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Iosno porta il tour “Diventare Io” all’arena del porto turistico di Pescara

🧘‍♂️ L’Arena del Porto Turistico di Pescara si prepara a registrare il tutto esaurito per la tappa del tour “Diventare io” di Iosno, un evento unico dedicato alla consapevolezza e alla mindfulness.

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#Pescara #Iosno #Mindfulness #EventiPescara

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IOSNO

Pescara si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate nel settore della crescita personale e della consapevolezza. Il prossimo 29 luglio, a partire dalle ore 21.30, l’Arena del Porto Turistico di Pescara ospiterà una delle tappe più significative del tour “Diventare io” di Iosno. L’evento, promosso sul territorio da Eclissi Eventi, sta registrando numeri da record, avviandosi rapidamente verso il tutto esaurito. Questo riscontro di pubblico testimonia la crescente attenzione verso i temi della mindfulness e dell’auto-osservazione, che trovano nella riviera adriatica abruzzese una cornice suggestiva, affacciata direttamente sul mare e facilmente raggiungibile da viale della Riviera e dalle principali arterie cittadine della provincia pescarese.

Un format teatrale innovativo per la consapevolezza collettiva

A differenza dei tradizionali spettacoli che animano le arene estive della costa abruzzese, il progetto porta sul palco un format originale e immersivo. L’iniziativa mescola pratiche di ascolto profondo, osservazione interiore e presenza mentale, coinvolgendo direttamente il pubblico in un’esperienza collettiva lontana dai canoni dello show convenzionale. L’arena all’aperto situata nell’area portuale si trasforma così in uno spazio di condivisione e riflessione. I partecipanti non assistono passivamente a una rappresentazione, ma diventano parte attiva di un percorso guidato volto a comprendere le dinamiche della propria identità e dei processi mentali che caratterizzano la vita di tutti i giorni.

Con il progetto teatrale Iosno Experience, l’autore ha introdotto una modalità inedita di portare la meditazione e la mindfulness fuori dai contesti tradizionali dei centri o degli studi privati, inserendole nei teatri e nei grandi spazi scenici. Dopo la fase di sperimentazione condotta in diverse città della penisola per testare lo spazio scenico come luogo di osservazione condivisa, il nuovo ciclo di appuntamenti 2026/2027 prosegue l’indagine sul campo. La tappa lungo la costa di Pescara rappresenta un tassello fondamentale di questa tournée nazionale, coordinata dal punto di vista organizzativo da Gabriele Amenduni, Direttore Generale di Live Show Productions, che cura la crescita artistica e la direzione del percorso dell’artista.

Il successo editoriale e il fenomeno digitale dietro il progetto

Il riscontro registrato dal vivo trova le sue radici in un percorso di divulgazione che unisce la scrittura, la produzione multimediale e la formazione sul campo. All’attività dal vivo si affianca il successo editoriale del libro “Iosno – Vivere Mindfulness”, edito da De Agostini Libri. L’opera ha conquistato il pubblico italiano rimanendo per sette settimane consecutive al primo posto nella categoria “Psicologia” e mantenendo una posizione di rilievo nella top ten delle classifiche nazionali. Il volume ripercorre la trasformazione dell’autore, il quale ha abbandonato una carriera consolidata nel settore della pubblicità per dedicarsi interamente alla ricerca interiore e allo studio dei meccanismi della mente.

La diffusione di questi contenuti avviene anche attraverso canali digitali e format immersivi. Il podcast omonimo ha superato i tre milioni e mezzo di interazioni, confermando la capillarità di un messaggio che parla a un pubblico ampio ed eterogeneo. A completare l’offerta ci sono i retreat residenziali, concepiti come periodi di stacco dalla frenesia quotidiana per favorire il contatto con la natura e il risveglio interiore attraverso pratiche all’alba e momenti di condivisione comunitaria. Per la serata del 29 luglio all’Arena del Porto Turistico, gli ultimi tagliandi d’accesso sono disponibili sulla piattaforma TicketOne e presso i punti vendita dei circuiti autorizzati.

