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Misteri dell’eredità giacente: Antonella Sotira svela l’eterno fascino del testamento

Siamo davvero destinati a svanire nel nulla o possiamo eternare la nostra volontà anche dopo la vita? In un’epoca segnata dall’isolamento sociale e dallo sfaldamento dei legami, la stesura di un testamento resta uno strumento di immenso potere e un profondo atto d’amore. L’avvocato Antonella Sotira (Direttore dell’Ufficio Successioni del Tribunale di Roma) presenta il suo nuovo libro “L’enigma dell’eredità giacente” affrontando a viso aperto i tabù tutti italiani legati alla morte e alla scaramanzia. In questa esclusiva e illuminante intervista integrale, l’autrice svela i segreti dei genealogisti alla ricerca dei famosi “zii d’America”, l’importanza di decidere il proprio futuro e il fascino storico delle antiche matrone romane. Una lettura indispensabile per imparare a vivere meglio!👇

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Antonella Sotira

Roma – La faticosa, caotica e inarrestabile corsa quotidiana della nostra moderna società ci spinge costantemente e inesorabilmente a ignorare, allontanare e rimuovere dal dibattito pubblico uno degli interrogativi più antichi, misteriosi e affascinanti dell’intera condizione umana. Cosa resta realmente e tangibilmente di noi, delle nostre fatiche e dei nostri sogni, quando il nostro viaggio terreno giunge inevitabilmente alla sua conclusione naturale? Cosa desideriamo profondamente che gli altri ricordino della nostra essenza, del nostro particolarissimo modo di vivere, di amare e di pensare? Siamo davvero destinati a svanire nel nulla, diventando semplicemente “frasi vuote nella testa ed il cuore di simboli pieno”, per citare i celebri e struggenti versi del grande cantautore Francesco Guccini? Oppure possiamo, in qualche modo, imitare l’ingegno, l’astuzia e la forza d’animo delle antiche matrone romane, riuscendo a eternare la nostra volontà e il nostro potere attraverso la solennità inattaccabile del testamento? A queste domande scomode, ma assolutamente necessarie per vivere con maggiore e serena consapevolezza il nostro presente, risponde con straordinaria lucidità l’avvocato Antonella Sotira. Direttore del prestigioso Ufficio Successioni del Tribunale di Roma, Sotira è l’autrice del brillante volume “L’enigma dell’eredità giacente” (pubblicato recentemente dalla casa editrice Giappichelli), un saggio che scardina i nostri tabù.

L’analisi lucida di una società in profonda trasformazione

La poliedrica e coltissima autrice di questo indispensabile manuale, pensato intelligentemente non solo per i giuristi esperti ma anche per i normali cittadini, non si limita a snocciolare aridi codici e commi di legge.
La sua è una vera e propria, profonda e spietata analisi antropologica che tocca i nervi scoperti della nostra contemporaneità: l’isolamento sociale sempre più diffuso, il tragico e silenzioso abbandono degli anziani nelle metropoli, il doloroso sfaldamento dei legami parentali tradizionali e la gravissima perdita di patrimoni che non sono unicamente economici, ma profondamente spirituali e morali. Leggendo le sue pagine, il lettore viene messo dinanzi a interrogativi cruciali e a parole che la nostra cultura reputa “scomode”, difficili da pronunciare e da accettare razionalmente: morte, perdita, testamento, solitudine. Ma Antonella Sotira ci ricorda una verità istituzionale inconfutabile: “La morte è un affare di Stato”. Capire i meccanismi burocratici, patrimoniali e affettivi che scattano nel momento del trapasso significa riappropriarsi della propria dignità. Per approfondire questi temi cruciali, vi proponiamo l’illuminante dialogo con l’autrice.

