Rimani in contatto con noi
#

Eventi

Civiltà romana verso Romerlager Mainzweiler 2026, l’associazione italiana parteciperà con nove rievocatori all’evento di ricostruzione storica

🏛️ L’APS Civiltà romana parteciperà a Romerlager Mainzweiler 2026 con nove rievocatori e un ricco equipaggiamento storico, portando l’esperienza italiana della ricostruzione romana in un evento internazionale.
Un appuntamento che unisce logistica, passione e divulgazione storica oltre i confini nazionali: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#CiviltàRomana #RievocazioneStorica #RomaAntica #EventiStorici

Pubblicato

a

Civiltà romana verso Romerlager Mainzweiler 2026, l’associazione italiana parteciperà con nove rievocatori all’evento di ricostruzione storica

Redazione-  Roma si prepara a essere rappresentata anche oltre i confini nazionali attraverso il lavoro delle associazioni impegnate nella rievocazione storica. Tra queste c’è l’APS Civiltà romana, che ha confermato la propria partecipazione all’evento Romerlager Mainzweiler, in programma il 13 giugno 2026, appuntamento che si inserisce nel circuito europeo dedicato alla ricostruzione del mondo antico e, in particolare, della presenza militare romana. L’iniziativa viene presentata dall’associazione come un momento importante di collaborazione internazionale tra gruppi che condividono la stessa attenzione per la ricostruzione storica, per la divulgazione e per la cura dei dettagli legati alla vita militare dell’età romana.

La partecipazione italiana assume un rilievo particolare proprio per il valore culturale di questi eventi, che negli ultimi anni hanno consolidato una rete tra associazioni, studiosi e appassionati in diversi Paesi europei. Le manifestazioni di living history dedicate a Roma antica non sono soltanto occasioni spettacolari per il pubblico, ma rappresentano anche spazi di confronto su fonti, equipaggiamenti, tecniche di allestimento e modalità di restituzione storica. In questo quadro, la presenza di APS Civiltà romana a Mainzweiler rafforza il contributo italiano in un ambito che unisce ricerca, passione e attività associativa.

Piero CarpentieriPiero Carpentieri

nove rievocatori in partenza dall’Italia con equipaggiamento storico completo

Per l’evento del 13 giugno, l’associazione ha comunicato che il trasferimento avverrà dall’Italia con un van da nove posti, a bordo del quale viaggeranno altrettanti soci in abbigliamento e assetto da rievocazione militare. I partecipanti indicati sono Piero Carpentieri, Fabio Gerbasi, Andrea Getuli, Mario Iosa, Alberto Leonardi, Enio Piccinini, Massimo Piroli, Luigi Pisegna e Antonio Ragaglini. La composizione del gruppo lascia intendere una partecipazione organizzata in modo unitario, con una presenza compatta utile a ricostruire in maniera coerente il reparto storico rappresentato.

Accanto all’abbigliamento storico ordinario, ogni socio porterà con sé anche materiali descritti come appartenenti alla categoria delle armi ludiche storiche, cioè strumenti destinati alla rievocazione e non all’uso offensivo reale. L’elenco dell’equipaggiamento comprende nove gladi con fodero, nove pugi, nove armature nelle diverse tipologie di lorica hamata, segmentata e squamata, nove paia di calighe, nove elmi, oltre a un vessillo con bastone identificato con l’aquila della XIII Legio Gemina, uno scudo tondo parma e vari ornamenti e accessori per il completamento delle armature.

La richiesta rivolta agli organizzatori riguarda invece la disponibilità in loco di scudi e dei relativi pila, se necessari per la partecipazione alle attività previste. Un dettaglio organizzativo che fa capire quanto questo tipo di eventi richieda pianificazione logistica, coordinamento preventivo tra le associazioni e grande attenzione alla gestione dei materiali, spesso ingombranti e delicati da trasportare. La rievocazione storica militare, soprattutto quando si muove su scala internazionale, comporta infatti un lavoro preparatorio che coinvolge mezzi, autorizzazioni, sicurezza e compatibilità degli allestimenti.

