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Laura Ligia: “L’Ultramaratona del Gran Sasso ha avuto un significato profondo”

Ha incoronato ultramaratoneta il mio compagno di viaggio
Domenica 26 luglio 2026 ha avuto luogo l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km.
Il vincitore è stato Filippo Bovanini in 3h25’39”, precedendo Pierpaolo Pio Bovenzi 3h30’55” e Matteo Zucchini 3h31’34”.
Tra le donne ha vinto Federica Moroni 4h06’50”, precedendo Denise Tappata 4h09’27” e Barbara Cimarrusti 4h25’17”.
Grandissimo protagonista della gara è stato l’ultraottantenne Adriano Leidi (Podistica Solidarietà), il meno giovane (classe 1941), che ha concluso la 50km del Gran Sasso in 7h03’38”.

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Laura Ligia

Redazione-  Domenica 26 luglio 2026 ha avuto luogo l’Ultramaratona del Gran Sasso 50km.

Il vincitore è stato Filippo Bovanini in 3h25’39”, precedendo Pierpaolo Pio Bovenzi 3h30’55” e Matteo Zucchini 3h31’34”.

Tra le donne ha vinto Federica Moroni 4h06’50”, precedendo Denise Tappata 4h09’27” e Barbara Cimarrusti 4h25’17”.

Grandissimo protagonista della gara è stato l’ultraottantenne Adriano Leidi (Podistica Solidarietà), il meno giovane (classe 1941), che ha concluso la 50km del Gran Sasso in 7h03’38”.

Tra i partecipanti anche Laura Ligia e di seguito approfondiamo la sua conoscenza.

Come ti definisci atleticamente?

Sono un’ultramaratoneta che ama lo sport e i suoi valori: disciplina, motivazione, la capacità di porsi obiettivi e la ricerca della bella competizione. Quella che non serve solo a vincere, ma che ti ispira, ti mette alla prova e ti fa scoprire capacità e competenze fondamentali, soprattutto nella vita. L’ultramaratona è per me una metafora dell’esistenza: ogni gara è un viaggio dentro sé stessi.

 

L’ultramaratona è uno sport di obiettivi e sfide da preparare e portare a termine, con fiducia, consapevolezza, resilienza, un passo alla volta, senza stress.

Complimenti per la 50km del Gran Sasso, cosa significa per te?

L’Ultramaratona del Gran Sasso ha avuto un significato profondo, quasi introspettivo. Rappresenta i movimenti della vita: scendere, salire, girare intorno senza sapere cosa apparirà dietro la curva. Un paese all’orizzonte può diventare il simbolo di un obiettivo da raggiungere. L’ombra del Gran Sasso ti protegge dal vento o dal sole caldo di fine luglio, mentre lo scollinamento, corso dopo tanta pazienza nella gestione dello sforzo, restituisce quella straordinaria sensazione di libertà. In quei momenti metti in pratica tutta l’esperienza costruita negli anni e scopri che ogni chilometro racconta qualcosa di te.

In effetti, la 50 km del Gargano è un grande viaggio attraversando montagne e paesaggi stupendi, facendo percorsi in salita e in discesa, con l’obiettivo di arrivare al traguardo.

A chi la dedichi?

Come tutte le mie gare, la dedico prima di tutto a me stessa e, di riflesso, a tutte le donne che hanno deciso di uscire da uno stato di torpore sociale in cui essere mamma e lavoratrice sembra non lasciare spazio allo sport. Per noi donne allenarsi e gareggiare richiede spesso uno sforzo organizzativo ed emotivo maggiore. Ma è proprio questa motivazione profonda che ci rende più forti e resilienti.

Dedico quindi questa gara a tutte noi, che vogliamo regalarci un’opportunità da conquistare e rivendicare. Stiamo crescendo nel panorama sportivo, anche grazie a movimenti spontanei come L’Onda Donna, protagonista della gara simbolo dell’inclusione, ‘La Miguel’. Siamo però ancora troppo poche e, soprattutto, ancora troppo poco libere di scegliere il nostro tempo per lo sport.

 

Sempre più donne praticano sport e nello sport di endurance come le ultramaratone si dimostrano fortissime, a volte superando gli uomini.

Qual è stata la parte più difficile? Hai temuto il caldo o qualcos’altro?

