Rimani in contatto con noi
#

Eventi

DOCUDÌ ULTIMI DUE APPUNTAMENTI: GIOVEDÌ 7 E SABATO 9 MAGGIO 2026

DOCudì ultimi due appuntamenti: giovedì 7 e sabato 9 maggio 2026

Giovedì 7 maggio sarà presentato l’ultimo film in concorso: OGNI PENSIERO VOLA di Alice Ambrogi
e sabato 9 maggio, dopo le PREMIAZIONI, il film ANIME VIOLATE di Matteo Balsamo

Pubblicato

a

DOCUDÌ ULTIMI DUE APPUNTAMENTI: GIOVEDÌ 7 E SABATO 9 MAGGIO 2026

Redazione-  Per chi ama il cinema che racconta il reale, Pescara con #DOCudì2026 il concorso di cinema documentario organizzato dall’A.C.M.A. – Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese, offre l’opportunità di visionare un panorama variegato e multiforme della nostra società.
Giunto alla sua 13° edizione e con i suoi sei appuntamenti con opere in concorso e due eventi speciali distribuiti settimanalmente nel periodo dal 20 marzo al 09 maggio 2026, DOCudì con la formula del “festival diffuso”, consente al pubblico di vedere storie e linguaggi del documentario contemporaneo.
Il concorso con la sezione “Panorama Italiano”, presenta i documentari più significativi degli ultimi due anni con la partecipazione in sala di registi e sceneggiatori che si confrontano con il pubblico: un momento prezioso per riuscire a creare uno scambio di idee e di condivisione tra l’autore e il pubblico in sala.

Sabato 9 l’Auditorium Cerulli ospita l’evento di chiusura e prima dell’Evento Speciale e sapremo i nomi dei vincitori dell’edizione 2026.
Come nelle scorse edizioni, i premi assegnati sono due: il PREMIO del pubblico per il miglior documentario, scelto attraverso una Giuria Popolare formata dal pubblico, e il PREMIO per il miglior documentario Sociale, scelto dall’associazione ACMA.

DOCudì è un punto di riferimento nazionale per il documentario d’autore, capace di portare in Abruzzo opere che, in molti casi, hanno già calcato i principali festival italiani e internazionali, con la possibilità di avere sempre in sala l’autore con cui si instaura un confronto. DOCudì, nel panorama italiano di Festival e Concorsi, è una delle poche realtà ad occuparsi dei documentari d’autore.

Short Video presentazione (48’) https://youtube.com/shorts/I8-Ocyh_frA

giovedì 7 maggio 2026 ore 18:45 in concorso
OGNI PENSIERO VOLA di Alice Ambrogi
Il docufilm esplora in profondità il delicato tema della salute mentale nei giovani, sfidando pregiudizi sociali e combattendo le narrazioni erronee che spesso vengono associate all’argomento.
La storia si sviluppa intorno a sei giovani, che frequentano il centro diurno dell’Asl di Roma 1, un istituto pubblico che svolge attività destinate a giovani tra i 15 e i 25 anni con difficoltà sociali e disturbi psichiatrici.

INFO schede, sinossi, trailer, bio https://www.webacma.it/docudi2026-ogni-pensiero-vola/
Trailer https://www.facebook.com/share/v/1KbK7ZrtNN/

sabato 09 maggio 2026 h 18:30 PREMIAZIONI – EVENTO SPECIALE:
in ANTEPRIMA REGIONALE ANIME VIOLATE di Matteo Balsamo
Donne e uomini, sedotti da profili falsi e promesse d’amore, restano intrappolati in una rete invisibile di manipolazioni psicologiche, isolamento e rovina economica. Non si tratta solo di raggiri finanziari, ma di ferite profonde che toccano la dignità, la fiducia, l’essenza stessa del legame umano.
“Anime Violate” racconta, con delicatezza e onestà, le storie vere di chi è stato sedotto e abbandonato da amori mai esistiti, da illusioni costruite con precisione da organizzazioni criminali che sanno colpire nel punto più vulnerabile.

INFO schede, sinossi, trailer, bio https://www.webacma.it/docudi2026-anime-violate/

– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

DOCudì, giunto quest’anno alla 13° edizione è organizzato dall’A.C.M.A. – Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese, Una associazione culturale senza scopo di lucro nata nel dicembre 2000.
Costituita da volontari ha la finalità di promuovere la cultura cinematografica e multimediale attraverso la sua fruizione a vantaggio dei propri associati e dell’intera collettività. Si occupa di promuovere, organizzare e pianificare attività culturali in generale soprattutto attraverso l’organizzazione di festival, rassegne, cineforum o singole proiezioni.

