FELICITA' PER TUTTI
- Scritto da Alessandra Hropich
- Pubblicato in RICETTE-NOTIZIE
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Redazione- La felicità può fare sicuramente rima con Libertà. La società non é felice e pressoché nessuno é veramente libero. Esiste per caso la libertà di dire ciò che uno pensa al lavoro? In famiglia? Al proprio coniuge? Ad un amico? É solo un sogno perché purtroppo nessuno vuole sentirsi dire ciò che non gli piace, piuttosto si litiga perché non esiste la vera libertà di esprimersi senza strascichi.Questo reprimere sempre il proprio pensiero é una prima grande forma di privazione che ci porta ad essere meno felici. Per non parlare poi delle coppie sposate o comunque che vivono insieme da tanto, queste sono le coppie meno felici in assoluto, perché? Beh, come dice lo scrittore Carofiglio, tutte le coppie dalla lunga convivenza nutrono del risentimento, sempre.
Immaginate una coppia che vive da dieci o venti anni insieme, é matematico che ciascuno abbia qualcosa che non gradisce dell' altro e i motivi di risentimento vengono taciuti e così si accumulano nel tempo, non si affronta mai il coniuge, si rinuncia a farlo per evitare una lite o il peggio. Insomma, ci si reprime anche in coppia dove si ritiene più indicato soprassedere piuttosto che scatenare il putiferio. Quindi, anche a casa non si può essere liberamente sé stessi, non del tutto, anche quando si vorrebbe affrontare in malomodo il coniuge.ìAltra limitazione: la gelosia, un classico, uno dei due reclama l' altro, non sempre per amore ma molto spesso, per controllarlo nei suoi movimenti.
Nel mio libro sulla felicità (La Felicità? Ve la dò io!")affronto diverse situazioni dando consigli mirati ma di certo, la gelosia e il controllo, limitano di fatto la voglia di vivere e gioire dell' altro che rinuncia a qualcosa per non dare un dispiacere.
Un mio amico, sposato da venticinque, con due figli, viveva una vita scialba con la moglie che ormai era per lui come una sorella, in lui mancava l' entusiasmo e la gioia, la moglie non lo spronava a realizzare i suoi desideri, lui trovò il lavoro dei suoi sogni all' estero, si trasferì altrove e ogni due settimane tornava dalla famiglia. Non dimenticherò mai i suoi occhi pieni di entusiasmo sulla porta d' ingresso della mia casa mentre ci salutavamo.
Beh, all' estero, quel mio amico ritrovò la gioia di vivere, coltivando nuovamente quegli interessi che la moglie, a Roma, gli aveva sempre sconsigliato, per via delle incombenze familiari. Pretesi dal mio amico la promessa di non rinunciare mai a quel prestigioso lavoro ottenuto alla bellezza di cinquanta anni, considerando che, per la moglie, lui non era più il suo uomo da amare ma il suo autista e il padre tuttofare per i figli. Già ma ai sogni di lui chi ci pensava? La moglie non di certo, come é rarissimo che una moglie faccia e viceversa, il marito.
Ecco, ho portato il caso di una donna che pretendeva di controllare un uomo, come moltissime fanno, cercando spiegazioni dal marito se sta troppo davanti al pc o se esce senza rendere conto a lei, ecc, in cambio, quale imput dà al marito ciascuna donna perché lui sia felice?
La verità é che nessuna moglie, marito, figlio o parente chiede mai: "Ma tu sei felice?"
E ancora meno capita un familiare che ti dice: "Dedicati a questo o quello. Ricomincia con questo hobby visto che tanto ti piaceva, specializzati in questo o riprendi questa attività! "
Amare veramente significa volere il bene di un altro e volerlo felice, non solo a disposizione sotto lo stesso tetto, controllarlo non significa mai amarlo.
Moltissime coppie sono infelici perché vivono una condizione di repressione in nome del nulla.
Sempre nel mio libro dedicato alla felicità racconto di una buffa coppia di infelici sposati da tantissimi anni e la madre di lei dice: "Mio genero non guarda nessuna donna oltre mia figlia e lo stesso fa mia figlia, gli occhi di entrambi sono fissi gli uni su quelli dell' altro!"
Un giorno decido di farci una battuta scherzosa e chiedo alla gretta signora: "Ma se gli occhi di entrambi sono fissi e non si spostano mai per guardare altre persone, allora sua figlia e il marito hanno gli occhi di vetro?"
Al di là dello scherzo, esiste in questa famiglia una chiusura mentale e una tristezza da paura ed ogni componente sembra uscire da un loculo piuttosto che da una casa e la felicità? Una chimera anche in questo caso.
