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Satira e spensieratezza a Pratola Peligna, in Piazza Garibaldi va in scena la sfida tra Posto Fisso e Partita IVA

🚨 CIAO DARWIN IN VALLE PELIGNA: A PRATOLA VA IN SCENA LO SCONTRO TOTALE TRA POSTO FISSO E PARTITA IVA! 💼🔨 Una serata straordinaria di pura ironia e divertimento sotto le stelle. Lunedì 27 luglio, Piazza Garibaldi a Pratola Peligna ospita “The Darwin Show”, il maxi evento estivo organizzato dall’associazione Vivi Pratola. Condotto da Rosa Gargiulo e Roberto Ruggiero, lo show vedrà sfidarsi h24 le due categorie simbolo del lavoro moderno: il mito del posto fisso contro il dinamismo delle partite IVA. Con la splendida Melissa Donadei nei panni di Madre Natura e gli stacchi della scuola di ballo Zeus. In piazza ci sarà anche il banchetto dell’UNICEF per raccogliere kit d’emergenza per i terremotati in Venezuela. Un reportage unico, scritto con il cuore e con l’anima. Scopri il dossier 👇#vivipratola | #thedarwinshow | #postofissoversuspiva | #pratolapelignalive #melissadonadei | #uniceflaquila | #solidarietàvenezuela | #vallepeligna | #pagineutili

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Madre Natura Pratola

Lo spettacolo estivo in Piazza Garibaldi ed il mito della stabilità contrattuale

Pratola Peligna – Ci sono serate nate per fotografare le dinamiche e le contraddizioni della società contemporanea attraverso la lente deformante dell’ironia e del folklore paesano, dimostrando come lo svago possa diventare un’occasione per riflettere sui sogni e sulle fatiche quotidiane delle nuove generazioni. L’antico nucleo urbano di Pratola Peligna si appresta a trasformarsi in un colorato teatro all’aperto per ospitare uno degli appuntamenti più originali e attesi del proprio cartellone estivo. Lunedì ventisette luglio, a partire dalle ore ventuno, la centralissima Piazza Garibaldi farà da cornice ufficiale al The Darwin Show, una manifestazione ludica ispirata al celebre format televisivo, organizzata con passione dai volontari dell’associazione Vivi Pratola con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Sul palcoscenico si consumerà una divertente e accesa sfida che vedrà contrapposte due categorie emblematiche del mondo del lavoro attuale: la squadra del Posto Fisso contro la fazione della Partita IVA.

La contesa alternerà prove di abilità e sketch satirici tra i sostenitori della stabilità e gli autonomi della provincia aquilana, i cui momenti più esilaranti scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Carmine Di Cato presenta l’intuizione di Anna Claudia Bussolotti e la Zeus Dance

L’ordito della manifestazione intende regalare una notte di pura allegria e condivisione, spogliando il tema occupazionale da ogni rigida polemica per trasformarlo in un paracadute di sana comicità, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Il presidente del sodalizio organizzatore, Carmine Di Cato, ha evidenziato come l’idea sia nata da un’intuizione della vicepresidente Anna Claudia Bussolotti, mossa dal desiderio di mettere a confronto inline il dinamismo dell’autoimpiego con il fascino intramontabile del contratto blindato. La conduzione della serata sarà affidata alla verve artistica della coppia formata da Rosa Gargiulo e Roberto Ruggiero, mentre il ruolo iconico di Madre Natura sarà interpretato dalla giovane Melissa Donadei. Gli stacchi musicali e le coreografie ritmiche che scandiranno i ritmi della sfida saranno curati dagli allievi della scuola di ballo Zeus di Pratola Peligna, pronti a infiammare la platea dei residenti.

La cooperazione tra le realtà associative del borgo garantisce l’ottima riuscita dello show, proiettando le immagini della festa sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto peligno.