L’intervista integrale: il testamento spiegato tra diritto e sentimenti

Come può un fatto privato e doloroso, divenire affare di Stato?
Negli uffici dello Stato, la morte ha quasi più rilevanza della vita. Si pagano tasse di successione, si trascrivono i testamenti e gli atti di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, si registrano gli inventari dei grossi compendi, e quando non ci sono eredi o quando nessuno accetta l’eredità, i beni vacanti si devolvono allo Stato. Diceva bene Thomas Mann, che “la morte di un uomo riguarda meno lui che chi gli sopravvive”. Della morte si avvantaggia chi resta. I curatori dell’eredità giacente ad esempio, sono professionisti che guadagnano nel gestire i patrimoni relitti.

Senza alcun tecnicismo ci spieghi cos’è l’eredità giacente
E’ un istituto previsto dal nostro codice civile con cui il legislatore si preoccupa di conservare e tutelare il patrimonio di coloro che muoiono senza avere eredi o senza aver fatto testamento o di chi ha rinunciato all’eredità magari per paura dei debiti o anche solo per avversione, acredine nei confronti del deceduto. Un vero enigma, un misterioso crocevia fra miserie umane, conflitti parentali ed interessi economici, anche dello Stato, ed a cui si rimedia con la ricerca degli eredi curata dai genealogisti o con la previdente redazione di un testamento.

Chi sono i genealogisti ed a cosa servono
Sono dei professionisti della ricerca dei legami parentali rilevanti ai fini successori. Il nostro legislatore prevede che l’eredità può devolversi sino al sesto grado di parentela. Ma non è facile ricostruire gli alberi genealogici. Esistono società internazionali come ad esempio la francese Coutot-Roehrig che da oltre 200 anni assicurano e consegnano patrimoni ad eredi sparsi in tutto il mondo. Sembra incredibile ma il “famoso zio d’America” è ancora oggi una fortuna auspicabile per ognuno di noi. Ho visto arrivare a molti eredi insperate fortune accumulate da defunti che non avevano mai visto o frequentato in vita. Così come ho visto molti lasciti testamentari a favore di fondazioni benefiche o di semplici amici che a differenza dei parenti erano stati vicini al defunto.

In Italia sono molti a fare testamento o è vero che esistono tabù e pregiudizi scaramantici che rendono il testamento una parola invisa?
Il nostro è un Paese in cui si fanno pochi testamenti, credo che la ragione sia di tipo culturale e che la scaramanzia giochi una parte preponderante. Il mio libro lancia un monito: dobbiamo sentire il dovere morale e sociale di testare. Vi sono consigli di letture notarili e di letteratura per risvegliare la cultura della scrittura testamentaria. In fondo fare testamento è l’escamotage giuridico per assicurarci da vivi il diritto di parlare e di incidere nella vita degli altri anche dopo la morte. Testare è un atto d’amore e non necessariamente l’ultimo atto d’amore. Potrebbe essere il primo di una nuova storia d’amore o il primo passo per riappacificarsi con familiari ed amici.

Cosa serve per fare testamento?
Semplicemente del tempo per riflettere su cosa vogliamo che resti di noi. Su come e per cosa vogliamo essere ricordati. Poi occorre avere piena capacità di intendere e volere, una grafia chiara ed esprimersi in modo sintetico ed imperativo: “Voglio che, dispongo che”. Bisogna conservare l’atto in una busta chiusa e non svelarne il contenuto o, come accadeva per le matrone romane, saper usare il testamento come atto per accentrare potere e tenere uniti a sé familiari o punire i nemici. Nel libro c’è una interessante divagazione di diritto romano sul potere e la libertà femminile delle matrone.

C’è un’età per fare testamento?
No. Noi italiani equipariamo il testamento alla vecchiaia o alla malattia. Ogni età ed ogni fase della vita può indurci a fare un bilancio anche senza avere la percezione di un imminente pericolo. Senza contare che in ogni momento possono farsi modiche o revoche di precedenti disposizioni. Credo che l’età giusta sia quella in cui ci sentiamo realizzati e responsabili delle sorti di chi ci sta accanto e che ci dovrebbe sopravvivere. La morte, come la chiamano in alcune civiltà, è la Signora della Vita. Occuparci della morte è un modo per vivere meglio e avere consapevolezza di ciò che abbiamo e di come vorremmo essere ricordati.

