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Crisi al Comune di Matera, l’appello dell’UGL: “Sindaco, non mollare, la città deve andare avanti”

La politica locale litiga e si accapiglia sulle poltrone, ma la vera economia della città rischia di fermarsi inesorabilmente! Di fronte all’attuale crisi che agita e scuote il Comune lucano, si leva forte, chiara e inequivocabile la voce dell’UGL. Pino Giordano, segretario provinciale del sindacato, lancia un messaggio diretto e chiarissimo al primo cittadino materano: “Sindaco, te lo chiediamo, non mollare adesso! Matera ha assoluto bisogno di andare avanti senza indugi”. Il monito sindacale è severissimo: nessuna rassegnazione o immobilismo. La priorità totale e assoluta del momento deve essere l’occupazione, il completamento urgente delle infrastrutture cantierabili e la necessaria, complessa e urgente trasformazione della grande attrattività turistica della città in vera e tangibile stabilità e ricchezza per le famiglie materane!👇

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Antonio NICOLETTI, Sindaco di Matera

Matera – Il delicatissimo, turbolento e complesso dibattito politico e amministrativo che sta attualmente, pesantemente e profondamente interessando, agitando e scuotendo i palazzi istituzionali del Comune della celebre Città dei Sassi rischia seriamente, se non governato con immensa e lucida responsabilità, di paralizzare pericolosamente e fatalmente la complessa macchina amministrativa e l’intera e vitale economia del territorio lucano. In un momento storico così fragile, incerto e denso di sfide epocali per l’immediato futuro cittadino, a rompere con forza, decisione e chiarezza d’intenti il clima di tensione politica è l’intervento autorevole, fermo e preoccupato di Pino Giordano, attuale e combattivo Segretario Provinciale del sindacato UGL Matera. L’esponente sindacale non usa inutili giri di parole o vuote metafore politiche, ma si rivolge pubblicamente e direttamente al Primo Cittadino materano lanciandogli un accorato, chiaro e inequivocabile salvagente di responsabilità istituzionale. L’appello lanciato dall’UGL è categorico: fermare o far cadere in questo preciso, delicatissimo e cruciale istante storico l’amministrazione cittadina significherebbe condannare l’intero capoluogo lucano all’immobilismo più totale, allontanando tragicamente gli investitori, bloccando irreparabilmente i fondamentali cantieri in corso e tradendo di fatto le enormi, pressanti e sacrosante aspettative dei tantissimi lavoratori, dei disoccupati e delle storiche imprese locali che chiedono soltanto certezze, continuità e sostegno concreto.

Il messaggio di Giordano: la priorità assoluta è il lavoro

La disamina tracciata apertamente e lucidamente dal Segretario dell’UGL parte da una premessa doverosa, prettamente istituzionale, pacifica e profondamente democratica, per poi arrivare dritto, chirurgicamente e inesorabilmente al cuore sanguinante e pulsante del problema cittadino.
“Nutriamo ovviamente il massimo, totale e assoluto rispetto per tutte le diverse opinioni e le fisiologiche posizioni politiche in campo in queste ore convulse”, afferma con fermezza e senza sconti Pino Giordano. “Tuttavia, riteniamo convintamente che Matera abbia oggi un disperato, urgente e impellente bisogno soprattutto e prima di ogni altra cosa di una singola e semplice virtù: poter andare avanti a passo spedito. Non possiamo assolutamente, irresponsabilmente e in alcun modo consegnare all’Italia intera e agli stessi delusi cittadini materani l’immagine triste e deprimente di una città rassegnata, bloccata, immobile o, peggio ancora, malinconicamente ripiegata in maniera apatica sulle proprie e insormontabili difficoltà interne. Matera non è affatto questo: la nostra città possiede straordinarie e inesauribili energie umane, immense e preziose competenze tecniche e intellettuali, imprese solide e capaci, lavoratori instancabili e, soprattutto, delle potenzialità turistiche e strutturali a dir poco inestimabili, che devono necessariamente e obbligatoriamente essere valorizzate e trasformate concretamente e quotidianamente in nuovissime e tangibili opportunità di rinascita”. Secondo la chiara e solida visione sindacale proposta, l’attuale momento storico richiede alla classe politica un’altissima e inusitata dose di spietata concretezza, smisurata e totale responsabilità civile e una forte e incrollabile capacità di governo.

