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Spettacolo

Teatro18: al via le iscrizioni per la seconda edizione del contest dedicato ai talenti emergenti a Garlasco

🎶 Hai talento da vendere e vuoi far sentire la tua voce? Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per la seconda edizione di Teatro18 a Garlasco! Un’occasione unica per esibirti e formarti con grandi professionisti del settore.

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#Teatro18 #MusicaEmergente #Garlasco #MatildeDischi

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Redazione-  Garlasco si prepara a tornare sotto i riflettori della nuova musica italiana. Il Comune, in stretta sinergia con la nota realtà discografica Matilde Dischi, ha ufficialmente aperto le iscrizioni per la seconda edizione di Teatro18, il concorso nazionale destinato a solisti e band che aspirano a trovare spazio nel complesso panorama del mercato discografico contemporaneo. L’evento si terrà nelle giornate di venerdì 25 e sabato 26 settembre presso lo storico Teatro Martinetti, una cornice di pregio che per l’occasione si trasformerà in un laboratorio creativo e in una vetrina di alto profilo per la canzone indipendente.

Il format del concorso e le opportunità per i giovani musicisti

Il progetto non si configura come una semplice gara canora, ma come un autentico percorso di crescita professionale. La struttura della manifestazione è concepita per accompagnare gli artisti in ogni fase: dalle prime audizioni fino alla serata di gala conclusiva. Durante la prima fase, i candidati avranno il compito di esibirsi davanti a una giuria composta da professionisti del settore, discografici e addetti ai lavori, selezionati per la loro capacità di individuare il potenziale artistico e tecnico dei partecipanti.

L’elemento di maggiore interesse per chi muove i primi passi è la possibilità di coniugare la performance pubblica con momenti di formazione specifica. Gli organizzatori hanno infatti previsto uno spazio dedicato a stage e masterclass. In questi incontri, i giovani talenti potranno interfacciarsi con produttori, manager e figure chiave dell’industria, ricevendo suggerimenti mirati sulla gestione della propria immagine, sulla scrittura di un brano e sulle dinamiche che regolano il difficile rapporto tra creatività e mercato. La serata finale vedrà i talenti selezionati calcare il palco insieme a big della musica nazionale, creando un ponte generazionale e artistico che rappresenta una rara occasione di visibilità in un contesto di pregio.

Modalità di partecipazione e requisiti richiesti

Il bando, rivolto su tutto il territorio nazionale, è aperto a cantanti singoli e a formazioni musicali. Per poter concorrere, è necessario aver compiuto quattordici anni; per i minori di diciotto è previsto l’obbligo di presentare un’autorizzazione firmata dai genitori. La selezione iniziale avverrà attraverso l’invio di una candidatura via mail all’indirizzo teatro18@matildedischi.it. Il termine ultimo per far pervenire il materiale è fissato per il 10 settembre 2026.

Ogni candidato può presentare un singolo brano, che può essere un inedito o una cover. A questo proposito, la direzione artistica ha mantenuto una certa flessibilità, riservandosi però il diritto di richiedere l’esecuzione di una seconda canzone durante la sessione di audizioni dal vivo, qualora fosse necessario approfondire la conoscenza della vena interpretativa dell’artista. Una volta ultimata la selezione, i nomi dei finalisti saranno resi noti tramite i canali ufficiali, dando loro modo di prepararsi al meglio per l’evento conclusivo, dove ognuno si esibirà con un solo brano concordato con lo staff tecnico. È importante sottolineare che sono ammessi anche artisti che hanno già sottoscritto contratti, a patto che questi non presentino clausole di esclusiva in contrasto con le finalità del concorso.

Il valore territoriale per Garlasco

L’investimento del Comune di Garlasco su una manifestazione di questa portata non è casuale. La rassegna si propone di dare nuova vitalità al Teatro Martinetti, valorizzando il patrimonio culturale locale attraverso una proposta legata al mondo dei giovani e dell’innovazione. Ospitare un evento di richiamo nazionale permette al centro della Lomellina di inserirsi in un circuito virtuoso, dove l’attenzione alla musica emergente si fonde con la promozione delle eccellenze logistiche e strutturali della cittadina.

Il connubio tra l’istituzione pubblica e l’etichetta Matilde Dischi assicura una gestione professionale, volta a garantire che l’intera manifestazione si svolga nel rispetto dei massimi standard qualitativi. La prospettiva di vedere nascere all’interno delle mura del teatro nuove collaborazioni professionali rende Teatro18 una delle realtà più attese del panorama autunnale. Per tutti i musicisti che cercano un’occasione concreta per mettersi alla prova, la chiamata è dunque aperta: il palco di Garlasco attende i protagonisti della musica di domani.

