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Cinema e impegno civile, trionfo per il sulmonese Mirko Mascioli: premiato come miglior attore e regista per il film “Occhi Azzurri” con Daniela Fazzolari

Trionfo per l’attore e regista sulmonese Mirko Mascioli e per Daniela Fazzolari (CentoVetrine): vinti i premi come miglior attore, miglior regia e miglior attrice per il film “Occhi Azzurri” al Premio Deborah Parisi! Un’opera drammatica contro la violenza sulle donne e il femminicidio proiettata con successo anche negli USA e in Australia. E per approfondire le storie di rinascita e contrasto alla manipolazione, scoprite il libro “La felicità dopo la sofferenza” di Mascioli e i saggi dedicati in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Mirko Mascioli

Sulmona – Un prestigioso riconoscimento che unisce il talento artistico alla forza dirompente della denuncia sociale contro la piaga della violenza sulle donne. L’attore, regista e conduttore televisivo sulmonese Mirko Mascioli ha fatto incetta di premi con la sua intensa opera cinematografica intitolata «Occhi Azzurri». In occasione della solenne cerimonia del Premio intitolato alla memoria di Deborah Parisi — la stimata speaker radiofonica prematuramente scomparsa nel 2023 —, l’artista peligno è stato insignito del doppio riconoscimento come Miglior Attore Protagonista e Miglior Regista. Al suo fianco, a completare il trionfo della pellicola, l’attrice Daniela Fazzolari (volto amatissimo dal grande pubblico televisivo per la storica interpretazione in CentoVetrine su Canale 5), che si è aggiudicata il premio come Miglior Attrice Protagonista.

La drammatica realtà di “Occhi Azzurri”: radiografia di una relazione tossica

Ispirata a una drammatica storia vera di cronaca, la pellicola scava senza sconti né retorica nelle dinamiche psicologiche e comportamentali di un legame tossico. La trama racconta la lenta e dolorosa involuzione di un rapporto di coppia che, nato sotto l’apparenza di un sentimento d’amore appassionato, si sgretola progressivamente fino a trasformarsi in una prigione di sopraffazione fisica e psicologica, culminando nell’incubo della violenza domestica e del tentato femminicidio.

Al centro della narrazione c’è Sofia, interpretata con straordinaria intensità drammatica da Daniela Fazzolari, costretta a misurarsi con la spirale distruttiva e manipolatoria del marito, a cui lo stesso Mirko Mascioli presta il volto in un’interpretazione cruda e rigorosa. L’opera pone con coraggio l’accento su un aspetto fondamentale della violenza di genere: il femminicidio non è quasi mai un fulmine a ciel sereno, ma l’ultimo tragico anello di una catena invisibile fatta di isolamento sociale, svalutazione sistematica, controllo asfissiante e progressiva negazione della libertà individuale della vittima.

Un successo internazionale che scuote le coscienze

Il film ha saputo conquistare una vasta e calorosa attenzione ben oltre i confini nazionali. Oltre ad essere stata trasmessa e approfondita sui principali canali televisivi nazionali, la pellicola ha varcato gli oceani, ottenendo proiezioni speciali e riconoscimenti prestigiosi negli Stati Uniti e in Australia, dove è stata presentata all’interno dei più selettivi festival del cinema indipendente a tema sociale. La critica e le giurie internazionali hanno elogiato la capacità della regia di coniugare il linguaggio asciutto del cinema d’autore con la potenza pedagogica del messaggio educativo rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Cultura del rispetto e percorsi di rinascita

Per approfondire il tema della sensibilizzazione contro la manipolazione affettiva e scoprire storie autentiche di speranza e riscatto, scoprite il libro di Mirko Mascioli «La felicità dopo la sofferenza» e i migliori saggi sulla violenza psicologica e di genere in promozione su Amazon.

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Mirko Mascioli: dalla TV di Stato al cinema di denuncia

Per Mirko Mascioli il contrasto alla violenza non è una tematica occasionale, ma il baricentro di un percorso artistico e umano coltivato con costanza negli anni. Noto al pubblico televisivo della Rai per aver preso parte a popolari trasmissioni del palinsesto nazionale — tra cui Azzurro storie di mare, Ogni giorno è Natale, Star Bene, Leggerissima Estate e Missioni d’estate, oltre a diverse partecipazioni in produzioni cinematografiche internazionali —, l’artista abruzzese ha saputo affiancare all’intrattenimento una spiccata sensibilità civile. Un impegno testimoniato anche nella sfera letteraria attraverso la pubblicazione del volume «La felicità dopo la sofferenza», in cui raccoglie testimonianze dirette di percorsi di rinascita personale dopo traumi e relazioni distruttive.

