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Cronaca

Lupi all’assalto del maneggio a Ferrara: scoppia la bufera dopo la predazione e lo scontro sulle misure di sicurezza

Lupi all’assalto del maneggio: scoppia la bufera tra residenti, allevatori ed esperti.

A San Bartolomeo in Bosco, nel Ferrarese, un branco di predatori ha fatto irruzione in un maneggio colpendo gli animali. Ma a scatenare la rabbia dei gestori è la presa di posizione di Wolf Group Italia, secondo cui le strutture non avrebbero adottato le dovute precauzioni notturne per evitare l’attacco.

Di chi è la colpa quando i lupi attaccano vicino alle attività umane? Dei proprietari che non chiudono gli animali o della proliferazione incontrollata dei predatori?

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Ferrara – La rapida espansione dei grandi predatori nelle pianure del Nord Italia continua a sollevare accesi scontri istituzionali, allarme sociale e aspre polemiche tra allevatori ed esperti di tutela faunistica. L’ultimo grave episodio di predazione verificatosi nella campagna ferrarese, presso una nota struttura equestre di San Bartolomeo in Bosco, ha riaperto una ferita profonda nella comunità rurale. L’incursione notturna attribuita a un branco di lupi ha causato la perdita traumatica di capi custoditi all’interno dell’impianto, riaccendendo i riflettori su una problematica che tocca da vicino la sicurezza e la tenuta economica del nostro territorio e delle realtà agricole.

Sulla vicenda è intervenuta con fermezza l’associazione Wolf Group Italia, realtà attiva nel monitoraggio scientifico della specie e partner ufficiale del Progetto Lupi promosso dal Comune di Ferrara insieme al WWF e all’Università degli Studi di Ferrara. I tecnici e i biologi dell’ente hanno ricordato come la presenza del carnivoro nella pianura emiliana sia ormai un dato consolidato e scientificamente tracciato sin dal 2020. Un fenomeno naturale che segna il ritorno del predatore in areali storici abbandonati agli inizi del Novecento, ma che oggi impone l’adozione improrogabile di mirate strategie di convivenza approfondite nelle pagine di cronaca e attualità.

L’attacco dei lupi al maneggio di San Bartolomeo in Bosco e il branco monitorato

L’assalto consumatosi tra i paddock del maneggio di San Bartolomeo in Bosco si inserisce in un contesto territoriale ben noto alle autorità ambientali. Nel comprensorio opera stabilmente da diversi anni un nucleo riproduttivo stanziale, il cui raggio d’azione quotidiano può agevolmente spaziare su una superficie compresa tra cento e duecento chilometri quadrati. Gli esperti sottolineano come il calendario biologico abbia giocato un ruolo determinante: la prima metà dell’autunno coincide infatti con la delicata fase in cui i giovani lupi di sei o sette mesi iniziano a seguire gli adulti per apprendere le tecniche di caccia e predazione sul campo.

In quanto carnivoro generalista e spiccatamente opportunista, il lupo orienta la propria dieta verso le prede più accessibili e vulnerabili presenti nell’ambiente circostante. Se da un lato la sua azione ecologica riveste un’importanza cruciale per il contenimento della nutria – specie alloctona invasiva che devasta gli argini dei canali di bonifica e le coltivazioni –, dall’altro lato la ricerca di cibo può fatalmente indirizzarsi verso gli animali d’affezione e da reddito lasciati all’aperto, un dilemma etico e gestionale trattato costantemente nei nostri approfondimenti su ambiente ed ecosistemi naturali.

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La presa di posizione di Wolf Group Italia e la polemica sulle precauzioni notturne

A scatenare un acceso dibattito è stata tuttavia la dura presa di posizione assunta da Wolf Group Italia in merito alla dinamica dei fatti. Pur esprimendo sincera vicinanza morale ai titolari del maneggio per la grave perdita subita, l’associazione ambientalista ha espresso un giudizio critico circa la gestione dei protocolli difensivi: «Il fatto che ci fossero continue segnalazioni note nel corso degli anni avrebbe dovuto indurre ad attuare corrette misure di prevenzione, tutela e protezione attiva degli animali d’allevamento e d’affezione». Secondo gli esperti, durante le ore notturne è indispensabile garantire il ricovero dei capi in strutture chiuse e invalicabili.