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Tidal Waves: trionfo e svolta rock con il lancio del nuovo capolavoro “Cloroformio”

I Tidal Waves tornano sulla scena alternative rock con il nuovo singolo “Cloroformio”, in uscita venerdì 9 ottobre per Overdub Recordings. Un brano potente e psichedelico che esplora il disorientamento della realtà attraverso chitarre sature e un testo profondo che anticipa l’album “Caro Vecchio Neon” 👇

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Cloroformio, cover
Redazione- Da venerdì 9 ottobre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Cloroformio” (Overdub Recordings) il nuovo singolo dei Tidal Waves.

“Cloroformio” è un brano che gioca sul senso di disorientamento e sulla percezione alterata della realtà. Il titolo richiama direttamente il composto noto per le sue proprietà anestetiche, che nella canzone diventa l’immagine di qualcosa che agisce senza farsi notare, fino ad alterare la percezione di quello che sta succedendo.

Nel testo compare una presenza ambigua, quella figura che «da un anno ti gira attorno», quasi un fantasma che si muove ai margini della quotidianità. Nelle strofe il racconto sembra partire proprio dal suo punto di vista; nel ritornello, invece, la prospettiva si ribalta e passa a chi vive quella situazione, confuso e incapace di sottrarsi a qualcosa che continua a ripetersi.

Questa differenza tra le due prospettive emerge anche nell’arrangiamento. Le strofe mantengono un’atmosfera rarefatta e minacciosa, mentre il ritornello si apre ad un suono più saturo, duro e compatto. I bridge e il tema vocale che apre e chiude il brano aggiungono una componente psichedelica e straniante, rafforzando il senso di instabilità che attraversa l’intero pezzo.

Spiega la band a proposito del nuovo brano: “Abbiamo scelto questo brano come secondo singolo perché mette in luce un lato del nostro sound più duro e compatto, senza però rinunciare a quella componente più obliqua e psichedelica che attraversa tutto il disco. Ci interessava che, dopo “Caro Vecchio Neon”, emergesse anche questa tensione: una scrittura più fisica e diretta, ma continuamente attraversata da elementi di instabilità e straniamento.”

TIDAL WAVES | BIOGRAFIA

I Tidal Waves sono una band alternative rock di base a Napoli. Il progetto nasce nel 2016 dall’incontro tra Antonio Ricciardi, voce e chitarra, Francesco Izzo, basso e voce, e Andrea Confessore, batteria. Dopo una prima fase di attività dal vivo, nel marzo 2018 pubblicano il videoclip di “All That You Have Tried”, singolo che anticipa il loro primo lavoro in studio, “Avalanches”.

Nel 2021 Nunzio Garofalo subentra ad Andrea alla batteria, completando la formazione attuale. Il cambio di formazione coincide con un passaggio decisivo per la band: l’inglese lascia spazio all’italiano, che diventa il nuovo centro della scrittura e permette al gruppo di sviluppare un rapporto più diretto e personale con i testi. Da questa fase prende forma un linguaggio sonoro che unisce alternative rock, trame psichedeliche e derive new wave.

Tra le principali influenze dei Tidal Waves figurano Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, Interpol, DIIV, The National, Nirvana, Alt-J, Elliott Smith, Fontaines D.C. e Wilco. Il loro suono combina chitarre abrasive e sature, strutture ritmiche tese, doppie voci e armonizzazioni, alternando passaggi più compatti e diretti a momenti sospesi e rarefatti. Negli arrangiamenti trovano spazio anche elementi elettronici, ambient e glitch.

Questa ricerca confluisce in “Caro Vecchio Neon”, il nuovo album della band di prossima uscita pubblicato da Overdub Recordings.

“Cloroformio” è il nuovo singolo dei Tidal Waves pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 9 ottobre.

Sito Web | Instagram

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Spettacolo

Notti magiche a Milano, riparte il rito del jazz: quattro appuntamenti alla Cascina Cuccagna

Le notti milanesi tornano a tingersi di grande musica! A partire da martedì 6 ottobre 2026, la storica e affascinante cornice di Cascina Cuccagna (nei locali di “Un posto a Milano”) riapre orgogliosamente le porte per la quinta, imperdibile e scoppiettante stagione de “Il rito del jazz”, curata da Musicamorfosi. Un programma di altissima qualità che per tutto il mese di ottobre regalerà al pubblico meneghino un meraviglioso doppio concerto (alle 19.30 e alle 21.30) con ingresso rigorosamente libero e gratuito! Dal sound newyorkese contemporaneo del Raffaele Fiengo Quartet all’omaggio a Django Reinhardt con il jazz manouche di Davide Parisi. E ancora: le sperimentazioni “psycho” ed elettroniche degli Hibaku Jumoku fino alla chiusura a ritmo di pop e samba con il giovane Bramante Trio. Un appuntamento autunnale assolutamente da non perdere!👇

