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Caprara d’Abruzzo in festa per i Santi Cosma e Damiano: due giorni di fede, arrosticini e tributi a Rino Gaetano

La magia e le antiche tradizioni dei borghi abruzzesi tornano a splendere! Il 10 e 11 ottobre la frazione di Caprara d’Abruzzo (Spoltore) si ferma per celebrare i Solenni Festeggiamenti in onore dei Santi Cosma e Damiano. Sarà un weekend ricco di devozione religiosa e tanto divertimento: domenica mattina spazio alla commovente Processione per le vie del paese accompagnata dalla Banda “Città di Silvi”. Ma la festa in piazza si accenderà soprattutto la sera! Sabato 10 ottobre si ballerà a ritmo di organetto con il Maestro Paolo Esposito, per poi scatenarsi (alle 21:30) con il super concerto live de “I Bicchierino”, fenomenale tribute band dedicata all’indimenticabile Rino Gaetano. Domenica sera, invece, gran finale con il gruppo “Scena Muta” e la migliore musica italiana. E per i più golosi? Area Food attiva per due giorni interi con tutte le migliori specialità gastronomiche abruzzesi (preparatevi agli arrosticini!). Leggete tutti i dettagli e gli orari completi nel nostro articolo, e scoprite i vinili da collezione del grande Rino Gaetano che vi consigliamo! 👇

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festa a Caprara

Spoltore – C’è una magia antica, un’atmosfera carica di suggestione e calore umano che si respira soltanto durante le tradizionali feste patronali dei nostri piccoli borghi. Sono momenti fondamentali per la vita di una comunità, occasioni preziose in cui il tempo sembra magicamente rallentare per lasciare spazio alla condivisione, al ritorno alle origini e al profondo attaccamento alle proprie radici culturali. È con questo spirito di forte appartenenza identitaria che la frazione di Caprara d’Abruzzo (nel territorio del Comune di Spoltore) si sta febbrilmente preparando a vivere uno dei fine settimana più intensi, colorati ed emozionanti del suo intero calendario annuale. L’infaticabile Parrocchia dei Santi Martiri Cosma e Damiano, lavorando spalla a spalla con l’attivissimo Comitato feste locale e con il fondamentale supporto logistico e istituzionale dell’amministrazione comunale di Spoltore, ha infatti diramato il programma ufficiale dei solenni festeggiamenti in onore dei Santi Medici e Martiri Cosma e Damiano. L’attesissima manifestazione, che catalizzerà l’attenzione del paese e richiamerà visitatori anche dai comuni limitrofi, è in programma per le intere giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026. L’evento, come da solida e irrinunciabile tradizione abruzzese, rappresenta un mix perfetto e sapientemente bilanciato, capace di unire momenti di profondissima e silenziosa devozione religiosa a eventi culturali chiassosi, grande musica dal vivo e imperdibile intrattenimento gastronomico pensato su misura per le famiglie e per tutte le età.

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Sabato 10 ottobre: tradizioni popolari e il graffio di Rino Gaetano

La macchina organizzativa della festa si metterà ufficialmente in moto all’alba del fine settimana, mescolando da subito il sacro e il profano in un turbinio di emozioni paesane.
Il ricco e articolato programma delle celebrazioni si aprirà formalmente nella mattinata di sabato 10 ottobre, con la celebrazione della prima Santa Messa mattutina (prevista per le ore 8:00 in punto) all’interno della storica e accogliente Chiesa dei SS. MM. Cosma e Damiano, momento di intimo raccoglimento per i fedeli più mattinieri del borgo. Con il passare delle ore, l’atmosfera si farà decisamente più vivace e festosa. Nel tardo pomeriggio, a partire dalle ore 17:30, le antiche vie e i suggestivi vicoli del paese di Caprara inizieranno fisicamente ad animarsi a ritmo di musica popolare. Il merito sarà tutto dell’esibizione folcloristica e itinerante della Scuola di Fisarmonica e Organetto capitanata dal talentuoso Maestro Paolo Esposito, che porterà in strada l’inconfondibile suono della tradizione agropastorale abruzzese, facendo ballare grandi e piccini al ritmo di saltarelli. Ma il vero momento clou per i più giovani (e per i nostalgici) arriverà con il calare del buio. La prima, intensissima giornata di festa si concluderà infatti alle ore 21:30 con il grande concerto live serale in piazza. A infiammare il pubblico ci penserà la nota e scatenata tribute band I Bicchierino, che proporrà un fedele, energico e graffiante omaggio musicale al genio indiscusso e indimenticato di Rino Gaetano, ripercorrendo tutti i suoi successi più grandi che hanno fatto la storia del cantautorato italiano degli anni Settanta e Ottanta.

