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Teramo, l’Odontotecnico “Marino” punta sull’innovazione: parte il diploma quadriennale e i docenti si aggiornano a Napoli

Grande passo avanti per l’Istituto Professionale “Marino” di Teramo: al via il diploma quadriennale in Odontotecnico per accedere a università e lavoro con un anno di anticipo! I docenti e la dirigente scolastica Fatigati a Napoli per il seminario d’eccellenza sulle protesi dentali totali. Opportunità aperte anche con l’ITS Academy Agroalimentare di Piano d’Accio. E per la cura del vostro sorriso e l’igiene orale con strumenti all’avanguardia, scoprite gli spazzolini elettrici sonici e gli idropulsori in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Teramo, l'Odontotecnico "Marino"

Teramo – Coniugare la solida tradizione laboratoriale con le tecnologie d’avanguardia della moderna biomedica e dell’odontotecnica digitale. L’Istituto di Istruzione Superiore “Alessandrini-Marino” di Teramo compie un deciso passo in avanti nel potenziamento della propria offerta formativa, scommettendo con determinazione sull’innovazione didattica, sull’aggiornamento costante del corpo docente e sull’orientamento in uscita degli studenti. L’obiettivo primario della storica istituzione scolastica teramana è fornire alle nuove generazioni competenze immediatamente spendibili nel tessuto produttivo locale e nazionale, garantendo al contempo le basi scientifiche necessarie per proseguire con successo gli studi universitari e nei percorsi di alta formazione tecnica.

La delegazione teramana a Napoli: il confronto sulle protesi totali

A testimoniare la vocazione alla crescita continua è stata la recente e significativa esperienza che ha visto protagonista l’Indirizzo Odontotecnico dell’Istituto Professionale “Marino”. Una delegazione della scuola ha preso parte a Napoli all’atteso seminario specialistico intitolato «1° Memorial Vincenzo Esposito – Tecniche a confronto in protesi totale». L’evento formativo e commemorativo, dedicato alla figura di Vincenzo Esposito, autentico maestro e punto di riferimento dell’odontotecnica campana e nazionale, si è svolto nella suggestiva cornice dell’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore “Casanova”.

Alla trasferta partenopea hanno partecipato i docenti di indirizzo Andrea Valloni e Virna Villanova, guidati dalla dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati e dalla Direttrice dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) Clelia Di Menno Di Bucchianico. Il convegno ha offerto un’occasione di confronto di altissimo profilo scientifico sulle più recenti metodologie di progettazione, modellazione e fabbricazione delle protesi dentali fisse e rimovibili. Le competenze e le innovazioni acquisite durante il seminario saranno immediatamente trasferite nella didattica quotidiana dei laboratori scolastici teramani, garantendo agli allievi una preparazione costantemente allineata alle evoluzioni dei materiali e dei protocolli del settore odontoiatrico.

La rivoluzione del Diploma Quadriennale: università e lavoro in anticipo

La vera e propria svolta strutturale per l’Istituto Professionale “Marino” è rappresentata dall’attivazione, a partire dall’anno scolastico in corso, del percorso di studi quadriennale per l’indirizzo Odontotecnico, che va ad affiancare la tradizionale articolazione quinquennale. Questa innovativa sperimentazione ministeriale consente agli studenti di conseguire il diploma di maturità di Stato in soli quattro anni — con un anno di anticipo rispetto ai coetanei — mantenendo inalterato il valore legale del titolo e la solidità del programma formativo.

Il diploma quadriennale apre prospettive di straordinario interesse per la prosecuzione degli studi nella filiera terziaria professionalizzante e accademica. Grazie alla solida preparazione nelle discipline scientifiche, con particolare riferimento alla chimica dei materiali, alla fisica e all’anatomia, i diplomati acquisiscono un bagaglio ottimale per affrontare con successo i test d’ingresso per le facoltà sanitarie: da Odontoiatria e Protesi Dentaria a Igiene Dentale, passando per Scienze Infermieristiche, Logopedia, Ortottica e Fisioterapia. Un percorso accelerato che proietta i giovani verso il futuro con maggiore competitività.

