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Università, il Generale Luigi Del Vecchio nominato docente alla Federiciana: dalla lotta alla mafia ai romanzi thriller

Dalla lotta serrata contro la mafia in trincea, fino alla cattedra universitaria! Una nuova, prestigiosa nomina arricchisce lo straordinario percorso umano e professionale del Generale della Guardia di Finanza in congedo Luigi Del Vecchio. L’alto ufficiale (che per 40 anni ha ricoperto incarichi operativi di vertice anche all’interno della Direzione Investigativa Antimafia) è stato ufficialmente nominato docente del Dipartimento di Politica Economica della Federiciana Università Popolare di Roma, per volere del Rettore Giraldi. Un riconoscimento strameritato per un uomo che, smessa la divisa, si è trasformato in un intellettuale a tutto tondo: non solo è diventato un apprezzatissimo scrittore di romanzi thriller, ma si è distinto per grandi iniziative sociali, come la registrazione gratuita degli audiolibri dei suoi testi per i non vedenti pugliesi. “Mettere la mia esperienza al servizio dei giovani è un orgoglio che affronterò con entusiasmo”, ha dichiarato il neo-docente. Leggete l’articolo per ripercorrere l’incredibile carriera del Generale, e cliccate sul nostro consiglio d’acquisto per godervi il suo bellissimo romanzo giallo ambientato in Puglia! 👇

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Luigi Del Vecchio

Roma – Esistono carriere professionali e umane che non si esauriscono con il raggiungimento della meritata pensione o con il congedo dal servizio attivo, ma che, al contrario, trovano nuove e inaspettate forme per continuare a mettersi al servizio della collettività. Trasferire il proprio sterminato bagaglio di conoscenze, maturato letteralmente sul campo in decenni di sfide, alle nuove generazioni di studenti è senza dubbio uno dei compiti più nobili che un uomo dello Stato possa assumersi. È esattamente quello che sta accadendo a Roma, dove un nuovo e prestigioso incarico accademico va ad arricchire in modo significativo il già formidabile percorso professionale, istituzionale e culturale del Generale Luigi Del Vecchio. L’alto ufficiale è stato infatti ufficialmente nominato docente di spicco all’interno del Dipartimento di Politica Economica della rinomata Federiciana Università Popolare di Roma. La prestigiosa nomina è stata conferita direttamente con un decreto firmato dal Rettore dell’ateneo, il Professor Salvatore Maria Mattia Giraldi, che ha fortemente voluto chiamare Del Vecchio a far parte integrante del corpo docente. L’Ateneo capitolino, da sempre, è un’istituzione profondamente impegnata nella diffusione capillare del sapere multidisciplinare e nella promozione attiva della formazione permanente (il cosiddetto lifelong learning), offrendo ai propri iscritti numerosi dipartimenti e percorsi accademici di altissima specializzazione. Per il Generale Del Vecchio si tratta di un riconoscimento di primissimo piano, che rappresenta tuttavia la naturale e logica prosecuzione di un percorso umano costruito giorno dopo giorno nel corso di una lunga, faticosa e onorata carriera al servizio dello Stato italiano.

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Quarant’anni in trincea: dalla Guardia di Finanza alla DIA

Prima di salire in cattedra per spiegare i complessi meccanismi della politica economica moderna, Luigi Del Vecchio ha vissuto una vita in prima linea.
Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, vanta un curriculum accademico di altissimo profilo, essendo laureato sia in Giurisprudenza che in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria. Ma è sul campo che ha fatto la differenza: per ben quarant’anni ininterrotti, Del Vecchio ha ricoperto incarichi di comando, di vertice e investigativi di primissimo piano. Ha operato con coraggio e determinazione in territori italiani caratterizzati da un’altissima e pericolosa densità criminale, prestando un lungo e delicato servizio anche presso la DIA (la Direzione Investigativa Antimafia), l’organo investigativo per eccellenza nella lotta contro i grandi sodalizi criminali e mafiosi. Ma un uomo di tale spessore non poteva certo fermarsi qui. Accanto all’intensa e rischiosa attività professionale e investigativa, negli ultimi anni ha sviluppato e coltivato un profondo percorso culturale e artistico che lo ha portato ad affermarsi, con grande sorpresa di critica e pubblico, anche come apprezzatissimo scrittore di genere. I suoi due romanzi thriller, intitolati “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e il successivo “Ostuni. Non mi cercare più…” (entrambi pubblicati con successo da Viola Editrice), hanno ottenuto importanti riconoscimenti letterari e hanno dato vita a un lungo tour nazionale di presentazioni che continua tuttora a toccare con successo festival, rassegne culturali e salotti letterari in numerosissime città italiane.

