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Territorio

Mobilità elettrica in provincia dell’Aquila: il piano di Poste italiane si espande verso i piccoli comuni

⚡ La provincia dell’Aquila compie un passo decisivo verso la mobilità green: nuove colonnine di ricarica arrivano in 5 comuni, portando a 35 il totale delle postazioni attive nel territorio. Un progetto di Poste Italiane che guarda al futuro dei piccoli centri.

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#MobilitaElettrica #Abruzzo #PosteItaliane #ProgettoPolis

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Colonnine di ricarica in una sede di Poste Italiane

Redazione-  L’Aquila e le aree interne della provincia registrano un importante passo in avanti nel potenziamento delle infrastrutture dedicate alla transizione ecologica. Il piano di installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, promosso da Poste Italiane, prosegue con ritmi serrati, portando in dote nuove opportunità tecnologiche in contesti territoriali spesso distanti dai grandi hub della mobilità. Da inizio anno, sono nove le nuove stazioni di rifornimento energetico entrate in funzione, distribuite strategicamente tra i comuni di Pescasseroli, Capistrello, Scoppito, Sante Marie e Carapelle Calvisio.

Una rete capillare nei borghi marsicani e aquilani

Il cuore pulsante di questo intervento risiede nella volontà di coprire aree geografiche caratterizzate da una forte vocazione turistica, come il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, o da una frammentazione amministrativa che rende necessari investimenti mirati. I nove nuovi punti di ricarica si aggiungono a un mosaico che vede già coinvolti centri come Scurcola Marsicana, Ovindoli e Roccaraso. La logistica dietro a queste installazioni ha privilegiato le aree di pertinenza degli uffici postali, simboli di presenza capillare sul territorio, o spazi messi a disposizione direttamente dalle amministrazioni comunali.

Ogni postazione risulta accessibile a ogni automobilista, a prescindere dal fatto che sia o meno cliente dell’azienda. Il funzionamento avviene 24 ore su 24, seguendo le specifiche condizioni contrattuali imposte dal gestore esterno incaricato della manutenzione e della gestione tecnica. Questa capillarità è essenziale per superare il timore di restare senza autonomia energetica mentre si percorrono le strade secondarie che collegano la Valle Roveto all’Altopiano delle Rocche o alle pendici del Gran Sasso.

Il ruolo strategico del progetto Polis

L’installazione delle colonnine si inserisce all’interno del più ampio Progetto Polis, una visione pluriennale che punta a trasformare gli uffici postali dei comuni con meno di 15mila abitanti in sportelli di servizi integrati. L’obiettivo non è solo tecnico, ma socio-economico: si vuole incentivare la permanenza delle popolazioni nei piccoli centri e rendere questi ultimi mete accessibili per il turismo sostenibile. L’accordo si basa su un protocollo d’intesa che solleva le municipalità da qualsiasi onere economico, rendendo l’installazione un beneficio netto per l’intera comunità.

Il bilancio attuale in provincia dell’Aquila parla di 35 colonnine già operative in 22 comuni, ma la fase di espansione è ben lungi dall’essere conclusa. È già in programma, infatti, l’attivazione di ulteriori 35 stazioni di ricarica distribuite in altri 19 piccoli centri aquilani. Quando il piano sarà completato, il territorio potrà contare su 70 punti di ricarica pronti all’uso, un numero che rappresenta un salto di qualità enorme per la mobilità dell’intero entroterra abruzzese. Il coinvolgimento di comuni come Bugnara, Molina Aterno, Fagnano Alto e Navelli conferma la volontà di non lasciare indietro nessun angolo della provincia.

Come richiedere l’adesione al programma

Poste Italiane ha messo a punto un canale di comunicazione diretto per le amministrazioni locali intenzionate a far parte di questa rete infrastrutturale. Attraverso l’indirizzo e-mail piccolicomuni@posteitaliane.it, i sindaci possono inoltrare le proprie istanze, aprendo un dialogo per la valutazione di siti idonei. A livello nazionale, il traguardo prefissato per il 2026 è di 5mila stazioni di ricarica distribuite in 3.500 comuni. Ad oggi, le oltre 3.200 colonnine già posizionate sul suolo italiano testimoniano la concretezza di un piano che risponde a una domanda crescente di mobilità pulita, anche nelle zone montane dove il passaggio all’elettrico era, fino a poco tempo fa, una sfida complessa.

