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Premio Spoleto Art Festival Letteratura: il trionfo della cultura a Palazzo Mauri

La splendida, storica e suggestiva cornice settecentesca di Palazzo Mauri a Spoleto ha fatto da degno e meraviglioso teatro alla cerimonia di premiazione del prestigioso “Premio Spoleto Art Festival Letteratura”, uno degli eventi cardine e più attesi del Menotti Art Festival. Sotto la sapiente e instancabile guida organizzativa del presidente Luca Filipponi, l’evento ha radunato ben 42 editori e centinaia di esponenti della cultura nazionale. Nel corso della giornata sono stati assegnati riconoscimenti a decine di eccellenze italiane tra poeti, narratori e giornalisti: dal Premio alla carriera a Dashnim Hebibi, fino all’apprezzatissimo riconoscimento ad Angela Kosta per il commovente libro “Riabbracciando il sole”👇

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Premio Spoleto Art Festival Letteratura

Spoleto – La meravigliosa, storica e sempre affascinante città di Spoleto si è confermata ancora una volta, con enorme successo ed eleganza, come un vero e proprio, solido e inestimabile faro di luce intellettuale e artistica per l’intero panorama culturale e letterario della Penisola italiana. Nella suggestiva, piovosa ma sempre magica giornata di giovedì 26 settembre 2026, l’imponente e prestigiosissima cornice architettonica del settecentesco Palazzo Mauri ha infatti ospitato orgogliosamente, solennemente e ufficialmente l’attesissima cerimonia di consegna del Premio Spoleto Art Festival Letteratura. Questo riuscitissimo e prestigioso evento non rappresenta assolutamente e banalmente una semplice premiazione locale, ma si configura orgogliosamente come uno degli appuntamenti centrali, nevralgici e più attesi dell’intero e vastissimo cartellone del celebre Menotti Art Festival Spoleto. Una manifestazione di altissima caratura che ha saputo confermare e consolidare nel tempo la propria forte e radicata vocazione: quella di riuscire a riunire miracolosamente, armoniosamente e proficuamente mondi apparentemente distanti come la letteratura d’autore, la complessa editoria moderna, il giornalismo d’inchiesta, il cinema, il teatro, la sublime musica e le avanguardistiche arti visive. Il risultato finale è stato una giornata indimenticabile, capace di trasformare il formale e classico riconoscimento ai protagonisti della cultura in un molto più ampio, democratico e profondo momento di confronto, dibattito, crescita intellettuale e valorizzazione assoluta della creatività contemporanea nazionale e internazionale.

Il Menotti Art Festival: dialogo tra editoria e arti visive

Il Premio letterario, magistralmente curato nei minimi dettagli, non si è affatto configurato semplicemente e freddamente come una statica e noiosa cerimonia celebrativa per addetti ai lavori.
Al contrario, la kermesse spoletina si è imposta prepotentemente come una delle espressioni più vive, dinamiche e significative dell’intero e vastissimo progetto culturale alla base del Festival. È stata una piattaforma fisica e intellettuale formidabile, capace di mettere in contatto, far dialogare costruttivamente e far incontrare autori, grandi e piccoli editori, giornalisti, liberi artisti e instancabili operatori del settore della cultura. Alla ricchissima e partecipata manifestazione hanno infatti preso parte attivamente ben 42 importanti editori italiani, affiancati da numerosissimi, illustri e preparati esponenti dell’editoria e del panorama culturale del nostro Paese. A fare da splendido e ricercato sfondo alla cerimonia di premiazione ci hanno pensato due preziosi dettagli di enorme valore storico e artistico: lo speciale e rarissimo annullo filatelico realizzato ad hoc e concesso ufficialmente dalle Poste Italiane per celebrare l’occasione, e la bellissima, curata e ricca mostra d’arte intitolata Spoleto Meeting Art. Quest’ultima, curata con grande dedizione, occhio critico e passione da Paola Biadetti, ha fornito ulteriori ed eccellenti spunti visivi, sottolineando e rafforzando ancora di più l’intimo, profondo e inscindibile rapporto simbiotico e circolare che deve necessariamente esistere tra la produzione di grande cultura, la valorizzazione del territorio locale e la diffusione e promozione artistica a tutto tondo.

