori su Gaza: la mostra “I Grant You Refuge” e le testimonianze dal fronte

La cruda realtà della guerra vista attraverso gli occhi di chi vive ogni giorno sotto i bombardamenti. A partire da domenica 11 ottobre, la cittadina di Alba Adriatica (presso gli spazi di Villa Flaiani) ospiterà “I Grant You Refuge” (Ti concedo rifugio), un’emozionante e durissima mostra fotografica che raccoglie gli scatti inediti di sei eroici fotoreporter operanti direttamente all’interno della Striscia di Gaza. Organizzata dal Collettivo Vibrata per la Palestina, l’esposizione (a ingresso libero e gratuito) documenta la distruzione, ma soprattutto la straordinaria e commovente resilienza della popolazione civile palestinese. L’iniziativa non si limiterà alle fotografie: per tutto il mese di ottobre, nei fine settimana, la mostra sarà accompagnata da un fitto calendario di incontri, dibattiti e videocollegamenti internazionali con giornalisti da Gaza e attivisti dai campi profughi della Cisgiordania (come il Lajee Centre del campo di Aida). Un appuntamento di altissimo valore civico e umano, pensato per tenere alta l’attenzione mediatica internazionale sulla tragedia in corso e riflettere sull’importanza dell’informazione indipendente. L’inaugurazione ufficiale, con i primi videocollegamenti in diretta con l’ideatore Paolo Patruno e il curatore Shadi Al-Tabatibi, è fissata per domenica 11 ottobre alle 16:30. Vi invitiamo a leggere l’articolo completo per conoscere l’intero, ricchissimo programma degli appuntamenti previsti fino al 31 ottobre.

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Locandina evento Alba Adriatica

Alba Adriatica (TE) – In un’epoca in cui i conflitti internazionali rischiano di essere assorbiti e banalizzati dal flusso continuo e anestetizzante dei social network o dalle fredde statistiche dei notiziari televisivi, il ruolo del giornalismo e dell’attivismo sul territorio diventa di vitale importanza per restituire un volto umano alla tragedia. Con questo preciso intento, a distanza di appena un mese dalla partecipatissima passeggiata a microfono aperto che ha animato e attraversato il lungomare della cittadina abruzzese, il Collettivo Vibrata per la Palestina torna ad Alba Adriatica con una nuova e potente iniziativa. Lo scopo è accendere nuovamente e con forza i riflettori sulla drammatica situazione umanitaria in corso nella Striscia di Gaza, portando sul territorio un evento di profonda testimonianza visiva, affiancato da un fitto programma di incontri e approfondimenti storici che si estenderà per tutto il mese di ottobre.

La Mostra: gli occhi dei fotografi sotto le bombe

A partire da domenica 11 ottobre 2026, i prestigiosi spazi di Villa Flaiani (situata in Via Roma ad Alba Adriatica) apriranno le loro porte per ospitare la mostra fotografica collettiva intitolata “I Grant You Refuge” (Ti concedo rifugio). Il progetto visivo, ideato da Paolo Patruno e curato magistralmente da Shadi Al-Tabatibi, non è una semplice esposizione artistica, ma un vero e proprio urlo di dolore e di resistenza catturato attraverso gli obiettivi fotografici. L’esposizione raccoglie infatti gli scatti inediti e le testimonianze dirette di ben sei fotografi e reporter palestinesi operanti quotidianamente sul campo, tra le macerie della Striscia di Gaza: Jihad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras e lo stesso curatore Shadi Al-Tabatibi. Attraverso la lente coraggiosa e imprescindibile di questi professionisti dell’immagine, la mostra offre al pubblico abruzzese uno sguardo crudo, intimo e senza filtri sulla drammatica realtà quotidiana di un popolo sotto assedio, documentando non solo la distruzione materiale, ma anche e soprattutto la straordinaria e inossidabile resilienza della popolazione civile palestinese di fronte alla guerra.