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Raffaele Fiengo

Milano – Le frenetiche, luminose e caotiche serate autunnali del capoluogo lombardo si preparano a rallentare il loro ritmo incessante per lasciarsi cullare dolcemente dalla magia improvvisata, suadente e travolgente della grande musica dal vivo. Ritorna infatti prepotentemente e orgogliosamente sulla scena cittadina uno degli appuntamenti culturali e musicali in assoluto più amati, attesi e partecipati dal pubblico meneghino. A partire da martedì 6 ottobre 2026, scatterà ufficialmente la prestigiosa e attesissima quinta stagione de Il rito del jazz. La celebre e fortunata rassegna musicale, ideata e organizzata magistralmente dall’attivissima associazione culturale Musicamorfosi in stretta e proficua collaborazione con “Un posto a Milano” e la splendida cornice di Cascina Cuccagna, è pronta a trasformare ancora una volta i caldi e accoglienti locali del ristorante nell’esclusivo e vibrante Cuccagna Jazz Club. L’evento gode del fondamentale sostegno di Nuovo Imaie e del prestigioso patrocinio ufficiale del Municipio 4 del Comune di Milano, con la golosa partnership di St. Germain. La vincente e amatissima formula organizzativa resta rigorosamente e felicemente invariata: la grande musica verrà servita al pubblico una volta alla settimana, proponendo un generoso doppio set serale (il primo previsto per le ore 19.30 e il secondo alle 21.30), mantenendo orgogliosamente l’ingresso libero e completamente gratuito per tutti gli spettatori (previa la consueta prenotazione sul sito ufficiale).

La quinta stagione di Musicamorfosi: un trampolino per il jazz italiano

Dal lontano 2022 fino ai trionfi dell’anno odierno, l’ambizioso e raffinato progetto de Il rito del jazz ha avuto l’immenso e raro merito di ospitare sul proprio palcoscenico milanese una parata infinita di stelle assolute e di esponenti di primissimo piano della complessa scena musicale italiana e internazionale.
Artisti del calibro monumentale di Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Antonio Zambrini, Andrea Dulbecco, Ethan Iverson e Nicole Johänntgen hanno deliziato e infiammato il pubblico della Cascina. Ma la vera, profonda e inossidabile vocazione della rassegna è sempre stata quella di fungere da fondamentale, vitale e prezioso trampolino di lancio per i giovani, talentuosi e promettentissimi musicisti emergenti del panorama tricolore (basti citare, tra i tanti, i lanci felici di Sophia Tomelleri, Francesco Sensi e Thomas Umbaca). Anche nel corso dei prossimi, intensi e freddi mesi autunnali, la sapiente direzione artistica punterà fortissimo e senza alcuna esitazione a scovare, sostenere e valorizzare pubblicamente le ultimissime promesse del jazz italiano, affiancandole strategicamente e sapientemente a nomi già affermati e consolidati, per creare un magico e virtuoso incontro generazionale e sonoro.

Dal Raffaele Fiengo Quartet all’omaggio d’autore a Django Reinhardt

L’imperdibile e ricchissimo cartellone musicale del mese di ottobre prenderà ufficialmente e trionfalmente il via martedì 6 ottobre, puntando i riflettori principali sul talento puro e cristallino del quartetto guidato dal formidabile sassofonista e compositore Raffaele Fiengo.
Già meritatissimo vincitore assoluto del concorso Palco Aperto JAZZMI e del prestigioso Premio Nazionale delle Arti, Fiengo salirà sul palco milanese accompagnato da Max Cameroni (pianoforte), Enrico Palmieri (contrabbasso) e Antonio Marmora (batteria), per presentare dal vivo al pubblico Recall, il suo attesissimo e brillante esordio discografico. Il progetto (che vedrà la partecipazione straordinaria della vocalist Francesca Pocobelli) fonde magistralmente e coraggiosamente l’anima pulsante del jazz newyorkese contemporaneo con echi raffinatissimi del Novecento europeo, citando mostri sacri come Bartók. La settimana successiva, martedì 13 ottobre, le atmosfere cambieranno radicalmente per lasciare gioiosamente spazio al Davide Parisi Trio (completato da Yann Marechal ed Enrico Vito Zeno) che, affiancato dall’incredibile talento dello special guest Gabriele Boggio Ferraris al vibrafono, proporrà un devoto, rispettoso e modernissimo tributo al grandissimo genio della sei corde Django Reinhardt, figura storica, fondante e inarrivabile dello stile jazz manouche.