L’intesa artistica con Daniela Fazzolari sul set di Occhi Azzurri si è rivelata un catalizzatore potente: i due attori sono riusciti a restituire con autenticità il dramma invisibile che spesso si consuma tra le mura domestiche, dando voce a chi troppo spesso non trova la forza o il supporto necessario per denunciare.

L’orgoglio di Sulmona per un artista poliedrico

Il tributo intitolato a Deborah Parisi rappresenta per la comunità di Sulmona e dell’intero Centro Abruzzo motivo di grande orgoglio. In una terra tradizionalmente ricca di fermenti culturali, l’affermazione di Mascioli dimostra come il talento cresciuto nelle realtà

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Aggressione a Pescara Porta Nuova, allarme sicurezza di Pescara Fortis: «Garantire l’ordine contro il degrado dilagante»

Ferma condanna e grande preoccupazione a Pescara dopo la brutale aggressione avvenuta nel piazzale della stazione di Porta Nuova: Tony Bosco, responsabile sicurezza di Pescara Fortis, chiede interventi urgenti al Comitato per l’Ordine Pubblico. «Pescara è una città contenuta, non possiamo rinunciare al controllo del territorio e lasciare interi quartieri in balia del degrado sociale». Accanto ai presidi di polizia, l’associazione sollecita un piano di rilancio commerciale e urbano per l’area: 👇

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Aggressione a Pescara Porta Nuova,

Pescara – Un risveglio domenicale segnato dalla paura, dalla violenza cieca e dalla drammatica conferma di una vulnerabilità urbana che non può più essere derubricata a semplice casualità. Ha destato profonda commozione e viva indignazione nella comunità adriatica la brutale aggressione consumatasi nella prima mattinata di domenica 11 ottobre 2026 nei pressi del parcheggio della stazione ferroviaria di Pescara Porta Nuova. Un episodio cruento in cui la vittima ha riportato lesioni gravissime, scatenando l’immediata reazione dell’opinione pubblica e delle forze politiche e civiche cittadine.

A intervenire con un’articolata analisi sullo stato della vivibilità e dell’ordine pubblico è l’associazione Pescara Fortis. Attraverso le parole del responsabile per la sicurezza Tony Bosco, il sodalizio civico ha espresso incondizionata solidarietà al cittadino ferito, ringraziando gli operai intervenuti sul posto, i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine per la tempestività dell’intervento, ma chiedendo al contempo alle istituzioni un cambio di passo strutturato per sottrarre il quartiere al degrado e all’emarginazione.

L’analisi di Tony Bosco: disagio sociale e microcrimine diffuso

La riflessione di Tony Bosco rifugge le scorciatoie demagogiche per mettere a nudo le cause profonde di un fenomeno che attraversa l’intero perimetro urbano:

«Esprimo la più ferma condanna per questa vile aggressione e la massima solidarietà a chi ha gestito con ammirevole coraggio un momento di puro terrore. Tuttavia, se vogliamo davvero affrontare e risolvere la questione senza ipocrisie, dobbiamo avere la lucidità di guardare in faccia la realtà: il degrado a cui stiamo assistendo quotidianamente è intimamente legato a un profondo disagio sociale e a una microcriminalità che, purtroppo, è ormai capillarmente diffusa in tutta la città. Parliamo di dinamiche di marginalità e sbandamento che hanno una chiara portata nazionale e che, per la loro complessità umana e sociologica, superano di molto la sola risposta repressiva delegata alle singole pattuglie delle forze dell’ordine».

Il responsabile della sicurezza di Pescara Fortis sottolinea come le stazioni e gli snodi di interscambio modale risentano pesantemente di sacche di invisibilità sociale, tossicodipendenze e disperazione che troppo spesso degenerano in violenza predatoria o liti futili e incontrollate.

