CICLONE HARRY - DEVASTATO IL SUD ITALIA , SITUAZIONE DRAMMATICA
- Scritto da Ivan Cicchetti
- Pubblicato in CRONACA
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Redazione- La furia del ciclone Harry ha seminato devastazione e ora, nel pieno dell’emergenza, inizia la conta dei danni. E la riflessione su quanto accaduto in Calabria, Sardegna e Sicilia. Questa volta insieme a nubifragi, temporali e venti di tempesta, sono arrivate anche le mareggiate, con onde oltre i 10 metri. A Catania, ha ceduto una porzione del costone roccioso che sostiene carreggiata e pista ciclabile del lungomare, mentre è interrotta a causa dei crolli la ferrovia Catania-Messina. Nelle isole Eolie l’acqua ha invaso porti, strade e abitazioni. Nel Cagliaritano il mare è penetrato per circa 100 metri tra le case e non è andata meglio a Catanzaro, dove ha trasportato acqua e sabbia, inondando esercizi commerciali e l’ufficio postale nell’area del porto. Ciò che ha più sconvolto le comunità è stata proprio l’azione del mare e le onde gigantesche “mai viste prima”. Ma come si sono formate? Sono legate ai cambiamenti climatici e, soprattutto, siamo preparati? Ilfattoquotidiano.it lo ha chiesto ad Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr.Era preannunciato da tempo e così è stato: il passaggio del ciclone Harry ha colpito con particolare violenza il Sud Italia facendo registrare enormi danni e ridisegnando coste, centri abitati e infrastrutture. Il ciclone, attivo da giorni sul Mediterraneo, ha colpito con forza crescente Sicilia, Calabria e Sardegna, portando con sé vento violento, piogge persistenti e mareggiate eccezionali. Il bilancio è in continuo aggiornamento e racconta di litorali erosi, strade interrotte, servizi essenziali fuori uso ed evacuazioni preventive.In Sicilia a Santa Teresa di Riva, nel Messinese, il mare ha cancellato ampie porzioni di lungomare, lasciando il paese senza acqua ed energia elettrica. Il serbatoio idrico centrale si è svuotato a causa di tubazioni divelte, mentre il sistema di videosorveglianza comunale è fuori uso. Chiusa anche la passerella sul torrente Agrò, simbolo di una viabilità ormai compromessa.Situazione critica anche a Letojanni, dove un’onda anomala ha invaso le strade, e nel Messinese ionico, con divieti di accesso ai lungomari e scuole chiuse in diversi comuni. A Messina si è sfiorata la tragedia quando un automobilista è finito in una voragine apertasi sul lungomare.Anche il Catanese paga un conto pesantissimo. Il lungomare di Catania, da piazza Nettuno fino ai borghi marinari, appare sventrato dalle mareggiate, con arredi urbani distrutti, strade allagate e detriti ovunque. A San Giovanni Li Cuti alcune abitazioni hanno subito crolli parziali, mentre alla Plaia la sabbia ha invaso la carreggiata.Danni ingenti anche a Mascali e Fondachello, dove il mare ha superato le barriere foranee entrando in stabilimenti balneari e case fronte mare. Problemi alla rete del gas e allagamenti si registrano anche a Riposto, Acireale, Stazzo e Santa Tecla. La Protezione Civile mantiene l’allerta rossa sulla fascia ionica tra Messina e Catania, mentre la circolazione ferroviaria riparte solo parzialmente, con alcune tratte ancora chiuse.Per quanto riguarda la Calabria, la parte ionica è tra le aree più colpite. Nel Catanzarese sono state evacuate circa 100 famiglie a Roccelletta di Borgia, a cui si aggiungono gli sfollati di San Sostene, Simeri Crichi e del quartiere Piterà di Catanzaro. A Catanzaro Lido il mare ha cancellato tratti di lungomare, rendendo impraticabili strade e parcheggi.Nel Crotonese la situazione resta drammatica: a San Mauro Marchesato è crollata una parte del cimitero comunale, trascinando bare in un burrone. A Crotone è scattata l’evacuazione delle località costiere di Margherita e Gabella, con l’obbligo di lasciare piani terra e seminterrati. Bloccate le attività portuali a Cirò Marina e Le Castella.Nel Reggino ionico il vento e le onde hanno colpito duramente Melito Porto Salvo, dove sono crollati 100 metri di lungomare, ma danni rilevanti si segnalano anche a Ferruzzano, Bova Marina, Caulonia e Siderno, con il vecchio pontile gravemente lesionato.
Sul Tirreno cosentino, a Cetraro, il vento ha abbattuto numerosi alberi, causando disagi alla viabilità e interventi continui dei vigili del fuoco.
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