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Attualità

Magia dal Castello Sforzini: il profondo appello allo stupore e al coraggio quotidiano

Come ritrovare la meraviglia in un mondo sempre più frenetico e cinico? La risposta arriva dal profondo e illuminante “Mattutino” del Castello Sforzini di Castellar Ponzano! La riflessione di questo sabato 3 ottobre ci invita a riscoprire lo “stupore”, definendolo genialmente come una vera e propria “disciplina per gente seria”. Con splendidi e commoventi echi poetici che paragonano la terra a “un bambino che sa poesie”, il testo è un meraviglioso inno alla scoperta dell’ignoto. Un potentissimo e irrinunciabile augurio per affrontare la giornata all’insegna della libertà, della responsabilità e, soprattutto, dell’infinito coraggio!👇

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Il mattutino del 3 ottobre 2026

Tortona – In una società moderna, frenetica, iper-tecnologica e fin troppo spesso cinicamente rassegnata all’abitudine del quotidiano, ritagliarsi un preziosissimo e intimo spazio per la pura e profonda riflessione filosofica rappresenta un vero e proprio atto di ribellione intellettuale. Ed è esattamente questo il nobile e costante intento del consueto e amatissimo appuntamento con “Il Mattutino”, la rubrica di ispirazione culturale che giunge puntuale, calda e rassicurante dalle maestose e storiche mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano. In questo sabato 3 ottobre 2026, il messaggio affidato ai lettori si eleva a manifesto programmatico per l’anima, un concentrato potentissimo e vibrante di speranza, letteratura e pungente provocazione intellettuale. Le parole scelte per inaugurare il fine settimana non sono banali aforismi, ma vere e proprie frecce scoccate per colpire e risvegliare le coscienze intorpidite dalla routine. L’apertura del messaggio odierno è infatti folgorante e perentoria: “Il mondo è ancora scandalosamente pieno di cose mai tentate”. Un monito bellissimo, severo e incoraggiante, che ci ricorda come l’orizzonte delle possibilità umane sia ancora incredibilmente vasto, inesplorato e pronto per essere coraggiosamente conquistato da chi non si arrende all’ovvietà.

Lo stupore come disciplina: un rigoroso esercizio per l’anima

Il cuore pulsante e concettuale della riflessione proveniente dal Castello Sforzini si concentra poi su uno dei sentimenti più ancestrali, puri e purtroppo dimenticati dell’essere umano.
“Tenetevi pronti allo stupore. È una disciplina per gente seria”, prosegue inesorabile il testo del Mattutino. Questa precisazione è di una finezza e di una profondità psicologica assolute. Troppo spesso, infatti, commettiamo il tragico e imperdonabile errore di associare la capacità di stupirsi, di meravigliarsi davanti alle piccole cose della vita, esclusivamente all’ingenuità dell’infanzia o alla fanciullezza spensierata. Il testo capovolge drasticamente e genialmente questa prospettiva errata, elevando lo “stupore” al rango di vera e propria “disciplina” intellettuale. Meravigliarsi richiede uno sforzo cosciente, un’apertura mentale e un’intelligenza emotiva che appartengono unicamente alle persone veramente “serie”, ovvero a coloro che hanno compreso quanto sia faticoso e indispensabile mantenere vivo lo sguardo critico e innamorato sul creato, scartando il velo grigio del cinismo moderno che appiattisce ogni singola emozione quotidiana.

La metafora della terra e l’eterna rinascita poetica

Il culmine lirico e poetico del messaggio si raggiunge quando il testo sfiora magistralmente e delicatamente temi di rinascita spirituale e naturale, evocando immagini di rara e commovente bellezza letteraria.
“La primavera è tornata. La terra è come un bambino che sa poesie”. Questa splendida suggestione (che riecheggia in modo palese e raffinatissimo i celebri versi del grandissimo poeta boemo Rainer Maria Rilke) utilizza la stagione della primavera non in senso strettamente meteorologico o temporale, bensì come potentissima metafora interiore. Anche in pieno autunno, l’anima umana può e deve vivere la sua personalissima e fiorita primavera spirituale. Paragonare la nostra antica terra a un “bambino che sa poesie” significa riconoscerle una purezza intrinseca, una saggezza innocente, armonica e segreta che troppo spesso calpestiamo o ignoriamo nella nostra frenetica corsa al profitto. È un invito dolcissimo e potente a mettersi in ascolto della natura, a re-imparare il suo linguaggio silenzioso, fatto di ritmi lenti, di stagioni, di rinascite continue e di una bellezza che non ha bisogno di spiegazioni razionali per essere profondamente e intimamente compresa.

L’auspicio finale: libertà, responsabilità e infinito coraggio

La chiosa di questo straordinario e denso pensiero mattutino funge da bussola morale ed etica per affrontare concretamente le sfide e le insidie della giornata che si sta appena aprendo.
Dopo averci donato, come di consueto, una preziosissima chiave di lettura filosofica, il testo si congeda con la sua classica e inconfondibile firma di chiusura: “Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano”. Ma l’augurio finale che accompagna il lettore è un vero e proprio e potentissimo viatico per l’azione: “Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio”. Tre parole, tre pilastri giganteschi su cui fondare un’esistenza degna di essere vissuta. Non esiste, infatti, alcuna vera “libertà” senza l’assunzione di una profonda “responsabilità” personale e sociale. E, soprattutto, non si può tentare l’ignoto, non ci si può aprire al vero stupore e non si può godere appieno della bellezza del mondo se non si possiede il “coraggio” necessario per uscire dai propri schemi rassicuranti e affrontare a testa alta e con fierezza il giudizio altrui e le tempeste della vita.

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Politica

Il Comitato Vannacci scende in campo ad Arcore: svolta su sicurezza e sport

La politica torna finalmente a far sentire la sua voce direttamente nelle piazze della Brianza! Giovedì 17 ottobre, dalle 8:30 alle 12:30, il neonato “Comitato 2164 Arcore” (legato al movimento Futuro Nazionale del Generale Vannacci) scenderà in campo allestendo il suo primissimo gazebo storico proprio davanti a Villa Borromeo. Guidati dal referente territoriale Roberto Manzato, i militanti incontreranno faccia a faccia i cittadini per raccogliere nuovi tesseramenti e, soprattutto, nuove idee per la città. I temi caldissimi al centro del dibattito saranno tre pilastri fondamentali per i residenti: sicurezza, viabilità e sport!👇

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Locandina evento Arcore

Arcore (Monza e Brianza) – Il panorama politico brianzolo si prepara a vivere una mattinata di intensissimo fermento, partecipazione e dibattito civico. Le piazze tornano finalmente e prepotentemente a essere il vero, pulsante e insostituibile cuore dell’ascolto popolare. L’attesissima data da segnare rigorosamente in rosso sul calendario locale è quella di giovedì 17 ottobre 2026. In questa giornata cruciale, infatti, il giovanissimo ma già agguerritissimo Comitato 2164 Arcore – Brianza, costola territoriale del movimento politico “Futuro Nazionale” apertamente ispirato e legato alla figura del Generale Roberto Vannacci, scenderà ufficialmente, fisicamente e coraggiosamente in campo per la primissima volta. L’appuntamento, che si preannuncia come un vero e proprio battesimo del fuoco per i militanti e i simpatizzanti locali, è fissato a partire dalle ore 8:30 fino alle 12:30 in una cornice dal peso storico e simbolico assolutamente incalcolabile: il gazebo informativo verrà infatti allestito proprio nello spiazzo antistante la meravigliosa e celebre Villa Borromeo di Arcore. Una scelta logistica tutt’altro che casuale, che punta a intercettare il cuore storico del centro-destra lombardo.