Soldati romani

il valore culturale della rievocazione storica nei circuiti europei

La partecipazione di APS Civiltà romana a Romerlager Mainzweiler va letta anche nel quadro più ampio della crescita delle rievocazioni storiche romane in Europa. Eventi di questo tipo attraggono gruppi provenienti da diversi Paesi e contribuiscono a mantenere vivo l’interesse per la storia antica attraverso una formula che unisce didattica, spettacolo e ricostruzione filologica. I partecipanti non si limitano a indossare costumi, ma lavorano sulla riproduzione di equipaggiamenti, assetti militari, simbologie e pratiche coerenti con le fonti storiche disponibili.

Per associazioni come Civiltà romana, questi appuntamenti rappresentano occasioni utili a consolidare rapporti con realtà straniere e a dare continuità a un lavoro che in Italia trova spazio in manifestazioni culturali, eventi pubblici e attività divulgative. La presenza all’estero consente inoltre di rafforzare il profilo internazionale delle associazioni italiane impegnate nella ricostruzione del mondo romano, valorizzando competenze maturate nel tempo e un patrimonio di conoscenze costruito attraverso studio e pratica.

Dietro la partecipazione a Mainzweiler emerge quindi un doppio significato. Da un lato c’è l’aspetto strettamente logistico e organizzativo, con il trasferimento di uomini e materiali per garantire una rappresentazione storica coerente e completa. Dall’altro c’è il valore simbolico di una presenza italiana in un evento internazionale che riconosce nella ricostruzione storica un linguaggio comune tra comunità diverse. È proprio in questo intreccio tra memoria, studio e collaborazione che iniziative come Romerlager Mainzweiler continuano a trovare spazio e interesse, contribuendo a rendere la storia romana una materia ancora viva nel presente.

Soldati romani

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Eventi

“Accordi”: svelata la maestosa stagione 2026/2027 del Teatro Palladium di Roma Tre

Svelato il mastodontico e meraviglioso cartellone 2026/2027 del Teatro Palladium! A cento anni esatti dalla posa della prima pietra, il polo culturale dell’Università Roma Tre rilancia con una stagione straordinaria, intitolata non a caso “Accordi”. Tantissimi i grandissimi nomi che calcheranno le scene della Garbatella incrociando teatro, musica e cinema: dall’eleganza di Laura Morante alle chitarre di Alex Britti, passando per Elena Bucci, Marco Baliani, Ascanio Celestini e la storica Banda Osiris. Il teatro ospiterà inoltre le proiezioni della Festa del Cinema di Roma e l’attesissima finale del prestigioso Premio Strega Saggistica👇

Pubblicato

a

AscanioCelestini_ph_Pasqualini-MUSA

Roma – Il delicato, inestimabile e fondamentale dialogo tra il mondo accademico, il variegato tessuto urbano cittadino e l’alta produzione artistica trova ancora una volta la sua perfetta, naturale e meravigliosa sublimazione palcoscenica. A cento esatti e gloriosi anni dalla posa formale e storica della sua primissima pietra, la nuovissima, ricchissima e maestosa stagione artistica e culturale 2026/2027 del glorioso Teatro Palladium (il celebre e vitale polo culturale universitario gestito e curato direttamente dall’Università Roma Tre) è stata svelata al grande pubblico capitolino. La singola, densa e importantissima parola chiave scelta programmaticamente dalla direzione artistica per racchiudere e decifrare l’intera anima di questa immensa e poliedrica programmazione annuale è felicemente racchiusa nel sostantivo “Accordi”. Oltre a evocare dolci e palesi suggestioni prettamente musicali e uditive, in un momento storico e sociale in cui i durissimi contrasti politici e civili globali sembrano essere ormai divenuti del tutto irrimediabili e insanabili, questa parola si trasforma magicamente in una vera e propria dichiarazione d’intenti istituzionale. L’“accordo” ricercato dal Palladium diventa così sinonimo contemporaneo e vibrante di ascolto reciproco, di confronto generazionale costruttivo e di salda relazione umana. Un principio cardine, umanistico e filosofico, che attraverserà trasversalmente ed elegantemente l’intera e vasta programmazione del polo della Garbatella, mettendo coraggiosamente in comunicazione e simbiosi la grande recitazione e la complessa ricerca universitaria, la faticosa formazione accademica e la vita del territorio locale, unendo magicamente sullo stesso sacro palcoscenico di legno i più grandi interpreti della scena nazionale e le speranzose nuove generazioni di studenti e spettatori.