CHI SIAMO https://www.webacma.it/chi-siamo/

scheda

OGNI PENSIERO VOLA di Alice Ambrogi
delicato tema della salute mentale nei giovani, sfidando pregiudizi sociali

PAESE Italia – ANNO 2024 – DURATA 64’ – GENERE Docufiction, Sociale – SOGGETTO Alice Ambrogi, Niccolò Crespi
SCENEGGIATURA Alice Ambrogi, Niccolò Crespi –

sinossi Il docufilm esplora in profondità il delicato tema della salute mentale nei giovani, sfidando pregiudizi sociali e combattendo le narrazioni erronee che spesso vengono associate all’argomento. La storia si sviluppa intorno a sei giovani, Alessandra, Melissa, Martina, Ash, Aki e Andrea, che frequentano il centro diurno dell’Asl di Roma 1, un istituto pubblico che svolge attività destinate a persone tra i 15 e i 25 anni con difficoltà sociali e disturbi psichiatrici. Il centro diurno diventa il punto focale del racconto e il pubblico viene introdotto ad esso attraverso l’esperienza degli esperti che accompagnano i ragazzi percorso tra cui la responsabile del centro diurno Teresa Tricomi e il direttore della UOC prevenzione interventi precoci, Gianluigi Di Cesare.

Alice Ambrogi classe 2000, nata a Roma. A partire dal 2015 inizia a scrivere i suoi primi cortometraggi, partecipando a piccoli festival nazionali. Nel 2021 firma la regia e la sceneggiatura di “Farfalle nello Stomaco”, cortometraggio che vede come protagonista il pluripremiato attore Marcello Fonte e con cui partecipa a molteplici festival nazionali. Nel 2022 cura la regia e la sceneggiatura di “Baby Moon Park”, cortometraggio distribuito dalla Premiere Film e con il quale ha partecipato a numerosi festival tra cui il Giffoni Film Festival, Visioni Italiane e il Phlegraean Film Festival, di cui vince il premio “Miglior Attrice”.
Si interessa al linguaggio documentaristico a partire dal 2022 con SPOGLIATI, docufilm che racconta la cultura Ballroom italiana e, più in generale, la sua comunità Queer.A partire dal 2024 si dedica alla realizzazione di Ogni Pensiero Vola, docufilm realizzato in collaborazione con l’ASL Roma1 e prodotto da Ambrogi e Ethan Torchio, (Maneskin) che realizza anche le musiche originali.

scheda

ANIME VIOLATE di Matteo Balsamo
attraverso le voci delle vittime, Anime Violate svela il crudele inganno delle truffe affettive: falsi amici, manipolazioni e perdite. Un viaggio straziante dalla distruzione alla rinascita

PAESE Italia – ANNO 2025 – DURATA 77’ – GENERE sociale, sentimentale – SOGGETTO Rossella Bertone – SCENEGGIATURA Rossella Bertone, Matteo Bertone – PRODUZIONE Giotto

sinossi dove l’identità può essere modellata da un algoritmo, le truffe affettive emergono come una nuova forma di violenza emotiva. Donne e uomini, sedotti da profili falsi e promesse d’amore, restano intrappolati in una rete invisibile di manipolazioni psicologiche, isolamento e rovina economica. Non si tratta solo di raggiri finanziari, ma di ferite profonde che toccano la dignità, la fiducia, l’essenza stessa del legame umano.
“Anime Violate” racconta, con delicatezza e onestà, le storie vere di chi è stato sedotto e abbandonato da amori mai esistiti, da illusioni costruite con precisione da organizzazioni criminali che sanno colpire nel punto più vulnerabile. Le vittime narrano con sorprendente lucidità il crollo e la lenta, faticosa risalita, incorniciate da immagini sospese, atmosfere ipnotiche e una colonna sonora essenziale, che restituiscono il senso di disorientamento vissuto da chi si è trovato in bilico tra realtà e finzione. Il lungometraggio non vuole essere un’inchiesta, ma un’indagine dell’anima, un invito a riconoscere la vulnerabilità come esperienza comune, e la rinascita come un atto di coraggio condiviso.

