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Grande jazz a Luco dei Marsi: il Venanzio Venditti Quartet con la stella Roberto Gatto

La grande musica d’autore sbarca nel cuore della Marsica con un evento di assoluto prestigio internazionale. Domenica 4 ottobre, alle ore 18:00, la suggestiva e storica sala della Società Operaia di Luco dei Marsi ospiterà il formidabile Venanzio Venditti Quartet. Il talentuoso sassofonista e compositore (di origini proprio luchesi) presenterà al pubblico il suo ultimo e premiatissimo lavoro discografico “Inside” facendosi accompagnare da una formazione eccezionale e titanica: ospite speciale alla batteria sarà infatti l’icona vivente del jazz italiano Roberto Gatto, supportato magistralmente dall’elegante tocco di Roberto Tarenzi al pianoforte e dal corposo groove di Francesco Puglisi al contrabbasso. Il sindaco di Luco dei Marsi, Giorgio Giovannone, ha espresso enorme soddisfazione per un appuntamento musicale di così alto profilo, nato nell’ambito della rassegna “Marsi’n Jazz”, che inaugura in pompa magna la stagione autunnale del borgo marsicano. I posti per ammirare da vicino queste vere e proprie leggende della musica jazz sono ovviamente e strettamente limitati: il costo del biglietto è fissato a 20 euro e la prenotazione anticipata è obbligatoria per non rischiare di restare senza posto. Leggi dove acquistare i tagliandi e tutte le esclusive curiosità sulla carriera della formazione musicale👇

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Locandina evento Luco dei Marsi

Luco dei Marsi  – La grande e raffinata musica dal vivo d’autore, quella capace di rapire l’anima e trasportare gli ascoltatori in un viaggio sonoro indimenticabile e profondo, si prepara a fare tappa fissa e a dominare incontrastata il suggestivo territorio della Marsica. Quattro musicisti di calibro e di straordinario talento artistico, quattro percorsi musicali di primissimo piano nel panorama discografico e un’immersione totale, passionale e imperdibile nella meravigliosa e complessa architettura della grande musica d’improvvisazione. Sono questi, in estrema sintesi, i pregiatissimi e succulenti ingredienti base del memorabile evento culturale che la prossima domenica pomeriggio, esattamente il 4 ottobre a partire dalle ore 18:00, porterà fisicamente e magicamente a Luco dei Marsi l’attesissima e prestigiosa esibizione dal vivo del Venanzio Venditti Quartet, presentandosi per l’occasione in una maestosa e irripetibile formazione straordinaria d’eccezione. Il palco luchese, infatti, vedrà esibirsi e duettare il formidabile e virtuoso Venanzio Venditti, indiscusso padrone di casa al sax tenore, accompagnato e sostenuto ritmicamente dalla titanica presenza del grande maestro Roberto Gatto alla batteria acustica, dalle sapienti ed eleganti progressioni armoniche di Roberto Tarenzi al pianoforte e dalle calde e corpose note di Francesco Puglisi, saldamente ancorato al suo imponente contrabbasso. Si tratta, senza ombra di dubbio o timore di smentita, di una formazione musicale di assoluto e certificato prestigio internazionale, messa in campo per dare vita a un evento di caratura superiore fortemente, caparbiamente e orgogliosamente voluto dall’intera Amministrazione Comunale marsicana, che con questo incredibile e inaspettato “colpo” a sorpresa inaugura ufficialmente in pompa magna la sua nuovissima e ricca stagione di eventi autunnali all’insegna della cultura e della grande musica di qualità.