I 100 anni del Palladium: grande teatro, memoria e comicità

Il cartellone puramente teatrale della nascente e fittissima stagione si preannuncia letteralmente sterminato, ambizioso e capace di mettere solidamente al centro della scena grandi mattatori, nuovissime generazioni autorali e complessi progetti scenici che intrecciano abilmente la delicata memoria storica con la cruda contemporaneità.
A segnare profondamente e solennemente l’avvio della stagione è innanzitutto il progetto speciale e celebrativo “Palladium 100 – Un teatro per il popolo” (realizzato e sostenuto con il fondamentale e generoso contributo economico del Ministero della Cultura). Si aprirà ufficialmente il sipario il prossimo 29 ottobre con il pregevole e raffinato spettacolo “Risate di gioia” portato in scena magistralmente da Le Belle Bandiere, scaturito da una brillante e geniale idea teatrale di Elena Bucci (che firma minuziosamente con il talentuoso Marco Sgrosso la drammaturgia, le imponenti scene, i curatissimi costumi, l’interpretazione e l’attenta regia). La grande e raffinata comicità teatrale proseguirà senza sosta il 28 novembre con la trascinante, irresistibile e storica Banda Osiris, impegnata nel brillante spettacolo “Le dolenti note”, per poi passare all’11 dicembre con il disincantato e crudo “Concertino per sconfitti dalla vita” di e con la coppia formata da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Minnozzi. Tra i grandissimi e attesissimi protagonisti intellettuali e attoriali della stagione teatrale spicca inevitabilmente anche il nome dell’amatissimo narratore e affabulatore Ascanio Celestini, che calcherà le gloriose assi del Palladium il 12 novembre al fianco di Massimiliano Fiorucci (l’attuale Rettore dell’Università) in “Zero in condotta”. Grandissimo e felice ritorno, inoltre, per gli amatissimi format istituzionali consolidati e dal forte e radicato sapore internazionale: tornerà infatti la fortunatissima rassegna shakespeariana Shakespeare Encore, il festival letterario multietnico Herencias, il festival delle culture di lingua portoghese Lusofonie e le classiche tragedie elleniche con l’immancabile “Edipo Re” di Sofocle (atteso ferventemente in prima romana il 13 e 14 marzo).

La grande musica: Laura Morante, Alex Britti e la Classica

Il secondo, massiccio e importantissimo asse portante dell’intera, gigantesca e ambiziosa struttura della stagione artistica del Palladium è indiscutibilmente rappresentato dalla sterminata, eccellente e variegata offerta musicale, capace di spaziare elegantemente dai grandi recital alle sinfonie.
La grandissima, rassicurante e virtuosa presenza costante della Roma Tre Orchestra garantirà per tutto il corso dell’anno solare un ricchissimo, vario e impegnativo calendario di esecuzioni sinfoniche e cameristiche (tra cui spiccano prepotentemente “Echi di una grande Russia” a novembre e “Ludwig 200” a gennaio). Gli appassionati dei legni impazziranno di gioia per l’imminente ritorno della celebre e storica rassegna Flautissimo, che ospiterà per due giorni consecutivi i maggiori e più acclamati flautisti solisti del panorama internazionale (da Pahud a Bernold). Ma la grande, grandissima musica abbraccerà fittamente e dolcemente anche la recitazione e la modernità: il 29 novembre la divina, algida e inarrivabile Laura Morante incanterà il pubblico ne “Il ballo di Irène Némirovsky”, mentre l’8 dicembre il grande affabulatore Marco Baliani debutterà in prima assoluta nazionale con la magica opera “L’ombra perduta di Peter Schlemihl”. Spazio immancabile anche per le note moderne e graffianti: il 2 dicembre il popolare e virtuoso chitarrista romano Alex Britti infiammerà la sala dialogando apertamente e musicalmente sulla “rivoluzione rock del secondo ’900”, mentre a dicembre andrà in scena un mastodontico, toccante e solenne “Concerto per la pace” affidato alle sapienti cure dell’Orchestra Roma Sinfonietta.