Domenica 11 ottobre: la processione, le Bande e l’Area Food

La giornata di domenica rappresenterà invece il vero e proprio culmine istituzionale e religioso della lunga festa patronale, scandita dai ritmi compassati delle bande musicali di paese.
Le celebrazioni religiose riprenderanno infatti domenica 11 ottobre (sempre alle ore 8:00) con una nuova Santa Messa. Subito dopo, alle ore 9:00, il quartiere S. Cosimo si vestirà a festa per accogliere la solenne e rumorosa sfilata cittadina della storica Banda “Città di Silvi” (magistralmente diretta dalla bacchetta del Maestro Marco Vignali). I suoni squillanti degli ottoni guideranno i cittadini verso l’appuntamento istituzionale delle ore 10:00: la toccante e ufficiale commemorazione presso il Monumento ai Caduti, che si svolgerà alla presenza delle massime Autorità civili e militari del territorio per onorare la memoria di chi ha sacrificato la vita per la Patria. La mattinata proseguirà poi alle ore 11:00 con la celebrazione della suggestiva Santa Messa solenne e culminerà, a mezzogiorno in punto, con il rito più atteso dall’intera comunità: la commovente e sentitissima processione della statua dei Santi per tutte le vie principali del paese, accompagnata passo dopo passo dalle note solenni della Banda musicale e dalle preghiere dei fedeli. I festeggiamenti civili, dopo un intero pomeriggio di giochi e convivialità, si chiuderanno in bellezza la domenica sera alle ore 21:30 con un secondo e attesissimo concerto live in piazza: questa volta salirà sul palco il gruppo Scena Muta, che farà cantare l’intero paese proponendo il meglio del repertorio della musica italiana di tutti i tempi. Una menzione d’onore spetta infine all’aspetto culinario dell’evento: per l’intera durata della manifestazione rimarrà infatti stabilmente attiva una grande e fornitissima Area Food, dove cittadini e turisti potranno abbuffarsi gustando le innumerevoli eccellenze delle specialità gastronomiche rustiche abruzzesi. La Parrocchia e l’esausto ma felice Comitato festa hanno voluto rivolgere un sentito ringraziamento speciale a tutti i volontari e agli sponsor che hanno contribuito economicamente e fisicamente alla realizzazione di questo ennesimo miracolo di comunità.

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Teramo Capitale della Memoria: l’Alessandrini-Marino e il Mémorial de Parigi contro i crimini di guerra

La storia è l’unica arma per comprendere il presente. Il Polo Tecnologico “Alessandrini-Marino” di Teramo ha ospitato una straordinaria giornata di studi dedicata alla memoria della Shoah e dei crimini nazi-fascisti, in collaborazione con il prestigioso Mémorial de la Shoah di Parigi e l’ANVCG. Di fronte a una platea di studenti attenti, lo storico Daniele Susini ha presentato il suo toccante libro sulla strage di Marzabotto, avvicinando i giovani alle tragedie dei civili nella Seconda Guerra Mondiale. Nel pomeriggio, un seminario di altissimo livello per docenti ha analizzato la mentalità dei carnefici e l’uso rigoroso di termini come “genocidio” e “crimine di guerra”, chiavi di lettura fondamentali per decifrare anche i drammatici conflitti attuali, da Gaza all’Ucraina. Leggete il resoconto completo dell’evento nel nostro articolo. Volete approfondire queste tematiche cruciali per non dimenticare? Scoprite il nostro suggerimento letterario di oggi! 👇

