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IN MEMORIA E IN RICORDO DI ENZO D'URBANO| UN CAMMINO DI IMPEGNO E LAVORO PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

Enzo D'Urbano Enzo D'Urbano

Redazione- Ci ha lasciati Enzo D'Urbano   l'ideatore del premio Hombres di cui questa testata si è occupato nelle ultime edizioni . Il direttore,la redazione e i collaboratori, insieme a tutti quelli che hanno conosciuto Enzo D'urbano si stringono, in questo momento attorno alla sua famiglia con un abbraccio commosso per ricordare l'uomo, il professore, il giornalista e l'animatore culturale che ha saputo valorizzare il territorio di Pereto, e della Piana del Cavaliere, anche attraverso il Premio Hombres, nato a Pereto e poi diventato itinerante.

Si è spento all'ospedale di Avezzano per una malattia che ha saputo contrastare , con la quale ha convissuto e che ha avuto la meglio si senza però sconfiggere il suo coraggio .Originario di Perano in provincia di Chieti Enzo D’Urbano è stato amministratore comunale a Pereto, membro dell’associazione “Borghi autentici d’Italia”. Molta parte della sua attività è stata dedicata appunto alla valorizzazione dei piccoli borghi,specialmente quelli di montagna , che rappresentano la colonna vertebrale di un paese che nella dorsale appenninica trova le sue espressioni migliori migliori per   molti aspetti. Proprio per la valorizzazione di questi aspetti aspetti aveva profuso la sua opera per esempio con l’impegno con il cammino di San Pietro, con la rivista cartacea Hombres, e una molteplicità di iniziative che lo hanno visto protagonista indiscusso.

Scrive Daniele Imperiale : “Ebbi a conoscere Enzo D’Urbano quando venne nella Piana del Cavaliere, tantissimi anni fa. Condividevamo la passione per la scrittura, elemento di congiunzione che ci ha tenuto sempre legati e sempre in contatto. Sempre un rispetto reciproco forte e proficuo. L’ultima volta che l’ho avuto al fianco è stato lo scorso 11 dicembre 2021 presso la sala Consiliare del Comune di Carsoli dove abbiamo presentato il libro “Storie italiane sotto cieli stranieri” di Roberta Rubini. Era al mio fianco, ed in questa sua ultima occasione pubblica dove la cultura era protagonista, ci ha regalato un intervento appassionato, con dati sul territorio e sul fenomeno dell’emigrazione, ed uno spaccato esaustivo di alto livello. Ho avvertito in lui la voglia di continuare, quel suo scusarsi per indossare il cappello, a causa della malattia che da tempo lo ha colpito, era il segno del rispetto verso gli altri, il realismo di affrontare una patologia senza nascondere, senza nascondersi e con la voglia di combattere e di andare avanti.

Rosanna Mazzia scrive: “ci ha lasciato Enzo D’Urbano, dirigente storico e grande appassionato di BAI e dei Borghi, specie quelli abruzzesi, sua regione, inventore del Premio Hombres Itinerante. Con un lui se ne va un amico di cui sentiremo forte la mancanza e una mente lucida con cui ogni confronto era costruttivo e stimolante“. Daniela Madau: “Un sognatore semina piccole scie luminose e crede in un mondo migliore. Enzo D’Urbano credo fosse un sognatore… Penso alle chiacchierate sulla Sardegna e l’ultima sulla sua malattia. È inverosimile pensare che non c’è più“.

Nel suo profilo FB, così scriveva Enzo D’Urbano: “Sono convinto che con la cultura possiamo ridare nuova linfa a Borghi e luoghi autentici attraverso il turismo esperienziale. Il cammino è una formula che aiuta a riflettere, a cercare, a cercarsi. Un rinnovato modo per fare turismo, cultura, per vivere“. Su questo principio il sociologo e progettista culturale, nato a Pereto ma residente a Carsoli, ha basato la sua opera di rilancio e di scoperta dei nostri territori.

E per l'edizione del Premio Hombres che la pandemia da coronavirus aveva condizionato,scriveva   :“La pandemia, i decreti succedutesi per fronteggiare l’emergenza, hanno condizionato la nostra vita e continuerà a farlo nei prossimi mesi, purtroppo. Anche noi di Hombres abbiamo subito tutta questa problematica, dopo la meravigliosa XVI edizione del Premio, svoltasi a Pereto a settembre 2020, ci siamo presi del tempo. Oggi pensiamo che bisognerà pensare al futuro e bisognerà farlo con fiducia perchè prima o poi usciremo da questa emergenza. Crediamo altresì che la cultura dovrà essere il motore edizionedella ripartenza, come lo è in questi giorni di isolamento forzato.