Cinema, danza e cultura: dallo Strega alle rassegne di ateneo

A rendere il Palladium un polo culturale d’eccellenza e a tuttotondo, aperto e vibrante, contribuiscono infine le attivissime e ricchissime sezioni storiche interamente e programmaticamente dedicate alla pura cinematografia, alla coreografia e all’alto dibattito intellettuale e saggistico.
Il grande e luccicante cinema internazionale d’autore tornerà ufficialmente a invadere le antiche e fascinose sale del teatro grazie alle solide, storiche e collaudate partnership con i più prestigiosi eventi della Capitale: il Palladium aprirà infatti le sue porte alla celeberrima Festa del Cinema di Roma (dal 19 al 23 ottobre), all’acclamato MedFilm Festival (13 e 14 novembre) e alla sempre seguitissima rassegna universitaria CinemaOltre. Estremamente interessante, inoltre, l’approfondito ciclo di incontri autunnali denominato Vite in Musica, un viaggio visivo dedicato interamente all’intrigante analisi critica dei grandi biopic musicali cinematografici. Il sudatissimo e meraviglioso mondo della danza contemporanea e di ricerca, invece, esplorerà il delicatissimo e complesso rapporto tra il movimento del corpo, l’immagine e la coreografia grazie alla proficua e virtuosa sinergia istituzionale con la prestigiosa Accademia Nazionale di Danza. A suggellare infine in maniera indelebile e solenne l’indiscutibile e crescente centralità civica e intellettuale del Teatro Palladium all’interno del vasto e complesso tessuto cittadino, spiccano senza dubbio tre importantissimi e attesissimi appuntamenti fissati per il dibattito culturale pubblico: il teatro della Garbatella ospiterà orgogliosamente l’ambitissima serata finale del celebre Premio Strega Saggistica 2026, l’interessantissimo raduno d’attualità noto come La Manifestival e, a febbraio, le profonde ed erudite celebrazioni ufficiali per la Giornata mondiale della lingua e della cultura elleniche. Il sipario si alza, la cultura romana riparte.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

L’ascolto dei corpi che abbatte le barriere del buio e invoca la fine di tutte le guerre: Murìcena Teatro lancia lo show “Dimenticata Pace”

La forza dei sensi scaccia il buio del pregiudizio e il tomorrow del teatro sociale celebra un trionfo pazzesco di inclusione e legalità dello Stato! Murìcena Teatro lancia a ottobre le fitte e attesissime repliche di “Dimenticata Pace”, lo spettacolare show scritto e diretto da Raffaele Parisi e interpretato interamente da una scuderia d’élite di attori non vedenti e ipovedenti, protetto dai finanziamenti del Ministero della Cultura (MIC). Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor del pubblico che fa collidere la satira antica di Aristofane alle percezioni tattiche e sonore della pista, accompagnato in trincea dal cane guida Nuvola. Con un comfort funzionale perfetto integrato nei laboratori gratuiti dello storico Istituto Paolo Colosimo di Napoli, la messinscena sbarca domenica 11 ottobre ad Aversa e il 15-16 ottobre al Teatro dei Piccoli per sconfiggere l’isolamento da smartphone. Scoprite la mail della segreteria per bloccare le poltrone nel nostro articolo! 👇

Pubblicato

a

CTF_040726_Scena_DimenticataPace_Ph_GuglielmoVerrienti_AgCubo_WEB_Z5A_9474

Napoli – Un calore viscerale, travolgente e intriso di profondo riscatto etico si propaga dai laboratori della prosa sociale per invadere l’intero territorio rionale, trasformando le sale dei palcoscenici campani in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità inclusiva. Il grande teatro d’avanguardia e l’interplay del movimento biologico, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e le risposte flessibili della coscienza, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dell’indifferenza. A partire da domenica 11 ottobre e fino alle scadenze di venerdì 16 ottobre 2026, le province di Caserta e Napoli ospiteranno il fischio d’inizio e il ruolino di marcia delle attesissime e fitte repliche di “Dimenticata Pace”, la sfolgorante produzione professionale firmata dalla scuderia di Murìcena Teatro.