La raccolta fondi dell’Unicef dell’Aquila per i kit d’emergenza in Venezuela

Accanto alla parata di risate e ai balli di gruppo, la notte pratolana riserverà inline uno spazio centrale al valore della solidarietà e del mutuo soccorso tra i popoli della nazione. All’interno della piazza risulterà allestito un presidio umanitario curato dai volontari della sede provinciale dell’Aquila dell’Unicef, dove i visitatori potranno effettuare donazioni libere finalizzate all’acquisto di speciali kit di emergenza per le popolazioni del Venezuela colpite dal recente terremoto. La comunità peligna, che conserva nella propria memoria storiografica i segni della durezza dei sismi e conosce il peso del sacrificio rurale, ha risposto con grande trasporto all’appello, offrendo risposte veloci al bisogno di aiuti umanitari. Questa sinergia tra l’intrattenimento intelligente e l’altruismo concreto innalza l’indice di crescita sociale del territorio, operando in piena conformità con le usanze di convivenza civile per assicurare la riuscita di una festa dal cuore grande.

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Sicurezza sul lavoro e dati Inail: l’allarme di Provino (Enbital) su infortuni e malattie

Scatta un nuovo, preoccupante allarme rosso per la sicurezza nei luoghi di lavoro in Italia! L’Inail ha diffuso i dati relativi al primo trimestre del 2026, evidenziando un aumento generalizzato delle denunce di infortunio (+4,35%) e una vertiginosa crescita delle malattie professionali, che sfiorano quota 28.500 casi (+16,66% rispetto all’anno scorso). Numeri allarmanti che colpiscono duramente anche il territorio abruzzese. A commentare questa amara statistica è intervenuto il presidente nazionale di Enbital, l’ingegner Paolo Provino: “Se il calo delle morti bianche dimostra che la prevenzione strutturata salva le vite, l’aumento di malattie e infortuni ci ordina di non abbassare la guardia”, ha sentenziato l’esperto. La ricetta per invertire la rotta? Formazione continua, consapevolezza diffusa tra tutti i dipendenti e, soprattutto, regole di sicurezza rigorosamente applicate in cantiere e in ufficio, e “non lasciate soltanto sulla carta”. Scopri i dettagli dell’impegno di Enbital nel nostro articolo completo 👇

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Provino

Redazione – Il tema della salute e dell’incolumità psicofisica dei lavoratori all’interno delle aziende e dei cantieri italiani continua a rappresentare una delle sfide sociali, economiche e culturali più urgenti e complesse del nostro tempo. Nonostante i massicci sforzi legislativi e le innumerevoli campagne di sensibilizzazione promosse a livello governativo negli ultimi decenni, i freddi dati statistici ci ricordano bruscamente quanto la strada verso l’obiettivo delle “zero vittime” sia ancora lunga e irta di ostacoli.
A lanciare un nuovo, forte e circostanziato grido di allarme è il presidente di Enbital, l’ingegner Paolo Provino, commentando i recentissimi e dettagliati dati ufficiali appena diffusi dall’Inail. Le rilevazioni statistiche, relative al delicato primo trimestre dell’anno in corso (2026), confermano in maniera inequivocabile e perentoria quanto sia assolutamente e drammaticamente fondamentale continuare a investire risorse, tempo e grande decisione politica sulla sicurezza e sulla prevenzione nei luoghi di lavoro. I numeri snocciolati dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro non lasciano infatti spazio a interpretazioni trionfalistiche: la sicurezza non è un traguardo raggiunto, ma un processo dinamico che richiede sforzi e vigilanza costanti in ogni singolo settore produttivo nazionale.