L’Inaugurazione e il calendario degli eventi speciali

L’inaugurazione ufficiale dell’evento (rigorosamente a ingresso libero e gratuito per permettere la massima partecipazione civica) si terrà proprio domenica 11 ottobre alle ore 16:30. In occasione del taglio del nastro, il pubblico presente in sala avrà l’opportunità di assistere a due importanti momenti di approfondimento attraverso un videocollegamento diretto con l’ideatore Paolo Patruno e con il curatore Shadi Al-Tabatibi. Da quel momento, l’esposizione fotografica resterà aperta al pubblico e visitabile in tutti i fine settimana del mese, nelle giornate di sabato e domenica, con orario dalle 16:00 alle 19:30. Ma il viaggio di solidarietà e informazione organizzato dal Collettivo andrà ben oltre la semplice esposizione statica delle immagini, sviluppandosi attraverso un calendario ricchissimo di appuntamenti speciali volti a scandagliare ogni aspetto del conflitto in corso.

Resistenza, solidarietà internazionale e informazione indipendente

Il primo grande appuntamento collaterale è fissato per sabato 17 ottobre, con un incontro che vedrà come relatori gli ospiti Cam Lecce e Jörg Grünert, seguito a ruota da un focus analitico sulla situazione sociopolitica a Gaza a cura dello studioso Enrico Bartolomei. Particolarmente denso di emozioni si preannuncia il pomeriggio di domenica 25 ottobre (a partire dalle ore 17:30): la giornata si aprirà con il videocollegamento internazionale con Mohammed Al-Azzah, collegato direttamente dal Lajee Centre del campo profughi di Aida, per dare voce alla complessa situazione delle resistenze attive nei Territori della Cisgiordania. A seguire, prenderà la parola Chiara del Largo Sociale Largo Tappia, che introdurrà la proiezione di un minidocumentario di dieci minuti sulla “Flamingo Revolution Albania”, culminando poi con la testimonianza di Vittorio, esponente della Global Soumud Flottilla. La lunga rassegna di Alba Adriatica giungerà infine al suo atteso finissage nella giornata di sabato 31 ottobre, con un autorevole e imperdibile intervento conclusivo in collegamento in diretta da Gaza del giornalista Mohammed Naeem. Con questo imponente sforzo organizzativo, il Collettivo Vibrata per la Palestina invita calorosamente tutta la cittadinanza, la stampa locale e le numerose realtà associative del territorio a partecipare in massa agli eventi, per continuare a tenere viva l’attenzione mediatica internazionale e sostenere la pacifica richiesta di giustizia e diritti umani.

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Strade colabrodo e rischio catastrofe in Abruzzo, l’urlo di Radica (ALI): “Situazione drammatica, il Governo intervenga”

Siete stanchi di distruggere l’auto (e rischiare la vita) ogni volta che percorrete le strade della vostra provincia? L’Abruzzo è al collasso infrastrutturale e la rabbia esplode! Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, ha lanciato un allarme drammatico e un vero e proprio ultimatum a Regione e Governo: “Siamo arrivati a un rischio per l’incolumità degli automobilisti che non può più essere tollerato!”. I piccoli Comuni, strangolati dai tagli economici, non hanno i milioni necessari per tappare le voragini e rifare gli asfalti. Per questo, Radica e oltre 80 sindaci chiedono alla Regione l’immediato rifinanziamento del “fondo unico per la viabilità” e lanciano un appello disperato ai parlamentari a Roma: le strade devono essere una priorità della prossima Legge di Stabilità nazionale! “Se non interveniamo ora, tra pochi anni assisteremo a una catastrofe, con strade totalmente impercorribili”, ha tuonato il presidente. Leggete l’articolo per tutti i dettagli di questa sacrosanta battaglia per la nostra sicurezza! E per tutelarvi legalmente in caso di incidenti causati dalle buche, scoprite subito la migliore Dash Cam 4K per auto oggi in super sconto su Amazon! 👇

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Angelo Radica

L’Aquila – Guidare sulle strade italiane, e in particolare su quelle delle aree interne, si sta trasformando ogni giorno di più in un percorso a ostacoli estremamente pericoloso. Gomme squarciate, ammortizzatori distrutti, incidenti stradali e interi paesi isolati a causa di frane e asfalti fatiscenti: è questa la cruda e inaccettabile realtà quotidiana con cui devono fare i conti migliaia di cittadini, pendolari e autotrasportatori. A lanciare un grido d’allarme potentissimo, che suona come un vero e proprio ultimatum alle istituzioni, è stato Angelo Radica, vulcanico presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo (Autonomie Locali Italiane). Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni rassicuranti o a mediazioni diplomatiche. Il quadro infrastrutturale regionale, secondo Radica, ha ormai superato la soglia critica della decenza e della sicurezza pubblica. Se non si interverrà immediatamente con iniezioni massicce di liquidità da parte della Regione e dello Stato centrale, l’intero sistema viario abruzzese (ma il discorso è tragicamente applicabile a gran parte della penisola) è destinato a collassare in modo irreversibile nel giro di pochissimi anni, con conseguenze disastrose per l’economia e l’incolumità pubblica.

