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Gestione rifiuti nella Marsica, Lugini all’attacco: “Prima il progetto, poi il sub-ambito”

Scontro totale e durissimo in Regione Abruzzo sulla gestione dei rifiuti nella Marsica! Il consigliere regionale Lugini (Gruppo Marsilio Presidente) non fa sconti e attacca frontalmente chi invoca l’autonomia territoriale senza avere in mano un reale progetto industriale: “Prima di chiedere un sub-ambito, spiegateci con quali soldi e quali società lo volete gestire”. Ma la vera bomba politica esplode sul caso ACIAM: Lugini chiede pubblicamente di visionare i documenti della presunta gara d’appalto del 2005. “Il sindaco di Avezzano dice che non c’è stata gara? Allora producano gli atti o spieghino come fu scelto il privato. I miei voti? Sono stato eletto e non arretro di un millimetro!”👇

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Il consigliere regionale Lugini

L’Aquila – La complessa, intricata e storicamente spinosa tematica riguardante la gestione del ciclo integrato dei rifiuti all’interno dell’importante e vasto territorio della Marsica continua a tenere incessantemente e febbrilmente banco nel vivace dibattito politico e amministrativo della Regione Abruzzo. Nelle ultime ore, a gettare letteralmente nuova benzina sul fuoco delle polemiche istituzionali incrociate è intervenuto, in maniera dura, perentoria e articolata, il consigliere regionale Lugini, esponente di spicco del Gruppo “Marsilio Presidente”. Attraverso una nota stampa ufficiale, dai toni inequivocabilmente fermi e decisi, l’esponente politico di maggioranza ha voluto categoricamente smentire, chiarire e puntualizzare alcune recenti affermazioni e ricostruzioni giornalistiche che gli erano state frettolosamente e, a suo dire, scorrettamente attribuite. Il cuore pulsante e nevralgico della forte presa di posizione di Lugini ruota interamente attorno all’ormai nota e dibattuta richiesta, avanzata da alcuni settori politici e territoriali marsicani, di procedere rapidamente alla creazione legislativa di un vero e proprio “sub-ambito” autonomo per la gestione locale della raccolta e dello smaltimento della spazzatura. Una richiesta che, per l’esponente regionale, non può e non deve assolutamente prescindere da una preventiva, rigorosa e trasparente pianificazione industriale e manageriale a lungo termine.

Il dibattito sulla gestione: le strade della normativa

Nel suo accorato e preciso comunicato diramato alla stampa, Lugini parte innanzitutto dalla fondamentale e necessaria smentita di natura prettamente tecnica e legislativa.
“Leggo in queste ore diverse dichiarazioni pubbliche che pretendono di attribuire al sottoscritto una posizione politica e amministrativa che, nei fatti, non ho assolutamente mai espresso in nessuna sede istituzionale”, esordisce chiaramente l’esponente del gruppo Marsilio Presidente. “Voglio chiarire una volta per tutte che non ho mai sostenuto né dichiarato che l’unica e sola soluzione praticabile e magica per la Marsica sia necessariamente ed esclusivamente l’affidamento diretto in house”. A supporto della sua tesi, Lugini scende nel dettaglio della vigente e complessa normativa nazionale e regionale che regola il settore, ricordando come la legge preveda chiaramente, esplicitamente e inequivocabilmente tre differenti, legittime e distinte possibilità operative per gli enti locali: la gestione interamente pubblica (con eventuale e documentato affidamento in house providing), la complessa costituzione di una società mista pubblico-privata (tramite una rigorosa gara a doppio oggetto), oppure, infine, il classico ed elementare ricorso a una gara d’appalto a totale ed esclusiva evidenza pubblica. “Ci troviamo di fronte a tre strade percorribili, non a una sola via obbligata. La vera e grande questione politica ed economica che pongo da tempo è invece molto semplice e basilare: se si chiede con insistenza alla Regione Abruzzo di modificare la legge vigente per creare su misura un sub-ambito territoriale, si deve contestualmente e onestamente spiegare ai cittadini anche che cosa si vuole effettivamente e concretamente realizzare il giorno dopo”, tuona Lugini, ponendo interrogativi pesantissimi sulle future risorse, sugli investimenti previsti e sul modello di affidamento che si intende adottare.

