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ROCCA DI BOTTE SCEGLIE LA CONTINUITÀ: ELVINO MARZOLINI È IL NUOVO SINDACO NEL SEGNO DELLA “TRADIZIONE E PROGRESSO”

Rocca di Botte riparte nel segno di Elvino Marzolini: vince la lista “Tradizione e Progresso” in un voto carico di emozione nel ricordo di Fernando Marzolini. Una sfida all’ultimo voto che apre una nuova stagione di continuità e sviluppo per il borgo.
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ROCCA DI BOTTE SCEGLIE LA CONTINUITÀ: ELVINO MARZOLINI È IL NUOVO SINDACO NEL SEGNO DELLA “TRADIZIONE E PROGRESSO”

Redazione-  In un’atmosfera carica di emozione, riflessione e speranza per il futuro, la comunità di Rocca di Botte ha espresso il proprio verdetto. Le urne si sono chiuse consegnando la guida del borgo a Elvino Marzolini, leader della lista “Tradizione e Progresso”, che ha prevalso in una sfida elettorale giocata sul filo del rasoio e vissuta con grande partecipazione da tutta la cittadinanza.

L’esito del voto racconta di un paese che ha scelto di non recidere il legame con il recente passato, ma di evolversi in continuità con il lavoro svolto finora. Elvino Marzolini ha ottenuto la fiducia di 300 elettori, pari al 51,71% delle preferenze. Uno scarto sottile ma decisivo lo ha separato dallo sfidante Luciano Camerlengo, a capo della lista “Il tempo è adesso”, che ha raccolto 270 voti, fermandosi al 47,60%.

Una vittoria nel ricordo di Fernando Marzolini

Queste elezioni non sono state un appuntamento politico come gli altri. Il borgo di Rocca di Botte è tornato al voto anticipatamente a causa della dolorosa e recente scomparsa del sindaco Fernando Marzolini, una figura che ha segnato profondamente la vita amministrativa e sociale del territorio. Il clima di commozione ha fatto da sfondo a tutta la campagna elettorale, rendendo il confronto tra i candidati non solo una sfida di programmi, ma anche una prova di sensibilità verso l’eredità lasciata dal primo cittadino scomparso.

La vittoria di Elvino Marzolini, pur con un margine di soli 20- 30 voti (uno scarto che testimonia la vivacità del dibattito democratico e la forza della proposta alternativa di Camerlengo), indica chiaramente la volontà popolare di dare seguito a un percorso già tracciato. Il nome della lista vincente, “Tradizione e Progresso”, incarna perfettamente questa missione: custodire l’identità storica di Rocca di Botte guardando, al contempo, alle sfide della modernità e dello sviluppo.

I numeri della sfida

L’affluenza e i dati finali restituiscono l’immagine di una comunità attiva e consapevole. Elvino Marzolini ha saputo intercettare il consenso necessario per blindare la vittoria, puntando sulla solidità del gruppo e su una visione di borgo che mette al centro la cura del territorio e il benessere dei residenti.

Dall’altra parte, Luciano Camerlengo ha condotto una campagna elettorale energica. Con il 47,60% dei voti, la sua lista “Il tempo è adesso” ha dimostrato di rappresentare una parte significativa della popolazione, desiderosa di un cambio di passo o di una diversa interpretazione delle priorità comunali. Nonostante la sconfitta formale, il risultato ottenuto da Camerlengo pone le basi per un’opposizione presente, attenta e propositiva in seno al Consiglio Comunale.

Il futuro di Rocca di Botte

Ora, per Elvino Marzolini, inizia la fase più complessa: quella del fare. Il passaggio dalle promesse elettorali all’azione amministrativa avverrà sotto la lente d’ingrandimento di un paese che chiede risposte concrete e, soprattutto, una guida sicura dopo il vuoto lasciato da Fernando Marzolini.

Tra i temi principali che il nuovo sindaco dovrà affrontare ci sono senza dubbio la valorizzazione del centro storico, il potenziamento dei servizi ai cittadini e la promozione di un turismo sostenibile che possa dare respiro all’economia locale. La sfida sarà quella di unificare il paese, ricucendo quello strappo fisiologico che ogni campagna elettorale serrata porta con sé, per lavorare nell’interesse collettivo di tutti i 570 votanti e dell’intera popolazione.

