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ROCCA DI BOTTE SCEGLIE LA CONTINUITÀ: ELVINO MARZOLINI È IL NUOVO SINDACO NEL SEGNO DELLA “TRADIZIONE E PROGRESSO”

Rocca di Botte riparte nel segno di Elvino Marzolini: vince la lista “Tradizione e Progresso” in un voto carico di emozione nel ricordo di Fernando Marzolini. Una sfida all’ultimo voto che apre una nuova stagione di continuità e sviluppo per il borgo.
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ROCCA DI BOTTE SCEGLIE LA CONTINUITÀ: ELVINO MARZOLINI È IL NUOVO SINDACO NEL SEGNO DELLA “TRADIZIONE E PROGRESSO”

Redazione-  In un’atmosfera carica di emozione, riflessione e speranza per il futuro, la comunità di Rocca di Botte ha espresso il proprio verdetto. Le urne si sono chiuse consegnando la guida del borgo a Elvino Marzolini, leader della lista “Tradizione e Progresso”, che ha prevalso in una sfida elettorale giocata sul filo del rasoio e vissuta con grande partecipazione da tutta la cittadinanza.

L’esito del voto racconta di un paese che ha scelto di non recidere il legame con il recente passato, ma di evolversi in continuità con il lavoro svolto finora. Elvino Marzolini ha ottenuto la fiducia di 300 elettori, pari al 51,71% delle preferenze. Uno scarto sottile ma decisivo lo ha separato dallo sfidante Luciano Camerlengo, a capo della lista “Il tempo è adesso”, che ha raccolto 270 voti, fermandosi al 47,60%.

Una vittoria nel ricordo di Fernando Marzolini

Queste elezioni non sono state un appuntamento politico come gli altri. Il borgo di Rocca di Botte è tornato al voto anticipatamente a causa della dolorosa e recente scomparsa del sindaco Fernando Marzolini, una figura che ha segnato profondamente la vita amministrativa e sociale del territorio. Il clima di commozione ha fatto da sfondo a tutta la campagna elettorale, rendendo il confronto tra i candidati non solo una sfida di programmi, ma anche una prova di sensibilità verso l’eredità lasciata dal primo cittadino scomparso.

La vittoria di Elvino Marzolini, pur con un margine di soli 20- 30 voti (uno scarto che testimonia la vivacità del dibattito democratico e la forza della proposta alternativa di Camerlengo), indica chiaramente la volontà popolare di dare seguito a un percorso già tracciato. Il nome della lista vincente, “Tradizione e Progresso”, incarna perfettamente questa missione: custodire l’identità storica di Rocca di Botte guardando, al contempo, alle sfide della modernità e dello sviluppo.

I numeri della sfida

L’affluenza e i dati finali restituiscono l’immagine di una comunità attiva e consapevole. Elvino Marzolini ha saputo intercettare il consenso necessario per blindare la vittoria, puntando sulla solidità del gruppo e su una visione di borgo che mette al centro la cura del territorio e il benessere dei residenti.

Dall’altra parte, Luciano Camerlengo ha condotto una campagna elettorale energica. Con il 47,60% dei voti, la sua lista “Il tempo è adesso” ha dimostrato di rappresentare una parte significativa della popolazione, desiderosa di un cambio di passo o di una diversa interpretazione delle priorità comunali. Nonostante la sconfitta formale, il risultato ottenuto da Camerlengo pone le basi per un’opposizione presente, attenta e propositiva in seno al Consiglio Comunale.

Il futuro di Rocca di Botte

Ora, per Elvino Marzolini, inizia la fase più complessa: quella del fare. Il passaggio dalle promesse elettorali all’azione amministrativa avverrà sotto la lente d’ingrandimento di un paese che chiede risposte concrete e, soprattutto, una guida sicura dopo il vuoto lasciato da Fernando Marzolini.

