INCHIESTA SU SCOMMESSE CLANDESTINE: COINVOLTI CALCIATORI DI SERIE A
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Redazione- Sono circa 12 i calciatori, tra cui nomi noti della Serie A, ad essere finiti sotto inchiesta a Milano per collegamenti con un giro di scommesse clandestine. Le indagini riguardano eventi fino al 2023 e, secondo le autorità, non comprendono scommesse sulle partite di calcio. Tra i calciatori indagati vi sono Nicolò Fagioli, Sandro Tonali, Weston McKennie, Raoul Bellanova, Angel Di Maria e Nicolò Zaniolo.
Le inchieste hanno rivelato che i calciatori sono accusati di aver partecipato a scommesse su piattaforme illegali e di averle promosse tra colleghi. Sono diversi i nomi emersi nei documenti dell'inchiesta, tra cui Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Samuele Ricci e Leandro Paredes, che sono in fase di indagine per violazioni di leggi relative al gioco d’azzardo. Al centro dell'inchiesta non ci sono scommesse sul calcio, ma sulla partecipazione a giochi illeciti, in particolare poker online.
La Guardia di Finanza di Milano ha condotto operazioni che hanno portato al sequestro di oltre un milione e mezzo di euro da cinque individui e una società, accusati di esercizio abusivo di attività di gioco e riciclaggio. Sono stati emessi decreti di interrogatorio preventivo da parte della procura, e si sono avviate procedure per l'applicazione della custodia domiciliare per i cinque coinvolti.
Secondo il procuratore Marcello Viola, l'inchiesta ha portato alla luce un gruppo attivo nell'area milanese, ritenuto responsabile dell'organizzazione di scommesse illegali via piattaforme non autorizzate. Si è scoperto che molti pagamenti per saldare debiti di gioco venivano effettuati attraverso una gioielleria di Milano, utilizzata per mascherare l'origine illecita dei fondi
Il sistema presumeva finte vendite di orologi e gioielli di lusso, che in realtà non venivano mai consegnati, e servivano solo da giustificazione per i bonifici effettuati per coprire debiti da scommesse. I pm hanno indicato che era attivo un meccanismo strutturato per il pagamento di debiti di gioco, che coinvolgeva prestanome che ricevevano transazioni anche superiori a 300 mila euro, destinate a estinguere debiti accumulati in scommesse illecite.
In aggiunta, alcuni scommettitori, in cambio di riduzioni dei debiti, promuovevano le piattaforme illegali tra i loro colleghi, facilitando così l'apertura di nuovi conti di gioco e un continuo aumento del giro d’affari illecito
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