La monumentale opera, interamente scritta e diretta sul leggio dal regista e drammaturgo Raffaele Parisi, blinda un programma pluriennale d’alto profilo civile interamente protetto e finanziato dal **Ministero della Cultura (MiC)**, inserito dallo scorso gennaio 2026 tra i dodici progetti d’élite dello Stato dedicati al sostegno e alla presenza stabile di organismi che impiegano professionalmente artisti con disabilità. La messinscena si articola come un viaggio specchio iper-emotivo interpretato in totale trasparenza da una corazzata di **attrici e attori professionisti non vedenti e ipovedenti**, nato all’interno del fortunato laboratorio di formazione continuativa intitolato “Fare Teatro… oltre lo sguardo”, gestito in fitta joint venture strategica con la Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla commedia di Aristofane al buio della scena rionale: l’interplay dei sensi

L’ordito di “Dimenticata Pace” si addentra senza maschere o ipocrisie interpretative nelle trame della commedia antica di Aristofane, dove il vignaiolo Trigeo saliva fino alle stelle per liberare la dea Eirene, prigioniera della Guerra. Nel testo di Parisi, quel mito si trasmuta millimetricamente in un cammino di prossimità e di scavo biologico in cui un mendicante cieco, scortato fedelmente dal suo **cane guida Nuvola**, attraversa la terraferma alla ricerca di una pace dimenticata. A tessere i fili della storia sul parquet della sala interviene l’onestà espressiva della cantastorie Opora, che fila e lavora a maglia come una Parca dello Stato, narrando le vicende nel dialetto verace napoletano per favorire un’accessibilità universale al racconto, scacciando il torpore e le nevrosi della modernità liquida.

I dati della lavorazione scenica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: all’interno dello show, della durata esatta di 70 minuti, la vista cessa di essere lo strumento principale per decifrare lo spazio. I Criteri dell’allestimento si convertono ingegneristicamente in un’immersione sensoriale priva di filtri protettivi in cui **suoni tridimensionali, respiri, voci recitanti, fragranze olfattive e contatto tattile** edificano un comfort funzionale perfetto e una barriera impenetrabile contro l’isolamento sociale dei dispositivi elettronici personali. «Siamo partiti dai corpi dei nostri attori, improvvisando su passi, memorie e respiri affinché la percezione si facesse materia drammaturgica contro l’asfissia delle guerre che feriscono il pianeta», confessa visibilmente commosso il regista Raffaele Parisi, pianificando il ruolino delle repliche autunnali del 2026.

Il centro d’arte gratuito all’Istituto Paolo Colosimo e il calendario di ottobre

Il progetto compie un monumentale salto strategico grazie alla delibera della **Regione Campania**, che ha ufficialmente affidato lo storico teatro dell’Istituto Paolo Colosimo di Napoli alla Scuola Elementare del Teatro. Questo allestimento trasforma il plesso in una casa stanziale permanente e in un centro d’eccellenza interamente dedicato alla formazione gratuita per persone con disabilità e in condizioni di fragilità sociale dei quartieri popolari, un mezzo flessibile nato per valorizzare il merito delle tute blu dello spettacolo ed evitare il doloroso esodo delle competenze dal Mezzogiorno. A supportare l’opera di squadra eccezionale intervengono le joint venture contrattuali strette con Manovalanza ETS, la Baracca dei Buffoni e il monitoraggio sul territorio curato dall’ufficio stampa di *Theatron 2.0*.

Il ruolino di marcia delle scadenze sul palco osserverà il seguente calendario stanziale a ridosso del territorio campano:

  • Domenica 11 ottobre 2026, ore 20:00: Il primo fischio d’inizio abiterà i rioni di Aversa (CE), all’interno della suggestiva ed accogliente cornice della Chiesa dello Spirito Santo, sita in Piazza Domenico Cirillo.
  • Giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2026, ore 20:00: Il secondo round si sposterà sui monitor e sulle scene della città di Napoli, sul palco protetto del Teatro dei Piccoli nella Mostra d’Oltremare, garantendo risposte flessibili alle famiglie e alle scolaresche della provincia.

Il cast d’élite schiera in trincea sul legno gli attori Michela Annunziata, Claudia Arena, Giuseppe Carozza, Mario Fusco, Rosaria Fusco, Luca Progressivo, Giovanni Scudiero e Anna Bocchino, avvalendosi della guida artistica di Adriana Follieri, delle musiche eseguite dal vivo da Tommy Grieco e delle audiodescrizioni per i non vedenti. I database delle prenotazioni sono aperti e le schede informative accessibili inviando una mail a *muricena.teatro@gmail.com*. Questo fine settimana spegnete per un’ora gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a teatro ad Aversa o a Napoli: gli attori della scuderia Murìcena e il cane Nuvola vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà ascoltare la voce degli ultimi per difendere la Pace, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Eventi