Pensiamo quindi di dover andare avanti. A fine febbraio lanceremo il bando della XVII edizione del Premio Hombres itinerante e in autunno, se ci saranno novità e maggiore serenità, faremo la premiazione in un magnifico borgo che nel frattempo avremo selezionato. Intanto l’Associazione Hombres augura buona resistenza a tutti.”

“Pensare al futuro e bisognerà farlo con fiducia perchè prima o poi usciremo da questa emergenza. Crediamo altresì che la cultura dovrà essere il motore edizione della ripartenza, come lo è in questi giorni di isolamento forzato. “ Ecco un uomo che pensava al futuro non quello suo ma quello di una terra e di una generazione che dopo la pandemia avrebbe avuto la possibilità di rinnovare riprendendo il cammino interrotto tutte quelle esperienze culturali e di vita in comune che hanno contribuito nel tempo a determinare il destino di una terra. Quella dei piccoli borghi .

Un impegno che guardava alla realtà della vita concreta e quotidiana proprio di quei borghi di cui D'Urbano raccontando su Fb una polemica tra l'architetto Fuksas e l'antropologo Teti metteva in evidenza “la durezza e la difficoltà della vita in paese”. D'Urbano parteggiava sicuramente per le idee di Tetri a cui egli   stesso diceva di sentirsi più vicino quando quest'ultimo sulla sua pagina fb postava così : “"Trovo insopportabile tutta questa retorica di quanto sia bello e giusto tornare a vivere nei paesini da parte di chi non ha idea di come davvero si viva nei paesini. E inoltre ci sono antropologi che da anni e in modo molto più approfondito e serio affrontano questo tema, e non perché costretti dal corona virus ad isolarsi due mesi nella loro villa di campagna. Caro Fuksas prova a dire a una giovane coppia con un piccolo figlio di andare a vivere in mezzo al nulla, senza un asilo, senza una biblioteca, senza una palestra, senza un cinema, chissà cosa ti risponde" (Maria Teresa Marzano).

Non avrei saputo dire meglio. Non da antropologo e da studioso di paesi ma da abitante che conosce la durezza e la difficoltà della vita in paese. Non servono slogan e retoriche ma progetti e politiche nuove. Nuovi sguardi. Nuove e faticose pratiche per riabitare l'Italia. Grazie Maria Teresa.

E proprio per quei progetti e quelle politiche nuove D'Urbano si è battuto e ha vissuto gran parte della sua vita politica e culturale. Soprattutto come dirigente storico e grande appassionato di BAI e dei Borghi, specie quelli abruzzesi, sua regione.Contribuendo a dar vita per esempio nel 2020 a IT.A.CÀ, primo e unico festival in Italia dedicato al Turismo Responsabile. Una edizione che scelse il tema della “ BIO-DIVERSITA’, Paesaggio e Umana Bellezza “.Perchè   “Da sempre IT.A.CÀ propone un’inversione di rotta rispetto all’idea ‘tradizionale’ di viaggio, così come si è sedimentata nelle pratiche comuni degli individui: l’intento è preservare, conservare, rispettare i luoghi che si visitano, agire nel rispetto del contesto che ci accoglie, partecipare come ‘cittadino temporaneo’ allo sviluppo dei territori e delle città che si incontrano. Rispettare l’essenza e il ritmo naturale del contesto e della Bio-diversità che anima i luoghi visitati, permetterebbe al turista-viaggiatore di integrarsi nel tessuto, senza stravolgerlo, e allo stesso tempo alle comunità di partecipare responsabilmente allo sviluppo del proprio territorio. La chiave di volta, semplice quanto rivoluzionaria, è quindi il rispetto.

Per questo motivo, gli organizzatori insieme alla rete di IT.A.CÀ hanno scelto la bio-diversità come tema portante dell’edizione 2020 del Festival. «Intendiamo partire dalla centralità della Terra e delle specie che la abitano, dove l’uomo non è che un singolo elemento in connessione con gli altri, esplorando il concetto di BIO-DIVERSITÀ da ogni punto di vista, poiché contiene nella sua essenza la nozione di rispetto (per il diverso, per la molteplicità, per gli ecosistemi delicati ecc) che è al centro del nostro lavoro da oltre 12 anni – dichiara Pierluigi Musarò, Direttore del festival IT.A.CÀLaddove c’è turismo di massa, il rispetto per la biodiversità viene meno, e mai come ora si sente l’esigenza di un cambio concreto di passo nelle abitudini dei viaggiatori, a favore di un turismo ‘lento’, vicino magari, per rilanciare le peculiarità dei nostri territori meno battuti, scoprendo all’interno dei propri confini la possibilità di abbracciare finalmente una forma sostenibile di spostarsi e viaggiare»intesa come meravigliosa pluralità di ecosistemi, molteplicità di esseri viventi e complessità virtuosa della natura, il concetto di Bio-diversità che fa da collante al programma di questa edizione di IT.A.CÀ rappresenta un passo importante per una fertile e vivificatrice riflessione su un tipo turismo sempre più responsabile, che mette al centro il rispetto per le comunità e i territori che accolgono il viaggiatore, e dove il viaggiatore contribuisce alla preservazione dei luoghi visitati. «È necessario che si generi una presa di coscienza collettiva su quelle che sono le nuove prospettive legate a un turismo sempre più responsabile, in grado di valorizzare, rispettando le caratteristiche, le bellezze delle nostre aree interne – afferma Sonia Bregoli, co-fondatrice del festival IT.A.CÀ- Ad esempio, il turismo lento e i cammini possono essere una leva di rigenerazione territoriale per il nostro paese, ora più che mai in questa situazione di crisi economica legata all’emergenza sanitaria». In un momento storico come questo, la riflessione di IT.A.CÀ si innesta su un ripensamento dell’intero settore turistico, dove promuovere queste nuove opportunità di viaggio potrà favorire una reale rigenerazione territoriale, specialmente adesso che la competizione con le mete lontane è drasticamente ridotta.” (1)