I preoccupanti dati del 2026: crescono denunce e malattie professionali

L’analisi tecnica del bollettino Inail fa emergere un quadro dalle tinte decisamente fosche e preoccupanti per il comparto lavorativo italiano. Nel corso dei primi tre mesi del 2026, si è registrato un generalizzato e netto aumento delle denunce di infortunio sul posto di lavoro, le quali sono mediamente cresciute del 4,35% se messe in diretto confronto con il medesimo trimestre dell’anno precedente (2025).
Ma il dato forse più allarmante e silenzioso riguarda l’esponenziale aumento delle patologie croniche legate alle mansioni lavorative. La crescita inarrestabile delle cosiddette malattie professionali (ovvero quelle patologie che si sviluppano nel tempo a causa di un’esposizione prolungata a fattori di rischio chimici, fisici o biomeccanici presenti nell’ambiente di lavoro) ha purtroppo raggiunto la sbalorditiva cifra di 28.487 segnalazioni ufficiali. Si tratta di un incremento percentuale pesantissimo, pari addirittura al +16,66% rispetto all’anno precedente. Questi dati nudi e crudi evidenziano in maniera inoppugnabile un quadro clinico e statistico che richiede la massima e tempestiva attenzione su tutto il territorio nazionale. Una problematica gravissima che non risparmia alcuna area geografica del Paese, trovando riscontri e percentuali particolarmente critiche e allarmanti anche in diverse e operose realtà regionali del centro-sud, tra cui spicca, in particolare, il territorio dell’Abruzzo.

L’analisi di Paolo Provino: “La prevenzione strutturata salva vite umane”

Di fronte a questa valanga di numeri e percentuali, è intervenuta la voce autorevole ed esperta del presidente di Enbital (Ente Nazionale Bilaterale Italiano), l’ingegner Paolo Provino, il quale ha voluto tracciare una linea di demarcazione molto netta tra i successi ottenuti dalla prevenzione strutturale e le criticità diffuse che ancora attanagliano il tessuto imprenditoriale italiano.
In una nota ufficiale diramata alla stampa nazionale, Provino ha offerto un’analisi lucida e per nulla scontata del fenomeno infortunistico. «I dati elaborati dall’Inail e relativi al primo trimestre di questo 2026 ci consegnano una fotografia estremamente chiara e definita della realtà lavorativa del nostro Paese», ha dichiarato fermamente il presidente di Enbital. «Se da un lato dobbiamo accogliere con sollievo il calo oggettivo delle denunce con esito mortale (un dato che dimostra senza ombra di dubbio come la prevenzione, quando è seriamente strutturata e applicata, riesca fortunatamente a salvare vite umane), dall’altro lato la preoccupante e costante crescita numerica degli infortuni generici e delle malattie professionali silenti ci manda un messaggio inequivocabile: ci dice che non possiamo assolutamente abbassare la guardia». La diminuzione delle morti bianche, insomma, non deve in alcun modo trasformarsi in un pericoloso alibi per rallentare o tagliare gli indispensabili investimenti economici nel settore della salute e della sicurezza preventiva.

La necessità di una formazione pratica: “Regole applicate, non solo scritte”

L’affondo dell’ingegner Provino si sposta poi sulla qualità effettiva e tangibile degli interventi formativi che vengono attualmente erogati all’interno delle piccole e grandi imprese italiane. Il presidente di Enbital non usa mezzi termini per denunciare quella che, troppo spesso, si trasforma in una mera e sterile prassi burocratica.
«Proprio per arginare questa pericolosissima tendenza al rialzo degli infortuni e delle malattie legate alla mansione», ha ribadito con forza l’ingegner Provino, «servono investimenti concreti e massicci in quella che viene definita formazione continua e permanente. Occorre creare una reale e solida consapevolezza diffusa tra tutti i livelli della filiera produttiva, dai dirigenti fino all’ultimo degli operai assunti, affinché le buone pratiche comportamentali vengano rigorosamente e meticolosamente applicate ogni singolo giorno sui luoghi di lavoro, e non lasciate unicamente sulla carta dei protocolli come mero e noioso adempimento burocratico da mostrare agli ispettori in caso di controlli». La sicurezza, in altre parole, deve uscire dai faldoni impolverati dei manuali aziendali per trasformarsi in un vero e proprio stile di vita professionale, un istinto di protezione interiorizzato da chiunque varchi i cancelli di una fabbrica, di un cantiere edile o la porta di un ufficio.