La squadra vincente e i protagonisti della macchina organizzativa

Dietro al perfetto, fluido e ineccepibile svolgimento di una complessa e affollata manifestazione di questa enorme portata, si cela inevitabilmente il lavoro instancabile, preziosissimo e oscuro di un team di grandi professionisti.
A guidare magistralmente, saldamente e instancabilmente l’intero, immenso progetto e la complessa macchina organizzativa è stato Luca Filipponi, l’attento e appassionato presidente in carica del Menotti Art Festival Spoleto. Nel corso del suo intervento, Filipponi ha voluto esprimere pubblicamente il proprio sincero, profondo e caloroso ringraziamento a tutti coloro che, con immensa fatica e dedizione, hanno contribuito attivamente e materialmente alla felice e perfetta realizzazione della complessa kermesse umbra. Un riconoscimento speciale, meritato e del tutto particolare è stato infatti orgogliosamente e giustamente rivolto alla direttrice della comunicazione Paola Biadetti; alla sapiente direttrice musicale Elena Sabatino; all’instancabile vicepresidente del Premio, l’autrice e giornalista Sabrina Morelli; e all’attenta presidente del Comitato scientifico, la dottoressa Maria Concetta Borgese, alla quale la direzione ha unanimemente e felicemente attribuito un ruolo dirimente, particolarmente attivo, essenziale e strategico nell’organizzazione logistica e nello sviluppo pratico di tutte le complesse attività culturali collaterali.

Tutti i tantissimi premiati e le prestigiose menzioni speciali

Nel corso della lunghissima, emozionante e applauditissima manifestazione, sono state solennemente e ufficialmente assegnate numerosissime, ambite e prestigiose onorificenze e targhe.
Questi importanti riconoscimenti sono stati rivolti a personalità di spicco e talenti provenienti da ambiti e settori molto differenti della cultura, dell’informazione e dell’arte contemporanea. La grandissima e voluta varietà delle categorie premiate ha confermato limpidamente e felicemente la forte, orgogliosa e marcata natura interdisciplinare del Premio. Hanno trovato infatti un grandissimo e meritato spazio d’onore e visibilità la poesia (sia quella edita che le sperimentazioni inedite), la narrativa contemporanea, il giornalismo d’assalto, la comunicazione, il cinema indipendente, la fotografia d’autore, il teatro e, non da ultimo, il lodevole e concreto impegno sociale. Tra la lunghissima e prestigiosa lista dei premiati figurano: Teresa Acquaviva, Cesar P. Balan, Fabio Bavetta, Morena Bellanca, Maria Concetta Borgese, Alfonso Bottone, Martina Bruno, Floria Bufano, Alessandro Calonaci, Antonella Calorini, Ilary Cerullo, Mattia Cianfroni, Rocco Cosentino, Gian Luca Costanzi, Giuseppe Costigliola, Roberto Croce, Antonella D’Arrezzo, Dashnim Hebibi, Rosanna Della Valle, Alessio Dentici, Evelyn Di Biase, Michela Diamanti, Giuliana Donzello, Saverio Ferrara, Lucia Gaetani, Ernesto Giancotti, Mauro Gianni, Giuseppe Giocaliero, Giuseppina Giudice, Stefano Gori, Gino Iorio, Angela Kosta, Gianni Lattanzio, Roberto Lorusso, Lorenzo Ludi, Maurizio Maglio, Mariangela Mandia, Pasquale Marasco, Domenico Mari, Emanuela Mari, Md Mahbubur Rahman, Salvatore Minieri, Sabrina Morelli, Anna Mossuto, Susanna Musetti, Alessandro Nardelli, Rita Neri, Pietro Paolo Orlandi, Cinzia Panuccio, Duilio Papi, Monica Pasero, Giulia Perroni, Francesco Petrillo, Anna Maria Petrova, Sonia Planamente, Vincenzo Policreti, Patrizia Riello Pera, Tasha Rodrigues, Elisabetta Serafini, Silver Mele, Paola Sonnino, Anna Maria Stefanini, Sun Xiaoping, Giuseppe Tecce, Roberta Testaguzza, Gianfrancesco Timpano, Tommaso Tuccillo, Maria Ventre, Lucia Zappulla, Rosaria Zizzo e Francesca Ghezzani.