Rocca di Botte volta pagina, ma tiene stretti i capitoli precedenti. Con Elvino Marzolini, il borgo si prepara a scrivere un nuovo capitolo di storia locale, dove la tradizione non è un peso, ma il motore su cui innestare il progresso promesso.

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Rifiuti e sub-ambiti nella Marsica, Lugini all’attacco: “Perché l’eccellenza ACIAM è stata privatizzata?”

Caos rifiuti e sub-ambiti nella Marsica: interviene a gamba tesa il consigliere regionale Gianpaolo Lugini (che non le manda certo a dire ai sindaci del territorio)! Da settimane si discute della richiesta dei Comuni marsicani di ottenere un sub-ambito territoriale autonomo per la gestione dell’immondizia, ma Lugini solleva pesantissimi dubbi politici e storici. “I sindaci oggi chiedono autonomia, ma allora perché fino a pochi mesi fa hanno permesso la privatizzazione e lo smantellamento di ACIAM, l’azienda mista pubblico-privata che rappresentava un’assoluta eccellenza del settore in Abruzzo?”, tuona il consigliere. Il dito è puntato contro la mancata applicazione della Legge Madia nel 2017: ACIAM aveva bilanci in attivo e impianti all’avanguardia (come quello del biometano), ma non è stata adeguata amministrativamente in tempo, perdendo un enorme patrimonio pubblico e aziendale. Lugini sfida i sindaci a spiegare pubblicamente chi, come e con quali risorse dovrebbe gestire oggi il nuovo sub-ambito territoriale. Leggi il duro scontro politico nell’articolo completo 👇

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Aciam, sede

L’Aquila – La complessa e spigolosa questione della riorganizzazione strategica e gestionale dell’intero ciclo dei rifiuti urbani in Abruzzo continua a tenere prepotentemente banco all’interno delle stanze dei bottoni, accendendo quotidianamente aspre polemiche politiche, divisioni territoriali e rimpalli di enormi responsabilità amministrative. Nelle ultimissime settimane, in particolar modo, il dibattito si è fortemente infiammato attorno a una specifica e pressante richiesta che sarebbe stata avanzata dai sindaci del territorio per chiedere a gran voce la costituzione amministrativa di “sub-ambiti territoriali” del tutto autonomi.
Ad oggi, tuttavia, questa fantomatica richiesta formale non risulta essere ancora mai pervenuta fisicamente e ufficialmente sui tavoli degli uffici della Regione Abruzzo. Il tema caldo, però, viene costantemente e strategicamente rilanciato con sempre maggiore frequenza e insistenza da parte di un noto imprenditore locale, attraverso mirati interventi sui mass media e martellanti campagne sui principali social network. Una situazione mediaticamente pressante che sta rendendo assolutamente necessario, urgente e non più rinviabile un confronto politico chiaro, onesto e totalmente trasparente sulle reali ragioni storiche e sugli effettivi obiettivi di questa proposta di autonomia territoriale. A scendere direttamente in campo per rompere il ghiaccio e porre pesantissimi interrogativi sulla questione è il consigliere regionale Gianpaolo Lugini, che non usa certo mezzi termini per evidenziare quelle che lui ritiene essere delle gravissime e palesi contraddizioni politiche maturate negli ultimi anni nella gestione del settore ecologico regionale.

La richiesta dei sindaci e i dubbi sulla gestione del patrimonio ACIAM

L’intervento del consigliere Lugini è chirurgico e va a colpire direttamente e duramente il cuore delle recenti scelte politico-amministrative compiute dagli amministratori locali del territorio marsicano, chiamando in causa una società storica.
«Vorrei porre pubblicamente una domanda molto semplice e diretta ai vari sindaci che oggi chiedono a gran voce alla Regione di attivarsi per modificare la legge e consentire così la costituzione di sub-ambiti territoriali per la gestione diretta dei rifiuti: qual è il vero senso politico e logico di questa accorata richiesta di autonomia, se fino a pochissimi mesi fa lo stesso identico territorio ha deliberatamente scelto di modificare strutturalmente l’assetto societario di una realtà che rappresentava già di per sé un patrimonio inestimabile e importantissimo per la Marsica e per l’intero Abruzzo?». Il riferimento storico ed economico di Lugini è chiarissimo e inequivocabile: si parla della società ACIAM. Nata originariamente come virtuosa e solidissima realtà a partecipazione mista (pubblico-privata), l’azienda è stata per oltre un lunghissimo ventennio la vera, indiscussa e operativa protagonista dell’intera gestione del delicato ciclo dei rifiuti nella Marsica. «Si parla oggi a sproposito di autonomia territoriale, di strenua tutela degli investimenti economici dei Comuni e della pressante necessità di preservare un modello che avrebbe garantito risultati importanti», prosegue incalzante il consigliere regionale. «Ma la domanda sorge spontanea ed è inevitabile: che cosa è stato fatto realmente e concretamente in passato da questi stessi sindaci per tutelare e blindare quel patrimonio aziendale, quando ne avevamo tutti concretamente e normativamente la possibilità di farlo?».