L’apertura della stagione autunnale: la soddisfazione del sindaco Giovannone

L’arrivo in paese di artisti di questa enorme risonanza mediatica e artistica rappresenta un vero e proprio vanto e un fiore all’occhiello per la giunta comunale, che punta a trasformare il centro marsicano in un polo d’attrazione.
«Avremo finalmente il grandissimo onore e il piacere indescrivibile di poter ospitare e applaudire sul nostro palco cittadino degli artisti dal comprovato respiro internazionale, musicisti immensi che, con il loro impareggiabile e cristallino talento, daranno sicuramente vita a un appuntamento musicale di altissimo e inarrivabile profilo», ha tenuto a sottolineare pubblicamente, con palpabile e giustificato orgoglio e soddisfazione istituzionale, il primo cittadino luchese, il sindaco Giorgio Giovannone. «Si tratta di un grandissimo e curato evento dal vivo che conferma in maniera inequivocabile e perentoria come l’abitato di Luco dei Marsi continui ostinatamente e caparbiamente ad affermarsi, anno dopo anno, non solo come un borgo turistico, ma quale vera e propria ‘casa’ accogliente e sicura per la cultura a tutto tondo, per l’arte e per i protagonisti di altissima caratura del panorama nazionale. Lavoriamo costantemente e quotidianamente con la massima attenzione e dedizione politica a iniziative coraggiose in grado di arricchire fattivamente e concretamente l’offerta culturale e formativa di tutto l’intero territorio marsicano, nel tentativo di creare sempre nuove, stimolanti e intelligenti occasioni di partecipazione condivisa per la nostra amata comunità residente, e onestamente non potevamo sognare o desiderare modo migliore, elegante e scoppiettante per aprire in bellezza la lunga e fredda stagione degli eventi autunnali».

Venanzio Venditti torna a casa: il grande e riconosciuto successo di “Inside”

La serata avrà un sapore emotivo e personale del tutto particolare, speciale e profondamente commovente per colui che salirà alla ribalta del palcoscenico come protagonista assoluto: Venanzio Venditti.
Il bravissimo, eclettico e infaticabile sassofonista e abile compositore, infatti, vanta fieri e solidissimi natali e origini proprio all’interno del comune luchese. Venditti è ormai da tempo immemore il protagonista indiscusso e luminoso di un percorso artistico di assoluto rilievo nazionale, un cammino musicale declinato ed espresso magistralmente attraverso uno stile personalissimo, intessuto e costruito sapientemente su un peculiare e affascinante mix di continua e ossessiva ricerca timbrica, totale e devoto rispetto della secolare tradizione afroamericana e sferzate di innovativa contemporaneità melodica. Un mix geniale e coraggioso che è stato più e più volte osannato e lungamente applaudito a scena aperta da numerose, esigenti e appassionate platee e accademie musicali sparse sia sul territorio nazionale che su palcoscenici esteri. La consacrazione artistica definitiva di Venditti è testimoniata tangibilmente dal suo ultimo, incredibile e maturo lavoro discografico da studio, intitolato significativamente “Inside”. Questo prezioso e complesso disco, realizzato minuziosamente assieme ai membri del fido Venanzio Venditti Quintet e coraggiosamente pubblicato in Italia dalla prestigiosa etichetta indipendente Alfa Music, ha recentemente e meritatamente ottenuto uno straordinario, inaspettato e unanime successo di pubblico pagante e amplissimi e documentati riconoscimenti e premi da parte della sempre severa e spietata critica specializzata di settore, guadagnandosi di diritto e con grande merito un ambitissimo posto fisso tra le preziose selezioni dei migliori Top Jazz 2024 stilate e pubblicate dalla prestigiosa, iconica e autorevole rivista cartacea di settore Jazzit.