L’accusa implicita di non aver predisposto ripari sufficientemente robusti contro le incursioni del predatore ha sollevato la reazione sdegnata di molti operatori del comparto equestre e rurale, i quali lamentano costi elevatissimi e l’impossibilità pratica di blindare ettari di pascoli aperti. Secondo l’associazione, tuttavia, l’espansione numerica del canide selvatico costituisce ormai un dato irreversibile: la coesistenza pacifica impone investimenti obbligatori in recinzioni elettrificate a norma, cani da guardiania addestrati e stalle protette per evitare che il pascolo notturno si trasformi in una trappola mortale, alimentando il confronto istituzionale su normative e politiche di sicurezza.

L’espansione del predatore nella Pianura Padana e la difficile convivenza con le attivita umane

La risposta alle tensioni crescenti non può essere limitata al mero indennizzo economico a posteriori o all’onda emotiva successiva a ogni singolo blitz. I volontari di Wolf Group Italia confermano la propria disponibilità a supportare le aziende agricole, i proprietari di scuderie e i cittadini attraverso percorsi mirati di consulenza tecnica, sopralluoghi gratuiti e divulgazione scientifica nell’ambito delle iniziative promosse con il Comune di Ferrara per disinnescare i focolai di conflitto sul territorio provinciale.

Resta aperta la questione nodale della percezione della sicurezza e dell’incolumità pubblica. Se dal punto di vista biologico il lupo non manifesta alcuna aggressività innata verso la figura umana, la presenza costante di branchi a ridosso delle stalle e dei centri abitati genera una comprensibile apprensione tra i residenti. Soltanto un approccio pragmatico, basato su dati certi, prevenzione strutturale e supporto finanziario agli allevatori, potrà evitare che il ritorno del re delle foreste venga percepito come una minaccia insanabile per l’economia e la serenità delle comunità padane.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cronaca

Accompagna l’amico all’obbligo di firma ed entra con la cocaina in caserma: arrestato sessantunenne a Riano

🔴 Accompagna l’amico dai Carabinieri con 14 dosi di cocaina in bocca: arrestato a Riano.

Vicenda incredibile alle porte di Roma: un uomo di 61 anni incensurato ha accompagnato un conoscente in caserma per l’obbligo di firma ma, quando i militari si sono avvicinati per controllarlo, ha tentato disperatamente di nascondere in bocca 14 dosi di cocaina per ingoiarle. I carabinieri lo hanno bloccato prima del soffocamento recuperando tutta la droga e facendolo finire ai domiciliari.

Vi sembra possibile arrivare in caserma con la droga addosso? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Riano – Una vicenda dai contorni surreali e clamorosi si è consumata alle porte della Capitale, trasformando un banale adempimento amministrativo in un arresto in flagranza di reato all’interno di un presidio delle forze dell’ordine. Un uomo romano di sessantuno anni, fino a ieri incensurato, è finito in manette nei pressi della stazione dei carabinieri di Riano con l’accusa gravissima di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’uomo si era recato in caserma con il solo scopo di accompagnare un conoscente sottoposto all’obbligo di firma, senza immaginare che il controllo dei militari avrebbe fatto precipitare la situazione.

A tradire il sessantunenne è stato l’evidente stato di agitazione manifestato non appena i militari dell’Arma si sono avvicinati per procedere a una normale verifica dei documenti. Preso dal panico nel timore di essere perquisito, l’uomo ha compiuto un gesto disperato: ha nascosto rapidamente all’interno del cavo orale ben quattordici dosi di cocaina termosaldate, tentando di occultarle o di ingerirle per evitare il sequestro. La prontezza dei carabinieri ha impedito conseguenze fisiche fatali, confermando l’alta vigilanza garantita nel nostro territorio provinciale e a tutela della sicurezza pubblica.

