VIDEOINTERVISTA AL CANTAUTORE DAVIDE TALUCCI
- Scritto da Dott.ssa Stella Chiavaroli
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Redazione- Nato a Teramo nel 1993, intraprende il suo percorso musicale a 11 anni avvicinandosi dapprima alla batteria, che non ha mai approfondito seriamente considerata la forte attrazione verso il canto e il pianoforte, strumenti che gli permetteranno in seguito, di far viaggiare le proprie sensazioni attraverso un binario invisibile tentando sempre di emozionare ed emozionarsi. In età adolescenziale inizia ad organizzare i Musical per la propria scuola superiore ricoprendo il ruolo di cantante e tecnico; durante questo periodo inizia anche a comporre i suoi primi brani con una tastiera e un programma musicale senza mai badare al genere.Nel 2012 inizia a studiare pianoforte Classico per poi iscriversi al conservatorio G. Braga di Teramo dove si è laureato in pianoforte Jazz. Apprezzando diversi generi musicali ha avuto modo di lavorare anche con le tastiere in varie band cercando sempre di essere il più versatile possibile e non disprezzare mai in base al genere, bensì alla bellezza soggettiva di ciò che si sta ascoltando; questo aspetto gli ha permesso di eseguire numerosi concerti e collaborare con diversi Artisti.Dopo aver organizzato diversi eventi si è iscritto alla SIAE come Autore/Compositore, fondando il progetto Strade Dissestate (2011/2016), con il quale ha ottenuto il primo premio in diversi festival e concorsi come ad esempio il ''Julia Jazz...e non solo''.
La band Strade Dissestate rappresenta un punto molto importante per la carriera del cantautore poiché è proprio durante questo periodo che nascono la maggior parte dei brani che confluiranno successivamente in questo suo primo album, come ad esempio ''Pura Follia'', ''Il Falsario'', ''Immagini e riflessioni'' e anche ''Maryjoe'' il primo singolo di recente pubblicato.
Maryjoe è un brano semplice a livello musicale caratterizzato dal suono di una fisarmonica che rappresenta il punto di vista del cantautore sul folkore del proprio territorio; semplice poiché vuole esprimere la semplicità di una ragazza immaginaria che avrebbe voluto conoscere; ma non è solo una storia inventata: c'è molto di più. Ad esempio all'inizio il testo riporta: ''Maryjoe una donna fine raccontava le sue storie senza un amore folle con la voglia di cantare, provocava emozioni ad un pubblico diverso quello con il Whisky in mano e lo sguardo verso il basso''. In questa prima strofa la ''donna fine'' rappresenta l'importanza che per il cantautore hanno educazione, gentilezza e rispetto come principi universali; successivamente vi sono due aspetti: il sogno di fare il cantautore e il non aver incontrato ancora un amore da farfalle nello stomaco; inoltre il pubblico diverso era proprio quello che Davide incontrava facendo numerosi concerti in svariati luoghi dove spesso vi erano davvero persone con il bicchiere in mano poggiate sul bancone e con lo sguardo verso il basso.
La seconda strofa riporta: ''Nelle tasche aveva un foglio lo sporcava di parole dedicate alla sua vita sempre scritte a matita, sulla schiena un fior d'inchiostro rasentava la sua essenza di bellezza ne era tanta anche se non lo sapeva'' in questa seconda strofa ci si avvicina e ci si addentra sempre di più nel personaggio inventato, tentando di far capire il tipo di donna immaginata: una donna di una bellezza semplice e naturale con un vissuto un po' misterioso alle spalle espresso attraverso quel tatuaggio proprio sulla schiena e poi le parole scritte a matita e non a penna, poiché la matita può essere cancellata così che la storia possa prendere nuove direzioni, un po' come dovrebbe essere nella vita.
Andando avanti nella terza strofa il mood cambia e il confine tra sogno e realtà si fa sempre più labile: ''Poi ad un tratto sei partita e con te le tue parole che scrivevi a matita ora i fogli sono altrove, il profumo dei tuoi capelli il ricordo di quel lago quando tu bevevi troppo ma ero io quello ubriaco, Meryjoe chissà se a volte quando alzi gli occhi al cielo pensi a quello che c'è stato pensi a quello che ho sognato e chissà se davvero esisti o sei solo un'illusione ora è tardi per dormire perché brucia questo sole'' in queste due strofe l'intento è quello di disorientare un po' l'ascoltatore non facendo capire se questa storia e questa donna siano reali oppure no, l'immagine del lago, inoltre, è forte nel cantautore, poiché da bambino ha vissuto a Sirmione sul lago di Garda dato che il padre doveva fare delle cure mediche importanti, ma Davide era troppo piccolo per saperlo, di conseguenza ha vissuto quel posto magico come un sogno e se ci ripensa ancora oggi non riesce a capire se quel paradiso e quelle sensazioni siano vere oppure facciano parte di un sogno.
Il brano si conclude con una specie di preghiera, riflessione, che vuole avere un significato tipo Yin e Yang: ''Ho sbagliato tanto tanto, ora sono tanto tanto...Hai sbagliato tanto tanto, ora sei tanto tanto...ma anche qualcosa di rituale e quindi di curativo.
(Dott.ssa Stella Chiavaroli)
