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Sport

L’Isweb Avezzano Rugby scalda i motori: tre settimane di fuoco e intensità per il sogno della Serie A Elite

L’Isweb Avezzano Rugby fa sul serio: completate tre settimane di fuoco e allenamenti intensi sotto la guida di coach Pierpaolo Rotilio! 🏉 💥 I gialloneri scaldano i motori allo stadio Trombetta, tra la fatica del ritiro estivo e la grande qualità dei nuovi innesti pronti a conquistare il campionato. 🟡 ⚫ Clicca per scoprire i dettagli della preparazione e l’intervista esclusiva al tecnico! 🎟️ 🚀

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Allenamento dell'Isweb Avezzano rugby

Avezzano – Ci sono stagioni sportive che non si preparano ad agosto, ma che affondano le proprie radici nel sacrificio silenzioso, nel sudore e nella determinazione che ogni singolo atleta mette in campo quando i riflettori dei media sono ancora spenti. L’Isweb Avezzano Rugby ha ufficialmente aperto il proprio anno solare e sportivo, dando il via a una prima, cruciale fase di preparazione atletica in vista del prossimo e imminente campionato nazionale. Il rettangolo verde dello stadio “Angelo Trombetta” è tornato a vibrare sotto i passi pesanti del pacchetto di mischia e le corse veloci dei trequarti, impegnati in sessioni quotidiane destinate a mettere benzina nelle gambe e a costruire l’identità tattica di una squadra chiamata a recitare un ruolo di primissimo piano nel panorama della palla ovale italiana.

Il piano di lavoro di Pierpaolo Rotilio e l’inserimento dei nuovi innesti

La squadra, affidata con totale fiducia alla conduzione tecnica dell’head coach Pierpaolo Rotilio, ha appena messo alle spalle tre settimane di intensissimo lavoro a ridosso del Ferragosto. Il primo segmento del ritiro precampionato ha visto lo staff concentrarsi sul ricondizionamento fisico, sul potenziamento muscolare e sulla cura maniacale della tecnica individuale, deostruendo la fatica attraverso carichi progressivi. Questo approccio scientifico e rigoroso permette ai giocatori di trovare il giusto ritmo senza correre il rischio di infortuni precoci, cementando lo spirito di squadra all’interno dello spogliatoio e trasformando la fatica in un’opportunità di crescita collettiva.

«Abbiamo fatto tre settimane ad intensità crescente, dando assoluta priorità alla preparazione fisica e alla tecnica sul campo», spiega con orgoglio l’allenatore dell’Isweb Pierpaolo Rotilio. «Un avvio improntato al lavoro duro e senza scorciatoie, nel quale i ragazzi stanno dimostrando una disponibilità straordinaria. Una menzione d’obbligo va riservata ai nuovi arrivati, atleti di indubbio valore che stanno spingendo al massimo per integrarsi rapidamente nei nostri schemi rionali. Si vede già tanta qualità nei loro movimenti e questo non può che far bene all’intero gruppo».

Il clima nello spogliatoio dei gialloneri e l’ambizione di alzare l’asticella

L’integrazione tra i volti nuovi del mercato estivo e lo zoccolo duro dei giocatori confermati rappresenta uno degli aspetti più felici e stimolanti di questa calda estate abruzzese. La passata stagione ha lasciato in dote al club marsicano una consapevolezza immensa e una base solida su cui edificare il domani. L’entusiasmo dei tifosi e l’ambizione della dirigenza operano come un carburante naturale per il lavoro quotidiano dei rugbisti, decisi a non cedere al torpore delle vacanze per farsi trovare pronti fin dal primo minuto di gioco della regular season.

«Anche per quanto concerne i ragazzi confermati dall’anno scorso si respira un clima meraviglioso», continua a raccontare coach Rotilio, analizzando i risvolti psicologici del gruppo. «C’è tanta voglia, sia a livello individuale che di squadra, di fare bene e di confermare il trend crescente che ha caratterizzato l’Avezzano negli ultimi anni. Vogliamo alzare l’asticella e dimostrare il nostro valore sul campo. Le premesse sono incoraggianti e posso dire con certezza che sarà una stagione davvero interessante per tutti i nostri sostenitori».