Da Angela Kosta all’omaggio commosso a Sandro Costanzi

All’interno di questo vastissimo, ricco e frastagliato panorama di eccellenze intellettuali italiane, alcune specifiche premiazioni hanno saputo rubare letteralmente il cuore, l’attenzione e l’applauso della gremita platea.
Tra gli ambitissimi e speciali riconoscimenti di nicchia figura certamente, e con grande e meritato orgoglio, quello conferito formalmente e solennemente ad Angela Kosta per la stesura del delicatissimo volume “Riabbracciando il sole”, opera di grande impatto emotivo felicemente inserita nel percorso letterario della manifestazione. Il libro affronta coraggiosamente, intimamente e con enorme garbo letterario e poetico tematiche pesanti e fondamentali legate indissolubilmente alla memoria familiare, all’elaborazione della perdita, all’essenza della maternità, al dramma sociale della migrazione, alla sofferenza fisica e alla rinascita spirituale. Un prestigiosissimo e doveroso riconoscimento formale all’intera carriera è stato saggiamente e solennemente assegnato all’esperto scrittore e stimato giornalista Dashnim Hebibi, mentre la talentuosa Francesca Ghezzani ha brillantemente ritirato il Premio speciale per l’innovazione, la sperimentazione e la comunicazione giornalistica di qualità. Il fitto programma della cerimonia ha inoltre fortemente e intelligentemente valorizzato il rapporto viscerale tra letteratura e puro spettacolo teatrale, grazie alle affascinanti e coinvolgenti performance artistiche curate con perizia scenica da Alessandro Calonaci ed Emanuela Mari. Nel felicissimo e trionfale contesto della manifestazione umbra, un lungo, profondo e commosso momento di raccoglimento e di sacro ricordo è stato infine doverosamente riservato a due figure importantissime, centrali e indimenticabili per la cultura: il fine critico letterario Sandro Costanzi e l’instancabile giornalista, organizzatrice ed ex responsabile dell’Ufficio Stampa Lisa Bernardini, il cui enorme e preziosissimo contributo storico, professionale e umano offerto alla comunicazione e alla promozione dell’iniziativa resterà perennemente, indelebilmente e scolpito nella memoria collettiva del Festival.

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Fondazione Cassamarca: riapre Casa dei Carraresi con le collezioni d’arte permanenti

La grande e immortale arte del Novecento torna definitivamente a splendere nel cuore di Treviso! Venerdì 2 ottobre 2026 segnerà una data storica per la cultura italiana: la Fondazione Cassamarca inaugurerà ufficialmente la riapertura di Casa dei Carraresi e delle sale superiori di Ca’ Brittoni. Questi magnifici e antichi palazzi diventeranno l’elegante spazio espositivo permanente destinato ad accogliere le inestimabili collezioni d’arte della Fondazione. Il percorso museale, sapientemente e magistralmente curato dai professori Barbieri e Burini dell’Università Ca’ Foscari, ospiterà capolavori assoluti e inestimabili firmati dai più grandi geni dell’arte mondiale: da Modigliani a Fontana, da Morandi a Guttuso, passando per Vedova e Pomodoro👇

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Riapertura casa dei Carraresi

Treviso – Il ricchissimo, vivace e inestimabile panorama culturale, architettonico e artistico del Nord-Est italiano si appresta orgogliosamente, solennemente e ufficialmente a celebrare una vera e propria e fondamentale giornata storica. L’arte contemporanea e del Novecento sta infatti per riappropriarsi trionfalmente e definitivamente dei suoi spazi fisici ed espositivi più nobili, antichi e prestigiosi all’interno della cornice cittadina. La potente e attivissima Fondazione Cassamarca (guidata dallo storico motto “Monti Musoni ponto dominorque Naoni”) ha infatti annunciato in grande stile, attraverso un elegante e attesissimo invito ufficiale diramato alle principali redazioni, l’imminente, straordinaria e definitiva riapertura al pubblico delle magnifiche e storiche sale di Casa dei Carraresi e dei suggestivi e ampi spazi superiori di Ca’ Brittoni. Questo attesissimo, monumentale e fondamentale recupero architettonico e museale non ospiterà banalmente e fugacemente delle normali e temporanee rassegne artistiche di passaggio, ma si consacrerà in via definitiva e assoluta come il nuovissimo, luminoso e prestigiosissimo spazio espositivo permanente destinato ad accogliere, proteggere e mostrare al grande pubblico italiano e internazionale le inestimabili e sconfinate collezioni d’arte private e storiche accumulate e salvaguardate nel tempo dalla Fondazione trevigiana. Un regalo immenso, colossale e inestimabile fatto all’intera cittadinanza e a tutti i puristi e turisti amanti della pittura e della scultura moderna e contemporanea europea.