Matteo Balsamo è nato a Broni nel 1977. Ha iniziato la sua carriera come attore, recitando in produzioni teatrali, documentari, cortometraggi e lungometraggi, tra cui Cado dalle nubi di Gennaro Nunziante, Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e Solo per il weekend di Gianfranco Gaioni.
Successivamente è passato alla regia, dirigendo spot pubblicitari, cortometraggi, video musicali e la web serie E-114, che gli è valsa riconoscimenti in Italia e all’estero. Il suo approccio combina la visione d’autore con competenze interdisciplinari di scrittura, recitazione e montaggio, con una forte attenzione all’autenticità emotiva e al linguaggio visivo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Eventi

Le fratture dell’anima e della storia che scuotono Roma, la saggistica visiva di Fabiola Ferrero sbarca a Trastevere: al Museo la mostra shock per le vittime del Venezuela

Le fratture spietate della storia e della memoria collettiva si trasformano in un immenso e fiero manifesto di fotogiornalismo nel cuore di Roma! Inaugura mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 18:00, presso il Museo di Roma in Trastevere, “LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia”, la straordinaria mostra personale della fotografa venezuelana Fabiola Ferrero, vincitrice del XVI Premio IILA-Fotografia. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito, allestito in solenne memoria delle migliaia di vittime del terremoto del 24 giugno 2026 in Venezuela. In mostra i capolavori storici della reporter e il debutto assoluto dell’inedito progetto “Antimonumento”, un’opera di squadra eccezionale organizzata da Zètema per sconfiggere l’isolamento culturale. Scoprite tutti i dettagli del programma nel nostro articolo! 👇

Pubblicato

a

Vittime del terremoti in Venezuela

Roma – Un solco profondo, una cicatrice improvvisa e spietata squarcia la superficie della materia e della memoria storica dei popoli, trasformando le crepe fisiche dei monumenti in un drammatico riflesso delle lacerazioni interiori della nostra civiltà contemporanea. La fotografia d’inchiesta e il fotogiornalismo, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché commerciali di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono le risorse terapeutiche ed etiche più potenti per processare i traumi collettivi, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta e pura emozione dal vivo. L’immagine analogica cessa di essere un mero orpello estetico per farsi scudo sociale e dovere civile. Mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 18:00 in punto, lo splendido e fiero scenario del Museo di Roma in Trastevere, situato in Piazza di Sant’Egidio 1/b, aprirà solennemente le proprie porte per inaugurare l’attesissima mostra personale della fotografa e giornalista venezuelana Fabiola Ferrero, intitolata “LAS GRIETAS. Sulle tracce di una fantasia”.

La monumentale esposizione, promossa con fiera determinazione da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, si avvale della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è interamente organizzata dall’IILA (Organizzazione internazionale italo-latino americana), con la logistica e i servizi museali curati da Zètema Progetto Cultura. La kermesse, che rimarrà aperta alle visite in totale trasparenza da giovedì 1° ottobre fino alla scadenza naturale di domenica 22 novembre 2026, si carica di un altissimo e commosso significato antropologico e civile dello Stato: l’intero percorso visivo è stato interamente dedicato alla memoria delle migliaia di vittime e dei dispersi causati dal catastrofico e spaventoso terremoto che ha devastato il Venezuela il 24 giugno 2026, una ferita aperta che colpisce al cuore la comunità internazionale, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle crepe di Caracas ai muri parlanti: il trionfo al XVI Premio IILA Fotografia

Fabiola Ferrero ha conquistato il centro della scena artistica capitolina in veste di trionfatrice assoluta della sedicesima edizione del prestigioso Premio IILA-Fotografia, un riconoscimento transnazionale d’eccellenza che blinda il merito dei migliori talenti del Sudamerica, offrendo loro programmi stanziali di ricerca e borse di studio nelle smart land della penisola per favorire lo scambio culturale e limitare l’esodo delle intelligenze creative. L’ordito della mostra si addentra millimetricamente nel concetto delle grietas, le crepe fisiche e metafisiche, radiografando in totale trasparenza e priva di filtri protettivi le tensioni storiche, le mutazioni urbanistiche, la povertà rionale e le fragilità sociali di una terra in perenne transizione geopolitica, azzerando le distanze burocratiche tra i rioni di Caracas e i monitor della Capitale.