Il confronto politico e le vere esigenze delle famiglie lucane

Nel prosieguo accorato e appassionato della sua lucida e capillare analisi, Giordano punta fermamente e decisamente il dito contro il fortissimo e pericolosissimo rischio che la normale dialettica politica (giusta e fisiologica) degeneri però rapidamente, inutilmente e colpevolmente in un cieco, sterile e logorante scontro di potere autoreferenziale e distaccato dai reali e concreti bisogni popolari.
“Il confronto, anche aspro e duro tra le varie forze politiche, è senza ombra di dubbio una parte fondante e integrante della nostra preziosa democrazia”, prosegue incalzante il Segretario provinciale dell’UGL, sottolineando però un limite netto e invalicabile. “Esso non deve tuttavia mai, per nessuna ragione al mondo, farci tragicamente perdere di vista o obnubilare la mente rispetto a quelle che sono le assolute e primarie e vitali priorità delle persone comuni. Esistono e ci sono migliaia di padri e madri di famiglia e onesti lavoratori che chiedono disperatamente e quotidianamente certezze lavorative e risposte salariali immediate. Esistono storiche imprese e coraggiosi imprenditori che chiedono unicamente condizioni favorevoli, infrastrutture funzionanti e una burocrazia snella per poter finalmente tornare a investire pesantemente capitali nel territorio. Ci sono intere, sofferenti e stanche famiglie che domandano a gran voce servizi comunali e territoriali efficienti e puntuali. E poi ci sono i nostri giovani, il nostro futuro, che chiedono opportunità reali per poter orgogliosamente costruire il proprio futuro qui a Matera, senza essere forzatamente costretti alla fuga emigratoria o all’abbandono della propria bellissima e amata terra natia. È esattamente su queste concrete e impellenti esigenze quotidiane, e non certamente sulle poltrone e sugli inciuci, che deve essere rigorosamente pesata e spietatamente misurata l’azione e l’efficacia delle nostre istituzioni”.

Sviluppo e appello diretto: “Sindaco, non mollare adesso”

A conclusione del comunicato, il richiamo fortissimo dell’UGL si sposta drasticamente e tecnicamente sulle sempre urgenti, aperte e cruciali questioni squisitamente economiche, prettamente produttive e inerenti le prospettive occupazionali per l’intero e vasto territorio della provincia.
“Il nostro sacrosanto e primo dovere civico e istituzionale in questo momento è difendere strenuamente e con i denti ogni singolo e prezioso posto di lavoro oggi esistente sul territorio. Ma, nello stesso ed identico tempo e con la medesima, inesauribile energia, dobbiamo assolutamente accelerare brutalmente tutti i grandi e fondamentali interventi infrastrutturali e logistici in cantiere. Matera non può, non deve e non potrà mai sperare di sopravvivere dignitosamente vivendo di sola e misera rendita legata puramente e unicamente al proprio e straordinario patrimonio storico e culturale ereditato dai nostri avi: l’enorme attrattività turistica che esercita nel mondo intero deve tassativamente e magicamente trasformarsi in vera, tangibile e strutturale occupazione stabile, sviluppo industriale e benessere diffuso e percepibile per l’intera e orgogliosa comunità”. Da qui nasce, in maniera logica, spontanea e inevitabile, il famosissimo e accorato messaggio diretto, umano e accalorato rivolto in maniera frontale al primo cittadino: “Sindaco, te lo chiediamo a gran voce, per favore, non mollare adesso. Le oggettive difficoltà politiche interne o di maggioranza e le complesse noie amministrative quotidiane vanno certamente e doverosamente affrontate e superate con enorme e inattaccabile senso di responsabilità, ampio e sincero confronto e grande dialogo istituzionale con l’opposizione, ma senza perdere assolutamente mai di vista il bene superiore e assoluto della città”. L’UGL offre infine la propria totale, sincera e incondizionata disponibilità e apertura per l’immediata costituzione di un tavolo stabile, solido e concreto di crisi e di concertazione tra la Giunta comunale, le organizzazioni dei lavoratori, le eccellenze imprenditoriali e tutte le varie rappresentanze sociali.

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Crisi call center e intelligenza artificiale: UGL TLC Basilicata proclama lo sciopero per l’11 novembre contro esuberi e delocalizzazioni

L’UGL TLC Basilicata aderisce allo sciopero generale del settore call center e customer care (CRM/BPO) proclamato per l’11 novembre 2026. L’allarme di Pino Giordano e Mina Saracino contro automazione da AI e delocalizzazioni all’estero: «Il Governo dia garanzie al tavolo del 12 novembre» 👇

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Cosimina SARACINO, Segretaria Provinciale UGL TLC Matera

Potenza – Una mobilitazione generale per difendere il valore del lavoro, fermare l’emorragia occupazionale e impedire che l’avanzata incontrollata dell’Intelligenza Artificiale si traduca in una macelleria sociale per migliaia di famiglie. L’UGL Telecomunicazioni della Basilicata ha formalizzato la propria convinta adesione allo sciopero nazionale proclamato per l’intera giornata di mercoledì 11 novembre 2026 in tutto il comparto del CRM/BPO (Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing). La decisione giunge a seguito del fallimento della procedura di raffreddamento e conciliazione svoltasi lo scorso 7 ottobre presso il Ministero del Lavoro, certificando una distanza incolmabile tra le istanze sindacali e le politiche aziendali di un settore strategico ormai al collasso.

