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Spettacolo

Notti magiche a Milano, riparte il rito del jazz: quattro appuntamenti alla Cascina Cuccagna

Le notti milanesi tornano a tingersi di grande musica! A partire da martedì 6 ottobre 2026, la storica e affascinante cornice di Cascina Cuccagna (nei locali di “Un posto a Milano”) riapre orgogliosamente le porte per la quinta, imperdibile e scoppiettante stagione de “Il rito del jazz”, curata da Musicamorfosi. Un programma di altissima qualità che per tutto il mese di ottobre regalerà al pubblico meneghino un meraviglioso doppio concerto (alle 19.30 e alle 21.30) con ingresso rigorosamente libero e gratuito! Dal sound newyorkese contemporaneo del Raffaele Fiengo Quartet all’omaggio a Django Reinhardt con il jazz manouche di Davide Parisi. E ancora: le sperimentazioni “psycho” ed elettroniche degli Hibaku Jumoku fino alla chiusura a ritmo di pop e samba con il giovane Bramante Trio. Un appuntamento autunnale assolutamente da non perdere!👇

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Raffaele Fiengo

Milano – Le frenetiche, luminose e caotiche serate autunnali del capoluogo lombardo si preparano a rallentare il loro ritmo incessante per lasciarsi cullare dolcemente dalla magia improvvisata, suadente e travolgente della grande musica dal vivo. Ritorna infatti prepotentemente e orgogliosamente sulla scena cittadina uno degli appuntamenti culturali e musicali in assoluto più amati, attesi e partecipati dal pubblico meneghino. A partire da martedì 6 ottobre 2026, scatterà ufficialmente la prestigiosa e attesissima quinta stagione de Il rito del jazz. La celebre e fortunata rassegna musicale, ideata e organizzata magistralmente dall’attivissima associazione culturale Musicamorfosi in stretta e proficua collaborazione con “Un posto a Milano” e la splendida cornice di Cascina Cuccagna, è pronta a trasformare ancora una volta i caldi e accoglienti locali del ristorante nell’esclusivo e vibrante Cuccagna Jazz Club. L’evento gode del fondamentale sostegno di Nuovo Imaie e del prestigioso patrocinio ufficiale del Municipio 4 del Comune di Milano, con la golosa partnership di St. Germain. La vincente e amatissima formula organizzativa resta rigorosamente e felicemente invariata: la grande musica verrà servita al pubblico una volta alla settimana, proponendo un generoso doppio set serale (il primo previsto per le ore 19.30 e il secondo alle 21.30), mantenendo orgogliosamente l’ingresso libero e completamente gratuito per tutti gli spettatori (previa la consueta prenotazione sul sito ufficiale).

La quinta stagione di Musicamorfosi: un trampolino per il jazz italiano

Dal lontano 2022 fino ai trionfi dell’anno odierno, l’ambizioso e raffinato progetto de Il rito del jazz ha avuto l’immenso e raro merito di ospitare sul proprio palcoscenico milanese una parata infinita di stelle assolute e di esponenti di primissimo piano della complessa scena musicale italiana e internazionale.
Artisti del calibro monumentale di Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Antonio Zambrini, Andrea Dulbecco, Ethan Iverson e Nicole Johänntgen hanno deliziato e infiammato il pubblico della Cascina. Ma la vera, profonda e inossidabile vocazione della rassegna è sempre stata quella di fungere da fondamentale, vitale e prezioso trampolino di lancio per i giovani, talentuosi e promettentissimi musicisti emergenti del panorama tricolore (basti citare, tra i tanti, i lanci felici di Sophia Tomelleri, Francesco Sensi e Thomas Umbaca). Anche nel corso dei prossimi, intensi e freddi mesi autunnali, la sapiente direzione artistica punterà fortissimo e senza alcuna esitazione a scovare, sostenere e valorizzare pubblicamente le ultimissime promesse del jazz italiano, affiancandole strategicamente e sapientemente a nomi già affermati e consolidati, per creare un magico e virtuoso incontro generazionale e sonoro.

