CACCIA 2025–2026: 11 MORTI, 31 FERITI, MILIONI DI ANIMALI UCCISI. UNA STRAGE INACCETTABILE, FORTI LE PAROLE DELL'ON. MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
- Scritto da Ivan Cicchetti
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Redazione- Si è chiusa la stagione di caccia 2025–2026 e il bilancio è, ancora una volta, drammatico. Secondo l’Associazione Vittime della Caccia: 11 morti e 31 feriti in ambito venatorio. A questi si aggiungono persone che non c’entravano nulla con la caccia: un morto e 9 feriti colpiti accidentalmente. Nel frattempo, milioni di animali sono stati uccisi, con un danno enorme alla fauna e agli equilibri naturali, che dal 2022 la Costituzione tutela nell’interesse delle future generazioni.
La caccia continua a produrre vittime umane e animali, anche per errore, imprudenza o durante pratiche ad altissimo rischio come la caccia al cinghiale.
A tutto questo si somma il bracconaggio incoraggiato dagli attacchi limiti fissati dalla legge sulla caccia del 1992 e dal declassamento di una specie iconica come il lupo da “particolarmente protetta” a “protetta”.
Questo quadro non è degno di un paese civile. Servirebbe abolire la caccia. Servirebbero maggiori controlli sulle tante forme di illegalità nel mondo venatorio, che le forze dell’ordine contrastano con meritorio impegno: non li ringrazieremo mai abbastanza.
La lobby dei cacciatori è sempre più ristretta, la stragrande maggioranza degli italiani osteggia la caccia. Nei palazzi della politica è tempo di prendere nota.
On. Michela Vittoria Brambilla
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