L’allarme di Giordano e Saracino: automazione selvaggia e delocalizzazioni minacciano la Basilicata

A delineare con fermezza le motivazioni della protesta sono il segretario regionale UGL Basilicata TLC, Pino Giordano, e la segretaria provinciale della Federazione di Matera, Mina Saracino. I due dirigenti sindacali accendono i riflettori su una realtà territoriale, quella lucana, che negli anni ha trovato nei servizi di assistenza clienti ed esternalizzazione dei processi un bacino occupazionale fondamentale, soprattutto per giovani e donne, oggi esposto a rischi gravissimi di ridimensionamento.

«L’adesione della struttura regionale lucana – spiegano congiuntamente Pino Giordano e Mina Saracino – si inserisce a pieno titolo nel quadro della vertenza nazionale e nasce dalla crescente e legittima preoccupazione per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center. Parliamo di operatrici e operatori sempre più esposti agli effetti devastanti delle trasformazioni tecnologiche selvagge, alle miopi politiche di mero abbattimento dei costi e alla piaga delle delocalizzazioni all’estero. L’introduzione sempre più estesa e non adeguatamente regolamentata di processi di automazione basati sull’Intelligenza Artificiale, insieme allo spostamento continuo di volumi di attività oltreconfine, sta alimentando un clima di insostenibile incertezza».

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«L’innovazione non può cancellare il lavoro»: la necessità di una transizione digitale etica

Il sindacato denuncia come diverse importanti aziende del settore abbiano già preannunciato o avviato procedure formali di riduzione del personale ed esuberi. Un campanello d’allarme rosso fuoco che impone alle istituzioni lucane e nazionali un immediato cambio di paradigma: la transizione tecnologica non può essere lasciata all’arbitrio del profitto finanziario né ridursi a un mero pretesto per sostituire l’apporto umano con chatbot e algoritmi generativi.

«Anche in Basilicata – incalzano Giordano e Saracino – dobbiamo mantenere altissima la guardia. La tutela dell’occupazione e la salvaguardia delle competenze professionali rappresentano un valore insostituibile per l’intero ecosistema delle telecomunicazioni. Il progresso tecnico deve essere governato da regole chiare, responsabilità sociale d’impresa e politiche industriali lungimiranti capaci di armonizzare innovazione e dignità del lavoro. Non è eticamente né economicamente tollerabile un modello di sviluppo fondato unicamente sulla compressione del costo del lavoro e sulla progressiva espulsione di lavoratori specializzati».

Il tavolo ministeriale del 12 novembre: «Basta dichiarazioni d’intenti, servono impegni vincolanti»

Lo sciopero generale dell’11 novembre si collocherà alla vigilia di una data cruciale: giovedì 12 novembre è infatti calendarizzata la convocazione del Tavolo Nazionale delle Telecomunicazioni alla presenza dei ministri competenti. Per l’UGL TLC si tratterà dell’ultimo banco di prova per verificare se il Governo intenda mettere in campo misure strutturali o limitarsi a promesse interlocutorie.

«La convocazione del tavolo ministeriale è senza dubbio un passaggio rilevante – concludono i segretari Pino Giordano e Mina Saracino – ma adesso è improrogabile passare dalle analisi accademiche agli impegni concreti e vincolanti. Il settore attende una vera e propria clausola sociale per l’AI, incentivi legati al mantenimento dei perimetri occupazionali sul territorio nazionale e un freno severo alle delocalizzazioni mascherate. L’UGL TLC Basilicata farà sentire con forza la propria voce durante lo sciopero dell’11 novembre e porterà le istanze della terra lucana al confronto istituzionale. Perché l’innovazione deve generare benessere e nuove opportunità, non cancellare la dignità di chi lavora».