Il rugby come motore economico e orgoglio per l’intera Marsica

In ultima analisi, il consolidamento del progetto sportivo dell’Isweb Avezzano Rugby si offre alla pubblica opinione come una risorsa strategica fondamentale per l’economia di vicinato e per il turismo d’esperienza della provincia aquilana. Gli incontri della domenica e le attività del settore giovanile richiamano costantemente centinaia di famiglie e appassionati presso le strutture di via dei Gladioli, stimolando in modo lineare i consumi nei settori dei trasporti, della ristorazione e della somministrazione locale. La cooperazione trasparente tra la presidenza, il Comune e i partner commerciali rimane la via maestra per far crescere il territorio nel segno dei valori più puri dello sport, in attesa che l’arbitro fischi l’inizio di una nuova, appassionante avventura.

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Sport

Il cicloturismo abruzzese conquista Rai 1: il progetto del CSI sbarca a Unomattina

Le meraviglie dell’Abruzzo, i suoi borghi incontaminati e il turismo lento sulle due ruote sbarcano sulla televisione nazionale! Il progetto “Ciclotour Abruzzo Experience”, promosso dal Centro Sportivo Italiano (CSI) dell’Aquila, è stato protagonista questa mattina su Rai 1 durante la celebre trasmissione Unomattina. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori e del Presidente Luca Tarquini, che hanno portato le eccellenze del territorio e dello sport sostenibile nelle case di milioni di italiani👇

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Il cicloturismo abruzzese conquista Rai 1

L’Aquila – La valorizzazione intelligente e sostenibile delle meravigliose e incontaminate aree interne, unita sapientemente alla sana pratica sportiva all’aria aperta, rappresenta oggi una delle chiavi di volta fondamentali per il rilancio turistico ed economico del nostro Paese. In questa virtuosa direzione, il CSI (Centro Sportivo Italiano) Comitato Provinciale dell’Aquila, unitamente all’innovativo e strutturato progetto denominato Ciclotour Abruzzo Experience, ha appena messo a segno un grandissimo colpo mediatico, approdando meritatamente sui prestigiosi teleschermi della rete ammiraglia nazionale. L’affascinante mondo delle due ruote ha infatti portato su Rai 1 le immense bellezze paesaggistiche del territorio abruzzese e l’altissimo valore di un’attività sportiva aggregante, capace di coniugare armoniosamente movimento fisico, amore per la natura incontaminata, turismo esperienziale e capillare promozione dei piccoli borghi antichi. Proprio questa mattina, lunedì 28 settembre 2026, intorno alle ore 9.30, l’avvincente progetto cicloturistico montano è stato il grande protagonista in diretta televisiva all’interno della seguitissima trasmissione mattutina “Unomattina”, offrendo a milioni di spettatori in tutta Italia la preziosa e invidiabile opportunità di conoscere molto più da vicino l’innovativa esperienza su pedali promossa attivamente dal CSI L’Aquila.

Le riprese sul territorio: la sinergia vincente con la ASD Piccolo Tibet

L’approdo sulle frequenze nazionali di Rai 1 non è certo frutto del caso, ma è il risultato evidente e tangibile di un lavoro preparatorio certosino e di una grande passione sportiva.
La brillante partecipazione e la conseguente diretta all’interno della storica trasmissione televisiva mattutina sono state magistralmente precedute da un’intensa sessione di riprese tecniche e paesaggistiche, realizzate sapientemente sul campo durante la bellissima giornata di sabato 26 settembre. Le telecamere e i giornalisti della televisione di Stato sono stati calorosamente accolti e guidati insieme alla dinamica e preparatissima squadra locale della ASD Piccolo Tibet. I ciclisti abruzzesi hanno infatti scortato l’intera troupe televisiva alla progressiva e affascinante scoperta di alcuni dei più suggestivi scenari montani e dei percorsi sterrati scelti per raccontare al grande pubblico l’incredibile potenziale del cicloturismo in Abruzzo. Le inquadrature hanno saputo catturare magistralmente l’essenza di un territorio aspro, affascinante e accogliente, perfetto per gli amanti della mountain bike e delle escursioni su due ruote, mettendo in luce l’immenso patrimonio naturalistico che la regione ha da offrire ai turisti di tutta Europa.