L’impegno di Enbital per una nuova cultura della sicurezza in Abruzzo

L’intervento del vertice nazionale si conclude con una riaffermazione solenne e programmatica della missione istituzionale e sociale portata avanti dall’Ente Bilaterale. In un mercato del lavoro sempre più frammentato, precario e soggetto a rapidissime evoluzioni tecnologiche, la vicinanza alle esigenze reali del tessuto imprenditoriale locale diventa fondamentale.
Alla luce di questo allarmante e complesso scenario statistico tracciato dall’Inail, Enbital rinnova così pubblicamente il proprio profondo e instancabile impegno operativo a stretto fianco sia delle imprese virtuose sia dei lavoratori italiani, continuando strenuamente a promuovere, sostenere e finanziare una vera e propria “cultura della prevenzione attiva”. Questo sforzo congiunto, mirato a fornire supporto tecnico, formazione qualificata e consulenza specialistica di altissimo livello, si rivela indispensabile per contribuire fattivamente e materialmente alla costruzione di ambienti di lavoro che siano finalmente sempre più sicuri, moderni e tutelati in ogni singolo territorio e provincia della penisola. Un’attenzione particolare e uno sforzo supplementare verranno ovviamente dedicati alle specifiche e delicate comunità locali della regione Abruzzo, che, come evidenziato dai dati, necessitano di interventi mirati per invertire la rotta e arginare il preoccupante aumento delle patologie professionali registrato in questo travagliato inizio di 2026. L’obiettivo ultimo e inderogabile resta uno solo: fare in modo che il lavoro torni a essere unicamente uno strumento di nobilitazione e sostentamento economico dell’individuo, e non una subdola e costante minaccia per la sua salute fisica e mentale.

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Strade scolastiche e riqualificazione urbana: il modello Parigi e l’occasione persa in via Milano a Pescara

La riqualificazione urbana parte dalle scuole: il modello di Parigi e l’occasione persa da Pescara. Un’approfondita e lucidissima analisi dell’architetto Giuseppe Di Giampietro mette a confronto le strategie adottate dalla capitale francese e quelle in atto nel capoluogo adriatico. A Parigi, in oltre dieci anni, sono stati completati 272 interventi sulle “Strade Scolastiche”: grazie a pedonalizzazioni progressive (basate sull’Urbanistica Tattica a basso costo), de-pavimentazione e nuovi alberi, si sono restituite le strade ai cittadini, abbattendo la temperatura del suolo di ben 5 gradi. In Italia, la legge sulle “Zone Scolastiche” è ferma al palo senza fondi né cartelli. Il caso studio di Pescara? In via Milano si sta spendendo 1 milione di euro per meno di 100 metri di strada. Le auto continueranno a passare, ma soprattutto è mancata la sperimentazione iniziale e il confronto aperto con i cittadini del quartiere. Leggi l’analisi completa e scopri perché gli interventi capillari sono meglio dei progetti spettacolari ma isolati 👇