La presenza di queste colonnine rappresenta un segnale chiaro per la transizione energetica: infrastrutture moderne non sono più un’esclusiva delle grandi aree metropolitane, ma diventano il presidio di vitalità per i borghi che compongono l’ossatura storica della provincia dell’Aquila. Dalla Marsica al Fucino, fino ai centri dell’Alto Aterno, la rete si allarga per accogliere un futuro a zero emissioni.

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Territorio

Forum Leader 2026 all’Aquila: fondi europei e rilancio strategico delle aree interne

Le nostre bellissime montagne e i nostri antichi borghi rurali stanno morendo a causa dello spopolamento? L’Aquila (Capitale Italiana della Cultura) è pronta a guidare la riscossa su scala nazionale! Il 28 e 29 ottobre, il capoluogo abruzzese ospiterà il prestigioso “Forum Leader 2026”, organizzato dal GAL Gran Sasso Velino. Decine di istituzioni, esperti di macro-economia, sindaci e Gruppi di Azione Locale provenienti da tutta Italia si riuniranno in città per un vertice di importanza vitale! L’obiettivo? Preparare una strategia d’acciaio per mettere le mani sui prossimi, ricchissimi e indispensabili Fondi Europei “LEADER” (2028-2034) destinati alle zone rurali. “Sarà un grande laboratorio per capire come far nascere nuove imprese, salvare i terreni agricoli dall’abbandono e dare finalmente un futuro stabile ai giovani che vogliono vivere in montagna”, ha spiegato il Presidente Paolo Federico. Una battaglia che ci riguarda tutti! 👇

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Locandina evento L'Aquila

L’Aquila – L’Italia non è fatta solo di grandi e caotiche metropoli industriali o di affollatissime coste turistiche prese d’assalto durante i mesi estivi. Esiste un’altra Italia, bellissima, silenziosa e vitale, ma drammaticamente fragile: è l’Italia delle cosiddette “aree interne”, dei borghi appenninici isolati, delle valli montane e delle sconfinate province rurali che da decenni lottano quotidianamente contro lo spopolamento, la fuga inesorabile dei cervelli giovanili e l’assenza cronica di servizi basilari e infrastrutture. Eppure, proprio in questi territori “marginali” si nasconde un potenziale economico, agricolo e turistico immenso, che attende solo di essere sbloccato attraverso investimenti mirati e strategie a lungo termine. È partendo da questa profonda e ineludibile consapevolezza che L’Aquila, forte del suo prestigiosissimo e meritato titolo di Capitale italiana della Cultura 2026, si appresta a trasformarsi per due giorni nel più grande e importante laboratorio nazionale di pianificazione territoriale. Il 28 e il 29 ottobre prossimi, infatti, il capoluogo abruzzese ospiterà l’atteso vertice “Forum Leader 2026”. Un evento di importanza strategica cruciale, promosso e organizzato con orgoglio dal GAL Gran Sasso Velino, che chiamerà a raccolta decine di GAL (i Gruppi di Azione Locale) provenienti da ogni angolo della Penisola. L’obiettivo è uno solo ma titanico: costruire una rete istituzionale d’acciaio che sappia intercettare le monumentali opportunità economiche in arrivo dall’Europa per creare lavoro stabile, fare impresa e restituire un futuro tangibile ai giovani che decidono coraggiosamente di restare a vivere in montagna o in campagna.