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Teramo, realtori

Teramo – La storia non è un semplice e polveroso elenco di date da mandare a memoria per superare un’interrogazione scolastica, ma è un organismo vivo, una lente d’ingrandimento fondamentale per comprendere le tragedie del presente e prevenire le barbarie del futuro. Con questo altissimo spirito civico e pedagogico, la città abruzzese si erge a vera e propria “Capitale della Memoria” grazie all’iniziativa lodevole e strutturata del Polo Tecnologico Economico “Alessandrini-Marino-Pascal-Comi-Forti” di Teramo. L’istituto ha infatti ribadito e confermato con forza la propria assoluta centralità nella promozione della storia contemporanea e della memoria collettiva legata ai crimini nazi-fascisti e alla tragedia della Shoah. Nella giornata di venerdì scorso, l’Auditorium dell’Istituto “Alessandrini-Marino” ha ospitato un appuntamento formativo di caratura internazionale. Una giornata di studi intensa e profonda, articolata in due sessioni (mattutina per i ragazzi e pomeridiana per i docenti), organizzata in stretta e preziosa collaborazione con l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e con la prestigiosa istituzione del Mémorial de la Shoah di Parigi. L’evento ha goduto inoltre del fondamentale sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (nell’ambito dell’avviso n. 2/2025). L’intero, complesso impianto dell’iniziativa culturale è stato sapientemente coordinato da Giancarlo Pichillo, docente dell’Istituto.

[NON DIMENTICARE IL PASSATO: LEGGI E TRAMANDA LA STORIA]
La memoria è l’unica arma che abbiamo contro l’odio. Vuoi approfondire l’argomento trattato dagli studenti di Teramo? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon il libro “Ti racconto Marzabotto” di Daniele Susini o altri preziosi volumi storici sulla Seconda Guerra Mondiale e la Shoah!

La Shoah raccontata ai giovani: il caso Marzabotto

I lavori di questo importante convegno storico si sono aperti puntualmente alle ore 10:00 con i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Maria Letizia Fatigati, vera padrona di casa dell’evento.
La mattinata ha visto una partecipazione istituzionale massiccia e trasversale, segno tangibile di quanto il tema dei crimini di guerra e della memoria sia sentito sul territorio. Tra le numerose autorità e i rappresentanti intervenuti per portare il proprio contributo al dibattito figurano Giuseppe Marziani (vicepresidente della Provincia di Teramo), Maria De Dominicis (delegata dell’Ufficio Scolastico Provinciale), e i vertici dell’ANVCG: Mario D’Alessandro, Carlo Sprecacenere, Mila Sprecacenere, Mario Attilio Maurizi, il consigliere nazionale Davide Venturi e la responsabile Scuola Simona Cicioni. Al tavolo erano presenti anche le forze dell’ordine e le istituzioni di garanzia, con Maria Paola Martellini (Polizia di Stato), il Capitano Vincenzo D’Alto (Carabinieri) e i rappresentanti culturali Silvio Antonini e Biagio Di Giuseppe. Ma il momento nevralgico ed emozionante della sessione mattutina è stato senza dubbio l’intervento dello storico Daniele Susini, referente ufficiale per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi. Rivolgendosi direttamente agli occhi attenti delle studentesse e degli studenti delle quinte classi, Susini ha presentato il suo emozionante volume “Ti racconto Marzabotto. Storia di un bambino che è sopravvissuto”. Attraverso le pagine del libro, lo storico ha stimolato un contatto diretto, empatico e privo di retorica tra i ragazzi e la memoria cruda delle stragi civili perpetrate in Italia, rendendo il passato dolorosamente vicino e reale per le nuove generazioni.

