Rimani in contatto con noi
#

Territorio

Il progetto “Polis” accelera in provincia di Rieti: 67 uffici postali rinnovati su 72

⚡ Il futuro dei servizi al cittadino corre veloce in provincia di Rieti: il progetto Polis potenzia gli uffici postali e porta le colonnine di ricarica elettrica in 46 comuni del reatino.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Rieti #PosteItaliane #ProgettoPolis #Sabina

Pubblicato

a

FOTO_Lufficio postale di Passo Corese, il primo nel Reatino ad attivare il servizio di richiesta del passaporto

Rieti – L’infrastruttura postale del territorio reatino sta vivendo una trasformazione digitale e funzionale senza precedenti. Il progetto “Polis”, promosso da Poste Italiane, si avvia verso il completamento definitivo in provincia, con 67 sedi su 72 già operative dopo i lavori di ristrutturazione e potenziamento tecnologico. L’iniziativa punta a trasformare gli uffici postali in veri e propri centri di erogazione di servizi della Pubblica Amministrazione, superando la tradizionale funzione di sportello bancario o di spedizione. L’obiettivo fissato dai vertici aziendali è quello di concludere i cantieri entro la fine del 2026, coprendo interamente i comuni sotto i 15mila abitanti, una soglia demografica che identifica quasi la totalità dei centri della provincia reatina, fatta eccezione per il capoluogo.

La rivoluzione dei servizi nei piccoli centri del reatino

Il piano strategico ha coinvolto fin dalle prime fasi realtà emblematiche delle aree interne e montane, dove la presenza di servizi essenziali rappresenta un presidio di legalità e coesione sociale. Tra i primi comuni a vedere completato l’intervento si segnalano Marcetelli, Micigliano e Collegiove. Con una popolazione che varia dalle 53 unità di Marcetelli fino alle 133 di Collegiove, questi borghi hanno beneficiato in modo diretto della possibilità di accedere a certificati anagrafici, pratiche previdenziali e servizi burocratici complessi senza la necessità di spostarsi verso il centro di Rieti.

Massimiliano Perazzetti, direttore provinciale di Poste Italiane per la sede di Rieti, analizza il successo dell’operazione sottolineando come il distacco dal modello di sportello tradizionale sia ormai diventato una consuetudine apprezzata dalla clientela. La fruibilità quotidiana dei nuovi servizi ha trasformato la percezione degli uffici postali, rendendoli punti di riferimento stabili per le popolazioni di comuni montani spesso isolati dalle rotte commerciali principali.

Dati record sulla sabina e nuovi cantieri in arrivo

Un caso di successo inaspettato è emerso a Passo Corese, frazione strategica del comune di Fara in Sabina. Nonostante il servizio di emissione e rinnovo del passaporto sia attivo da soli pochi mesi, l’ufficio locale ha registrato numeri che lo pongono ai vertici della classifica regionale per quanto riguarda i comuni sotto i 15mila abitanti. Questa alta richiesta conferma la validità della scelta di decentrare pratiche che, fino a poco tempo fa, avrebbero richiesto lunghe attese presso gli uffici di Polizia.

Sul fronte dei cantieri, la recente inaugurazione di Poggio Mirteto, avvenuta lo scorso 25 giugno, segna un ulteriore passo in avanti. La tabella di marcia prevede ora l’avvio delle opere di modernizzazione per le sedi di Accumoli, Cittareale, Roccantica e Varco Sabino. Parallelamente, il cantiere di Amatrice prosegue speditamente per restituire alla comunità un presidio che, oltre alla funzionalità, punta su criteri di massima efficienza energetica e comfort ambientale. L’ingegner Paolo Fabozzi, responsabile per la struttura Immobiliare Ingegneria di Poste Italiane nel Lazio, riconosce la complessità operativa dell’intero piano, ammettendo che la sfida logistica di coordinare così tanti cantieri simultaneamente in un territorio morfologicamente complesso come quello reatino ha richiesto uno sforzo organizzativo di grande scala.