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Nasce all’Aquila l’Auditorium dell’Ordine dei Medici: spazio tecnologico aperto alla città

La sanità abruzzese fa un clamoroso e modernissimo balzo nel futuro! Sabato 26 settembre (alle ore 9:00), l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia dell’Aquila inaugurerà ufficialmente il suo nuovissimo, ipertecnologico e fiammante Auditorium in via Pescara (presso il Centro Direzionale Strinella). Una sala da ben 180 posti dotata delle migliori tecnologie per videoconferenze, acquistata dalla dirigenza unicamente con i fondi degli avanzi di bilancio e senza fare un solo euro di debito in banca! Un traguardo figlio del “nuovo corso” politico del presidente dell’Ordine (e primario di Malattie Infettive) Alessandro Grimaldi, che appena eletto ha addirittura tagliato del 50% le indennità dirigenziali per risparmiare e finanziare i corsi di formazione dei giovani dottori. “L’Auditorium non sarà solo un freddo ufficio, ma uno spazio luminoso, aperto ai cittadini, alle Asl e ai volontari per fare rete”, ha esultato Grimaldi. All’evento inaugurale parteciperanno i vertici nazionali del mastodontico ente pensionistico ENPAM e i più agguerriti sindacati medici d’Italia, per un convegno infuocato sul futuro e sulle pensioni dei camici bianchi. Leggi tutti i nomi illustri e i dettagli nel nostro articolo completo 👇

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auditoriumordinemedici

L’Aquila – In un’epoca storica particolarmente turbolenta per l’intera sanità pubblica italiana, spesso afflitta da enormi carenze di personale, continui e inaccettabili episodi di violenza nelle corsie e gravissimi tagli lineari al bilancio statale, arriva finalmente dal capoluogo abruzzese una luminosissima e concreta testimonianza di eccellente gestione virtuosa e lungimirante delle preziose risorse pubbliche e professionali.
La città dell’Aquila si prepara infatti a ospitare e abbracciare con grande entusiasmo una modernissima struttura architettonica e culturale, fiore all’occhiello dell’intera classe medica regionale. Stiamo parlando della nuovissima e ipertecnologica sede congressuale permanente voluta, ideata e realizzata caparbiamente dall’OMCeO, l’attivissimo Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri dell’Aquila. Il taglio del nastro tricolore e l’inaugurazione ufficiale in pompa magna della nuova “casa dei medici” sono stati solennemente fissati in calendario per la luminosa mattinata di sabato 26 settembre 2026, con inizio tassativo dei lavori e dei festeggiamenti previsto per le ore 9:00. Il nuovo Auditorium è strategicamente, comodamente e centralmente situato nella frequentatissima via Pescara 2, proprio all’interno del modernissimo e funzionale Centro Direzionale “Strinella 88”, a due brevissimi passi pedonali dal vasto e nuovissimo parcheggio pubblico sotterraneo (da poco inaugurato e ricavato abilmente negli spazi della ex caserma militare Rossi) e vicinissimo a tutte le principali e rinomate strutture alberghiere del suggestivo centro storico cittadino. All’attesissimo e fondamentale evento inaugurale del 26 settembre non mancheranno le massime autorità, ma prenderanno parte fisicamente anche i massimi e indiscussi vertici della sanità nazionale: presenzieranno infatti figure apicali e di primissimo piano come Filippo Anelli, attivissimo presidente nazionale della FNOMCeO (la potente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), e il Dottor Alberto Oliveti, influente e insostituibile presidente nazionale in carica dell’Enpam (il mastodontico Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici).