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Vertenza CallMat Matera, asse unitario dei sindacati per salvare l’occupazione: assemblee con i lavoratori e pressing su azienda e istituzioni

Vertenza CallMat Matera, fronte comune di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL e UGL Telecomunicazioni: assemblee unitarie per difendere l’occupazione e le commesse nel polo dei servizi lucano. Il pressing su azienda e istituzioni per una soluzione industriale definitiva nel nostro articolo completo 👇

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Vertenza Callmat

Matera – La difesa intransigente dei livelli occupazionali, la tutela della dignità professionale di centinaia di famiglie e la ricerca di una soluzione industriale definitiva che scongiuri l’ennesimo impoverimento produttivo del Mezzogiorno. Si intensifica e si compatta l’azione delle organizzazioni sindacali attorno alla delicata vertenza che interessa il sito operativo di CallMat a Matera, uno dei principali presidi occupazionali nel settore delle telecomunicazioni e dei servizi di contact center della Basilicata. Le Segreterie Regionali di categoria di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL Telecomunicazioni, insieme al coordinamento delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) aziendali, hanno promosso una serie di partecipate assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per fare il punto sullo stato delle trattative e concordare le prossime tappe della mobilitazione.

Gli incontri con il personale hanno visto la partecipazione corale dei massimi vertici territoriali delle sigle sindacali: al tavolo dei relatori sono intervenuti i segretari regionali Anna Russelli (SLC-CGIL), Vincenzo Piccinni (FISTEL-CISL), Pino Giordano (UILFPC-UIL), Giovanni Letterelli (UGL Telecomunicazioni) e la segretaria provinciale di Matera dell’UGL TLC, Mina Saracino. Nel corso del confronto è stato condiviso il resoconto dettagliato delle interlocuzioni avviate finora con il management aziendale e con le istituzioni pubbliche, sottolineando l’importanza di mantenere una trasparenza informativa totale verso una forza lavoro che da mesi convive con l’angoscia della precarietà contrattuale.

Unità sindacale e interlocuzione a 360 gradi: «Serve un’intesa concreta e duratura»

La vertenza CallMat si inserisce all’interno di un contesto settoriale complesso e altamente competitivo, dove le trasformazioni tecnologiche, l’automazione dei processi tramite intelligenza artificiale e la continua ridefinizione dei volumi di traffico da parte dei grandi committenti telefonici nazionali mettono costantemente a repentaglio la stabilità dei contact center nel Mezzogiorno. Di fronte a questo scenario, la linea espressa congiuntamente dalle quattro sigle sindacali fa leva sul valore insostituibile dell’unità e del senso di responsabilità: «Soltanto attraverso il coinvolgimento attivo, sincero e coordinato di tutte le parti interessate — azienda, organizzazioni sindacali, istituzioni locali e Governo nazionale — sarà possibile individuare una soluzione concreta e duratura nel tempo».

«Il nostro impegno quotidiano prosegue con la ferma determinazione di favorire un dialogo a 360 gradi», hanno ribadito i segretari durante le assemblee. «Non cerchiamo lo scontro fine a se stesso, ma un confronto strutturato capace di mettere a nudo le criticità, avvicinare le posizioni e creare le precondizioni indispensabili per superare una fase di stallo che si protrae ormai da troppo tempo. La priorità assoluta e non negoziabile resta la salvaguardia integrale dell’organico aziendale e la garanzia di un piano di sviluppo solido che restituisca serenità e certezze alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono la continuità e la qualità dei servizi erogati dal sito lucano».

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Vigilanza massima sul tavolo istituzionale: «Non accetteremo soluzioni tampone»

Se da un lato le parti sociali confermano la propria piena disponibilità a sedersi a qualsiasi tavolo negoziale utile a raggiungere un’intesa condivisa, dall’altro l’attenzione sui prossimi passaggi operativi resta altissima. I sindacati hanno chiarito senza ambiguità che il tempo delle rassicurazioni verbali è scaduto: l’evoluzione della vertenza verrà monitorata passo dopo passo, pretendendo che agli annunci seguano impegni contrattuali stringenti, investimenti sulla formazione continua e la salvaguardia delle commesse strategiche che alimentano le postazioni materane.

«L’auspicio è che il lavoro meticoloso svolto unitariamente fino a oggi e il confronto aperto con l’azienda e con gli assessorati competenti della Regione Basilicata possano favorire un esito positivo in tempi rapidi», conclude la nota congiunta di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL e UGL TLC. «Matera non può permettersi di disperdere un patrimonio professionale e occupazionale così rilevante, composto in larghissima parte da giovani e donne che rappresentano l’ossatura economica della comunità locale. Continueremo a batterci con ogni strumento a nostra disposizione affinché la responsabilità sociale d’impresa prevalga sulle logiche di mero contenimento dei costi, restituendo dignità, stabilità e futuro a chi lavora in CallMat».