Sostenibilità e mobilità elettrica nei borghi

Oltre alla digitalizzazione dei servizi al cittadino, il progetto “Polis” introduce nel Reatino un’importante novità legata alla mobilità sostenibile. Sono state recentemente attivate le prime colonnine di ricarica per veicoli elettrici a Casaprota, Collelungo e Montasola, disponibili 24 ore su 24. L’espansione della rete di ricarica è già pianificata per coprire altri 21 comuni, portando il totale a 46 punti di ricarica attivi.

Questa rete capillare, sviluppata in sinergia con le autorità locali tramite protocolli d’intesa, non comporterà oneri finanziari per le singole amministrazioni comunali. Tra le località incluse nell’elenco per le prossime installazioni figurano centri come Leonessa, Antrodoco, Castel di Tora, Belmonte in Sabina e Turania. L’iniziativa mira a potenziare l’attrattività turistica di questi borghi, facilitando i viaggiatori che scelgono la mobilità elettrica per esplorare le bellezze naturali e storiche della provincia, consolidando il ruolo delle Poste come perno della modernizzazione nelle aree rurali del Centro Italia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Territorio

Il messaggio del Vescovo Parmeggiani a Bellegra: la vera gioia di San Francesco

Nel suggestivo, millenario e silenzioso “Sacro Ritiro di Bellegra” (Roma), un luogo mistico, immerso nella natura e dove San Francesco ha fisicamente soggiornato ottocento anni fa, si è levata forte, chiara e profonda la voce del Vescovo Mauro Parmeggiani per le celebrazioni del Patrono d’Italia. In una società malata, ansiosa e divorata dallo stress e dal materialismo vuoto, le parole del Vescovo risuonano come uno scossone rivoluzionario alle nostre coscienze addormentate: “San Francesco continua a parlarci. Ci ricorda che la vera gioia e la vera ricchezza non consistono nell’avere tutto o nell’ossessione del possedere, ma nel sapersi donare totalmente al prossimo”. E in un mondo insanguinato da guerre assurde, il messaggio francescano tocca il cuore di ognuno di noi: la vera e duratura pace non è solo il silenzio delle armi in tv, ma la coraggiosa riconciliazione del nostro cuore e la fine dell’odio nelle nostre vite quotidiane! Un monito spirituale di una potenza e attualità devastanti!👇

Pubblicato

a

Il Sacro Ritiro di San Francesco a Bellagra

Bellegra (Roma) – Ci sono luoghi, incastonati silenziosamente nelle pieghe nascoste e meravigliose della provincia italiana, dove il tempo sembra letteralmente essersi fermato, e dove le pietre, gli alberi secolari e persino il vento che soffia tra le valli continuano a trasudare, in maniera quasi tangibile, una profonda e purissima spiritualità millenaria. Uno di questi luoghi di inestimabile valore storico, mistico e umano è senza ombra di dubbio il celeberrimo e suggestivo Sacro Ritiro di Bellegra, un minuscolo e silenzioso polmone di fede situato a ridosso dei monti prenestini. Qui, in questo asilo di pace assoluta lontano dal frastuono alienante e nevrotico della modernità metropolitana, la figura gigantesca e rivoluzionaria del “Poverello di Assisi” non è soltanto un lontano e sbiadito ricordo storico o un’immagine da santino. Qui, San Francesco è fisicamente e storicamente passato in preghiera, lasciando un’impronta indelebile e incancellabile nell’anima del territorio. Proprio in questa straordinaria cornice mistica, in occasione della partecipatissima, solenne e commossa Festa in onore del Santo Patrono d’Italia celebratasi la scorsa domenica 4 ottobre 2026, si è levata, forte e cristallina, la voce profonda e riflessiva di Sua Eccellenza Monsignor Mauro Parmeggiani, Vescovo della Diocesi di Tivoli e di Palestrina. Le sue parole, pronunciate durante una sentitissima ed emozionante omelia, hanno saputo squarciare il velo del nostro tempo, riportando alla luce un messaggio francescano di una modernità e di un’urgenza letteralmente spiazzanti per l’uomo contemporaneo.