I dettagli della nuova struttura: 180 posti senza accendere alcun debito

La primissima cosa che balza letteralmente agli occhi varcando la soglia di questa nuovissima sala congressi è l’assoluta e sfarzosa modernità ingegneristica dell’intero impianto.
L’Auditorium dispone fisicamente di 180 comode poltrone per il pubblico, e la struttura si presenta esteticamente come un ambiente completamente e radicalmente rinnovato in ogni suo più intimo dettaglio. È dotata in maniera capillare di tecnologie audio e video di ultimissima generazione, schermi giganti ad altissima definizione e cablaggi perfetti, elementi tecnici oggi divenuti assolutamente indispensabili e vitali per poter ospitare professionalmente le delicate videoconferenze mediche, la formazione continua ECM, i prestigiosissimi convegni scientifici universitari e le innumerevoli trasmissioni in streaming globale. Questa sala non è stata pensata banalmente come un semplice ufficio di rappresentanza per timbrare scartoffie, ma ha l’ardire e la profonda ambizione di voler diventare il punto nevralgico, formativo e di riferimento intellettuale assoluto dell’intera professione medica e odontoiatrica della immensa provincia dell’Aquila. E il miracolo vero è soprattutto di natura squisitamente finanziaria: «Il nostro nuovissimo Auditorium, acquisito materialmente durante il corrente e faticoso mandato amministrativo del Consiglio Direttivo 2025-2028, è stato pagato fino all’ultimo centesimo unicamente con i fisiologici avanzi di bilancio e, lo voglio sottolineare con estremo orgoglio, senza fare alcun debito e senza chiedere prestiti onerosi alle banche», ha spiegato con visibile e giustificata soddisfazione Alessandro Grimaldi, lo stimatissimo presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia dell’Aquila. «Questa struttura d’eccellenza nasce oggi non solo e non tanto come fredda sede burocratica e formale dell’Ordine, ma si propone orgogliosamente come un luminosissimo spazio culturale totalmente aperto e spalancato all’intera collettività cittadina. Sarà un insostituibile luogo di continua formazione, di aspro ma proficuo confronto e di immensa crescita intellettuale messo gratuitamente a completa e totale disposizione dell’università, dei manager della Asl, degli altri Ordini e Federazioni professionali, delle varie società scientifiche nazionali, delle associazioni di volontariato e, in ultima istanza, di tutti i normali cittadini. Vogliamo operare seguendo e perseguendo ostinatamente una logica sana di rete civica e di proficua collaborazione sociale con tutto il vastissimo territorio abruzzese. Sarà, insomma, uno spazio vivo e pulsante della nostra comunità, dove poter gettare solide basi per costruire fisicamente, tutti insieme appassionatamente, il futuro della sanità italiana».

Il nuovo corso di Alessandro Grimaldi: indennità tagliate per la formazione

L’apertura della mastodontica sala congressi rappresenta, in realtà, soltanto la proverbiale e scintillante punta dell’iceberg di una vera e propria e radicale “rivoluzione culturale” interna all’Ordine professionale.
Questo titanico e virtuoso progetto logistico, infatti, si inserisce perfettamente e coerentemente nell’ambito del “nuovo corso” politico e amministrativo avviato con grandissima determinazione e tenacia dalla guida dell’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila. Al timone di questo epocale e complesso cambiamento c’è proprio lui, dalla fine del 2024: il Dottor Alessandro Grimaldi, già noto e stimatissimo per essere il primario d’eccellenza del delicato e fondamentale reparto di Malattie infettive del grande ospedale civile “San Salvatore” dell’Aquila, nonché influente e indiscusso capo dipartimento della medicina dell’intera Asl provinciale. Appena insediatosi ufficialmente e democraticamente sulla poltrona di presidente dell’Ordine, Grimaldi ha da subito e clamorosamente promosso e imposto, quasi come primissimo atto politico del suo mandato direttivo, una radicale e inaspettata riduzione drastica (pari a un pesantissimo taglio del 50%) dell’ammontare delle prestigiose e ricche indennità di carica previste da statuto per i presidenti dell’Ordine, sia per l’Albo specifico dei Medici che per quello degli Odontoiatri (le cariche Cam e Cao). Questa coraggiosissima e impopolare spending review verticistica ha generato in maniera miracolosa un immediato e preziosissimo risparmio strutturale di oltre 20.000 euro netti l’anno: risorse fresche e aggiuntive che la dirigenza ha deciso eticamente e nobilmente di destinare in blocco, in maniera vincolata ed esclusiva, proprio al finanziamento dei corsi di formazione continua e all’aggiornamento professionale per i giovani medici.