La parte più difficile è stata la gestione degli imprevisti, che in una 50 km sono praticamente inevitabili. Sono partita con un’infiammazione al trocantere, quindi fin dal primo chilometro il mio obiettivo era mantenere il dolore sotto controllo. Con me c’era Alessio Montenero, al suo debutto come futuro ultramaratoneta, anche lui alle prese con un problema fisico. Entrambi abbiamo cercato di non sovraccaricare le parti già infiammate e la situazione è rimasta stabile fino all’altopiano. Lì il vento ci ha messi davvero con le spalle al muro. Sembrava di correre contro una parete di gomma, mentre i dolori iniziavano a farsi sentire.

Abbiamo allora cambiato strategia: alternare camminata e corsa ad alta frequenza, alleggerendo l’impatto a terra e contrastando meglio le raffiche. È stata la scelta vincente. Superati quei dieci chilometri di vento siamo stati ripagati da una discesa meravigliosa fino al traguardo, tagliato in volata tra sorrisi ed emozioni.

Quel traguardo non rappresentava soltanto un tempo o una distanza: aveva un valore umano enorme e ha incoronato ultramaratoneta il mio compagno di viaggio.

 

Nelle ultramaratone come nella vita ci sono tanti momenti difficili da attraversare, gestire, superare, senza stress e senza fretta. E, insieme, risulta essere molto meglio nella condivisione di crisi, fatiche, arrivi. Laura e Alessio hanno concluso, insieme, la 50 km del Gran Sasso in 6h32’59”.

Cosa hai scoperto di te stessa in questi 50km?

Ogni gara mi insegna a vivere pienamente il momento. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo su me stessa e sulla bellezza dell’istante che sto attraversando.

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati, da realizzare, incompiuti?

Ho deciso di alzare ancora l’asticella e mettere alla prova la mia capacità di interpretare e gestire gare sempre più lunghe e impegnative. Il prossimo grande appuntamento sarà la 100 km del Vulcano, il 5 settembre 2026, dopo aver concluso la 100 km di Asolo nel 2025. Sarà un privilegio correre con l’Etna come protagonista, un altro immenso colosso della nostra straordinaria Italia.

 

Domenica 6 settembre 2026 ore 00.00 avrà luogo a Bronte (CT) l’11^ Etna Extreme – 100 km del Vulcano (D+ 2.450 m), organizzata dall’ASD Ecotrail Sicilia.

Il 5 luglio 2025 Laura ha corso la 13^ Asolo 100 km, corsa su strada, in 16h25’. Il vincitore fu Francesco Perini 8h09’39”, precedendo Marco Visintini 8h50’35” e Nathan Koziol (FRA) 9h29’27”.  Tra le donne vinse Antonella Ciaramella 9h42’18” precedendo Silvia Serafini 10h12’47” e Silvia Gambino 10h27’57”.

Cosa ti motiva essere Guida FISPES, Alfiera e Pacer?

Essere Guida FISPES nasce da una mia esigenza personale. Lo definisco il mio ‘sano egoismo’. Essere completamente in relazione con un atleta non vedente o ipovedente significa non gareggiare più per sé stessi, ma per un tutt’uno. L’energia diventa circolare, così come la concentrazione e la forza. Si diventa una combinazione di resistenza, fiducia e collaborazione. La stessa sensazione la vivo quando partecipo con la Fondazione Carol SOD Italia come alfiera: tirare, spingere o bilanciare la joëlette crea una straordinaria sinergia con il capitano che accompagni fino al traguardo.

Essere Pacer, invece, significa ricevere la fiducia di chi sceglie di affidarsi a te per raggiungere il proprio obiettivo. Mi piace pensare al pacer come a una nave che trasporta persone diverse verso lo stesso porto. Nessuno può rimanere indietro, perché ogni persona è importante e ha riposto in te la propria fiducia.

 

Sono tante le modalità di fare sport, per benessere, per performance, per se stessi, per gli altri.

Cosa dicono di te i tuoi figli? Ti considerano un esempio da imitare?

Come vivono tutto questo i tuoi figli? I miei tre figli sono inevitabilmente coinvolti nei miei impegni. Qualcuno li vive con maggiore entusiasmo, qualcuno li subisce un po’, ma alcuni sono diventati parte attiva dei miei progetti, partecipando agli allenamenti e accompagnandomi come Guida FISPES o come alfiera.