La vera gioia e la vera ricchezza: una sfida al materialismo vuoto

Il cuore pulsante, teologico ed emotivo del profondo intervento del Vescovo Parmeggiani si è concentrato sulla drammatica e dolorosa contrapposizione tra i valori eterni predicati da San Francesco e le tristi, vuote e spietate illusioni che dominano la società consumistica in cui siamo immersi fino al collo.
«Fratelli e sorelle, ottocento anni dopo il suo Transito, Francesco continua a parlarci», ha esordito solennemente il Prelato, ricordando all’attenta assemblea dei fedeli come la voce del Santo non sia stata minimamente affievolita dallo scorrere inesorabile dei secoli, ma risulti oggi più squillante, chiara e provocatoria che mai. Monsignor Parmeggiani ha puntato coraggiosamente il dito contro la più grande e diffusa menzogna del nostro secolo: l’idea che la felicità umana coincida matematicamente con l’accumulo compulsivo, bulimico e infinito di beni materiali e denaro. «Ci ricorda che la vera gioia non consiste nell’avere tutto, ma nell’avere Cristo», ha affermato con forza il Vescovo. In un’epoca angosciante, in cui milioni di individui corrono freneticamente ogni giorno, schiacciati dallo stress e dall’ansia sociale pur di possedere l’ultimo modello di smartphone, l’automobile più lussuosa o l’abito firmato per ostentarlo sui social network, il richiamo di San Francesco rappresenta uno schiaffo morale fortissimo, uno scossone necessario per risvegliare le coscienze intorpidite. Ma il ragionamento del Vescovo si spinge ancora più in profondità, toccando il concetto stesso, spesso distorto e avvelenato, del patrimonio personale: «Ci ricorda che la vera ricchezza non consiste nel possedere, ma nel sapersi donare». Svuotarsi del proprio egoismo e delle proprie asfissianti sicurezze materiali per riempirsi, fino all’orlo, dell’amore gratuito verso il prossimo, specialmente verso gli ultimi, i poveri e gli scartati dalla società, è l’unico vero “investimento” in grado di garantire una pace interiore duratura, solida e incrollabile di fronte alle tempeste imprevedibili e feroci della vita.

La pace del cuore e il creato come sacra strada verso Dio

L’omelia pronunciata al Sacro Ritiro di Bellegra non poteva certamente ignorare il contesto globale angosciante, buio e insanguinato in cui ci troviamo a vivere in questo difficile e travagliato 2026, costantemente minacciati dallo spettro di guerre assurde e devastanti.
Tuttavia, anche in questo caso, il Vescovo Parmeggiani ha saputo elevare magistralmente il discorso, superando la pur sacrosanta e necessaria condanna geopolitica per toccare la dimensione più intima, spirituale e faticosa dell’animo umano. «Ci ricorda che la vera pace non consiste semplicemente nell’assenza di conflitti, ma nella riconciliazione del cuore», ha ammonito saggiamente il Vescovo. Un cessate il fuoco armato imposto dalla diplomazia, per quanto vitale, non durerà mai se prima gli uomini non avranno il coraggio immenso e disperato di spegnere i roghi mortali dell’odio, del rancore inestinguibile, del pregiudizio cieco e dell’invidia che bruciano violentemente all’interno delle proprie case, dei propri condomini e delle proprie misere vite quotidiane. La pace vera, solida e inattaccabile, insegna San Francesco, nasce unicamente dall’interno, dal coraggio faticoso di perdonare se stessi e chi ci ha profondamente ferito. Infine, Monsignor Parmeggiani ha voluto onorare la straordinaria e ineguagliabile visione ecologista e sacra del Santo Patrono, ricordando a tutti i presenti che «ogni uomo e ogni donna, ogni creatura, tutto il creato, può diventare per noi una strada che conduce a Dio». Non esistono scarti, non esiste una natura “usa e getta” da sfruttare cinicamente e brutalmente fino all’esaurimento per puro profitto. Guardando le pietre silenziose, umili e intrise di preghiera del Sacro Ritiro di Bellegra, «dove lui è passato e dove tutto ci parla di Francesco», la comunità dei fedeli ha pregato affinché il Santo ci accompagni e ci guidi, oggi più che mai, nel nostro faticoso ma meraviglioso cammino terreno.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