L’impegno nel sociale, gli audiolibri e le parole del Generale

L’energia del neo-docente sembra davvero inesauribile. Negli ultimi mesi, Del Vecchio è stato inoltre ospite richiestissimo di svariate trasmissioni televisive e radiofoniche sia nazionali che regionali.
Ma ciò che colpisce di più è il suo grande cuore: all’attività letteraria ha infatti affiancato un costante impegno teatrale e innumerevoli iniziative sociali di grandissimo spessore etico. Tra queste spicca, per nobiltà d’animo, la sua scelta di registrare personalmente in studio gli audiolibri delle proprie opere letterarie, destinandoli poi in dono ai cittadini ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia. «Accolgo questo nuovo incarico universitario con immensa gratitudine e con un profondo senso di responsabilità», ha dichiarato un visibilmente emozionato Luigi Del Vecchio a margine della nomina. «Credo profondamente, e lo dimostro ogni giorno, nel valore inestimabile della formazione permanente e nella diffusione del sapere come strumenti fondamentali di crescita non solo personale, ma collettiva. Poter mettere la mia esperienza professionale, istituzionale e culturale al servizio degli studenti della Federiciana Università Popolare di Roma rappresenta per me un incredibile motivo di orgoglio e, al tempo stesso, un impegno severo che affronterò con il massimo dell’entusiasmo e della dedizione». Vale infine la pena ricordare che questa nomina alla Federiciana si inserisce in un percorso culturale già ampiamente consolidato per l’ufficiale: Luigi Del Vecchio è infatti già autorevolmente impegnato quale Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma (all’interno del Dipartimento Letteratura), una storica e prestigiosissima istituzione culturale fondata addirittura nel lontano 1813. Un itinerario umano, insomma, che negli ultimi anni ha saputo affiancare alla durissima e formale esperienza istituzionale antimafia un’intensa, passionale e instancabile attività di divulgazione, formazione e promozione della cultura a trecentosessanta gradi, contribuendo fattivamente a rafforzarne il ruolo di intellettuale nel panorama culturale della nostra Nazione.

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A Roma rivive Bellezza Orsini, la “strega” torturata nel 1528: il teatro contro la violenza sulle donne

La caccia alle streghe non è mai finita, ha solo cambiato nome. Dal 15 al 18 ottobre, lo storico Teatro Le Maschere di Roma ospiterà “Bellezza Orsini”, uno spettacolo teatrale crudo ed emozionante che ricostruisce il processo farsa del 1528 contro un’incolpevole curatrice di Fiano Romano. La “strega” Bellezza fu brutalmente torturata dall’Inquisizione solo perché conosceva il potere curativo delle erbe. Lo spettacolo, basato sui diari autografi scritti dalla donna in prigione, aprirà l’edizione 2026 di “Amori Rubati”, l’importante rassegna promossa da Roma Capitale e dedicata alla lotta contro il femminicidio e la violenza di genere. Perché le donne perseguitate di ieri, purtroppo, somigliano troppo a quelle di oggi. Leggete tutti i dettagli, gli orari e la straordinaria storia vera nel nostro articolo, e scoprite il nostro consiglio di lettura per approfondire i processi dell’Inquisizione medievale! 👇