Il grande evento a Treviso: venerdì 2 ottobre la riapertura

L’appuntamento istituzionale, culturale e mondano da segnare immediatamente, tassativamente e in rosso sull’affollata agenda degli eventi autunnali è fissato per la giornata di venerdì 2 ottobre 2026.
La complessa, perfetta e articolata macchina organizzativa della Fondazione Cassamarca ha meticolosamente, attentamente e sapientemente strutturato la solenne giornata inaugurale trevigiana prevedendo un fitto, serrato e istituzionale programma di incontri e aperture differenziate, pensato per accogliere al meglio esperti e semplici curiosi. I battenti dei palazzi storici si apriranno formalmente, silenziosamente e in rigorosa e blindatissima anteprima esclusiva alle ore 11:00 del mattino, per permettere alla stampa specializzata, ai severi critici d’arte e ai giornalisti accreditati di poter ammirare in solitaria, analizzare tecnicamente e recensire le opere esposte, garantendo così la massima concentrazione e la migliore e perfetta copertura mediatica dell’evento. L’attesissima, vera e propria e democratica apertura delle porte al grande e trepidante pubblico cittadino avverrà invece nel cuore del pomeriggio, a partire dalle ore 17:00, quando le sale torneranno finalmente a riempirsi del vociare ammirato dei visitatori. Il culmine formale, politico e cerimoniale della lunghissima ed emozionante giornata si raggiungerà poco dopo, alle ore 18:00 spaccate, con i previsti, tradizionali e solenni saluti istituzionali di rito da parte delle massime autorità cittadine, seguiti immediatamente da un’approfondita, tecnica e illuminante presentazione critica delle singole e ricchissime sale espositive.

Spazi, Forme, Figure e Bruskin: il percorso di Ca’ Foscari

Il difficilissimo, delicato e colossale compito di ordinare, catalogare, selezionare e allestire fisicamente e concettualmente l’immensa mole di inestimabili capolavori accumulati dalla Fondazione non poteva assolutamente e banalmente essere affidato al caso.
La complessa e brillante curatela intellettuale, scientifica e logistica dell’intera, immensa operazione museale permanente è stata infatti saggiamente, sapientemente e orgogliosamente affidata e appaltata alle brillanti menti e all’inattaccabile rigore accademico di due assoluti luminari del settore: i professori Giuseppe Barbieri e Silvia Burini, prestigiosissimi esponenti di spicco e docenti in forza alla rinomata, storica e vicina Università Ca’ Foscari di Venezia. Sotto la loro attenta, lucida, severa e magistrale guida critica ed estetica, l’infinita ed eterogenea collezione d’arte della Fondazione è stata logicamente, fluidamente e didatticamente suddivisa e incasellata in un percorso espositivo e visivo affascinante e fortemente strutturato, diviso in quattro macro-sezioni o aree tematiche ben distinte e complementari: “Spazi”, “Forme”, “Figure” e un’ultima, intrigante e misteriosa sezione monografica ed esclusiva intitolata “Grisha Bruskin”. Questa intelligentissima, moderna e ragionata suddivisione concettuale e tematica delle opere permetterà fisicamente, visivamente ed emotivamente al fortunato visitatore di orientarsi agilmente, comprendendo le profonde e complesse evoluzioni stilistiche, concettuali, cromatiche e filosofiche che hanno radicalmente segnato, stravolto e caratterizzato la produzione artistica dal Novecento ai giorni nostri.

