SULLA SOSPENSIVA DEL TAR CHE BLOCCA IL SERVIZIO E-BUS SULLA STRADA PARCO PER LA MANCANZA DI COLLAUDO DELLA FILOVIA TRA PESCARA E MONTESILVANO
- Scritto da Giuseppe Di Giampietro, arch phd
- Pubblicato in TERRITORIO
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Redazione- 1. (NPE, 28-05-2025) Ci pare irragionevole la pronuncia della giustizia amministrativa locale, di sospensiva di un servizio di trasporto pubblico locale, che si attende da 30 anni, accolto con favore dalla popolazione, (inserito nei documenti di pianificazione delle città), nell’attesa di risoluzione di problemi pendenti su un altro servizio, la filovia. Il Consiglio di Stato, a cui si farà ricorso, di nuovo, potrà ribadire che le decisioni di pianificazione e gestione della città in tema di mobilità non le prendono né i comitati, né i giudici amministrativi, né gli enti tecnici nazionali, ma competono alle autonomie locali. Poi, in relazione alla mancanza di collaudo ANSFISA per la progettata filovia, e ai requisiti di accessibilità della Strada Parco, osservo quanto segue.
2. Il collaudo ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (transeuropee, ndr) si fa per infrastrutture di rete fissa, per garantire che rispondano a standard internazionali. Tranvie, ferrovie, anche filovie ma, relativamente alla parte elettrica, alla sicurezza della infrastruttura e delle fermate, non alla gestione della rete stradale locale. Perché sono altri gli standard e le modalità di controllo della rete stradale (se no, dovrem- mo chiamare l’Ansfisa per ogni strada di lottizzazione che si apre).
3. E’ di palmare evidenza l’incompetenza del Comitato Tecnico MIT (predecessore dell’ANSFISA
fino al 2020) su alcuni problemi della Strada Parco. Essa prescrive, nella relazione tecnica del 3-11-
2020, che l’accesso ai passi carrai esistenti sulla Strada Parco debba essere garantito con semafori a chiamata dedicati ad ogni passo carraio. E' una prescrizione illogica. Primo, perché è un’assurdità tecnica su una linea TCSP che dovrebbe essere efficiente, competitiva, a priorità sul traffico veico- lare. Secondo, per l’illegittimità di quegli accessi privati da un’infrastruttura pubblica storica quale la ex ferrovia del 1863, in contrasto con la pubblica utilità e sicurezza della stessa infrastruttura pubblica. Terzo, perché ci sono altre soluzioni realistiche al problema (Es: Creazione di un diverso accesso da strade retrostanti o adiacenti. Allargamento di marciapiedi sulle proprietà private. Riqualificazione urbanistica particolareggiata della fascia a ridosso della Strada Parco, con ridise- gno della fascia tra edifici e sedime ferroviario e con meccanismi di vincoli e incentivi…).
4. Alcune soluzioni sono più semplici, altre richiedono tempo e risorse. Tutte vanno discusse e concordate a livello locale e riportate in documenti di piano, pubblici, trasparenti e partecipati. E’ evidente che questo genere di problemi sono di competenza locale. Vanno affrontati, valutati, risolti e attuati a livello locale. Cercando soluzioni tecniche competenti, ascoltando le diverse parti in causa, assumendo decisioni pubbliche legittime e sostenibili. Tali problemi non li risolve né ANSFISA, né il TAR, né, d’autorità, il decisore, anche se eletto, senza un processo istruttorio competente, pubblico, trasparente e partecipato. Questa è l’unica via per risolvere i problemi della Strada Parco. Fermo restando altresì, che il processi in atto di cambiamento nella dimensione metropolitana e di mobilità sostenibile, legittimati dal consenso popolare, non possono né essere arrestati, né ritardati, dagli interessi particolari di alcuni.
5. Sul tema dei requisiti di accessibilità lungo la linea. Secondo norme, devono essere accessibili le fermate del TCSP e l’imbarco sui mezzi. Non tutto il percorso lungo la linea. Dico un paradosso per farmi capire. E’ quello che capita lungo le ferrovie, le tranvie, le filovie, come a Milano o sul Metro-
Mare di Rimini. Sono accessibili stazioni e fermate, non il tracciato tra di esse (per Rimini, si veda il reportage on line della C.R. Erika Alessandrini)
6. Ovviamente, tutti pensiamo che la Strada Parco a Pescara sia un caso speciale. E’ una strada con una filovia, non una filovia con strade adiacenti, come normalmente altrove. Ma il progetto ha questa caratteristica e dei problemi, che vanno sanati risolvendo le incongruenze progettuali, lavorando sul sedime adiacente a quello dell’ex ferrovia, come detto sopra, e la sicurezza delle intersezioni. Ossia, anche sulle proprietà private e la sicurezza stradale urbana. Perché, altrimenti, se fosse solo una filovia, l’accessibilità sarebbe da limitare alle fermate, non alla linea.
7. E’ ovvio che, noi tutti, vogliamo invece che la Strada Parco sia una strada speciale, in cui sia garantita l’accessibilità e la sicurezza su tutta la linea. Ma, per ottenerlo, dobbiamo estendere il progetto al sedime adiacente a quello dell’ex ferrovia. Ci vuole un piano particolareggiato, urbani- stico, della mobilità, ambientale e del verde. Che riguardi anche le proprietà private adiacenti (i percorsi di adduzione, i parcheggi di interscambio). Che riguarda più comuni. Si può fare, ci vuole tempo e impegno. Ma lo dobbiamo fare, perché abbiamo scelto di cambiare la dimensione della città, il suo modo di funzionare, i criteri di sostenibilità e qualità con cui vogliamo vivere il futuro di quest’area. Ci abbiamo già investito dei soldi, e molti ancora ne investiremo. Anche con il concorso dei privati. Ma il progetto deve far parte di un piano pubblico, trasparente e partecipato. Si tratta di un’opportunità, non di un vincolo.
8. Nemmeno è possibile evitare di affrontare questi problemi, in una chiave intersettoriale, urbanistica, di mobilità intercomunale, ambientale e sociale, nella prospettiva almeno intercomunale di Nuova Pescara, costruendo insieme il piano della città nuova.
9. Vista l’importanza ed i problemi presenti sul tema della mobilità urbana metropolitana, e la volontà di cambiare la dimensione ed il modo di uso della città, dalla prevalenza della mobilità veicolare ad una mobilità sostenibile, tale obiettivo si raggiunge con una strategia incrementale. Indicata nei piani, costruita gradatamente, aumentando l’offerta del trasporto pubblico man mano che cresce la domanda. Per tutto questo (ed altro) si può lavorare sull’adeguamento della linea filoviaria, mentre cresce l’uso del mezzo pubblico con le linee E-Bus sulla stessa sede riservata.
10. E' urgente, la costituzione di una Task Force Strada Parco, per risolvere i problemi di sicurezza e accessibilità alle fermate e alle intersezioni. Inoltre, da subito, occorre l’avvio del processo di Piano intercomunale per Nuova Pescara, urbanistico, della mobilità, ambientale e del verde per la città nuova. Per porre a disposizione del consiglio comunale del 1-01-2027, gli strumenti conosci- tivi e valutativi per l’approvazione del piano. La città non può attendere.