Anche quando non condividono direttamente questa passione, respirano un messaggio importante: quello dell’inclusione. Un mondo in cui non esiste chi dà e chi riceve, ma persone che si scambiano ciò che hanno, in un continuo reciproco arricchimento.

 

La pratica di uno sport è anche un’educazione alla vita per se stessi ma anche per la propria famiglia, colleghi di lavoro, amici che osservano, apprezzano, sostengono, imitano.

Cosa diresti a te stessa di 10 anni fa? Come ti vedi tra 10 anni?

Le direi che c’è ancora tantissimo da fare e da conquistare. Le ricorderei, però, che dieci anni prima aveva soltanto un piccolo progetto. Oggi quel progetto è diventato una realtà importante e sono certa che, tra altri dieci anni, sarà ancora più forte e protagonista nel mondo della corsa.

 

È importante la consapevolezza di quello che si è fatto, che si sta facendo, che si vuol fare in futuro con fiducia, impegno, resilienza.

Un messaggio ai runner che hanno perso la motivazione?

A tutti i runner che hanno perso il mordente o si sono allontanati dalla corsa per qualsiasi motivo voglio dire una cosa. Condividete il vostro vissuto sportivo. Diventate Guide FISPES, donate la vostra esperienza e le vostre capacità.

Scoprirete che aiutare qualcuno a correre può diventare la vostra rinascita sportiva. Vi cambierà profondamente. Grazie Matteo per questa opportunità. Con affetto, Laura ‘La Ligia’.

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Sport

Lo scudo dello sport paralimpico abbatte le barriere nelle scuole e insegna il valore del limite: all’Aquila nasce il progetto “Abruzzo Paralimpico 2026”

Lo scudo dello sport paralimpico e l’oro dell’inclusione sociale scendono in trincea in Abruzzo per un progetto da record assoluto di emozioni e dignità dello Stato! Presentato oggi a Palazzo Silone all’Aquila “Abruzzo Paralimpico 2026”, lo straordinario percorso culturale itinerante ideato dal CSI aquilano di Luca Tarquini e dal CIP regionale di Mauro Sciulli. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nella logistica dello sport di base che mercoledì 7 ottobre vedrà oltre 300 studenti under 14 cimentarsi nel sitting volley e nell’atletica a Centi Colella, in asse con l’assessore regionale Mario Quaglieri e il campione di tennis Antonio Cippo. Un comfort funzionale perfetto che mette in palio premi didattici e lancia il Gran Galà del 2 dicembre per sconfiggere l’isolamento da smartphone e difendere l’onestà delle idee rionali. Tutti i retroscena nel nostro articolo! 👇

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Abruzzo Paralimpico 2026

L’Aquila – Una forza propulsiva straordinaria, fiera e carica di accesa speranza civile percuote i rioni della provincia abruzzese, trasformando i campi di gioco e i laboratori scolastici dello Stato in un’autentica officina di riscatto, risorsa terapeutica ed edicola di legalità inclusiva. Lo sport per atleti con caratteri speciali e la saggistica della disabilità, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dei palinsesti di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e la tenuta sociale delle nostre province, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta, lontana dalle nevrosi della modernità liquida. Nella mattinata di oggi, martedì 29 settembre 2026, i saloni monumentali della Regione Abruzzo a Palazzo Silone hanno tenuto a battesimo il solenne fischio d’inizio e la presentazione istituzionale del monumentale progetto di prossimità intitolato “Abruzzo Paralimpico 2026”.

L’imponente cammino educativo e agonistico, programmato con una visione strategica e pluriennale d’area vasta in totale trasparenza, nasce da un’opera di squadra eccezionale e da una joint venture d’intenti siglata tra le dirigenze del CSI – Centro Sportivo Italiano Comitato dell’Aquila e del CIP – Comitato Italiano Paralimpico Abruzzo. Al tavolo dei relatori, davanti ai monitor dei media regionali, sono scesi in prima linea l’assessore regionale allo Sport Mario Quaglieri, il presidente del CSI aquilano Luca Tarquini (nelle vesti di moderatore del dibattito) e il leader del CIP abruzzese Mauro Sciulli, uniti per esigere risposte flessibili contro l’isolamento dei minori e per blindare i contratti morali delle pari opportunità, taccuino alla mano e passioni calde.