Da Modigliani a Fontana, da Morandi a Guttuso: parata di stelle

Scorrendo velocemente e avidamente la lunghissima, impressionante e densissima lista degli incredibili e storici artisti le cui opere troveranno finalmente e degnamente fissa dimora all’interno dei rinnovati spazi museali, si prova un sincero e profondo brivido di pura e inebriante vertigine culturale.
Ci troviamo infatti oggettivamente, limpidamente e indiscutibilmente di fronte a una vera, propria e inestimabile parata di stelle assolute e incontrastate del firmamento pittorico e scultoreo italiano e mondiale, una sorta di manuale vivente e tridimensionale di Storia dell’Arte contemporanea. Nelle sale di Casa dei Carraresi e Ca’ Brittoni il grande pubblico potrà ammirare estasiato, a pochissima distanza, le inconfondibili, melanconiche e allungate pennellate del genio maledetto Amedeo Modigliani, per poi perdersi nei silenzi metafisici, intimi e polverosi delle nature morte e delle celebri e iconiche bottiglie dipinte dal maestro Giorgio Morandi. Il percorso lascerà spazio aperto ai rivoluzionari e famosissimi “tagli” spaziali inflitti coraggiosamente alle tele dal visionario Lucio Fontana, per poi passare all’incontenibile e crudo realismo sociale, verace e sanguigno, del grande maestro siciliano Renato Guttuso. Ma l’elenco dei capolavori è sterminato e semplicemente sbalorditivo per qualità e quantità: si va dalle geometrie di Capogrossi e Magnelli, alle visioni di Sironi, Carrà e Annigoni, passando per le forme scultoree monumentali di Arnaldo Pomodoro, Arturo Martini, Minguzzi e Mirko, fino ad arrivare al potentissimo ed energico astrattismo veneziano e informale di Emilio Vedova e Tancredi. Un tesoro artistico letteralmente sterminato, protetto, recuperato e finalmente restituito, in tutto il suo abbagliante, eterno e inestimabile splendore, agli occhi curiosi della cittadinanza.

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“Accordi”: svelata la maestosa stagione 2026/2027 del Teatro Palladium di Roma Tre

Svelato il mastodontico e meraviglioso cartellone 2026/2027 del Teatro Palladium! A cento anni esatti dalla posa della prima pietra, il polo culturale dell’Università Roma Tre rilancia con una stagione straordinaria, intitolata non a caso “Accordi”. Tantissimi i grandissimi nomi che calcheranno le scene della Garbatella incrociando teatro, musica e cinema: dall’eleganza di Laura Morante alle chitarre di Alex Britti, passando per Elena Bucci, Marco Baliani, Ascanio Celestini e la storica Banda Osiris. Il teatro ospiterà inoltre le proiezioni della Festa del Cinema di Roma e l’attesissima finale del prestigioso Premio Strega Saggistica👇

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AscanioCelestini_ph_Pasqualini-MUSA

Roma – Il delicato, inestimabile e fondamentale dialogo tra il mondo accademico, il variegato tessuto urbano cittadino e l’alta produzione artistica trova ancora una volta la sua perfetta, naturale e meravigliosa sublimazione palcoscenica. A cento esatti e gloriosi anni dalla posa formale e storica della sua primissima pietra, la nuovissima, ricchissima e maestosa stagione artistica e culturale 2026/2027 del glorioso Teatro Palladium (il celebre e vitale polo culturale universitario gestito e curato direttamente dall’Università Roma Tre) è stata svelata al grande pubblico capitolino. La singola, densa e importantissima parola chiave scelta programmaticamente dalla direzione artistica per racchiudere e decifrare l’intera anima di questa immensa e poliedrica programmazione annuale è felicemente racchiusa nel sostantivo “Accordi”. Oltre a evocare dolci e palesi suggestioni prettamente musicali e uditive, in un momento storico e sociale in cui i durissimi contrasti politici e civili globali sembrano essere ormai divenuti del tutto irrimediabili e insanabili, questa parola si trasforma magicamente in una vera e propria dichiarazione d’intenti istituzionale. L’“accordo” ricercato dal Palladium diventa così sinonimo contemporaneo e vibrante di ascolto reciproco, di confronto generazionale costruttivo e di salda relazione umana. Un principio cardine, umanistico e filosofico, che attraverserà trasversalmente ed elegantemente l’intera e vasta programmazione del polo della Garbatella, mettendo coraggiosamente in comunicazione e simbiosi la grande recitazione e la complessa ricerca universitaria, la faticosa formazione accademica e la vita del territorio locale, unendo magicamente sullo stesso sacro palcoscenico di legno i più grandi interpreti della scena nazionale e le speranzose nuove generazioni di studenti e spettatori.