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Pescara – Un esempio fondamentale e lungimirante di strategie urbanistiche mirate alla riqualificazione dello spazio pubblico ci arriva direttamente da Parigi, partendo proprio dalle aree antistanti gli istituti scolastici. A differenza di quanto si potrebbe pensare conoscendo la storia francese, non si tratta affatto di mastodontiche opere celebrative concepite per assecondare la classica grandeur nazionale, ma piuttosto di interventi mirati, semplici, di immediata efficacia pratica e, soprattutto, facilmente replicabili in qualsiasi tessuto urbano.
(A cura dell’Arch. Giuseppe Di Giampietro, Ph.D. – Webstrade.it)
Di fronte alle sfide epocali imposte dal cambiamento climatico in atto e alla crescente e disperata domanda di spazi pubblici confortevoli, sicuri e aperti alla socialità comunitaria, la capitale francese ha avviato da oltre un decennio un massiccio e capillare programma di pedonalizzazione delle strade situate di fronte alle scuole. Questo processo virtuoso ha comportato una drastica trasformazione dell’uso dello spazio stradale: si è proceduto con la de-pavimentazione radicale dei materiali impermeabili, l’impianto strategico di nuovi alberi e aree verdi, la posa in opera di innovative pavimentazioni rinfrescanti (dotate di un elevato albedo termo-riflettente per respingere il calore), l’installazione di moderni arredi urbani, parcheggi sicuri per le biciclette e spazi gioco dipinti direttamente sull’asfalto. Questa estesa e inarrestabile serie di interventi sulle strade scolastiche, portati avanti con determinazione dal 2012 ad oggi, esprime in maniera chiara un indirizzo politico e urbanistico possibile, concreto e soprattutto incrementale. È un modello straordinario e accessibile, un esempio virtuoso adottabile con successo in moltissime città europee, anche in Italia.

L’esempio di Parigi: de-pavimentazione e lotta al cambiamento climatico

I numeri registrati dall’amministrazione parigina tra il 2010 e il 2025 sono a dir poco impressionanti e delineano un quadro di trasformazione urbana senza precedenti. Sulle strade prospicienti alle scuole della città, sono stati attivati e portati a termine ben 272 interventi di riqualificazione, declinati attraverso diverse tipologie progettuali in base alle esigenze dei singoli quartieri.
Nel dettaglio, si sono pedonalizzate in maniera definitiva 13,5 chilometri di strade, creando dal nulla ben 15,7 ettari di spazio aperto protetto e restituito alla cittadinanza. Oltre ai benefici in termini di sicurezza e viabilità, i vantaggi ambientali sono stati certificati da rigorosi studi scientifici. L’analisi strumentale della temperatura superficiale di queste nuove strade scolastiche, ripavimentate con materiali chiari e “rinfrescanti”, è stata messa a confronto con le adiacenti “strade di controllo” coperte dal tradizionale e rovente asfalto nero. I risultati hanno fatto rilevare una netta diminuzione media della temperatura superficiale di circa 5,00 °C sulle strade riqualificate, offrendo un’arma formidabile e tangibile contro il soffocante e letale fenomeno delle cosiddette “isole urbane di calore”.

Le Zone Scolastiche in Italia: la legge c’è, ma mancano fondi e cartelli

Mentre in Francia questo formidabile strumento urbanistico prende il nome di “Rue aux écoles” e in Inghilterra viene comunemente definito “School Street”, in Italia la burocrazia ha tentato di mettersi al passo in maniera decisamente più timida e confusa.
La normativa nazionale ha formalmente introdotto questo concetto nel lontano 2020, inserendolo nel Codice della Strada italiano sotto la fredda dicitura di “Zona scolastica” (Art. 3, comma 58-bis). La legge la definisce teoricamente come una “zona urbana in prossimità della quale si trovano edifici adibiti ad uso scolastico, in cui è garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di inizio e di fine”. Il gravissimo problema, tuttavia, è che in Italia l’intera questione si ferma tragicamente alla mera definizione testuale del Codice. Allo stato attuale delle cose, non esiste nemmeno un cartello stradale unificato a livello nazionale che indichi l’inizio e la fine di tali zone. Non esistono Linee Guida ministeriali, non vi sono Raccomandazioni tecniche, scarseggiano le esperienze pilota strutturate e, cosa ancor più grave, mancano totalmente i finanziamenti specifici dedicati ai Comuni per attuare queste opere. In compenso, con il classico approccio punitivo italiano, sono già previste salatissime sanzioni pecuniarie per gli automobilisti che non rispettano l’eventuale classificazione stradale di Zona Scolastica imposta dai singoli enti locali.

