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Territorio

Concessioni balneari, l’Abruzzo sfida l’Europa. Lugini: “La mappatura ci salverà, ora acceleriamo”

La battaglia politica per salvare gli storici stabilimenti balneari abruzzesi dalla temuta direttiva Bolkestein entra nel vivo! Il consigliere regionale Gianpaolo Lugini fa il punto della situazione difendendo a spada tratta il Progetto di Legge 133, di cui è primo firmatario. La strategia della Regione Abruzzo è chiara: rifiutare i criteri imposti dall’Europa e procedere a una mappatura millimetrica e scientifica delle coste per dimostrare che le spiagge (la “risorsa”) non sono affatto scarse, evitando così il rischio che gli stabilimenti finiscano all’asta. “Stiamo facendo un lavoro enorme, l’Abruzzo è un modello nazionale, ma ora dobbiamo accelerare per dare certezze e salvare migliaia di lavoratori e famiglie che investono da anni sul nostro mare”, ha dichiarato Lugini ringraziando i colleghi Campitelli e Sospiri. Trovate tutti i dettagli politici della vicenda nel nostro articolo, e non fatevi sfuggire il nostro consiglio per i vostri acquisti in vista della prossima stagione estiva al mare! 👇

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Lugini

Pescara – Quella delle concessioni demaniali marittime è senza alcun dubbio una delle partite politiche ed economiche più complesse, delicate e vitali per l’intero tessuto produttivo italiano. Da anni, infatti, lo spettro inesorabile della cosiddetta direttiva europea Bolkestein aleggia minacciosamente sulle teste di migliaia di storici imprenditori balneari, gettando nell’incertezza più totale un settore turistico che rappresenta una fetta enorme del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese. In questa difficilissima e intricata scacchiera istituzionale, la Regione Abruzzo ha deciso di non restare a guardare, assumendo un ruolo proattivo e sfidando i dogmi di Bruxelles attraverso un’azione legislativa mirata e scientifica: la mappatura puntuale delle proprie coste. A fare il punto della situazione, rivendicando con orgoglio la bontà del lavoro svolto finora dalla maggioranza, è il consigliere regionale di centrodestra Gianpaolo Lugini (appartenente al Gruppo Regionale “Marsilio Presidente”). «Il percorso netto e coraggioso che l’Abruzzo ha intrapreso con determinazione sul caldissimo tema delle concessioni demaniali marittime dimostra, senza ombra di smentita, che abbiamo imboccato con fermezza la strada giusta», esordisce Lugini, che è anche il primo firmatario del cruciale Progetto di Legge (Pdl) 133. «Questo è il risultato tangibile di un grande, faticoso e certosino lavoro istituzionale e politico che abbiamo costruito mattone dopo mattone in questi mesi e che oggi ci permette di affrontare questa difficilissima partita con maggiore forza contrattuale e con strumenti normativi finalmente concreti».

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Il Pdl 133 e l’arma segreta della mappatura delle spiagge

Il cuore pulsante della strategia abruzzese risiede proprio nel Progetto di Legge 133, un documento che mira a ribaltare l’assunto di base imposto dall’Unione Europea, secondo cui le spiagge italiane sarebbero una “risorsa scarsa” da dover necessariamente rimettere a bando tramite aste pubbliche internazionali.
Il consigliere Lugini sottolinea infatti l’importanza capitale del lavoro portato avanti dalla Regione Abruzzo sul tema della ricognizione tecnica e della mappatura scientifica del litorale. «Il Pdl 133 rappresenta un passaggio storico e fondamentale di questo percorso legislativo e nasce dall’urgenza impellente di dare risposte concrete, rapide e rassicuranti alle imprese balneari abruzzesi, ormai esauste», spiega il consigliere regionale. «Il punto di partenza del ragionamento politico deve essere sempre la realtà oggettiva del nostro territorio: la disponibilità effettiva della risorsa demaniale non può e non deve assolutamente essere data per scontata a priori da burocrati lontani, ma deve essere verificata concretamente, metro per metro, attraverso una ricognizione puntuale delle nostre coste. È questa la direzione autonoma che abbiamo scelto di seguire e che ritengo essere l’unica corretta, perché ci consente di mettere a disposizione dei tribunali e del Governo dati numerici certi, affrontando il tema nel rispetto della normativa europea, ma valorizzando e tutelando al tempo stesso le innegabili peculiarità della costa abruzzese». A tal proposito, Lugini ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento ai colleghi di schieramento che hanno contribuito a questo faticoso percorso: «Voglio ringraziare il consigliere delegato Nicola Campitelli per l’enorme mole di lavoro che sta portando avanti in prima linea e il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che ha sostenuto con ferma convinzione questa impostazione giuridica, mantenendo sempre altissima l’attenzione su una questione vitale per il territorio. Un doveroso ringraziamento va anche ai colleghi Emiliano Di Matteo, Carla Mannetti e Leonardo D’Addazio, con i quali abbiamo condiviso questa trincea».