La soddisfazione del CSI: le parole del presidente Luca Tarquini

L’eco mediatica nazionale scaturita dal servizio televisivo ha generato un’ondata di comprensibile entusiasmo tra gli organizzatori locali e tra tutti gli appassionati del settore.
Una grande, immensa e giustificata soddisfazione istituzionale e personale è stata espressa a caldo dal presidente provinciale del CSI L’Aquila, Luca Tarquini, subito dopo la messa in onda: «Siamo profondamente lusingati e sinceramente onorati di aver catturato positivamente l’attenzione della redazione di Rai 1 e di una trasmissione storica e prestigiosa come Unomattina», ha dichiarato emozionato il presidente. «Per noi del CSI tutto questo rappresenta un riconoscimento cruciale e importantissimo dell’incessante e faticoso lavoro quotidiano che stiamo portando avanti, sempre fianco a fianco insieme alle tantissime associazioni sportive locali e a tutte le singole persone che credono fermamente in questo progetto. Il Ciclotour Abruzzo Experience nasce specificatamente con l’obiettivo primario di andare ben oltre il semplice e canonico evento sportivo domenicale: noi vogliamo letteralmente raccontare l’anima dell’Abruzzo attraverso la bicicletta, valorizzandone i paesaggi, i piccoli borghi medievali, le bellezze naturalistiche e le piccole comunità che li abitano. Avere avuto la grande possibilità di farlo davanti a un vastissimo pubblico nazionale ci riempie di immenso orgoglio e, soprattutto, ci spinge a continuare su questa strada con ancora maggiore slancio ed entusiasmo».

I volti del progetto: Fiorvisaggio Pellegrino e Mauro D’Alessio

A rendere il servizio televisivo ancora più ricco, tecnico ed interessante per gli spettatori da casa sono stati gli interventi diretti dei principali protagonisti e organizzatori del circuito.
A fornire preziose e dettagliate informazioni tecniche sul progetto generale, sulla mappatura dei percorsi ciclabili e sull’attività cicloturistica vera e propria è intervenuto Fiorvisaggio Pellegrino, instancabile responsabile del Settore Ciclismo del CSI L’Aquila, da moltissimo tempo impegnato in prima fila nell’organizzazione certosina e nello sviluppo logistico delle innumerevoli iniziative dedicate alle due ruote sul territorio. Tra i volti sorridenti intervistati dalle telecamere Rai figura anche quello di Mauro D’Alessio, un vero esperto e un assiduo partecipante alle varie tappe cicloturistiche del circuito. D’Alessio ha voluto raccontare in prima persona e direttamente l’entusiasmante esperienza sportiva e umana vissuta duramente sui percorsi abruzzesi, trasmettendo al pubblico il vero spirito fondante che caratterizza ogni singola tappa: amore incondizionato per lo sport, bruciante passione per la bicicletta, grande socialità tra i partecipanti e la continua scoperta del territorio. Una vetrina nazionale, dunque, particolarmente significativa e azzeccata, che consacra la bicicletta e la mountain bike non soltanto come semplici attrezzi di pratica agonistica, ma anche e soprattutto come mezzi di locomozione lenti e privilegiati per vivere il turismo sostenibile. Un risultato formidabile che conferma ancora una volta la netta volontà del CSI di far conoscere l’eccellenza dell’Abruzzo ben oltre i propri confini regionali.