I 100 anni del Palladium: grande teatro, memoria e comicità

Il cartellone puramente teatrale della nascente e fittissima stagione si preannuncia letteralmente sterminato, ambizioso e capace di mettere solidamente al centro della scena grandi mattatori, nuovissime generazioni autorali e complessi progetti scenici che intrecciano abilmente la delicata memoria storica con la cruda contemporaneità.
A segnare profondamente e solennemente l’avvio della stagione è innanzitutto il progetto speciale e celebrativo “Palladium 100 – Un teatro per il popolo” (realizzato e sostenuto con il fondamentale e generoso contributo economico del Ministero della Cultura). Si aprirà ufficialmente il sipario il prossimo 29 ottobre con il pregevole e raffinato spettacolo “Risate di gioia” portato in scena magistralmente da Le Belle Bandiere, scaturito da una brillante e geniale idea teatrale di Elena Bucci (che firma minuziosamente con il talentuoso Marco Sgrosso la drammaturgia, le imponenti scene, i curatissimi costumi, l’interpretazione e l’attenta regia). La grande e raffinata comicità teatrale proseguirà senza sosta il 28 novembre con la trascinante, irresistibile e storica Banda Osiris, impegnata nel brillante spettacolo “Le dolenti note”, per poi passare all’11 dicembre con il disincantato e crudo “Concertino per sconfitti dalla vita” di e con la coppia formata da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Minnozzi. Tra i grandissimi e attesissimi protagonisti intellettuali e attoriali della stagione teatrale spicca inevitabilmente anche il nome dell’amatissimo narratore e affabulatore Ascanio Celestini, che calcherà le gloriose assi del Palladium il 12 novembre al fianco di Massimiliano Fiorucci (l’attuale Rettore dell’Università) in “Zero in condotta”. Grandissimo e felice ritorno, inoltre, per gli amatissimi format istituzionali consolidati e dal forte e radicato sapore internazionale: tornerà infatti la fortunatissima rassegna shakespeariana Shakespeare Encore, il festival letterario multietnico Herencias, il festival delle culture di lingua portoghese Lusofonie e le classiche tragedie elleniche con l’immancabile “Edipo Re” di Sofocle (atteso ferventemente in prima romana il 13 e 14 marzo).

La grande musica: Laura Morante, Alex Britti e la Classica

Il secondo, massiccio e importantissimo asse portante dell’intera, gigantesca e ambiziosa struttura della stagione artistica del Palladium è indiscutibilmente rappresentato dalla sterminata, eccellente e variegata offerta musicale, capace di spaziare elegantemente dai grandi recital alle sinfonie.
La grandissima, rassicurante e virtuosa presenza costante della Roma Tre Orchestra garantirà per tutto il corso dell’anno solare un ricchissimo, vario e impegnativo calendario di esecuzioni sinfoniche e cameristiche (tra cui spiccano prepotentemente “Echi di una grande Russia” a novembre e “Ludwig 200” a gennaio). Gli appassionati dei legni impazziranno di gioia per l’imminente ritorno della celebre e storica rassegna Flautissimo, che ospiterà per due giorni consecutivi i maggiori e più acclamati flautisti solisti del panorama internazionale (da Pahud a Bernold). Ma la grande, grandissima musica abbraccerà fittamente e dolcemente anche la recitazione e la modernità: il 29 novembre la divina, algida e inarrivabile Laura Morante incanterà il pubblico ne “Il ballo di Irène Némirovsky”, mentre l’8 dicembre il grande affabulatore Marco Baliani debutterà in prima assoluta nazionale con la magica opera “L’ombra perduta di Peter Schlemihl”. Spazio immancabile anche per le note moderne e graffianti: il 2 dicembre il popolare e virtuoso chitarrista romano Alex Britti infiammerà la sala dialogando apertamente e musicalmente sulla “rivoluzione rock del secondo ’900”, mentre a dicembre andrà in scena un mastodontico, toccante e solenne “Concerto per la pace” affidato alle sapienti cure dell’Orchestra Roma Sinfonietta.