Sicurezza Urbana e Protezione degli Immobili: Il Sistema di Videosorveglianza 4K

Per la tutela perimetrale di attività commerciali, piazzali, ingressi condominiali e spazi aperti con visione notturna a colori, rilevamento intelligente di persone e veicoli con intelligenza artificiale integrata e registrazione continua su NVR protetto: il sistema professionale di videosorveglianza PoE top di gamma è la serie Reolink 4K Ultra HD (con NVR a 16 canali e telecamere ottiche motorizzate) (o il flagship wireless Arlo Ultra 2 Kit):

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Risoluzione 4K UHD ad altissimo frame rate, fari a LED integrati per visione notturna a colori, sirena deterrente e scocche impermeabili certificate IP66.

La distinzione tra microcriminalità e criminalità strutturata

Un passaggio cruciale dell’intervento di Bosco riguarda la necessità di non confondere i diversi livelli di illegalità che minacciano la serenità dei pescaresi:

«Dobbiamo scindere questo tipo di fenomeno, legato all’abbandono e al microcrimine da strada, da ciò che accade in altre aree sensibili di Pescara – come Rancitelli, Fontanelle o San Donato –, le quali subiscono invece la costante e pesante pressione della criminalità organizzata vera e propria, legata allo spaccio su larga scala e al racket. Per queste ultime zone non bastano controlli tampone, ma vanno attuati progetti a più ampio raggio, indagini giudiziarie strutturate e bonifiche continuative. Al contempo, non possiamo dimenticare che Pescara è e resta una piccola città: proprio per le sue dimensioni fisiche contenute, è assolutamente necessario e fattibile mantenere un ordine di base per la vivibilità quotidiana. Non possiamo arrenderci all’idea che piazze, giardini o scali ferroviari sfuggano al presidio dello Stato».

Le richieste al Comitato per l’Ordine Pubblico: rigenerazione e commercio

Alla luce della gravità del fatto di cronaca, Pescara Fortis rivolge un appello formale al Prefetto, al Questore e al Sindaco di Pescara affinché l’area di Porta Nuova venga posta al centro del prossimo vertice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’associazione sollecita un pattugliamento coordinato e costante – a piedi e su volante – che funga da deterrente visibile per malintenzionati e spacciatori.

Tuttavia, come evidenziato nelle conclusioni, la divisa non può bastare da sola senza un parallelo piano di rilancio urbanistico, commerciale e sociale: «La vera sicurezza passa attraverso la frequentazione sana dei luoghi. Favorire l’insediamento di nuove attività commerciali e artigianali, incentivare l’apertura di locali, illuminare a giorno i sottopassi e potenziare i servizi alla mobilità sono gli unici strumenti reali per fare in modo che la stazione di Porta Nuova sia vissuta dalla mattina alla sera da studenti, pendolari e famiglie. Gli spazi pubblici vanno restituiti alla comunità: solo così si sconfigge la paura».

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Avezzano celebra gli 800 anni di San Francesco: grande partecipazione per l’incontro con Fra Emiliano Antenucci all’ADA

Grande partecipazione e viva emozione ad Avezzano per l’incontro dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi promosso dall’ADA nell’ambito del progetto ministeriale SIN#APS. Ospite d’eccezione Fra Emiliano Antenucci, Rettore del Santuario della Madonna del Silenzio, intervistato dal Prof. Sandro Valletta sull’attualità e la forza universale del messaggio francescano per le sfide del nostro tempo. Tutti i dettagli e gli interventi del pomeriggio culturale: 👇

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Avezzano celebra gli 800 anni di San Francesco

Avezzano – Un’eredità spirituale, etica e civile che a distanza di otto secoli continua a interrogare la coscienza dell’uomo contemporaneo, offrendo una bussola luminosa in tempi segnati da conflitti, frammentazione sociale e disorientamento valoriale. Ha fatto registrare un autentico trionfo di pubblico e una straordinaria intensità partecipativa l’incontro culturale dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi a ottocento anni dalla sua morte (1226-2026), svoltosi negli accoglienti spazi del Centro Ricreativo, Sociale e Culturale dell’A.D.A. (Associazione per i Diritti degli Anziani) in Via Massimiliano Kolbe 8 ad Avezzano.

L’evento, promosso con passione civica nell’ambito del progetto a rilevanza nazionale “SIN#APS” – sostenuto e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali –, ha richiamato una fitta platea composta da soci, volontari, studiosi e cittadini di ogni generazione. Ospite d’eccezione e fulcro della riflessione pomeridiana è stato Frate Emiliano Antenucci, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Rettore del rinomato Santuario della Madonna del Silenzio di Avezzano e figura di primo piano nel panorama pastorale e saggistico nazionale.