Tra i temi principali che il nuovo sindaco dovrà affrontare ci sono senza dubbio la valorizzazione del centro storico, il potenziamento dei servizi ai cittadini e la promozione di un turismo sostenibile che possa dare respiro all’economia locale. La sfida sarà quella di unificare il paese, ricucendo quello strappo fisiologico che ogni campagna elettorale serrata porta con sé, per lavorare nell’interesse collettivo di tutti i 570 votanti e dell’intera popolazione.

Rocca di Botte volta pagina, ma tiene stretti i capitoli precedenti. Con Elvino Marzolini, il borgo si prepara a scrivere un nuovo capitolo di storia locale, dove la tradizione non è un peso, ma il motore su cui innestare il progresso promesso.

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Territorio

Perdonanza Celestiniana, Lugini lancia la legge regionale: fondi strutturali e tutela del patrimonio UNESCO

La Perdonanza Celestiniana è molto più di una semplice festa di fine estate: è il cuore, l’identità e l’anima millenaria della città dell’Aquila e di tutto l’Abruzzo. Eppure, a livello amministrativo e burocratico, manca ancora una vera garanzia economica per il suo futuro. Per colmare finalmente questo assurdo vuoto istituzionale, il consigliere regionale Gianpaolo Lugini (gruppo “Marsilio Presidente”) e la consigliera Carla Mannetti hanno depositato e annunciato pubblicamente un’innovativa proposta di legge regionale. L’obiettivo? Fornire finanziamenti strutturali e perenni per tutelare, valorizzare e promuovere nel mondo il rito fondato nel lontanissimo 1294 grazie al messaggio di pace del leggendario Papa eremita Celestino V. Un obbligo morale enorme, soprattutto dopo che la Perdonanza è stata ufficialmente riconosciuta e iscritta nel Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO nel 2019. I nuovi e ricchi fondi regionali aiuteranno il Comune dell’Aquila nell’organizzazione, valorizzeranno la stupenda e suggestiva Basilica di Collemaggio (simbolo della Porta Santa e dell’atteso Corteo della Bolla), finanzieranno la promozione del “Cammino del Perdono” e miglioreranno l’accoglienza turistica e logistica dei numerosi pellegrini. Lugini lo dichiara con orgoglio: “Il nostro dovere è tutelare e tramandare alle future generazioni questo messaggio universale di pace”. Leggi tutti i dettagli dell’importante proposta di legge nel nostro approfondimento completo 👇

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Sindaci e lugini mannetti perdonanza 2026

L’Aquila – La Perdonanza Celestiniana non è mai stata, e non dovrà mai e poi mai essere considerata o ridotta burocraticamente a una semplice, seppur immensa e partecipatissima, festività cittadina o a un effimero evento folcloristico di fine estate. Al contrario, essa rappresenta da secoli il cuore pulsante, la vera anima profonda e l’intima essenza di un gigantesco patrimonio spirituale, culturale e prettamente identitario che appartiene visceralmente alla città dell’Aquila, che inorgoglisce l’intera e fiera regione dell’Abruzzo e che, grazie all’inestimabile e puro valore universale del suo immortale messaggio cristiano, si rivolge storicamente al mondo intero.
È partendo esattamente e con forza da questa radicata e incrollabile premessa etica, culturale e istituzionale che nasce l’ambiziosa iniziativa legislativa appena presentata e illustrata pubblicamente agli organi di stampa da Gianpaolo Lugini, attivissimo e stimato consigliere regionale in quota al gruppo politico “Marsilio Presidente”. Il consigliere si è infatti fatto formalmente e orgogliosamente promotore, in primissima linea, di una cruciale e attesa proposta normativa sul territorio abruzzese. Lugini risulta essere il primo e autorevole firmatario, in strettissima e fattiva collaborazione istituzionale con l’illustre consigliera regionale Carla Mannetti, di un articolato, dettagliato e corposo progetto di legge regionale ideato, scritto e concepito esclusivamente e specificamente per la tutela, la promozione formale, la valorizzazione perpetua e il costante sostegno logistico ed economico della storica Perdonanza Celestiniana. «La nostra nuova e ponderata proposta di legge regionale nasce concretamente ed essenzialmente dalla precisa, forte e indifferibile volontà istituzionale di colmare un evidente e grave vuoto burocratico», ha spiegato con chiarezza e puntualità il consigliere Lugini nel corso del suo intervento pubblico. «Ad oggi, purtroppo, all’interno del complesso e stratificato ordinamento giuridico e amministrativo della nostra amata Regione Abruzzo, manca clamorosamente uno specifico strumento legislativo di natura strutturale, un impianto normativo che sia stato espressamente e unicamente dedicato alla Perdonanza e che sia realmente capace di assicurare, garantire e blindare nel lungo e difficile scorrere del tempo l’assoluta stabilità finanziaria e amministrativa a questa meravigliosa e complessa celebrazione di conclamata e riconosciuta rilevanza internazionale. Riteniamo sia non solo giusto, ma politicamente necessario e doveroso costruire finalmente una cornice normativa stabile, solida, sicura e assolutamente adeguata al prestigio e all’inestimabile valore immateriale che questo grandioso patrimonio rappresenta per tutti noi e per le generazioni a venire».