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Stellantis Melfi, produzione di nuovo ferma per carenza di componenti: l’allarme dell’UGL con Florence Costanzo sul futuro dell’indotto e dell’occupazione

Stellantis Melfi, nuovo stop alla produzione il 15 ottobre per carenza di componenti: l’allarme di Florence Costanzo (UGL Metalmeccanici) sulle ricadute per i lavoratori e l’indotto lucano. La richiesta urgente di un piano industriale credibile e investimenti garantiti nel nostro articolo completo 👇

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Stellantis, Melfi

Melfi – Una nuova, pesante battuta d’arresto colpisce il cuore dell’industria manifatturiera del Mezzogiorno, gettando ulteriori ombre sulla tenuta produttiva e occupazionale del comparto automotive italiano. Lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi, in provincia di Potenza, è costretto a sospendere nuovamente le linee di montaggio nella giornata di giovedì 15 ottobre 2026 a causa dell’ennesima e critica carenza di componenti e forniture essenziali. A dare notizia dello stop forzato è Florence Costanzo, segretaria regionale dell’UGL Metalmeccanici Basilicata, che esprime la crescente preoccupazione dell’organizzazione sindacale di fronte a una sequenza di fermate che rischia di logorare irreversibilmente il tessuto socioeconomico lucano.

«Questo nuovo blocco produttivo rappresenta un ulteriore, drammatico segnale di difficoltà strutturale che non può e non deve essere derubricato a fatto isolato o passeggero», avverte con fermezza Florence Costanzo. L’interruzione delle attività avviene in una fase di estrema vulnerabilità per il settore dell’auto a livello continentale, dove il rallentamento della domanda globale, le frizioni nelle catene logistiche internazionali e le incertezze legate alla transizione ecologica stanno scaricando il proprio peso sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, costretti a convivere con ammortizzatori sociali a singhiozzo e un’intollerabile precarietà di prospettiva.

L’incertezza sul futuro e la richiesta di un tavolo urgente con azienda e Governo

L’UGL Metalmeccanici Basilicata richiama l’attenzione sulla necessità inderogabile di fare piena luce sulle strategie industriali che il gruppo italo-francese intende adottare per il sito di Melfi nei prossimi mesi e anni. Da qui l’appello pressante a un confronto trasparente e costruttivo tra i vertici aziendali di Stellantis, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le istituzioni locali e nazionali, a partire dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Basilicata. Le criticità dell’impianto lucano devono essere affrontate all’interno di un quadro organico capace di governare la trasformazione tecnologica in atto senza tradursi in una progressiva dismissione produttiva.

«È assolutamente fondamentale che lo stabilimento di Melfi continui a svolgere un ruolo strategico e trainante nell’architettura complessiva dell’industria automobilistica italiana ed europea», sottolinea la segretaria regionale Costanzo. «Perché questo avvenga, non bastano annunci generici o impegni sulla carta: occorre un piano industriale solido, credibile, dotato di volumi produttivi adeguati e di investimenti certi e tempestivi sull’allocazione dei nuovi modelli previsti sulla piattaforma STLA Medium. Soltanto la chiarezza dei programmi operativi può restituire serenità e fiducia a una comunità laboriosa che ha sempre garantito livelli di eccellenza qualitativa riconosciuti in tutto il mondo».

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L’effetto a catena sull’indotto lucano: a rischio migliaia di posti di lavoro

A destare l’allarme più acuto tra i sindacati è la tenuta dell’indotto industriale che gravita attorno al polo di San Nicola di Melfi. Il distretto lucano della componentistica, della logistica e dei servizi integrati conta decine di aziende e migliaia di addetti altamente specializzati, la cui sopravvivenza economica è legata a doppio filo alla continuità dei ritmi di fabbrica della capogruppo. Ogni giorno di fermata non programmata nello stabilimento principale genera una reazione a catena che si traduce immediatamente in ore di cassa integrazione per le imprese fornitrici, mettendo a repentaglio la tenuta finanziaria delle piccole e medie imprese del territorio.

Secondo la posizione espressa dall’UGL, è indispensabile salvaguardare con ogni strumento disponibile il patrimonio di competenze professionali, know-how manifatturiero e capitale umano costruito con decenni di lavoro e sacrifici in Basilicata. Sebbene siano apprezzabili gli sforzi normativi e le misure di sostegno pubblico messe in campo dalle istituzioni a tutela della filiera automobilistica, l’onere principale della ripartenza ricade sulle scelte del management aziendale: «Per rilanciare Melfi servono fatti tangibili, commesse certe, volumi produttivi all’altezza della capacità degli impianti e garanzie occupazionali concrete. Solo con un patto industriale chiaro si potranno restituire certezze a migliaia di famiglie lucane che meritano rispetto e futuro», conclude Florence Costanzo.

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