L’evento a Spoltore: il tempo sospeso nella poesia di Valeria Di Felice

Fermare il tempo per riscoprire l’anima attraverso la magia senza tempo della poesia! Venerdì 9 ottobre 2026, la Biblioteca Comunale “P. Angela” di Spoltore diventerà il palcoscenico di un evento culturale di altissimo spessore e di rara bellezza. L’autrice ed editrice Valeria Di Felice presenterà la sua pluripremiata e straordinaria silloge “Il giallo del semaforo” (Società Editrice Fiorentina), un’opera dal successo internazionale (già tradotta in Romania, Perù ed Ecuador!) che indaga in profondità il senso dell’attesa e il mistero del “tempo sospeso”. La serata, patrocinata dal Comune e impreziosita dai saluti del Sindaco Chiara Trulli, regalerà fortissime emozioni grazie alle evocative e intense letture poetiche a cura di Cam Lecce dell’associazione Deposito dei Segni. Un appuntamento vitale e imperdibile per chi ama perdersi nella letteratura!👇

Pubblicato

a

Locandina evento Spoltore

Spoltore– In un’epoca frenetica, caotica e iper-connessa, in cui l’esistenza umana sembra drammaticamente ridursi a una folle, inarrestabile e spesso cieca corsa contro le implacabili lancette dell’orologio, ritagliarsi un preziosissimo e silenzioso spazio per la meditazione poetica rappresenta un autentico atto di resistenza intellettuale e spirituale. La poesia, con il suo linguaggio denso, evocativo e apparentemente fragile, possiede ancora oggi l’incommensurabile e salvifico potere di fermare il tempo, costringendoci a specchiarci nelle profondità più inesplorate, intime e talvolta dolorose della nostra anima inquieta. È proprio all’insegna di questa profonda, vitale e necessaria ricerca di autenticità emotiva che la suggestiva cittadina di Spoltore si prepara a vivere un momento di altissimo profilo letterario, destinato a lasciare un segno indelebile nel panorama culturale del territorio. Venerdì 9 ottobre 2026, a partire dalle ore 18.00, gli eleganti e accoglienti spazi della Biblioteca Comunale “P. Angela” apriranno le loro porte a un imperdibile, affascinante e raffinato appuntamento dedicato interamente alla poesia contemporanea. L’evento, promosso con passione e dedizione dall’associazione Deposito dei Segni e onorato del prestigioso patrocinio ufficiale della Città di Spoltore, accenderà i riflettori su una delle voci poetiche ed editoriali più sensibili, raffinate e incisive del nostro tempo: Valeria Di Felice, autrice della straordinaria e pluripremiata silloge intitolata “Il giallo del semaforo”.

Il giallo del semaforo: una potentissima metafora dell’attesa esistenziale

Il cuore pulsante, vibrante e filosofico di questa attesissima serata culturale sarà proprio la presentazione ufficiale, l’analisi critica e l’approfondimento della raccolta poetica firmata da Valeria Di Felice.
L’opera, edita con estrema cura e prestigio dalla rinomata Società Editrice Fiorentina (e sapientemente inserita all’interno della pregevole collana Pasifae diretta dall’acuto Mario Fresa), non si limita a essere un semplice accostamento di versi lirici, ma si innalza a vera e propria, complessa e stratificata meditazione sul senso ultimo della nostra presenza nel mondo. Il titolo stesso della silloge, “Il giallo del semaforo”, rappresenta un’intuizione poetica e visiva di formidabile, disarmante e struggente potenza evocativa. Il colore giallo, nella quotidianità alienante del traffico cittadino, rappresenta un fugace e nevrotico istante di transizione. Ma sotto la lente d’ingrandimento sensibile e affilata della poesia di Valeria Di Felice, questo elemento cromatico si trasforma, si sublima e assurge a universale figura di una soglia. Diventa il simbolo perfetto, malinconico e assoluto di una condizione esistenziale perennemente in bilico: un confine sottile, invisibile ma pesantissimo che separa inesorabilmente il giorno e la notte, la luce accecante della verità e l’ombra protettiva del dubbio, l’attimo di lucida consapevolezza e il tempo infinito, snervante e gravido di speranze dell’attesa. La poesia della Di Felice costringe il lettore a fermarsi proprio su quella linea di confine, a trattenere il respiro, a non accelerare compulsivamente la propria vita, ma a vivere appieno e dolorosamente la magia e la vertigine dell’immobilità sospesa, riflettendo eticamente sulle vere e insostituibili priorità dell’esistenza e sul legame, spesso reciso, con la realtà autentica delle cose.