Le profonde radici del 1294 e il messaggio di pace di Papa Celestino V

L’urgenza e l’importanza capitale di questa fondamentale operazione di blindatura normativa regionale e statale affonda le proprie remote ragioni storiche e teologiche in un tempo estremamente lontano.
La grandiosa e amatissima tradizione spirituale della Perdonanza affonda infatti le sue gloriose radici nell’ormai lontanissimo e travagliato anno del Signore 1294, scaturendo direttamente e miracolosamente dalla figura umile, ma al tempo stesso rivoluzionaria, ascetica ed eversiva del Santo Padre Celestino V (al secolo Pietro da Morrone, il celebre “Papa eremita” che scelse coraggiosamente la via della rinuncia al trono di Pietro). Fu esattamente grazie alla bolla pontificia “Inter sanctorum solemnia” (universalmente nota a tutti i fedeli e agli studiosi come la celeberrima Bolla del Perdono) che si diffuse per la primissima volta un potentissimo, rivoluzionario e inedito messaggio universale di pace sociale, di necessaria riconciliazione tra gli uomini e di infinita misericordia cristiana, accessibile gratuitamente e democraticamente a ricchi e a poveri, senza dover pagare onerosi dazi per ottenere indulgenze salvifiche. Si tratta di un patrimonio e di una tradizione inestimabile che, da oltre sette interminabili secoli, sopravvive testardamente ai terremoti, alle invasioni, alle guerre e ai complessi mutamenti epocali, rinnovandosi ogni fine di agosto con immutata e commovente devozione corale. Lo fa rigorosamente attraverso solenni momenti di altissima liturgia e attraverso la sacralità di simboli profondamente, storicamente e intimamente legati alla millenaria storia aquilana e del suo orgoglioso e sofferente popolo: dall’evocativa accensione e traslazione del Fuoco del Morrone, passando per la solenne e affollata marcia del fastoso Corteo della Bolla tra le storiche vie del centro cittadino, fino ad arrivare all’emozionante e mistica apertura serale della suggestiva Porta Santa, incastonata nella magnifica facciata in pietra rosa e bianca della meravigliosa e iconica Basilica romanica di Santa Maria di Collemaggio.

Dal riconoscimento mondiale UNESCO al rilancio del “Cammino del Perdono”