Il convegno nazionale sul futuro: pensioni e sostenibilità per i camici bianchi

Per bagnare degnamente il varo e l’inaugurazione ufficiale di una sede così maestosa e prestigiosa, l’Ordine non poteva certo esimersi dall’organizzare un evento intellettuale e politico di risonanza nazionale e di altissimo spessore contenutistico.
L’inaugurazione istituzionale del 26 settembre, infatti, sarà intellettualmente arricchita e costantemente accompagnata dallo svolgimento di un importantissimo e attesissimo convegno di respiro interregionale e nazionale, eloquentemente e provocatoriamente intitolato “Il futuro della professione medica: lavoro, sostenibilità e previdenza”. Questo summit di altissimo livello scientifico e sindacale è stato ideato, organizzato e fortemente promosso con il doppio e prestigiosissimo patrocinio morale e l’ingente contributo logistico della FNOMCeO e, soprattutto, del potente e ricchissimo istituto di previdenza Enpam. Per comprendere appieno l’enorme peso politico e finanziario dell’evento, basti ricordare frettolosamente che l’Enpam è a tutti gli effetti la colossale cassa privata dotata del patrimonio liquido, immobiliare e finanziario di gran lunga più elevato di tutta Italia, un vero e proprio tesoro blindato che oggi supera abbondantemente e vertiginosamente la cifra monstre di 31,3 miliardi di euro. L’imperdibile e fondamentale convegno aquilano sarà dunque una ghiottissima e irripetibile occasione pubblica per potersi finalmente confrontare a viso aperto sul turbolento, oscuro e incerto futuro della sanità pubblica italiana, ponendo una particolarissima, spasmodica e ansiosa attenzione al caldissimo e sentitissimo tema previdenziale e alla stabilità contabile e reale sostenibilità economica dell’intero e complesso sistema pensionistico che dovrà necessariamente supportare la futura terza età dei camici bianchi italiani. All’evento prenderà vita anche una tesissima e fondamentale tavola rotonda plenaria, che vedrà confrontarsi duramente i massimi vertici nazionali dei principali, agguerritissimi sindacati di categoria della professione medica. Tra i numerosi e influenti protagonisti e relatori della giornata spiccano e figurano nomi d’eccezione del panorama sanitario: Roberto Monaco (segretario FNOMCeO), Vittorio Pulci (l’abile direttore generale Enpam), Luigi Mario Daleffe (vicepresidente Enpam), Pierino Di Silverio (carismatico segretario nazionale del potente sindacato Anaoo), Antonio Magi (segretario generale del SUMAI), Guido Quici (presidente nazionale della sigla Cimo), Silvestro Scotti (segretario generale dell’imponente Fimmg, in rappresentanza dei vituperati ma preziosissimi medici di famiglia), Mauro Belmonte, e l’attiva e battagliera Maria Paola Di Sebastiano (voce critica dell’Enpam per i problemi dei giovani precari).

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Traguardo storico a Spoltore: il 30 settembre l’inaugurazione del primo asilo nido comunale

La comunità di Spoltore si prepara a vivere una giornata storica, all’insegna dei servizi e dell’infanzia! Mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 10.00 in via dell’Asilo, avverrà finalmente l’attesissimo e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato sul territorio. Un traguardo politico, pedagogico e sociale di inestimabile valore, che colma una storica lacuna e offrirà finalmente un supporto logistico fondamentale alle giovani famiglie spoltoresi (e in particolar modo all’occupazione delle madri lavoratrici). A celebrare l’inaugurazione della modernissima struttura saranno presenti in prima linea la sindaca Chiara Trulli e l’intera giunta comunale. L’amministrazione ha rivolto un caloroso invito pubblico a tutta la cittadinanza per partecipare alla cerimonia e condividere insieme questo bellissimo momento di orgoglio civico. Scopri tutti i dettagli, l’importanza del progetto e le sfide per il futuro demografico della città nel nostro articolo completo 👇

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Inaugurazione asilo nido Spoltore

Spoltore – Lo sviluppo di una fiorente e moderna comunità locale, capace di guardare con reale ottimismo alle complesse sfide demografiche del futuro, si misura innanzitutto dalla quantità e, soprattutto, dall’eccelsa qualità dei servizi pubblici essenziali che essa è in grado di mettere quotidianamente a completa disposizione delle proprie giovani famiglie residenti. È seguendo proprio questo sacrosanto e insostituibile principio amministrativo e sociale che la dinamica cittadina abruzzese si appresta oggi a vivere una giornata di festa, preparandosi a celebrare il raggiungimento formale di un obiettivo politico e civile atteso da tantissimi anni.
Un traguardo letteralmente storico e di vitale importanza per tutto il tessuto sociale della comunità di Spoltore si appresta finalmente a diventare una bellissima e solida realtà architettonica ed educativa. Dopo intensi mesi di duro lavoro burocratico e di incessanti cantieri, è giunta l’ufficialità della tanto attesa apertura: nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2026, con inizio formale delle celebrazioni fissato puntualmente alle ore 10.00, avrà luogo il solenne e festoso taglio del nastro del primissimo asilo nido comunale mai realizzato a servizio dell’intero territorio spoltorese. La cerimonia pubblica, che richiamerà sicuramente una grandissima folla di curiosi, neo-genitori e cittadini, si svolgerà proprio davanti all’ingresso della nuovissima e modernissima struttura educativa, strategicamente situata e posizionata in via dell’Asilo, un indirizzo che da oggi in poi rappresenterà il cuore pulsante delle politiche per la primissima infanzia della città.