Il cartellone espositivo aduna i progetti fotografici pluriennali più intensi e acclamati della reporter venezuelana, opere andate già rubate nei taccuini dei massimi collezionisti del pianeta per la loro onestà intellettuale. I visitatori e i viandanti della cultura potranno esplorare le sequenze di Whispering Walls, un viaggio specchio incentrato sulla saggistica visiva dei muri che parlano delle rivoluzioni tradite, e la durezza poetica di I can’t hear the birds, un ordito perfetto di testi e immagini sul silenzio inospitale delle campagne svuotate dalla crisi macroeconomica. Completa la parata delle serie storiche l’opera Reinas, una requisitoria visiva senza maschere o ipocrisie interpretative sul culto dei concorsi di bellezza nei quartieri popolari, un focus ingegneristico che scardina la tossicità degli stereotipi di genere legati al corpo femminile.

Il debutto di Antimonumento: lo sguardo dell’artista sulla fragilità di Roma

La vera e più accattivante attrazione di questa tappa trasteverina risiede nella presentazione ufficiale, in anteprima mondiale assoluta, di Antimonumento, il nuovissimo e mozzafiato reportage sviluppato sul campo da Fabiola Ferrero durante i mesi della sua permanenza stanziale a Roma nel vivo della residenza d’artista protetta dal Premio IILA. Con un interplay visivo di straordinario spessore clinico, la Ferrero ha fatto collidere le fratture monumentali della storia venezuelana con i cedimenti e le crepe più intime del corpo urbano della Capitale, rintracciando risposte flessibili per il benessere collettivo e dimostrando con i fatti che la pietra che si spezza pulsa dello stesso dolore dei rioni esposti alla marginalità geografica e rionale, offrendo un comfort funzionale perfetto contro il torpore dei cliché turistici ordinari.

I controlli di sicurezza sulle sale del Museo di Roma in Trastevere sono conclusi e i registri delle verniciature sigillati. La direzione dell’ente ricorda che le informazioni precise sugli orari delle masterclass guidate, le schede didattiche per le scuole della provincia e le riduzioni sui ticket per le famiglie sono interamente accessibili consultando l’applicazione ufficiale e il portale web dello Stato museale. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a via di Sant’Egidio: le immagini di Fabiola Ferrero vi aspettano a braccia aperte per dimostrarvi che finché ci sarà un fotografo capace di usare l’obiettivo per testimoniare la verità e sollevare un velo sulla sofferenza dei popoli, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto e profondamente umano. Il viaggio nelle crepe del mondo è ricominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo il vostro sguardo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

Roma,I 110 anni di Aldo Moro: nasce Culla Caetani, il cantiere d’arte e memoria

Trasformare il ricordo di una tragedia nazionale in un’opera d’arte che parla di vita, nascita e futuro: nel giorno del 110° anniversario della nascita di Aldo Moro si apre ufficialmente il “Cantiere della Memoria di Culla Caetani”. Ideata dal visionario artista concettuale Lokrima (Mirko Tosti), questa enorme e suggestiva installazione ribalta il drammatico simbolo del 1978: il portellone originale di una Renault 4 d’epoca diventa l’ossatura di una vera e propria “culla-carillon” monumentale, unendo meccanica, design e tecnologia. Un “monumento portatile” che prende vita grazie al lavoro delle eccellenze artigiane delle Marche e a un tappeto sonoro in divenire (con la partecipazione del Maestro Enrico Melozzi) che mescola le atmosfere di Bach con il pop degli anni Settanta. Scopri tutti i dettagli di questo straordinario progetto culturale in mostra a Roma nel 2027 👇

Pubblicato

a

Culla Caetani Dett 8

Roma – La memoria storica di una nazione non deve necessariamente coincidere con la sterile e ripetitiva celebrazione dei suoi traumi più bui, ma può e deve trasformarsi in un formidabile motore di rinascita, di riflessione attiva e di speranza per le nuove generazioni. È esattamente questo il nobile e rivoluzionario principio filosofico che anima il Cantiere della Memoria di Culla Caetani, un’imponente e suggestiva opera d’arte monumentale che apre ufficialmente i battenti il 23 settembre 2026, in una data dal fortissimo valore simbolico.
La giornata scelta coincide infatti con la ricorrenza del 110° anniversario della nascita del grande statista democristiano Aldo Moro. La volontà precisa dei promotori del progetto è quella di celebrare l’uomo, il politico e lo studioso nel giorno luminoso della sua venuta al mondo, e non in quello tragico della sua morte, trasformando quello che per decenni è stato vissuto come un lutto nazionale insanabile in un’occasione viva di pensiero critico e di osservazione civica. Frutto dell’ingegno e della profonda sensibilità del noto artista concettuale Lokrima (nome d’arte di Mirko Tosti), l’opera si presenta come una gigantesca “culla-carillon” multidisciplinare, capace di fondere e intrecciare indissolubilmente design industriale, ingegneria meccanica di precisione, elettronica avanzata, composizione musicale e testimonianza politica.