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Il controllo dei Carabinieri a Riano: il tentativo di ingoiare quattordici dosi di cocaina

L’episodio si è svolto nell’area antistante la caserma situata nel comune a nord di Roma. I militari in servizio all’ingresso hanno notato l’atteggiamento circospetto dell’uomo che, anziché attendere tranquillamente all’esterno l’uscita dell’amico, continuava a guardarsi intorno con sospetto e nervosismo crescente. Quando una pattuglia ha deciso di approfondire l’ispezione chiedendogli le generalità, il sessantunenne ha infilato con un movimento fulmineo le mani in tasca portandosi qualcosa alla bocca.

Intuendo immediatamente il rischio che l’uomo potesse ingerire gli involucri di polvere bianca provocandosi un’overdose letale o un soffocamento meccanico, i carabinieri sono intervenuti con tempestività e perizia: immobilizzato prima che potesse deglutire, l’uomo è stato costretto a sputare il carico, consentendo il recupero integrale dei quattordici involucri di cocaina intatti. Un intervento provvidenziale che si ricollega alle costanti operazioni di contrasto allo spaccio raccontate nelle nostre pagine di cronaca nera e sicurezza territoriale.

Dall’obbligo di firma dell’amico alle manette: la perquisizione e l’arresto

Il paradosso della vicenda risiede proprio nel contesto in cui è maturata la cattura: presentarsi davanti a un comando dell’Arma con un quantitativo consistente di stupefacente pronto per la cessione rappresenta una leggerezza investigativa senza precedenti. La successiva perquisizione personale ha permesso di accertare come le singole dosi fossero già confezionate con cura in piccoli termosigilli, pronte per essere immesse sul mercato illegale della zona di Riano e dei comuni limitrofi.

A sorprendere gli inquirenti è stato anche il profilo anagrafico e giudiziario del fermato: un uomo di sessantuno anni privo di precedenti penali, un insospettabile che dimostra come i canali del narcotraffico locale ricorrano sempre più spesso a figure apparentemente pulite per il trasporto della droga, come evidenziato anche nelle inchieste dedicate al presidio del territorio laziale e alla tutela dell’ordine pubblico.

Arresti domiciliari e rito direttissimo: le disposizioni dell’autorita giudiziaria

Condotto all’interno degli uffici della stazione per i rilievi fotodattiloscopici, per il sessantunenne romano è scattato l’arresto formale in base all’articolo 73 del Testo Unico sugli Stupefacenti. Informato dei fatti, il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica competente ha disposto per l’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, dove rimarrà custodito in attesa della celebrazione del processo con rito direttissimo.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata e inviata ai laboratori per le consuete analisi tossicologiche sul principio attivo. L’operazione brillante dei militari di Riano conferma l’attenzione incessante delle forze dell’ordine nel contrasto al consumo di sostanze illecite, tema centrale per la salute pubblica e per i moderni modelli di lifestyle, legalita e benessere sociale.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cronaca

Lupi a caccia tra le case e colonie feline decimate ad Ancona: la paura dei residenti e l’allarme dei sindaci

Lupi a caccia tra le case e colonie feline sbranate: scatta l’allarme terrore tra i residenti.

Ad Ancona e nei comuni limitrofi gli avvistamenti di branchi selvatici a ridosso dei portoni e dei giardini privati sono ormai all’ordine del giorno. I gatti delle colonie decimati da 50 a 12, fattorie assediate e lo sfogo amaro del sindaco di Filottrano che denuncia: «I sindaci hanno le mani legate, non possiamo essere schiavi dei lupi».

È giusto intervenire per contenere la presenza dei predatori nei centri abitati o bisogna tutelare la fauna selvatica a ogni costo?

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Ancona – L’incubo del predatore selvatico non appartiene più soltanto ai racconti popolari o alle foreste remote delle alte vette montane, ma irrompe prepotentemente nella quotidianità delle aree residenziali e delle periferie urbane. Nelle ultime settimane, nel capoluogo dorico e in diversi centri limitrofi delle Marche, gli avvistamenti ravvicinati di lupi hanno raggiunto livelli di allarme senza precedenti, seminando ansia e sgomento tra i cittadini. Le strade dei quartieri, i parcheggi pubblici e i giardini delle abitazioni private si stanno trasformando in un terreno di caccia notturno e diurno, in cui a fare le spese della convivenza forzata sono gli animali domestici e d’allevamento, aprendo un dibattito rovente nelle cronache del nostro territorio e delle comunità locali.