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BELLEZZA ORSINI

Roma – C’è un filo rosso, intriso di sangue e di ingiustizie, che lega il tragico e oscuro passato dell’Europa al presente: è il filo della violenza sistematica contro le donne, perpetrata nei secoli dal potere costituito contro qualsiasi forma di femminilità ritenuta non conforme, troppo indipendente o semplicemente scomoda. Per comprendere le radici profonde del femminicidio e della prevaricazione di genere moderna, bisogna avere il coraggio di guardare in faccia i fantasmi della nostra storia. È con questo nobilissimo e potente intento culturale che la Capitale si prepara ad accogliere uno degli eventi teatrali più intensi dell’anno. Dal 15 al 18 ottobre 2026, lo storico palco del Teatro Le Maschere di Roma ospiterà l’emozionante spettacolo “Bellezza Orsini”. L’opera, magistralmente interpretata dalla talentuosa attrice Maria Cristina Gionta (con l’ideazione e la ferma regia di Adriano Evangelisti e le musiche e i suoni eseguiti rigorosamente dal vivo da Emiliano Ottaviani), avrà l’onore e l’onere di aprire ufficialmente l’edizione 2026 di Amori Rubati, l’apprezzatissimo progetto culturale dedicato all’urgente tema della violenza di genere, sapientemente curato e diretto da Federica Di Martino. Lo spettacolo affonda le sue radici narrative in una spaventosa storia vera: la drammatica e ingiusta vicenda processuale di Bellezza Orsini, una donna brutalmente accusata di stregoneria, processata senza pietà e torturata nella cupa Rocca di Fiano Romano nel lontano 1528.

[LA VERA STORIA DELLA CACCIA ALLE STREGHE]
Siete appassionati di storia medievale e volete scoprire i segreti inquietanti dei processi dell’Inquisizione contro le guaritrici? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori saggi e l’imperdibile libro “Bellezza Orsini. La costruzione di una strega” di Michele Di Sivo!

Il quaderno di Bellezza: erbe, torture e la fabbrica del sospetto

La drammaturgia dello spettacolo è liberamente ma rigorosamente tratta dal fondamentale libro storico “Bellezza Orsini. La costruzione di una strega” dello studioso Michele Di Sivo, il quale ha pazientemente ricostruito l’incredibile processo scartabellando le delicate fonti d’epoca miracolosamente conservate presso l’Archivio di Stato di Roma.
Nata tra il 1475 e il 1480, figlia naturale di Pietro Angelo Orsini e umile serva della potentissima casata degli Orsini, la sfortunata Bellezza finisce fatalmente nelle spietate carte del processo per un “crimine” molto comune all’epoca: la sua fama legata alle pratiche guaritrici e alla conoscenza profonda delle erbe officinali. Quelle che oggi chiameremmo semplicemente antiche cure naturali, venivano all’epoca etichettate oscurantisticamente come diabolici “malefici”. Durante i durissimi interrogatori, Bellezza cerca disperatamente e coraggiosamente di difendere il proprio prezioso sapere, le proprie radici e le proprie pratiche di cura, ma la crudele morsa della tortura fisica e psicologica la condurrà inevitabilmente verso una falsa confessione, in un processo farsa che si concluderà con un prevedibile e tragico epilogo di morte. Il vero tesoro giunto fino a noi tra le fredde carte giudiziarie è però il quaderno autografo di Bellezza, scritto faticosamente di suo pugno durante i gelidi e interminabili giorni della prigionia. Il documento (che contiene il toccante racconto della sua vita e la confessione estorta) è considerato dall’Archivio di Stato di Roma una vera e propria rarità storica: uno dei pochissimi documenti scritti direttamente da un’accusata di stregoneria. A partire da queste preziose fonti, il regista Adriano Evangelisti costruisce una riscrittura teatrale viscerale: la regia non cerca inutilmente di stabilire se Bellezza fosse o meno una fantomatica “strega”, ma porta in scena i frammenti pulsanti della sua esistenza, mettendo al centro della rappresentazione il rapporto conflittuale tra conoscenza indipendente e dubbio del potere maschile. La dimensione linguistica scelta per la messinscena è straordinaria: la vicenda viene narrata in scena utilizzando l’aspro e affascinante dialetto sabino medievale.