Un’opera fondamentale per il sostegno logistico alle giovani famiglie

La tanto agognata e sudata realizzazione di questo primo presidio educativo pubblico dedicato ai primissimi anni di vita dei bambini non rappresenta affatto una semplice inaugurazione edilizia o un banale taglio del nastro da campagna elettorale, ma si erge a vero e proprio pilastro portante per le moderne politiche di forte sostegno alle famiglie del territorio.
Poter finalmente disporre di un asilo nido di stretta proprietà comunale, con tariffe accessibili e calmiere, spazi educativi sicuri, certificati e conformi alle più recenti e stringenti direttive pedagogiche nazionali, significa innanzitutto fornire un preziosissimo e vitale supporto logistico e psicologico ai tantissimi giovani genitori spoltoresi. In un’epoca storica particolarmente complessa e densa di ostacoli macroeconomici, in cui riuscire a conciliare miracolosamente i pressanti orari e i gravosi impegni del mondo del lavoro moderno con i delicatissimi e primari tempi della cura e dell’affetto per i propri figli piccoli rappresenta una sfida titanica (se non talvolta una missione assolutamente impossibile per molte coppie), la presenza strutturata, forte e capillare di un eccellente servizio per la primissima infanzia organizzato dall’amministrazione locale assume un’importanza socio-economica assolutamente cruciale. L’apertura dei battenti di questa modernissima struttura, infatti, andrà a incidere in maniera diretta, profonda e fortemente positiva in particolar modo e soprattutto sul preziosissimo e fragile tasso di occupazione femminile locale. Molto spesso, purtroppo, proprio la drammatica assenza di validi e sicuri appoggi pedagogici comunali per i primissimi mesi di vita del neonato costringe dolorosamente tantissime brillanti madri lavoratrici a dover rinunciare improvvisamente alla propria promettente carriera professionale o a dover ricorrere a costose e inaccessibili alternative private. L’asilo nido comunale si propone dunque come la risposta istituzionale, pubblica e democratica per abbattere queste inique barriere sociali, offrendo una preziosa ancora di salvataggio a chi desidera far crescere la propria famiglia senza per forza dover sacrificare le proprie ambizioni professionali.

Il taglio del nastro in via dell’Asilo con la sindaca Chiara Trulli

L’enorme e palese risonanza pubblica e il profondissimo significato etico, pedagogico e politico di questa particolarissima opera pubblica richiederanno ovviamente la presenza formale e schierata in prima linea delle massime cariche istituzionali cittadine in fascia tricolore.
All’importante e immancabile appuntamento istituzionale di mercoledì mattina, infatti, prenderanno ovviamente parte in primis il Sindaco di Spoltore, Chiara Trulli, visibilmente orgogliosa del traguardo, accompagnata al completo da tutti i membri formali della giunta e dell’amministrazione comunale in carica. Per la prima cittadina e per tutta la complessa e instancabile macchina organizzativa e burocratica dell’ente municipale, si tratterà dell’atteso, meritato e felice coronamento festoso di un lungo e ostinato percorso procedurale, tecnico e politico, fortemente voluto e caparbiamente perseguito nel corso dell’attuale mandato per poter finalmente colmare una grave e storica lacuna cronica nell’ampia offerta dei servizi socio-scolastici dedicati al cittadino. La cerimonia istituzionale del taglio del nastro inaugurale sarà però, prima di ogni altra cosa, un sincero momento di calorosa condivisione collettiva, un abbraccio simbolico con l’intera cittadinanza accorsa per l’evento, e servirà soprattutto per suggellare pubblicamente e formalmente l’apertura e la definitiva messa a regime di questa struttura, fortemente dedicata in ogni suo singolo e studiato dettaglio architettonico ai bisogni educativi, ludici e cognitivi dei più piccoli e alla serenità mentale delle loro famiglie. Gli ambienti dell’asilo, infatti, sono stati progettati e minuziosamente realizzati seguendo rigorosi standard di eco-sostenibilità ambientale, totale sicurezza antisismica e innovazione pedagogica, al fine di poter garantire ai bimbi spoltoresi un sereno ambiente di primaria crescita, scoperte ed estremo benessere psico-fisico.