L’eccezionalità, la rarità e la straordinaria vitalità di questo particolarissimo rito penitenziale e comunitario ha valicato e travalicato abbondantemente, da decenni, gli angusti e stretti confini prettamente locali, provinciali o nazionali, catturando meritatamente, felicemente e finalmente l’attenzione e il formale riconoscimento delle più alte istituzioni culturali del pianeta.
«L’attesissima e trionfale iscrizione formale della Perdonanza Celestiniana, avvenuta gloriosamente nel recente anno 2019, all’interno della prestigiosa e ambita Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale tutelato dall’UNESCO», prosegue infatti con evidente e sincero orgoglio campanilistico il consigliere Lugini nella sua approfondita analisi, «rappresenta senza alcun dubbio un riconoscimento mediatico e istituzionale di natura straordinaria per la nostra terra abruzzese. Tuttavia, questo prezioso traguardo non è e non deve mai essere un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza: esso rappresenta anche, e forse soprattutto, una pesantissima responsabilità morale, storica e politica per chi amministra: ovvero quella prioritaria di dover costantemente valorizzare, difendere e proteggere l’intero rito della Perdonanza, preservandone gelosamente l’inestimabile identità storica originale e tutelandone rigorosamente l’autentica e silenziosa dimensione di meditazione spirituale». Ed è proprio per onorare formalmente gli impegni assunti con l’Unesco che il corposo progetto di legge regionale presentato dai consiglieri prevede, con precisione chirurgica e burocratica, la costituzione di un solido, duraturo e inattaccabile impegno finanziario da parte della stessa Regione Abruzzo a perenne sostegno del bilancio ordinario del Comune dell’Aquila, l’ente che sopporta ogni anno il grande carico organizzativo della manifestazione in tutte le sue sfaccettature e necessità civili, di sicurezza e di spettacolo. Ma gli orizzonti e gli scopi sociali della lodevole normativa proposta si spingono molto, molto più in là. Tra i vari, molteplici e qualificanti interventi previsti e finanziati dal nuovo testo legislativo figurano esplicitamente, infatti: la concreta e massiccia valorizzazione architettonica e strutturale della splendida e già citata Basilica di Santa Maria di Collemaggio e di tutti i suggestivi eremi e luoghi celestiniani sparsi nella regione; un fortissimo sostegno economico, infrastrutturale e di marketing turistico destinato allo sviluppo escursionistico e all’implementazione logistica dei percorsi del cosiddetto “Cammino del Perdono”; e, infine, la capillare promozione di qualificate attività di altissimo studio teologico e ricerca accademica e storica. L’obiettivo finale di queste ingenti risorse è duplice: attrarre sempre più turisti e, al contempo, innalzare vertiginosamente la qualità dell’accoglienza, al fine primario di rendere l’esperienza umana e mistica delle migliaia di viandanti e dei fedeli pellegrini in marcia sempre più sicura, fruibile, accessibile e calorosamente accogliente per ogni fascia d’età e abilità fisica.

La vitale sinergia con la Diocesi dell’Aquila e l’impegno verso il futuro

Ovviamente, trattandosi dell’organizzazione e della capillare regolamentazione logistica ed economica di una manifestazione intimamente e profondamente religiosa prima ancora che laica, un’attenzione formale, particolare, riverente e di primissimo piano all’interno della cornice della legge regionale è stata saggiamente e doverosamente riservata dai proponenti all’imprescindibile tema della piena collaborazione tecnica, logistica e istituzionale con la locale Curia.
La legge intende infatti rafforzare al massimo i vincoli di stretta sinergia con l’Arcidiocesi dell’Aquila, agendo costantemente nel totale, pieno, reciproco e assoluto rispetto formale delle rispettive autonomie e delle imprescindibili, indiscutibili ed esclusive competenze ecclesiastiche, clericali e pastorali in merito alla delicata, corretta e ortodossa natura puramente liturgica, teologica e sacramentale dell’intera, lunghissima e sacra celebrazione papale di agosto. «Sono particolarmente felice e immensamente orgoglioso», ha tenuto giustamente ad aggiungere con forza e soddisfazione in chiusura il consigliere Lugini, «che questa importante e vitale proposta di legge sia stata prontamente e convintamente sottoscritta e appoggiata in prima istanza, oltre che dalla Mannetti, anche dalle stimate colleghe consigliere Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta. Si tratta, a ben guardare, del bellissimo ed evidente segnale istituzionale e democratico di una chiara, forte e compatta volontà politica ampiamente condivisa dalla nostra fazione, nata per tutelare, finanziare e promuovere con ogni mezzo possibile una delle espressioni collettive più belle, intime, profonde, sacre e incredibilmente autentiche dell’intera e millenaria identità regionale abruzzese e appenninica». L’approvazione formale e futura di questo strategico testo legislativo in consiglio regionale rappresenterebbe, in sintesi, una formidabile e attesa iniezione di fiducia per un intero, martoriato e fiero territorio provinciale che crede ancora fermamente nella forza della propria storia. «La Perdonanza, ieri come oggi e come domani, parla sommessamente all’anima del fiero popolo d’Abruzzo e, allo stesso tempo, parla autorevolmente alla coscienza del mondo intero. Il nostro più grande, nobile, alto e civile compito come legislatori di oggi», ha saggiamente e poeticamente concluso l’onorevole Gianpaolo Lugini davanti ai microfoni, «è unicamente quello di riuscire a preservarne l’integrità e l’enorme significato originario, sostenerne finanziariamente il brillante futuro turistico, e fare concretamente e attivamente in modo che il suo incredibile e inestimabile messaggio universale di profonda pace e di misericordia tra i popoli possa essere fedelmente, costantemente e puramente tramandato, senza subire alterazioni, a tutte le nuove e future generazioni della nostra terra».

