SALARIO ACCESSORIO SANITÀ, UIL FPL E FP CGIL ANNUNCIANO LO STATO DI AGITAZIONE REGIONALE
- Scritto da Barbara Del Fallo
- Pubblicato in TERRITORIO
- 0 commenti
Redazione- “Il taglio delle somme previste dal Decreto Calabria che ha, di fatto, ridotto a misera cosa il salario accessorio, non è accettabile. Convocheremo a livello territoriale le Assemblee del personale per avere mandato della proclamazione dello stato di agitazione regionale da parte di medici e operatori sanitari",è quanto annunciato stamattina in conferenza stampa dal segretario generale Uil Fpl Abruzzo,Antonio Ginnetti, e dal segretario generale Fp Cgil Abruzzo Molise,Luca Fusari.
I due sindacati continuano a mostrare forte preoccupazioneper i tagli che colpiscono il trattamento accessorio nel comparto sanità legato a turni, reperibilità e obiettivi e che minacciano la qualità dei servizi e i tempi di attesa. Lariduzione di circa 25 milioni di euro dei fondi, stabilito ai sensi dell’art. 11 D.L. n. 35 del 30.11.2019 (Decreto Calabria) che avrebbero dovutocompensare specifiche condizioni di lavoro, incrementare l'impegno del personale in reparti particolari e raggiungere obiettivi, definiti da accordi collettivi nazionali e integrativi aziendali, si inseriscenel contesto regionale già segnato da carenze di organico e turni estenuanti.
“Abbiamo incontrato più volte l’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Nicoletta Verì che a dicembre scorso ci aveva assicurato di verificare le risorse relative al 2026, considerando non recuperabili quelle del 2024 e 2025– spiegano i due segretari generali –.Al momento non abbiamo aggiornamenti su tale verifica e nessuna comunicazione rispetto all’incontro che l’ente regionale ci aveva assicurato per gennaio 2026. Saremo costretti ad azioni di lotta sindacale per risolvere un problema che incide fortemente non solo su chi opera nel comparto sanità ma anche sugli utenti che continuano a pagare, spesso con la riduzione e il mal funzionamento dei servizi, le decisioni imposte dall’alto”.
I fondi accessori risultano fondamentali per compensare condizioni di lavoro gravose, raggiungere gli obiettivi sanitari e garantire ilbenessere psico-fisico del personale e la qualità dell'assistenza, punti sui quali i segretari Antonio Ginnetti e Luca Fusari insistono: "Nei presidi ospedalieri le lavoratrici ed i lavoratori operano, quotidianamente, in condizioni di criticità, affrontando con coraggio e dedizione situazioni complesse e spesso pericolose, garantendo, malgrado anche le aggressioni quotidiane, il funzionamento del sistema sanitario e la sicurezza dei cittadini, il tutto con estrema professionalità ed impegno. Le condizioni di estremo stress, il sovraccarico di lavoro e le difficili condizioni operative contribuiscono all’allontanamento degli operatori dai reparti nevralgici e dal pubblico. A questo si aggiunge l’ulteriore sforzo economico richiesto, anche a loro, a seguito dell’innalzamento delle aliquote Irpef dovuto al risanamento del debito sanitario. Chi opera nella Sanità chiede solo quanto è giusto riconoscergli”.
Alla conferenza hanno partecipato anche Giuseppe Trusso della segreteria regionale Uil Fpl e Maria Piccone, segretaria regionale Fp Cgil Medici.