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La sinergia con l’ITS Academy Agroalimentare di Piano d’Accio

Il ventaglio delle opportunità post-diploma per gli studenti dell’Istituto “Alessandrini-Marino” si arricchisce ulteriormente grazie alla stretta cooperazione con l’ITS Academy – Sistema Agroalimentare di Teramo, la cui sede operativa si trova a Piano d’Accio. Il percorso biennale di alta specializzazione tecnica post-secondaria permette di approfondire competenze all’avanguardia nel campo del controllo di qualità microbiologica e chimica degli alimenti e nella gestione dei processi industriali sostenibili.

Si tratta di un settore strategico e trainante per l’economia dell’Abruzzo e dell’intero Paese, in cui le imprese locali manifestano una costante e crescente richiesta di figure tecniche specializzate. L’integrazione tra la scuola superiore e la fondazione ITS dimostra come l’istituto teramano sappia interpretare l’educazione tecnica come un ecosistema aperto e dinamico, capace di creare ponti solidi e immediati tra l’aula, il laboratorio e il mondo delle imprese.

Il messaggio della dirigente Fatigati: «Lo studio costruisce futuri stabili»

A suggellare la filosofia educativa della scuola teramana sono le parole appassionate della dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati, che ha voluto rivolgere un caloroso incitamento alla comunità scolastica e a tutti gli allievi: «Forza ragazzi, lo studio forma ed educa, favorisce lo sviluppo umano armonioso e costruisce futuri stabili e ricchi di opportunità». Un messaggio chiaro, che ribadisce come la qualità didattica debba camminare di pari passo con la maturazione civica, il rigore morale e il reciproco rispetto che deve animare la relazione educativa tra studenti e docenti.

L’Istituto “Alessandrini-Marino” rinnova l’invito alle famiglie e agli studenti delle scuole secondarie di primo grado del territorio a conoscere da vicino le strutture laboratoriali e le specificità dei piani di studio, confermando la propria missione formativa: accompagnare le nuove generazioni verso l’autonomia e il successo professionale con serietà, innovazione e passione.

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“Across the Rock”, a San Nicolò a Tordino è tempo di grande musica con il Chorus Novus Rock Ensemble

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Chorus Novus Rock Ensemble

Sabato 17 ottobre, alle ore 18, il Chorus Novus Rock Ensemble porterà allo Spazio Multiculturale Ca.Fé di San Nicolò a Tordino (Teramo), in via Madri Costituenti n. 6, un viaggio musicale tra i grandi classici del rock.

Il rock è pronto a riprendersi la scena, tra sonorità elettriche, arrangiamenti originali e la forza coinvolgente della musica corale. Dopo il rinvio causato dalle avverse condizioni meteorologiche, “Across the Rock”, lo spettacolo del Chorus Novus Rock Ensemble ideato e diretto dal maestro Paolo Speca, torna con una nuova data.

Un appuntamento che promette di trasformarsi in una festa della musica, capace di attraversare epoche, stili e generazioni, riscoprendo alcuni dei brani più significativi della storia del rock internazionale. Dai Beatles si passa ai musical rock e ai grandi successi degli anni Settanta, fino alle produzioni che hanno conquistato Broadway e il West End londinese, dimostrando come il rock abbia saputo parlare linguaggi diversi senza perdere la propria identità.

Il progetto nasce dalla volontà di esplorare le possibilità espressive dell’incontro tra coro, voce solista e strumenti elettrici e acustici. Il risultato è uno spettacolo che punta a valorizzare la potenza del rock senza rinunciare alla ricchezza delle armonie vocali, attraverso arrangiamenti originali e una formula musicale capace di sorprendere e coinvolgere il pubblico.

Sul palco, accanto al maestro Paolo Speca, saliranno Flavia La Pasta alla voce, Gianfranco Lupidii al violino, Gianluca Caporale al sassofono, Massimiliano Caporale al pianoforte, Daniele Fratini alle chitarre, Roberto Della Vecchia al basso e Davide Ciarallo alla batteria. Un ensemble che mette insieme esperienze e timbri differenti, dando vita a un dialogo musicale nel quale le sonorità del rock si intrecciano con quelle degli strumenti acustici e con l’impatto del coro.

La nuova data rappresenta anche l’occasione per ritrovare uno spettacolo che ha già raccolto grandi consensi nella precedente esibizione dello scorso 10 luglio a Giulianova, quando Piazza del Mare ha accolto un pubblico numeroso. Un successo che accompagna ora il ritorno di “Across the Rock” a San Nicolò a Tordino, con l’obiettivo di regalare un’altra serata all’insegna della qualità musicale e delle emozioni dal vivo.