Urbanistica tattica e interventi progressivi: il segreto del successo francese

Le strade scolastiche di Parigi rappresentano una modalità rivoluzionaria di concepire lo spazio urbano: il suolo viene fisicamente sottratto al monopolio delle automobili private e restituito a pedoni, ciclisti, avventori di locali pubblici e attività commerciali.
Diversamente dalle limitate e spesso estemporanee pratiche italiane, che si riducono a una chiusura temporanea al traffico dell’area (magari con una transenna spostata a mano all’inizio e alla fine delle lezioni), l’approccio parigino punta con decisione verso interventi permanenti di pedonalizzazione. Un aspetto fondamentale di questo successo è la gradualità dell’intervento. Dopo una doverosa e accesa assemblea di quartiere per ascoltare i residenti, si parte solitamente con la Fase 1: la chiusura al traffico del tratto antistante la scuola tramite l’adozione del cosiddetto Tactical Urbanism (Urbanistica Tattica). Con un investimento irrisorio di poche migliaia di euro (circa 10.000 €), si usano vernici, resine colorate e semplici cancelli per delimitare l’area e testarne l’efficacia pratica. Solo dopo circa due anni di sperimentazione attiva e un’ulteriore assemblea partecipativa, si passa finalmente alla Fase 2. In questo stadio subentrano gli investimenti più consistenti (mediamente 400.000 euro ad intervento) per cambiare fisicamente i connotati della strada: si scava, si livella, si applicano i pavimenti rinfrescanti, si piantano alberi, siepi e si installano fontanelle e panchine fisse.

Il caso di Pescara: un progetto milionario in via Milano senza sperimentazione

Tornando entro i confini nazionali, anche nel pieno centro urbano di Pescara, e più precisamente sulla trafficatissima via Milano, si è recentemente avviato un altisonante progetto di riqualificazione urbana dello spazio stradale antistante una scuola primaria.
Le amministrazioni e i progettisti hanno parlato enfaticamente di “microforestazione urbana” per combattere gli effetti del cambiamento climatico, sbandierando la creazione di un progetto pilota con la consulenza accademica dell’Università di Camerino. Nei fatti, si tratta di un pesantissimo intervento strutturale su un minuscolo tratto stradale lungo meno di 100 metri, il cui costo complessivo sfiora l’incredibile cifra di 1 milione di euro. Il piano prevede la rimozione di una ventina di posti auto per realizzare una de-pavimentazione dell’asfalto, creando aiuole verdi e piantumando gruppi di alberi. Il paradosso, tuttavia, è che le macchine transiteranno ancora regolarmente su quella strada, zigzagando in un percorso a chicane tra siepi e alberi, sopra una nuova “pavimentazione rinfrescante”. Sicuramente la via, a lavori ultimati, risulterà esteticamente più bella, verde e confortevole rispetto a prima. Tuttavia, in questo processo è venuta a mancare drammaticamente l’indispensabile Fase 1, ovvero quella dell’Urbanistica Tattica. Non vi è stata alcuna preventiva chiusura al traffico della strada per testare le nuove abitudini, né una reale e costruttiva discussione con i cittadini, i residenti e gli operatori commerciali del quartiere. È mancata totalmente la fase di sperimentazione e collaudo preliminare delle variazioni proposte, privando il Comune della raccolta di suggerimenti preziosi. Pescara ha scelto la strada dell’intervento spettacolare, costosissimo e iper-centrale, rinunciando a un processo incrementale ed equo che potesse estendersi, con budget minori, a tutte le scuole periferiche della città. Parigi, una metropoli sterminata, ci insegna che la semplicità, l’equità e la sperimentazione a basso costo sono spesso le armi più efficaci per cambiare davvero il volto di una città e la cultura dei suoi abitanti.