Il messaggio francescano nel XXI secolo: l’arte dell’ascolto e la cura del prossimo

La manifestazione si è aperta con il caloroso saluto introduttivo della presidente dell’A.D.A. – “Avezzano Solidale”, la dottoressa Gabriella Celi, che ha sottolineato il ruolo cruciale dei presidi aggregativi locali nel contrasto alla solitudine involontaria e nella promozione dell’invecchiamento attivo attraverso stimoli intellettuali elevati.

La parola è poi passata al centro del dibattito, magistralmente condotto dal professor Sandro Valletta, docente di Diritto delle migrazioni e fine saggista, che ha intervistato Fra Emiliano Antenucci tessendo un dialogo serrato tra storia medievale, Vangelo vivente e sfide della modernità. Il religioso ha guidato i presenti in una disamina profonda del “Transito” di Francesco, spogliando il Santo da ogni stereotipo oleografico per restituirne la radicalità evangelica: la scelta della minorità, il rispetto sacrale per il Creato e la predilezione per gli ultimi e i dimenticati.

In un’epoca dominata dal frastuono mediatico, dalla fretta e dalla violenza verbale, il richiamo alla spiritualità del silenzio – cara alla missione di Fra Emiliano – si è tradotto in una ricetta concreta per l’edificazione di comunità più coese, umane e solidali. Riscoprire Francesco significa imparare a disarmare il cuore, ad ascoltare le fragilità di chi ci vive accanto e a trasformare la cura dell’anziano e del debole in un pilastro inalienabile della convivenza democratica.

Acustica Pura e Spazi Meditativi: Il Diffusore Hi-Fi Wireless di Lusso

Per la riproduzione ad altissima fedeltà di musica sacra, canti gregoriani, concerti corali e meditazioni parlate con spazialità tridimensionale e purezza vocale da studio d’incisione: lo speaker wireless d’alta gamma più celebrato al mondo per eleganza e qualità sonora è l’iconico Bowers & Wilkins Zeppelin (o il flagship Naim Mu-so 2nd Generation):

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Amplificazione integrata da 240W, convertitori digitali a 24-bit/96kHz, doppio tweeter a cupola disaccoppiata e compatibilità AirPlay 2 e streaming lossless.

La soddisfazione degli organizzatori: il plauso del Prof. Valletta e dell’ADA Abruzzo

Il vivace confronto con la platea, scandito da numerose domande e testimonianze personali dei partecipanti, ha confermato la vitalità intellettuale del Centro marsicano, capace di porsi come autentico punto di riferimento per l’intera comunità cittadina. Al termine dei lavori, il clima di festa e condivisione si è prolungato con un gradito momento conviviale e un buffet offerto a tutti gli intervenuti.

A margine dell’evento, il professor Sandro Valletta, intervenendo anche a nome del Presidente di A.D.A. Abruzzo, il dottor Lino Cipolloni (assente per improrogabili impegni istituzionali), ha tracciato un bilancio entusiasta dell’iniziativa: «La straordinaria e calorosa partecipazione registrata questo pomeriggio dimostra con chiarezza quanto la comunità di Avezzano sia viva, sensibile e profondamente aperta ad appuntamenti di alto spessore culturale e spirituale. Dialogare con Fra Emiliano Antenucci ci ha permesso di riscoprire la freschezza e l’urgenza del messaggio francescano, offrendo a ciascuno di noi spunti pratici e luminosi per guardare al futuro con rinnovata speranza, maggiore umanità e un più forte senso di coesione sociale. Un ringraziamento sentito e affettuoso va a tutti i cittadini e agli iscritti che hanno reso memorabile questo pomeriggio».

Il Santuario del Silenzio e l’impegno per il territorio

La presenza di Frate Antenucci ha rinsaldato il legame profondo tra la cittadinanza e il Santuario della Madonna del Silenzio, divenuto negli anni un polo di attrazione spirituale a livello internazionale, benedetto e incoraggiato ripetutamente da Papa Francesco. Il direttivo dell’Associazione per i Diritti degli Anziani ha rinnovato la propria gratitudine al religioso per la generosa disponibilità e la profondità magistrale del suo intervento, confermando l’impegno dell’ADA nel promuovere ulteriori tappe di approfondimento civile e culturale per arricchire il tessuto sociale della Marsica.