Il trionfo internazionale e il duplice impegno culturale dell’autrice

Il valore assoluto, la profondità tematica e l’incisività stilistica di questa straordinaria opera letteraria non sono certamente passati inosservati agli occhi severi e attenti della critica di settore, varcando persino i ristretti confini nazionali.
Il giallo del semaforo ha infatti già raccolto consensi unanimi e riconoscimenti prestigiosissimi, arrivando a sfiorare la vittoria come opera finalista in contesti di altissimo calibro come il Premio Parco Maiella e il rinomato Premio Pontedilegno proprio in questo florido 2026. Ma la forza universale e dirompente dei versi di Valeria Di Felice ha saputo toccare le corde dell’anima anche di lettori lontanissimi dalla nostra penisola: la silloge vanta prestigiose pubblicazioni e traduzioni internazionali in nazioni come la Romania, il Perù e l’Ecuador, e si appresta a conquistare, a brevissimo, anche gli esigenti mercati editoriali di Spagna e Francia. Un successo globale meritatissimo, che accende un faro luminoso sulla figura della Di Felice, donna che si distingue nettamente nel panorama intellettuale odierno non solo per la sua innegabile, raffinatissima e fragile sensibilità autoriale. L’autrice, infatti, porta avanti quotidianamente un instancabile, coraggioso e preziosissimo impegno culturale anche indossando le vesti di editrice e di tenace animatrice della cultura letteraria. Con un lavoro oscuro, certosino e appassionato, la Di Felice combatte per dare voce, dignità e spazio vitale a progetti editoriali indipendenti, coraggiosi e di altissimo spessore critico, dimostrando un amore viscerale e incondizionato per la letteratura in ogni sua singola e preziosa sfaccettatura.

Un appuntamento imperdibile tra voci istituzionali e lirismo recitato

La prestigiosa serata organizzata presso la Biblioteca Comunale di Spoltore si preannuncia, dunque, come un’esperienza sensoriale, intellettuale e comunitaria di rara, intensa e assoluta bellezza.
L’incontro culturale prenderà solennemente il via con i saluti e i doverosi onori istituzionali, affidati alla voce orgogliosa del Sindaco della Città, Chiara Trulli, e alla competenza dell’Assessore alla Cultura, Nada Di Giandomenico, a testimonianza del fortissimo, encomiabile e rinnovato interesse dell’amministrazione locale per la promozione e la diffusione capillare della poesia di qualità sul territorio. Subito dopo, il pubblico presente avrà il grandissimo privilegio di immergersi totalmente nelle tematiche dell’opera e nei meandri affascinanti del pensiero poetico dell’autrice. Ma il vero momento di magia teatrale ed emotiva si raggiungerà grazie alle sapienti e suggestive letture curate dalla voce di Cam Lecce, espressione viva e vibrante dell’associazione Deposito dei Segni. Saranno proprio le sue modulazioni vocali a restituire fisicamente alla platea tutta l’imponente forza evocativa, la delicatezza stilistica e lo straziante lirismo dei testi di Valeria Di Felice, trasformando le parole mute stampate sulla carta in un’esperienza collettiva viva, pulsante e indimenticabile. Un invito aperto a tutti coloro che desiderano fermarsi, ascoltare, e riflettere profondamente aspettando, con pazienza, il verde della vita.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Territorio

Cam Marsica: svolta storica e trionfo per la parità di genere in azienda

Il Consorzio Acquedottistico Marsicano consegue la certificazione ufficiale per la parità di genere UNI/PdR 125:2022. Un traguardo storico per il Cam Spa che premia le politiche aziendali di inclusione, l’equità retributiva e la valorizzazione delle competenze, mettendo il benessere dei lavoratori al centro dello sviluppo del territorio 👇