E proprio la sorpresa sarà uno degli ingredienti della serata: la scaletta resterà rigorosamente riservata. Nessuna anticipazione sui brani in programma, dunque, ma la promessa di un percorso musicale tutto da scoprire, capace di alternare atmosfere, ricordi e grandi momenti di energia. L’ultima parte dell’esibizione sarà dedicata ad alcune canzoni più famose e amate dal cantautore genovese Fabrizio De André.

Il presidente del Chorus Novus Rock Ensemble, Franco Di Francesco, invita il pubblico a partecipare e ringrazia per sostegno il Comune di Teramo, la Provincia di Teramo e la Fondazione Tercas, e per l’ospitalità lo Spazio Multiculturale Ca.Fé, quest’ultimo coordinato da Chiara Ciminà.

In caso di ulteriore maltempo, il concerto si svolgerà, alla stessa ora, presso il Parco della Scienza di Teramo, in via Antonio De Benedictis n. 1. L’ingresso è libero.

Un’occasione per lasciarsi trasportare dalla musica, riscoprire i grandi classici del rock e vivere una serata in cui voci e strumenti si uniranno per dare nuova energia a brani che hanno fatto la storia.

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Tutela minori e affidi, Nadia Di Rocco al fianco della famiglia Loffredo di Lanciano: «Servono controlli veri e trasparenza sui servizi sociali»

Tutela dei minori e allontanamenti familiari: l’associazione Quei Bravi Ragazzi Family con la presidente Nadia Di Rocco scende in campo al fianco della famiglia Loffredo di Lanciano e dei legali Angelo e Sergio Pisani. Dopo i richiami della Corte Europea di Strasburgo, l’appello per controlli indipendenti sui servizi sociali, verifiche nelle strutture e trasparenza a difesa del diritto alla genitorialità. E per approfondire il diritto di famiglia e minorile, scoprite i saggi giuridici e gli strumenti professionali in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Nadia Di Rocco

Lanciano – Il delicatissimo tema della tutela dei minori, delle decisioni di allontanamento dai nuclei d’origine e del ruolo dei servizi territoriali torna al centro del dibattito civile e istituzionale in Abruzzo. A riaccendere i riflettori sulla materia è la presa di posizione pubblica di Nadia Di Rocco, presidente dell’associazione nazionale Quei Bravi Ragazzi Family, che ha annunciato la decisione di scendere ufficialmente in campo a supporto della famiglia Loffredo di Lanciano, affiancando nel percorso di tutela e ascolto i noti legali Angelo e Sergio Pisani. Una presa di posizione netta che fa seguito ai recenti pronunciamenti della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e che invoca una riforma profonda nei criteri di valutazione che incidono sul futuro dei bambini.

Il richiamo della Corte Europea e il rispetto della vita familiare

Al centro dell’intervento vi è la complessa riflessione scaturita dalla giurisprudenza sovranazionale, in particolare dal caso L.Z. e D.Z. contro l’Italia, in cui i giudici di Strasburgo hanno formalmente condannato il nostro Paese per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, sancendo il mancato rispetto della vita privata e familiare a causa di interventi non adeguatamente proporzionati o tempestivi da parte delle istituzioni incaricate. Una sentenza che, secondo l’associazione, pone le istituzioni di fronte a un obbligo morale e giuridico non più rinviabile: garantire che il superiore interesse del minore non rimanga un’enunciazione di principio, ma si traduca in procedure verificabili, trasparenti e fondate su riscontri oggettivi.

«Da anni portiamo nelle piazze e nelle sedi istituzionali la voce di madri e padri che chiedono semplicemente di essere ascoltati, di comprendere le ragioni profonde delle decisioni che hanno sconvolto per sempre la vita dei loro figli e di ottenere risposte concrete», spiega Nadia Di Rocco. Le manifestazioni e le numerose petizioni consegnate nel corso del tempo a Palazzo Chigi nascono proprio da questa fondamentale esigenza di chiarezza: assicurare che ogni misura restrittiva sia solidamente motivata e orientata a preservare, laddove sicuro e possibile, il legame biologico ed affettivo primario.

