INDIPENDENTI, RIBELLI E MISTICI: GIORGIO CERQUETTI GRANDE OSPITE ALLA RASSEGNA NELL'AMBITO DELLA SPIRITUALITÀ
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Redazione- Per comprendere il pensiero e della missione di Mario Vespasiani, non è sufficiente analizzare unicamente la sua produzione artistica, per quanto vasta e complessa, bisogna osservare il modo con cui ha saputo costruire attorno a sé un tessuto culturale di cui la rassegna "Indipendenti, Ribelli e Mistici" giunta alla sua quinta edizione, rappresenta il cuore pulsante e la manifestazione più eloquente. Per focalizzare il suo percorso è necessario comprendere la maturazione lo ha portato a trascendere il ruolo tradizionale dell’artista per diventare una mente che attrae e motiva. In un'epoca segnata dalla specializzazione esasperata e dalla frammentazione, dove l'artista crea, il curatore sceglie, il critico giudica e l'istituzione ospita, Vespasiani ha compiuto un atto di sintesi, non limitandosi ad essere l'autore di opere d’arte bensì il mecenate e il propulsore di un intero ecosistema culturale e questo duplice ruolo, che lo rende una figura pressoché unica nel panorama nazionale, non è un'attività accessoria, ma l'espressione più compiuta della sua visione del mondo.
Come mecenate, attraverso la sua reputazione convoglia attorno a sé a filosofi, scrittori, architetti e antropologi, con un atto di generosità intellettuale che ribalta l'impostazione narcisistica di tanti artisti, affinché gli appuntamenti possano risuonare, amplificarsi a vicenda e raggiungere un pubblico attento e partecipe. Come propulsore si occupa con Mara della scelta dei relatori e dei temi che si inseriscono in un percorso di indagine chiaro e in linea con le sue stesse ricerche pittoriche e spirituali. La rassegna diventa così una sorta di opera d'arte essa stessa, un'architettura di pensiero in cui ogni incontro è un capitolo che getta luce sulla condizione umana contemporanea.
È in questa fusione tra il mecenate e il propulsore che si realizza la sua missione più profonda: un duplice atto di connessione e di coesione, creando una "connessione" orizzontale tra le menti e le discipline nel favorire una sempre maggiore partecipazione sociale nel pubblico. In un'epoca di isolamento digitale e di fruizione passiva, il suo spazio è un presidio di umanità, un luogo fisico in cui una comunità si riunisce per ascoltare, per interrogarsi, per condividere un'esperienza. È la rinascita della piazza quale cuore pulsante della polis, un atto di resistenza contro la disgregazione dei rapporti. L'unicità e l'importanza di questa iniziativa, a livello nazionale, risiedono proprio in questo modello, non si tratta di un festival istituzionale, bensì di un centro intellettuale di una comunità viva e pulsante.
La sua “azione creativa e attrattiva" non appassiona solo per l'attualità delle sue opere, ma per la vitalità di un simile progetto culturale, che si pone come un'alternativa concreta e praticabile all’appiattimento del dibattito contemporaneo. Mario Vespasiani non comunica solo mediante i suoi cicli pittorici, ma tracciando una nuova via per identificare il ruolo dell'artista nel XXI secolo: creatore di opere d’arte e perno della comunità, catalizzatore di dialoghi e custode di una mentalità in cui è possibile pensare criticamente, sognare e vivere insieme senza paura, la complessità del nostro tempo.
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Indipendenti Ribelli e Mistici è una rassegna d’avanguardia totalmente gratuita e sostenuta da Mara e Mario Vespasiani per favorire la coesione sociale e la crescita culturale e la valorizzazione del proprio territorio.
INDIPENDENTI RIBELLI E MISTICI
I campi di indagine, le tematiche e i protagonisti della rassegna nelle varie edizioni
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