PROGETTO RE-START ALLO STADIO DI UDINE| CON LA TECNOLOGIA SI COMBATTE IL COVID
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Redazione- Nel corso del recente match che l’Udinese ha disputato con la Fiorentina, terminata con il punteggio di 1-0 per la compagine bianconera, allo stadio Dacia Arena del capoluogo friulano, è stato testato un progetto particolarmente innovativo, il cui fine ultimo è chiaramente quello di riportare le persone allo stadio, in totale sicurezza ovviamente.
Sono stati ben più di 350 gli addetti ai lavori che hanno indossato questo dispositivo, che va a segnalare se qualcuno non rispetta la distanza di sicurezza anti-Covid all’interno della struttura. Si tratta, come si può facilmente intuire, di un vero e proprio test che vuole diventare una proposta a tutti gli effetti per permettere che gli stadi, nel corso dei prossimi mesi, possano essere riaperti in sicurezza.
La tecnologia, lo sappiamo molto bene, sta radicalmente cambiando la società in cui viviamo. Basti pensare a tutte quelle attività che oggi possono essere svolte con maggiore sicurezza e protezione: gli investimenti di carattere finanziario, il divertimento sul web su casinosicurionline.net, lo sport e le attività fisiche, che si sono trasferite praticamente in massa su piattaforme come YouTube, che ormai è diventato un contenitore anche di esercizi e workout di qualsiasi tipo.
Che cos’è il progetto RE-START
Proviamo a comprendere meglio come funziona questo dispositivo che potrebbe consentire, in un futuro nemmeno poi così lontano, la riapertura degli stadi. Sono ben 350 gli addetti ai lavori che erano presenti al match contro la Fiorentina e che sono stati dotati, al momento dell’ingresso, di un badge integrato con un led luminoso e con delle funzioni di vibrazione.
Sia la vibrazione che la funzione di illuminazione sono programmati per attivarsi circa 20 secondi dopo che due persone che indossano tale device si avvicinano a meno di un metro di distanza. Sarà poi compito degli stewards che si trovano in tribuna tenere sotto controllo il comportamento di tutti coloro che si trovano sugli spalti. Questi ultimi avranno a disposizione un tablet, mediante il quale potranno controllare che le persone rispettino un distanziamento corretto.
La novità arriva dal gruppo Be Shaping The Future
L’Udinese è una società che ha dimostrato, nel corso degli ultimi anni, di essere particolarmente attenta a tutte quelle novità che si riferiscono all’ambito tecnologico. Non a caso, ha tolto i veli a una struttura estremamente moderna e fruibile durante tutto l’anno come la Dacia Arena, un piccolo gioiellino entro i confini italiani.
Ecco spiegato il motivo per cui ha scelto di puntare su questo progetto che mira a controllare che le varie regole e norme legate al rispetto dei protocolli per limitare la diffusione dei contagi da Coronavirus. Un dispositivo che è stato realizzato da parte del Gruppo Be Shaping The Future.
L’esempio che si vuole seguire è quello dell’Inghilterra, in cui è stato già comunicato come gli stadi verranno riaperti parzialmente a partire dal 17 maggio prossimi. E questo progetto denominato Re-Start potrebbe tornare utilissimo per fare la stessa cosa anche in Italia. Un device che, tra l’altro, sempre nel più completo rispetto della privacy, consente pure di tracciare correttamente i vari contatti nello stadio.
La società friulana sta duramente lavorando per lanciare sempre più soluzioni innovative, anche in tema di sicurezza. Si tratta, in effetti, di un primo passo, anche piuttosto ambizioso, che però ha come obiettivo finale quello di tornare, pian piano, ad una vita normale sotto tutti i punti di vista. Be Shaping The Future, tra l’altro, ha portato pure ai Mondiali di Sci di Cortina il progetto “Human Mobility”, che ha ottenuto un ottimo successo, garantendo la sicurezza di operatori e atleti coinvolti nella manifestazione.
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