TUTTI I NUMERI DELL’OLEOTURISMO: A TIVOLI PRESENTATI I RISULTATI DELL’INDAGINE DI MERCATO DEL PROGETTO INSIEME AD EVO
- Scritto da Andrea Titti
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Redazione- L’oleoturismo si conferma una leva strategica per lo sviluppo e l’internazionalizzazione dei territori interni. È quanto emerso dal convegno ospitato presso le Scuderie Estensi di Tivoli il 6 febbraio scorso, nel corso del quale sono stati presentati i risultati dell’indagine di mercato sulle potenzialità dell’oleoturismo nell’area tiburtina, nella Valle dell’Aniene e nella Sabina romana. L’incontro ha rappresentato l’atto conclusivo del progetto “Insieme ad Evo: per il bene comune, la salute, il territorio”, avviato lo scorso settembre e articolato in una serie di eventi, seminari e convegni finalizzati alla valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di qualità, prodotto bandiera di questi territori. Il progetto, ideato dal dott. Livio Terilli, titolare dell’Azienda Agricola Il Torrino dei Gelsi e presidente della DMO Terre di Otium, e coordinato da Roberto Bellardini, ha coinvolto l’intera filiera olivicola: aziende agricole, frantoiani, ristoratori e associazioni di categoria, attraverso la somministrazione di un questionario volto a mappare bisogni, criticità e prospettive di un comparto dagli ampi margini di crescita. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo della Regione Lazio e di ARSIAL. A testimoniare l’interesse istituzionale verso il percorso progettuale, la partecipazione al convegno di numerosi rappresentanti delle istituzioni, a partire dall’on. Alessandro Palombi, deputato della Repubblica e sindaco di Palombara Sabina. A portare il saluto dell’assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura GiancarloRighini è stato il consigliere regionale e presidente della Commissione Affari Istituzionali della Pisana, Flavio Cera, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale di Tivoli e al presidente del Parco Regionale dei Monti Lucretili, Marco Piergotti, tra i primisostenitori dell’iniziativa. Lo studio di mercato ha coinvolto complessivamente 50 aziende del territorio attraverso interviste dirette, mentre oltre 100 imprenditori della filiera olivicola hanno preso parte alle attività in programma. I dati delineano un comparto caratterizzato da una solida tradizione produttiva: il 75% delle imprese è attivo da oltre dieci anni e l’82% impiega da uno a cinque addetti, prevalentemente inambito familiare. Un radicamento che è un punto di forza, ma che pone al contempo la sfida dell’attrazione di flussi turistici strutturati. Tra le principali criticità segnalate dagli imprenditori infatti emergono la promozione e il marketing, la carenza di personale, l’eccessiva burocrazia, la limitata conoscenza del pubblico di riferimento e le difficoltà legate al deficit infrastrutturale. Significativo in particolare il dato relativo alla comunicazione: il 21% delle aziende non è presente su alcuna piattaforma digitale, mentre il passaparola rappresenta ancora il principale canale promozionale per il 74% degli intervistati. Lo studio si conclude con una serie di indicazioni operative per rafforzare la competitività del settore: potenziamento della presenza digitale, partecipazione a eventi e fiere specializzate, diversificazione dell’offerta e consolidamento delle filiere attraverso accordi specifici, reti di impresa e strumenti condivisi. Nel corso della tavola rotonda sono intervenuti dirigenti delle associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali, tra cui il presidente di Confagricoltura Roma Aurelio Ferrazza, Francesco Baldesarra in sostituzione del presidente Unaprol David Granieri, il presidente di ISMEA Livio Proietti e l’avv. Manuela Traldi, presidentedella Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana. Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Alfredo D’Antimi. “Dallo studio emerge un comparto solido e pronto a fare il salto di qualità – ha dichiarato il dott. Livio Terilli –. L’interesse manifestato dalle istituzioni e dagli operatori conferma il potenziale dell’oleoturismo come nuova frontiera dell’internazionalizzazione, capace di intercettare una domanda crescente di turismo esperienziale, sostenibile, lento e legato alle tradizioni locali, anche su mercati internazionali come il Nord America e l’Oriente.