L’invito alla cittadinanza per condividere l’orgoglio civico

In vista di questo storico evento, l’amministrazione comunale ha voluto far risuonare forte la propria voce, diramando un caloroso invito pubblico alla partecipazione.
L’invito formale a presenziare e a partecipare attivamente ai festeggiamenti del 30 settembre è stato esteso apertamente e calorosamente a tutti i cittadini, alle associazioni locali, ai residenti del quartiere e a chiunque voglia unirsi alla gioia dell’istituzione. La presenza fisica e sorridente della comunità locale sarà infatti fondamentale e preziosissima per “scaldare” le nuove mura della struttura in via dell’Asilo e per testimoniare visivamente il profondo, sano e legittimo senso di orgoglio civico e di appartenenza territoriale che la realizzazione e l’attivazione di questa complessa opera pubblica genera immancabilmente in chi vive e ama il territorio di Spoltore. Un territorio che, grazie proprio alla preziosissima aggiunta funzionale di questo atteso nido comunale, compie oggi un lunghissimo, decisivo e modernissimo passo in avanti verso un radioso futuro a reale e tangibile misura di bambino. La sfida del domani, ora, sarà ovviamente quella di mantenere altissimi gli standard qualitativi del servizio e del personale educativo impiegato, affinché il nuovissimo asilo di via dell’Asilo non sia solo un traguardo faticosamente raggiunto su carta, ma il florido, gioioso e rumoroso punto di partenza per formare sereni i futuri cittadini di domani.

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Rifiuti e sub-ambiti nella Marsica, Lugini all’attacco: “Perché l’eccellenza ACIAM è stata privatizzata?”

Caos rifiuti e sub-ambiti nella Marsica: interviene a gamba tesa il consigliere regionale Gianpaolo Lugini (che non le manda certo a dire ai sindaci del territorio)! Da settimane si discute della richiesta dei Comuni marsicani di ottenere un sub-ambito territoriale autonomo per la gestione dell’immondizia, ma Lugini solleva pesantissimi dubbi politici e storici. “I sindaci oggi chiedono autonomia, ma allora perché fino a pochi mesi fa hanno permesso la privatizzazione e lo smantellamento di ACIAM, l’azienda mista pubblico-privata che rappresentava un’assoluta eccellenza del settore in Abruzzo?”, tuona il consigliere. Il dito è puntato contro la mancata applicazione della Legge Madia nel 2017: ACIAM aveva bilanci in attivo e impianti all’avanguardia (come quello del biometano), ma non è stata adeguata amministrativamente in tempo, perdendo un enorme patrimonio pubblico e aziendale. Lugini sfida i sindaci a spiegare pubblicamente chi, come e con quali risorse dovrebbe gestire oggi il nuovo sub-ambito territoriale. Leggi il duro scontro politico nell’articolo completo 👇

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Aciam, sede

L’Aquila – La complessa e spigolosa questione della riorganizzazione strategica e gestionale dell’intero ciclo dei rifiuti urbani in Abruzzo continua a tenere prepotentemente banco all’interno delle stanze dei bottoni, accendendo quotidianamente aspre polemiche politiche, divisioni territoriali e rimpalli di enormi responsabilità amministrative. Nelle ultimissime settimane, in particolar modo, il dibattito si è fortemente infiammato attorno a una specifica e pressante richiesta che sarebbe stata avanzata dai sindaci del territorio per chiedere a gran voce la costituzione amministrativa di “sub-ambiti territoriali” del tutto autonomi.
Ad oggi, tuttavia, questa fantomatica richiesta formale non risulta essere ancora mai pervenuta fisicamente e ufficialmente sui tavoli degli uffici della Regione Abruzzo. Il tema caldo, però, viene costantemente e strategicamente rilanciato con sempre maggiore frequenza e insistenza da parte di un noto imprenditore locale, attraverso mirati interventi sui mass media e martellanti campagne sui principali social network. Una situazione mediaticamente pressante che sta rendendo assolutamente necessario, urgente e non più rinviabile un confronto politico chiaro, onesto e totalmente trasparente sulle reali ragioni storiche e sugli effettivi obiettivi di questa proposta di autonomia territoriale. A scendere direttamente in campo per rompere il ghiaccio e porre pesantissimi interrogativi sulla questione è il consigliere regionale Gianpaolo Lugini, che non usa certo mezzi termini per evidenziare quelle che lui ritiene essere delle gravissime e palesi contraddizioni politiche maturate negli ultimi anni nella gestione del settore ecologico regionale.