Un quartetto d’eccezione: la stella Roberto Gatto, Tarenzi e Puglisi

Se il sax tenore di Venditti rappresenta il cuore pulsante e l’anima marsicana e melodica del progetto discografico e live, il resto del quartetto costituisce una spina dorsale ritmica letteralmente da brividi.
Ospite speciale, eccezionale e punta di diamante dell’intera formazione allargata, sarà infatti il leggendario batterista romano Roberto Gatto, considerato unanimemente da critica e pubblico come una delle stelle assolute, viventi e contemporanee del grande e prolifico jazz italiano nel mondo. Gatto porta in dote al quartetto una carriera solista e corale sterminata, lunghissima, enciclopedica e prestigiosissima, costruita mattoncino su mattoncino attraverso decenni di fondamentali collaborazioni storiche in studio di registrazione e dal vivo con i più numerosi, famosi e giganteschi protagonisti del jazz e della musica d’autore nazionale e internazionale, un curriculum irripetibile che lo ha reso negli anni una vera e propria icona vivente e una inossidabile presenza di riferimento e di ispirazione fissa e ineludibile per l’intera scena musicale nazionale. A completare magistralmente la maestosa formazione jazzistica luchese, troveremo seduto sgabello del pianoforte il maestro Roberto Tarenzi, brillante pianista dalla solida e indiscussa esperienza internazionale e fine interprete musicale, capace di muoversi agilmente, con grandissima, sorprendente e geniale sensibilità e tocco felpato, tra la radicata tradizione classica del genere e i più sperimentali, spigolosi e audaci linguaggi armonici e sincopati contemporanei. Infine, a sorreggere le frequenze basse e il groove inarrestabile della ritmica, ci sarà la sicura maestria di Francesco Puglisi, storico contrabbassista annoverato tra i musicisti turnisti maggiormente richiesti, stimati e apprezzati dell’intera e affollata scena jazz italiana moderna, vero e proprio protagonista e pilastro silenzioso nel corso della sua gloriosa carriera di innumerevoli e stimate collaborazioni di rilievo assoluto.

Marsi’n Jazz: come partecipare al concerto alla Società Operaia (info biglietti)

La colta e variegata proposta musicale pensata e arrangiata dal quartetto per l’occasione spazierà elegantemente e senza soluzione di continuità tra la rilettura moderna e personale di grandi e immortali standard della nobile tradizione jazzistica americana (rivisitati con classe e maestria) e l’esecuzione intensa, energica e sentita di brani e composizioni del tutto originali, prevalentemente tratte dall’ultimo fortunato album di Venditti, “Inside”. Il risultato assicurato sarà un’interpretazione live esplosiva, che sarà l’esatta e perfetta sintesi creativa e ritmica di quattro intense, diversissime e poliedriche sensibilità artistiche che si fonderanno in un corpo solo. Un mix che colloca di prepotenza e di diritto l’appuntamento musicale marsicano tra quelli assolutamente imperdibili, elitari e di primissima fascia dell’intera stagione regionale abruzzese.
L’atteso evento dal vivo, organizzato in maniera certosina nell’ambito della più ampia e prestigiosa programmazione del cartellone di Marsi’n Jazz (l’ottima e colta rassegna musicale territoriale promossa dall’Associazione Culturale Ars Blue Note APS e curata dall’attenta e scrupolosa direzione artistica affidata a Franco Finucci), si terrà al chiuso all’interno dell’accogliente e storica sala centrale della sede operativa della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Luco dei Marsi, situata in via Duca degli Abruzzi al civico 121. A causa dell’incredibile e prevedibile afflusso di appassionati provenienti anche da fuori provincia e dalle regioni limitrofe per poter ammirare le gesta e le pelli suonate da Roberto Gatto e le evoluzioni di Venanzio Venditti, l’organizzazione ci tiene a precisare che i posti a sedere disponibili in sala sono strettamente limitati. Per questo motivo, la tempestiva prenotazione e l’acquisto anticipato dei biglietti d’ingresso si rende assolutamente obbligatoria per garantirsi l’accesso al concerto. I preziosi ticket, in vendita a un costo estremamente contenuto, popolare e democratico di appena 20 euro a persona, sono attualmente e fisicamente disponibili e acquistabili presso il noto negozio e fermopoint gestito da Gianni De Rosa, situato in via Duca degli Abruzzi 153 sempre a Luco dei Marsi, oppure per comodità recandosi direttamente nel centro di Avezzano, in Corso della Libertà 108, presso le prevendite autorizzate della libreria cittadina Ubik.