La partita vitale dei fondi comunitari LEADER 2028-2034

Il momento storico in cui si colloca questo importante meeting abruzzese (che raccoglie il testimone della precedente edizione 2025 svoltasi con successo nella Provincia di Palermo) non è affatto casuale.
Al centro dei tavoli di lavoro e dei dibattiti all’Aquila ci sarà un tema che fa letteralmente tremare i polsi alle amministrazioni regionali: la futura e complessa programmazione dei fondi LEADER (Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale, ovvero i fondi comunitari strutturali destinati in via esclusiva allo sviluppo dell’economia rurale). Sebbene possa sembrare una questione puramente burocratica o distante dalla vita di tutti i giorni, la realtà è che in questi primissimi mesi autunnali del 2026 sono già entrati nel vivo, a Bruxelles, i feroci e delicatissimi negoziati europei per accaparrarsi e gestire la nuova cascata di fondi comunitari prevista per il lontano ma imminente settennio 2028-2034. La fine di questo anno si preannuncia come uno snodo politico assolutamente cruciale, durante il quale verranno dettate le nuove rigide regole del gioco. L’incontro dell’Aquila servirà proprio a questo: radunare interlocutori privilegiati, esperti di macro-economia e rappresentanti dei Ministeri per cercare di decifrare in anticipo in che modo e con quali nuovi paletti l’Europa deciderà di ripartire l’ossigeno finanziario destinato ai nostri borghi. «Ci prepariamo ad ospitare una due giorni di assoluta e vitale rilevanza nazionale, con un grande evento che lascerà inesorabilmente il segno», ha spiegato con visibile e giustificato orgoglio Paolo Federico, attuale presidente del GAL Gran Sasso Velino e stimato sindaco del comune di Navelli. «Questo Forum contribuirà fattivamente a scrivere e delineare il futuro economico dei nostri territori sui temi complessi della governance della montagna e dell’accesso semplificato ai fondi comunitari».

Cinque laboratori per battere lo spopolamento e l’abbandono delle terre

La macchina organizzativa del Forum Leader non si esaurisce in una semplice e formale passerella di convegni politici frontali, ma si basa su un durissimo e concreto lavoro di squadra preventivo.
Nei mesi precedenti all’evento, infatti, i vari Gruppi di Azione Locale hanno studiato, elaborato e candidato specifici progetti di intervento pratico. Per questa delicata edizione aquilana, sono ben cinque i laboratori tematici che verranno presentati e discussi ferocemente durante i due giorni di lavori, ciascuno supportato e trainato da una rete di almeno 8 GAL provenienti da 3 Regioni italiane differenti, garantendo così una visione pluralistica e non campanilistica. I temi sul tavolo sono scottanti: si passerà dalla discussione per la creazione di un sindacato unico (“Verso una associazione nazionale dei GAL”), alla gestione amministrativa delle vette (“Il ruolo dei Gal nella governance delle aree montane”, di cui è capofila proprio il GAL Gran Sasso Velino). Un’attenzione particolare e drammatica sarà rivolta al laboratorio “Affrontare l’Abbandono: il metodo LEADER per rimettere in moto il patrimonio fondiario”, un tentativo disperato per recuperare e valorizzare i milioni di ettari di terreni agricoli e boschivi italiani lasciati tragicamente incolti e improduttivi dai proprietari fuggiti in città. Completano il quadro i panel sulle nuove normative del “Fondo Unico” per il 2028 e sull'”Effetto Leader”. L’appello conclusivo del Presidente Paolo Federico suona come un vero e proprio manifesto programmatico per la sopravvivenza del territorio: «La nostra missione sarà quella di analizzare senza sconti le attuali e mutate dinamiche economiche dei territori montani, mettendo in luce le nuove e inesplorate opportunità di lavoro giovanile e di impresa sulle quali anche noi GAL possiamo e dobbiamo avere il coraggio di investire, portando una voce forte, unita e autoritaria in tutte le sedi istituzionali romane ed europee». Le aree interne italiane non hanno alcuna intenzione di arrendersi.

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Territorio

Eccellenza a Poggio Moiano: la Pizzeria “Incontro” lancia la pizza fiori di zucca e alici

Siete pronti per un viaggio sensoriale che vi farà letteralmente venire l’acquolina in bocca? Nel meraviglioso borgo di Poggio Moiano (Rieti), c’è un locale che non è solo una pizzeria, ma un vero tempio del sapore e dell’accoglienza familiare: la mitica Pizzeria “Incontro”! A far impazzire i clienti in questi giorni è una nuovissima e fragrante creazione appena sfornata: una pizza pazzesca con delicati Fiori di Zucca e gustosissime Alici! Un impasto soffice e super digeribile su cui danza il contrasto perfetto tra la dolcezza del fiore e la sapidità decisa del mare. Ma il vero segreto di questo successo è la formidabile squadra che ci lavora dietro: l’esperienza e l’ospitalità ineguagliabile di Piero Angeloni, l’energia fresca e il sorriso della figlia Ester in sala, e le “mani d’oro” della talentuosissima pizzaiola Eleonora Simonetti, che doma il forno a legna con una maestria assoluta (in un mondo spesso dominato dagli uomini)! Un capolavoro di gusto e passione che dovete assolutamente assaggiare!👇