“Amori Rubati”: il teatro come denuncia sociale

La dolorosa e antichissima persecuzione di Bellezza Orsini è la metafora perfetta per inaugurare il progetto Amori Rubati 2026.
Diretto con passione da Federica Di Martino, questo ambizioso contenitore culturale (promosso ufficialmente da Roma Capitale in stretta collaborazione con Zètema Progetto Cultura) dal 2021 intreccia in modo intelligente formazione accademica, incontri dibattito e spettacoli teatrali di altissimo livello sul delicato tema della violenza di genere, riuscendo a coinvolgere attivamente una vasta rete di artisti, autori, istituzioni e associazioni del territorio. Le antiche conoscenze legate alle erbe diventano così il simbolo di un sistema di potere accusatorio e patriarcale nel quale ciò che una donna sa fare in autonomia viene immediatamente trasformato in sospetto da reprimere con la forza. In strettissima collaborazione con il Teatro di Documenti, il progetto Amori Rubati culminerà il proprio percorso educativo nella calda settimana di novembre (quella tradizionalmente dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne), proponendo spettacoli preceduti da incontri formativi aperti al pubblico con avvocate, attiviste, scrittrici e giornaliste in prima linea. L’apertura autunnale a ottobre con lo spettacolo di Bellezza Orsini dà dunque il via ufficiale a una profonda riflessione sociologica su una femminilità non conforme e, per questo motivo, ingiustamente perseguitata, un fil rouge che costituirà il vero e proprio cardine portante dell’intera rassegna. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Le Maschere (Via Aurelio Saliceti 1/3) il 15, 16 e 17 ottobre alle ore 20:00, e domenica 18 ottobre alle ore 17:00. Un appuntamento imperdibile per chi crede che la memoria storica sia l’unica vera arma di cui disponiamo per sconfiggere i mostri del presente.

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Arte contemporanea: trionfo e magia a Genazzano per la prima Biennale Internazionale Dentro l’Oro

Il Castello Colonna di Genazzano ospita la 1° Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea “Dentro l’Oro” dal 17 al 25 ottobre 2026. Un evento straordinario a ingresso gratuito con 183 artisti mondiali tra pittura, scultura, videoarte e il Premio della Critica per la Poesia, per riscoprire il fascino del colore più prezioso 👇

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Locandina evento Gennazzano

Genazzano – Immaginate di varcare la soglia di un’antica fortezza medievale e di ritrovarvi improvvisamente avvolti dal bagliore caldo, ipnotico e ancestrale dell’oro, declinato in centinaia di sfumature, forme e messaggi differenti. Esiste un legame viscerale e indissolubile che unisce la ricerca della bellezza artistica alla costante necessità dell’essere umano di scovare una luce profonda capace di squarciare il grigiore della quotidianità. Quando il genio creativo contemporaneo incontra il fascino intatto della storia, l’evento cessa di essere una semplice esposizione per trasformarsi in una splendida avventura dell’anima, un porto sicuro in cui la cittadinanza e i visitatori possono riscoprire il valore sacro della contemplazione e il piacere della meraviglia condivisa.

Per dare corpo a questa straordinaria e ambiziosa visione estetica, le monumentali sale del Castello Colonna di Genazzano, in provincia di Roma, si preparano a fare da palcoscenico a una manifestazione di assoluto respiro planetario. Prenderà ufficialmente il via sabato 17 ottobre 2026 la primissima edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea “Dentro l’Oro”. Questa eccezionale iniziativa d’oro, ideata, curata e organizzata con dedizione dall’Associazione Culturale Studio 5 Progetto Creativo in stretta e profonda sinergia con l’Amministrazione Comunale di Genazzano, promette di trasformare il borgo laziale nella capitale europea della sperimentazione visiva fino al prossimo 25 ottobre.

Un esercito di artisti da tutto il mondo per esplorare il colore dei re

I numeri descrivono una rassegna culturale di proporzioni gigantesche e dall’impatto emotivo devastante, dal momento che sono ben 183 gli artisti italiani e internazionali selezionati per esporre le proprie opere all’interno della fortezza. Il percorso espositivo si svilupperà attraverso una gamma vastissima di linguaggi espressivi, abbracciando capolavori di pittura classica, sculture monumentali, fotografie d’autore, arti grafiche raffinate, avveniristici progetti di videoarte, installazioni tridimensionali e componimenti di poesia lineare. Un viaggio artistico corale interamente dedicato all’esplorazione del colore oro, sviscerato nelle sue infinite valenze simboliche, storiche, alchemiche e culturali.