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Basilicata sesta nella classifica nazionale del gioco 2026: lo studio Casinos.com fotografa la svolta digitale dei pagamenti online

La Basilicata si piazza al sesto posto su venti regioni nello studio “L’Italia che gioca 2026” firmato da Casinos.com, che incrocia i dati Istat con le ricerche Google: la partecipazione resta sotto la media nazionale, ma cresce l’interesse per il gioco in rete, trainato anche dalla diffusione di strumenti di pagamento digitali come PostePay.

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Photo by Alexander Sechenov on Unsplash

Redazione-  La Basilicata si piazza al sesto posto su venti regioni nello studio “L’Italia che gioca 2026” firmato da Casinos.com, che incrocia i dati Istat con le ricerche Google: la partecipazione resta sotto la media nazionale, ma cresce l’interesse per il gioco in rete, trainato anche dalla diffusione di strumenti di pagamento digitali come PostePay.

Basilicata sesta nella classifica nazionale del gioco 2026: lo studio Casinos.com fotografa la svolta digitale dei pagamenti online

Photo by Alexander Sechenov on Unsplash

La Basilicata nella classifica nazionale del gioco

Nella classifica stilata da Casinos.com per il 2026, la Basilicata occupa il sesto posto su venti regioni, con un punteggio di 75,5 su 100. È un risultato che a prima vista sorprende, perché arriva da una regione dove, secondo gli stessi dati, la partecipazione al gioco (30,2%) e la frequenza settimanale (4,2%) restano entrambe sotto la media italiana. A far salire la Basilicata in classifica non sono le abitudini dichiarate dai cittadini, ma le ricerche online: la regione risulta quarta in Italia per l’interesse digitale legato al SuperEnalotto, un segnale che i lucani si informano in rete più di quanto giochino fisicamente. In testa alla graduatoria nazionale restano Campania (93,7 punti) e Calabria (91,8), mentre il Trentino-Alto Adige chiude l’elenco con 40,1 punti, ultimo in quasi tutti gli indicatori misurati.

Lo studio, intitolato «L’Italia che gioca 2026», incrocia due indicatori del rapporto Istat «Giochi e videogiochi» con sei segnali di interesse rilevati su Google Trends negli ultimi tre anni. Secondo i dati Istat pubblicati il 3 settembre 2026, nel 2024 il 52,9% della popolazione italiana sopra i 14 anni, oltre 27 milioni e mezzo di persone, ha praticato almeno un’attività ludica, e quasi un terzo ha partecipato a giochi con vincite in denaro, per un totale di 16,6 milioni di persone. Il gioco più diffuso resta il Gratta e Vinci, che riguarda un quarto della popolazione, seguito da Lotto e lotterie e dal SuperEnalotto. Per la Basilicata, l’indagine segnala una partecipazione concentrata soprattutto su Lotto e lotterie, con una quota che resta comunque tra le più contenute del Mezzogiorno.

Dal gioco fisico ai pagamenti digitali

Il profilo della Basilicata racconta anche un cambiamento di abitudini più ampio: chi cerca informazioni sul gioco lo fa sempre più dal telefono, e questo sposta l’attenzione sugli strumenti con cui si deposita e si preleva denaro online. Tra i casinò online con PostePay recensiti da Casinos.com figurano solo operatori con licenza ADM, una garanzia che in una regione dove la carta prepagata delle Poste resta tra gli strumenti di pagamento più diffusi, soprattutto fuori dai centri urbani maggiori, pesa più che altrove. Non è un dettaglio da poco per un territorio con una popolazione più anziana della media e una rete di sportelli bancari tradizionali meno fitta rispetto al Centro-Nord, dove l’ufficio postale resta spesso il punto di riferimento principale per versamenti, pensioni e piccoli pagamenti quotidiani.