A testimoniare la gravità della situazione sono i filmati registrati dai residenti e i racconti carichi di terrore da parte di chi si è trovato a tu per tu con gli esemplari. L’ultimo incontro ravvicinato in ordine cronologico è avvenuto giovedì mattina, pochi minuti prima delle cinque, nel popoloso quartiere di Brecce Bianche ad Ancona. La pasticciera Alessandra Egidi, mentre si recava ad aprire il proprio esercizio commerciale nei pressi di via San Gaspare, ha notato una sagoma imponente davanti all’area verde: «All’inizio sembrava un cane randagio, ma era di taglia troppo grossa. Si stava dirigendo deciso verso i portoni dei palazzi residenziali». Il video dell’avvistamento è rimbalzato sui social per avvertire chiunque esca a passeggiare con i propri cani all’alba, accendendo i riflettori delle pagine di cronaca e attualità.

Gli avvistamenti a Brecce Bianche e le colonie feline decimate alla Baraccola

Se gli incontri lungo le strade cittadine provocano brividi e preoccupazione, la situazione assume contorni drammatici per le colonie feline comunali. Nella zona della Baraccola, in via Scataglini, la responsabile Manuela Pajalunga denuncia una vera e propria strage silenziosa iniziata alla fine dell’estate: «Gli attacchi dei lupi sono cominciati ai primi di agosto. In una delle nostre colonie storiche, su una popolazione iniziale di cinquanta gatti siamo rimasti con appena dodici esemplari superstiti. Me li hanno letteralmente decimati». L’ultima vittima accertata è il piccolo gatto Pollo, un micio fragile con difficoltà di deambulazione, catturato e sbranato in un assalto disperato ripreso dalle fototrappole di sorveglianza.

A destare massimo allarme tra i volontari è soprattutto la totale confidenza acquisita dai predatori con la presenza dell’uomo. L’incursione fatale si è consumata poco prima delle diciotto, in pieno giorno e a ridosso dell’ora di punta, a brevissima distanza da un trafficato distributore di carburanti e dalle attività del centro commerciale. I lupi non hanno mostrato alcun timore per il rumore dei motori accesi, le luci e il passaggio degli automobilisti. Di fronte all’impossibilità del Comune di finanziare una recinzione anti-scavalco da seimila euro per carenza di fondi, è scattata una generosa mobilitazione cittadina tramite colletta per proteggere i mici rimasti, tema sensibile trattato anche nella nostra sezione su ambiente e protezione della natura.

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Il dramma di Filottrano e lo sfogo del sindaco Luca Paolorossi sui branchi

La tensione legata alla proliferazione incontrollata dei canidi selvatici non risparmia i comuni dell’entroterra anconetano. A Filottrano il problema ha toccato da vicino la famiglia del sindaco Luca Paolorossi, che ha vissuto in prima persona la perdita dei propri gatti domestici aggrediti a pochi passi dalla porta di casa alle prime ore del mattino. L’episodio, documentato dai filmati del sistema di videosorveglianza privata, ha spinto il primo cittadino a rompere gli indugi istituzionali denunciando una situazione divenuta ormai insostenibile per la popolazione.

«In questo momento sul nostro territorio comunale censiamo circa trenta lupi, di cui quattordici si muovono costantemente in branco», spiega con fermezza il sindaco Paolorossi. «Prima le incursioni avvenivano nel cuore della notte, adesso si verificano regolarmente al tramonto o al mattino presto. Ci sono leggi comunitarie e nazionali che sembrano tutelare più gli animali selvatici che l’incolumità delle persone. I sindaci hanno le mani legate e non possono emanare provvedimenti risolutivi, ma non possiamo accettare di diventare ostaggi dei lupi all’interno dei nostri centri abitati». Uno sfogo che accende i riflettori del dibattito su politica e normative istituzionali.