Il 22 maggio 2020 l’Assemblea dei soci di Borghi Autentici Tour eleggendo il nuovo Consiglio d’Amministrazione gli affidò la presidenza proprio per il suo impegno di valorizzazione di borghi e cammini tra cui quello dell'Associazione Cammino di San Pietro Eremita di cui era presidente. In quella occasione d'Urbano scriveva : “ Borghi Autentici Tour è una delle realtà che operano all’interno di Borghi Autentici d’Italia, come per esempio, la Fondazione Futurae. Ognuna di esse assolve a compiti ben precisi. Nello specifico, Borghi Autentici Tour, punta a valorizzare un turismo che coniuga ambiente, storia, cultura, tradizione, cucina tipica, attraverso un percorso esperenziale che accompagna il visitatore in una dimensione alternativa al turismo di consumo.”  

Idee con le quali , nel suo nuovo ruolo, intendeva imprimere ulteriore significato alla centralità dei territori e dei borghi che negli ultimi tempi hanno guadagnato un isperata notorietà per essere entrati nelle argomentazioni di architetti di fama come Stefano Boeri ,Massimiliano Fuksas (2)

Anche se continuava D'Urbano : “ Però non basta essere un borgo per diventare destinazione turistica, occorre fare delle cose. E le cose da fare stanno dentro quel tipo di turismo che riesce a far vivere all’utente delle vere e proprie esperienze sensoriali. Il classico visitatore che arriva, visita qualcosa, guarda e va via, non è più un asset strategico. Occorre sviluppare la capacità di entrare nelle corde più profonde di chi acquista un pacchetto turistico.» Concludendo : “ «Il lavoro da fare è complesso. Convincere una comunità a fare accoglienza esperienziale non è semplice. Il compito di BAI Tour è quello di aiutare i borghi associati a mettere in piedi la cultura di base dell’economia dell’esperienza. L’associazione ha quindi l’obiettivo di formare gli operatori. Dai B&B ai ristoratori, dai Bar agli alberghi, investendo tutta la filiera della ricettività, passando per le Pro Loco e tutti quei soggetti che possono diventare elementi di traino per un’operazione di questo tipo.” «Ovviamente all’interno della struttura facciamo anche commercializzazione, ma prima ancora che commercializzare, ci teniamo a formare gli aderenti all’associazione, perché l’elemento culturale è quello centrale di tutto il progetto. Quando un comune, un borgo, aderisce all’associazione, inizia un percorso fatto di molte cose.»

Per D’Urbano il primo elemento discriminante, nel percorso di crescita di una comunità, è imparare ad assumere un approccio diverso con l’esterno. «Se per esempio faccio venire un americano per tre quattro giorni di permanenza nel mio borgo, dovrò attivarmi affinché quel turista abbia un’esperienza memorabile che gli resterà impressa nella memoria.»   (3)

E' interessante rileggere e ripercorre le tappe proprio del suo Hombres territorio, un sito che racconta   le esperienze del territorio ( 4 ) con un taglio informativo ma anche di approfondimento proprio sulla realtà del territorio .

Proprio in riferimento al territorio c'è sulla pagina fb di Enzo D'Urbano una sequela per esempio di immagini che raccontano le porte delle mura di cinta dei borghi. Un inventario intrigante e affascinante sul senso e il valore di questo elemento architettonico che stabilisce il dentro e il fuori anche se spesso non si riesce a capire dove sta il dentro e dove il fuore essendosiinvertiti nel tempo storico queste due dimensioni .