Il legame tra i territori meno serviti dalla rete bancaria tradizionale e il pagamento digitale targato Poste non è casuale. A livello nazionale, Poste Italiane ha chiuso il 2025 con oltre 30 milioni di carte emesse, di cui 22,7 milioni PostePay prepagate e circa 11 milioni nella versione Evolution, dotata di IBAN proprio, e con 3,4 miliardi di transazioni complessive, in crescita del 12,2% rispetto all’anno precedente, come riportato da Adnkronos. È lo strumento di pagamento più capillare del paese, presente in ogni ufficio postale, comprese le aree interne dove le filiali bancarie tradizionali si sono ridotte negli ultimi anni, e questo spiega perché compaia così spesso tra i metodi di deposito accettati dagli operatori di gioco online con licenza italiana.

Sicurezza dei pagamenti, una priorità condivisa

La diffusione capillare di uno strumento di pagamento porta con sé anche il tema della sicurezza, che vale per gli acquisti online quanto per il gioco regolamentato. Lo ha ricordato di recente anche la cronaca locale: a fine settembre un parroco di Altamura è rimasto vittima di una truffa telematica da 120mila euro dopo aver risposto a un semplice sms che sembrava provenire dai Carabinieri, un episodio che CavaliereNews ha raccontato e che resta un monito su quanto conti verificare sempre l’origine di un messaggio prima di autorizzare qualsiasi pagamento, fisico o digitale. Le stesse regole valgono per chi deposita o preleva su una piattaforma di gioco online: controllare l’indirizzo del sito, non condividere mai codici ricevuti via sms e preferire operatori che indicano in modo chiaro la licenza ADM restano le precauzioni più semplici ed efficaci.

Il quadro che emerge dallo studio di Casinos.com per il 2026 è quindi duplice: la Basilicata gioca meno della media nazionale, ma cerca di più online, dentro una transizione dal gioco fisico a quello digitale che riguarda anche i metodi di pagamento. Per chi sceglie di giocare, la raccomandazione resta sempre la stessa: rivolgersi solo a piattaforme con licenza ADM e, in caso di dubbi sul proprio rapporto con il gioco, consultare i servizi di supporto disponibili su gioco.adm.gov.it, nell’ambito del programma Gioca Responsabile.

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«Il futuro non cerca titoli ma competenze»: a Roma il convegno per rivoluzionare il lavoro con l’Intelligenza Artificiale e le credenziali digitali europee

Il 4 novembre agli Horti Sallustiani di Roma si terrà il convegno nazionale “Il futuro non cerca titoli. Cerca competenze”, promosso da Pomiager con il patrocinio di BI-REX. Istituzioni, CINECA, università e fondi interprofessionali a confronto per superare i limiti delle certificazioni tradizionali grazie all’Intelligenza Artificiale 👇

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Ai

Roma – Nel mercato occupazionale contemporaneo, attraversato dalla transizione ecologica e dalla dirompente accelerazione dei software generativi, il valore reale di un professionista non si misura più soltanto attraverso il possesso di un titolo accademico formale, ma sulla capacità concreta di risolvere problemi complessi, padroneggiare nuovi strumenti e adattarsi ai cambiamenti. Parte da questa lucida consapevolezza il convegno nazionale “Il futuro non cerca titoli. Cerca competenze. AI e credenziali digitali per il nuovo mondo del lavoro”, in programma mercoledì 4 novembre 2026, dalle ore 9:30 alle 13:30, nella suggestiva cornice archeologica degli Horti Sallustiani, in piazza Sallustio 21 a Roma. Un appuntamento cruciale che chiamerà a raccolta esponenti di governo, rappresentanti delle Regioni, rettori universitari, fondi paritetici interprofessionali e vertici aziendali per ripensare i meccanismi di certificazione professionale in Italia.