I trecento studenti a Centi Colella e le sfide di sitting volley: la parata del 7 ottobre

Il ruolino di marcia del festival si accenderà ufficialmente nella mattinata di mercoledì 7 ottobre 2026 presso gli impianti sportivi d’avanguardia di Centi Colella, sotto la gestione logistica del **CUS L’Aquila**. Il cantiere dell’inclusione farà squadra mobilitando un esercito di oltre 300 alunni e più di 35 docenti accompagnatori provenienti dai laboratori didattici degli istituti storici della provincia: l’IC Giuseppe Mazzini, l’IC Giosuè Carducci, l’IC Teofilo Patini e l’Istituto Comenio di Tornimparte. I ragazzi under 14 non sanno affatto passeggeri passivi dello show, ma scenderanno in trincea sul parquet per cimentarsi direttamente in discipline biologiche spietate e mozzafiato come il **calcio a 5, il sitting volley, l’atletica leggera, lo showdown e il calcio balilla**, scacciando il torpore e le nevrosi degli schermi.

I dati della mobilitazione sportiva parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi interpretativi: parallelamente alle attività didattiche, i campi ospiteranno il fittissimo **Trofeo di calcio a 5 paralimpico**, un triangolare ad altissimo tasso di suspense agonistica che vedrà collidere sul rettangolo di gioco la scuderia dell’Accademia Soccer di Pescara, l’A.S. Anthropos di Civitanova Marche e i campioni dell’Atletica L’Aquila nel ruolo stanziale di padroni di casa. Per premiare il merito delle scuole e lasciare un comfort funzionale perfetto sui banchi rionali, la cabina di regia ha stanziato importanti premi sotto forma di buoni economici gratuiti vincolati all’acquisto di materiale sportivo e didattico, stimolando il benessere collettivo ed evitando l’esodo giovanile dai rioni popolari.

L’asse istituzionale con Mario Quaglieri e l’attesa per il Gran Galà del 2 dicembre

L’assessore regionale Mario Quaglieri ha ribadito nei verbali della giunta che la tutela del movimento paralimpico costituisce un pilastro blindato dalla legislazione dello Stato abruzzese, un mezzo flessibile concepito affinché «nessuno debba mai più rimanere indietro di fronte alle barriere della vita». Sulla stessa lunghezza d’onda melodica e saggistica si inserisce la requisitoria di Mauro Sciulli, che ha richiamato il valore simbolico e la resilienza rionale della città dell’Aquila, visual anchor perfetto per aprire le menti dei ventenni all’ascolto pulito. Il festival si avvarrà inoltre dei soft skill e della testimonianza dell’astro del tennis in carrozzina **Antonio Cippo**, esempio per tutti i ragazzi della provincia.

La segreteria del CSI comunica in totale trasparenza che i controlli organizzativi sono ultimati grazie alla joint venture strategica stretta con il Comune dell’Aquila, l’assessorato guidato da Vito Colonna e il network di *L’Aquila Insieme per lo Sport 2026*. Il palinsesto annuale toccherà il suo picco emotivo e l’atto conclusivo il prossimo 2 dicembre 2026 all’Aquila con la celebrazione solenne del Gran Galà dello Sport Paralimpico, un gran gala nato per sigillare i registri del merito di atleti e tecnici dello Stato. Questo fine settimana spegnete per un’ora gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e preparate i ragazzi a scendere in campo a Centi Colella: scoprirete che finché la nostra terra saprà correre oltre le differenze fisiche per difendere la libertà di ognuno, il domani dell’Abruzzo sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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Sport

Il sogno dell’Elite sfuma ai calci piazzati dopo una battaglia epica sul prato del Trombetta: l’Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby si arrende con l’onore delle armi