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Piana del Cavaliere

Carsoli – storia del castello medievale della frazione Colli di Montebove

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Castello di Colli di Monte Bove

Colli di Monta Bove-  Il castello di Colli di Monte Bove, frazione del comune di Carsoli, in provincia dell’Aquila, rappresenta una testimonianza importante della storia medievale della Marsica. Situato in posizione elevata, il complesso fortificato dominava il borgo e il territorio circostante, in un’area strategica per il controllo delle vie di comunicazione tra l’Abruzzo interno e la pianura romana.
Le sue origini si collegano alla presenza dei Conti dei Marsi, la potente famiglia feudale che, tra il X e l’XI secolo, contribuì a organizzare politicamente e militarmente questo territorio. Le ricostruzioni storiche descrivono il castello come un insediamento fortificato destinato non soltanto alla difesa, ma anche alla residenza e all’amministrazione del potere signorile.ra il X e l’XI secolo, quando il territorio era segnato da rivalità feudali e dalla necessità di proteggere i centri abitati, Colli di Monte Bove assunse un ruolo rilevante nel sistema difensivo locale. La fortificazione viene tradizionalmente ricondotta all’iniziativa dei Conti dei Marsi, che controllavano ampie porzioni della Marsica.
Il castello non era una semplice torre isolata: il complesso comprendeva un castello-recinto, con spazi residenziali e strutture funzionali alla vita della comunità signorile. Le ricostruzioni disponibili ricordano anche la presenza della chiesa di San Giovanni Battista e di altri ambienti di servizio.Nel corso dei secoli il controllo del territorio passò attraverso diverse famiglie nobiliari. Alla fase dei Berardi, legati alla contea dei Marsi, seguirono i De Ponte e successivamente gli Orsini. Nel 1497 si affermò il dominio dei Colonna, una delle famiglie più influenti dell’Italia centrale.
Questi passaggi riflettevano le trasformazioni politiche della Marsica: i castelli erano strumenti di controllo delle campagne, delle strade e delle comunità locali, oltre che simboli dell’autorità dei signori.Con il mutare degli equilibri politici e militari, la fortezza perse gradualmente la propria funzione originaria. Il castello andò incontro a un lungo periodo di abbandono, aggravato dal deterioramento delle strutture, dagli eventi sismici e dai conflitti che interessarono il territorio.
Le mura e gli altri resti, progressivamente nascosti dalla vegetazione, hanno conservato la memoria di un insediamento che un tempo rappresentava un punto di riferimento per la comunità. Oggi le rovine costituiscono una parte significativa del patrimonio storico di Colli di Monte Bove.La storia di Colli di Monte Bove è legata anche alla figura di San Berardo, nato nel 1079 secondo la tradizione locale e appartenente alla famiglia dei Berardi, conti dei Marsi. Fu vescovo dei Marsi e cardinale, ed è ricordato come protettore del paese.
La sua figura testimonia il legame profondo tra potere feudale, vita religiosa e identità della comunità medievale. Per ricostruire con precisione il rapporto tra il santo e il castello, tuttavia, è necessario distinguere le tradizioni locali dalle informazioni documentarie.Negli ultimi anni il castello è tornato al centro dell’attenzione grazie all’impegno di persone e associazioni del territorio, interessate alla sua valorizzazione e alla riscoperta delle origini del borgo. Queste iniziative sono importanti perché permettono di guardare ai ruderi non come a semplici resti, ma come a una parte della storia collettiva di Carsoli e della Marsica.Il castello di Colli di Monte Bove racconta una storia fatta di difesa, potere, fede e trasformazioni. Le sue pietre rimandano a un’epoca in cui la sicurezza degli abitati dipendeva dalle alture fortificate e dalle famiglie che governavano il territorio.
Conservarne la memoria significa restituire valore a un patrimonio che appartiene non soltanto a Colli di Monte Bove, ma all’intera storia del comprensorio carseolano.
Nota storica: le date più antiche e alcuni dettagli sulle origini del complesso derivano da ricostruzioni storiche locali; per una pubblicazione scientifica sarebbe opportuno confrontarli con documenti d’archivio e studi archeologici specifici.

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