Cinema, danza e cultura: dallo Strega alle rassegne di ateneo

A rendere il Palladium un polo culturale d’eccellenza e a tuttotondo, aperto e vibrante, contribuiscono infine le attivissime e ricchissime sezioni storiche interamente e programmaticamente dedicate alla pura cinematografia, alla coreografia e all’alto dibattito intellettuale e saggistico.
Il grande e luccicante cinema internazionale d’autore tornerà ufficialmente a invadere le antiche e fascinose sale del teatro grazie alle solide, storiche e collaudate partnership con i più prestigiosi eventi della Capitale: il Palladium aprirà infatti le sue porte alla celeberrima Festa del Cinema di Roma (dal 19 al 23 ottobre), all’acclamato MedFilm Festival (13 e 14 novembre) e alla sempre seguitissima rassegna universitaria CinemaOltre. Estremamente interessante, inoltre, l’approfondito ciclo di incontri autunnali denominato Vite in Musica, un viaggio visivo dedicato interamente all’intrigante analisi critica dei grandi biopic musicali cinematografici. Il sudatissimo e meraviglioso mondo della danza contemporanea e di ricerca, invece, esplorerà il delicatissimo e complesso rapporto tra il movimento del corpo, l’immagine e la coreografia grazie alla proficua e virtuosa sinergia istituzionale con la prestigiosa Accademia Nazionale di Danza. A suggellare infine in maniera indelebile e solenne l’indiscutibile e crescente centralità civica e intellettuale del Teatro Palladium all’interno del vasto e complesso tessuto cittadino, spiccano senza dubbio tre importantissimi e attesissimi appuntamenti fissati per il dibattito culturale pubblico: il teatro della Garbatella ospiterà orgogliosamente l’ambitissima serata finale del celebre Premio Strega Saggistica 2026, l’interessantissimo raduno d’attualità noto come La Manifestival e, a febbraio, le profonde ed erudite celebrazioni ufficiali per la Giornata mondiale della lingua e della cultura elleniche. Il sipario si alza, la cultura romana riparte.

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L’ascolto dei corpi che abbatte le barriere del buio e invoca la fine di tutte le guerre: Murìcena Teatro lancia lo show “Dimenticata Pace”

La forza dei sensi scaccia il buio del pregiudizio e il tomorrow del teatro sociale celebra un trionfo pazzesco di inclusione e legalità dello Stato! Murìcena Teatro lancia a ottobre le fitte e attesissime repliche di “Dimenticata Pace”, lo spettacolare show scritto e diretto da Raffaele Parisi e interpretato interamente da una scuderia d’élite di attori non vedenti e ipovedenti, protetto dai finanziamenti del Ministero della Cultura (MIC). Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor del pubblico che fa collidere la satira antica di Aristofane alle percezioni tattiche e sonore della pista, accompagnato in trincea dal cane guida Nuvola. Con un comfort funzionale perfetto integrato nei laboratori gratuiti dello storico Istituto Paolo Colosimo di Napoli, la messinscena sbarca domenica 11 ottobre ad Aversa e il 15-16 ottobre al Teatro dei Piccoli per sconfiggere l’isolamento da smartphone. Scoprite la mail della segreteria per bloccare le poltrone nel nostro articolo! 👇

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Napoli – Un calore viscerale, travolgente e intriso di profondo riscatto etico si propaga dai laboratori della prosa sociale per invadere l’intero territorio rionale, trasformando le sale dei palcoscenici campani in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità inclusiva. Il grande teatro d’avanguardia e l’interplay del movimento biologico, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare il merito e le risposte flessibili della coscienza, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dell’indifferenza. A partire da domenica 11 ottobre e fino alle scadenze di venerdì 16 ottobre 2026, le province di Caserta e Napoli ospiteranno il fischio d’inizio e il ruolino di marcia delle attesissime e fitte repliche di “Dimenticata Pace”, la sfolgorante produzione professionale firmata dalla scuderia di Murìcena Teatro.