Il caso ACIAM e il duro botta e risposta su Avezzano

Il clima politico abruzzese si surriscalda ulteriormente, pericolosamente e inevitabilmente quando l’attenzione del comunicato si sposta frontalmente sulla controversa, delicata e storica vicenda societaria legata ad ACIAM S.p.A.
Entrando a gamba tesa sulle presunte dinamiche passate e presenti della nota e partecipata azienda marsicana, Lugini chiama apertamente in causa i vertici amministrativi locali, chiedendo chiarezza assoluta sui documenti ufficiali. “Sul tanto discusso caso ACIAM, se è effettivamente e storicamente corretto quanto ampiamente riportato di recente dalla stampa locale, il primo cittadino e sindaco della città di Avezzano avrebbe pubblicamente affermato che, a suo tempo, la gestione operativa del servizio fu affidata direttamente a un socio privato senza che fosse stata espletata alcuna regolare e obbligatoria gara pubblica”, sottolinea il consigliere regionale. Si tratta, evidentemente, di una dichiarazione pesantissima e di enorme portata amministrativa, che merita di essere immediatamente, attentamente e istituzionalmente verificata nelle sedi opportune. Non a caso, come ricorda lo stesso Lugini, la Commissione di Vigilanza ha già reiteratamente e fermamente richiesto di poter visionare tutta la voluminosa documentazione cartacea relativa alla lontana procedura di affidamento risalente all’anno 2005, muovendosi anche attraverso i canali ufficiali di AGIR. “La mia domanda a questo punto è fin troppo semplice, diretta e lineare: quella fatidica gara d’appalto del 2005 esiste concretamente o non esiste affatto? Se esiste realmente negli archivi, si producano immediatamente gli atti e si mostrino le carte. Se invece non esiste, si abbia il coraggio e l’onestà di spiegare pubblicamente come, perché e sulla base di quali oscure procedure amministrative sia stato a suo tempo individuato, scelto e nominato il socio privato. E non si tratta affatto di una sterile e banale polemica personale o partitica, ma di una pura, sacrosanta e inalienabile questione di basilare trasparenza amministrativa verso i contribuenti”.

I voti e le polemiche: “Forse a qualcuno do fastidio”

La durissima nota politica si conclude affrontando a viso aperto, fieramente e senza alcun tipo di timore reverenziale, i presunti e velati attacchi personali e politici che l’esponente regionale ha dovuto subire nell’ultimo infuocato periodo.
Di fronte ai continui, strumentali e sarcastici riferimenti esterni riguardanti il numero di preferenze elettorali con cui è stato eletto in Consiglio Regionale, Lugini risponde con orgoglio, fermezza e dignità istituzionale: “Quanto ai continui e bassi riferimenti ai voti con cui sono stato eletto, c’è una sola cosa certa e inoppugnabile: io sono stato eletto. E forse, a pensarci bene, è proprio questo semplice fatto democratico che dà enormemente fastidio a qualcuno che preferirebbe non avermi tra i piedi”. Ribadendo con forza il proprio pieno mandato popolare, l’esponente del Gruppo Marsilio Presidente rivendica categoricamente il suo intoccabile diritto e l’imprescindibile dovere morale di svolgere appieno e senza sconti il proprio delicato ruolo di controllore istituzionale. “Il numero dei miei voti non cambia di una virgola il merito profondo e la gravità delle questioni sollevate e non mi farà mai arretrare di un solo millimetro. I voti, piaccia o meno, si contano democraticamente solo alle elezioni. Gli atti amministrativi, i bilanci, gli appalti e le gravissime responsabilità pubbliche si discutono sempre e solo sui documenti ufficiali”. In chiusura, l’appello finale alla razionalità e al confronto costruttivo: prima di invocare il sub-ambito, serve un vero e solido progetto industriale e manageriale per non illudere o danneggiare i cittadini della Marsica.