Dal Raffaele Fiengo Quartet all’omaggio d’autore a Django Reinhardt

L’imperdibile e ricchissimo cartellone musicale del mese di ottobre prenderà ufficialmente e trionfalmente il via martedì 6 ottobre, puntando i riflettori principali sul talento puro e cristallino del quartetto guidato dal formidabile sassofonista e compositore Raffaele Fiengo.
Già meritatissimo vincitore assoluto del concorso Palco Aperto JAZZMI e del prestigioso Premio Nazionale delle Arti, Fiengo salirà sul palco milanese accompagnato da Max Cameroni (pianoforte), Enrico Palmieri (contrabbasso) e Antonio Marmora (batteria), per presentare dal vivo al pubblico Recall, il suo attesissimo e brillante esordio discografico. Il progetto (che vedrà la partecipazione straordinaria della vocalist Francesca Pocobelli) fonde magistralmente e coraggiosamente l’anima pulsante del jazz newyorkese contemporaneo con echi raffinatissimi del Novecento europeo, citando mostri sacri come Bartók. La settimana successiva, martedì 13 ottobre, le atmosfere cambieranno radicalmente per lasciare gioiosamente spazio al Davide Parisi Trio (completato da Yann Marechal ed Enrico Vito Zeno) che, affiancato dall’incredibile talento dello special guest Gabriele Boggio Ferraris al vibrafono, proporrà un devoto, rispettoso e modernissimo tributo al grandissimo genio della sei corde Django Reinhardt, figura storica, fondante e inarrivabile dello stile jazz manouche.

Il suono “psycho” degli Hibaku Jumoku e la chiusura col Bramante Trio

Il viaggio musicale all’interno delle storiche mura della Cuccagna proseguirà poi martedì 20 ottobre con una proposta decisamente più spiazzante, aggressiva, sperimentale e di fortissimo impatto emotivo.
Il palco sarà infatti calcato dal neonato trio Hibaku Jumoku, una coraggiosissima band capitanata dall’eclettico e noto batterista piemontese Paolo Inserra, affiancato magistralmente da Antonio Gallucci al sax tenore e da Francesco Bucci al basso tuba. I tre esplosivi e istrionici musicisti offriranno al pubblico milanese un graffiante, ipnotico e psichedelico sound crossover: un viaggio particolarissimo che parte dalle ruvide, rabbiose e storiche fondamenta del punk puro, per poi aprirsi inaspettatamente e meravigliosamente verso melodie ricercate e influenze dell’elettronica contemporanea londinese. Una vera e propria esperienza psycho-jazz. Il curioso e profondo nome della band deriva storicamente da quello dell’unico albero rimasto miracolosamente e tristemente sopravvissuto alla devastante bomba atomica di Hiroshima, simboleggiando la rinascita attraverso la musica contro ogni apocalisse. A chiudere in grande bellezza il ricco calendario del mese, martedì 27 ottobre, penserà infine il freschissimo Bramante Trio (composto dai talentuosi Filippo Oggionni, Vittorio Romano e Mattia Venturella). La giovane e brillante formazione delizierà i fortunati presenti rivisitando audacemente grandissimi standard e classici indimenticabili, sporcandoli e contaminandoli gioiosamente con divertentissimi e irriverenti arrangiamenti originali provenienti dai mondi del pop e della samba.

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Musica elettronica: scatta il crowdfunding per salvare la Silicon Valley delle Marche

3. La storia segreta della musica elettronica nasce tra le colline marchigiane. Parte il crowdfunding per il documentario “Electric Hills”, il film che svela come gli artigiani della regione abbiano costruito i sintetizzatori usati da Pink Floyd e dai compositori di Stranger Things. Partecipa alla raccolta fondi per salvare questa incredibile Silicon Valley italiana 👇

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Jean Michelle Jarre

Ancona – Immaginate il rumore dolce del vento che accarezza i campi di grano e le colline e, subito dopo, la vibrazione improvvisa, profonda e futuristica di una drum machine che anticipa il futuro della discografia globale. C’è una linea invisibile ma potentissima che unisce la quiete millenaria delle campagne marchigiane ai palchi più prestigiosi della musica mondiale. È una storia segreta, custodita gelosamente tra le pieghe di una provincia laboriosa, in cui le mani esperte di artigiani abituati a riparare le tradizionali fisarmoniche hanno iniziato a saldare circuiti integrati, potenziometri, sintetizzatori e organi elettrici di nuova concezione. Questo distretto industriale, apparentemente lontano dai grandi centri nevralgici della cultura internazionale, ha letteralmente plasmato, nota dopo nota, il suono dell’elettronica globale, lasciando un’impronta indelebile nei dischi che hanno fatto la storia della musica contemporanea degli ultimi sessant’anni.

Per sottrarre all’oblio questo incredibile miracolo italiano che unisce artigianato e futuro, il Museo del Synth Marchigiano e la casa di produzione The Blink Fish hanno lanciato una mobilitazione collettiva di fondamentale importanza. È partita ufficialmente la grande campagna di crowdfunding per completare la post-produzione di “Electric Hills”, il documentario d’impatto diretto dal regista Marco Bragaglia che accende i riflettori su questa vera e propria Silicon Valley musicale ante litteram. Le riprese della pellicola sono già interamente terminate sul campo: ora scatta la vera corsa contro il tempo per finanziare la fase di montaggio definitivo, la cura del sound design, la color grading e l’acquisizione dei preziosi e costosi diritti d’archivio sui materiali visivi d’epoca, passaggi vitali per consentire all’opera di sbarcare nei festival cinematografici internazionali e raccontare al mondo questo primato tutto italiano.

Dalle botteghe artigiane ai Pink Floyd: l’incredibile epopea delle Marche elettroniche

Il lungometraggio si propone di rovesciare completamente il classico e noioso rapporto gerarchico tra il centro e la periferia, dimostrando come la provincia italiana sia stata in realtà un fulcro pulsante di pura visione e innovazione tecnologica d’avanguardia. Dalle storiche fisarmoniche di Castelfidardo fino agli incredibili organi elettronici nati negli anni Sessanta, il film documenta minuziosamente come le officine familiari e i piccoli distretti industriali marchigiani abbiano saputo anticipare persino i colossi della tecnologia provenienti da nazioni come il Giappone e gli Stati Uniti d’America. Strumenti rarissimi costruiti in questa terra collinare sono finiti tra le mani di leggende assolute come i Pink Floyd e Jean-Michel Jarre, fino a plasmare le atmosfere cupe e nostalgiche della famosissima colonna sonora della serie TV cult Stranger Things, dimostrando una longevità sonora che non conosce crisi o tramonti.

La forza d’impatto di questo straordinario racconto risiede proprio in un cast internazionale che ha scelto di metterci la faccia e testimoniare l’assoluta centralità storica del distretto marchigiano. Oltre al celebre pioniere francese Jean-Michel Jarre e ai compositori statunitensi Kyle Dixon e Michael Stein, nel documentario compaiono icone della musica italiana e globale: Boosta dei Subsonica, Claudio Simonetti dei mitici Goblin, i membri dei Calibro 35 con Tommaso Colliva, Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli, il geniale creatore britannico Sam Battle, noto sul web come Look Mum No Computer, e i Matmos con Martin Schmidt e Andrew Daniel. Artisti di fama mondiale che non sono saliti sulle colline marchigiane per semplici visite di cortesia turistica, ma per intraprendere vere e proprie sessioni di studio, sperimentazione sonora e registrazione creativa all’interno del Museo del Synth Marchigiano, attratti dal calore analogico unico di queste macchine dimenticate.

L’appello per salvare la memoria storica di un’eredità tecnologica ancora viva

Il progetto cinematografico nasce dalla profonda ostinazione e dal cuore di un gruppo affiatato di amici, musicisti e appassionati collezionisti che hanno deciso di unire le forze per colmare una grave assenza storica della memoria collettiva. Hanno recuperato, smontato e rimesso faticosamente in funzione pezzi unici e rarissimi che rischiavano seriamente di finire distrutti in qualche discarica o dimenticati nelle soffitte polverose della regione. La campagna di raccolta fondi adotta la formula strategica “raccogli comunque”, garantendo ai donatori che ogni singolo euro raccolto verrà utilizzato direttamente sul campo per la chiusura dei lavori della pellicola, che verrà completata in ogni caso. La scrittura dell’opera è stata curata da Paolo Bragaglia, noto compositore, performer e fondatore del museo, che ha voluto imprimere al film un ritmo contemporaneo e dinamico, fortemente ispirato al linguaggio visivo e al montaggio serrato tipico dei moderni videoclip musicali.

Per ringraziare concretamente i sostenitori della campagna, il Museo ha messo a disposizione una serie di ricompense straordinarie e introvabili provenienti direttamente dai propri archivi storici e dai depositi industriali dismessi: stampe fotografiche originali, progetti cartacei ingialliti dal tempo e persino pellicole litografiche d’epoca provenienti dai mitici archivi storici dei marchi Bontempi e Farfisa. I donatori potranno persino aggiudicarsi un raro circuito integrato originale denominato IRIS/Bontempi o le licenze digitali per l’utilizzo di plug-in software sviluppati da Apesoft. Per gli appassionati più legati alla causa, è stata inoltre ideata l’esclusiva Studio Experience: un’opportunità unica di due giorni per trasferirsi nelle Marche e registrare la propria musica all’interno del museo, potendo finalmente suonare, toccare e sperimentare con gli strumenti elettronici più rari e affascinanti del pianeta, mantenendo in vita un’eredità tecnologica che continua a far battere il cuore e l’anima della musica mondiale.

Sostenere questo documentario non significa semplicemente finanziare un’opera cinematografica indipendente, ma partecipare attivamente alla salvaguardia di un pezzo fondamentale della cultura industriale del nostro Paese. Le Marche dei sintetizzatori dimostrano che l’eccellenza italiana non è fatta solo di moda o enogastronomia, ma anche di ingegno elettronico, di circuiti pensati da menti brillanti e saldati da mani artigiane che hanno saputo parlare al mondo intero. In un momento storico in cui tutto si dematerializza nel digitale e nel virtuale, riscoprire la fisicità, la plastica, il legno e il metallo di questi pionieristici strumenti musicali diventa un atto di resistenza culturale necessario e urgente per capire da dove provenga il futuro della musica che ascoltiamo ogni giorno sui nostri smartphone o nei grandi concerti negli stadi.

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I pensieri ingombranti si fanno giganti del mare nel canto jazz che spoglia l’anima: Rita Zingariello lancia l’album “A mente scalza”

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A mente scalza, cover
RedazioneDal 9 ottobre 2026 sarà disponibile in vinile e sulle piattaforme digitali di streaming “A mente scalza”, il nuovo album di Rita Zingariello per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. Il progetto sarà anticipato dal singolo “Le balene di notte”disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in radio dal 2 ottobre.

“Le balene di notte” è la traccia che apre il disco con una riflessione sul tempo che scorre e sulla consapevolezza di abitarlo. Rita Zingariello volge lo sguardo a ciò che non è stato possibile cambiare e a quanto avrebbe potuto fare diversamente: i pensieri prendono così la forma di “balene”, presenze enormi e silenziose che incarnano tutto ciò che non si può trattenere né governare.

Commenta l’artista sul nuovo singolo: “In questa canzone racconto il tempo che passa e il modo in cui ho imparato ad abitarlo. A poco più di quarant’anni guardo indietro facendo i conti con ciò che non ho potuto cambiare e con il dubbio di quello che, forse, avrei potuto fare meglio. I miei pensieri, enormi e silenziosi, mi attraversano come balene impossibili da trattenere, ricordandomi che non tutto può essere governato. Ho chiesto al coro in fase di registrazione di cantare un potente ‘bo bo bo bo bo’ in diversi momenti della canzone per riuscire ad esprimere il rumore dei pensieri ingombranti che hanno dato vita al testo.”

“A mente scalza” è un album che attraversa il tempo, le relazioni, le fragilità, la fiducia, il desiderio e il cambiamento. Le otto tracce compongono un racconto intimo nel quale la cantautrice osserva ciò che accade quando si lasciano cadere le difese e si accetta di stare dentro alle domande, senza cercare necessariamente risposte definitive.

Il disco alterna dimensione acustica, scrittura d’autore e sensibilità jazz, con la partecipazione di Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante, Fabrizio Bosso, dei Flowing Chords di Margherita Flore e di Valter Sivilotti.

La produzione artistica ed esecutiva è firmata dalla stessa Rita Zingariello, che ha curato gli arrangiamenti insieme a Vincenzo Cristallo, affiancati da Margherita Flore per le partiture vocali dei Flowing Chords e da Valter Sivilotti per la sezione archi del brano Scivola. Il lavoro in studio ha preso forma principalmente presso il Suonimpressi Studio, con sessioni dedicate per i contributi solisti: la tromba di Fabrizio Bosso è stata incisa al Mast Recording Studio, mentre il contrabbasso di Ferruccio Spinetti è stato registrato al Virus Recording Studio. L’intero progetto è stato poi affidato alle cure di Paolo De Stefani per missaggio e mastering al Mid & Side Studio.

TRACK-LIST

Le balene di notte

Fidarsi (feat. Ferruccio Spinetti)

Il giorno della festa

Malaluna

Di silenzi (feat. Ernesto Marciante)

Inciampa pure

A mente scalza

Scivola (feat. Fabrizio Bosso)

Spiega l’artista a proposito del progetto: “A MENTE SCALZA nasce dal bisogno di guardare quello che ho vissuto senza più cercare di addomesticarlo. In queste canzoni ci sono il tempo che passa, la paura, la fiducia, l’amore, le cadute e la necessità di lasciare andare. È un disco nel quale provo a togliere il rumore e le risposte già pronte, per tornare alle domande che contano. Scrivere queste canzoni significa per me accettare che non tutto si può controllare e che, a volte, proprio quando si inciampa o si lascia andare qualcosa, si apre la possibilità di ricominciare.”

Biografia

Rita Zingariello è una cantautrice pugliese, originaria di Gravina in Puglia, con un percorso artistico quasi ventennale. Avvicinatasi alla musica fin da bambina con lo studio del pianoforte, si diploma in canto nel 2005 e debutta tre anni dopo con l’EP È alba, inaugurando una ricerca sonora che fonde canzone d’autore, pop, jazz e arrangiamenti acustici.

Nel corso della sua carriera discografica ha pubblicato progetti come Incondizionatamente, Possibili percorsi, Il canto dell’ape, I giganti e la bambina – cover a richiesta e l’EP Al di là delle stelle. Una produzione scandita da brani cardine del suo repertorio: dalla title track a pezzi intensi come Eroe, A volte il caso, Amsterdam e Senza nota sul finale fino a Ballo ferma, inserito da All Music Italia tra le migliori canzoni del 2018.

All’attività in studio affianca una presenza costante dal vivo, condividendo il palco con artisti come Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Mario Venuti e la PFM, oltre a collaborare con Mogol. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti: da Sanremo Rock a Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, passando per Frequenze Mediterranee e Biella Festival. Con il disco Il canto dell’ape ottiene premi e menzioni all’InediTo, al Premio Pigro (Ivan Graziani) e al Premio Peppino Impastato, vincendo inoltre la prima edizione del Premio Pascoli grazie alla composizione originale su Patria.

Polistrumentista a pianoforte e chitarra, riconosce tra i propri riferimenti Pino Daniele, Jacob Collier, Joe Barbieri, Joni Mitchell, Billie Eilish, MARO e Fabio Concato. La sua scrittura scaturisce dall’osservazione del tempo, dei sentimenti e della memoria, trasformando in musica i dubbi interiori. Si rivolge a un pubblico sensibile, attento alla cura dei testi e orientato alla dimensione teatrale e raccolta.

Per la realizzazione dei suoi progetti si avvale di un team composto da Claudio Francesco Ongaro (management), Dalia Gravela (creative consultant), Annarita Mattei (imagine consultant), Alberto Mocellin (videomaker) e dal grafico Giuseppe Incampo, autore delle illustrazioni per copertina e booklet del nuovo lavoro. Con A mente scalza, Rita Zingariello consolida questo legame con chi ascolta, scegliendo contesti d’ascolto raccolti dove dare risalto a profondità, intimità e ricerca estetica.

“A mente scalza” è il nuovo album di Rita Zingariello disponibile in vinile e sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 ottobre 2026 anticipato dal singolo “Le balene di notte” in radio dal 2 ottobre.

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L’avventura dell’Erasmus si fa cinema urban tra amori precari e battaglie di autostima: Sant’Andrè lancia in radio il singolo shock “Mai Mai”

L’oro del rap d’oltreoceano sposa l’onestà delle storie vissute in Erasmus e il tomorrow dell’urban pop festeggia uno sblocco da record assoluto di streaming dello Stato! Sbarca in radio e nei digital store da venerdì 2 ottobre 2026 “Mai Mai”, lo spettacolare nuovo singolo del cantautore e producer Sant’Andrè, elargito da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Un viaggio specchio iper-emotivo e gratuito nei monitor degli ascoltatori che fa collidere l’interplay amoroso di una relazione precaria alla sfolgorante consulenza artistica del re dei sound engineer Kaizén (storica firma in asse con En?gma e Salmo). Influenzato dal merito lirico di Marracash e Tyler the Creator, il brano mette a terra un manifesto d’avanguardia su autostima e libertà per i ventenni under 30, pronto a invadere i database di TikTok e Instagram per sconfiggere l’isolamento da smartphone. Leggete la recensione completa nel nostro articolo! 👇

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“MAI MAI”,cover
Redazione-  Da venerdì 2 ottobre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Mai Mai”, il nuovo singolo di Sant’Andrè per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

“Mai Mai” è un brano che racconta una relazione vissuta con leggerezza, all’ombra del partner dell’altra persona. L’artista si ritrova così nel ruolo del terzo incomodo, dentro un’avventura destinata fin dall’inizio ad avere vita breve.

Prodotto dallo stesso Sant’Andrè, il pezzo anticipa le sonorità del prossimo disco e nasce dalla ricerca musicale portata avanti dall’artista negli ultimi anni. Anche la scrittura segue una direzione precisa, raccontando la storia attraverso immagini e situazioni in cui ironia e narrazione si intrecciano.

Dichiara l’artista a proposito del brano: “Nel nuovo disco di prossima uscita parlo di amore e autostima, e di come l’Erasmus mi abbia fatto realizzare tanto su queste due cose. Mai Mai si inserisce proprio in questo frangente: descrivo una ragazza che ha già un altro, ma si vive il nostro rapporto come una parentesi. Allo stesso modo la vivo come una parentesi anche io, conscio che avrà vita molto breve.

Ho scritto tutto il progetto proprio durante il viaggio, mettendo nei brani letteralmente ciò che mi capitava. Mai Mai è il risultato di vita vissuta messa a brano, in maniera schietta e raccontata con un intento quasi cinematografico”.

BIOGRAFIA

Sant’André ha cominciato intorno ai 13 anni, sia a produrre che a scrivere. Negli anni ha mescolato tutte le influenze derivanti dai suoi ascolti, arrivando a definire una linea artistica originale e solida. Principalmente, queste influenze derivano da oltreoceano: Mac Miller, Tyler the Creator, Kanye, Tame Impala ma anche il concittadino Salmo e Marracash.

I brani must-hear sono presenti proprio nel disco di prossima uscita.

Nel corso degli anni ha conosciuto Kaizén, produttore con cui ha affinato le sue skills collaborando alla produzione del disco di En?gma “Totem”: questo incontro ha dato inizio ad un’amicizia e un affiancamento di Kaizén che fa da consulente artistico e ingegnere del suono dei suoi lavori.

Con il disco di prossima uscita, Sant’André vuole raccontare, partendo dalla sua esperienza in Erasmus, alcune riflessioni sull’amore verso se stessi e verso gli altri e di come quest’ultimo si interfaccia con la dinamica del viaggio, dovendo andar via dopo pochi mesi.

“Mai Mai” è il nuovo singolo di Sant’Andrè disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 2 ottobre.

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