La chiamata ai cittadini e la grande campagna tesseramenti

L’obiettivo primario, dichiarato e fondamentale di questa primissima, storica uscita pubblica non è certamente quello di fare sterili passerelle elettorali, ma di riallacciare un rapporto diretto, sincero e costruttivo con la popolazione del territorio.
Come sottolineato a gran voce dai promotori dell’iniziativa, il gazebo rappresenterà in primo luogo un fondamentale punto di incontro e di ascolto reciproco. La cittadinanza arcorese è stata invitata calorosamente a partecipare per confrontarsi, faccia a faccia e senza filtri istituzionali, con i portavoce del neonato comitato brianzolo. Sarà l’occasione perfetta per inaugurare ufficialmente la prima vera e massiccia campagna di tesseramento locale, raccogliendo nuove, fresche e motivate adesioni al progetto di “Futuro Nazionale”. Ma, soprattutto, il banco informativo servirà come vera e propria fucina di idee. I militanti si metteranno a completa e umile disposizione dei passanti per raccogliere proposte, lamentele, suggerimenti e visioni strategiche direttamente dalla viva voce di chi vive, lavora e respira quotidianamente la complessa e affascinante realtà cittadina di Arcore.

I temi caldi di Roberto Manzato: sicurezza, viabilità e sport

A guidare, coordinare e metterci letteralmente la faccia in questa nuovissima e stimolante avventura politica locale è Roberto Manzato, nominato ufficialmente Referente territoriale del Comitato 2164.
Sotto la sua attenta e motivata regia, il manifesto programmatico del movimento ad Arcore si concentra chirurgicamente su tre pilastri tematici ritenuti assolutamente prioritari, fondamentali e non più rimandabili per garantire un futuro prospero e sereno alla comunità cittadina. Il primissimo e più sentito tema in agenda è senza dubbio quello della Sicurezza: una richiesta che sale prepotentemente dai quartieri, dove i cittadini reclamano maggiore controllo del territorio, presidi costanti e la garanzia di poter vivere serenamente i propri spazi pubblici, specialmente nelle ore serali. A stretto giro segue l’intricato e annoso capitolo della Viabilità, un nervo perennemente scoperto in tutta la produttiva e trafficatissima provincia brianzola, che necessita di interventi mirati, infrastrutture moderne e soluzioni coraggiose per decongestionare le arterie principali. Infine, uno spazio di assoluto rilievo viene riservato allo Sport, considerato non solo come semplice attività ludica o agonistica, ma come un indispensabile e vitale strumento di aggregazione sociale, di educazione per i giovani e di prevenzione del disagio giovanile.

“L’unica destra che conosco”: l’orgoglio del manifesto politico

L’identità e l’anima valoriale di questa nuova entità politica emergono in maniera dirompente, netta e inequivocabile direttamente dalle parole d’ordine stampate a caratteri cubitali sul manifesto ufficiale che chiama a raccolta la popolazione.
Rivendicando con estrema fermezza e fierezza l’appartenenza a un’area culturale ben definita e radicata, il Comitato 2164 Arcore non usa certo mezzi termini per descrivere la propria visione politica e sociale. “Vera, orgogliosa, entusiasta, pura, contagiosa: è l’unica destra che io conosca”. Questa pesantissima e inequivocabile dichiarazione d’intenti funge da vera e propria calamita identitaria, rivolta esplicitamente a tutti quegli elettori, delusi o semplicemente in cerca di nuovi stimoli, che desiderano ritrovare un attivismo politico basato su valori chiari, patriottici e non negoziabili. L’appuntamento del 17 ottobre davanti a Villa Borromeo si preannuncia quindi non solo come un test misuratore per saggiare il polso della piazza arcorese, ma come il primo e cruciale passo di un cammino politico che punta a ridisegnare gli equilibri amministrativi dell’intera Brianza all’insegna del rinnovamento e dell’ascolto popolare.

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Esteri

Midterm 2026, l’ombra del referendum su Trump: il Partito Repubblicano rischia il crollo?

“Non sono un candidato politico”. Queste sono state le parole di Donald Trump pronunciate in un incontro con i giornalisti qualche giorno fa, mentre cercava di giustificare gli annunci diffusi dalla Casa Bianca, che molti analisti hanno giudicato caratterizzati da un forte odore di campagna elettorale. Gli annunci sono stati pagati dal governo americano usando fondi del Dipartimento per la Sicurezza interna (Department of Homeland Security). Uno di questi spot, infatti, è quasi identico a uno utilizzato nella sua campagna elettorale del 2024. Trump ha spiegato che non sta promuovendo se stesso, insistendo sul fatto che si tratta di “annunci per il Paese” e non per un “candidato politico”.

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midterm-elections-2026

Redazione-  “Non sono un candidato politico”. Queste sono state le parole di Donald Trump pronunciate in un incontro con i giornalisti qualche giorno fa, mentre cercava di giustificare gli annunci diffusi dalla Casa Bianca, che molti analisti hanno giudicato caratterizzati da un forte odore di campagna elettorale. Gli annunci sono stati pagati dal governo americano usando fondi del Dipartimento per la Sicurezza interna (Department of Homeland Security). Uno di questi spot, infatti, è quasi identico a uno utilizzato nella sua campagna elettorale del 2024. Trump ha spiegato che non sta promuovendo se stesso, insistendo sul fatto che si tratta di “annunci per il Paese” e non per un “candidato politico”.

Trump ha ragione nel dire che non sarà sulla scheda elettorale delle elezioni di medio termine, che sono quasi alle porte. Ciononostante, durante la singolare Convention repubblicana dedicata alle elezioni di medio termine, tenutasi a Dallas il mese scorso, il presidente Usa, in uno dei due discorsi pronunciati, ha esortato gli elettori repubblicani a recarsi alle urne come se lui “fosse” sulla scheda elettorale, ribadendo di fatto che le elezioni saranno un referendum sul suo mandato.

Questa prospettiva preoccupa quasi tutti i repubblicani, considerando l’indice di gradimento dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Un recentissimo sondaggio Reuters/Ipsos indica che la percentuale di chi disapprova l’operato di Trump è più del doppio di quella di chi lo approva (66% contro il 32%). Meno del 30% degli intervistati approva la gestione di Trump della guerra in Iran. Non sorprende, dunque, che parecchi repubblicani, preoccupati dalla scarsa popolarità del presidente, abbiano iniziato a prendere le distanze da lui. In parte, ciò si deve al fatto che le primarie sono finite e che il potere straordinario di Trump di determinare i candidati repubblicani non è più un fattore determinante. Adesso i riflettori sono tutti puntati sull’elezione generale del 3 novembre, anche se in alcuni Stati si è già iniziato a votare con il sistema del voto anticipato.

Gli annunci pubblicati dalla Casa Bianca sono stati giustamente criticati dai leader democratici, ma anche alcuni repubblicani si sono resi conto che Trump ha abusato del proprio potere. Persino John Thune, senatore repubblicano del South Dakota e leader della maggioranza al Senato, ha dichiarato che quegli annunci non dovrebbero essere pagati dai “contribuenti”. Le prese di distanza di Thune dal presidente sono state seguite da quelle di parecchi candidati repubblicani. Fra i 9 senatori in corsa in Stati in bilico, due hanno dichiarato che preferiscono non fare campagna elettorale con Trump, altri 3 sono stati vaghi, mentre 4 hanno detto pubblicamente che sarebbero entusiasti di apparire con il presidente. La senatrice Susan Collins, in corsa per mantenere il suo seggio al Senato nello Stato del Maine, è stata molto chiara quando ha detto di essere “contenta di condurre la propria campagna elettorale”. Anche John Sununu, candidato al Senato nello Stato del New Hampshire, ha escluso la presenza di Trump, dichiarando che “non ha intenzione di fare campagna elettorale con individui provenienti da fuori del New Hampshire”.