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Open Day all’A.M.A. By Blue Notes di Alessandra Dambra: Cepagatti accoglie i talenti della musica

Grande appuntamento con l’arte e la formazione musicale in provincia di Pescara! Domenica 18 ottobre 2026, dalle ore 16:00 alle 19:00, l’accademia A.M.A. By Blue Notes di Cepagatti (Via Aurora 1) apre le sue porte a tutta la comunità con uno speciale Open Day a ingresso libero diretto dall’artista Alessandra Dambra! Un’occasione unica per provare gratuitamente tutti gli strumenti musicali, incontrare gli insegnanti e scoprire una vasta offerta didattica pensata per bambini, ragazzi e adulti sotto il motto “La musica aspetta te”. Un polo d’eccellenza nato per favorire la socializzazione, l’inclusione e la crescita culturale del territorio! Leggete il nostro articolo per scoprire tutti i dettagli dell’evento e i corsi attivi! E per iniziare a studiare pianoforte direttamente a casa con la qualità dei migliori concerti, non perdetevi lo sconto esclusivo sul favoloso Pianoforte Digitale Yamaha P-145 a 88 tasti pesati su Amazon! 👇

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Alessandra Dambra

Cepagatti – La musica non è soltanto un’arte da contemplare o un piacevole intrattenimento per le nostre giornate, ma una vera e propria grammatica dell’anima, capace di unire le persone, abbattere le barriere generazionali e stimolare una crescita umana e intellettuale senza eguali. Con questa profonda e luminosa consapevolezza pedagogica, la comunità di Cepagatti e dell’intera provincia di Pescara si prepara a vivere un appuntamento imperdibile all’insegna della creatività, dell’armonia e della formazione artistica d’eccellenza. La celebre A.M.A. By Blue Notes Art Music Academy, prestigiosa accademia musicale fondata e diretta con passione e instancabile dedizione dall’artista Alessandra Dambra, si appresta infatti ad aprire le sue porte a giovani, famiglie, appassionati e semplici curiosi attraverso uno speciale Open Day promozionale e conoscitivo.

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Data, orari e location: un pomeriggio a porte aperte

L’attesissimo evento di presentazione ufficiale si svolgerà nel pomeriggio di domenica 18 ottobre 2026, dalle ore 16:00 fino alle ore 19:00. Ad accogliere il pubblico saranno i moderni, accoglienti e attrezzatissimi spazi della sede dell’accademia, situata in Via Aurora n° 1 a Cepagatti (PE). Per tre ore consecutive, le aule della scuola si trasformeranno in un laboratorio vivo e vibrante: i partecipanti avranno la straordinaria opportunità di esplorare nel dettaglio la ricchissima offerta formativa, provare direttamente con mano i diversi strumenti musicali messi a disposizione (dalle chitarre alle batterie, passando per i tasti bianchi e neri del pianoforte e i microfoni professionali da studio) e dialogare personalmente con il corpo docenti, composto da musicisti professionisti ed educatori di comprovata esperienza nel settore.

La filosofia di Alessandra Dambra: un polo per la comunità

Il cuore pulsante del progetto portato avanti dall’artista e Direttrice Alessandra Dambra va ben oltre la tradizionale erogazione di lezioni strumentali o canore. La visione è quella di costruire un vero e proprio presidio culturale e sociale per l’intera vallata pescarese. «La mia idea è quella di creare un vero e proprio polo dedicato ai giovani, alle famiglie e alla comunità: un luogo capace di accogliere, favorire relazioni sane e offrire preziose occasioni di espressione, confronto e crescita condivisa», spiega con entusiasmo la Direttrice dell’accademia.

La musica come linguaggio educativo e inclusivo

In un contesto sociale spesso dominato dall’isolamento digitale e dalla fretta quotidiana, la pratica musicale collettiva rappresenta un formidabile antidoto relazionale. Alessandra Dambra rimarca con forza questo aspetto pedagogico fondamentale: «Credo fortemente che la musica possa essere uno strumento educativo insostituibile, capace di creare legami profondi e sviluppare una straordinaria sensibilità emotiva. Vorrei che questo fosse uno spazio sicuro e stimolante in cui tutti, indipendentemente dall’età o dal livello di preparazione, possano sentirsi pienamente accolti ed esprimersi liberamente attraverso la musica e la cultura». Sotto il claim fortemente evocativo “La musica aspetta te”, l’Open Day si rivolge infatti a una platea eterogenea: dai piccolissimi alle prese con la propedeutica musicale della prima infanzia, fino agli adolescenti in cerca della propria identità artistica e agli adulti che desiderano finalmente rispolverare un sogno nel cassetto mai dimenticato.