Un’azienda fiore all’occhiello ignorata e non adeguata alla Legge Madia

L’affondo politico ripercorre l’eccellente curriculum industriale dell’azienda e le mancate e gravissime occasioni di salvataggio normativo, sollevando lo spettro di grosse omissioni gestionali e politiche.
«La compianta ACIAM rappresentava senza dubbio una realtà particolarissima e all’avanguardia nell’intero e frammentato panorama abruzzese», sottolinea amaramente Lugini. «L’azienda aveva pazientemente costruito negli anni inestimabili competenze specifiche, eccellenti servizi al cittadino e solidissime infrastrutture, arrivando addirittura alla realizzazione pionieristica di un moderno impianto tecnologico per il corretto trattamento della frazione organica e per la produzione di utilissimo biometano, il tutto con ingenti investimenti sostenuti pesantemente anche attraverso l’esborso di risorse pubbliche dei contribuenti. Solo nel recente 2024, proprio sulla controversa modifica dello statuto interno e sul conseguente, fortissimo rafforzamento della componente societaria privata, io stesso avevo espresso pubblicamente tutte le mie enormi perplessità del caso, chiedendo assoluta chiarezza sulle condizioni e sui termini economici dell’operazione di privatizzazione». Lugini scava poi negli archivi legislativi, citando in causa la famigerata entrata in vigore della cosiddetta Legge Madia (il decreto legislativo numero 175 del 2016). Questa stringente normativa statale ha definito con chiarezza i rigidissimi modelli societari attraverso i quali le pubbliche amministrazioni potevano ancora legalmente partecipare alle società esterne, disciplinando in maniera severissima e specifica anche la sopravvivenza delle società miste pubblico-private, esattamente come era strutturata l’allora ACIAM. Per poter continuare a esistere ed operare, l’articolo 17 del D.Lgs 175/2016 imponeva categoricamente un termine ultimo e perentorio (fissato al 31 dicembre 2017) entro il quale le società esistenti avrebbero dovuto obbligatoriamente adeguarsi ai nuovi modelli previsti dalla disciplina nazionale (prevedendo una gara pubblica a doppio oggetto per la selezione del socio privato).

Le pesanti responsabilità politiche: chi ha impedito il salvataggio nel 2017?

Ed è proprio di fronte a questa inappellabile scadenza normativa ampiamente mancata e colpevolmente bucata dagli amministratori che il consigliere regionale concentra il suo attacco più duro e impietoso.
«E allora la domanda diventa oggi ancora più concreta, scottante e pesante: se la stessa normativa nazionale prevedeva chiaramente che le società già esistenti dovessero tempestivamente adeguarsi ai nuovi dettami di legge, per quale oscuro motivo nell’ormai lontano 2017 non è stata minimamente adeguata e messa in regola una società che all’epoca rappresentava un autentico fiore all’occhiello tecnologico del territorio e che, soprattutto, presentava immancabilmente e orgogliosamente bilanci in totale attivo finanziario? Perché diamine non si è completato allora e per tempo quel banale percorso normativo, quando ACIAM rappresentava già una realtà aziendale solidissima, strutturata e fortemente radicata nel territorio? La società vantava in pancia competenze tecniche e condizioni economiche floridissime che le avrebbero tranquillamente potuto consentire di continuare a rappresentare, per molti altri decenni, il soggetto pubblico idoneo per eccellenza per l’intera gestione del ciclo dei rifiuti. Questo elemento macroscopico merita oggi una risposta chiara dai sindaci, soprattutto alla luce delle cervellotiche scelte compiute più recentemente in senso contrario. E la domanda riguarda apertamente anche chi abbia oggi l’effettiva responsabilità politica delle scellerate decisioni e delle omissioni amministrative che hanno, di fatto, impedito deliberatamente di adeguare in tempo utile la società quando la legge statale lo imponeva severamente».