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Sport

Abruzzo Paralimpico 2026: a L’Aquila la presentazione del progetto per lo sport inclusivo

Lo sport come ponte per abbattere le barriere e promuovere la vera inclusione sociale. Verrà presentato domani, 29 settembre, a Palazzo Silone all’Aquila, il progetto “Abruzzo Paralimpico 2026”. Iniziativa congiunta di CSI L’Aquila e CIP Abruzzo, con il sostegno della Regione. Un calendario denso di appuntamenti, dal grande evento del 7 ottobre agli impianti Centi Colella fino al prestigioso Gran Galà dello Sport Paralimpico previsto per il 2 dicembre👇

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Abruzzo Paralimpico 2026:

L’Aquila – Lo sport rappresenta da sempre uno dei più potenti e straordinari veicoli di aggregazione sociale, una lingua universale capace di superare ogni ostacolo e di unire le persone abbattendo le differenze. Ma quando lo sport incontra il mondo della disabilità, il suo altissimo valore si moltiplica a dismisura, trasformandosi in un formidabile ed essenziale strumento di riscatto, di crescita personale e di reale inclusione. È esattamente con questo nobile e ambizioso spirito di fondo che il CSI (Centro Sportivo Italiano) dell’Aquila, in strettissima e proficua collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) della divisione Abruzzo, ha annunciato ufficialmente il lancio di una nuova e capillare campagna di sensibilizzazione e attività fisica sul territorio regionale. Il progetto, orgogliosamente intitolato “Abruzzo Paralimpico 2026 – Sport, inclusione e territorio”, si pone l’obiettivo cruciale di portare la pratica sportiva adattata al centro del dibattito pubblico, coinvolgendo attivamente non solo le storiche società dilettantistiche locali, ma anche le scuole, le famiglie e le istituzioni politiche. Un percorso a tappe che si preannuncia ricco di emozioni e di sfide, ideato per dimostrare concretamente che le barriere fisiche e mentali possono e devono essere definitivamente abbattute attraverso la forza del gioco, della competizione sana e dell’impegno agonistico.

La presentazione istituzionale a Palazzo Silone all’Aquila

Per svelare al grande pubblico i dettagli organizzativi e le immense potenzialità sociali del progetto, i vertici dirigenziali hanno indetto un’importante conferenza stampa ufficiale rivolta alle redazioni giornalistiche e alle emittenti televisive locali e nazionali.
L’incontro di presentazione è stato rigorosamente fissato per la mattinata di domani, martedì 29 settembre 2026, con inizio previsto per le ore 10:30. La location scelta per ospitare questo fondamentale battesimo istituzionale non è affatto casuale, ma testimonia la grande vicinanza degli enti governativi alle tematiche della disabilità: l’evento si terrà infatti presso la prestigiosa cornice di Palazzo Silone, sede storica della Regione Abruzzo, situata in Via Leonardo da Vinci 6, nel capoluogo aquilano. Nel corso dell’atteso briefing mattutino verrà illustrato in maniera dettagliata il ricco e articolato programma di iniziative ludiche, agonistiche e divulgative che animeranno l’intero comprensorio regionale nei prossimi mesi. Un palinsesto studiato nei minimi particolari che vedrà la partecipazione diretta e attiva di numerosi atleti paralimpici di spicco, pronti a portare la propria testimonianza di vita, affiancati dalle associazioni sportive di base, dai rappresentanti delle istituzioni territoriali e da un nutrito numero di istituti scolastici. L’intento primario, infatti, è quello di valorizzare il territorio abruzzese promuovendo la cultura del rispetto, dell’accessibilità e dell’integrazione a partire proprio dalle aule e dalle palestre frequentate dalle nuove e giovanissime generazioni.