Ingresso libero e canali informativi

L’evento di domenica 18 ottobre è a ingresso completamente libero e gratuito, concepito per favorire la massima partecipazione popolare di cittadini di Cepagatti, Chieti Scalo, Pescara e dei comuni limitrofi. Per tutti coloro che desiderano ricevere ulteriori approfondimenti, scoprire i profili degli insegnanti o rimanere costantemente aggiornati sulle novità, i corsi individuali, i laboratori d’insieme e gli eventi promossi dalla struttura, è possibile consultare e seguire i canali social ufficiali dell’accademia digitando l’handle Instagram e Facebook @amabybluenotes. La musica a Cepagatti è pronta a ripartire con una nuova ed entusiasmante stagione di note e passione.

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Avezzano, l’A.D.A. celebra San Francesco con Fra’ Emiliano Antenucci: una lezione di pace a 800 anni dalla morte

In occasione dell’ottocentenario della scomparsa di San Francesco d’Assisi (1226-2026), l’A.D.A. Abruzzo O.D.V. organizza un prestigioso incontro culturale e sociale ad Avezzano. Lunedì 12 ottobre alle ore 16:00, presso il centro ricreativo di via Kolbe, Fra’ Emiliano Antenucci (Rettore del Santuario della Madonna del Silenzio) dialogherà con il Prof. Sandro Valletta sull’eredità del Patrono d’Italia per costruire un futuro di pace e solidarietà. L’evento, promosso nell’ambito del progetto nazionale SIN#APS del Ministero del Lavoro, vedrà l’introduzione di Gabriella Celi (Avezzano Solidale) ed è aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza, con un buffet finale per tutti i partecipanti.

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locandina evento Avezzano

Avezzano – A esattamente ottocento anni dalla sua salita al cielo, avvenuta nel 1226, la figura rivoluzionaria e luminosa di San Francesco d’Assisi continua a parlare con disarmante attualità alle coscienze del mondo contemporaneo. Il Patrono d’Italia, celebrato in questi mesi su scala nazionale attraverso straordinarie manifestazioni civili, religiose e l’emissione di prestigiosi francobolli commemorativi dello Stato, trova nella Marsica e nell’intero Abruzzo una cassa di risonanza di eccezionale valore morale. In un’epoca storica lacerata da conflitti bellici, disuguaglianze crescenti e una diffusa solitudine sociale che colpisce in primis le fasce più fragili della popolazione, l’Associazione per i Diritti degli Anziani (A.D.A. Abruzzo O.D.V.) ha voluto farsi promotrice di un momento di riflessione comunitaria di altissimo spessore culturale e spirituale, incentrato proprio sulla straordinaria eredità valoriale lasciata dal Poverello d’Assisi.

L’appuntamento ad Avezzano: data, orari e location

L’attesissimo incontro, aperto all’intera cittadinanza marsicana e abruzzese, si terrà lunedì 12 ottobre 2026 a partire dalle ore 16:00. Ad accogliere l’evento saranno gli spazi del Centro Ricreativo Socio-Culturale dell’A.D.A., situato in via Massimiliano Kolbe n° 8 ad Avezzano. L’iniziativa si inserisce all’interno della cornice strategica del progetto di rilevanza nazionale denominato “SIN#APS”, promosso dall’associazione di categoria e finanziato direttamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un programma ambizioso nato con l’obiettivo fondamentale di favorire la socializzazione, l’invecchiamento attivo e la trasmissione intergenerazionale dei saperi, mettendo al centro la persona anziana non come peso assistenziale, ma come risorsa insostituibile di memoria e orientamento etico per l’intera comunità.

Il dialogo tra Fra’ Emiliano Antenucci e il Prof. Sandro Valletta

Il cuore pulsante del pomeriggio culturale sarà un confronto dialettico di straordinaria caratura intellettuale e umana. Ospite d’onore e relatore principale sarà infatti Fra’ Emiliano Antenucci, religioso francescano, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e Rettore del celeberrimo “Santuario della Madonna del Silenzio” di Avezzano. Figura di spicco del panorama ecclesiale e mediatico italiano, autore di numerose pubblicazioni di successo e instancabile divulgatore della pedagogia del silenzio interiore (fortemente sostenuto nel suo ministero da Papa Francesco), Fra’ Emiliano offrirà una lettura contemporanea del messaggio francescano. A dialogare con lui, conducendo un’intervista serrata sui temi cruciali dell’accoglienza e della fraternità universale, sarà il Prof. Sandro Valletta, stimato docente di Diritto delle migrazioni. L’intersezione tra la teologia francescana della misericordia e le complesse sfide giuridico-sociali legate ai fenomeni migratori odierni promette di offrire al pubblico spunti di riflessione inediti e di profonda attualità.