Pubblicato

a

Cam Marsica

Avezzano – Immaginate un luogo di lavoro dove il talento non ha genere, dove il merito calpesta ogni forma di pregiudizio e dove la conciliazione tra la vita familiare e i turni in ufficio smette di essere un miraggio per diventare un diritto difeso e protetto. Nel mondo delle aziende pubbliche, troppo spesso ingessate da vecchie logiche burocratiche e da disparità storiche difficili da scardinare, la conquista di una reale uguaglianza rappresenta un atto di giustizia sociale profondo e necessario. Valorizzare le competenze delle donne e degli uomini su un piano di assoluta equità non significa semplicemente rispettare una norma scritta, ma significa liberare energie nuove, seminare dignità e migliorare la qualità della vita delle persone che ogni giorno mettono il proprio impegno al servizio della collettività.

Per dare corpo e sostanza a questa visione etica e organizzativa, il Consorzio Acquedottistico Marsicano (Cam) Spa ha compiuto un passo in avanti di portata storica per l’intero comprensorio abruzzese. L’azienda pubblica ha superato ufficialmente il rigoroso audit ispettivo, conseguendo la prestigiosa certificazione nazionale per la parità di genere. Si tratta di un traguardo straordinario che premia un percorso strutturato, intrapreso con coraggio dai vertici aziendali per abbattere i soffitti di cristallo, contrastare il divario retributivo e promuovere un ambiente professionale fondato sulla cultura dell’inclusione e sul rispetto assoluto delle pari opportunità.

I severi standard della certificazione per cambiare l’anima del Consorzio

Il riconoscimento ottenuto non è un banale attestato di facciata, ma il frutto del superamento dei rigidi criteri stabiliti dalla norma UNI/PdR 125:2022. Questa prassi di riferimento italiana misura con indicatori scientifici e severissimi le politiche adottate dalle organizzazioni in sei aree fondamentali della vita aziendale. Sotto la lente degli ispettori sono finiti la cultura e la strategia aziendale, le modalità di selezione e assunzione del personale, le reali opportunità di crescita e di carriera concesse alle lavoratrici, l’equità nei livelli retributivi, la governance societaria e le tutele concrete per la conciliazione tra i tempi del lavoro e quelli dedicati agli affetti privati.

La regia di questa complessa e riuscita transizione interna è stata guidata in prima linea dal vicepresidente del Cam, Walter Bonaldi, che ha supportato con convinzione il team del Comitato Guida. Questa squadra di professionisti ha visto scendere in campo figure chiave della struttura consortile: Piero Di Cerchio, coordinatore amministrativo dell’ente, e Sibilla Morgante, responsabile del Sistema di Gestione Qualità di Cam Spa. Insieme, hanno lavorato per mesi per rivedere le procedure interne, consolidare gli strumenti e verificare la rispondenza di ogni singolo ufficio agli elevati standard richiesti dagli esaminatori esterni.

Il commento di Walter Bonaldi sul percorso di crescita organizzativa

Il vicepresidente Walter Bonaldi ha espresso profonda soddisfazione per il superamento dell’audit, sottolineando come questa certificazione non debba mai essere considerata un freddo adempimento burocratico per accumulare punteggi. Al contrario, si tratta di una scelta d’oro per far sì che i principi di uguaglianza trovino un’applicazione quotidiana, tangibile e verificabile nella gestione del personale, offrendo a ciascun dipendente la certezza di poter crescere professionalmente in base alle proprie reali capacità, senza subire discriminazioni legate al sesso o alle necessità personali di assistenza familiare.

Questo importante risultato per Cam Spa si inserisce in un più ampio cammino di responsabilità organizzativa e attenzione alla persona, portato avanti con fermezza sotto la guida attenta del presidente della società pubblica, Ernani Ornello. Trasformare le linee guida ministeriali in azioni vive tra le scrivanie e gli impianti dell’acquedotto rappresenta una bellissima pagina di riscatto per la Marsica, dimostrando che anche le società di gestione dei servizi essenziali possono trasformarsi in modelli di civiltà e avanguardia sociale, capaci di rimettere l’essere umano al centro del proprio progetto di sviluppo per il futuro del territorio.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza