“16 APRILE 1944 - 16 APRILE 2026 “, CARSOLI RICORDA ED ONORA IN MODO SOLENNE LE VITTIME CIVILI DI GUERRA ED I SUOI CADUTI NELLE DUE GUERRE MONDIALI
- Scritto da Avv. Giovanni Alberto Marcangeli
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Redazione- Ci sono date che restano incise non solo sui libri di storia, ma nel DNA profondo di una comunità. Per Carsoli, il 16 aprile è una di queste: un giorno di raccoglimento che intreccia il dolore del passato con l’impegno civile del presente. Quest’anno, la celebrazione dell’82° anniversario di quel tragico "ottavo di Pasqua" del 1944 ha assunto una solennità senza precedenti, trasformandosi in un corale abbraccio collettivo volto a onorare le vittime civili e i caduti di tutte le guerre.
Alla presenza delle massime autorità civili e militari — dal Prefetto ai vertici delle Forze dell’Ordine, passando per la gioiosa e composta partecipazione degli studenti — la città ha riaffermato un concetto fondamentale: la memoria non è un esercizio statico, ma un ponte necessario per costruire un futuro di pace. Tra le note della Banda dei Carabinieri e il commosso ricordo dei concittadini che persero la vita sotto lo "spezzonamento" alleato, la comunità si è ritrovata unita nel segno del ricordo.
Per comprendere appieno la portata del dramma che colpì Carsoli e l’eroismo quotidiano di chi prestò soccorso tra le macerie, pubblichiamo di seguito la preziosa e accurata testimonianza dell’ Avv. Giovanni Alberto Marcangeli, che ripercorre quei momenti terribili, restituendo volto e nome a una storia che tutta Carsoli e la Piana del Cavaliere ha il dovere di custodire.
<<Quest’anno Carsoli ha celebrato,con inusitata solennità’ e viva partecipazione , l’82esimo anniversario del 16 aprile 1944 triste ottava di Pasqua. In quella domenica di riunioni familiari e cerimonie religiose ,due formazioni di caccia alleati sbucate verso le 12 da dietro San Martino, lanciarono micidiali bombe a grappolo, scambiate inizialmente per volantini , sulla zona storica della nostra città! La popolazione, colta di sorpresa ,non riuscì’ a rifugiarsi e ben 29 furono le vittime e numerosi i feriti . Maggiormente colpite via degli Equi , via Valeria, vicolo degli Ebrei , le case intorno al castello e “Gliu Bastione” dove venne apposta qualche anno fa una lapide commemorativa ( all’incrocio tra via Mario Galli e Via Carlo Scarcella dedicate a due valorosi ufficiali caduti nella seconda guerra mondiale) . La popolazione chiamò “spezzonamento” la tragica pioggia di bombe a grappolo e ad uomo. I feriti furono soccorsi in casa Galli e poi trasportati in ospedali militari tedeschi a Roviano e Tivoli. Il falegname Caffari Fausto ebbe difficoltà a predisporre 29 bare. Altri “ spezzonamenti “vi furono a maggio e mitragliamenti colpirono altri carsolani per un totale di oltre quaranta. Feroce fu l’uccisione mirata da parte di un caccia inglese di due cuginetti adolescenti che giocavano lungo il fiume verso S Martellecchia. La popolazione fuggì da Carsoli e andò’ “sfollata” nei paesi vicini in maggior parte a Villaromana e Tufo. Don Tito Zazza benemerito sacerdote (l’arciprete era don Proino Arcangeli) con una mesta e spaventata processione portò Il Santissimo a Villa Romana. In precedenza i caccia alleati avevano fatto strage in piazza Corradino di ufficiali e truppe tedesche , i cui corpi tra gli altri furono composti e trasportati in chiesa da don Tito e suor Placida che gli anziani ricordano come benemerita suora dell’asilo parrocchiale. Il perché’ di tale accanimento su Carsoli : certamente il nodo stradale e ferroviario, l’ammassamento ed il passaggio di truppe tedesche in fuga da Cassino e dirette al nord e la presenza in zona del Feldmaresciallo Kesserling, comandante in capo delle truppe tedesche , segnalato da una spia inglese paracadutata nei boschi intorno a San Francesco. Un meritato plauso agli organizzatori dell’evento di quest’anno che ha visto la partecipazione della banda Musicale dei giovani carabinieri , del Prefetto della provincia, di alti ufficiali dei Carabinieri della Polizia , della Guardia di finanza, della Polizia Locale nonché’ la presenza attiva del Parroco don Umberto Di Pasquale e il coinvolgimento delle scuole. Il Sindaco, nel suo intervento, si è rivolto proprio agli studenti ed alunni sottolineando il valore della pace ed evidenziando che non c’è’ un futuro consapevole senza la memoria del passato.