La Marsica terra di accoglienza e tradizione francescana

I lavori del convegno saranno aperti dai saluti istituzionali e introduttivi a cura della Dott.ssa Gabriella Celi, Presidente di “Avezzano Solidale”, in rappresentanza della dirigenza dell’A.D.A. Abruzzo O.D.V., affiancata dai membri del consiglio direttivo e da numerosi associati del territorio. La scelta di celebrare San Francesco nella Marsica affonda le sue radici in una storia secolare: la terra abruzzese, con i suoi eremi aspri e i suoi conventi secolari, ha storicamente incarnato l’ideale francescano del contatto intimo con il Creato, della sobrietà di vita e della prossimità verso gli ultimi. L’incontro di lunedì intende ribadire come la pace non sia una mera assenza di belligeranza armata, bensì una costruzione quotidiana fondata sulla giustizia sociale, sull’ascolto dell’altro e sul ripudio di ogni forma di indifferenza.

Ingresso libero e momento conviviale

Gli organizzatori dell’A.D.A. Abruzzo hanno voluto rimarcare la natura totalmente inclusiva dell’iniziativa. L’ingresso all’evento è completamente gratuito e accessibile a tutti: associati, giovani, famiglie, amici e semplici cittadini sono calorosamente invitati a partecipare per condividere un pomeriggio di arricchimento culturale indimenticabile. Al termine del dibattito e delle testimonianze, la presidenza dell’associazione sarà lieta di offrire a tutti i presenti un gradevole momento conviviale con un buffet di saluto, un’ulteriore occasione informale per rafforzare i legami comunitari nel segno della vera fraternità.

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La Ciociaria punta alla Bandiera Arancione: il turismo nei borghi per salvare l’entroterra dallo spopolamento

I meravigliosi borghi antichi della Ciociaria lanciano la sfida per il futuro e si preparano a conquistare l’Italia e i turisti stranieri! Presentato venerdì a Frosinone l’ambiziosissimo progetto per ottenere la famosa “Bandiera Arancione” (il prestigioso marchio di altissima qualità turistico-ambientale assegnato dal Touring Club Italiano). L’iniziativa, nata dalla sinergia tra Camera di Commercio, Azienda Speciale Informare e Touring Club, punta a trasformare l’entroterra di Frosinone e Latina in una meta turistica d’eccellenza, valorizzando enogastronomia, storia e natura. L’obiettivo? Frenare l’invecchiamento demografico e lo spopolamento creando lavoro vero! Il consigliere provinciale e dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, è stato chiarissimo nel suo intervento: “Le aree interne devono tornare protagoniste assolute. La Bandiera Arancione non è solo una bella targa, ma un potentissimo strumento economico per creare nuove opportunità imprenditoriali e convincere i nostri giovani a restare e investire in Ciociaria!”. Leggete l’articolo per capire come il rilancio del turismo “lento” e sostenibile cambierà il volto della regione. E a proposito di turismo lento e natura, qual è il modo migliore per esplorare borghi storici, salite e paesaggi collinari senza inquinare e senza stancarsi? Scoprite su Amazon l’incredibile Bicicletta Elettrica a pedalata assistita in super sconto, per vere gite fuori porta a cinque stelle! 👇

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Quadrini

Frosinone – Il futuro economico, demografico e turistico della meravigliosa Ciociaria non passa soltanto dai grandi centri urbani o dalle aree industriali, ma si gioca soprattutto sulle pietre antiche dei suoi piccoli centri. I borghi storici, le tradizioni secolari e un patrimonio paesaggistico e culturale ancora straordinariamente intatto conservano infatti enormi e inespresse potenzialità di sviluppo per l’intera regione. Valorizzare con intelligenza queste risorse, innalzare vertiginosamente la qualità dell’accoglienza e costruire finalmente un’offerta turistica integrata, capace di attrarre visitatori italiani e stranieri durante tutto l’arco dell’anno: sono questi gli ambiziosissimi obiettivi del progetto «Viaggio nell’entroterra delle province di Frosinone e Latina: un percorso verso la Bandiera Arancione». L’iniziativa strategica è stata ufficialmente presentata venerdì 9 ottobre 2026 presso la prestigiosa Sala «Benito Stirpe» della Camera di Commercio di Frosinone, alla presenza di figure istituzionali di spicco, amministratori locali e operatori turistici del territorio.