Si aggiunga poi che non esiste un uomo né una donna che non ammiri un' altra persona al di là del coniuge, chi lo sostiene, mente.
Ma la gioia non si decanta, come solitamente fa la gretta signora, la felicità non si esibisce, si vive e si avverte.
Va anche detto che la felicità non coincide con l' ebbrezza, lo stato di eccitamento che caratterizza le conquiste nuove perché, finita la novità, finisce tutto e mai ci si deve appoggiare agli altri per essere felici, nessuno deve essere il responsabile della nostra felicità in quanto tutto cambia e poi, provoca in noi il crollo.
La gioia di vivere é individuale, possiamo rendere partecipi gli altri ma non dipendere da loro. Bisogna dunque potare, tagliare ciò che non serve nella vita, anche il risentimento, l' odio, tutto ciò che ci può nuocere, tutti i sentimenti malsani vanno modificati dando nuova vita ad ogni cosa. Le persone astiose molto raramente riescono ad essere felici, ogni cosa va trasformata e vista poi con nuovi occhi, ad eccezione di ciò che é grave ed irreparabile, tutto il resto si può rivedere, in nome di un benessere psicofisico da cui la felicità attinge. Ma soprattutto, serve circondarsi di persone che ci fanno vedere oltre e mai i nostri limiti, quelli rappresentano un blocco alla nostra gioia di vivere.
Non serve una donna che ricorda ad un uomo quanto é vecchio per mille cose (ne conosco un esercito di donne così scoraggianti) una vera donna gli ricorda invece da dove può ripartire ogni giorno, quale desiderio é giusto inseguire, stesso discorso vale al contrario ovviamente.
Essendo ormai chiaro che ci é preclusa gran parte della nostra libertà, almeno facciamo di più leva su altre cose che ci aiutano ad essere veramente felici come imparare ad evitare quegli atteggiamenti mentali che ci impediscono di affrontare la ripresa, dunque bisogna ripulire continuamente la mente, come?
Basta non indugiare troppo sulle ferite, sulle offese, più ci si pensa, più ci si avvelena cercando di ragionarci sopra, semmai é necessario trasformare tutto, per liberare la mente e fare spazio alle cose belle, via i cattivi pensieri che dobbiamo presto accantonare, largo ad ogni piccola gioia che ne attira poi altre. Bisogna mettere nello sfondo il passato sbagliato che disturba soltanto il cervello e non serve avere un archivio mentale inutile. Ci sono persone che conservano una grande quantità di pensieri negativi nella mente e di persone da detestare ma questi soggetti ( e sono davvero tanti) compilano solo una lista mentale dei nemici e dei problemi e mai una elenco di cose da fare per migliorare loro stessi, ecco dove spesso le persone sbagliano specializzandosi nell' odio perché non ritengono utile invece amare. Ma va anche detto che più si pensa con insistenza ad un problema e si rimanda un qualsiasi momento felice, più il problema non si risolve e la felicità non arriva mai.
" Imparare a ballare sotto la pioggia! "Si dice.
É da sempre che io ballo sotto il diluvio, non ho mai conosciuto un momento di gioia senza convivere con dei problemi ma la mia gioia é penetrante e mi dà la carica di affrontare ogni cosa, anche la più difficile.
Il nostro cervello produce la gioia mentre solo le persone rigide, quelle che non cambiano mai idea o la rotta perché sentono di essere sempre nel giusto non sanno essere felici.
Non dimenticando che, per ogni azione importante e/o a cui teniamo, serve coraggio e un pizzico di incoscienza, come i bambini.
Anche per essere felici basta recuperare una parte del nostro coraggio e riprendersi un pochino della nostra libertà, tornando così a vivere di emozioni.
Tutto a condizione di rispolverate un pochino del nostro sano egoismo, ("Aiutati che Dio ti aiuta!") coccolando dunque noi stessi e facendo qualcosa solo per noi anche a costo di dispiacere qualcun altro che non si preoccupa della nostra gioia di vivere. Ma la vita é una e non si vive solo di lavoro, di mangiare, bere e dormire. Ricordiamoci che non é mai scandaloso vivere di ciò che ci emoziona. Nessuno ce lo ricorda ma il tempo passa a vuoto e dobbiamo ricordarci di vivere e, se non si é felici non si vive, si vegeta!
E come diceva una nota canzone: "Non si può morire dentro..."
Per info sul libro dell' autrice:
https://www.youcanprint.it/fiction-generale/la-felicit-ve-la-do-io-9788893320665.html
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