La richiesta dei sindaci e i dubbi sulla gestione del patrimonio ACIAM

L’intervento del consigliere Lugini è chirurgico e va a colpire direttamente e duramente il cuore delle recenti scelte politico-amministrative compiute dagli amministratori locali del territorio marsicano, chiamando in causa una società storica.
«Vorrei porre pubblicamente una domanda molto semplice e diretta ai vari sindaci che oggi chiedono a gran voce alla Regione di attivarsi per modificare la legge e consentire così la costituzione di sub-ambiti territoriali per la gestione diretta dei rifiuti: qual è il vero senso politico e logico di questa accorata richiesta di autonomia, se fino a pochissimi mesi fa lo stesso identico territorio ha deliberatamente scelto di modificare strutturalmente l’assetto societario di una realtà che rappresentava già di per sé un patrimonio inestimabile e importantissimo per la Marsica e per l’intero Abruzzo?». Il riferimento storico ed economico di Lugini è chiarissimo e inequivocabile: si parla della società ACIAM. Nata originariamente come virtuosa e solidissima realtà a partecipazione mista (pubblico-privata), l’azienda è stata per oltre un lunghissimo ventennio la vera, indiscussa e operativa protagonista dell’intera gestione del delicato ciclo dei rifiuti nella Marsica. «Si parla oggi a sproposito di autonomia territoriale, di strenua tutela degli investimenti economici dei Comuni e della pressante necessità di preservare un modello che avrebbe garantito risultati importanti», prosegue incalzante il consigliere regionale. «Ma la domanda sorge spontanea ed è inevitabile: che cosa è stato fatto realmente e concretamente in passato da questi stessi sindaci per tutelare e blindare quel patrimonio aziendale, quando ne avevamo tutti concretamente e normativamente la possibilità di farlo?».

Un’azienda fiore all’occhiello ignorata e non adeguata alla Legge Madia

L’affondo politico ripercorre l’eccellente curriculum industriale dell’azienda e le mancate e gravissime occasioni di salvataggio normativo, sollevando lo spettro di grosse omissioni gestionali e politiche.
«La compianta ACIAM rappresentava senza dubbio una realtà particolarissima e all’avanguardia nell’intero e frammentato panorama abruzzese», sottolinea amaramente Lugini. «L’azienda aveva pazientemente costruito negli anni inestimabili competenze specifiche, eccellenti servizi al cittadino e solidissime infrastrutture, arrivando addirittura alla realizzazione pionieristica di un moderno impianto tecnologico per il corretto trattamento della frazione organica e per la produzione di utilissimo biometano, il tutto con ingenti investimenti sostenuti pesantemente anche attraverso l’esborso di risorse pubbliche dei contribuenti. Solo nel recente 2024, proprio sulla controversa modifica dello statuto interno e sul conseguente, fortissimo rafforzamento della componente societaria privata, io stesso avevo espresso pubblicamente tutte le mie enormi perplessità del caso, chiedendo assoluta chiarezza sulle condizioni e sui termini economici dell’operazione di privatizzazione». Lugini scava poi negli archivi legislativi, citando in causa la famigerata entrata in vigore della cosiddetta Legge Madia (il decreto legislativo numero 175 del 2016). Questa stringente normativa statale ha definito con chiarezza i rigidissimi modelli societari attraverso i quali le pubbliche amministrazioni potevano ancora legalmente partecipare alle società esterne, disciplinando in maniera severissima e specifica anche la sopravvivenza delle società miste pubblico-private, esattamente come era strutturata l’allora ACIAM. Per poter continuare a esistere ed operare, l’articolo 17 del D.Lgs 175/2016 imponeva categoricamente un termine ultimo e perentorio (fissato al 31 dicembre 2017) entro il quale le società esistenti avrebbero dovuto obbligatoriamente adeguarsi ai nuovi modelli previsti dalla disciplina nazionale (prevedendo una gara pubblica a doppio oggetto per la selezione del socio privato).