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Pizza fior di zucca e alici , Pizzeria "Incontro" Poggio Moiano

Poggio Moiano (Rieti) – Esistono luoghi, sparsi nel cuore più verde, silenzioso e autentico della provincia italiana, in cui il concetto di ristorazione riesce ancora fortunatamente a sfuggire alle fredde, calcolate e asettiche logiche del business moderno per tornare a essere quello che è sempre stato nei secoli: un atto d’amore supremo, di profonda condivisione e di pura magia artigianale. Nel meraviglioso e accogliente borgo sabino di Poggio Moiano, questo miracolo quotidiano di sapori, profumi e calore umano porta un nome che è già di per sé un dolcissimo manifesto programmatico: Pizzeria “Incontro”. Mai nome fu più azzeccato per descrivere un locale che, ben lontano dall’essere un semplice punto di ristoro, si è affermato negli anni come un vero e proprio crocevia di storie, sorrisi e altissima qualità culinaria. Ma a far vibrare le papille gustative e il cuore degli avventori in questi giorni di transizione stagionale è una clamorosa, croccante e strepitosa novità appena sfornata, destinata a entrare di diritto nell’Olimpo dei grandi classici del locale: la nuova, monumentale e irresistibile pizza con fiori di zucca e alici. Un capolavoro di equilibrio gastronomico che non è solo una gioia assoluta per il palato, ma rappresenta la perfetta e commovente sintesi del lavoro, della passione travolgente e dell’infinita dedizione della straordinaria squadra che ogni sera anima i forni e la sala di questo gioiello della Sabina.

Il contrasto perfetto: la dolcezza del fiore e la sapidità del mare

Descrivere la nuova creazione della Pizzeria Incontro significa intraprendere un vero e proprio e inebriante viaggio sensoriale che colpisce e ammalia tutti i cinque sensi.
Tutto ha inizio dal disco di pasta, la base sacra di ogni capolavoro lievitato. Frutto di una lunghissima, paziente e maniacale lievitazione e di un’idratazione spinta al limite della perfezione, l’impasto si presenta soffice come una nuvola al centro, ma orgogliosamente croccante, alveolato e fragrante nei bordi esterni, sprigionando nell’aria l’inconfondibile, rassicurante e antico profumo del grano tostato e del pane appena sfornato. Su questa tela bianca, magistralmente preparata, va in scena uno degli abbinamenti più antichi, nobili e complessi della grande tradizione culinaria italiana. Da una parte troviamo la grazia assoluta e la delicatezza vellutata dei fiori di zucca freschissimi, rigorosamente selezionati a mano e trattati con il massimo rispetto per non disperderne la fragilità; dall’altra, irrompe con prepotenza la sapidità decisa, marina e sfacciata delle alici di altissima qualità, che si sciolgono dolcemente al calore violento del forno. Ad unire e abbracciare questi due estremi in un matrimonio di sapori ineguagliabile ci pensa un letto cremoso e filante di mozzarella fior di latte, che ammorbidisce le punte sapide e arrotonda ogni singolo morso. Il risultato è un morso esplosivo, un ottovolante di consistenze e sapori in cui la dolcezza e la sapidità danzano insieme senza mai sovrastarsi a vicenda, lasciando in bocca un ricordo gustativo indelebile e la voglia irrefrenabile di prenderne subito un’altra fetta.