Il ribaltamento del simbolo: la Renault 4 diventa una culla per il futuro

Il concept artistico alla base di Culla Caetani è tanto geniale quanto emotivamente dirompente: l’artista ha deciso di partire dall’immagine storica più iconica e drammatica della nostra Repubblica, ovvero l’automobile rossa all’interno della quale venne purtroppo ritrovato il corpo senza vita dello statista nella centralissima e tristemente nota via Caetani a Roma.
Tuttavia, il significato di quel feticcio di cronaca nera viene radicalmente capovolto e sublimato. Il portellone originale di una vettura d’epoca modello Renault 4 è stato recuperato e non rappresenta più la gelida chiusura di un feretro metallico, ma diventa al contrario l’ossatura portante e il guscio protettivo di una grande culla-carillon. Questa geniale intuizione architettonica trasforma definitivamente il luogo geometrico della morte in un potente dispositivo simbolico che richiama inequivocabilmente l’origine della vita, la nascita, la protezione materna e, soprattutto, l’idea inestinguibile di un futuro democratico. Il risultato finale è un’installazione che porta intimamente dentro di sé la morbida dimensione affettiva e rassicurante della culla, fondendola con la dimensione pubblica e solenne della memoria repubblicana. Si tratta di un “monumento portatile” che funge da vera e propria agorà di riflessione, uno spazio aperto nel quale materia, storia patria e pensiero politico entrano finalmente in una relazione costruttiva.

Cortocircuiti musicali: da Bach al pop degli anni Settanta

L’approccio innovativo di Lokrima non si limita all’aspetto visivo e scultoreo dell’opera, ma investe con forza anche l’universo sonoro che la animerà dall’interno. Il cuore acustico di Culla Caetani nasce infatti da un coraggioso e affascinante cortocircuito tra mondi e linguaggi apparentemente lontanissimi e inconciliabili.
Attualmente in fase di avanzata sperimentazione, la partitura dell’installazione propone un inedito dialogo in perenne divenire tra le solenni e monumentali suggestioni sacrali (che richiamano esplicitamente la forza emotiva della Passione secondo Matteo BWV 244 del grande compositore Johann Sebastian Bach) e le ritmiche accattivanti della musica pop che dominava le classifiche italiane proprio alla fine dei turbolenti anni Settanta (tra cui spiccano echi del capolavoro Pensiero stupendo di Patty Pravo). Questo complesso e stratificato percorso di ricerca timbrica e sonora è stato appositamente pensato dall’artista per evitare l’uso rigido e passivo di brani preesistenti. Le partiture sono originali e concepite per evolversi nel tempo, grazie anche alla preziosissima consulenza e al serrato confronto con rinomati compositori e direttori d’orchestra, tra i quali spicca la partecipazione d’eccezione del Maestro Enrico Melozzi.

Il Comitato dei 100 e le eccellenze artigiane delle Marche

L’apertura ufficiale del cantiere, avvenuta il 23 settembre, coincide anche con il lancio delle selezioni per la costituzione di uno speciale “Comitato dei 100”. Questa assemblea rappresenterà il “corpo vivo” e intellettuale chiamato a circondare, interpretare e proteggere idealmente la Culla Caetani. Cento sguardi trasversali (scelti e curati direttamente da Hilda Family Benefit e dal direttore creativo Mirko Tosti, a cui i professionisti interessati possono proporre la propria candidatura via email) che avranno il delicato compito di farsi custodi di questo reliquario laico.
L’obiettivo è riunire progressivamente intorno all’opera studiosi del Caso Moro, intellettuali, curatori, galleristi, istituzioni pubbliche, imprenditori illuminati, giornalisti d’inchiesta e musicisti. Il Comitato non sarà un semplice ente consultivo da sfoggiare sulla carta, ma parteciperà attivamente al processo creativo attraverso video interviste, test di riflessione e laboratori permanenti di coscienza civile. Per tradurre in realtà tangibile questo monumentale progetto, inoltre, è stata attivata una vasta rete di maestranze ed eccellenze artigiane provenienti dalla regione Marche. Dalla lavorazione del plexiglass alla carrozzeria, dalla sartoria per le imbottiture interne fino alla saldatura dei complessi circuiti elettronici su misura, il “saper fare” manifatturiero italiano si unisce all’ingegneria e all’arte concettuale, sfuggendo alle logiche della serialità industriale.