Oltre il d.lgs. 13/2013: il divario tra repertori burocratici e mercato reale

Il punto di partenza dell’assise romana risiede nell’analisi critica del sistema di individuazione, validazione e certificazione delle competenze delineato dal decreto legislativo 13 del 2013. A oltre un decennio dalla sua promulgazione, la normativa ha mostrato limiti evidenti dinanzi alla velocità con cui si trasformano le professioni: i repertori formali regionali faticano ad aggiornarsi con tempestività e i titoli prodotti risultano spesso scarsamente riconosciuti o valorizzati dalle imprese in fase di selezione. Questo disallineamento finisce per penalizzare sia le aziende, costantemente a caccia di profili tecnici introvabili, sia centinaia di migliaia di lavoratori che hanno acquisito sul campo competenze preziosissime in contesti informali o non formali, senza possedere un attestato ufficiale in grado di certificarle.

A farsi promotrice dell’iniziativa è Pomiager S.r.l., software house e società bolognese leader nello sviluppo di architetture digitali avanzate (blockchain, cloud e intelligenza artificiale), con il prestigioso patrocinio di BI-REX, il Competence Center nazionale specializzato nei Big Data a supporto dell’innovazione d’impresa. La tesi sostenuta da Pomiager ribalta la logica tradizionale: le abilità professionali non devono essere incasellate a posteriori in astratte griglie burocratiche, ma devono essere descritte a partire dalle evidenze pratiche di ciò che una persona ha effettivamente realizzato, integrando le testimonianze di chi le esercita e di chi le osserva nei processi lavorativi.

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L’Intelligenza Artificiale come interprete universale e il passaporto europeo delle abilità

È proprio in questo snodo che interviene l’Intelligenza Artificiale, asse portante del modello sviluppato da Pomiager attraverso piattaforme come C-Box. Gli algoritmi di machine learning e i modelli linguistici avanzati sono in grado di analizzare migliaia di descrizioni eterogenee delle mansioni svolte, raccordando le specificità operative con i parametri semantici standardizzati a livello internazionale. Le attestazioni risultanti confluiscono così in credenziali digitali crittografate, interoperabili e verificabili – quali gli Open Badges, gli standard Europass EDCI e il futuro EU Digital Identity Wallet – rendendo il curriculum di ciascun professionista leggibile e immediatamente spendibile su scala europea.

«Chi ha imparato un mestiere lavorando sul campo, e non dietro a un banco scolastico, oggi incontra difficoltà enormi nel vedersi riconosciuto il proprio valore», spiega con chiarezza Giuseppe Adduce, CEO di Pomiager. «Il nostro obiettivo è fare in modo che le competenze emergano da ciò che una persona ha realmente saputo fare, e che la credenziale digitale rilasciata sia trasparente e affidabile per un’impresa di Bologna esattamente come per una multinazionale di Berlino o Parigi». In questa visione, la pubblica amministrazione non scompare, ma eleva il proprio ruolo da burocrate a garante imparziale del sistema: definendo gli standard, accreditando gli enti certificatori e vigilando sulla tutela dei diritti individuali.

Il programma del convegno: un confronto corale tra accademia, regioni e parti sociali

La mattinata di lavori agli Horti Sallustiani, moderata da Ugo Calvaruso (Innovation Partner S3.Studium), sarà scandita da interventi e panel di altissimo livello istituzionale e scientifico:
* Ore 9:30 – 10:00: Accreditamento e saluti istituzionali affidati ad Antonio Romeo (Unioncamere) e Giuseppe Adduce (Pomiager).
* Ore 10:10: Introduzione della tesi scientifica a cura del prof. Marcello Bogetti (Labnet, SAA School of Management).
* Ore 10:40: Focus tecnologico su “Tecnologia e AI a supporto del modello”, con Sanzio Bassini (CINECA), Giuseppe Adduce e Sandro Vecchiarelli (Pomiager).
* Ore 11:00: Prospettiva internazionale illustrata da Stefano Merante (ITCILO Torino).
* Ore 11:15: Tavolo istituzionale con Franco Chiaramonte (PTSCLAS) e i dirigenti delle politiche del lavoro Paolo Mora (Regione Lombardia), Francesca Bergamini (Regione Emilia-Romagna) e Leonardo Borselli (Regione Toscana).
* Ore 11:45: Tavolo della ricerca accademica con Eloisa Cianci (Università Cattolica del Sacro Cuore), Tommaso Minerva (UNIMORE), Matteo Colombo (Università di Bergamo) e Roberto Trainito (Intellera Consulting).
* Ore 12:15: Tavolo formazione e lavoro con Alessandro Voutcinitch (Assolavoro), Eleonora Pisicchio (Fondo For.Te.), Marco Damiano (Dintec), Elvio Mauri (Fondimpresa) e Michele Distefano (For.Agri).