I cuori gialloneri della Marsica lottano fino all’ultimo secondo nel fango e il domani della palla ovale abruzzese esce tra gli applausi del pubblico da una vera battaglia da record di emozioni! L’Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby sfiora lo sblocco storico del Campionato Italiano Elite, arrendendosi solo ai calci piazzati sul prato dello Stadio “Angelo Trombetta” contro i rivali del Rugby Perugia Junior, dopo il 22-22 dei tempi regolamentari. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nella logistica dello sport di base dello Stato che vede il capitano Catini e il coach Pelino blindare il merito e il carattere del vivaio contro l’asfissia dei mercati e l’isolamento da smartphone, pronti a rilanciare i soft skill dei ventenni under 30 nelle scadenze del palinsesto autunnale. Scoprite l’intero reportage nel nostro articolo! 👇

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Isweb Avezzano Rugby under 18

Avezzano – Un’ondata di travolgente intensità agonistica, fiero temperamento e drammatico interplay sportivo si è consumata sul prato verde della provincia abruzzese, trasformando il rettangolo di gioco in un’autentica officina di carattere, risorsa terapeutica e coesione giovanile dello Stato, dove il verdetto finale è rimasto appeso a un filo invisibile fino all’ultimo respiro dei tempi supplementari. Il rugby e la saggistica della palla ovale, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché dell’intrattenimento di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito, i soft skill e i sacrifici biologici dei ventenni, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore del materialismo quotidiano. Oggi, martedì 29 settembre 2026, i monitor della palla ovale del Mezzogiorno mettono a verbale il resoconto di un match spietato e mozzafiato: la corsa della scuderia Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby verso il prestigioso Campionato Italiano Elite si è spenta drammaticamente alla lotteria dei calci piazzati.

Il durissimo verdetto del campo, arrivato al termine di una trincea agonistica di eccezionale suspense e priva di filtri protettivi, ha bagnato l’erba dello stadio comunale “Angelo Trombetta” di Avezzano. I giovani gialloneri under 18 hanno fatto squadra affrontando a viso aperto i pari età del Rugby Perugia Junior, bloccando il tabellone elettronico sul punteggio legale di 22-22 al solenne fischio d’inizio e di chiusura dei tempi regolamentari. Un equilibrio perfetto ed inospitale che ha costretto le due corazzate a far collidere le ultime energie biologiche residue nella lotteria della piazzola, dove la precisione chirurgica dei calciatori umbri ha sbloccato i contratti per il passaggio del turno, lasciando ai padroni di casa l’amarezza della beffa ma il merito assoluto di una postura fiera, taccuino alla mano e passioni calde.

L’orgoglio del capitano Catini e la cattedra formativa del coach Pelino nei rioni marsicani

L’ordito dell’incontro ha testimoniato il valore strategico e pluriennale dei laboratori giovanili dell’Isweb, capaci di mettere in trincea una squadra in totale trasparenza contro un avversario strutturato sul piano volumetrico e tecnico. «È stata una battaglia estremamente dura contro rivali di ottimo livello», confessa visibilmente emozionato il capitano giallonero Catini, annotando i testi del proprio taccuino di fine gara per scacciare le nevrosi della sconfitta rionale. «Siamo profondamente fieri e orgogliosi del lavoro di squadra che abbiamo espresso sul rettangolo dello Stato, a prescindere dal risultato dei calci. Per il volume di gioco e l’interplay che abbiamo espresso avremmo certamente potuto concretizzare più mete, ma non cambieremo il nostro ruolino di marcia: il duro lavoro quotidiano è l’unico mezzo flessibile che conosciamo per agguantare i grandi traguardi del domani».

I dati della prestazione atletica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo e lo sviluppo del vivaio dell’Avezzano Rugby costituiscono uno scudo impenetrabile contro lo spopolamento sportivo e l’isolamento sociale generato dagli smartphone personali. Sulla stessa lunghezza d’onda melodica si è espresso l’allenatore della scuderia, il tecnico Pelino, firmando i verbali dell’onore delle armi: «Sono fiero dei miei ragazzi, hanno elargito sul campo tutto ciò che custodivano nei polmoni e anche qualcosa in più. Possiamo analizzare millimetricamente i dettagli e ciò che è mancato per blindare la vittoria prima dei calci, ma scelgo consapevolmente di guardare al patrimonio di soft skill e all’esperienza accumulata dai giocatori in un laboratorio d’alto livello come questo, un comfort funzionale perfetto contro l’intolleranza della sconfitta».