Le sfide per i Comuni: chi gestirà il servizio dopo l’eventuale sub-ambito?

L’assunto di base del discorso di Lugini è puramente logico e strategico: se ACIAM fosse stata adeguata nei tempi previsti dalla legge, oggi l’Abruzzo avrebbe probabilmente già avuto tra le mani un fortissimo soggetto societario ampiamente strutturato e potenzialmente idoneissimo a dare risposte tempestive alle stesse pressanti esigenze di autonomia che gli stessi sindaci territoriali stanno strumentalmente ponendo in queste ore.
«Non si tratta in alcun modo di essere ideologicamente contrari alla sacrosanta autonomia dei territori», precisa prudentemente il consigliere regionale, «e nemmeno di mettere minimamente in discussione l’assoluto diritto dei singoli Comuni a riunirsi per discutere del futuro ecologico del servizio. Si tratta, piuttosto, di chiedersi onestamente quale sia il modello industriale che vogliamo realmente costruire e, soprattutto, se le discutibili scelte compiute negli ultimi anni siano o meno coerenti con gli obiettivi che oggi vengono pomposamente sbandierati ai cittadini. Se oggi i sindaci chiedono alla Regione di assumersi la responsabilità politica di modificare la normativa per consentire la creazione dal nulla di ambiti e sub-ambiti territoriali, è assolutamente necessario e imperativo spiegare prima ai cittadini anche quale sarà l’effettivo soggetto aziendale che i Comuni intendono concretamente schierare in campo per la gestione miliardaria del servizio». Lugini, infatti, sottolinea come la semplice modifica della legge non crei automaticamente una società, né risolva il gigantesco problema dell’affidamento del servizio di raccolta. I sindaci si troverebbero inevitabilmente a un pericoloso bivio procedurale: o ricostituire faticosamente da zero un nuovissimo soggetto interamente pubblico (modello in house), oppure procedere all’infinita e lentissima costituzione di una nuova società mista pubblico-privata (tramite estenuante gara pubblica), o infine ricorrere a bandi di evidenza pubblica cedendo tutto in appalto esterno sotto l’egida dell’AGIR. «Oggi non possiamo ipocritamente limitarci a chiedere in coro più autonomia alla Regione. Dobbiamo anche assumere il coraggio di spiegare pubblicamente ai cittadini che cosa diamine è stato fatto della preziosissima autonomia e del ricchissimo patrimonio pubblico che già avevamo in mano. Solo partendo da queste durissime e scomode risposte possiamo tornare a discutere seriamente del futuro della gestione dei rifiuti nella nostra regione», ha concluso definitivamente il consigliere.

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Grotte di Stiffe protagoniste del Camperfest 2026: alla scoperta dell’Abruzzo in camper

La magia della natura abruzzese è pronta a conquistare gli amanti del turismo su quattro ruote! Dal 9 all’11 ottobre 2026 torna in grande stile la terza, attesissima edizione di “Camperfest – Destinazione L’Aquila”, il grande raduno nazionale promosso dall’Associazione Campeggiatori L’Aquila. Decine di equipaggi invaderanno pacificamente il Comune di San Demetrio ne’ Vestini per scoprire uno dei siti naturalistici più incantevoli d’Italia: le maestose Grotte di Stiffe (gestite magistralmente dall’Azienda Territorio e Cultura). Dopo il successo ottenuto al Salone del Camper di Parma, le Grotte sono pronte ad accogliere i turisti per un weekend da sogno: non solo l’emozionante visita sotterranea al complesso carsico abruzzese e i tour guidati nel centro dell’Aquila, ma anche un’entusiasmante e gustosissima tappa a Castelnuovo e Bominaco per ammirare da vicino i campi in fiore e i segreti della lavorazione del preziosissimo Zafferano dell’Aquila DOP! Leggi il programma dettagliato della tre giorni nel nostro approfondimento 👇