Il suono “psycho” degli Hibaku Jumoku e la chiusura col Bramante Trio

Il viaggio musicale all’interno delle storiche mura della Cuccagna proseguirà poi martedì 20 ottobre con una proposta decisamente più spiazzante, aggressiva, sperimentale e di fortissimo impatto emotivo.
Il palco sarà infatti calcato dal neonato trio Hibaku Jumoku, una coraggiosissima band capitanata dall’eclettico e noto batterista piemontese Paolo Inserra, affiancato magistralmente da Antonio Gallucci al sax tenore e da Francesco Bucci al basso tuba. I tre esplosivi e istrionici musicisti offriranno al pubblico milanese un graffiante, ipnotico e psichedelico sound crossover: un viaggio particolarissimo che parte dalle ruvide, rabbiose e storiche fondamenta del punk puro, per poi aprirsi inaspettatamente e meravigliosamente verso melodie ricercate e influenze dell’elettronica contemporanea londinese. Una vera e propria esperienza psycho-jazz. Il curioso e profondo nome della band deriva storicamente da quello dell’unico albero rimasto miracolosamente e tristemente sopravvissuto alla devastante bomba atomica di Hiroshima, simboleggiando la rinascita attraverso la musica contro ogni apocalisse. A chiudere in grande bellezza il ricco calendario del mese, martedì 27 ottobre, penserà infine il freschissimo Bramante Trio (composto dai talentuosi Filippo Oggionni, Vittorio Romano e Mattia Venturella). La giovane e brillante formazione delizierà i fortunati presenti rivisitando audacemente grandissimi standard e classici indimenticabili, sporcandoli e contaminandoli gioiosamente con divertentissimi e irriverenti arrangiamenti originali provenienti dai mondi del pop e della samba.

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Musica elettronica: scatta il crowdfunding per salvare la Silicon Valley delle Marche

3. La storia segreta della musica elettronica nasce tra le colline marchigiane. Parte il crowdfunding per il documentario “Electric Hills”, il film che svela come gli artigiani della regione abbiano costruito i sintetizzatori usati da Pink Floyd e dai compositori di Stranger Things. Partecipa alla raccolta fondi per salvare questa incredibile Silicon Valley italiana 👇

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Jean Michelle Jarre

Ancona – Immaginate il rumore dolce del vento che accarezza i campi di grano e le colline e, subito dopo, la vibrazione improvvisa, profonda e futuristica di una drum machine che anticipa il futuro della discografia globale. C’è una linea invisibile ma potentissima che unisce la quiete millenaria delle campagne marchigiane ai palchi più prestigiosi della musica mondiale. È una storia segreta, custodita gelosamente tra le pieghe di una provincia laboriosa, in cui le mani esperte di artigiani abituati a riparare le tradizionali fisarmoniche hanno iniziato a saldare circuiti integrati, potenziometri, sintetizzatori e organi elettrici di nuova concezione. Questo distretto industriale, apparentemente lontano dai grandi centri nevralgici della cultura internazionale, ha letteralmente plasmato, nota dopo nota, il suono dell’elettronica globale, lasciando un’impronta indelebile nei dischi che hanno fatto la storia della musica contemporanea degli ultimi sessant’anni.

Per sottrarre all’oblio questo incredibile miracolo italiano che unisce artigianato e futuro, il Museo del Synth Marchigiano e la casa di produzione The Blink Fish hanno lanciato una mobilitazione collettiva di fondamentale importanza. È partita ufficialmente la grande campagna di crowdfunding per completare la post-produzione di “Electric Hills”, il documentario d’impatto diretto dal regista Marco Bragaglia che accende i riflettori su questa vera e propria Silicon Valley musicale ante litteram. Le riprese della pellicola sono già interamente terminate sul campo: ora scatta la vera corsa contro il tempo per finanziare la fase di montaggio definitivo, la cura del sound design, la color grading e l’acquisizione dei preziosi e costosi diritti d’archivio sui materiali visivi d’epoca, passaggi vitali per consentire all’opera di sbarcare nei festival cinematografici internazionali e raccontare al mondo questo primato tutto italiano.