Il futuro del rugby giovanile in Abruzzo: info e scadenze del palinsesto autunnale

La postura del tecnico Pelino rifiuta radicalmente i moralismi o i paternalismi di facciata, focalizzando le future scadenze della programmazione sul merito della didattica applicata al fango e al sudore. «Il nostro fine ultimo dello Stato sportivo rimane formare giocatori veri, consegnare loro il maggior numero di strumenti e soft skill possibili e metterli nelle legali condizioni di esprimersi per realizzare le proprie spavalde ambizioni nel mondo dei professionisti», conclude con toni decisi e spavaldo ottimismo l’allenatore dell’Isweb Avezzano Rugby, pianificando il ruolino del palinsesto autunnale del 2026. «Nel prossimo campionato cambieranno i nomi delle scuderie che andremo a sfidare nei quartieri della penisola, ma non si sposterà di un millimetro il nostro focus strutturale. Questo fantastico gruppo continuerà a lottare per sconfiggere il torpore e a regalarci emozioni vive come fatto in questa epica domenica».

La direzione logistica del club aquilano comunica che i database degli allenamenti rionali rimangono attivi presso il centro sportivo di via dei Fiori e i controlli sui registri delle iscrizioni under 18 aperti per mappare i nuovi talenti della provincia marsicana, per un programma di prossimità volto a limitare l’esodo delle migliori intelligenze atletiche del territorio verso le metropoli. Questo fine settimana d’autunno spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a sostenere i ragazzi dell’Isweb allo stadio: riscoprirete che finché la giovinezza d’Abruzzo saprà lottare nel fango per un centimetro di terraferma e per il rispetto delle regole, il domani della nostra nazione sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il viaggio della palla ovale è ricominciato ad Avezzano, ed è un cammino meraviglioso che guarda lontano.

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Sport

Il cicloturismo abruzzese conquista Rai 1: il progetto del CSI sbarca a Unomattina

Le meraviglie dell’Abruzzo, i suoi borghi incontaminati e il turismo lento sulle due ruote sbarcano sulla televisione nazionale! Il progetto “Ciclotour Abruzzo Experience”, promosso dal Centro Sportivo Italiano (CSI) dell’Aquila, è stato protagonista questa mattina su Rai 1 durante la celebre trasmissione Unomattina. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori e del Presidente Luca Tarquini, che hanno portato le eccellenze del territorio e dello sport sostenibile nelle case di milioni di italiani👇

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Il cicloturismo abruzzese conquista Rai 1

L’Aquila – La valorizzazione intelligente e sostenibile delle meravigliose e incontaminate aree interne, unita sapientemente alla sana pratica sportiva all’aria aperta, rappresenta oggi una delle chiavi di volta fondamentali per il rilancio turistico ed economico del nostro Paese. In questa virtuosa direzione, il CSI (Centro Sportivo Italiano) Comitato Provinciale dell’Aquila, unitamente all’innovativo e strutturato progetto denominato Ciclotour Abruzzo Experience, ha appena messo a segno un grandissimo colpo mediatico, approdando meritatamente sui prestigiosi teleschermi della rete ammiraglia nazionale. L’affascinante mondo delle due ruote ha infatti portato su Rai 1 le immense bellezze paesaggistiche del territorio abruzzese e l’altissimo valore di un’attività sportiva aggregante, capace di coniugare armoniosamente movimento fisico, amore per la natura incontaminata, turismo esperienziale e capillare promozione dei piccoli borghi antichi. Proprio questa mattina, lunedì 28 settembre 2026, intorno alle ore 9.30, l’avvincente progetto cicloturistico montano è stato il grande protagonista in diretta televisiva all’interno della seguitissima trasmissione mattutina “Unomattina”, offrendo a milioni di spettatori in tutta Italia la preziosa e invidiabile opportunità di conoscere molto più da vicino l’innovativa esperienza su pedali promossa attivamente dal CSI L’Aquila.