Ad arricchire ulteriormente il valore intellettuale e pedagogico di questa prima edizione, la direzione ha voluto istituire il prestigioso Premio della Critica per la Poesia. Questo riconoscimento speciale sarà assegnato agli autori che, attraverso la forza evocativa della parola scritta e del verso spontaneo, sapranno interpretare il tema portante della Biennale con una sensibilità fuori dal comune, originalità e profondità espressiva. La poesia si inserisce così nel tessuto visivo della mostra come uno specchio dell’anima, dimostrando che la ricchezza interiore e la ricerca della verità umana possono essere modellate non solo con i pennelli o con lo scalpello, ma anche attraverso il soffio dei sentimenti.

Vernissage e premiazioni in un cartellone accessibile a tutti i cittadini

La macchina organizzativa ha già definito i due momenti chiave che scandiranno la vita della Biennale, attirando appassionati, critici d’arte e turisti da ogni angolo della penisola. Il solenne taglio del nastro e l’apertura ufficiale al pubblico avverranno in occasione del grande Vernissage, programmato per sabato 17 ottobre 2026 a partire dalle ore 17:00, in un’atmosfera che si preannuncia ricca di pathos ed entusiasmo. La chiusura della manifestazione, caratterizzata dal Finissage e dalle premiazioni ufficiali degli artisti e dei poeti vincitori, si consumerà invece domenica 25 ottobre 2026, sempre alla stessa ora, sigillando una settimana indimenticabile di condivisione culturale.

Per garantire la massima fruibilità delle opere e permettere alle famiglie comuni e ai giovani di accostarsi alla grande bellezza senza alcuna barriera economica, l’ingresso al Castello Colonna sarà completamente gratuito per tutta la durata dell’evento. I visitatori potranno perdersi tra le sale monumentali seguendo orari di apertura estremamente comodi e flessibili: dal lunedì al venerdì le porte saranno aperte dalle ore 17:00 alle 20:00, mentre durante il fine settimana, il sabato e la domenica, sarà possibile effettuare le visite sia la mattina dalle 10:30 alle 13:00, sia la sera dalle 17:00 fino alle 21:00. Un’opportunità imperdibile per staccare la spina dal caos quotidiano e farsi cullare dal calore e dalla magia intramontabile dell’oro d’autore.

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Calabria teatrale: trionfo e svolta storica a Badolato per il riscatto artistico del Sud

Grande successo a Badolato per le quattro giornate del C.Re.A. Calabria tra teatro, danza e dibattiti. L’evento ha unito la vetrina artistica VE.DE.RE. al meeting nazionale “Residenze al Sud”, gettando le basi per una storica rete del Mezzogiorno pronta a difendere la dignità del lavoro culturale nei piccoli borghi 👇

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Badolato – Immaginate un borgo antico arroccato sulle colline calabresi, dove il silenzio dei vicoli storici viene improvvisamente riempito dal respiro della danza, dalle voci degli attori in prova e dal battito invisibile di una comunità che riscopre se stessa attraverso l’arte. Esiste una connessione profonda, viscerale e purissima che lega la rigenerazione dei nostri territori interni alla libertà espressiva dei giovani talenti, un cammino che rifiuta la logica del consumo culturale rapido per abbracciare il tempo lento della ricerca, dello studio e della creazione teatrale sul campo. Quando le periferie geografiche del Mezzogiorno smettono di essere considerate terre di abbandono e si trasformano in veri e propri laboratori d’avanguardia a cielo aperto, assistiamo alla nascita di una nuova e splendida stagione di riscatto civile e umano.

Per dare corpo a questa straordinaria e ambiziosa visione artistica, il suggestivo scenario di Badolato, in provincia di Catanzaro, ha ospitato un appuntamento di portata storica per l’intero panorama culturale del Mezzogiorno. Si sono conclusi con un successo straordinario i lavori promossi da C.Re.A – Centro di Residenza Artistica della Calabria, l’innovativo progetto ideato e sviluppato con tenacia dalle storiche compagnie Teatro del Carro e Dracma. Le quattro intense giornate di incontri, andate in scena dall’1 al 4 ottobre 2026, hanno saputo unire in un unico cortocircuito virtuoso l’edizione zero di VE.DE.RE. – Vetrina Delle Residenze e il secondo meeting nazionale intitolato Residenze al Sud.