E poi nell'esperienza culturale di Enzo d'Urbano cè il Premio Hombres di poesia , video poesia, racconti, fotografia, giornalismo .Il premio HOMBRES prende il nome da un personaggio autentico di un piccolo borgo abruzzese, Fulvio Palombo (Hombres era il suo nomignolo). Il borgo è Pereto.

Un premio può essere nominato ricordando un personaggio famoso della storia o della cultura, di un luogo preciso o di un avvenimento eclatante. Scriveva D'Urbano :”Noi dell’associazione Hombres, a suo tempo, abbiamo pensato di ricordare e promuovere un piccolo territorio attraverso il nome di una persona della comunità locale che, seppur avendo una visione culturale dello stare in comunità, non era riuscito ad intercettare il potere politico, economico o culturale. L’essere itinerante nei borghi autentici d’Italia vuole significare proprio il desiderio di incontrare tanti Hombres che vivono nelle realtà locali e che hanno dato è danno a quella comunità elementi di vera e condivisione cittadinanza popolare”

L' edizione 2019/2020 fu ospitata dal centro abruzzese di Pereto. Turania che ospiterà l’edizio0ne 2021-22 provincia di Rieti, è nella valle del Turano, al confine geografico del Lazio con l'Abruzzo. Il suo territorio fa parte della regione storico-geografica della Sabina. Confina con i comuni di Carsoli (AQ), Collalto Sabino, Collegiove, Pozzaglia Sabina e Vivaro Romano (RM). E’ un antico borgo originariamente chiamato Petescia, risalente all’anno 890 d.c.. L'insediamento è probabilmente di origine preromana.Fece parte per secoli del feudo Borghese perché nel 1632 Michelangelo Muti, con autorizzazione del Papa Urbano VIII, permutò Petescia ed altri centri con il Principe Marcantonio Borghese . La sua storia è ricca di molte vicende che gli anziani del luogo raccontano comprese quelle di cui furono testimoni nella loro adolescente conseguenti alla seconda guerra mondiale, all’occupazione tedesca e alla lotta di liberazione. Centro prevalentemente agricolo ha subito il destino dei piccoli centri di montagna andando incontro ad uno spopolamento che il male endemico del territorio appenninico. Un territorio oggi a forte vocazione turistica anche per le bellezze naturali e paesaggistiche

.

Il pregio del Premio Hombres Itinerante sta proprio in questo incontro tra la letteratura e in particolare della poesia con il territorio .Un modo per ricordare come l’arte può contribuire a far riflettere e a mettere in evidenza le peculiarità dei luoghi che diventano così “ luoghi dell’anima” coinvolgendo

Il premio prevede anche una sezione per Franco Fontana a cui è dedicato . Gli autori possono partecipare con una fotografia, un racconto, un diario, una poesia, un articolo. Con una opera ispirata all’artista.

L’edizione del Premio Hombres Itinerante   del 2021 salterà automaticamente al 2022 e precisamente al maggio dell’anno che verrà. Sul sito del premio si leggono le motivazioni del suo carattere itineranti tra cui   “La edizione dunque si svolgerà in un piacevole borgo della provincia di Rieti, nel Lazio, Turania. Ribadiamo che il premio circola nei borghi italiani là dove viene chiamato principalmente dall’amministrazione comunale, dalla pro Loco, da varie associazioni, ecc. Realtà ed organizzazioni sensibili alla cultura e all’incontro tra la propria comunità e i tanti artisti che ruotano intorno al nostro premio. Ci piace sottolineare che, in un crescendo relazionale, questo incontro è diventato una seria e profonda occasione per fare e divulgare cultura. La cultura come motore di resistenza e rinascita dei piccoli borghi italiani. E’ quello che cerchiamo di fare con il nostro

Premio dal 2004.”

(1)https://www.borghiautenticiditalia.it/al-via-la-dodicesima-edizione-del-festival-itaca

(2)https://www.ildigitale.it/architetto-fuksas-vivere-nei-paesini-per-un-nuovo-umanesimo/

https://ilmanifesto.it/la-rivoluzione-dei-piccoli-borghi-puo-cambiare-il-volto-del-paese/

( 3 )https://www.terremarsicane.it/borghi-autentici-ditalia-come-promuovere-il-territorio-e-creare-lavoro-ai-tempi-del-coronavirus/?fbclid=IwAR05Q4Ljot8es4Gz7dXjPp1T_cmTMyVLe-rx72Y2QoYM3e3ejNBVWg_y2Uw

( 4 )http://www.hombreseterritorio.it/diario/san-pietro-eremita-e-il-suo-tempo/?fbclid=IwAR05Q4Ljot8es4Gz7dXjPp1T_cmTMyVLe-rx72Y2QoYM3e3ejNBVWg_y2Uw

Ultima modifica ilGiovedì, 06 Gennaio 2022 12:55

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