SONO CORNUTO MA ANCHE MIA MOGLIE È CORNUTA | LA POSTA DEL CUORE DI ALESSANDRA HROPICH
- Scritto da Alessandra Hropich
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Redazione- Cara dottoressa,mi trovo in una situazione che a molti potrà sembrare paradossale o scandalosa.
Sono sposato da anni con una donna meravigliosa: il nostro rapporto è stabile, sereno, privo di litigi, gelosie o tensioni irrisolte. Tra noi c’è rispetto, equilibrio e una routine che, tutto sommato, funziona.
Eppure sono un infedele cronico. Ho sempre frequentato altre donne: prostitute (raramente), colleghe, conoscenze occasionali. Amo il sesso con donne prosperose, mi piacciono le relazioni parallele e gli incontri fugaci. Ultimamente, poi, con alcune donne in particolare, ho instaurato anche un rapporto di confidenza: sono le mie “predilette”, con cui c’è un feeling totale, un legame che dura nel tempo, una sorta di amicizia speciale.
Il sesso con altre donne rappresenta per me la natura viva.
Mia moglie, invece, è la natura morta — ovviamente mi riferisco solo al dialogo e alla sessualità con lei.
Allo stesso tempo so per certo, anche se non ne parliamo apertamente, che anche mia moglie mi tradisce. Ha i suoi svaghi, si cura molto quando esce con altri uomini; per lei sono importanti il dialogo, la complicità emotiva, il sentirsi desiderata e capita dai suoi “amici” intimi.
Tutto questo, sorprendentemente, non ha mai messo in crisi il nostro matrimonio. Anzi, sembra renderlo più stabile. Non c’è gelosia, controllo, né richiesta di esclusività, che nessuno dei due sente davvero.
È davvero sbagliato un rapporto che funziona, anche se siamo entrambi cornuti?
Dobbiamo sentirci in colpa se troviamo altrove ciò che manca, senza farci del male e senza distruggere ciò che abbiamo costruito insieme?
O siamo semplicemente due adulti che hanno trovato un equilibrio non convenzionale?
Mia sorella, che ha una visione completamente diversa e piuttosto bigotta, si è detta disgustata, sostenendo che siamo una coppia non equilibrata.
Io, invece, mi sento solo un uomo vivo e perfettamente in armonia con mia moglie: lei conosce le mie corna e io le sue.
Siamo in equilibrio.
Cosa volere di più da una relazione?
Antonio da Lugano
Di quale relazione stiamo parlando?
Lei e sua moglie vi evitate, non dialogate, non vi cercate, non condividete nulla di vivo ma mendicate altrove ciò che vi manca.
Questo non è equilibrio: è evitarsi.
Lei tradisce perché ha rinunciato a essere marito,
sua moglie tradisce perché è profondamente sola dentro un matrimonio che esiste ormai solo sulla carta.
Il fatto che vi tradiate entrambi non vi assolve, così come due ladri non diventano onesti perché rubano in coppia.
La reciprocità del comportamento non ne cambia la natura: ne attenua solo la colpa percepita.
La complicità nel vuoto non è maturità.
Lei sostiene che con sua moglie manchi “solo il sesso”. No, manca il dialogo — che viene prima del sesso — la curiosità, il desiderio di incontrarsi davvero, la complicità quotidiana che rende una coppia viva anche quando il letto tace.
Mancano le cose essenziali.
In una relazione adulta il sesso non è il pilastro.
Lo sono il feeling, la risonanza emotiva, il sentire comune.
Senza questi elementi, anche il sesso più sfrenato è solo ginnastica.
Una carezza autentica o una conversazione viva regolano l’ umore, abbassano l’ ansia, rafforzano
l’ identità.
Sua moglie è “natura morta?"
Morta è la vostra coppia: composta, senza emozioni.
Siete due persone che hanno smesso di scegliersi, ma non hanno il coraggio di lasciarsi.
E allora vi anestetizzate con relazioni parallele, come si fa con i calmanti: attenuano il sintomo, ma non affrontano la causa.
Qui si parla di un matrimonio tenuto in funzione minima, come certi reparti ospedalieri di mantenimento vitale: non si guarisce, non si muore, non si vive. Si resta. Tipo una
una persona in coma tenuta in vita da una macchina.
Da osservatrice attenta, vedo molte coppie che “non litigano mai” perché hanno smesso di sentire.
E no, non è pace: è congelamento emotivo.
Quelle persone sposate con insonnia, fame nervosa, disturbi gastrointestinali, dipendenze varie: chi fuma molto, chi beve, chi sviluppa compulsioni.
Non perché il partner sia “sbagliato”, ma perché la relazione è diventata un ambiente emotivamente sterile.
Nessuno dirà mai: “Sto male perché il mio matrimonio è vuoto.”
È molto più elegante dire: “È lo stress, è il lavoro, è
l' età!"
Umberto Veronesi ricordava, ad esempio, gli isterismi di vario tipo che molti fumatori tengono a bada con il fumo, come se il sintomo fosse un tappo messo su un disagio che non trova parole.
Sa quanti isterismi nelle coppie sposate?
Quando una coppia muore, raramente si celebra il funerale.
Più spesso la si parcheggia in una sala d’ attesa e lì resta.
Si costruisce una sopravvivenza rispettabile: interessi comuni di facciata, una gestione efficiente del quotidiano.
Ma non la chiami vita!
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