Il cuore dell’Incontro: l’esperienza di Piero, l’energia di Ester, l’arte di Eleonora

Ma una grande pizza, per quanto tecnicamente ineccepibile, non avrebbe un’anima senza le mani sapienti e i cuori pulsanti delle persone che le danno vita ogni singola sera con fatica e sudore.
Il grandissimo successo della Pizzeria Incontro poggia su una trinità umana formidabile e affiatatissima, che mescola sapientemente l’esperienza decennale con la freschezza delle nuove generazioni. A fare da saldo pilastro e da instancabile direttore d’orchestra c’è Piero Angeloni, il fondatore, l’anima e lo storico padrone di casa. Con la sua esperienza incalcolabile, il suo occhio vigile sulle materie prime e il suo sorriso rassicurante, Piero è l’oste perfetto, capace di far sentire ogni singolo cliente non un semplice avventore pagante, ma un ospite d’onore nel salotto di casa sua. Al suo fianco, a portare una ventata vitale di freschezza, innovazione e travolgente energia giovanile, c’è la figlia Ester. Con la sua grazia naturale e la sua attenzione maniacale al servizio e ai dettagli in sala, Ester rappresenta il futuro luminoso dell’azienda di famiglia, il ponte necessario tra la solidissima tradizione paterna e le nuove e mutevoli esigenze di una clientela sempre più attenta e preparata. Ma il vero e proprio tocco magico, l’artefice materiale della nuova strepitosa pizza fiori di zucca e alici, si trova al di là del bancone, avvolta in una nuvola di farina bianca e illuminata dal bagliore rosso e ipnotico del forno. Stiamo parlando della talentuosissima pizzaiola Eleonora Simonetti. In un mondo artigianale storicamente, tradizionalmente e talvolta colpevolmente dominato da figure prettamente maschili, Eleonora rappresenta una bellissima, forte e orgogliosa eccezione. Con gesti sicuri, ipnotici, femminili ma decisi, Eleonora doma il fuoco, coccola l’impasto e calibra gli ingredienti con una sensibilità e una precisione da vera artista del gusto. È lei il motore silenzioso e pulsante che trasforma ottime materie prime in emozioni commestibili. Se capitate a Poggio Moiano, fatevi un regalo immenso: varcate la porta dell’Incontro, ordinate la fiori di zucca e alici, e lasciatevi coccolare da questa meravigliosa famiglia allargata.

Tel:0765201845

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Piana del Cavaliere

Festa della Castagna a Tufo di Carsoli: l’arte di Valeria Locritani colora il borgo

La magia dell’autunno, il profumo inconfondibile delle caldarroste fumanti e… la potenza salvifica della street art! Domenica 18 ottobre, in occasione dell’attesissima e storica “Festa della Castagna”, il meraviglioso borgo abruzzese di Tufo di Carsoli vivrà una giornata letteralmente indimenticabile e densa di emozioni! Oltre a celebrare le eccellenze gastronomiche del territorio, nel pomeriggio verrà svelata e inaugurata ufficialmente in pompa magna un’opera d’arte destinata a cambiare il volto del paese: un magnifico murale dipinto direttamente sui gradini di una vecchia scalinata nel cuore del centro storico, firmato dalla talentuosa artista Valeria Locritani! La Pro Loco mantiene il segreto più assoluto sul disegno, preannunciando che verrà svelato “il suo più profondo e originale significato” solo durante la festa. Un esempio bellissimo di come l’arte possa far rinascere i nostri piccoli borghi dimenticati! Ci sarete?👇

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Valeria Locritani

Tufo di Carsoli  – L’autunno, con i suoi colori caldi, malinconici e avvolgenti che sfumano dall’oro acceso al rosso mattone, e con quel suo inconfondibile e pungente profumo di legna arsa nei camini che si mescola all’aria frizzante di montagna, rappresenta da sempre la stagione magica per eccellenza per i piccoli, meravigliosi e tenaci borghi dell’entroterra appenninico italiano. In questi scrigni silenziosi di pietra millenaria, dove il tempo sembra scorrere seguendo ritmi più lenti e umani, le antiche tradizioni contadine e popolari si risvegliano prepotentemente dal letargo, trasformando le piazze storiche e i vicoli acciottolati in veri e propri teatri a cielo aperto fatti di aggregazione comunitaria, sapori autentici e genuina gioia di vivere. Ed è esattamente in questa cornice da cartolina, intrisa di fascino e memoria, che il pittoresco e accogliente borgo di Tufo di Carsoli si appresta a vivere uno dei weekend più attesi, sentiti e partecipati dell’intero anno solare. In occasione della celebre e rinomata Festa della Castagna, l’autentico e incontrastato frutto re di queste valli, la comunità locale non si limiterà unicamente a celebrare e degustare le proprie preziosissime eccellenze enogastronomiche, ma ha deciso coraggiosamente di compiere un passo in più, spalancando le porte del paese alla bellezza rigeneratrice dell’arte contemporanea. Nel corso del densissimo programma previsto per il pomeriggio di domenica 18 ottobre 2026, il paese farà infatti da suggestivo palcoscenico per un evento culturale di grandissimo spessore emotivo e simbolico: la presentazione e inaugurazione ufficiale di un magnifico murale dipinto a mano direttamente sui gradini di una scalinata incastonata in uno dei vicoli più caratteristici del centro storico.