Le riprese sul territorio: la sinergia vincente con la ASD Piccolo Tibet

L’approdo sulle frequenze nazionali di Rai 1 non è certo frutto del caso, ma è il risultato evidente e tangibile di un lavoro preparatorio certosino e di una grande passione sportiva.
La brillante partecipazione e la conseguente diretta all’interno della storica trasmissione televisiva mattutina sono state magistralmente precedute da un’intensa sessione di riprese tecniche e paesaggistiche, realizzate sapientemente sul campo durante la bellissima giornata di sabato 26 settembre. Le telecamere e i giornalisti della televisione di Stato sono stati calorosamente accolti e guidati insieme alla dinamica e preparatissima squadra locale della ASD Piccolo Tibet. I ciclisti abruzzesi hanno infatti scortato l’intera troupe televisiva alla progressiva e affascinante scoperta di alcuni dei più suggestivi scenari montani e dei percorsi sterrati scelti per raccontare al grande pubblico l’incredibile potenziale del cicloturismo in Abruzzo. Le inquadrature hanno saputo catturare magistralmente l’essenza di un territorio aspro, affascinante e accogliente, perfetto per gli amanti della mountain bike e delle escursioni su due ruote, mettendo in luce l’immenso patrimonio naturalistico che la regione ha da offrire ai turisti di tutta Europa.

La soddisfazione del CSI: le parole del presidente Luca Tarquini

L’eco mediatica nazionale scaturita dal servizio televisivo ha generato un’ondata di comprensibile entusiasmo tra gli organizzatori locali e tra tutti gli appassionati del settore.
Una grande, immensa e giustificata soddisfazione istituzionale e personale è stata espressa a caldo dal presidente provinciale del CSI L’Aquila, Luca Tarquini, subito dopo la messa in onda: «Siamo profondamente lusingati e sinceramente onorati di aver catturato positivamente l’attenzione della redazione di Rai 1 e di una trasmissione storica e prestigiosa come Unomattina», ha dichiarato emozionato il presidente. «Per noi del CSI tutto questo rappresenta un riconoscimento cruciale e importantissimo dell’incessante e faticoso lavoro quotidiano che stiamo portando avanti, sempre fianco a fianco insieme alle tantissime associazioni sportive locali e a tutte le singole persone che credono fermamente in questo progetto. Il Ciclotour Abruzzo Experience nasce specificatamente con l’obiettivo primario di andare ben oltre il semplice e canonico evento sportivo domenicale: noi vogliamo letteralmente raccontare l’anima dell’Abruzzo attraverso la bicicletta, valorizzandone i paesaggi, i piccoli borghi medievali, le bellezze naturalistiche e le piccole comunità che li abitano. Avere avuto la grande possibilità di farlo davanti a un vastissimo pubblico nazionale ci riempie di immenso orgoglio e, soprattutto, ci spinge a continuare su questa strada con ancora maggiore slancio ed entusiasmo».

I volti del progetto: Fiorvisaggio Pellegrino e Mauro D’Alessio

A rendere il servizio televisivo ancora più ricco, tecnico ed interessante per gli spettatori da casa sono stati gli interventi diretti dei principali protagonisti e organizzatori del circuito.
A fornire preziose e dettagliate informazioni tecniche sul progetto generale, sulla mappatura dei percorsi ciclabili e sull’attività cicloturistica vera e propria è intervenuto Fiorvisaggio Pellegrino, instancabile responsabile del Settore Ciclismo del CSI L’Aquila, da moltissimo tempo impegnato in prima fila nell’organizzazione certosina e nello sviluppo logistico delle innumerevoli iniziative dedicate alle due ruote sul territorio. Tra i volti sorridenti intervistati dalle telecamere Rai figura anche quello di Mauro D’Alessio, un vero esperto e un assiduo partecipante alle varie tappe cicloturistiche del circuito. D’Alessio ha voluto raccontare in prima persona e direttamente l’entusiasmante esperienza sportiva e umana vissuta duramente sui percorsi abruzzesi, trasmettendo al pubblico il vero spirito fondante che caratterizza ogni singola tappa: amore incondizionato per lo sport, bruciante passione per la bicicletta, grande socialità tra i partecipanti e la continua scoperta del territorio. Una vetrina nazionale, dunque, particolarmente significativa e azzeccata, che consacra la bicicletta e la mountain bike non soltanto come semplici attrezzi di pratica agonistica, ma anche e soprattutto come mezzi di locomozione lenti e privilegiati per vivere il turismo sostenibile. Un risultato formidabile che conferma ancora una volta la netta volontà del CSI di far conoscere l’eccellenza dell’Abruzzo ben oltre i propri confini regionali.

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