Come partecipare all’evento agli Horti Sallustiani

L’appuntamento del 4 novembre rappresenta un’occasione imperdibile per direttori delle risorse umane, consulenti del lavoro, formatori e decisori pubblici chiamati a traghettare le politiche attive dell’occupazione verso i nuovi paradigmi dell’economia algoritmica. La partecipazione all’evento è completamente gratuita fino a esaurimento posti, previa registrazione obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite. Al termine dei lavori è previsto un light lunch di networking per favorire lo scambio diretto di progetti e sinergie tra i partecipanti.

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Psicologi e cybersicurezza, l’allarme: esplode la paranoia da «spionaggio», un italiano su due teme di essere intercettato da hacker e intelligenza artificiale

Esplode tra gli italiani la sindrome da «spionaggio»: il 52% teme di essere controllato da hacker, microfoni e intelligenza artificiale. I dati della ricerca psicologica e l’analisi dell’esperto Matteo Adjimi (Argo SpA) su app bancarie violate, deepfake vocali e difese efficaci nel nostro articolo completo 👇

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Matteo Adjimi

Roma – Mani che coprono istintivamente la fotocamera del portatile, sguardi guardinghi allo smartphone appoggiato sul tavolo durante una conversazione privata e la costante, opprimente sensazione che un occhio invisibile stia monitorando ogni singolo movimento o transazione bancaria. Quella che fino a pochi anni fa veniva etichettata come una bizzarria da teorici del complotto è diventata nel 2026 una vera e propria emergenza clinica e socioculturale: la cosiddetta sindrome da “spionaggio” o cyber-paranoia. A certificarne la vastità è un’indagine condotta dal periodico online Spot and Web su un campione qualificato di cinquanta psicologi e psicoterapeuti italiani, dalla quale emerge che oltre un cittadino su due (il 52%) convive quotidianamente con il terrore di essere intercettato, sorvegliato o violato nella propria intimità digitale.

I dati delineano un fenomeno pervasivo che si riflette direttamente negli studi terapeutici. Ben il 33% degli intervistati ammette di aver affrontato apertamente la questione durante le sedute con il proprio psicologo, mentre il 27% cerca rassicurazione e conforto confidandosi con amici, familiari e partner. Dato ancora più emblematico della modernità: l’11% degli italiani confessa di interrogare gli stessi assistenti virtuali e l’intelligenza artificiale per scoprire se il proprio dispositivo sia stato compromesso. Il 41,5% della popolazione è fermamente convinto di essere già finito, almeno una volta nel corso dell’ultimo anno, nel mirino diretto di pirati informatici o campagne malevole. Dal punto di vista demografico, la sindrome colpisce maggiormente gli uomini (11%) rispetto alle donne (8%), concentrandosi con particolare ferocia nella fascia d’età tra i 35 e i 55 anni (16%) e tra gli over 60 (14%), mentre la Generazione Z tra i 18 e i 25 anni appare paradossalmente immune, forte di una naturale e disincantata consuetudine all’ecosistema iperconnesso.