Quattro opere d’avanguardia per illuminare lo storico Palazzo Gallelli

La manifestazione ha prodotto due esiti straordinari e strettamente connessi tra loro, capaci di dimostrare il valore sacro del teatro di comunità. Da un lato, il Teatro Comunale e il monumentale Palazzo Gallelli sono diventati i custodi della restituzione pubblica di quattro opere originali sviluppate all’interno dei percorsi di accoglienza finanziati dal centro. Il pubblico e gli operatori hanno potuto applaudire “BOW”, il potente progetto performativo firmato da Gaetano Palermo e Michele Petrosino, interpretato dallo stesso Petrosino insieme a Nicolò Russo, e l’intensa coreografia di Maya Oliva intitolata “In perpetual blooming, despite the gods”, impreziosita dalla colonna sonora eseguita dal vivo dal musicista Atte Elias Kantonen.

La rassegna d’oro si è completata con la messa in scena di “In via del tutto eccezionale” di Claudio Fidia, nato dalla penna e dal testo drammaturgico di Alessandro Paschitto, e con l’ironico e profondo “Quattro pezzi facili meno una” del Kollettivo Kontrora, con testo di Giovan Battista Picerno, regia di Francesco Aiello e la vibrante interpretazione sul palco dell’attore calabrese Francesco Gallelli. VE.DE.RE. si è configurata così come una vera e propria palestra di verifica dei processi di ricerca artistica, offrendo alle compagnie l’opportunità di confrontarsi direttamente con la base sociale del territorio e con oltre trenta esperti del settore, dimostrando l’impatto reale della cultura sulla vita della gente comune.

Nasce la grande rete del Mezzogiorno contro l’isolamento dei borghi

Parallelamente alle esibizioni serali, dal 2 al 4 ottobre i riflettori si sono spostati sulle tavole rotonde del secondo incontro di Residenze al Sud, promosso in sinergia da IAC – Centro Arti Integrate, Teatro del Carro e Dracma, in collaborazione strategica con la piattaforma Theatron 2.0. Questo meeting di altissimo profilo istituzionale ha dato continuità al percorso avviato a Matera nel dicembre 2024, riunendo a Badolato circa 30 curatori e direttori artistici provenienti da tutte le regioni del meridione d’Italia. Al centro del dibattito sono state poste le condizioni lavorative in cui operano le strutture, i rapporti con le amministrazioni comunali, la sostenibilità finanziaria della ricerca e la necessità di garantire contratti regolari ai lavoratori dello spettacolo.

Dall’intenso e serrato confronto è emersa la ferma e unanime volontà di unire le forze per fare massa critica di fronte alle istituzioni centrali, salvaguardando al contempo l’autonomia e le specificità dei singoli soggetti. A Badolato sono state gettate le fondamenta per la nascita di una grande rete informale tra le realtà del Sud, che nelle prossime settimane porterà alla stesura e alla firma di un accordo programmatico comune. I punti cardine del protocollo riguarderanno la tutela della dignità del lavoro culturale, la continuità dei percorsi di studio e la costruzione di un dialogo duraturo con i piccoli borghi interni a rischio di spopolamento, per trasformare l’arte nella più potente infrastruttura sociale del territorio.

Un modello vincente sostenuto dal Ministero della Cultura

La riuscita di questo doppio binario, che ha unito la purezza della creazione performativa alla concretezza della discussione sindacale e organizzativa, corona il lavoro di C.Re.A. come modello di eccellenza nazionale. Il progetto del Centro di Residenza Artistica della Calabria gode infatti del sostegno strutturale e del finanziamento del MiC – Ministero della Cultura attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (Fnsv) e della Regione Calabria – UOA Cultura tramite i fondi del Piano di Azione e Coesione (Pac 14/20), confermando la bontà di un investimento pubblico che produce ricchezza sociale ed economica.

Il successo travolgente delle giornate di Badolato è stato amplificato dallo straordinario gioco di squadra che ha coinvolto le realtà associative e commerciali del territorio, tra cui la ProLoco locale, il team di artisti SpopArt e numerosi albergatori e ristoratori del borgo, uniti per coccolare gli artisti e i delegati in arrivo da tutta Italia. Badolato dimostra così che quando la cultura mette radici profonde nelle comunità, è in grado di generare una bellissima epopea di riscatto, offrendo alle nuove generazioni di artisti un porto sicuro in cui sognare, progettare e costruire il futuro della scena teatrale italiana, dimostrando che l’ingegno e la bellezza non conoscono confini geografici.

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