Il capolavoro di Valeria Locritani: quando la street art salva i borghi

A firmare e realizzare materialmente questo delicatissimo, prezioso e faticoso intervento di riqualificazione estetica e urbana è stata chiamata l’apprezzata e talentuosa artista Valeria Locritani.
La sua non è stata una semplice commissione pittorica, ma una vera e propria missione d’amore verso il territorio e la sua gente. L’artista, armata di pennelli, colori vividi e tantissima pazienza, completerà definitivamente e minuziosamente gli ultimissimi ritocchi della sua imponente opera artistica proprio nel corso della fredda mattinata di domenica 18 ottobre, lavorando febbrilmente sotto gli occhi curiosi e ammirati dei primissimi visitatori mattutini giunti in paese per la sagra. Questo meticoloso sforzo finale permetterà di svelare l’opera in tutto il suo splendore per l’inaugurazione ufficiale, programmata in pompa magna per le ore pomeridiane. La scelta di dipingere proprio una scalinata non è certamente casuale: negli ultimi anni, il fenomeno della cosiddetta street art (l’arte di strada) si sta rivelando in tutta Italia uno strumento formidabile, potente e pacifico per contrastare l’abbandono e lo spopolamento dei piccoli centri montani e rurali. Trasformare un vecchio vicolo scrostato, anonimo o dimenticato in una tela colorata e in un’attrazione turistica a cielo aperto significa restituire dignità, colore, speranza e orgoglio a un’intera comunità, dimostrando che la bellezza può germogliare e fiorire anche e soprattutto lontano dai grandi e freddi circuiti museali delle metropoli cittadine.

Un significato profondo e segreto svelato dalla Pro Loco

L’intera iniziativa artistica, che si incastona in modo armonico e intelligente all’interno del più vasto e variegato quadro delle attività ricreative, musicali e gastronomiche promosse sul territorio in occasione della manifestazione autunnale, è stata fortemente voluta, sostenuta e patrocinata dalla dinamica e infaticabile Pro Loco di Tufo di Carsoli.
L’associazione, da sempre in primissima linea per la difesa e la valorizzazione certosina delle radici identitarie del borgo, ha voluto creare un alone di grande attesa e affascinante mistero attorno a questo evento pittorico. Attraverso una nota diramata ai cittadini e ai media locali, i vertici della Pro Loco hanno infatti tenuto a specificare, con orgogliosa e marcata enfasi, che non ci si troverà di fronte a un semplice e banale disegno decorativo fine a se stesso, bensì alla “presentazione di un’opera di estrema importanza e significato“ per l’intera collettività. Il soggetto esatto del murale e il messaggio intrinseco che l’artista Valeria Locritani ha voluto imprimere in modo indelebile sui gradini di pietra del vicolo restano, per il momento, rigorosamente top secret per mantenere viva la curiosità. Nel corso dell’atteso evento pubblico pomeridiano, accompagnato dal profumo avvolgente delle caldarroste fumanti e del buon vino novello, gli organizzatori prenderanno finalmente la parola per svelare l’arcano e fornire a tutti i presenti la corretta chiave di lettura dell’intervento pittorico. “Inaugureremo quello che la nostra Artista Valeria Locritani terminerà in mattinata e sveleremo il suo più profondo e originale significato!“, fa sapere con giustificato entusiasmo l’associazione, lanciando un caloroso, sentito e imperdibile invito a tutti i cittadini del circondario e ai numerosi visitatori e turisti attesi a partecipare in massa a questa meravigliosa giornata di festa, arte, rinascita e orgoglio paesano.

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