Le istituzioni in prima linea: i relatori dell’evento stampa

Il pieno e convinto sostegno dell’apparato politico e dirigenziale della Regione Abruzzo a questo virtuoso percorso di civiltà sarà fisicamente e politicamente tangibile fin dalla conferenza di lancio.
Dietro il tavolo dei relatori siederanno figure di spicco del panorama amministrativo e sportivo abruzzese. È stata già confermata l’importante presenza dell’Assessore allo Sport della Regione Abruzzo, Mario Quaglieri, a dimostrazione di come le politiche giovanili e le deleghe sportive stiano puntando sempre più sull’accessibilità degli impianti e sul finanziamento delle attività inclusive. Al suo fianco interverranno i due principali e instancabili artefici e motori organizzativi dell’intera manifestazione: Luca Tarquini, nella sua veste di Presidente del Centro Sportivo Italiano (CSI) comitato provinciale dell’Aquila, e Mauro Sciulli, Presidente regionale del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Abruzzo. A completare il prestigioso parterre istituzionale ci saranno anche numerosi referenti e delegati delle diverse e preziose realtà del terzo settore coinvolte operativamente nel progetto. Una rete solida, insomma, che unisce il volontariato, lo sport di vertice e la pubblica amministrazione in un unico e compatto fronte comune a favore dei diritti delle persone con disabilità.

Il calendario: dall’evento di Centi Colella al Gran Galà

Sebbene i dettagli logistici specifici e le date di tutte le competizioni previste verranno svelati minuziosamente solo durante la mattinata di martedì a Palazzo Silone, l’organizzazione ha già voluto fornire alla stampa alcune importanti anticipazioni sul cronoprogramma generale.
Il progetto “Abruzzo Paralimpico 2026” non sarà affatto un evento isolato, ma si strutturerà come un vero e proprio lungo percorso a tappe itineranti. Durante la conferenza verrà dedicata una particolarissima e doverosa attenzione al primissimo e imminente grande appuntamento sul campo, che fungerà da volano per l’intera iniziativa: una grande giornata di sport e condivisione fissata per il prossimo 7 ottobre, che sarà ospitata presso l’accogliente e strutturata cornice degli Impianti Sportivi Centi Colella, fiore all’occhiello dell’impiantistica dell’Aquila. Da lì prenderà ufficialmente il via una lunga e inarrestabile marcia di sensibilizzazione che attraverserà l’autunno abruzzese, culminando in un evento finale di grandissimo prestigio e richiamo mediatico. Il culmine dell’intero percorso socio-sportivo coinciderà infatti con lo sfavillante “Gran Galà dello Sport Paralimpico”, solennemente programmato per la giornata del 2 dicembre. Una data simbolica, vicinissima alla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, pensata per celebrare pubblicamente i traguardi raggiunti e premiare gli atleti e i volontari che avranno reso possibile questa meravigliosa avventura all’insegna del coraggio e dell’inclusione totale.

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Lifestyle

Toshisuke Kanazawa, il campione di bodybuilding a 90 anni: “Lo farò fino alla morte”

La genetica, l’allenamento e l’incredibile mentalità del popolo nipponico non smettono mai di stupire il mondo. A Hiroshima vive Toshisuke Kanazawa, un uomo che ha appena compiuto la bellezza di 90 anni, ma che vanta un fisico scultoreo, sodo e muscoloso da fare letteralmente invidia a un ventenne. L’inossidabile atleta non è solo un amatore: proprio il mese scorso ha conquistato l’ennesimo traguardo sbaragliando la concorrenza e vincendo il suo 19° titolo assoluto ai Campionati Nazionali Giapponesi di Bodybuilding Master nella categoria “over 85”. Ex promessa olimpica del nuoto giapponese, decise di dedicarsi al culturismo nel 1960 arrivando persino a sfidare leggende mondiali come l’attore Arnold Schwarzenegger. Qual è il segreto della sua eterna e sovrumana giovinezza muscolare? “Niente fumo, zero alcol e mai carne o pesce: mangio solo riso integrale, uova crude e zuppa di miso”, racconta il campione. Con il passare inesorabile degli anni ha dovuto però ridurre i frullati proteici e abbandonare del tutto il sollevamento di pesi liberi per non gravare sulla sua pur fortissima schiena, preferendo le macchine isotoniche. Toshisuke si allena due ore al giorno, per sei giorni alla settimana, e non ha alcuna intenzione di fermarsi davanti alla carta d’identità: “Voglio fare il bodybuilder fino al giorno esatto della mia morte”. Leggi la sua pazzesca e motivazionale storia👇

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Toshisuke Kanazawa

Hiroshima – Ha da poco spento la bellezza di novanta candeline sulla sua torta di compleanno, ma sfoggia orgogliosamente un fisico statuario, scolpito e definito che la stragrande maggioranza degli uomini molto più giovani di lui può solamente sognare o ammirare sulle riviste patinate. Busto liscio, pelle perfettamente abbronzata, pettorali incredibilmente sodi e vene sottili e pulsanti che percorrono le braccia e le spalle in tensione: non stiamo assolutamente parlando di un’immagine iperrealistica generata al computer dall’Intelligenza Artificiale, ma del frutto reale, tangibile e sudato di innumerevoli, incalcolabili ore di sacrifici trascorsi sollevando ghisa in palestra. L’uomo capace di sfidare e sconfiggere inesorabilmente lo scorrere crudele del tempo si chiama Toshisuke Kanazawa. Esattamente il mese scorso, ironicamente e simbolicamente appena il giorno prima di vincere e dominare l’ennesima, importantissima competizione sportiva della sua infinita carriera, questo autentico e inossidabile leggendario campione nipponico di bodybuilding ha festeggiato in splendida forma il suo invidiabile novantesimo compleanno. Per lui, l’età anagrafica scritta sui documenti rappresenta unicamente un inutile e noioso dettaglio burocratico che non ha alcun impatto sulla sua ferrea volontà di dominare il palcoscenico sportivo.

Da nuotatore a rivale di Schwarzenegger: la nascita di una leggenda

La straordinaria e lunghissima favola sportiva di Kanazawa ha radici molto antiche e inizia con quello che sembrava essere, a prima vista, un vero e proprio dramma personale.
Nato nel lontano 1936, prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, il giovane Toshisuke era in realtà una fortissima e promettente speranza del nuoto nipponico. Purtroppo, dopo che un grave e invalidante infortunio muscolare interruppe in modo drastico e prematuro la sua brillante carriera agonistica da potenziale nuotatore olimpico, si trovò di fronte a un bivio esistenziale. Invece di arrendersi alla sfortuna, decise coraggiosamente di reinventarsi da zero e si dedicò anima e corpo alla durissima e ferrea disciplina del culturismo. I risultati furono immediati e a dir poco strabilianti: trionfò vincendo l’ambitissimo e prestigioso titolo di Mister Giappone a soli 24 anni di età. Da quel momento, la sua ascesa fu letteralmente inarrestabile, arrivando persino a competere ad altissimo livello internazionale calcando gli stessi palcoscenici di vere e proprie leggende mostruose del bodybuilding del calibro dell’attore hollywoodiano Arnold Schwarzenegger. Oggi, a distanza di decenni dai fasti internazionali, il campione non ha mai abbandonato la sua passione: gestisce personalmente e quotidianamente una storica palestra nella sua amata città natale di Hiroshima. Qui, tra un bilanciere e l’altro, ricorda e celebra la sua ultimissima e schiacciante vittoria nella speciale categoria “over 85” ai recenti Campionati giapponesi di bodybuilding master. Si tratta, statistiche alla mano, dell’incredibile diciannovesimo titolo nazionale assoluto conquistato nella sua vita, traguardo festeggiato promettendo solennemente ai giudici di gara e ai suoi innumerevoli e giovani fan che questo non sarà affatto l’ultimo trofeo ad arricchire la sua sterminata bacheca.

Il segreto del fisico a 90 anni: dieta vegetariana e stile di vita naturale

Di fronte a un simile, inspiegabile e quasi sovrumano miracolo fisiologico e atletico, la domanda sorge spontanea e imperiosa: qual è l’elisir di lunga vita e l’esatta, rigorosa ricetta dell’eterna giovinezza muscolare di Toshisuke Kanazawa?
La risposta fornita dal diretto interessato spiazza per la sua francescana semplicità: per il novantenne giapponese, tutto il successo sportivo e la salute di ferro si basano unicamente su uno stile di vita ascetico, estremamente rigoroso, inossidabile e certificato al cento per cento come naturale. L’atleta asiatico si vanta apertamente di non aver mai acceso o fumato una singola sigaretta in tutta la sua intera vita e di non aver mai toccato nemmeno una goccia di bevande o superalcolici. Sul fronte prettamente nutrizionale, che nel bodybuilding professionistico conta persino più dell’allenamento fisico stesso, le sue scelte sono altrettanto radicali ed estreme: ha rinunciato totalmente e definitivamente al consumo di qualsiasi tipo di carne rossa, carne bianca e persino di pesce fresco ormai da moltissimi decenni. L’ultranovantenne si nutre quotidianamente in modo quasi monastico e incredibilmente semplice. La sua dieta base è rigorosamente composta da enormi e misurate scodelle di riso integrale sapientemente condite con il tradizionale furikake (un tipico condimento secco giapponese), porzioni abbondanti di natto (soia fermentata ricchissima di proteine vegetali) e svariate ciotole di tradizionale zuppa di miso bollente, all’interno della quale rompe e miscela sapientemente un paio di uova rigorosamente crude per assicurarsi l’indispensabile e vitale apporto di colesterolo buono e grassi nobili. Tuttavia, nonostante la ferrea volontà, l’età avanza inesorabilmente e Kanazawa ha dovuto imparare ad ascoltare i campanelli d’allarme del proprio corpo. «Da giovane, nel pieno della preparazione agonistica, ero solito bere agevolmente fino a sei pesanti frullati proteici ipercalorici al giorno, mentre ora mi sono imposto un limite ferreo e ne bevo solamente tre», racconta candidamente il bodybuilder, spiegando ai giornalisti sportivi un semplice quanto crudele fatto biologico: «Purtroppo, con l’avanzare dell’età e il fisiologico rallentamento del metabolismo basale, per lo stomaco diventa fisicamente e oggettivamente molto più complesso e faticoso riuscire a digerire e assimilare quotidianamente una mole così massiccia ed esagerata di liquidi e integratori in polvere».

L’allenamento a Hiroshima: addio ai pesi liberi, largo alle macchine

Oltre alla drastica revisione e rimodulazione dell’introito calorico e proteico, l’anziano ma agguerrito campione nipponico ha dovuto intelligentemente, saggiamente e forzatamente fare anche qualche inevitabile e necessaria concessione strategica all’interno delle quattro mura della sua palestra di Hiroshima.
«Ho dovuto cambiare radicalmente approccio alla biomeccanica: non eseguo praticamente più i pericolosi e classici squat con il bilanciere pesante sulle spalle per non gravare sulla colonna vertebrale, né tantomeno mi cimento più nelle famose distensioni esplosive su panca piana. Preferisco nettamente utilizzare le macchine isotoniche guidate e i cavi rispetto ai traumatizzanti e instabili pesi liberi dei manubri, semplicemente perché oggi faccio esclusivamente e gelosamente ciò che sento essere meglio per me, per preservare le mie preziose articolazioni e per proteggere il mio fragile corpo a questa specifica veneranda età». A fargli da scudo c’è ovviamente una genetica invidiabile e una salute clinica definibile a tutti gli effetti come “di ferro”, certificata da costanti ed estenuanti controlli medici ospedalieri capaci di far impallidire d’invidia un trentenne nel pieno delle forze. Tuttavia, Kanazawa sa perfettamente e umilmente che oggi i tempi fisiologici della biologia umana sono inesorabilmente cambiati. «Devo ammettere con me stesso che oggi ci vuole senza dubbio molto più tempo per riuscire a smaltire l’acido lattico e a recuperare muscolarmente dai gravosi allenamenti rispetto a prima», confessa il campione. «Proprio per questo preciso motivo, mi assicuro scrupolosamente e maniacalmente di dilatare e riposare adeguatamente i tempi di recupero fisso tra una serie e l’altra, e soprattutto bado a dormire profondamente per circa sette lunghe e ininterrotte ore a notte, che per me sono il vero segreto del ripristino cellulare». Al netto di queste inevitabili rimodulazioni legate alla carta d’identità, la sua routine sportiva quotidiana resta comunque spaventosamente impeccabile, marziale e insostenibile per la maggior parte dei giovani: Kanazawa si allena e suda regolarmente tra i macchinari per ben due ore al giorno, tutti i giorni, con la costanza di sei giorni su sette.

Il Giappone dei record e della longevità estrema

L’incredibile record mondiale di muscolatura e resistenza di Kanazawa, pur essendo clamoroso a livello visivo e mediatico, non rappresenta affatto un caso genetico isolato, ma si inserisce perfettamente nel particolare e affascinante tessuto demografico di un Paese, il Giappone, che ospita statisticamente e orgogliosamente la popolazione più longeva, sana e duratura dell’intero pianeta Terra.
I numeri e le percentuali forniti dagli analisti demografici asiatici sono a dir poco spaventosi e ineguagliabili: attualmente, nel grande e popoloso arcipelago del Giappone, quasi il 30% degli oltre 123,7 milioni di abitanti registrati all’anagrafe nazionale ha superato la ragguardevole soglia dei 64 anni di età. Ancora più sbalorditivo è il dato statistico, diffuso recentemente dal governo, relativo al numero esatto dei cittadini centenari nipponici: questa esclusiva “fascia” anagrafica ha incredibilmente superato la quota record assoluta di 100.000 unità viventi e attive. In questo scenario socio-culturale unico al mondo, i cittadini anziani si rifiutano categoricamente di farsi parcheggiare ai margini della società produttiva e, al contrario, continuano ostinatamente a dimostrarsi giorno dopo giorno incredibilmente attivi, vitali e letteralmente inarrestabili nello sport come nel lavoro. Gli esempi sportivi si sprecano e fanno notizia quotidianamente sulle prime pagine dei giornali del mondo: la formidabile nuotatrice master Shoko Yonezawa continua inesorabilmente a scendere in vasca e a frantumare e battere storici record mondiali di velocità nella sua categoria alla veneranda età di 91 anni. Il leggendario esploratore e velista Kenichi Horie, dal canto suo, ha recentemente festeggiato il traguardo del suo 88° compleanno scioccando l’opinione pubblica e annunciando ufficialmente l’impresa di una nuova, folle e pericolosissima traversata in totale e assoluta solitudine del vasto e insidioso oceano Pacifico a bordo della sua imbarcazione. E come non citare l’incredibile prestazione fisica ed eroica di Shintaro Okuyama, che soltanto l’anno scorso, all’incredibile e fantascientifica età di 96 anni, è riuscito stoicamente a tagliare il traguardo faticosissimo di una regolare maratona di oltre quarantadue chilometri, chiudendo il lungo e sfiancante percorso podistico stradale in poco più di otto ore e quarantatré minuti netti di corsa ininterrotta. In un Paese che affronta quotidianamente a testa alta le colossali e gravose sfide politiche, sanitarie ed economiche dettate dalla gestione pratica di una popolazione sempre più fatalmente anziana, Toshisuke Kanazawa rifiuta categoricamente, lucidamente e fermamente l’idea occidentale e fatalista che l’inevitabile e triste declino fisico ed estetico del corpo umano sia totalmente inevitabile. Rivolgendosi orgogliosamente alle telecamere, il culturista nipponico lancia la sua sfida definitiva all’universo: «Voglio essere e restare un vero culturista fino all’esatto giorno della mia morte».

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