L’appello per verifiche indipendenti sui servizi territoriali

La presidenza dell’associazione Quei Bravi Ragazzi Family punta il dito sulla necessità di superare automatismi e ritardi che rischiano di cristallizzare situazioni di allontanamento senza che le famiglie abbiano avuto un contraddittorio tempestivo ed efficace. «Non basta parlare astrattamente di tutela dei più piccoli: occorre verificare che gli interventi disposti siano rigorosamente proporzionati, che le relazioni educative vengano redatte con il massimo rigore scientifico e che i legami familiari non siano compromessi in modo irreparabile da inerzie burocratiche o valutazioni insufficientemente approfondite», sottolinea la presidente.

Da qui la richiesta articolata di istituire controlli terzi e verifiche indipendenti sull’operato dei servizi sociali e degli educatori incaricati dai tribunali, affiancati da periodiche ispezioni nelle strutture di accoglienza e comunità alloggio e da canali di tempestivo riscontro alle istanze e alle memorie depositate dai nuclei familiari. Chi ha la responsabilità di intervenire su un ambito così delicato e cruciale deve operare con standard di assoluta trasparenza e sotto un controllo di legalità rigoroso.

Approfondimenti giuridici e strumenti per la difesa dei diritti

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La vicenda della famiglia Loffredo e il pool legale

In questo solco si colloca l’impegno diretto al fianco del nucleo familiare di Lanciano. Con il supporto degli avvocati Angelo e Sergio Pisani, la presidente Nadia Di Rocco intende garantire che la vicenda della famiglia Loffredo riceva la massima attenzione mediatica, amministrativa e giudiziaria, nel pieno rispetto delle prerogative previste dall’ordinamento a salvaguardia della persona. L’obiettivo comune è accertare la fondatezza delle misure intraprese e promuovere una revisione che tenga conto delle reali condizioni e delle aspirazioni di ricongiungimento.

«La sicurezza e il benessere psicofisico dei bambini rappresentano la priorità assoluta e insindacabile di qualunque società civile», rimarca Di Rocco. «Proprio in virtù di questo principio, ogni allontanamento deve essere valutato con estremo rigore ed essere sostenuto da evidenze inconfutabili. Difendere un minore non può e non deve mai significare recidere unilateralmente il suo sacrosanto diritto alle radici familiari, quando ciò risulti pienamente sicuro e conforme al suo armonioso sviluppo».

«Un bambino non è un fascicolo»: l’appello alle istituzioni

La mobilitazione promossa dall’associazione si conclude con un appello rivolto alle istituzioni parlamentari e di governo affinché si apra un tavolo di confronto urgente sulle procedure di affidamento ed eterofamiliari. «Non chiediamo privilegi né scorciatoie per alcuno», conclude la nota firmata da Nadia Di Rocco. «Chiediamo istituzioni capaci di rendere conto delle proprie decisioni, procedure trasparenti e strumenti di vigilanza che tutelino davvero i minori e i loro diritti inviolabili. Uno Stato autenticamente giusto non teme le verifiche indipendenti: le garantisce».

«Un bambino non è un numero né un fascicolo burocratico da archiviare su uno scaffale. Dietro ogni provvedimento emesso ci sono persone in carne e ossa, affetti profondi e ferite che rischiano di segnare in modo indelebile l’esistenza. È giunto il momento che alle famiglie non vengano offerte promesse di circostanza, ma risposte celeri, controlli stringenti e il ripudio di ogni forma di indifferenza».

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Fiume Turano a secco, la Procura di Rieti apre un fascicolo: al vaglio i rilasci della centrale e le concessioni

La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo informativo per fare chiarezza sulla gestione delle portate e sulla secca registrata in un tratto del Fiume Turano a Rocca Sinibalda. Al centro del dibattito il disciplinare del 1950, la procedura d’infrazione UE sulle concessioni e le richieste di associazioni e residenti per la tutela dell’alveo, a fronte delle repliche di conformità del gestore. E per verificare e filtrare l’acqua nelle vostre case, scoprite le caraffe Brita e i misuratori digitali TDS in offerta su Amazon. Leggete l’approfondimento completo sul nostro giornale 👇

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Diga_di_Posticciola

Rieti – La complessa vicenda della gestione idrica del fiume Turano approda all’attenzione degli organi inquirenti. A seguito degli esposti presentati dalle associazioni ambientaliste e delle segnalazioni sollevate a livello regionale, la Procura della Repubblica di Rieti ha formalmente aperto un fascicolo informativo — allo stato attuale contro ignoti e senza ipotesi di reato a carico di singoli soggetti — per fare piena luce sulla situazione del corso d’acqua. Al centro dell’attenzione vi è il prosciugamento registrato durante la stagione estiva in un tratto circoscritto di circa un chilometro nella vallata sottostante il comune di Rocca Sinibalda, a valle del bacino artificiale gestito da Enel.