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Svolta epocale nella Capitale: prende forma l’immenso e rivoluzionario Centro Archeologico Monumentale

La Capitale d’Italia si prepara a cambiare volto per sempre! Con oltre 200 milioni di euro di investimenti (Pnrr e fondi Giubileo) e ben 80 cantieri aperti, prende ufficialmente e magnificamente forma il “Carme”, il nuovissimo Centro Archeologico Monumentale di Roma. Si tratta di un’opera mastodontica che cambierà radicalmente la vivibilità dell’intero quadrante compreso tra Piazza Venezia, il Colosseo, il Circo Massimo e i Fori Imperiali. Tra le opere mozzafiato spiccano la Nuova Passeggiata Archeologica pedonale (che andrà a trasformare via dei Fori Imperiali), la creazione di terrazze panoramiche sospese, il recupero strutturale del muro di 33 metri del Foro di Augusto e l’apertura inedita della Biblioteca occidentale di Traiano. Il sindaco Roberto Gualtieri esulta orgoglioso: “Uniamo la tutela del passato per regalare una migliore qualità della vita contemporanea!”.👇

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1. Render del tratto centrale di Via dei Fori Imperiali (Studio Labics)

Roma – Il maestoso, eterno e ineguagliabile cuore pulsante dell’antica Roma si prepara a cambiare letteralmente e magnificamente volto, consegnando finalmente alle future generazioni un panorama urbano totalmente riqualificato, accessibile e proiettato verso le sfide ecologiche e turistiche del nuovo millennio. Nelle magnifiche e suggestive sale del Museo dei Fori Imperiali, all’interno della cornice mozzafiato dei Mercati di Traiano, è stato infatti ufficialmente, solennemente e orgogliosamente presentato alla stampa lo stato di avanzamento dei lavori dell’ambiziosissimo progetto Carme – Centro Archeologico Monumentale di Roma. Non stiamo affatto parlando di un semplice restyling estetico o di qualche timido e isolato intervento di manutenzione stradale, ma del più vasto, massiccio e dirompente programma di trasformazione urbana e valorizzazione del patrimonio storico mai ideato, finanziato e realizzato nell’intera area centrale della Capitale d’Italia. Il progetto si estende a perdita d’occhio in un vero e proprio e gigantesco museo a cielo aperto che abbraccia piazza Venezia e i Fori Imperiali, stringe il Colosseo, il Palatino e il Celio, e si spinge coraggiosamente e armoniosamente fino alle monumentali Terme di Caracalla, al Circo Massimo e alle antichissime pendici del colle Campidoglio.

Un tesoro da 200 milioni per la rivoluzione urbana di Roma

L’immensa, complessa e vertiginosa macchina organizzativa del progetto Carme sta rapidamente, concretamente e inesorabilmente diventando una splendida e tangibile realtà urbana grazie a una pioggia vitale di fondi pubblici senza precedenti storici.
Sul piatto ci sono infatti investimenti complessivi che sfiorano l’incredibile, vertiginosa e pesantissima cifra di ben 200 milioni di euro, attinti sapientemente e strategicamente dalle ricchissime risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dagli immensi fondi stanziati per il Giubileo. L’obiettivo assoluto della giunta capitolina è a dir poco titanico: gestire simultaneamente e completare a tempo di record oltre 80 pesantissimi interventi urbanistici e strutturali. Molti di questi intricati e complessi cantieri sono fortunatamente e brillantemente già stati portati a felice conclusione, altri lavorano incessantemente e a pieno ritmo, e i restanti si trovano in un’avanzatissima e dettagliata fase di progettazione esecutiva. Questa incredibile e corale orchestra di cantieri, che vede la strettissima e lodevole collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, i Dipartimenti di Roma Capitale, il Ministero della Cultura, il Parco Archeologico del Colosseo e la società Metro C, mira a trasformare radicalmente il caotico cuore archeologico della città in un sistema urbano ecologicamente sostenibile e totalmente privo di barriere architettoniche.

Dalla Nuova Passeggiata ai Fori Imperiali: percorsi inediti

Il fiore all’occhiello assoluto, sfolgorante e innegabile dell’intero mastodontico piano di rigenerazione urbana è indubbiamente rappresentato dalla realizzazione della tanto attesa e desiderata Nuova Passeggiata Archeologica.
Questo delicatissimo ed elegante progetto architettonico (frutto del brillante e coraggioso concorso internazionale lanciato nel 2024 e vinto meritatamente dal pool guidato dallo studio Labics insieme a Openfabric e Orizzontale) prevede la totale riscrittura della logica di fruizione dell’area archeologica. I cantieri stanno infatti lambendo i principali e antichissimi complessi monumentali, valorizzandone la fruibilità turistica attraverso la magica creazione di nuovi, ampi e sicuri spazi pubblici pedonali, terrazze panoramiche mozzafiato sospese nel tempo, sistemazioni raffinate del verde e del prezioso palinsesto archeologico. In questo specifico, delicato e complesso raggio d’azione rientra prepotentemente anche la progressiva e irreversibile trasformazione della centralissima via dei Fori Imperiali: qui è in corso d’opera un rivoluzionario disegno geometrico delle storiche pavimentazioni, finalizzato ad ampliare drasticamente e coraggiosamente gli spazi vitali destinati alla quieta fruizione pedonale e alla moderna mobilità ciclabile. Parallelamente, si lavora incessantemente a inediti ed elevati attraversamenti tramite leggere passerelle, per garantire una fruizione continua e senza alcun salto di quota architettonico.

Scavi e restauri monumentali: i tesori svelati dei Fori antichi

Accanto alla rivoluzione della viabilità ciclabile (già in parte visibile grazie ai nuovi e bellissimi percorsi realizzati in via di San Gregorio, via dei Cerchi e via del Foro Romano), il progetto Carme sta regalando agli studiosi e al mondo intero restauri archeologici a dir poco strabilianti e fondamentali.
I maestri restauratori sono infatti impegnati nel miracoloso e minuzioso recupero dell’imponente muro di fondo del Foro di Augusto: un muro mastodontico e storico che, con i suoi sbalorditivi 33 metri di altezza ancora perfettamente conservati, separava fisicamente in epoca antica i palazzi imperiali dal povero, brulicante e malfamato quartiere residenziale della Suburra. Il faraonico e sterminato programma dei lavori prevede inoltre l’incredibile e coraggiosa ricostruzione architettonica di una porzione specifica della meravigliosa Corte Porticata del Foro di Traiano, necessaria per una migliore comprensione visiva del monumento. A questo si sommeranno poi l’eccezionale apertura al grande pubblico della Biblioteca occidentale di Traiano, i nuovi e preziosissimi scavi in via Alessandrina e il recupero strategico del collegamento perduto tra Campo Carleo e Sant’Urbano. Il sindaco in carica, Roberto Gualtieri, ha celebrato e rivendicato questo momento con fortissimo orgoglio e profonda e malcelata emozione civica: “Vogliamo rendere finalmente concreta e reale una visione sulla quale lavoriamo strenuamente e duramente fin dall’inizio del nostro mandato istituzionale: ricucire per sempre e indissolubilmente il rapporto tra la città antica e quella contemporanea, perché le romane e i romani tornino ad essere i veri e unici protagonisti di questi luoghi magici”.

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Svolta per l’arte a Treviso: rinasce Casa dei Carraresi e svela 200 inestimabili capolavori

Svolta epocale per l’arte e la cultura in Veneto: Treviso inaugura oggi il suo nuovo e grandioso “Museo Diffuso”! Dopo due lunghissimi e complessi anni di restauri, la Fondazione Cassamarca ha ufficialmente riaperto gli storici e prestigiosi battenti del complesso duecentesco di Casa dei Carraresi e Ca’ dei Brittoni. In mostra, con un rivoluzionario e spiazzante percorso visivo curato dall’Università Ca’ Foscari, oltre 200 inestimabili capolavori del Novecento (da Fontana a Manzoni e Vedova). Ma la vera, enorme sorpresa internazionale è l’incredibile donazione del genio russo Grisha Bruskin, che ha regalato alla città quattro monumentali e drammatiche installazioni plastiche. Un percorso mozzafiato tra le antichissime mura medievali e le inquietudini dell’arte contemporanea che lascerà i visitatori senza parole!👇

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inaugurazione mattina

Treviso – Il cuore pulsante, storico e architettonico della meravigliosa città veneta torna finalmente a battere all’unisono con la grande cultura del Novecento, segnando un traguardo epocale per l’intera comunità locale e per il panorama artistico nazionale. Dopo ben due lunghi, complessi e faticosi anni di minuziosi interventi di restauro architettonico, recupero strutturale e valorizzazione estetica, la Fondazione Cassamarca ha ufficialmente e orgogliosamente riaperto al pubblico i prestigiosi e antichissimi spazi espositivi del complesso duecentesco della Casa dei Carraresi e dell’attigua Ca’ dei Brittoni. Non si tratta di una banale o canonica riapertura museale, ma di una vera e propria e dirompente rivoluzione culturale cittadina: questi oltre 2.000 metri quadrati di storia medievale si sono appena trasformati nel suggestivo ed elegante scrigno che accoglierà in via del tutto permanente oltre 200 opere d’arte inestimabili, provenienti dalla sterminata collezione privata della Fondazione. L’evento odierno, venerdì 2 ottobre 2026, non si limita infatti a tagliare un nastro inaugurale, ma sancisce formalmente, solennemente e coraggiosamente l’avvio ufficiale di un progetto visionario e ambiziosissimo: la creazione di un vero e proprio “Museo Diffuso” a cielo aperto, un circuito artistico integrato destinato a mettere in rete tutte le storiche sedi della Fondazione nel centro cittadino.

Il progetto visionario: il Museo Diffuso tra le storiche mura

L’immensa e coraggiosa operazione di mecenatismo portata a termine oggi rappresenta soltanto il prezioso e fondamentale “primo tassello” di un mosaico artistico molto più ampio, sognato e strutturato per durare nei secoli a venire.
Come annunciato pubblicamente e con malcelato e giustificato orgoglio da Luigi Garofalo, attuale Presidente della Fondazione Cassamarca: “Restituire alla nostra città e ai cittadini un luogo di così straordinario, immenso valore storico, architettonico e artistico significa rinnovare fattivamente e concretamente l’antico impegno della Fondazione nella ferrea tutela del patrimonio locale. L’obiettivo ultimo e assoluto è fare di questo enorme tesoro un bene comune, per contribuire attivamente e quotidianamente alla crescita culturale e spirituale di Treviso”. E la crescita culturale non si fermerà certo qui: il grandioso masterplan istituzionale prevede infatti che questo nuovo e affascinante percorso visivo prosegua a strettissimo giro con la vitale riqualificazione di Ca’ Spineda (prevista già per il prossimo dicembre 2026, dove verranno esposte affascinanti nature morte, icone sacre e imponenti installazioni), per culminare poi trionfalmente nell’anno 2027 con l’attesissima apertura e fruizione pubblica dei meravigliosi e antichi spazi del Monte di Pietà. Un circuito ininterrotto e dialogante di bellezza che fonderà sapientemente la millenaria memoria storica del territorio veneto con le più sfrontate e moderne espressioni dell’arte contemporanea.

Oltre la cronologia: il rivoluzionario allestimento visivo

Dimenticate i classici, noiosi e polverosi musei organizzati rigorosamente e freddamente in mero ordine alfabetico o per rigida datazione storica: l’allestimento visivo e percettivo proposto a Casa dei Carraresi rompe violentemente, intelligentemente e definitivamente gli schemi accademici tradizionali.
Il nuovo, fluidissimo e spiazzante percorso espositivo permanente è stato magistralmente ideato, curato e supervisionato dai professori Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, prestigiosi accademici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Setacciando pazientemente tra i preziosi capolavori acquisiti negli anni dalla Fondazione (molti dei quali provenienti dal generoso lascito del compianto monsignor Gino Bortolan), i due curatori hanno selezionato le inestimabili opere di giganti dell’arte come Fontana, Manzoni, Baj, Plessi, Vedova, Tancredi, Santomaso e Zoran Mušič. La loro brillante e coraggiosa scelta curatoriale ha letteralmente polverizzato il rigido ordinamento cronologico, favorendo piuttosto un dialogo serrato, intimo e sensoriale basato puramente su forme comuni, assonanze di colori e affinità spirituali. “Volevamo fermamente che questa rilevantissima collezione artistica del Novecento dialogasse in modo diretto, imprevisto e spiazzante con le storiche mura degli ambienti medievali”, spiega la professoressa Burini. Il percorso si snoda così abilmente attraverso tre grandissime macro-sezioni tematiche denominate Spazi, Forme e Figure, invitando il visitatore a “smarrire” letteralmente e felicemente la logica lineare per ritrovare invece la pura, istintiva e complessa emozione percettiva dell’arte.

L’incredibile donazione di Grisha Bruskin: un dialogo internazionale

Ma a impreziosire e consacrare definitivamente la rinascita di questo incredibile polo museale trevigiano elevandolo a un rango e a una rilevanza di carattere puramente internazionale, è stata senza dubbio un’operazione di mecenatismo e amicizia artistica che ha letteralmente dell’incredibile.
L’antica ala medievale di Ca’ dei Brittoni ha infatti l’immenso e raro onore di accogliere permanentemente le opere monumentali di Grisha Bruskin, celeberrimo, quotatissimo e visionario artista di origine russa. Attraverso un atto di generosità senza precedenti, Bruskin ha scelto proprio la Fondazione Cassamarca per garantire ufficialmente una presenza fissa, stabile e inamovibile della sua complessa ricerca visiva in Italia. Le sue quattro grandissime e spiazzanti installazioni plastiche, riunite profondamente sotto il titolo evocativo “Sull’orlo del tempo” (tra cui spiccano i capolavori In bilico e L’ora X, incredibilmente esposti oggi per la primissima volta in assoluto nel nostro Paese), offrono una riflessione spietata, cruda e universale sulla fragilità intrinseca dell’esistenza umana, sui mutamenti dei feroci sistemi di potere e sul mito eterno e incancellabile del “nemico”. Lo stesso genio russo ha partecipato attivamente e in prima persona per giorni alla definizione millimetrica degli spazi espositivi, studiando maniacalmente le ombre e l’illuminazione delle sale per poter costruire e restituire al pubblico un’esperienza visiva di rara, altissima e struggente intensità drammatica, trasformando Treviso in una nuova, immancabile e assoluta capitale dell’arte internazionale.

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Fisco, IA e tutela del contribuente: a Salerno il grande convegno annuale dell’ANC

La burocrazia, il fisco opprimente e i nuovi rigidi controlli tramite l’Intelligenza Artificiale non devono mai schiacciare le imprese o calpestare il sacrosanto diritto di difesa del singolo contribuente! Su queste importantissime e delicate basi tecniche si aprirà il 9 ottobre (ore 16:00, Camera di Commercio) il fondamentale convegno annuale organizzato e promosso dall’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) di Salerno, guidata dal Presidente Matteo Cuomo. Una giornata intensa e vitale di vera Alta Formazione per tutti i professionisti del settore campano, che in serata si sposterà gioiosamente al Teatro delle Arti per un bellissimo e sano momento di cabaret e, soprattutto, di grande solidarietà attiva. L’ANC devolverà infatti fondi e aiuti alle mense per i poveri del territorio, finanzierà la lotta contro i tumori della LILT e assegnerà ben tre borse di studio ai giovani studenti salernitani più meritevoli!👇

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Locandina evento Salerno

Salerno – La vertiginosa, rapida e apparentemente inarrestabile evoluzione tecnologica e informatica sta radicalmente e silenziosamente mutando non soltanto le nostre semplici e banali abitudini quotidiane, ma anche e soprattutto la complessa, delicata e spigolosa architettura dei complessi rapporti formali che intercorrono quotidianamente tra lo Stato e i cittadini. Tematiche modernissime e dirompenti come l’avvento su larga scala dell’Intelligenza Artificiale, l’applicazione rigorosa dei temutissimi Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA), le presunzioni formali di antieconomicità aziendale e il sacrosanto, costituzionale e inviolabile diritto di difesa del singolo contribuente. Saranno proprio questi i fondamentali, spinosi e attualissimi argomenti tecnici che faranno da solido ed esclusivo baricentro al tradizionale, ricco e attesissimo appuntamento istituzionale e formativo promosso e organizzato, come ogni anno, dall’attivissima Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) della sezione territoriale di Salerno. L’attesissimo convegno, intitolato programmaticamente e chiaramente “IA, ISA e Antieconomicità nella pratica professionale”, è in programma per il pomeriggio di venerdì 9 ottobre 2026. L’importante vertice, che prenderà ufficialmente il via alle ore 16:00 all’interno della prestigiosa e storica cornice del Salone dei Genovesi presso la Camera di Commercio di Salerno (situata in via Roma 29), è stato meticolosamente organizzato dall’ANC locale in strettissima e lodevole collaborazione istituzionale con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della città campana.

Le sfide della professione: ISA e intelligenza artificiale al centro

Il tema portante e nevralgico scelto democraticamente dal direttivo per l’edizione di quest’anno entra a gamba tesa, direttamente e brutalmente, nelle complesse e spesso logoranti dinamiche del lavoro burocratico e quotidiano svolto negli studi dai professionisti del settore contabile.
Ci troviamo infatti immersi ormai totalmente all’interno di un moderno e spietato sistema fiscale statale nel quale la rapida disponibilità, l’incrocio telematico e l’elaborazione massiva dei big data assumono giorno dopo giorno un peso sempre maggiore, schiacciante e determinante. Gli ISA, introdotti legislativamente originariamente con il nobile intento teorico di favorire la cosiddetta “compliance” fiscale e di rafforzare una sana collaborazione paritaria tra il Fisco e i normali contribuenti, sintetizzano oggi in freddi numeri la posizione vitale di migliaia di imprese e professionisti. Accanto a questi freddi strumenti matematici, si sta oggi aprendo inesorabilmente e prepotentemente anche il vasto e per certi versi inesplorato e temibile capitolo legato all’Intelligenza Artificiale. Quest’ultima è fatalmente e inesorabilmente destinata, in un brevissimo lasso di tempo, ad assumere un ruolo sempre più pervasivo, crescente e quasi assoluto nell’elaborazione incrociata delle informazioni sensibili dei cittadini e, più in generale, nei severi processi ispettivi che interessano direttamente e quotidianamente l’amministrazione finanziaria statale. Una trasformazione che certamente amplia a dismisura le possibilità di analisi per lo Stato, ma che rende contemporaneamente sempre più vitale e centrale il tema delle sacrosante garanzie umane e legali riconosciute al contribuente.

Gli interventi e la visione di Matteo Cuomo: difendere le imprese

L’apertura ufficiale, istituzionale e solenne degli intensi lavori pomeridiani sarà doverosamente e istituzionalmente affidata ai saluti di rito di Sergio Cairone (attuale Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno) e di Matteo Cuomo (energico Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti Salerno).
Subito dopo i convenevoli di rito, la parola passerà agli esperti per le fitte relazioni tecniche: Antonio Sanges illustrerà “La difesa del contribuente di fronte alle presunzioni di antieconomicità”, Eros Ceccherini approfondirà “Il ruolo dell’AI nell’elaborazione e nella gestione degli ISA”, mentre Luca De Rosa relazionerà sul delicato “Schema d’atto sui controlli ISA ed Antieconomicità”. A spiegare magistralmente la ratio politica e la filosofia che ha animato e guidato l’ideazione e la scelta tematica di questo vertice è stato lo stesso Presidente Matteo Cuomo: “Dietro un freddo indicatore matematico o un algoritmo digitale ci sono e ci saranno sempre delle persone vere, un’impresa viva, un coraggioso professionista, delle scelte lavorative sofferte e delle circostanze ambientali molto concrete, che vanno necessariamente ed empaticamente comprese e rappresentate dallo Stato, e non schiacciate dalla burocrazia. Il nostro nobile obiettivo formativo odierno è proprio quello di offrire ai tanti colleghi presenti in sala un confronto davvero utile e degli strumenti legali ed operativi concreti per poter affrontare a testa alta queste nuove sfide e situazioni con sempre maggiore consapevolezza e preparazione professionale”.

Solidarietà e borse di studio: il grande impegno sociale dell’ANC

La lunga, intensa e faticosa giornata del 9 ottobre non si esaurirà però unicamente all’interno delle mura camerali con il freddo, seppur utile e necessario, confronto professionale, ma lascerà ampio spazio anche allo spirito di gruppo, alla cultura popolare e all’immensa beneficenza attiva.
Come accade fortunatamente da svariati anni a questa parte, l’ANC Salerno accompagnerà infatti il rigoroso momento dedicato all’Alta Formazione tecnica con una divertentissima e rilassante serata teatrale serale. A partire dalle ore 20:30, tutti gli stanchi partecipanti al convegno saranno formalmente e gratuitamente invitati a trasferirsi presso il Teatro delle Arti di Salerno per poter assistere dal vivo al brillante spettacolo teatrale comico messo in scena dal duo formato da Salvatore Turco e Marco Lanzuise, il cui show sarà sapientemente e calorosamente introdotto e scaldato dalla comicità irresistibile e popolare di Enzo e Mario. Ma il vero, grande e nobilissimo cuore pulsante e silenzioso di questo duplice evento serale rimane indissolubilmente legato e ancorato al prezioso filo della vera e pura solidarietà territoriale. L’associazione presieduta da Cuomo destinerà infatti dei fondi sostanziosi e significativi contributi economici per sostenere strenuamente e materialmente due meravigliose e lodevoli realtà caritatevoli del territorio: la “Casa Nazareth”, guidata amorevolmente da don Ciro Torre, e la “Mensa Caterina”, fondata e gestita dall’Associazione Caterina APS attiva a Pontecagnano. Inoltre, verranno consegnate solennemente tre meritate borse di studio a giovani diplomati meritevoli dell’Istituto “Genovesi – Da Vinci” di Salerno, neo iscritti orgogliosamente a Economia. E per chiudere in bellezza questo straordinario cerchio virtuoso di pura solidarietà civica, durante l’evento teatrale sarà possibile e caldamente consigliato effettuare una piccola o grande donazione spontanea alla raccolta fondi organizzata per finanziare la fondamentale ricerca della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) della sezione di Salerno.

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