Le pesanti responsabilità politiche: chi ha impedito il salvataggio nel 2017?

Ed è proprio di fronte a questa inappellabile scadenza normativa ampiamente mancata e colpevolmente bucata dagli amministratori che il consigliere regionale concentra il suo attacco più duro e impietoso.
«E allora la domanda diventa oggi ancora più concreta, scottante e pesante: se la stessa normativa nazionale prevedeva chiaramente che le società già esistenti dovessero tempestivamente adeguarsi ai nuovi dettami di legge, per quale oscuro motivo nell’ormai lontano 2017 non è stata minimamente adeguata e messa in regola una società che all’epoca rappresentava un autentico fiore all’occhiello tecnologico del territorio e che, soprattutto, presentava immancabilmente e orgogliosamente bilanci in totale attivo finanziario? Perché diamine non si è completato allora e per tempo quel banale percorso normativo, quando ACIAM rappresentava già una realtà aziendale solidissima, strutturata e fortemente radicata nel territorio? La società vantava in pancia competenze tecniche e condizioni economiche floridissime che le avrebbero tranquillamente potuto consentire di continuare a rappresentare, per molti altri decenni, il soggetto pubblico idoneo per eccellenza per l’intera gestione del ciclo dei rifiuti. Questo elemento macroscopico merita oggi una risposta chiara dai sindaci, soprattutto alla luce delle cervellotiche scelte compiute più recentemente in senso contrario. E la domanda riguarda apertamente anche chi abbia oggi l’effettiva responsabilità politica delle scellerate decisioni e delle omissioni amministrative che hanno, di fatto, impedito deliberatamente di adeguare in tempo utile la società quando la legge statale lo imponeva severamente».

Le sfide per i Comuni: chi gestirà il servizio dopo l’eventuale sub-ambito?

L’assunto di base del discorso di Lugini è puramente logico e strategico: se ACIAM fosse stata adeguata nei tempi previsti dalla legge, oggi l’Abruzzo avrebbe probabilmente già avuto tra le mani un fortissimo soggetto societario ampiamente strutturato e potenzialmente idoneissimo a dare risposte tempestive alle stesse pressanti esigenze di autonomia che gli stessi sindaci territoriali stanno strumentalmente ponendo in queste ore.
«Non si tratta in alcun modo di essere ideologicamente contrari alla sacrosanta autonomia dei territori», precisa prudentemente il consigliere regionale, «e nemmeno di mettere minimamente in discussione l’assoluto diritto dei singoli Comuni a riunirsi per discutere del futuro ecologico del servizio. Si tratta, piuttosto, di chiedersi onestamente quale sia il modello industriale che vogliamo realmente costruire e, soprattutto, se le discutibili scelte compiute negli ultimi anni siano o meno coerenti con gli obiettivi che oggi vengono pomposamente sbandierati ai cittadini. Se oggi i sindaci chiedono alla Regione di assumersi la responsabilità politica di modificare la normativa per consentire la creazione dal nulla di ambiti e sub-ambiti territoriali, è assolutamente necessario e imperativo spiegare prima ai cittadini anche quale sarà l’effettivo soggetto aziendale che i Comuni intendono concretamente schierare in campo per la gestione miliardaria del servizio». Lugini, infatti, sottolinea come la semplice modifica della legge non crei automaticamente una società, né risolva il gigantesco problema dell’affidamento del servizio di raccolta. I sindaci si troverebbero inevitabilmente a un pericoloso bivio procedurale: o ricostituire faticosamente da zero un nuovissimo soggetto interamente pubblico (modello in house), oppure procedere all’infinita e lentissima costituzione di una nuova società mista pubblico-privata (tramite estenuante gara pubblica), o infine ricorrere a bandi di evidenza pubblica cedendo tutto in appalto esterno sotto l’egida dell’AGIR. «Oggi non possiamo ipocritamente limitarci a chiedere in coro più autonomia alla Regione. Dobbiamo anche assumere il coraggio di spiegare pubblicamente ai cittadini che cosa diamine è stato fatto della preziosissima autonomia e del ricchissimo patrimonio pubblico che già avevamo in mano. Solo partendo da queste durissime e scomode risposte possiamo tornare a discutere seriamente del futuro della gestione dei rifiuti nella nostra regione», ha concluso definitivamente il consigliere.

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