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Piana del Cavaliere

Il silenzio del bosco guarisce le nevrosi e risveglia la coscienza: a Pereto l’esperienza sensoriale con il ricercatore spirituale Val Monteleone

Il silenzio incontaminato dei boschi abruzzesi si fa scudo civile contro lo stress metropolitano e gli occhi si chiudono per curare le solitudini profonde dell’anima! Domani, sabato 26 settembre 2026 alle ore 16:30, i Giardini della Fonte Vecchia di Pereto (AQ) ospiteranno l’attesissimo appuntamento sensoriale “Oltre i Sensi: Chiudi gli occhi per imparare a vedere”, un’esperienza itinerante completamente GRATUITA organizzata dall’Associazione Percorsi Solidali APS nell’ambito del maxipiano regionale “Marsica per tutti”. Guidati dai laboratori esoterici e marziali dello stimato ricercatore spirituale Val Monteleone, i partecipanti cammineranno lungo il Sentiero Natura tra suoni, aromi biologici e meditazioni d’avanguardia. Unici requisiti obbligatori per sconfiggere l’isolamento da smartphone: telefoni spenti e un sacchetto di riso nello zaino. Scoprite il numero telefonico nel nostro articolo! 👇

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Locandina evento Pereto

Pereto- Una forza invisibile, ancestrale e purissima si propaga tra le selve secolari e le rocce monumentali della Marsica, trasformando la natura selvaggia in un’autentica officina di pensiero nudo, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla pace dell’anima. I sentieri dell’entroterra e il respiro biologico degli alberi, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le nostre dinamiche interiori, offrendo alle famiglie e ai giovani un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore del consumismo. Domani, sabato 26 settembre 2026, alle ore 16:30 in punto, lo sfolgorante scenario dei Giardini della Fonte Vecchia di Pereto (AQ) terrà a battesimo il fischio d’inizio di un attesissimo e mozzafiato percorso di riscatto civile dello spirito: prenderà vita l’esperienza sensoriale intitolata “Oltre i Sensi: Chiudi gli occhi per imparare a vedere”.

La monumentale manifestazione, orchestrata con assoluto rigore filologico e spavaldo orgoglio dall’Associazione Percorsi Solidali APS, si inserisce nell’ambito del prestigioso progetto strategico “Marsica per tutti”. Un’opera di squadra eccezionale interamente finanziata dalla Regione Abruzzo mediante lo sblocco di un fondo speciale di 312.000,00 euro derivante dalle quote del Fondo Sociale Regionale per l’innovazione dei programmi socio-culturali territoriali. Il ruolino di marcia dell’evento si aprirà con una suggestiva e intima camminata nel bosco lungo il Sentiero Natura, un preludio itinerante che scorterà i partecipanti e i passeggeri del sogno in un perimetro protetto di isolamento acustico, azzerando le distanze burocratiche tra l’istituzione e le esigenze reali della comunità sabina e abruzzese, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’esoterismo antico al risveglio dei sensi: il viaggio guidato da Val Monteleone