Strage negli allevamenti a Osimo: i costi insostenibili per gli agricoltori

Il grido d’aiuto giunge con altrettanta disperazione dal comparto zootecnico e agrituristico delle colline marchigiane. A Casenuove di Osimo, la nota fattoria didattica Santa Paolina Farm guidata da Alberto Maria Alessandrini è finita sotto assedio permanente. Nel corso dell’ultimo quadriennio la struttura ha subito oltre venti assalti letali, con la perdita straziante di daini, cervi, mufloni e persino asini, per un danno economico diretto calcolato tra i quindici e i ventimila euro, aggravato dall’insufficienza dei risarcimenti pubblici che coprono a stento i costi di smaltimento.

Nonostante l’impiego massiccio di cani da guardia specializzati, recinzioni elettrificate e la drastica riduzione dell’estensione dei pascoli da trenta a soli sei ettari, il predatore continua a trovare varchi insidiosi per colpire. Realizzare barriere invalicabili comporterebbe spese proibitive fino a ventimila euro per singolo ettaro, un onere insostenibile per le piccole aziende agricole. La convivenza tra l’espansione demografica dei grandi carnivori selvatici e la vita quotidiana dei residenti si trova a un punto di non ritorno, richiedendo un intervento urgente e coordinato da parte degli organi ministeriali per ridefinire i piani di monitoraggio e sicurezza del territorio.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Cronaca

Ostia, allarme per le colonie feline distrutte dalle ruspe: al SuperCat Show di Roma scattano le adozioni del cuore

Emergenza a Ostia: le ruspe del cantiere demoliscono le colonie feline sul lungomare!

Gatti anziani e malati in fuga tra le macerie a rischio investimento. Al SuperCat Show di Roma scattano le adozioni del cuore per Leo, Moka e Testone: ecco come aiutarli.

Bisognava tutelarli prima di avviare i lavori? Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Ostia – Un drammatico grido d’aiuto si alza dal litorale romano, dove decine di piccoli felini indifesi rischiano la vita a causa dell’avanzata inesorabile dei cantieri edili e delle pale meccaniche. Le storiche colonie feline del lungomare di Ostia, stanziate a ridosso di via Cristoforo Colombo e in via Isabella di Castiglia, sono state travolte dall’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto del Parco del Mare: le ruspe hanno demolito gran parte dei rifugi artigianali, disorientando gli animali e costringendoli a fuggire terrorizzati verso le arterie stradali ad alto scorrimento, con un gravissimo rischio di investimento che scuote la sensibilità del nostro territorio laziale.

Per far fronte a questa gravissima emergenza urbana e salvare i gatti dalle macerie, il prestigioso evento internazionale SuperCat Show ha deciso di scendere in campo in prima linea, offrendo una cassa di risonanza eccezionale. Durante la grande manifestazione in programma sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 presso la Nuova Fiera di Roma (Ingresso Est, Padiglione 1), verranno allestiti speciali spazi dedicati alle adozioni del cuore e alla raccolta fondi, inserendosi nel circuito dei grandi eventi solidali della Capitale.

La situazione appare particolarmente critica per i gatti più vulnerabili: molti esemplari sono infatti anziani, ipovedenti o affetti da patologie croniche, del tutto incapaci di sopravvivere nel caos di polvere e rumori assordanti generato dai mezzi pesanti. Le infaticabili volontarie locali hanno lanciato un appello disperato per trovare stalli provvisori e famiglie amorevoli disposte ad accoglierli, un impegno civico che testimonia la necessità di tutelare la biodiversità urbana raccontata quotidianamente nelle nostre inchieste su ambiente e benessere animale.

La mobilitazione capitolina unisce la tutela dei diritti degli animali con le grandi scelte di riqualificazione urbana, aprendo una riflessione politica simile a quella che abbiamo documentato nel recente affondo sulla trasformazione della Nuova Pescara.

Le ruspe del Parco del Mare a Ostia distruggono i ripari: gatti anziani e malati a rischio investimento

L’abbattimento delle casette e dei ripari protetti ha spezzato l’equilibrio etologico faticosamente costruito in anni di assistenza volontaria. Senza più i punti di alimentazione controllati, i felini vagano spaventati tra i blocchi di cemento e i detriti, rischiando di finire travolti dalle automobili che sfrecciano sul lungomare e sulla Colombo. La priorità assoluta delle gattare è mettere in sicurezza i soggetti più deboli, garantendo visite veterinarie tempestive e sistemazioni protette prima che i cantieri procedano con le successive fasi di scavo.