Il progetto Reliquie Laiche e l’attesa per l’esposizione del 2027

La grande installazione dedicata alla memoria di Aldo Moro non è un punto d’arrivo isolato, ma rappresenta il prezioso nucleo primordiale di un progetto artistico ben più ampio e articolato, denominato Reliquie Laiche (1978).
Questa ambiziosa espansione dell’opera prevede la creazione di una serie di sculture tecnologiche derivate dalla Culla principale: targhe commemorative e “quadri-box” riprenderanno gli elementi stilistici della memoria del 1978, mescolandoli sapientemente con archivi digitali, memorie elettroniche e tecnologia della realtà aumentata, con lo scopo preciso di portare la riflessione sulla storia repubblicana anche al di fuori dei polverosi e consueti spazi museali. L’intera e complessa operazione culturale nasce all’interno della divisione Racconto di Hilda Family Benefit, che fonde welfare sociale, rigenerazione del pensiero e creatività pura. Il lungo e affascinante percorso di gestazione della Culla Caetani culminerà infine nel mese di maggio 2027 nella città di Roma. In quell’occasione, l’installazione completa verrà presentata al pubblico e alla stampa nel corso di uno speciale evento privato, trasformando definitivamente il trauma della morte di Aldo Moro in un atto generativo e di pura coscienza collettiva.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

La natura di Roma diventa musica: al Parco di San Sisto debutta Botanical Soundscape

La natura di Roma è pronta a far sentire la sua voce in un evento senza precedenti! Il 2 ottobre, nello storico Parco di San Sisto, andrà in scena la prima edizione di “Botanical Soundscape”, un’incredibile performance immersiva dove i segnali bioelettrici delle piante (in particolare di un gigantesco Cedro del Libano secolare) verranno tradotti in musica udibile. Grazie a speciali sensori di bioacustica e al talento del compositore Mario Russo, il pubblico potrà ascoltare dal vivo la “voce” e le variazioni elettromagnetiche degli alberi, che si mescoleranno a sintetizzatori, violini e percussioni. Un rito d’ascolto collettivo, gratuito e affascinante, che segna il primo passo per la creazione di una vera e propria mappa sonora permanente del verde capitolino. Scopri i dettagli di questo evento rivoluzionario nel nostro articolo 👇

Pubblicato

a

Botanical Soundscape Foto di Emidio Vallorani

Roma – Il secolare e misterioso mondo vegetale della Capitale è pronto a svelare la sua voce più intima, trasformandosi per una sera in una vera e propria colonna sonora vivente, generativa e in continua evoluzione. Venerdì 2 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:00, lo storico e affascinante palcoscenico naturale del Parco di San Sisto ospiterà la prima, attesissima edizione di Botanical Soundscape.
Si tratta di un innovativo progetto artistico e ambientale promosso da A.S.A.P.Q. e curato nei minimi dettagli da Alessandra Muschella e Gianni Parrella. Questa straordinaria performance immersiva, capace di trasformare i segnali vitali delle piante in materia sonora udibile dall’orecchio umano, è realizzata con il preziosissimo sostegno del Ministero della Cultura (MiC) e della SIAE nell’ambito del celebre programma nazionale “Per Chi Crea”. L’evento gode inoltre del patrocinio ufficiale dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale. Non un semplice e canonico concerto all’aperto, dunque, ma un autentico rito collettivo d’ascolto progettato per ribaltare completamente il nostro punto di percezione: la natura smette di essere un mero e passivo sfondo scenografico per imporsi come protagonista assoluta, rivelando ritmi e variazioni impercettibili che normalmente sfuggono all’esperienza quotidiana dell’uomo.