L’ordito dell’iniziativa propone un cammino unico in cui l’antica sapienza esoterica e la saggistica filosofica orientale collidono felicemente con i laboratori del risveglio sensoriale contemporaneo. Attraverso l’utilizzo millimetrico di suoni vibrazionali, essenze e profumi d’ambiente organici e meditazioni profonde, la platea verrà scortata in un viaggio introspettivo volto a frantumare l’asfissia, la fretta e la solitudine della vita quotidiana metropolitana per ritrovare il contatto biologico con l’essenza dell’anima. A guidare le risposte flessibili dei presenti di fronte al perimetro dell’ignoto sarà Val Monteleone, stimatissimo ricercatore in ambito spirituale e marziale, una figura di immenso merito andata rubata nei taccuini dei cultori della consapevolezza interiore per i suoi soft skill pedagogici e per l’onestà delle sue idee, priva di filtri protettivi.

I dati dell’esperimento meditativo parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo e la qualità della vita rionale si edificano unicamente riabilitando i soft skill della concentrazione e ripudiando il materialismo imperante. La cattedra naturale del Sentiero Natura si trasforma così in uno scudo impenetrabile e in un comfort funzionale perfetto contro l’intolleranza e le nevrosi contemporanee. Andare oltre il limite della vista biologica insegna a decifrare il proprio mondo interiore e a valorizzare l’empatia fraterna nei confronti della biosfera e dell’ambiente circostante, dimostrando con i fatti che il silenzio e il raccoglimento costituiscono l’antidoto più potente allo spopolamento dello spirito e all’esodo dei valori umani nei rioni delle nostre province, senza cedere a moralismi o paternalismi di facciata.

I telefoni spenti e il sacchetto di riso: le due rigide scadenze per partecipare

L’incontro è elargito alla cittadinanza in forma completamente gratuita, ma per preservare il misticismo e il comfort funzionale della pratica, l’organizzazione esige dai passeggeri dell’avventura il rispetto di due semplici ma ferree regole comportamentali dello Stato del benessere. In primo luogo, vige l’obbligo contrattuale e morale di mantenere i telefoni smartphone completamente spenti per tutta la durata dei laboratori, eliminando alla radice l’asfissia protettiva e l’isolamento causati dalla finzione commerciale delle reti digitali. In secondo luogo, ciascun viandante dovrà recarsi all’appuntamento portando con sé un sacchetto di carta o di stoffa biologica riempito di riso crudo, un elemento simbolico e materico irrinunciabile per la corretta riuscita dell’interplay sensoriale.

I registri delle adesioni sono aperti e i database della segreteria dell’APS pronti per coordinare l’afflusso. Per richiedere informazioni dettagliate sulla logistica del cantiere spirituale o per interfacciarsi con il monitoraggio organizzativo, è attivo il numero di contatto telefonico diretto di Valerio al 3475373665. Questo fine settimana spegnete i dispositivi elettronici, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e salite tra i boschi di Pereto: Val Monteleone e la Fonte Vecchia vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà chiudere gli occhi per imparare a vedere la propria anima, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il cammino nel blu della coscienza è cominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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Piana del Cavaliere

Piana del Cavaliere – Futuro Nazionale nomina coordinatore dei giovani della sezione territoriale Serafini Eduardo

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Serafini Eduardo

Redazione-  Con una nota del referente territoriale di Futuro Nazionale, Alessandro Ottaviani, viene nominato il nuovo coordinatore dei giovani del partito, il consigliere comunale di Rocca di Botte, Eduardo Serafini. Ottaviani ” con l’imponente crescita dei giovani, che si avvicinano al partito Futuro Nazionale, si è decisi compatti nel dare tale coordinamento ad un persona che conosce il territorio, giovane, e piena di energia, Eduardo Serafini “

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