Tra i trovatelli simbolo di questa emergenza che cercheranno casa alla Fiera di Roma c’è Leo, un dolcissimo cucciolo di sei mesi recuperato a un passo dalle corsie stradali, pronto per essere affidato dopo visita veterinaria, test Fiv/Felv e profilassi sanitaria completa. Accanto a lui cerca riscatto Moka, una splendida micina di circa sei mesi, già sterilizzata e negativa ai test infettivi, abbandonata vigliaccamente nella colonia proprio all’apertura dei cantieri.

Il caso più commovente riguarda però Testone, un affettuoso micione di quattro anni castrato e negativo a Fiv/Felv, affetto purtroppo da una forma di insufficienza renale cronica che richiede una dieta specifica a basso tenore proteico. Per lui la volontaria Silvia (contattabile con urgenza al recapito mobile 346 7403838) chiede un gesto di generosità per evitargli la gabbia del gattile, offrendogli il calore di una casa accogliente.

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Gli appelli per Leo, Moka e Testone: adozioni del cuore al SuperCat Show alla Nuova Fiera di Roma

La direzione del SuperCat Show ha accolto con entusiasmo l’istanza delle volontarie, confermando la vocazione etica del felin-evento più importante d’Italia. «Appena siamo venuti a conoscenza della drammatica situazione delle colonie feline di Ostia ci siamo mobilitati per dare voce a questi gatti indifesi», hanno dichiarato gli organizzatori. «Nel pieno rispetto dei piani urbanistici cittadini, ci auguriamo che le istituzioni trovino soluzioni concordate; nel frattempo, abbiamo messo a disposizione i nostri spazi per moltiplicare le adozioni del cuore».

Gli annunci e le fotografie dei gatti scampati alle ruspe saranno esposti nel corner adozioni gestito dalla storica associazione Arca – I Gatti della Piramide ODV, presieduta da Marzia Pacella, partner solidale dell’evento che da decenni opera per salvare e curare i mici randagi della Capitale. I visitatori potranno ricevere consulenze preaffido e completare le schede conoscitive per accogliere un nuovo membro a quattro zampe nella propria famiglia.

La manifestazione ospiterà inoltre un punto informativo ufficiale del Ministero della Salute per sensibilizzare la cittadinanza sull’obbligatorietà del microchip e contrastare la piaga dell’abbandono, offrendo consulenze veterinarie gratuite a cura della clinica Reprovet di Roma.

Oltre seicento gatti con pedigree e le sfilate speciali: star del web e salute al grande felin-evento

La due giorni della Nuova Fiera di Roma vedrà sfilare su un palco di oltre cinquanta metri più di seicento felini col pedigree provenienti dai più prestigiosi allevamenti internazionali. Il pubblico potrà ammirare da vicino magnifici esemplari di razze rarissime: dai maestosi Maine Coon e Norvegesi delle Foreste ai sinuosi Bengal, Kurilian Bobtail, Certosini, Devon Rex, Cornish Rex, Persiani, Sphynx, Siamesi e Blu di Russia, giudicati dagli otto esperti internazionali dell’ANFI (Associazione Nazionale Felina Italiana).

Il programma prevede per sabato pomeriggio lo speciale dedicato ai magnifici Siberiani e Neva Masquerade, mentre la domenica sarà dominata dalla passerella dei gatti Rex e dall’assegnazione dell’ambito Trofeo SuperCat dell’Anno sostenuto dai main sponsor Monge, Schesir, Natural Trainer, Farmina, Oasy, Prolife e Royal Canin. Non mancherà l’intrattenimento per i più piccoli con laboratori creativi e trucca-bimbi curati da Atelier Fantastico.

A rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente ci penseranno i più celebri influencer gattofili del web, tra cui Damiano Giordano, Federico Santaiti, Valentina Argento e Selene Tola, pronti a incontrare i fan per promuovere la cultura del rispetto e dell’amore verso i nostri compagni di vita felini.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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