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Grotte di Stiffe

San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila) – Il turismo itinerante, quello lento, consapevole e vissuto a stretto e amorevole contatto con le bellezze naturalistiche, sta vivendo in Italia una vera e propria e inarrestabile epoca d’oro. Abbracciando in pieno questa vincente e affascinante filosofia di viaggio all’aria aperta, le maestose Grotte di Stiffe si preparano a diventare le assolute e incontrastate protagoniste di un evento destinato a richiamare visitatori da ogni angolo della penisola.
La celebre meraviglia carsica, orgogliosamente incastonata nel pittoresco Comune di San Demetrio ne’ Vestini (in provincia dell’Aquila), ospiterà infatti la tappa centrale di un viaggio affascinante in camper attraverso i luoghi più nascosti, suggestivi e culturalmente intatti del vasto entroterra abruzzese. Il pretesto per questa pacifica e festosa invasione turistica è dato dal tanto atteso ritorno ufficiale della manifestazione “Camperfest – Destinazione L’Aquila 2026”. L’evento clou, meticolosamente programmato per il prossimo fine settimana (esattamente da venerdì 9 a domenica 11 ottobre), trasformerà l’intera vallata in un coloratissimo e brulicante campo base per decine e decine di equipaggi. Le spettacolari Grotte si preparano così ad accogliere a braccia aperte centinaia di appassionati camperisti provenienti da tutte le regioni d’Italia, offrendo loro l’occasione unica di vivere una scoppiettante tre giorni magistralmente in bilico tra l’esplorazione della natura più selvaggia, la scoperta della grande cultura architettonica e l’assaggio delle più antiche tradizioni enogastronomiche locali. L’ambiziosa iniziativa territoriale, giunta quest’anno con grandissimo successo alla sua terza, affollata edizione, è stata sapientemente ideata e organizzata in stretta collaborazione con l’Associazione Campeggiatori L’Aquila, avvalendosi inoltre del prestigioso e pesante patrocinio del Comune dell’Aquila, dell’Amministrazione del Comune di San Demetrio ne’ Vestini, dell’Ente Parco Regionale Sirente Velino e del provvidenziale supporto finanziario della BCC Roma.

Il programma: dalle Grotte di Stiffe alla magia dello Zafferano DOP

Il calendario degli eventi stilato dagli organizzatori per intrattenere i camperisti è, senza mezzi termini, densissimo e studiato nei minimi particolari per esaltare ogni singola eccellenza del generosissimo territorio aquilano.
Il grande e festoso evento turistico si aprirà formalmente nel tardo pomeriggio di venerdì 9 ottobre (a partire dalle ore 16:00), con il laborioso ma emozionante arrivo e la successiva, ordinata sistemazione di tutti gli equipaggi mobili nelle piazzole di sosta. Terminate le operazioni logistiche, seguiranno i doverosi e calorosi saluti istituzionali delle autorità presenti, che culmineranno in un ricchissimo aperitivo inaugurale basato esclusivamente sulla sapiente e gustosa degustazione di prodotti tipici locali a chilometro zero. La giornata di sabato 10 ottobre sarà invece dedicata a un’immersione totale tra i miracoli della natura, le opere della grande cultura e i piaceri della convivialità umana: al mattino si terrà la suggestiva e rinfrescante visita guidata all’interno delle spettacolari Grotte di Stiffe (con le sue potenti cascate sotterranee e i maestosi giochi di stalattiti), seguita nel pomeriggio da un affascinante e mirato tour esperienziale tra i tesori nascosti e in fase di ricostruzione del centro storico dell’Aquila. La lunga giornata culminerà poi in una deliziosa cena di gruppo allietata da tanta e coinvolgente musica dal vivo. Ma il vero gioiello culturale e agricolo del tour andrà in scena la domenica mattina (11 ottobre): le ruote dei camper si sposteranno verso le frazioni di Castelnuovo di San Pio delle Camere e del borgo di Bominaco per andare materialmente alla scoperta del celeberrimo “oro rosso”, ovvero lo Zafferano dell’Aquila DOP. Gli ospiti avranno la rarissima e formativa occasione di effettuare una visita guidata direttamente nei campi coltivati in fiore, assistendo o partecipando alle delicatissime e ancestrali attività di raccolta e sfioritura, prima di concludere il lungo fine settimana con l’ultima visita guidata all’interno del bellissimo e incontaminato paese.