Dalle botteghe artigiane ai Pink Floyd: l’incredibile epopea delle Marche elettroniche

Il lungometraggio si propone di rovesciare completamente il classico e noioso rapporto gerarchico tra il centro e la periferia, dimostrando come la provincia italiana sia stata in realtà un fulcro pulsante di pura visione e innovazione tecnologica d’avanguardia. Dalle storiche fisarmoniche di Castelfidardo fino agli incredibili organi elettronici nati negli anni Sessanta, il film documenta minuziosamente come le officine familiari e i piccoli distretti industriali marchigiani abbiano saputo anticipare persino i colossi della tecnologia provenienti da nazioni come il Giappone e gli Stati Uniti d’America. Strumenti rarissimi costruiti in questa terra collinare sono finiti tra le mani di leggende assolute come i Pink Floyd e Jean-Michel Jarre, fino a plasmare le atmosfere cupe e nostalgiche della famosissima colonna sonora della serie TV cult Stranger Things, dimostrando una longevità sonora che non conosce crisi o tramonti.

La forza d’impatto di questo straordinario racconto risiede proprio in un cast internazionale che ha scelto di metterci la faccia e testimoniare l’assoluta centralità storica del distretto marchigiano. Oltre al celebre pioniere francese Jean-Michel Jarre e ai compositori statunitensi Kyle Dixon e Michael Stein, nel documentario compaiono icone della musica italiana e globale: Boosta dei Subsonica, Claudio Simonetti dei mitici Goblin, i membri dei Calibro 35 con Tommaso Colliva, Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli, il geniale creatore britannico Sam Battle, noto sul web come Look Mum No Computer, e i Matmos con Martin Schmidt e Andrew Daniel. Artisti di fama mondiale che non sono saliti sulle colline marchigiane per semplici visite di cortesia turistica, ma per intraprendere vere e proprie sessioni di studio, sperimentazione sonora e registrazione creativa all’interno del Museo del Synth Marchigiano, attratti dal calore analogico unico di queste macchine dimenticate.

L’appello per salvare la memoria storica di un’eredità tecnologica ancora viva

Il progetto cinematografico nasce dalla profonda ostinazione e dal cuore di un gruppo affiatato di amici, musicisti e appassionati collezionisti che hanno deciso di unire le forze per colmare una grave assenza storica della memoria collettiva. Hanno recuperato, smontato e rimesso faticosamente in funzione pezzi unici e rarissimi che rischiavano seriamente di finire distrutti in qualche discarica o dimenticati nelle soffitte polverose della regione. La campagna di raccolta fondi adotta la formula strategica “raccogli comunque”, garantendo ai donatori che ogni singolo euro raccolto verrà utilizzato direttamente sul campo per la chiusura dei lavori della pellicola, che verrà completata in ogni caso. La scrittura dell’opera è stata curata da Paolo Bragaglia, noto compositore, performer e fondatore del museo, che ha voluto imprimere al film un ritmo contemporaneo e dinamico, fortemente ispirato al linguaggio visivo e al montaggio serrato tipico dei moderni videoclip musicali.

Per ringraziare concretamente i sostenitori della campagna, il Museo ha messo a disposizione una serie di ricompense straordinarie e introvabili provenienti direttamente dai propri archivi storici e dai depositi industriali dismessi: stampe fotografiche originali, progetti cartacei ingialliti dal tempo e persino pellicole litografiche d’epoca provenienti dai mitici archivi storici dei marchi Bontempi e Farfisa. I donatori potranno persino aggiudicarsi un raro circuito integrato originale denominato IRIS/Bontempi o le licenze digitali per l’utilizzo di plug-in software sviluppati da Apesoft. Per gli appassionati più legati alla causa, è stata inoltre ideata l’esclusiva Studio Experience: un’opportunità unica di due giorni per trasferirsi nelle Marche e registrare la propria musica all’interno del museo, potendo finalmente suonare, toccare e sperimentare con gli strumenti elettronici più rari e affascinanti del pianeta, mantenendo in vita un’eredità tecnologica che continua a far battere il cuore e l’anima della musica mondiale.

Sostenere questo documentario non significa semplicemente finanziare un’opera cinematografica indipendente, ma partecipare attivamente alla salvaguardia di un pezzo fondamentale della cultura industriale del nostro Paese. Le Marche dei sintetizzatori dimostrano che l’eccellenza italiana non è fatta solo di moda o enogastronomia, ma anche di ingegno elettronico, di circuiti pensati da menti brillanti e saldati da mani artigiane che hanno saputo parlare al mondo intero. In un momento storico in cui tutto si dematerializza nel digitale e nel virtuale, riscoprire la fisicità, la plastica, il legno e il metallo di questi pionieristici strumenti musicali diventa un atto di resistenza culturale necessario e urgente per capire da dove provenga il futuro della musica che ascoltiamo ogni giorno sui nostri smartphone o nei grandi concerti negli stadi.

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