Il seminario pomeridiano: Shoah e guerre moderne

L’educazione alla memoria, tuttavia, non può fermarsi solo agli studenti, ma deve fornire strumenti critici costantemente aggiornati anche a chi ha il delicato compito di insegnare.
Per questo motivo, nel pomeriggio i lavori si sono spostati su un livello accademico con il seminario di approfondimento intitolato “Vittime e carnefici nella Seconda Guerra Mondiale. La Shoah e i crimini di guerra sui civili”, rivolto specificamente agli insegnanti di ogni ordine e grado. Un incontro segnato fin dalle prime battute da un commosso e doveroso tributo alla memoria di Laura Fontana, celebre ricercatrice prematuramente scomparsa e considerata una guida insostituibile per la didattica della Shoah nel nostro Paese. I relatori hanno sviscerato nodi storiografici di cruciale importanza. Adriana Escobar (CNRS Parigi e Mémorial de la Shoah) ha affrontato il delicato intreccio tra parole, legge e giustizia di fronte alle atrocità di massa. Daniele Susini è tornato al microfono per analizzare la terrificante “mentalità del carnefice” nei crimini nazisti in Italia, mentre il professor Costantino Di Sante (Università del Molise) ha tracciato l’evoluzione del sistema concentrazionario fascista, dalle violenze del colonialismo fino all’abisso della Shoah. Attraverso un rigoroso metodo comparativo, la Shoah è stata contestualizzata nel quadro più ampio della guerra totale e delle ideologie razziali. La lezione più forte di questo simposio teramano è rivolta però al nostro drammatico presente: osservando i tragici contesti bellici attuali, dalle rovine della Striscia di Gaza e della Cisgiordania fino alle trincee dell’Ucraina, la storia ci impone un uso rigoroso e mai banale di categorie giuridiche complesse come “genocidio” e “crimine di guerra”. Solo con la conoscenza profonda del passato possiamo denunciare le violazioni dei diritti umani di oggi, senza mai cadere nella trappola dei paragoni acritici e superficiali.

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Piana del Cavaliere

Il Misterioso Cavaliere della Piana

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cavaliere

Redazione-  Anche il nome Piana del Cavaliere ha dato origine a diverse interpretazioni.Una delle ipotesi più suggestive, non documentata come certezza storica, collega il nome alle frequentazioni della zona da parte della famiglia Colonna, che utilizzava questi territori anche per grandi battute di caccia. Secondo questa tradizione, un cavaliere della famiglia avrebbe avuto un ruolo particolare nell’organizzazione delle battute. Lo stesso Cavaliere, oltre ad avere un ruolo importante, come organizzatore delle giornate di battuta, era anche, da leggende tramandate, un uomo silenzioso e di poche parole, che quando arrivata a cavallo, spesso non si udiva nessun passo, ma se ne accorgeva della presenza dal cigolio dell’ampia armatura.

È una di quelle storie in cui un nome geografico diventa il punto di partenza per costruire una memoria collettiva.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – la leggenda delle frazioni Villaromana e Montesabinese ed il Ratto delle Sabine

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Linea ferroviaria

Carsoli-  Anche Villa Romana e Montesabinese, frazioni del territorio di Carsoli, custodiscono una curiosa leggenda sulle proprie origini.Secondo la tradizione popolare, la nascita dei due centri sarebbe collegata addirittura al ratto delle Sabine. Il ratto delle Sabine è una leggenda fondativa della storia di Roma che racconta il rapimento delle donne della popolazione vicina dei Sabini da parte dei primi romani guidati da Romolo.

Dopo la riconciliazione tra Romani e Sabini, secondo il racconto, i contendenti avrebbero fondato i due borghi vicini. È una spiegazione leggendaria, mentre le ricostruzioni storiche collegano l’origine degli abitati allo sviluppo degli antichi insediamenti agricoli dell’area di Carsioli.

Una leggenda che porta dunque la storia di Carsoli addirittura alle origini di Roma.

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