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L’emergenza infrastrutturale: rischio imminente per gli automobilisti

La disamina tracciata da Angelo Radica è spietata: “Per le strade di Comuni e Province abruzzesi la situazione è semplicemente drammatica. Occorre che la Regione e il governo centrale ne prendano atto con estrema urgenza prevedendo, nelle ormai imminenti leggi finanziarie e di bilancio, risorse economiche adeguate per finanziare gli interventi di manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza delle carreggiate”. Il problema fondamentale, sottolinea il presidente di ALI Abruzzo, è che l’emergenza non è circoscritta a un singolo comune sfortunato o a una specifica valle isolata, ma riguarda capillarmente l’intero territorio regionale. È proprio nelle aree di competenza comunale e provinciale che si concentra la quota più importante (e tragicamente trascurata) della viabilità quotidiana, quella che serve i cittadini per andare a lavoro, accompagnare i figli a scuola o garantire le consegne commerciali. “Siamo oramai arrivati a una situazione di rischio tale, per l’incolumità fisica di automobilisti, motociclisti e semplici utenti della strada, che non può più essere tollerata o rimandata”, ha incalzato Radica. Le buche si sono trasformate in vere e proprie voragini e la segnaletica orizzontale, in molte tratte extraurbane, è diventata un lontano e sbiadito ricordo.

L’appello alla Regione: finanziare il fondo unico per la viabilità

Di fronte all’impossibilità oggettiva dei piccoli municipi di far fronte a spese milionarie con bilanci comunali sempre più all’osso, ALI Abruzzo è passata all’attacco sul piano politico. L’associazione chiede formalmente alla Regione Abruzzo di compiere una mossa politica chiara e netta: prevedere un “capitolo sostanzioso e strutturale di risorse” già nella prossima legge di bilancio, interamente dedicato alla viabilità dei Comuni e delle Province. L’obiettivo è riprendere e approvare in via definitiva la proposta strategica avanzata alla fine del 2025 dal sindaco di Atessa, Giulio Borrelli. Quella proposta, già appoggiata con forza da ALI e da oltre 80 Comuni del territorio, chiedeva di finanziare in modo adeguato e continuativo il “fondo unico regionale per la viabilità”. Si tratta di uno strumento finanziario di salvataggio essenziale, nato dalla triste consapevolezza che i piccoli enti locali, strangolati dai tagli lineari, non hanno e non avranno mai le risorse sufficienti per prevedere investimenti sostanziosi per il rifacimento dell’asfalto o il consolidamento dei ponti.

La vertenza con Roma e lo spettro della catastrofe

Ma il presidente Radica non si ferma ai confini regionali e alza il tiro direttamente verso la Capitale, chiamando alle armi i rappresentanti politici del territorio inviati a Roma. “Chiediamo formalmente a tutti i parlamentari abruzzesi, di qualsiasi schieramento politico, di aprire una vera e propria vertenza nei confronti del governo nazionale”. La richiesta è che la manutenzione straordinaria, la messa in sicurezza dei viadotti e il rifacimento strutturale delle strade diventino un pilastro prioritario della prossima Legge di Stabilità varata dall’esecutivo. Il tempo per le promesse da campagna elettorale è scaduto, e le conclusioni di Radica suonano come una cupa e realistica profezia: “Se non interveniamo oggi, con coraggio e risorse vere, ci troveremo davanti, solo tra qualche anno, a una vera e propria catastrofe infrastrutturale: già adesso, infatti, molte strade comunali e provinciali cominciano a non essere fisicamente percorribili”. La palla, ora, passa ai palazzi della politica: i cittadini e i loro ammortizzatori non possono più aspettare.

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