La monumentale opera, interamente scritta e diretta sul leggio dal regista e drammaturgo Raffaele Parisi, blinda un programma pluriennale d’alto profilo civile interamente protetto e finanziato dal **Ministero della Cultura (MiC)**, inserito dallo scorso gennaio 2026 tra i dodici progetti d’élite dello Stato dedicati al sostegno e alla presenza stabile di organismi che impiegano professionalmente artisti con disabilità. La messinscena si articola come un viaggio specchio iper-emotivo interpretato in totale trasparenza da una corazzata di **attrici e attori professionisti non vedenti e ipovedenti**, nato all’interno del fortunato laboratorio di formazione continuativa intitolato “Fare Teatro… oltre lo sguardo”, gestito in fitta joint venture strategica con la Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla commedia di Aristofane al buio della scena rionale: l’interplay dei sensi

L’ordito di “Dimenticata Pace” si addentra senza maschere o ipocrisie interpretative nelle trame della commedia antica di Aristofane, dove il vignaiolo Trigeo saliva fino alle stelle per liberare la dea Eirene, prigioniera della Guerra. Nel testo di Parisi, quel mito si trasmuta millimetricamente in un cammino di prossimità e di scavo biologico in cui un mendicante cieco, scortato fedelmente dal suo **cane guida Nuvola**, attraversa la terraferma alla ricerca di una pace dimenticata. A tessere i fili della storia sul parquet della sala interviene l’onestà espressiva della cantastorie Opora, che fila e lavora a maglia come una Parca dello Stato, narrando le vicende nel dialetto verace napoletano per favorire un’accessibilità universale al racconto, scacciando il torpore e le nevrosi della modernità liquida.

I dati della lavorazione scenica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: all’interno dello show, della durata esatta di 70 minuti, la vista cessa di essere lo strumento principale per decifrare lo spazio. I Criteri dell’allestimento si convertono ingegneristicamente in un’immersione sensoriale priva di filtri protettivi in cui **suoni tridimensionali, respiri, voci recitanti, fragranze olfattive e contatto tattile** edificano un comfort funzionale perfetto e una barriera impenetrabile contro l’isolamento sociale dei dispositivi elettronici personali. «Siamo partiti dai corpi dei nostri attori, improvvisando su passi, memorie e respiri affinché la percezione si facesse materia drammaturgica contro l’asfissia delle guerre che feriscono il pianeta», confessa visibilmente commosso il regista Raffaele Parisi, pianificando il ruolino delle repliche autunnali del 2026.

Il centro d’arte gratuito all’Istituto Paolo Colosimo e il calendario di ottobre

Il progetto compie un monumentale salto strategico grazie alla delibera della **Regione Campania**, che ha ufficialmente affidato lo storico teatro dell’Istituto Paolo Colosimo di Napoli alla Scuola Elementare del Teatro. Questo allestimento trasforma il plesso in una casa stanziale permanente e in un centro d’eccellenza interamente dedicato alla formazione gratuita per persone con disabilità e in condizioni di fragilità sociale dei quartieri popolari, un mezzo flessibile nato per valorizzare il merito delle tute blu dello spettacolo ed evitare il doloroso esodo delle competenze dal Mezzogiorno. A supportare l’opera di squadra eccezionale intervengono le joint venture contrattuali strette con Manovalanza ETS, la Baracca dei Buffoni e il monitoraggio sul territorio curato dall’ufficio stampa di *Theatron 2.0*.

Il ruolino di marcia delle scadenze sul palco osserverà il seguente calendario stanziale a ridosso del territorio campano:

  • Domenica 11 ottobre 2026, ore 20:00: Il primo fischio d’inizio abiterà i rioni di Aversa (CE), all’interno della suggestiva ed accogliente cornice della Chiesa dello Spirito Santo, sita in Piazza Domenico Cirillo.
  • Giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2026, ore 20:00: Il secondo round si sposterà sui monitor e sulle scene della città di Napoli, sul palco protetto del Teatro dei Piccoli nella Mostra d’Oltremare, garantendo risposte flessibili alle famiglie e alle scolaresche della provincia.

Il cast d’élite schiera in trincea sul legno gli attori Michela Annunziata, Claudia Arena, Giuseppe Carozza, Mario Fusco, Rosaria Fusco, Luca Progressivo, Giovanni Scudiero e Anna Bocchino, avvalendosi della guida artistica di Adriana Follieri, delle musiche eseguite dal vivo da Tommy Grieco e delle audiodescrizioni per i non vedenti. I database delle prenotazioni sono aperti e le schede informative accessibili inviando una mail a *muricena.teatro@gmail.com*. Questo fine settimana spegnete per un’ora gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e andate a teatro ad Aversa o a Napoli: gli attori della scuderia Murìcena e il cane Nuvola vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà ascoltare la voce degli ultimi per difendere la Pace, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano.

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