Switzerland Literary Prize: a Lugano trionfano Marcello Foa e Vincent Lee

La grande letteratura internazionale trionfa in Svizzera! Il Teatro Art Lux di Lugano ha fatto da magnifica cornice all’edizione 2026 dello “Switzerland Literary Prize”, organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus. Una giuria di esperti (che ha valutato oltre 1.700 opere) ha assegnato l’importantissimo Premio alla Carriera all’ex presidente della Rai Marcello Foa, lodandone l’indipendenza e la libertà giornalistica. Il premio assoluto per la narrativa, invece, è stato vinto dallo scrittore e attore yemenita Vincent Lee con il toccante capolavoro “Le cicatrici che il mondo non vede”. Tantissimi i riconoscimenti speciali assegnati ai giovani talenti👇

Pubblicato

a

Marcello Foa Lugano

Lugano – Il potentissimo, inarrestabile e universale fascino della letteratura internazionale ha invaso gioiosamente, magicamente e culturalmente gli eleganti spazi della Svizzera italiana. La prestigiosa e tanto attesa edizione 2026 del celebre Switzerland Literary Prize (l’importante, rigoroso e rinomato concorso letterario internazionale organizzato sapientemente e minuziosamente dalla prolifica Associazione Culturale Pegasus) si è infatti da pochissimo conclusa, lasciando dietro di sé una lunghissima, meritata e brillante scia di successi, applausi a scena aperta ed enormi soddisfazioni per gli innumerevoli autori partecipanti. L’esclusiva ed elegantissima serata di premiazione ufficiale, svoltasi rigorosamente nel tardo e piacevole pomeriggio di sabato 26 settembre 2026, è stata magistralmente, calorosamente e istituzionalmente ospitata all’interno dei prestigiosi, ampi e suggestivi spazi del Teatro Art Lux di Massagno, situato nel cuore pulsante del distretto di Lugano. Il teatro elvetico si è presentato per la grande e solenne occasione letteraria letteralmente e comprensibilmente gremito di un pubblico delle grandi occasioni, composto da attentissimi lettori, severi critici letterari, giornalisti di settore e addetti ai lavori. L’intera, complessa e lunga manifestazione culturale, nata storicamente con il nobile, arduo e lungimirante scopo di favorire e stimolare costantemente l’incontro e il dialogo pacifico tra culture, tradizioni e lingue profondamente diverse attraverso l’uso della penna, ha riunito pacificamente sotto lo stesso tetto decine di promettenti e celebri autori provenienti in volo da numerosissimi Paesi esteri. Questo eccezionale e variegato melting-pot intellettuale ha confermato definitivamente la solida vocazione internazionale e il fortissimo, inarrestabile e crescente prestigio di questo premio all’interno del competitivo panorama editoriale europeo. A presentare e condurre brillantemente e impeccabilmente la ricchissima serata di gala ci ha pensato, come da tradizione consolidata, il noto patron e motore instancabile del premio, Roberto Sarra.

Il Premio alla Carriera: il giornalismo libero di Marcello Foa

L’apice emozionale e istituzionale della lunghissima e ricca cerimonia elvetica è stato senza dubbio raggiunto al momento della consegna del riconoscimento più ambito alla stampa.
Tra le decine di ospiti illustri, istituzionali e attesissimi dell’appuntamento di Lugano, ha infatti spiccato prepotentemente e orgogliosamente la figura del celebre giornalista Marcello Foa. L’ex discusso ma amatissimo e rispettato presidente del consiglio di amministrazione della Rai (Radiotelevisione italiana), attualmente brillante fondatore e mente della piattaforma Liberti Media, nonché ex e storico amministratore delegato del prestigioso gruppo editoriale Corriere del Ticino, ha ritirato visibilmente commosso ed emozionato l’importante e pesantissimo Premio alla Carriera. In un’epoca storica e giornalistica purtroppo, fatalmente e inesorabilmente caratterizzata da un appiattimento culturale e da un conformismo informativo dilagante e asfissiante, la giuria ha voluto premiare Foa (che vanta fieramente la doppia cittadinanza italiana e svizzera) in quanto egli rappresenta tuttora una voce intellettuale raramente e meravigliosamente libera, indipendente e profondamente autorevole. Questo rigore etico e morale è stato ampiamente, storicamente e brillantemente dimostrato nei tantissimi, svariati e complessi ruoli professionali ricoperti con successo nel corso dei decenni: non solo giornalista di razza, ma anche apprezzatissimo e vendutissimo scrittore (è autore acclamato di ben quattro complessi saggi sociologici e due avvincenti romanzi di grandissimo successo editoriale nazionale), stimato docente universitario accademico, nonché figura istituzionale avendo rivestito delicatissimi ruoli dirigenziali di primissimo e altissimo livello (a partire proprio dal difficile vertice politico della Rai, passando per le prestigiose vesti di consigliere di amministrazione della Treccani e, attualmente, del tempio della lirica del Teatro alla Scala). A corollario di un curriculum mostruoso, dal 2025 Foa dirige abilmente anche la collana saggistica “Scintille” per la casa editrice Guerrini e Associati.