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Il Bramonto a Massa d’Albe: un viaggio immersivo tra natura e il bramito dei cervi

La magia dell’autunno, i colori del tramonto e il potentissimo richiamo selvaggio dell’amore: a Massa d’Albe (ai piedi del Monte Velino) arriva “Il Bramonto”, un’esperienza naturalistica unica per ascoltare nel silenzio del bosco il celebre bramito dei cervi! L’evento, organizzato dall’associazione Enjoy Velino per giovedì 26 settembre alle ore 17:00, porterà i partecipanti in un viaggio immersivo e sensoriale alla scoperta di questo affascinante rituale di accoppiamento, nel più totale rispetto della fauna selvatica. Un’escursione da vivere con il cuore in gola, ascoltando i suoni della foresta che si risveglia al calar della sera, seguita da un ricco aperitivo conviviale per tutti i presenti. I posti sono limitati per non disturbare gli animali (prenotazione obbligatoria). Leggi tutti i dettagli del percorso e come partecipare nel nostro speciale 👇

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Locandina evento Massa d'Albe

Massa d’Albe (L’Aquila) – L’arrivo dell’autunno porta con sé una trasformazione radicale e magica nei nostri boschi, non solo per via delle meravigliose sfumature cromatiche che dipingono le foglie degli alberi, ma anche e soprattutto per il risveglio di antichissimi e potentissimi richiami primordiali. Quando il sole comincia inesorabilmente a scendere dietro le imponenti vette montuose e l’intero paesaggio si tinge delle calde e avvolgenti sfumature del tramonto, la natura si prepara meticolosamente a regalare agli osservatori uno dei suoi spettacoli più emozionanti, selvaggi e suggestivi in assoluto: il celebre e inconfondibile bramito dei cervi.
Per celebrare degnamente questa straordinaria finestra temporale legata al periodo degli amori della fauna selvatica, l’attivissima associazione locale Enjoy Velino ha ideato e organizzato un evento assolutamente imperdibile, battezzato con il geniale e azzeccatissimo nome di “Il Bramonto”. Questo neologismo, nato dalla perfetta crasi linguistica e concettuale tra le parole “bramito” e “tramonto”, racchiude in sé l’essenza stessa di un’esperienza immersiva unica nel suo genere. Un’occasione d’oro per abbandonare momentaneamente il caos e lo stress della vita cittadina, per addentrarsi in punta di piedi nel silenzio ovattato e sacro del bosco, e per vivere da vicinissimo, nel più totale e assoluto rispetto degli animali e del loro delicato habitat naturale, il suggestivo e antichissimo rituale di accoppiamento e di sfida che caratterizza questi magnifici e imponenti ungulati.

Lo spettacolo del bosco al calar del sole: il rituale dell’amore

Il fenomeno del bramito non è un semplice verso animale, ma rappresenta un vero e proprio rito di forza, resistenza e supremazia gerarchica. Al calare della sera, quando le ombre si allungano e la temperatura del sottobosco inizia a scendere rapidamente, il caratteristico e possente bramito dei maschi adulti rompe improvvisamente il silenzio della vallata, rimbombando tra gli alberi con una potenza sorda e primordiale.
Questo possente richiamo vocale, utilizzato dai maschi dominanti sia per attirare le femmine del branco sia per lanciare chiare e inequivocabili sfide territoriali ai giovani rivali, è in grado di far letteralmente vibrare l’aria circostante. Partecipare al “Bramonto” significa lasciarsi accompagnare dolcemente in un viaggio sensoriale indimenticabile, fatto di emozioni contrastanti, di ascolto attento e di sincera meraviglia fanciullesca di fronte alla potenza inarrestabile della natura. La passeggiata escursionistica organizzata a Massa d’Albe permetterà ai fortunati partecipanti di percepire chiaramente l’adrenalina e la tensione agonistica che in questi specifici giorni dell’anno animano i branchi di cervi presenti sul territorio del massiccio del Velino. Ascoltare nel buio il rumore sordo dei palchi di corna che si scontrano in lontananza e il ruggito amoroso dei dominatori della foresta è un’esperienza sensoriale che trascende la semplice escursione turistica, trasformandosi in una profonda e intima connessione con le nostre radici più antiche.

L’associazione Enjoy Velino e il rispetto della fauna selvatica

L’evento naturalistico ideato e magistralmente organizzato dai volontari e dalle guide esperte dell’associazione Enjoy Velino si pone un obiettivo che va ben oltre il semplice e ludico intrattenimento serale per le famiglie e gli appassionati di montagna.
L’intento primario e fondamentale degli organizzatori è infatti quello di offrire al pubblico un’occasione preziosa per riscoprire attivamente il valore inestimabile della natura, per imparare a conoscere meglio il comportamento, l’etologia e le fragilità di questi splendidi animali selvatici, e soprattutto per comprendere a fondo l’importanza cruciale e inderogabile della tutela dell’ambiente che li ospita e li nutre. Il bosco, in questo periodo dell’anno, diventa una vera e propria e delicatissima nursery amorosa, e come tale deve essere trattato dai visitatori umani. Proprio per questo motivo, l’intera iniziativa invita caldamente e categoricamente tutti i partecipanti a vivere la natura con un approccio basato sul massimo e assoluto rispetto ecologico. Durante l’intera durata della passeggiata di avvicinamento e di appostamento, sarà tassativamente richiesto di mantenere un silenzio religioso e di seguire pedissequamente e rigorosamente tutte le indicazioni fornite dagli organizzatori e dalle guide qualificate, al fine di evitare rumori molesti, profumi invadenti o comportamenti errati che potrebbero inavvertitamente arrecare disturbo, spavento o stress eccessivo alla preziosissima fauna selvatica locale.

I dettagli dell’evento: passeggiata emozionale e aperitivo finale

La magia di un tramonto montano, il silenzio quasi mistico del bosco autunnale e il possente e selvaggio richiamo amoroso dei cervi in amore: questi sono gli ingredienti perfetti per un appuntamento escursionistico da vivere intensamente con gli occhi, ma soprattutto con il cuore e con le orecchie ben tese.
L’evento “Il Bramonto” si svolgerà ufficialmente nel pomeriggio di giovedì 26 settembre 2026. L’orario di ritrovo e di partenza per la camminata collettiva è stato strategicamente fissato per le ore 17:00, orario ideale per potersi addentrare comodamente nei sentieri boschivi godendo ancora dell’ultima e fioca luce solare, per poi farsi avvolgere progressivamente dalla suggestiva oscurità serale, momento di massima e frenetica attività vocale per i cervi maschi in amore. Il punto di ritrovo ufficiale per l’inizio dell’escursione è fissato nel territorio comunale di Massa d’Albe, magnifico borgo adagiato ai piedi dell’imponente Monte Velino. Ma l’esperienza immersiva, concepita per appagare tutti i sensi dei partecipanti, non si concluderà certo al rientro dai sentieri boschivi. Per riscaldarsi dopo l’appostamento serale e per condividere a caldo le fortissime emozioni vissute nel buio della foresta, al termine della suggestiva passeggiata seguirà un ricchissimo e gustoso aperitivo conviviale, durante il quale sarà possibile scambiare opinioni con le guide e degustare ottimi prodotti locali. I posti per partecipare all’escursione sono ovviamente limitati per garantire il minimo impatto ambientale, pertanto la prenotazione è assolutamente obbligatoria. Tutti gli interessati a vivere questa magica avventura autunnale possono assicurarsi un posto contattando direttamente Raffaella al numero di telefono 3200153102. Come recita saggiamente e poeticamente lo slogan scelto dall’associazione per promuovere l’evento: certe emozioni non si raccontano… si ascoltano in silenzio.

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