Cronaca
Tragedia a Selva di Altino: bambino di 6 anni muore soffocato in casa da un boccone
Una tragedia immane, crudele e imprevedibile ha sconvolto l’intera e tranquilla comunità di Selva di Altino (in provincia di Chieti). Nel corso della serata di ieri, un bambino di appena 6 anni di età è tragicamente morto a causa di un banale ma letale boccone di cibo, andatogli fatalmente di traverso mentre stava regolarmente cenando all’interno delle mura della propria abitazione. Il dramma, verificatosi in modo rapidissimo e scioccante proprio davanti agli occhi terrorizzati e impotenti dei disperati genitori (originari della Colombia e da tempo perfettamente e pacificamente integrati all’interno della piccola e accogliente cittadina abruzzese), ha innescato una corsa disperata contro il tempo per la vita del piccolo. Trasportato d’urgenza all’ospedale “Consalvi” della vicina Casoli, e nonostante i prolungati ed eroici tentativi di rianimazione effettuati dal personale medico e l’immediato e rapido intervento dell’elisoccorso (decollato a tutta velocità dalla vicina Pescara), per la piccola e innocente vittima, purtroppo, non c’è stato assolutamente più nulla da fare. Sulla disperata dinamica, palese incidente domestico, stanno ora formalmente indagando i carabinieri. Il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, si è precipitato in ospedale portando il cordoglio dell’intera cittadina: “Abbiamo il cuore a pezzi, si era da poco integrato alla scuola primaria. Pochi mesi fa l’omicidio di Gilda Di Giuseppe, ora questo angelo. Un dolore inaccettabile”. Tutti i dettagli nel nostro articolo completo 👇
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Cagnolina sbranata dai lupi in pieno giorno a Breno: il terribile shock dei padroni
La furia cieca della natura e l’emergenza lupi colpiscono ancora, ma questa volta in pieno giorno e a pochissimi metri dalle abitazioni civili! Una scena agghiacciante e traumatica si è consumata nella mattinata a Breno di Borgonovo (provincia di Piacenza). La piccola e docile Holly, una cagnolina domestica di 9 anni, è stata accerchiata e brutalmente sbranata da un branco di lupi sceso in strada. A fare il macabro ritrovamento sono state la madre e la sorella del padrone Marco Motta: della povera cagnetta era rimasta soltanto la testa tranciata, a soli 50 metri dal cancello di casa. Il terrore del proprietario è enorme e giustificato: “Il giorno prima, in quello stesso punto, ci avevano passeggiato i miei figli piccoli di 5 e 10 anni! Poteva succedere una tragedia”. La straziante difficoltà di raccontare l’accaduto ai bambini ha spinto la famiglia a prendere una triste decisione: “Abbiamo il cuore a pezzi e tanta paura, per un po’ di tempo non prenderemo più animali”. L’episodio riaccende il dibattito esplosivo e la paura dei residenti per la convivenza ravvicinata (e sempre più pericolosa) con i lupi selvatici affamati. Leggi la cronaca dell’incubo vissuto dalla famiglia piacentina nel nostro articolo 👇
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Emergenza lupi nel Barese, nuovo avvistamento a Stanic: il branco punta la città
La paura e la psicosi si spostano pericolosamente verso il capoluogo pugliese: l’emergenza lupi nel barese è purtroppo tutt’altro che finita! Dopo il terrore vissuto nelle campagne di Noicattaro per le feroci aggressioni ai danni di alcuni bambini, un nuovo e inquietante avvistamento ha allarmato i residenti. Nel cuore della notte tra domenica e lunedì (il 21 settembre 2026), un grosso lupo è stato individuato e filmato da un cittadino mentre passeggiava indisturbato nella zona di Stanic (Bari), muovendosi lungo il canalone di San Giorgio Martire con il ponte Adriatico ben visibile sullo sfondo. Una vicinanza al centro cittadino e alle abitazioni che fa davvero tremare. Nel frattempo, i test del DNA hanno scagionato l’unica lupa catturata sabato scorso a Rutigliano: non è lei la colpevole degli assalti ai ragazzini. Questo significa che il vero, pericolosissimo branco responsabile delle violenze è ancora a piede libero! La Prefettura ha schierato una vera e propria task force armata di droni termici notturni, fototrappole e squadre di biologi e Forestali per stringere il cerchio prima che sia troppo tardi. Guarda i dettagli della caccia nel nostro articolo 👇
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Tragedia al Colosseo, muore l’operaio 22enne Andrea Moretti: il giallo dell’imbracatura
Una tragedia assurda spezza la magia del monumento più bello di Roma. Un giovanissimo operaio “rocciatore” di 22 anni, Andrea Moretti, ha perso tragicamente la vita durante i lavori notturni per l’installazione delle nuove luci in quota all’interno del Colosseo. L’inchiesta della Procura per omicidio colposo, coordinata dall’aggiunto Antonino Di Maio, indaga a tutto campo su un dettaglio inquietante: il giovane, precipitato per 10 metri, è stato ritrovato sul selciato con l’imbracatura di sicurezza indossata ma non agganciata alla fune di salvataggio (che non risulta spezzata). I colleghi hanno udito solo un terribile tonfo sordo nel cuore della notte. Si indaga per capire se all’origine del volo mortale ci sia stato un fatale errore umano, una disattenzione o un malore fulmineo. Sotto sequestro le telecamere di sicurezza e i documenti d’appalto. In segno di lutto e rispetto per questa assurda morte bianca, il Ministro della Cultura Giuli ha prorogato la chiusura ai turisti del Colosseo. Rinviate anche tutte le prove Rai: a rischio la messa in onda dell’attesissimo speciale tv “Alberto Angela racconta Giulio Cesare”. Tutti gli aggiornamenti sulle indagini in corso nell’articolo completo 👇
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