L’apertura dell’indagine conoscitiva e il quadro normativo europeo

L’iniziativa della magistratura reatina si inserisce in un contesto più ampio di forte stress idrico che nel corso del 2026 ha interessato diversi bacini italiani, acuendo il confronto tra le esigenze di tutela degli ecosistemi fluviali e la produzione idroelettrica nazionale, ridotta di quasi il 40% nel primo semestre a causa delle precipitazioni irregolari. La vicenda del Turano assume particolare rilievo anche alla luce delle normative comunitarie sulle concessioni pubbliche.

Sul piano regolatorio generale, la Commissione Europea ha avviato nei mesi scorsi una procedura d’infrazione nei confronti dello Stato italiano per il mancato recepimento tempestivo della Direttiva Quadro sulle Acque, nella parte in cui impone il periodico riesame e l’aggiornamento dei disciplinari per le grandi derivazioni. Nel caso specifico dei bacini del Turano e del Salto, i parametri attuali affondano le proprie radici nel Disciplinare del 22 giugno 1950, un documento mai aggiornato nei suoi valori di base nel corso dei decenni e concepito in un contesto storico e climatico profondamente diverso da quello odierno.

I rilievi tecnici del comitato e la stima del deflusso ecologico

A sostenere le ragioni della salvaguardia fluviale è il Comitato per il Fiume Turano, tra i cui esponenti figura il legale David Rottgen, già membro per diversi anni della Commissione IPPC/AIA del Ministero dell’Ambiente. Secondo l’interpretazione fornita dai rappresentanti dei cittadini, il disciplinare del 1950 prevederebbe che nei punti della vallata vocati all’irrigazione agricola la portata minima non scenda sotto i 300 litri al secondo, quantità che nel tratto temporaneamente in secca non risulterebbe riscontrabile.

Ad arricchire il quadro documentale vi è inoltre uno studio tecnico di parte, commissionato privatamente da residenti della zona, secondo cui per assicurare un reale Deflusso Minimo Vitale (DMV) e garantire la tenuta biologica dell’alveo occorrerebbe una portata stimata di circa 600 litri al secondo. Una valutazione tecnica che differisce sensibilmente dai circa 200 litri al secondo attualmente rilasciati dall’esercente alla diga di Posticciola, ritenuti dalle comunità locali non sufficienti a raggiungere la vallata valliva nei mesi più siccitosi.

Consiglio per la tutela e la qualità dell’acqua

La corretta gestione e la purezza dell’acqua sono elementi fondamentali per il benessere quotidiano delle famiglie: per verificare la qualità dell’acqua domestica e filtrare calcare e residui dal rubinetto, scoprite le Caraffe Filtranti Brita con Filtri MAXTRA+ e i Tester Digitali TDS per la qualità dell’acqua più scelti su Amazon.

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La posizione di Enel e il quadro delle competenze

Da parte sua, la società Enel mantiene una linea di massima prudenza e correttezza istituzionale. In una recente presa di posizione, l’azienda ha fatto sapere che le operazioni di gestione degli invasi e i relativi rilasci idrici avvengono nel rigoroso rispetto delle concessioni e delle normative di legge attualmente vigenti. Sulla questione si è espresso anche il sindaco di Rocca Sinibalda, Stefano Micheli, auspicando che dal confronto istituzionale tra Regione Lazio, gestore e ministero possano scaturire intese idonee a conciliare la produzione di energia rinnovabile con l’esigenza di preservare l’habitat naturale del fiume.

Il confronto verte ora sull’applicazione dell’articolo 17 del disciplinare, che consente ai titolari degli impianti di modulare i volumi d’acqua a salvaguardia del corpo idrico in presenza di mutate condizioni ambientali, richiamando precedenti come quello del 2002 in cui vennero incrementate le portate. Saranno ora gli approfondimenti della Procura e delle autorità amministrative preposte a chiarire se il quadro regolatorio debba essere formalmente ridefinito per il futuro.

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