Il grande lavoro dell’ATC dopo il prestigioso Salone del Camper di Parma

Essere scelti come fulcro di una manifestazione turistica di tale portata logistica e geografica rappresenta un’ennesima, formidabile e meritatissima vetrina promozionale per il sito naturalistico delle Grotte di Stiffe.
La complessa gestione operativa e strategica dell’imponente complesso carsico abruzzese è saldamente e felicemente affidata all’ATC (l’Azienda Territorio e Cultura), l’efficientissimo Ente strumentale istituito e partecipato dal Comune di San Demetrio Ne’ Vestini per valorizzare turisticamente il territorio. Questa felice e redditizia partnership con il mondo dei camperisti non nasce affatto per caso, ma è il frutto maturo e diretto della recentissima, faticosa ma assai fortunata partecipazione istituzionale dell’ATC all’ultima edizione del mastodontico “Salone del Camper di Parma”, un evento di caratura internazionale (tenutosi nella città emiliana proprio dal 12 al 20 settembre 2026) che rappresenta senza ombra di dubbio la fiera e l’appuntamento di riferimento indiscusso per tutto l’indotto del turismo en plein air in Italia e nel sud dell’Europa.

Le parole di Victor Casulli e l’entusiasmo della presidente Germana Alloggia

L’incessante e scientifico lavoro di promozione territoriale condotto dal management sta portando frutti insperati, come confermato dalle autorevoli e felici dichiarazioni rilasciate dai vertici della stessa Azienda Territorio e Cultura alla stampa accorsa.
«Il nostro oscuro e instancabile lavoro quotidiano di promozione mediatica e fieristica non si ferma assolutamente mai, e proprio per questo motivo oggi le Grotte sono diventate, sempre di più, una meta obbligata e ambita da parte di innumerevoli visitatori nazionali ed internazionali», ha spiegato con malcelato e legittimo orgoglio Victor Casulli, infaticabile direttore generale dell’ATC. «Tutto questo enorme successo è possibile anche grazie alla nostra assidua e mirata partecipazione a questi prestigiosi e specifici appuntamenti fieristici di settore. Registriamo un oggettivo e crescente interesse esplorativo tra i turisti, un fuoco che noi continuiamo quotidianamente ad alimentare proponendo sempre nuove iniziative attrattive. Essere scelti per essere stabilmente al centro della programmazione di grandi tour ed eventi di questo calibro è, per noi, motivo di grandissima e immensa soddisfazione. Ora ci prepariamo ad accogliere calorosamente numerosi camperisti, per un appuntamento complesso ma reso materialmente possibile anche grazie al vitale supporto della nostra attivissima collaboratrice Paola Cantalini». Sulla stessa identica e festosa lunghezza d’onda si è infine sintonizzata anche Germana Alloggia, presidente dell’Associazione Campeggiatori L’Aquila, che ha tirato le fila organizzative dell’intero evento. «Siamo finalmente giunti alle porte di questa attesissima e affollata terza edizione della manifestazione, che la nostra associazione organizza logistica e promuove con grandissimo entusiasmo per consentire a quante più persone e famiglie possibili di conoscere a fondo e apprezzare concretamente le meravigliose bellezze naturalistiche della nostra terra. In particolare», ha concluso la presidente Alloggia, «siamo enormemente felici di poter consolidare ufficialmente la proficua e stretta collaborazione, già avviata con enorme successo nelle precedenti edizioni del raduno, con i bravissimi amministratori del Comune di San Demetrio e con il formidabile staff gestionale delle Grotte di Stiffe».

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Luco dei Marsi scrive la storia: nasce la prima Commissione Pari Opportunità

Luco dei Marsi scrive una pagina fondamentale della sua storia civica e sociale! L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giorgio Giovannone ha ratificato ufficialmente la nascita della primissima Commissione per le Pari Opportunità (CPO) della città. Un organo fortemente voluto per combattere ogni forma di discriminazione e tutelare l’uguaglianza tra i cittadini. Alla carica di presidente è stata eletta all’unanimità la dottoressa Gisella Massaro, coraggiosa professionista ed esperta operatrice del Centro Antiviolenza “Casa delle Donne della Marsica”. Alla seduta erano presenti anche Rosa Pestilli (presidente CPO Regione Abruzzo) e Paola Quaglieri (Responsabile del progetto “On the Road”), le quali hanno lodato l’iniziativa che inserisce Luco in una rete regionale strategica per combattere la piaga della violenza di genere e assistere concretamente le vittime. Leggi tutti i nomi degli eletti e i dettagli del progetto nel nostro approfondimento 👇

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Commissione Pari Opportunità Luco dei Marsi

Luco dei Marsi  -Un clima di particolare cordialità e partecipazione ha accompagnato la nascita ufficiale della prima Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Luco dei Marsi, sancita dall’assise civica nella seduta di martedì, 22 settembre. Presenti, con le componenti e i componenti designati a seguito di avviso pubblico, la presidente della Commissione Pari Opportunità del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, Rosa Pestilli, insieme alla collega Paola Quaglieri, presidente della CPO del Comune di Trasacco e Responsabile del coordinamento delle CPO comunali aderenti al progetto “On the Road”.