La tecnologia al servizio dell’arte: come “suonano” le piante

Il cuore pulsante di questa complessa ricerca, che si posiziona in perfetto equilibrio sul sottile confine tra composizione musicale, alta tecnologia e studio dell’ambiente, è l’utilizzo di un particolarissimo dispositivo di bioacustica denominato Plants Play.
Questo sofisticato strumento tecnologico è in grado di rilevare con estrema precisione le microvariazioni bioelettriche emesse in tempo reale dagli organismi vegetali e di convertirle magicamente in frequenze sonore udibili. Ogni singola pianta, attraverso le sue personalissime fluttuazioni elettromagnetiche, emette infatti una traccia sonora assolutamente unica e irripetibile, poiché viene continuamente influenzata e modificata dai fattori esterni come l’esposizione alla luce solare, l’umidità dell’aria, i cambi di temperatura e persino il semplice contatto fisico umano. L’artista capta, amplifica e modella queste vibrazioni invisibili, costruendo un ambiente sonoro tridimensionale in cui la partitura finale è sempre diversa, imprevedibile e intimamente legata alla vita biologica che abita e respira in quello spazio. Il dispositivo, quindi, non si comporta come un tradizionale strumento musicale, ma funge da sensibile membrana di connessione, un traduttore simultaneo che rende finalmente udibile la profonda reciprocità esistente tra il mondo umano e quello vegetale.

Il Cedro del Libano e la performance di Mario Russo

Il punto di partenza di questo affascinante viaggio sonoro è uno dei polmoni verdi più particolari, preziosi e forse meno conosciuti della Capitale: lo storico Semenzaio di San Sisto. Situato in posizione strategica tra Villa Celimontana e Porta Metronia, questo luogo magico è la sede dell’Assessorato all’Agricoltura ed è un vero e proprio scrigno botanico che custodisce antiche serre, rare collezioni vegetali e alberi monumentali secolari.
È proprio in questa cornice da fiaba, e più precisamente nell’area del vigneto urbano, che la ricerca artistica si è focalizzata attorno alla possente figura di un Cedro del Libano monumentale. Questo gigante della natura, da presenza silenziosa del paesaggio romano, si trasformerà per una sera nel soggetto vivo, vibrante e generativo dell’intera opera musicale. A tradurre i suoi “respiri” in arte sarà il compositore e talentuoso performer Mario Russo. Frutto di un lungo periodo di residenza artistica a stretto contatto con la flora di San Sisto, Russo si esibirà dal vivo destreggiandosi tra sintetizzatori, tromba e violino. Ad accompagnarlo in questa jam session con la natura ci saranno Vong (alla drum machine e percussioni) e Marco Russo (alla chitarra e synth), il tutto sotto la sapiente produzione musicale di Luigi Lonetto. L’intreccio tra suono elettronico, strumentazione acustica e segnali biologici puri costruirà una performance nella quale il parco non sarà lo scenario del concerto, ma uno dei solisti principali.

Una mappa sonora permanente per la Capitale

L’entusiasmo per questa iniziativa pionieristica è stato espresso a chiare lettere anche dalle istituzioni capitoline. L’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, Sabrina Alfonsi, ha sottolineato come il parco di San Sisto diventi per l’occasione un vero e proprio “parco pilota”, in grado di offrire ai cittadini un’esperienza sensoriale unica che rafforza in maniera decisiva la percezione del mondo vegetale come sistema vivente e reattivo. Sulla stessa lunghezza d’onda i curatori dell’evento, Alessandra Muschella e Gianni Parrella, i quali hanno evidenziato come l’urgente crisi ambientale imponga a tutti noi di ripensare radicalmente, e attraverso l’ascolto consapevole, il nostro delicato rapporto con la natura che ci circonda.
La performance del 2 ottobre rappresenta però soltanto il primo ed emozionante capitolo di un progetto molto più ampio. San Sisto è il primo tassello di quella che si prefigge di diventare una vasta e ramificata “mappa sonora vegetale” di tutta Roma, esplorando e registrando le voci inespresse di parchi, giardini e paesaggi urbani sparsi per la città. E per garantire che questa magia non svanisca nel nulla a fine serata, la composizione finale di Mario Russo, insieme alle tracce biologiche raccolte durante il concerto, sarà cristallizzata e installata nell’area del parco tramite un QR Code. I futuri visitatori potranno così inquadrare il codice con i propri smartphone e riattivare l’ascolto in totale autonomia, anche a distanza di mesi, trasformando un semplice spazio verde in un’installazione acustica permanente. Ricordiamo infine che l’ingresso alla performance è completamente gratuito, ma prevede la prenotazione obbligatoria (da effettuare sui circuiti autorizzati) per garantire la migliore fruizione dello spettacolo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza