LARGO ALLE GIOVANI! -MEGLIO SE CARINE- | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
- Pubblicato in POPOLARI
- 0 commenti
Redazione- Dottoressa, sono figlio di un dirigente molto influente e noto nel mondo farmaceutico. Con mio padre al seguito, ho tantissimo seguito sia per le mie attività che per il fatto che lui è conosciuto, benestante, carismatico visto il suo ruolo prestigioso.
Ultimamente, sfrutto le sue conoscenze per attirare pubblico alle mie presentazioni: sono un coach e mi occupo di corsi per migliorare la comunicazione nelle coppie che non dialogano più e si perdono nel silenzio.
Il paradosso? Aiuto gli altri a comunicare, ma non riesco — o forse non oso — aiutare i miei genitori a ritrovare quel dialogo che avevano quando ero piccolo.
Ho notato che, quando mio padre partecipa come ospite a qualche mio evento, si trasforma: diventa socievole, gentile, persino galante con le giovani ospiti — meglio se molto carine. Io saluto tutti con formalità, mentre lui, vestito a festa, resta a chiacchierare a lungo con le ragazze. Ultimamente distribuisce anche biglietti da visita… naturalmente solo alle più giovani, “per promuovere le attività della sua azienda”, dice lui.
Ma qui sorgono le mie osservazioni: mia madre è ormai inascoltata da anni, sopportata e messa da parte come un vecchio mobile relegato in cantina. Eppure, con le ragazze, mio padre ritrova miracolosamente la voglia di dialogare, il sorriso, la leggerezza, sembra un altro.
Perché non può rivolgere lo stesso entusiasmo a mia madre? A lei risponde sempre: “Già so cosa vuoi dire, non serve ascoltarti!”. Così, mia madre è ridotta al silenzio, mentre le giovani diventano le “dialogatrici” preferite di mio padre, che dovrebbe invece limitarsi a offrirmi supporto ai miei eventi — non a fare pubbliche relazioni da salotto con occhi luccicanti.
Mia madre avrebbe ancora tante cose da dire, ma ha perso l’entusiasmo: lui non gradisce ascoltarla. E non è giusto.
Cosa potrebbe fare per farsi ascoltare?
Antonio, da Finale Ligure
Anni fa, fui invitata dall’ attore Enrico Montesano a un suo spettacolo teatrale. A un certo punto, un urlo potente e sguaiato squarciò la scena — di quelli che farebbero scappare chiunque dal teatro!
Per me fu una sorpresa: conoscevo Montesano in privato come un uomo dalla voce pacata, quasi sussurrata. Ma in scena, quel grido, apparteneva a un momento esilarante del coro delle vecchiette in chiesa. Immagina la scena: Montesano che, con voce acuta e tremolante, intona il “T’Adoriam...” insieme a un immaginario coro di devote urlanti. Lui che imitava almeno dieci voci femminili stonate, sguaiate e appassionate: uno spettacolo nello spettacolo!
Subito dopo, Enrico disse, con quella sua ironia irresistibile:
“Sapete perché urlano così forte? Perché a casa nessuno le ascolta! Quello è il loro unico momento di sfogo, la loro piccola vendetta sonora dopo tanto silenzio forzato!”
Ecco, caro Antonio, tua madre — simbolicamente — fa parte anche lei di quel coro di donne che, silenziate dai loro mariti, finirebbero volentieri a intonare un “T’Adoriam” a squarciagola pur di sentirsi vive, ascoltate, presenti. Apriti cielo, poi, se il marito è un facoltoso dirigente che trova sempre un pretesto per “dialogare” con giovani e promettenti ragazze…
Non sentirti tu inadeguato perché tuo padre desidera rapportarsi solo con le giovani; affrontare questo argomento tu o tua madre, peggiorerebbe solo la situazione. Ma poi — diciamolo — chiedere attenzione a chi non vuole darla è come cercare di rianimare un pesce rosso con la respirazione bocca a bocca: inutile e triste.
Piuttosto, tua madre potrebbe anche lei cominciare a dialogare e frequentare persone nuove, giovani o uomini interessanti (mica è un’ esclusiva di tuo padre). Perché chiedere acqua a una fontana ormai chiusa, quando può scoprire che altrove scorre ancora una bella sorgente fresca?
Suggerisci a tua madre di andare dal parrucchiere, di cambiare il colore dei capelli, di comprare vestiti più colorati e accattivanti, di cambiare occhiali da sole, scarpe con un pochino di tacco, di prendere quella bella borsa da signora dai tanti impegni e dille… beh, insomma, di trasformarsi in una donna che incuriosisce e attira gli altri.
Infine, insisti perché si iscriva a quei circoli vari dell’alta società e coinvolgila nelle tue inaugurazioni: tuo padre sarà in giro a distribuire biglietti alle ragazze, mentre, agli stessi eventi, tua madre porterà i suoi biglietti per gli ospiti speciali di suo gradimento: giovani ed aitanti e uomini maturi con un discreto fascino.
Un consiglio che mi dava Ruggero Orlando quando muovevo i primi passi nel mondo del giornalismo: “Fatti parte dirigente!” Il grande giornalista mi spronava ad andare a bussare alle porte anziché aspettare a casa che qualcuno bussasse alla mia.
In sostanza: non cambiare tuo padre, fai brillare tua madre. Lei merita il microfono, e non solo l’eco di un silenzio domestico.
Indossa i panni di love coach per tua madre. La comunicazione è una forma d' amore che va curata, esercitati anche su questo.
Mi potete mandare un messaggio privato su Facebook
https://www.facebook.com/share/1BR8mhPFm5/
O su linkedin https://www.linkedin.com/in/alessandra-hropich-0990b67a?utm_source=share&utm_campaign=share_via&utm_content=profile&utm_medium=android_app
O su Instagram https://www.instagram.com/alessandra_hropich?utm_source=qr&igsh=MWY5dnhhOWVyaGJqZA==
Ultimi da Alessandra Hropich
- SIAMO SCAMBISTI, È LIBERTÀ IN AMORE ! | LA POSTA DEL CUORE "AMORE E TRADIMENTI " DI ALESSANDRA HROPICH
- SONO STATO ASSUNTO PER MERITO, DE MI' CUGINA.... | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH
- SOTTO IL VESTITO, UN’ ALTRA ! | LA POSTA DEL CUORE "AMORE E TRADIMENTI " DI ALESSANDRA HROPICH
- ANDARE CON ALTRE DONNE NON È TRADIMENTO ! | TRADIMENTI E CONFESSIONI DI ALESSANDRA HROPICH
- BEATE QUELLE CHE LA DANNO, PER AVERE ! | FILO DIRETTO CON I LETTORI DI ALESSANDRA HROPICH