Un “Modello Abruzzo” per salvare i balneari in Italia

La battaglia, tuttavia, non è circoscritta ai confini del fiume Tronto e del Trigno, ma assume una fortissima valenza nazionale.
«Il proficuo confronto istituzionale che si è sviluppato in questi concitati giorni – prosegue orgoglioso Lugini – dimostra chiaramente che la forte posizione assunta dall’Abruzzo può rappresentare un solido punto di riferimento nel dibattito nazionale tra le Regioni italiane. Abbiamo sostenuto nei tavoli romani la necessità assoluta di partire dalla conoscenza effettiva e millimetrica delle nostre coste e dalla verifica reale della disponibilità della risorsa, evitando l’applicazione di criteri matematici indistinti che rischierebbero di non considerare le enormi differenze orografiche esistenti tra i diversi territori del Paese». Ora, però, il tempo stringe e le scadenze legali impongono un’accelerazione drastica per evitare che le imprese finiscano nel baratro delle aste al buio. «Adesso dobbiamo andare avanti con ancora maggiore determinazione e velocità. Il grande lavoro di studio svolto fin qui deve tradursi rapidamente nei prossimi e definitivi passaggi operativi in Consiglio. Per questo lavoreremo giorno e notte per velocizzare l’iter burocratico, nel rigoroso rispetto delle procedure e delle tempistiche di legge, affinché la ricognizione totale possa essere completata al più presto e l’Abruzzo possa arrivare blindato e preparato alle successive fasi governative». In ballo non ci sono solo freddi numeri catastali o normative comunitarie, ma il destino di migliaia di persone. «Parliamo del futuro e della sopravvivenza di micro-imprese che da decenni investono risparmi e sudore sulle nostre coste, di onesti lavoratori stagionali e di intere famiglie che hanno il sacrosanto bisogno di avere delle certezze per poter programmare il proprio futuro economico. Il nostro primo dovere politico è dare loro risposte concrete. La via intrapresa è quella giusta e dobbiamo percorrerla insieme, il lavoro di squadra dimostrato finora deve rappresentare la nostra forza», conclude Lugini.

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Piana del Cavaliere

Il Misterioso Cavaliere della Piana

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Il Misterioso Cavaliere della Piana

Anche il nome Piana del Cavaliere ha dato origine a diverse interpretazioni.

Una delle ipotesi più suggestive, non documentata come certezza storica, collega il nome alle frequentazioni della zona da parte della famiglia Colonna, che utilizzava questi territori anche per grandi battute di caccia. Secondo questa tradizione, un cavaliere della famiglia avrebbe avuto un ruolo particolare nell’organizzazione delle battute. Lo stesso Cavaliere, oltre ad avere un ruolo importante, come organizzatore delle giornate di battuta, era anche, da leggende tramandate, un uomo silenzioso e di poche parole, che quando arrivata a cavallo, spesso non si udiva nessun passo, ma se ne accorgeva della presenza dal cigolio dell’ampia armatura.

È una di quelle storie in cui un nome geografico diventa il punto di partenza per costruire una memoria collettiva.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – la leggenda delle frazioni Villaromana e Montesabinese ed il Ratto delle Sabine

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Carsoli - la leggenda delle frazioni Villaromana e Montesabinese ed il Ratto delle Sabine

Anche Villa Romana e Montesabinese, frazioni del territorio di Carsoli, custodiscono una curiosa leggenda sulle proprie origini.

Secondo la tradizione popolare, la nascita dei due centri sarebbe collegata addirittura al ratto delle Sabine. Il ratto delle Sabine è una leggenda fondativa della storia di Roma che racconta il rapimento delle donne della popolazione vicina dei Sabini da parte dei primi romani guidati da Romolo.

Dopo la riconciliazione tra Romani e Sabini, secondo il racconto, i contendenti avrebbero fondato i due borghi vicini. È una spiegazione leggendaria, mentre le ricostruzioni storiche collegano l’origine degli abitati allo sviluppo degli antichi insediamenti agricoli dell’area di Carsioli.

Una leggenda che porta dunque la storia di Carsoli addirittura alle origini di Roma.

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Piana del Cavaliere

Oricola – la leggenda del generale Sisara ed il bosco di Sesera

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Oricola - la leggenda del generale Sisara ed il bosco di Sesera

Questa è forse una delle leggende più affascinanti dell’intero territorio.

Nel Bosco di Sesera, area boschiva che interessa anche una parte del territorio di Carsoli, la tradizione vuole che abbia trovato dimora il generale Sisara, personaggio dell’Antico Testamento. Sisara (o Sisera) è un personaggio biblico del XII secolo a.C., noto come il comandante dell’esercito di Iabin, re cananeo di Asor Comandava le truppe cananee (armate con 900 carri da guerra) che oppressero gli Israeliti per vent’anni. Fu sconfitto nella piana di Megiddo (o Izreel) dalle forze ebraiche guidate dal generale Barac e ispirate dalla profetessa Debora.Dopo la disfatta, Sisara fuggì a piedi e cercò rifugio nella tenda di Giaele, moglie di Eber il Kenita (un popolo alleato dei Cananei). Giaele lo accolse, gli diede del latte e lo fece addormentare. Mentre dormiva, lo uccise conficcandogli un picchetto della tenda nella tempia usando un maglio. Secondo la leggenda, proprio da lui deriverebbe il nome Sesera.

La storia non è una spiegazione storica accertata del toponimo, ma è rimasta nella memoria locale e conferisce al bosco un’atmosfera quasi mitica.

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