Altri candidati repubblicani hanno capito che inserire il nome di Trump nei loro annunci politici non è necessariamente conveniente. La parlamentare repubblicana della California Young Kim ha modificato il suo slogan, da “A fianco del presidente Trump per produrre una solida agenda di America First” a “Contro i politici di carriera per restaurare il sogno americano”. Byron Donalds, candidato repubblicano alla carica di governatore nello Stato della Florida, ha minimizzato la presenza di Trump sul suo sito, mentre il candidato alla Camera dei Rappresentanti Carlos De La Cruz, in Texas, ha modificato la descrizione del proprio slogan, passando da “Conservatore come Trump” a semplicemente “Forte conservatore”.

Non è difficile capire perché questi candidati prendano le distanze da Trump, considerando la sua scarsa popolarità, confermata anche da Ken Paxton, candidato al Senato per lo Stato del Texas. Come abbiamo scritto in queste pagine, Paxton è riuscito a sconfiggere il suo avversario John Cornyn alle primarie repubblicane grazie al sostegno di Trump. Ciononostante, anche Paxton comincia a rendersi conto della scarsa popolarità del presidente. Come ha riportato il New York Times, Paxton ha dichiarato durante un evento di raccolta fondi che la Convention tenuta a Dallas ha danneggiato la sua candidatura, facendogli perdere consensi in alcuni sondaggi. Nell’audio ottenuto dal Times si sente Paxton confermare che la presenza di Trump a Dallas non solo ha ridotto i suoi consensi, ma anche quelli di “tutti gli altri”.

Paxton e gli altri repubblicani che vedono Trump come un albatro al collo sono al corrente dei sondaggi. Sanno che gli americani ora preferiscono i candidati democratici rispetto a quelli repubblicani in un ipotetico voto generico, con un margine di quasi 15 punti. Anche sul tema dell’immigrazione, punto forte di Trump in campagna elettorale, i democratici risultano ora in vantaggio, con un margine di 3 punti (41-38%). L’affidabile Cook Political Report indica che i democratici sono in buona posizione per conquistare la maggioranza alla Camera, ma che possono anche ottenere la maggioranza al Senato. Smarter.vote, un altro sito, attribuisce ai democratici il 73% di possibilità di conquistare la Camera, stimando che otterrebbero 228 seggi, contro i 207 dei repubblicani. Smarter.vote stima inoltre che i democratici abbiano il 57% di possibilità di conquistare la maggioranza al Senato, con una ripartizione dei seggi di 51-49.

Nonostante la scarsa popolarità di Trump, i candidati repubblicani non possono permettersi di allontanarsi troppo dal loro leader. I suoi sostenitori più fedeli non possono essere alienati. Il loro sostegno sarà infatti indispensabile per evitare quello che alcuni hanno già prospettato: un’ondata democratica a novembre, che trasformerebbe Trump in un’anatra zoppa negli ultimi due anni del suo mandato.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Attualità

Sicurezza stradale: Anas lancia il maxi piano da 250 milioni contro il dissesto idrogeologico

3. Maxi piano di Anas contro il dissesto idrogeologico: pubblicato un bando di gara da 250 milioni di euro per mettere in sicurezza i versanti rocciosi e fermare le frane sulle strade italiane. L’intervento coprirà l’intero territorio nazionale con 15 lotti per blindare la rete viaria dagli eventi meteo estremi. Scadenza per le offerte fissata al 30 ottobre 👇

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Gemme 2026

Roma – Viaggiare lungo le arterie che attraversano il nostro Paese significa, troppo spesso, fare i conti con la fragilità intrinseca di un territorio bellissimo ma drammaticamente esposto ai capricci della natura. Quando una frana si stacca da un versante montuoso o un masso precipita sulla carreggiata, a spezzarsi non sono soltanto i collegamenti fisici tra le città, ma la serenità stessa di migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono quelle strade per motivi di lavoro, studio o necessità familiari. La protezione delle infrastrutture viarie non può più essere considerata un’attività di emergenza da rincorrere a disastro avvenuto, ma deve diventare un atto di cura quotidiano, preventivo e strutturato, volto a salvaguardare le vite umane e a difendere l’incolumità delle singole comunità locali.

Per rispondere con forza a questa cruciale sfida infrastrutturale, Anas (società del Gruppo FS Italiane) ha annunciato ufficialmente la pubblicazione di un bando di gara dal valore monumentale di 250 milioni di euro. L’iniziativa, presentata nella Capitale, prevede l’affidamento di un corposo Accordo Quadro triennale interamente dedicato all’esecuzione di lavori di sistemazione dei versanti rocciosi e alla protezione mirata del corpo stradale lungo l’intera rete viaria nazionale. Si tratta di una manovra economica e tecnica ad ampio raggio che punta ad aumentare la resilienza delle strade italiane di fronte agli effetti sempre più evidenti e distruttivi dei cambiamenti climatici in atto.

Quindici lotti territoriali per blindare le strade d’Italia dal nord al sud

L’appalto nazionale è stato strategicamente suddiviso in 15 lotti territoriali per coprire in modo capillare l’intera penisola e intervenire con rapidità laddove le criticità geologiche si fanno più pressanti. L’accordo finanziario prevede inoltre una clausola di flessibilità che consente di incrementare l’importo contrattuale fino a un quinto del valore iniziale, portando l’investimento potenziale complessivo alla cifra astronomica di 300 milioni di euro. I fondi sono stati ripartiti con precisione millimetrica: 172,5 milioni saranno destinati ai lavori puri, 20 milioni per i costi inderogabili legati alla sicurezza e 57,5 milioni per coprire i costi della manodopera.

I lotti di maggiore entità economica, del valore di 25 milioni di euro ciascuno (incrementabili fino a 30 milioni), sono stati assegnati a territori storicamente fragili dal punto di vista geomorfologico: la Sicilia (Lotto 1), il raggruppamento Abruzzo e Molise (Lotto 7), la Toscana (Lotto 10) e l’Emilia-Romagna (Lotto 11). Alla Campania (Lotto 5) è stato destinato un budget di 22,5 milioni di euro, mentre la Calabria (Lotto 3) e l’asse Piemonte-Valle d’Aosta (Lotto 15) riceveranno 20 milioni a testa. Per le Marche (Lotto 8) e la Lombardia (Lotto 13) lo stanziamento è di 15 milioni, mentre lotti da 10 milioni interesseranno Sardegna, Lazio, Umbria, Liguria e il Veneto con il Friuli Venezia Giulia. Chiude la ripartizione il lotto Basilicata-Puglia da 7,5 milioni.

Opere di consolidamento e barriere paramassi di ultima generazione

Gli interventi che verranno messi in campo a partire dai prossimi mesi comprendono opere ingegneristiche complesse per il consolidamento e la stabilizzazione definitiva delle pareti rocciose instabili. Verranno installate e manutenute barriere paramassi ad alta resistenza e reti metalliche di contenimento di ultima generazione, oltre alla realizzazione di veri e propri sistemi di protezione strutturale del corpo stradale. Queste attività si rivelano fondamentali non solo per evitare la chiusura prolungata di arterie stradali vitali, ma anche per abbattere drasticamente i pesanti costi economici e sociali che ogni interruzione della circolazione inevitabilmente riversa sulle imprese e sui cittadini del territorio.

L’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha commentato lo sblocco dei fondi sottolineando come la manutenzione programmata e preventiva rappresenti l’unico strumento efficace per tutelare l’efficienza delle reti viarie davanti all’aumento di frequenza e intensità degli eventi meteo estremi. Investire nella prevenzione significa prendersi cura in modo responsabile delle persone e garantire il diritto alla mobilità in totale sicurezza. La macchina burocratica è già scattata: le aziende interessate dovranno presentare le proprie offerte digitali sul Portale Acquisti di Anas entro il termine perentorio delle ore 12:00 del 30 ottobre 2026, mentre la scadenza per le richieste di chiarimento è fissata alle ore 12:00 del 16 ottobre 2026.

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