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La Bandiera Arancione: molto più di una targa turistica

L’iniziativa nasce da un’inedita e virtuosa collaborazione istituzionale fra la Camera di Commercio Frosinone Latina, l’Azienda Speciale Informare e l’autorevolissimo Touring Club Italiano. Ma cos’è esattamente la Bandiera Arancione? Si tratta del prestigioso marchio di qualità turistico-ambientale che il Touring Club attribuisce in esclusiva ai piccoli centri dell’entroterra (con meno di 15.000 abitanti) che si distinguono a livello nazionale per l’eccellenza dell’accoglienza, per la valorizzazione impeccabile del patrimonio storico locale e per la rigida attenzione alla sostenibilità ambientale. Per i borghi della Ciociaria, tuttavia, non si tratta affatto di ottenere una semplice targa da apporre all’ingresso del paese. È l’inizio di un severo percorso di miglioramento strutturale dei servizi turistici, della ricettività, della pulizia urbana, dell’accessibilità per i disabili e della reale capacità dei territori di presentarsi e imporsi sul competitivo mercato nazionale e internazionale. Il patrimonio storico e artistico (con i suoi castelli e abbazie), l’enogastronomia di altissima qualità e le produzioni artigianali diventano le fondamenta sulle quali costruire nuove opportunità imprenditoriali, offrendo un’alternativa vitale, specialmente per le giovani generazioni, all’emigrazione verso le grandi metropoli.

Gianluca Quadrini: “Le aree interne tornino assolute protagoniste”

A sottolineare con forza l’importanza vitale di questa scommessa è intervenuto Gianluca Quadrini, dinamico consigliere provinciale di Frosinone e autorevole dirigente di ANCI Lazio. Nel suo appassionato discorso, Quadrini ha espresso sincero apprezzamento per la sinergia istituzionale che ha reso possibile il progetto, ringraziando pubblicamente il presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, Giovanni Acampora, per “la visione lungimirante e la costante attenzione rivolta alla crescita del nostro tessuto economico”, estendendo il plauso anche al presidente dell’Azienda Speciale Informare, Antonello Testa. «La presenza e il supporto tecnico di una realtà così prestigiosa come il Touring Club Italiano rappresentano un’occasione d’oro, forse irripetibile, per accendere i riflettori su scala nazionale e internazionale sul nostro inestimabile patrimonio storico, artistico ed enogastronomico», ha dichiarato il consigliere provinciale. Da dirigente ANCI, Quadrini ha poi rilanciato l’allarme sociale: «La tutela e il rilancio delle aree interne costituiscono per noi una priorità assoluta di mandato. La Bandiera Arancione è uno strumento economico potente che stimola la partecipazione attiva delle comunità, creando vere opportunità lavorative per i nostri giovani e per le imprese del territorio. Fare rete tra i Comuni è la chiave vincente per il definitivo salto di qualità».

La cura contro lo spopolamento: dal turismo all’occupazione reale

La conferenza, moderata con consueta professionalità dalla nota giornalista Rai Roberta Ammendola, ha visto la partecipazione tecnica di esperti come Laura Agretti (area Certificazioni del Touring Club Italiano) e Vincenzo Di Lucia. Tutti hanno concordato sul punto nevralgico: il progetto interviene su quella che è, senza alcun dubbio, l’emergenza più silenziosa e drammatica della Ciociaria e della provincia pontina: il progressivo invecchiamento della popolazione, la fuga dei cervelli e l’impossibilità di mantenere aperti i servizi essenziali nei piccoli paesi. Un turismo capace di generare presenze stabili (superando la logica dannosa del “mordi e fuggi” della gita domenicale) può sostenere concretamente alberghi diffusi, bed and breakfast, trattorie tipiche, aziende vinicole e olearie e botteghe artigiane. L’obiettivo, sfidante ma a portata di mano, è trasformare finalmente le antiche bellezze architettoniche e i sentieri immersi nella natura in economia reale e occupazione stabile, facendo sì che i giovani ciociari non scelgano più di restare per rassegnazione, ma lo facciano per investire fieramente e con successo sul proprio futuro.

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