VIPERE MUTANTI NELL’APPENNINO PIEMONTESE: IL LORO MORSO BLOCCA I MUSCOLI E CALANO LE PALPEBRE
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Redazione- All’interno del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, tra le colline e i boschi dell’Appennino piemontese, si nasconde una popolazione di serpenti che sta attirando l’attenzione del mondo scientifico: la Vipera aspis. Questo rettile, già noto come l’unico serpente velenoso presente in Italia, sembra nascondere un segreto inquietante. Il suo veleno, infatti, non provoca soltanto i classici sintomi da morso di vipera, ma in alcuni casi ha mostrato effetti neurotossici inaspettati e potenzialmente pericolosi.
La specie normalmente è considerata pacifica e poco aggressiva: raggiunge circa 80 centimetri di lunghezza e i piccoli alla nascita non superano i 20 centimetri. Generalmente, un suo morso causa fastidi come nausea, vomito, febbre o dolori muscolari, ma non rappresenta una minaccia letale nella maggior parte dei casi. Come riporta il quotidiano online “ lastampa.it “, tuttavia, proprio a Marcarolo, alcuni episodi hanno fatto emergere una realtà molto diversa: vittime del morso hanno riportato sintomi “amplificati” che vanno ben oltre quanto atteso.
Fra le manifestazioni più sorprendenti ci sono il cedimento della palpebra superiore – un fenomeno conosciuto come ptosi palpebrale – e crampi addominali legati al malfunzionamento del diaframma, muscolo essenziale per la respirazione. In parole semplici: la persona morsa rischia di avere difficoltà a respirare per quasi una paralisi muscolare indotta dal veleno.
La prima volta che questo comportamento anomalo venne osservato risale al 2011, quando durante un corso universitario organizzato nel parco, il ricercatore Marco Favelli subì un morso e sviluppò proprio quei sintomi particolari. Il caso accese i riflettori della comunità scientifica, che iniziò a sospettare che nella zona si fosse sviluppata una popolazione di vipere con caratteristiche biologiche uniche.
Situazioni simili sono state documentate anche in Francia, già dal 1992, dove pazienti colpiti da questi rettili manifestarono difficoltà respiratorie, paralisi dei muscoli del volto e sonnolenza. Gli esperti non escludono che la particolarità del veleno possa essere legata a possibili incroci con altre specie, come la famigerata Vipera dal corno, ma la certezza scientifica al momento manca.
Dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese arriva un avvertimento chiaro: «Chiunque venga morso da una vipera dev’essere soccorso immediatamente e portato in ospedale senza perdere tempo. È indispensabile avvisare i medici che potrebbero manifestarsi sintomi di tipo neurotossico, così da somministrare al paziente i trattamenti adeguati come antidoto, protezione antitetanica e antibiotici».
Una vipera insomma meno prevedibile e apparentemente più pericolosa del previsto, che trasforma l’incantevole paesaggio del Parco Capanne di Marcarolo in un palcoscenico naturale dove la scienza corre per capire se siamo di fronte a una mutazione, a un incrocio tra specie o a un enigma che il veleno di questi rettili tiene ancora nascosto.
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