Dal microfono del cellulare al frigo smart: la mappa dei dispositivi temuti

La mappa delle fobie tecnologiche tracciata dagli specialisti della salute mentale vede al primo posto assoluto lo smartphone, considerato dal 66% degli italiani come la principale spia tascabile attiva nelle proprie vite. Seguono a ruota il personal computer (52%), la navigazione generale sul web (49%) e gli algoritmi di intelligenza artificiale generativa (47%), percepiti come entità opache capaci di profilare gusti, intenzioni e vulnerabilità psicologiche. Non mancano timori più classici come la presenza di microspie e cimici ambientali (40%), le smart TV con telecamere e microfoni integrati nel salotto di casa (39%), il ronzio di droni urbani (35%) e persino i moderni elettrodomestici connessi alla domotica, con l’11% che teme violazioni attraverso il frigorifero smart e il 9% diffidente verso gli stessi impianti antifurto domestici.

A gettare benzina sul fuoco di queste ansie collettive sono stati i recenti casi di cronaca finanziaria e criminale informatica, tra cui la massiccia violazione che ha coinvolto i sistemi di Fideuram (gruppo Intesa Sanpaolo), che ha dimostrato la vulnerabilità anche di colossi bancari primari. A fare chiarezza tecnica su questo cortocircuito tra fobia psicologica e pericoli reali è l’esperto Matteo Adjimi, CEO di Argo SpA, azienda leader nelle soluzioni avanzate di cybersicurezza e direttore dell’Osservatorio Argo sulla Sicurezza Digitale.

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L’analisi di Matteo Adjimi (Argo SpA): dal phishing alle voci clonate con l’AI

«Nel 2026 le operazioni di hackeraggio hanno subito un salto qualitativo impressionante: non sono più attacchi massivi e indistinti, ma azioni iper-personalizzate che sfruttano a fondo i modelli di intelligenza artificiale», spiega Matteo Adjimi. «I vettori d’attacco primari riguardano le applicazioni di home banking e finanza personale (47%) e le comunicazioni via newsletter bancarie falsificate (39%). Quanto accaduto con il caso Fideuram ha dimostrato con disarmante evidenza quanto sia semplice oggi per un utente distratto cadere in trappole sofisticate. Il senso di insicurezza diffuso tra la popolazione non è quindi una mera allucinazione psicologica, ma la reazione emotiva a un ambiente cibernetico divenuto oggettivamente ostile e privo di punti di riferimento certi».

Secondo il direttore dell’Osservatorio Argo, per contrastare questa deriva occorre intervenire prima di tutto sul fattore umano e sull’organizzazione della sicurezza personale e aziendale: «La componente umana rappresenta l’anello debole e la fonte della maggior parte degli incidenti. È fondamentale addestrare i cittadini attraverso simulazioni realistiche, capaci di svelare gli inganni visivi e cognitivi che si celano nel flusso quotidiano delle notifiche. Inoltre, l’autenticazione a due fattori basata sul tradizionale SMS non è più sufficiente: se l’attaccante riesce a clonare la SIM o a rubare i cookie di una sessione già autenticata, il codice telefonico viene facilmente bypassato. Occorre migrare verso standard crittografici moderni come le passkey e l’uso di chiavi di sicurezza fisiche FIDO2».

Le regole pratiche per disinnescare la paura e difendere il patrimonio

L’esperto raccomanda l’adozione di rigorosi protocolli di igiene digitale: dall’aggiornamento costante dei sistemi operativi e degli antivirus su tutti i dispositivi utilizzati per lavoro o uso personale, al monitoraggio continuo delle credenziali per identificare tempestivamente eventuali password finite nei database del dark web prima che vengano sfruttate da organizzazioni criminali.

«Per quanto concerne la gestione dei bonifici, delle disposizioni finanziarie e dei cambi di coordinate bancarie», conclude Matteo Adjimi, «è imperativo applicare la regola della verifica ‘fuori banda’: una telefonata diretta a un numero telefonico già noto e archiviato può sventare all’istante anche gli attacchi più sofisticati orchestrati mediante clonazione vocale in tempo reale, dove l’intelligenza artificiale riproduce perfettamente il timbro di voce del proprio direttore di banca o di un familiare». Coniugare consapevolezza psicologica e rigore tecnologico rappresenta l’unica barriera efficace per non soccombere alla paranoia e riappropriarsi con serenità del proprio spazio digitale.

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