“La costituzione della Commissione per le Pari Opportunità rappresenta un evento fortemente significativo per la nostra Amministrazione e per la nostra Comunità”, ha sottolineato il sindaco Giorgio Giovannone nel corso della seduta, “Oggi ufficializziamo il risultato di un percorso promosso dall’Amministrazione comunale con l’obiettivo di dotare Luco dei Marsi di un organismo stabile di confronto, proposta e partecipazione sui temi delle pari opportunità e dell’inclusione. La CPO sarà chiamata a svolgere un ruolo consultivo e propositivo nei confronti dell’Amministrazione, anche in sinergia con la Consulta delle Donne, contribuendo alla promozione di politiche e iniziative finalizzate a prevenire e contrastare ogni forma di discriminazione e a favorire una cultura fondata sull’uguaglianza, sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze, e a fare rete con il territorio, favorendo il dialogo e la collaborazione con le istituzioni altre, le scuole, le associazioni, le realtà sociali e culturali del territorio, nell’ambito locale e non solo. Ringrazio la presidente della CPO Abruzzo, Rosa Pestilli, e la responsabile di progetto, Paola Quaglieri, per la loro presenza”, ha concluso il Sindaco, “Un ringraziamento in particolare va alla vicesindaco Emilia Verdecchia e alla consigliera Angela Massaro, che hanno lavorato attivamente al progetto, e a tutte le persone che hanno scelto di mettere a disposizione della comunità il proprio tempo, le proprie competenze e la propria sensibilità. Sono certo che sapranno interpretare questo incarico con dedizione, senso di responsabilità e spirito di collaborazione”. La Commissione è composta da tredici elementi: dieci componenti esterni, un rappresentante della maggioranza, un rappresentante della minoranza in Consiglio e il sindaco. I nominati: Valentina Angelucci; Davide Baldassarre; Maria Ciaffone; Argante Ciocci; Manuela D’Ascanio; Maria Iaboni; Lina Marchi; Gisella Massaro; Maria Clara Patierno; Domenica Sabatini. Elette le consigliere Angela Massaro e Carmela Paris quali rappresentanti, rispettivamente, dei gruppi di maggioranza e di minoranza in Consiglio. A seguire, i nominati hanno eletto alla presidenza della CPO comunale la dottoressa Gisella Massaro, già operatrice del Centro Antiviolenza (CAV) Casa delle Donne della Marsica Cooperativa BeFree, vicepresidente Domenica Sabatini, Davide Baldassarre segretario.

“É la prima volta che ho il piacere di assistere alla nascita ufficiale di una CPO e sono lieta che questo accada nella Marsica, un’area dove alla complessità dei processi e delle dinamiche sociali e territoriali corrisponde una grande vitalità delle realtà associative e della partecipazione”. Così la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità, Rosa Pestilli, “Si tratta, inoltre, del primo CPO ad annoverare tra i componenti una Professionalità già operativa in un centro antiviolenza, e questo rappresenta certamente un valore aggiunto”, ha sottolineato la Presidente, “Quello cui stiamo lavorando attivamente da tempo è un cambiamento culturale profondo, che nell’impegno degli enti locali, le istituzioni più prossime ai cittadini, può trovare linfa e sostegno per la piena realizzazione. Lo facciamo attraverso “On the Road”, che non è solo un progetto, bensì un programma, che oggi si avvale anche della partnership con ANCI Abruzzo, con gli obiettivi della costituzione di una rete regionale di CPO, un coordinamento funzionale e in grado di trasformare un principio condiviso in un impegno concreto ed efficace per la diffusione della cultura del rispetto e il contrasto alla violenza di genere, per tutti gli interventi di sostegno alle vittime e per la piena realizzazione del riequilibrio di genere, che non è e non potrà mai essere una mera questione di numeri. Stiamo strutturando un sistema che sarà sostenuto da regole chiare e stringenti, un prerequisito fondamentale per operare nell’ambito di temi tanto sensibili. Un plauso alla scelta lungimirante dell’Amministrazione comunale, già attivamente impegnata nel Programma”.

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