Il vincitore assoluto Vincent Lee e i podi della letteratura

Se il giornalismo ha avuto la sua meritata e sacrosanta apoteosi con Marcello Foa, la parte puramente ed esclusivamente letteraria e narrativa del concorso ha incoronato un nuovo re.
A conquistare faticosamente e meritatamente il delicatissimo e conteso primo premio assoluto per la narrativa è stato infatti il talentuoso Vincent Lee. Lo scrittore e formidabile attore di origini yemenite (noto anche al grandissimo pubblico internazionale per la sua brillante partecipazione a mastodontiche produzioni cinematografiche mondiali di successo), ha sbaragliato la folta e agguerrita concorrenza con il suo commovente, duro e profondo libro intitolato “Scars the World Can’t See” (Le cicatrici che il mondo non vede). L’opera, magistralmente edita e pubblicata in Europa da Europe Books e già sapientemente tradotta in svariate lingue straniere, ha colpito e affondato il cuore dei giurati per la sua ruvida sensibilità. A completare il podio assoluto, festeggiando con enorme soddisfazione, troviamo la bravissima Elisabetta Liguori (classificatasi al secondo posto con l’ottimo volume intitolato “Il figlio ostinato”), seguita al terzo e onorevolissimo posto da Paola Scarsella con l’opera “Il libero fluire della poesia”.

I riconoscimenti speciali: dai giovani talenti alla critica

L’incredibile mole di lavoro riversatasi sulle stanche ma appassionate spalle della commissione tecnica giudicatrice è stata davvero ciclopica, titanica e senza alcun precedente storico per l’evento elvetico.
La giuria ufficiale (presieduta severamente, sapientemente e magistralmente dalla nota giornalista e scrittrice Daniela Quieti) è stata infatti chiamata a leggere, sviscerare, valutare e giudicare con enorme imparzialità e pazienza l’incredibile cifra di oltre 1.700 opere fisiche provenienti da svariati Paesi europei ed extraeuropei. A fronte di questo mare magnum letterario, sono stati ovviamente e doverosamente consegnati numerosi e ambiti riconoscimenti anche nelle preziose categorie settoriali. Nella categoria “Poesia inedita” il primo premio è andato meritatamente a Giuseppe Modica per i suoi versi in “Aromi”, mentre nella difficile “Narrativa inedita” si è imposta la talentuosa Klaudia Muntean con “Ezun”. La vittoria per la “Silloge poetica inedita” è spettata invece alla poetessa Alma Saporito con “C’è sempre un rumore di fondo”, mentre Simone Bambi ha trionfato solennemente per i romanzi con “Antistoria di Napoleone”. A Fabiola Angelina Caminos è andato il premio tecnologico per videopoesia e booktrailer, mentre la giovane e bravissima Emma Renzi (autrice de “Il ricordo”) ha potuto orgogliosamente sollevare al cielo l’ambito Premio Speciale Giovani Talenti. Infine, la fittissima pioggia di Premi della Critica e della Giuria ha celebrato i pregevoli lavori di autori e autrici come Marinella Vitale, il tenore Cristiano Cremonini, Massimo Santilli e Adelia Lucattini. Da segnalare con orgoglio anche il conferimento del Premio Speciale Arti Letterarie, andato alla scrittrice Annella Prisco (già componente di spicco della severa giuria del Premio Strega). Lugano si conferma così vera capitale europea e culla internazionale del libero sapere.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza